La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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TESTIMONIANZA DI UNA RELIGIOSA MOLESTATA DAL BOIA DI FRIGENTO. “TUTTO QUESTO E’ VERO O FALSO? NON SI SOTTRAGGA AL PROCESSO, PADRE MANELLI”

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In foto: Tatuaggio prodotto da D. L. ex suora di padre Manelli per mascherare le marchiature a fuoco inflittegli nel “Colombaio” di Città di Castello (PG) sotto la spinta dell’ex superiora Francesca Perillo rifugiatasi in Inghilterra per fondare un nuovo raggruppamento religioso

 

“Ci palpeggiava il seno e le natiche, ci stringeva la vite e ci abbracciava, avvicinava le sue labbra alle nostre, metteva la nostra testa sulle sue ginocchia durante la confessione… Ammetto che eravamo tutte contente di questo, estasiate di essere oggetto delle sue attenzioni, giustificate in nome della sua santità che si manifestava misticamente attraverso espressioni erotiche di cui nemmeno la Bibbia è esente…”. Questa la testimonianza di una delle religiose vittime di padre Stefano Manelli, il boia di Frigento, pubblicata oggi dal sito “La verità sul commissariamento dei Francescani dell’Immacolata”.

 

Si tratta di una lettera aperta al religioso attualmente sottoposto per decisione di Papa Francesco ad un regime di rigida clausura. “Oggi – scrive la ex suora che ha trovato il coraggio di denunciare padre Manelli – vederla così ostinato e incapace di accettare un minimo di disciplina dopo aver preteso da noi persino la morte di una giovane vita, mi disgusta”.

“L’opinione pubblica sa che lei, Stefano Manelli, si è già sottratto ad un incontro presso il promotore di giustizia ecclesiastico e il giudice del Tribunale civile di Avellino lo scorso 22 dicembre? Vuole che il procedimento vada in prescrizione per decorsi termini e poi far credere all’opinione pubblica che il caso è chiuso’, che lei è innocente, che è stato ‘scagionato’ come scrivono i suoi nipotini? Crede che siamo tutte delle ingenue, tutte delle ignoranti, come quando ci ha tenute segregate in convento?”.

L’ex francescana dell’Immacolata elenca una serie di fatti, per poi chiedere a padre Manelli se “tutto questo è vero o falso” invitandolo – come ha già fatto questo giornale on line – a rinunciare alla prescrizione e a non sottrarsi alla giustizia.

“E’ vero – domanda la donna – Stefano Manelli che ci portava nella sua camera (all’interno della nostra clausura conventuale)  e ci tratteneva fino a notte fonda per motivi tutt’altro che religiosi? Le marchiature a fuoco sul petto, i patti di sangue dei quali andavamo fiere, le punture sulle dita per vergare col sangue la nostra offerta di obbedienza assoluta ai fondatori. La preferenza sul tipo di morte da martire di cui lei ci esaltava a modo di gioco: sbranata da leoni, bruciata viva, fatta a pezzi… Che le suore non fossero curate adeguatamente, che venissero isolate dal mondo, allontanate dai familiari, i nemici della vocazione, è vero o falso? Mi chiedo se oggi le suore lontane dall’Italia Centrale sanno o meno che c’è stato il terremoto. Come può la Chiesa nostra madre continuare a coprirla e a perpetuare impunemente questi abusi su delle consacrate?”

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Nella foto il giovane Manelli ancora Frate Minore Conventuale

“Manelli – rivela la sua ex adepta –  ha sempre mangiato cibi speciali, cucinati con cura, adottato un regime di vita personalizzato, fruito delle migliori cure e dei migliori specialisti medici, ha sempre viaggiato come, quando e dove voleva con una grossa berlina che cambiava ogni due anni e un autista personale. Noi soffrivamo la fame o dovevamo mangiare smisuratamente per sformarci, apparire più brutte; lei nel frattempo faceva quello che voleva…E’ poi iniziata la favola degli extraterrestri, degli asteroidi che dovevano cadere sulla terra, della Terza Guerra Mondiale termonucleare imminente, del grande buio, della grande carestia e ne forniva persino le date! Non ne ha azzeccata una, peggio dei Testimoni di Geova!”.

“Mi dispiace – conclude la vittima di padre Manelli – che tante persone in buona fede continuano ad andarle dietro, pendere dalle sue labbra, considerarla un oracolo e obbedirle più che al Papa… Cosa racconterà a San Pietro quando si ritroverà al Giudizio di Dio? Ha trascinato tante persone dietro le sue follie e si è lasciato trascinare a sua volta da chi era più esaltato di lei. Oggi sta invitando ad uscire dall’Istituto le mie consorelle per sottrarle all’obbedienza delle commissarie, sognare di creare una nuova corte in una chiesa dei sogni, delle fantasie, delle eresie”.

http://www.farodiroma.it/2017/02/11/la-testimonianza-religiosa-molestata-dal-boia-frigento-vero-falso-non-si-sottragga-al-processo-padre-manelli/

PAPA: QUANDO I FONDATORI SONO ABUSATORI E RESTAURAZIONISTI

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La pedofilia va combattuta nella Chiesa anche con la prevenzione. “Attenzione a ricevere in formazione candidati alla vita religiosa senza accertarsi bene della loro adeguata maturità affettiva. Per esempio: mai ricevere nella vita religiosa o in una diocesi candidati che sono stati respinti da un altro seminario o Istituto senza chiedere informazioni molto chiare e dettagliate sulle motivazioni dell’allontanamento”.

A lanciare questo monito è Papa Francesco che affronta anche il tema degli abusi sessuali compiuti da ecclesiastici nel colloquio con i 140 Superiori Generali di Ordini e Congregazioni religiose maschili, svoltosi il 25 novembre 2016 nell’Aula Paolo VI, trascritto e pubblicato da padre Antonio Spadaro sul numero 4mila della Civiltà Cattolica (anticipato in parte dal Corriere della Sera) per il numero 4000 della Civiltà Cattolica.

“Se sono coinvolti religiosi, è chiaro che è in azione la presenza del diavolo che rovina l’opera di Gesù tramite colui che doveva annunciare Gesù. Ma parliamoci chiaro: questa è una malattia. Se non siamo convinti che questa è una malattia, non si potrà risolvere bene il problema”, spiega Francesco che ricorda un dato molto inquietante “circa gli abusi sessuali: pare che su 4 persone che abusano, 2 siano state abusate a loro volta. Si semina l’abuso nel futuro: è devastante”.

“Personalmente – confida – ho molto a cuore il tema del discernimento. Il discernimento accomuna la questione della formazione dei giovani alla vita: di tutti i giovani, e in particolare, a maggior ragione, anche dei seminaristi e dei futuri pastori. Perché la formazione e l’accompagnamento al sacerdozio ha bisogno del discernimento. Al momento è uno dei problemi più grandi che abbiamo nella formazione sacerdotale. Nella formazione siamo abituati alle formule, ai bianchi e ai neri, ma non ai grigi della vita. E ciò che conta è la vita, non le formule. Dobbiamo crescere nel discernimento”.

Secondo Francesco, “la logica del bianco e nero può portare all’astrazione casuistica. Invece il discernimento è andare avanti nel grigio della vita secondo la volontà di Dio. E la volontà di Dio si cerca secondo la vera dottrina del Vangelo e non nel fissismo di una dottrina astratta”. Nella conversazione aperta tra Papa Francesco e i superiori generali degli istituti religiosi è affrontato il dramma della pedofilia all’interno di istituti, a partire da un dato di cronaca molto doloroso: i più promettenti tra i nuovi istituti, ad esempio i Legionari di Cristo e i Francescani dell’Immacolata, che il Papa non ha nominato esplicitamente, hanno visto i loro fondatori, padre Maciel e padre Manelli (nella foto), commissariati dal Vaticano a causa di numerosi abusi e altri reati da loro commessi.

“A volte – ha detto infatti il Papa – si scopre persino che dietro c’erano cose scandalose. Ci sono piccole fondazioni nuove che sono davvero buone e che fanno sul serio. Vedo che dietro queste buone fondazioni ci sono a volte anche gruppi di vescovi che accompagnano e garantiscono la loro crescita. Però ce ne sono altre che nascono non da un carisma dello Spirito Santo, ma da un carisma umano, da una persona carismatica che attira per le sue doti umane di fascinazione. Alcune sono, potrei dire, ‘restaurazioniste’: esse sembrano dare sicurezza e invece danno solo rigidità. Quando mi dicono che c’è una Congregazione che attira tante vocazioni, lo confesso, io mi preoccupo. Lo Spirito non funziona con la logica del successo umano: ha un altro modo. Ma mi dicono: ci sono tanti giovani decisi a tutto, che pregano tanto, che sono fedelissimi. E io mi dico: ‘Benissimo: vedremo se è il Signore!’. Alcuni poi sono pelagiani: vogliono tornare all’ascesi, fanno penitenze, sembrano soldati pronti a tutto per la difesa della fede e di buoni costumi? E poi scoppia lo scandalo del fondatore o della fondatrice. Noi sappiamo, vero? Lo stile di Gesù è un altro. Lo Spirito Santo ha fatto rumore il giorno della Pentecoste: era all’inizio. Ma di solito non fa tanto rumore, porta la croce. Lo Spirito Santo non è trionfalista”.

“Lo stile di Dio – ha concluso Francesco – è la croce che si porta avanti fino a che il Signore non dice ‘basta’. Il trionfalismo non va bene d’accordo con la vita consacrata. Dunque, non mettete la speranza nel fiorire improvviso e massiccio di questi Istituti. Cercate invece l’umile cammino di Gesù, quello della testimonianza evangelica. Benedetto XVI ce lo ha detto molto bene: la Chiesa non cresce per proselitismo, ma per attrazione”.

http://www.farodiroma.it/2017/02/09/papa-fondatori-abusatori-restaurazionisti/

PADRE STEFANO MANELLI E I MANIFESTI ANTI PAPA A ROMA – Lettera Aperta

manifesti-contro-francesco

LETTERA APERTA

Reverendo padre Stefano Manelli,

è da tempo che si è spento in me ogni sentimento di stima nei suoi confronti.

La credevo insieme ad altre consorelle un riformatore della Chiesa e della vita religiosa con un progetto di vita chiaro e sostenibile sull’esempio di San Massimiliano Maria Kolbe.

Dopo l’affissione abusiva di manifesti anti Papa Francesco a Roma, mi chiedo se sia possibile cadere più in basso dei committenti del vile gesto.

Lei ci ha voluto proporre l’eroismo, l’imitazione dell’Immacolata e di San Francesco, eppure nella sua condotta non c’è nulla che richiami ai santi ai quali ha voluto ispirarsi.

Non è stato capace di obbedire al Papa ed amarlo soprannaturalmente; non le è stato possibile vivere un’autentica povertà; non le è stato possibile testimoniare un’angelica castità da consacrato.

Purtroppo tutto riconduce alla sua persona come responsabilità ai dileggi in romanesco ai danni del Santo Padre.

Si vergogni!

Non è difficile intuire il nesso tra i Cavalieri di Malta e i Francescani dell’Immacolata quando è risaputo del profondo legame ideologico cha la unisce all’indegno porporato americano.

Cosa avrebbe fatto S. Francesco se il pontefice avesse orientato il suo apostolato o la sua azione di governo – che presto rimise nelle mani di altri frati – in una direzione diversa al suo primordiale e personale intento?

Manelli come può da religioso e da uomo sentirsi “decapitato” dopo venticinque anni di ininterrotto governo sui frati e sulle suore (!) rinnovati nella forma con elezioni fraudolente dal 2002?

Ha diviso i suoi figli creando mostri e inventando intrighi di corte per evitare di assumersi ogni responsabilità sul commissariamento.

Ha indossato la maschera della vittima per commuovere le sue figlie; ha fatto sentire importanti dei laici mediocri perché fossero loro a difendere quel patrimonio che è la risorsa dei corrotti.

Ha inventato la storiella delle Associazioni proprietarie dei beni e benefattrici di frati e suore quando poco prima – oltre che nelle Costituzioni di Frati e Suore – aveva scritto e commentato che i gestori e gli associati sono rispettivamente ed esclusivamente gli Economi generali e i religiosi Frati e Suore degli istituti da lei fondati.

Adesso che la Chiesa, dopo aver esercitato per lungo tempo misericordia e pazienza nei confronti suoi e dei suoi sodali le ha dato un ultimatum, sta nuovamente scatenando l’inferno sulla terra nella maniera più rozza: l’agitazione popolare a mezzo stampa elettronica e manifesti.

Ma che demonio è lei?

Altro che Immacolata!

Fa scrivere su uno dei tanti blog dei tradiprotestanti  che non può esserci pena senza colpa.

Il signor Giovanni Turco che ne è l’autore, non si vergogna delle sue asserzioni nei confronti di noi vittime?

Si parla di condanna senza processo…

L’opinione pubblica sa che lei, Stefano Manelli, si è già sottratto ad un incontro presso il promotore di giustizia ecclesiastico e il giudice del Tribunale civile di Avellino lo scorso 22 dicembre?

Se lei è innocente, di cosa ha paura?

Vuole che il procedimento vada in prescrizione per decorsi termini e poi far credere all’opinione pubblica che “il caso è chiuso”, che lei è innocente, che è stato “scagionato” come scrivono i suoi nipotini?

Crede che siamo tutte delle ingenue, tutte delle ignoranti, come quando ci ha tenute segregate in convento?

E’ vero Stefano Manelli che ci portava nella sua camera (all’interno della nostra clausura conventuale)  e ci tratteneva fino a notte fonda per motivi tutt’altro che religiosi?

E’ vero che ci palpeggiava il seno e le natiche, ci stringeva la vite e ci abbracciava, avvicinava le sue labbra alle nostre, metteva la nostra testa sulle sue ginocchia durante la confessione…

Vero o falso?

Ammetto che eravamo tutte contente di questo, estasiate di essere oggetto delle sue attenzioni, giustificate in nome della sua santità che si manifestava misticamente attraverso espressioni erotiche di cui nemmeno la Bibbia è esente…

Queste le sue spiegazioni, vero?

Le marchiature a fuoco sul petto, i patti di sangue dei quali andavamo fiere, le punture sulle dita per vergare col sangue la nostra offerta di obbedienza assoluta ai fondatori, è vero o falso?

La preferenza sul tipo di morte da martire di cui lei ci esaltava a modo di gioco: sbranata da leoni, bruciata viva, fatta a pezzi…

Vero o falso?

Oggi vederla così ostinato e incapace di accettare un minimo di disciplina dopo aver preteso da noi persino la morte di una giovane vita, mi disgusta.

Che le suore non fossero curate adeguatamente, che venissero isolate dal mondo, allontanate dai familiari, “i nemici della vocazione”, è vero o falso?

Mi chiedo se oggi le suore lontane dall’Italia Centrale sanno o meno che c’è stato il terremoto.

Come può la Chiesa nostra madre continuare a coprirla e a perpetuare impunemente questi abusi su delle consacrate?

Manelli, ha sempre mangiato cibi speciali, cucinati con cura, adottato un regime di vita personalizzato, fruito delle migliori cure e dei migliori specialisti medici, ha sempre viaggiato come, quando e dove voleva con una grossa berlina che cambiava ogni due anni e un autista personale.

E’ questa la povertà?

Noi soffrivamo la fame o dovevamo mangiare smisuratamente per sformarci, apparire più brutte; lei nel frattempo faceva quello che voleva…

Vero o falso?

E’ poi iniziata la favola degli extraterrestri, degli asteroidi che dovevano cadere sulla terra, della Terza Guerra Mondiale termonucleare imminente, del grande buio, della grande carestia e ne forniva persino le date!

Non ne ha azzeccata una, peggio dei Testimoni di Geova!

Mi dispiace che tante persone in buona fede continuano ad andarle dietro, pendere dalle sue labbra, considerarla un oracolo e obbedirle più che al Papa…

Cosa racconterà a San Pietro quando si ritroverà al Giudizio di Dio?

Ha trascinato tante persone dietro le sue follie e si è lasciato trascinare a sua volta da chi era più esaltato di lei.

Oggi sta invitando ad uscire dall’Istituto le mie consorelle per sottrarle all’obbedienza delle commissarie, sognare di creare una nuova corte in una chiesa dei sogni, delle fantasie, delle eresie.

Crede davvero che tutte seguiranno la Francesca Perillo o, come adesso si chiama, Suor Eliana?

Cos’è diventata questa donna? Una carmelitana, una benedettina, una domenicana, una francescana, una cattolica, una protestante, una lefebvriana, una teista?

Cos’è?

Credo che troppe persone hanno già troppo sofferto per questa storia, Stefano Manelli!

Si rende conto del dispiacere che sta dando al Santo Padre, insultato per causa sua pubblicamente e non solo dai manifesti di pochi giorni fa?

Si rende conto dello sbandamento di tante suore e di tanti frati e della vergogna che lei sta ingiustamente infliggendo loro per la sua aperta ribellione alla Chiesa e i suoi atti criminali?

Si rende conto di quante famiglie ha rovinato?

Si rende conto di quanto sia vile mandando sempre avanti gli altri, le suore, i frati plagiati, come ha sempre fatto?

Ha mai avuto coraggio?

Ha mai avuto fede e fiducia in Dio e nella Chiesa?

Ha mai avuto speranza nell’avvenire e nell’umanità redenta?

Ha mai amato con cuore sincero e oblativo il prossimo anziché amare solo e sempre il suo io?

Queste sono le domande pressanti che pongo a lei e delle quali ho già dato per lei la mia risposta nel segreto e nel dolore del mio cuore.

E’ ora di finire questa commedia che si è trasformata in dramma.

E’ ora di restituire la dignità strappata alle sue figlie e ai suoi figli.

E’ ora che la Chiesa faccia il suo corso e mostri le sue convinzioni sulla sua persona e le sue azioni, Stefano Manelli.

Se il Papa scioglie i voti privati vuol dire che essi esistevano e io stessa lo posso attestare senza remore in qualunque opportuna sede.

Se la Chiesa le proibisce di confessare le suore, riconosce che c’erano abusi e problematicità.

Se la Chiesa le chiede di non fare il giro d’Italia mentre si spaccia per malato, vuol dire che svolgeva un’azione destabilizzante all’interno di conventi e di monasteri.

Se la Chiesa le chiede di restituire i beni è perché li considera ecclesiastici e non la proprietà privata di Manelli dirottata a laici amici e familiari prestanome.

Bando ad Antigone e Creonte, nella tirannia dell’illusorio proposto a donne e a uomini che avevano diritto a una vita reale, a una vita consacrata sana, sono io che le chiedo: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?» (Gv 18,23).

Gesù Cristo tacciò di ipocriti i farisei; bene fa il Papa nell’averla spesso ricordata in una delle sue tanti espressioni che rivolge ad uomini (di Chiesa) come lei.

Le presento la lista che Marco Tosatti ha riportato copiandola da un blogger che rispetto a lui almeno lavora gratis e non al soldo di un cardinale corrotto e corruttore:

“Si dissimulano, si mimetizzano da brave persone: si presentano come nei santini, con gli occhi rivolti al cielo mentre pregano, dopo essersi accertati che siano visti: credono di essere migliori di altri, che disprezzano”.

Si chiamano Cristiani, si chiamano Cattolici, ma il loro comportamento rigido li allontana dalla Chiesa.

Orgogliosi, autoreferenziali, lontani dal popolo, intellettuali aristocratici, che chiudono le loro porte e resistono allo Spirito Santo!

Si credono immortali, immuni da colpa o indispensabili. Una Curia che non critica se stessa, che non si aggiorna, che non cerca di migliorarsi è un corpo malato.

Diventano spiritualmente e mentalmente induriti. E’ pericoloso perdere questa sensibilità umana che permette a ciascuno di piangere con quelli che piangono, e rallegrarsi con coloro che sono felici.

O ancora:

  • Vecchie comari
  • Fomentatori della coprofagia
  • Specialisti del Logos
  • Sgranarosari
  • Funzionari
  • Assorbiti da se stessi
  • Neo pelagiani
  • Prometeici
  • Restaurazionisti
  • Cristiani ideologici
  • Pelagiani
  • Signor e signora Piagnistei
  • Trionfalisti
  • Cristiani inflessibili
  • Moderni gnostici
  • Cristiani liquidi
  • Cristiani superficiali
  • Schiavi della superficialità
  • Mummie da museo
  • Facce da funerale
  • Gnostici
  • Autoritari
  • Elitari
  • Pessimisti queruli e disillusi
  • Cristiani tristi
  • Cristiani con la faccia da sottaceto
  • Infantili, timorosi di danzare, di gridare, paurosi di tutto
  • Che cercano certezza in ogni cosa
  • Cristiani chiusi, tristi, intrappolati, che non sono Cristiani liberi
  • Cristiani pagani
  • Piccoli mostri
  • Cristiani sconfitti
  • Cristiani senza speranza
  • Battitori da Inquisizione
  • Seminaristi che stringono i denti aspettando di finire gli studi, che seguono le regole e sorridono, e rivelano l’ipocrisia del clericalismo, uno dei mali peggiori
  • Ideologi dell’astratto
  • Fondamentalisti
  • Preti untuosi e idolatri
  • Adoratori del dio Narciso
  • Preti vanitosi e farfalloni
  • Preti che vendono gomme
  • Preti magnati
  • Religiosi che hanno il cuore amaro come l’aceto
  • Promotori del veleno dell’immanenza
  • Chiusi nella formalità di una preghiera gelida, avari
  • Sterili nel loro formalismo
  • Gente vecchia e nostalgica di strutture e usi che non vivificano più il mondo di oggi
  • Cristiani ipocriti interessati soli ai loro formalismi
  • Malati di accidia
  • Cristiani accidiosi
  • Persone senza luce, deprimenti
  • Egoisti
  • Autoreferenziali
  • Banderuole
  • Marci nel cuore
  • Deboli fino alla putredine
  • Dal cuore nero
  • Cristiani dal cuore debole
  • Cristiani nemici della Croce di Cristo
  • Cavillatori moralistici
  • Contemplativi distanti

In quale di queste categorie si riconosce, Stefano Manelli?

Noi siamo con il Papa.

Washington Post: Come Papa Francesco può purificare il marciume di estrema destra dalla Chiesa cattolica

9 febbraio alle 17:34

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Il cardinale Raymond Burke prende parte a una marcia antiabortista a Roma nel 2012. (Riccardo De Luca / Associated Press)
 

Emma-Kate Symons è una giornalista con sede a Washington ed ex corrispondente da Parigi. Ha Pubblicato stato pubblicato su Foreign Policy Women in the World in consorzio con il New York Times, Quartz, The Atlantic, The Wall Street Journal e The Australian Financial Review.

 

Papa Francesco ha bisogno di prendere misure più severe contro uno dei più influenti Cattolici degli Stati Uniti a Roma, il cardinale Raymond “Breitbart” Burke . Il chierico ribelle non sta solo minando la riforma di Francesco, verso il Papato della compassione e l’insegnamento del Vangelo su quanto si applica ai rifugiati e musulmani, ma il principe ribelle della chiesa sta anche utilizzando la sua posizione all’interno delle mura del Vaticano per legittimare forze estremiste che vogliono abbattere la democrazia liberale occidentale, stile Stephen K. Bannon. In poche parole, il Vaticano si trova ad affrontare una guerra politica tra la modernizzazione di Papa Francesco e un’ala conservatrice che vuole riaffermare il dominio bianco dei cristiani.

Burke è stato ridotto a un ruolo di patrono di cerimonie tra i Cavalieri di Malta, dopo una lotta di potere presso l’antico ordine cavalleresco, vinta dal Papa il mese scorso, a seguito di un battibecco sulla presunta distribuzione di preservativi da parte di un’ala umanitaria dei Cavalieri. Perdendo la battaglia sulla leadership di prestigio nella conclamata ed elitaria società dei Cavalieri con sede a Roma – Francesco sta nominando un suo delegato speciale al di sopra di Burke – è stato visto come un picchiottolo papale con le nocche delle dita per il cardinale che guida la carica contro gli scritti di Francesco sulla comunione ai divorziati. Con la virulenza anti-Islam ( “capitolare all’Islam sarebbe la morte della Cristianità”), la fobia verso i migranti, la difesa di Donald Trump , le giustificazioni per Vladimir Putin, Burke è irriducibile e perfino spavaldo, continuando a presiedere un raggruppamento di estrema destra, neo –fascista- grottesca che sta portando fuori dalla Chiesa.

Questa operazione Vaticana chiamata Dignitatis Humanae  o l’Istituto per la dignità umana, il cui comitato consultivo comprende due dei quattro cardinali che sfidano apertamente Francesco sul matrimonio e la sessualità , è   pedissequamente la propaganda nazionalista dell’americano bianco cattolico Bannon, il preferito di Burke,  con un conto stellare sulla sua home page.

I vertici dell’Istituto, cioè Burke e il suo scagnozzo, i media-savvy Breitbart e il collaboratore Benjamin Harnwell , incoraggiano i fan di Benito Mussolini come Matteo Salvini, della Lega Nord in Italia, e adescano l’estrema destra cattolica antislamica con il poster della ragazza Marion Le Pen del Fronte nazionale “stella nascente” nipote del leader del partito Marine Le Pen in Francia.

Come la stampa italiana per prima ha rivelato , Burke ha tenuto una lunga riunione la settimana scorsa nella sua casa del Vaticano con Salvini, un feroce critico del papa che vuole spingere i profughi in mare e chiudere tutte le moschee in Italia. Era un intervento del raggruppamento politico sul versante del razzismo di estrema destra, prima delle elezioni italiane. Ci sono stati poi manifesti misteriosi apparsi anche nei pressi del Vaticano denunciando “decapitazione” dell’ordine dei Cavalieri di Malta ad opera di un Papa rappresentato con volto sinistro.

La situazione di fronte alla Chiesa cattolica solleva paralleli allarmanti con la guerra ideologica che ha diviso il Vaticano nel 1930, quando il nazionalismo etnico stava spazzando l’Europa sotto Mussolini e Hitler e quando le forze fasciste si infiltrarono nelle più alte sfere della chiesa. Nel 1937, Papa Pio XI pubblicò un’enciclica in tedesco per denunciare il regime nazista e il suo razzismo. La diatriba fece infuriare Hitler, ma l’attenzione era più sulla persecuzione nazista dei bersagli ebrei che suoi cattolici.

In Italia il Vaticano aveva da tempo siglato patti con Mussolini per trarne vantaggi geopolitici e Pio XI non riuscì a sedare il diffuso antisemitismo nella chiesa prima che fosse troppo tardi. Quando Mussolini decretò   nel 1938   che gli ebrei italiani erano tenuti a subire un destino giuridico analogo a quello in Germania, Pio XI cercò di preparare una enciclica pertinente deplorando l’antisemitismo e il razzismo, come rivelato nel libro dello storico David Kertzer ” Il Papa e Mussolini “. Fu il doppio gioco da parte di forze pro-fasciste   in Vaticano   lavorando in tandem con il Duce. Importanti personalità della Chiesa cattolica francese hanno anche collaborato con il fascismo in Francia, dove il regime di Vichy aiutò i nazisti nel deportare circa 80.000 ebrei nei campi di sterminio.

La lezione della storia non è stata perso su Francesco. Dopo l’inaugurazione del Presidente Trump, ha   ha avvertito che l’aumento del populismo potrebbe produrre un nuovo Hitler. Ma ora, mentre l’Europa si trova di fronte a storiche elezioni che potrebbero portare al potere i nazionalisti di estrema destra in tutto il continente per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, si deve agire. La bellicose invettive anti-Islam che vengono da figure come Burke, sono molto simili con l’antisemitismo di molti chierici cattolici viziosi che vi aderirono nel 1930, quando hanno visto gli ebrei come un pericolo per l’Occidente cristiano i cui diritti dovevano essere limitati.

Burke, come Bannon, dice che l’Islam è ” la più radicale ” religione nel mondo e non fa alcuna distinzione nella frenesia da scontro-di-civiltà tra le diverse correnti e le interpretazioni della fede musulmana rispetto ai movimenti jihadisti violenti derivato per lo più da salafismo stile Arabia. Non sorprende, che Burke si dica “molto soddisfatto” dei rapporti con l’autocrate russo per la  “difesa della vita e della famiglia” e crede che Putin possa essersi “convertito” dal suo passato nel KGB.

Eppure, proprio come il comunismo senza Dio poneva una minaccia esistenziale nel passato, la Chiesa cattolica non ha nulla da guadagnare e tutto da perdere nell’ingraziarsi estremisti di destra provenienti dagli Stati Uniti verso l’Europa. Essi distorcono il cristianesimo in

una ideologia di esclusione in difesa della nazione e della razza, e si uniscono alla nuova base di appoggio dei musulmani-nemici con movimenti storicamente antisemiti, come il Fronte Nazionale tutt’altro che cristiano, anzi spesso neo-pagano.

Le opzioni aperte al papa nel trattare con Burke sono limitate.   La scomunica non è in agenda; Burke non è un eretico che nega la fede cattolica. Né Burke si rifiuta di presentarsi al Pontefice come l’arcivescovo francese Marcel Lefebvre, che è stato scomunicato da Giovanni Paolo II dopo aver ordinato in proprio per la sua società ultra-conservatrice chiamata la Fraternità Sacerdotale di San Pio X, vescovi senza l’avallo della Santa Sede. Tuttavia, Francesco, che ha piena autorità sui suoi cardinali, potrebbe rimuovere completamente Burke da ogni restante legame con i Cavalieri di Malta, e richiamato per una correzione pastorale sul tema dei suoi interventi politici inaccettabili, mettere sotto inchiesta Dignitatis Humanae e infine chiudere l’Istituto per la sua politica sovversiva , e inviare il cardinale ribelle a casa negli Stati Uniti. Poiché Burke cerca di eseguire una rivolta e rimprovera il papa per le sue dottrine che definisce “ambigue”, con l’ appoggio di migliaia di sacerdoti , Francesco potrebbe passare ai fatti.

Secondo una consolidata tradizione, Francesco avrebbe potuto scrivere un’enciclica sulle questioni scottanti del populismo e del nazionalismo, con specifico riferimento ai migranti, musulmani ed ebrei, in modo che sacerdoti e prelati tra cui Burke sappiano che sono in contrasto formale con l’insegnamento della Chiesa quando cercano di agire come potere broker per l’estrema destra internazionale.

La posta in gioco non potrebbe essere più alta, tanto più che il papa sembra in rotta di collisione con una briccola-Bannon Casa Bianca che ha imposto una sorta di divieto ai musulmani che lo hanno denigrato durante la campagna elettorale per aver osato suggerire che la costruzione di un muro al confine meridionale degli Stati Uniti è poco cristiano. Se il Papa non mette gli elementi reazionari, come Burke e suoi amici al loro posto, potrebbero forzare un vero scisma durante il suo pontificato e lasciare la chiesa aperta alle accuse giustificabili di non essere riuscito a resistere a sobillatori di estremismo e neo- fascisti nelle sue file.

Washington Post – articolo originale:

IL MATTINO: RESTA IN CARCERE L’AGGRESSORE DEI DUE FRATI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA

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dalla Prima Pagina de Il Mattino ed 10 gen. 2017

Frigento: il giallo dell’aggressione a Roma dei testi contro padre Manelli

“MI SENTIVO PERSEGUITATO”, IN CARCERE IL FERITORE DEI FRATI

“Mi sentivo perseguitato dai frati” ha detto ai carabinieri Renzo Cerro, il 42enne ciociaro che sabato pomeriggio ha aggredito, con un coccio di bottiglia, due religiosi a Roma. Processato ieri mattina per direttissima, ha confessato, ammettendo le sue responsabilità. Disposta la carcerazione. Gaeta aveva testimoniato contro Manelli. C’è un legame con l’aggressione? I sostenitori di padre Stefano non ci stanno e gridano al complotto contro il fondatore. “E’ assurdo pensare ad un collegamento caso Gaeta – caso Manelli; squallido insinuare che vi sia un mandante”.

Il legame Padre Gaeta, aggredito due giorni fa a Roma, con Papa Francesco. > Zarrella a pag. 30

 

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dall’edizione di Avellino, pag. 30

Frigento: lo scandalo dell’Istituto Francescano

RESTA IN CARCERE LO SQUILIBRATO CHE HA FERITO I FRATI

di Loredana Zarrella

«Mi sentivo perseguitato dai frati» ha detto ai carabinieri Renzo Cerro, il 42enne ciociaro che sabato pomeriggio ha aggredito, con un coccio di bottiglia, due religiosi dell’Ordine dei Francescani dell’Immacolata, nella sacrestia di Santa Maria Maggiore, a Roma. Processato ieri mattina per direttissima, dopo essere stato arrestato in flagranza e accusato di lesioni gravissime, ha confessato, ammettendo le sue responsabilità. Disposta la carcerazione.
Sta meglio ed è rientrato negli alloggi dei frati, dopo l’operazione d’urgenza al Policlinico Umberto I, Padre Angelo Gaeta, il sacrestano della Basilica papale che ha avuto la peggio durante la brutale aggressione. È uno degli accusatori di Padre Manelli, l’83enne frate fondatore dell’Ordine sospeso al doppio filo della giustizia, un processo canonico e uno avviato presso il Tribunale di Avellino, a sua volta doppio, penale e civile. A Padre Angelo, intimo amico di Papa Francesco, resta uno sfregio in viso, per la ferita profonda, dallo zigomo al mento, procurata da un collo di bottiglia usato come arma da Cerro, e un interrogativo destinato a rimanere senza risposta.

Perché il 42enne, originario del Frusinate, si è avventato contro di lui e contro il giovane frate filippino Padre Gregorio Adolfo accorso in suo aiuto? Per i carabinieri di piazza Dante, a Roma, è il gesto di un uomo con problemi psichici, un senzatetto con precedenti per piccoli reati contro il patrimonio. Ha agito però con lucidità, ben vestito, nonostante fosse senza fissa dimora, con l’esplicita intenzione di far male a Padre Angelo.

Così, sabato pomeriggio, con la tagliente e rude arma di vetro nascosta sotto il giubbotto, si è diretto dritto verso la sacrestia, al di là della navata gremita di fedeli, eludendo tutte le misure di sicurezza anti-terrorismo predisposte intorno alla Basilica, compresi i metal-detector che, evidentemente, non sono pensati per rilevare il vetro, ma solo il metallo.

Ascoltato ieri pomeriggio dal Maggiore Lorenzo Iacobone, comandante della Compagnia dei carabinieri che hanno fermato la fuga di Cerro, Padre Angelo Gaeta ha affermato ancora una volta di non conoscere l’aggressore che, mentre gli sfregiava il volto, farneticava, dicendo di agire secondo gli ordini di una setta. Gli inquirenti escludono ogni connessione con il ruolo di testimone che Padre Angelo Gaeta ha rivestito nel processo in cui è implicata l’Associazione Missione dell’Immacolata, con sede a Frigento, e che vede Padre Stefano Manelli al centro di una presunta fraudolenta gestione dei beni immobili, di proprietà dell’Istituto dei Frati.

Padre Angelo, 52 anni, originario di Pellezzano, in provincia di Salerno, ha testimoniato contro l’azione di governo del frate fondatore dell’Ordine. Il religioso salernitano aggredito, che da diversi anni riceve il Papa nella Basilica liberiana prima e dopo i suoi viaggi apostolici, ha fatto il noviziato e parte degli studi a Frigento.

È stato Segretario generale dell’Ordine e, in virtù di questa carica, ha fatto parte dell’Associazione Missione dell’Immacolata ma fu estromesso da questa, a sua insaputa, da Padre Manelli. È per questo, per il peso giuridico della sua deposizione, unito alle attese sanzioni canoniche nei confronti del frate 83enne, che l’aggressione è apparsa sospetta. Ma i sostenitori di Padre Stefano non ci stanno e gridano, ancora una volta, al complotto ordito contro il fondatore: «È assurdo pensare a un collegamento caso Gaeta-caso Manelli; squallido insinuare che vi sia un mandante» replicano, a muso duro, attraverso i blog e i social network.

FARODIROMA. L’OBIETTIVO ERA PADRE ANGELO, IL PRINCIPALE ACCUSATORE DI MANELLI

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La vittima designata dell’aggressione di sabato pomeriggio a Santa Maria Maggiore era padre Angelo Maria Gaeta, affrontato e minacciato da Renzo Cerro già nel pomeriggio dell’Epifania, il giorno prima di essere colpito e sfregiato dal 42enne originario del Frusinate con un collo di bottiglia all’interno della sagrestia della Basilica romana. Lo scrive il Messaggero che ha ricostruito l’episodio del giorno prima quando l’uomo, ben vestito con un giaccone blu, felpa e jeans nonostante sia un senzatetto, era entrato nella Basilica, si era diretto spedito verso l’ufficio a destra della navata centrale e aveva cominciato a urlare contro fra’ Angelo: “Voi frati mi avete rovinato”. Quindi era fuggito subito via, senza aggredirlo fisicamente e padre Angelo, 52 anni, salernitano, prossimo a un avvicendamento di ruolo, era rimasto molto scosso, spaventato, pur dicendo ai fedeli di non avere mai visto prima quel giovane.

Dunque il giorno dopo, sabato 7 gennaio, verso le 17.15, sempre nell’ora dei Vespri, Renzo Cerro è tornato nella Basilica papale, proprio per colpire uno dei principali accusatori di padre Stefano Manelli, il fondatore dei Francescani dell’Immacolata esautorato da Papa Francesco nel giugno 2013, a pochi mesi dalla sua elezione. Il quotidiano romano ricorda in proposito che Bergoglio ebbe modo di conoscere personalmente fra’ Angelo nella sua prima visita ufficiale da Pontefice nella Basilica romana il giorno dopo la sua elezione come vescovo di Roma.

E sabato scorso intenzionato a fare del male, Cerro si era organizzato bene armandosi del vetro tagliente, ben nascosto sotto il giubbotto, che è passato indenne ai controlli del metaldetector – che rilevano solo il metallo – all’ingresso presidiato dai poliziotti e dai militari in chiave anti-terrorismo. Dopo avere colpito prima padre Angelo e poi padre Adolfo Ralph, 37 anni, che era accorso in suo aiuto, ai carabinieri che lo hanno fermato mentre tentava di darsi alla fuga e di disfarsi del coccio insanguinato, ha ripetuto il suo mantra: “La Chiesa non mi aiuta”. Padre Angelo, il più grave, è stato medicato al Policlinico Umberto I, dove ha trascorso la notte in osservazione e ieri mattina è tornato negli alloggi dei frati Francescani dell’ Immacolata a Santa Maria Maggiore: il suo volto è sfigurato. Padre Adolfo, anche lui ferito, era stato già rimandato a casa in serata. Secondo il Messaggero, fra’ Angelo sarà ascoltato oggi dai carabinieri coordinati dal maggiore Lorenzo Iacobone. Cerro è accusato di lesioni gravissime e stamani sarà processato per direttissima. Ma che cosa ha scatenato tanto odio? Il 42enne ha precedenti per piccoli reati contro il patrimonio ed era uscito da poco da una comunità. A Roma non ha una fissa dimora, si aggirava nei dintorni della stazione Termini, frequentava la mensa della Caritas e andava a lavarsi e a farsi la barba nei bagni allestiti dal Papa a San Pietro per i senzatetto; manteneva una sua dignità. Forse non ce l’aveva con fra’ Angelo in particolare, ma chissà perché, nella sua testa, con i frati.

Avvenire, il quotidiano cattolico, riporta la testimonianza dell’ex arciprete della Basilica Santos Abril y Castellò per cui l’uomo al momento dell’aggressione avrebbe detto di agire secondo gli ordini di una setta, ipotesi su cui gli investigatori che non hanno potuto ancora interrogare Cerro, né sentire frate Angelo, vanno cauti. Non è escluso che Cerro possa essere sottoposto a una perizia psichiatrica. Padre Angelo fu uno degli accusatori del fondatore dei frati Francescani dell’Immacolata, padre Stefano Manelli, esautorato da Bergoglio nel 2013 e finito nella bufera per gravi abusi di potere, di gestione economica e sessuali. Può esserci qualche legame con l’aggressione a Santa Maria Maggiore? Risposte che Cerro, da una parte, padre Angelo, dall’altra, potranno dare oggi.

http://www.farodiroma.it/2017/01/09/lobiettivo-era-padre-angelo-il-principale-accusatore-di-manelli/

 

IL MATTINO: TESTIMONI CONTRO PADRE MANELLI, FERITI A ROMA

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Lo scandalo di Frigento

TESTIMONI CONTRO PADRE MANELLI, FERITI A ROMA

I due frati della Congregazione sotto inchiesta aggrediti da squilibrato a Santa Maria Maggiore

di Loredana Zarrella

Singolari coincidenze, legate a prevedibili e imminenti provvedimenti canonici nei confronti di Padre Stefano Manelli, fanno da sfondo all’aggressione avvenuta a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, ai danni di due frati francescani dell’Immacolata.

Padre Angelo Gaeta e padre Gregorio Adolfo, tra gli accusatori di Manelli, erano in sacrestia quando, sabato pomeriggio, verso le 18, un uomo di 42 anni si è diretto minaccioso verso di loro con un coccio di bottiglia, eludendo tutti gli apparati di sicurezza, gendarmeria vaticana e pattuglie dell’esercito. Li ha sfregiati al volto, farfugliando frasi come «la Chiesa non mi capisce», e poi è scappato via, fuori dalla Basilica papale situata sul Colle Esquilino, dove ha cercato di disfarsi dell’improvvisata arma di vetro.

Ma la sua fuga è durata poco. Fermato dai carabinieri, Renzo Cerro, questo il nome dell’aggressore, originario di Roccasecca, in provincia di Frosinone, è stato portato in caserma. Ancora da chiarire i motivi alla base del folle gesto che ha portato i due frati in ospedale, al Policlinico Umberto I, tra lo sgomento dei fedeli che, dopo aver sentito le urla provenire dalla sacrestia, hanno visto lo sconosciuto fuggire all’esterno.

Padre Angelo Gaeta, sacrestano della Basilica, e amico di Papa Francesco, è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso, in codice rosso, per una profonda ferita dallo zigomo al mento. Operato d’urgenza, ha fatto sapere ora di stare meglio. Più lievi le ferite riportate dall’altro religioso. Subito scongiurata la matrice terroristica del gesto, i carabinieri hanno chiarito che il movente, seppur ancora in corso di accertamento, è da rintracciare nei sentimenti di astio che Renzo Cerro, con precedenti per droga, nutre verso la Chiesa. Secondo la ricostruzione riferita ad «Avvenire» dal cardinale arciprete della basilica liberiana, Santos Abril y Castelló,

L’UOMO AL MOMENTO DELL’AGGRESSIONE AVREBBE AFFERMATO DI AGIRE «SECONDO GLI ORDINI DI UNA SETTA».

«Non ce l’avevo con loro due, ma sono un incompreso, la Chiesa non mi ha capito», ha detto in caserma. Si ipotizza che possa soffrire di disturbi psichici. Ma si ipotizza anche che il gesto sia legato alla delicata situazione che ruota intorno alla Congregazione fondata a Frigento da Padre Stefano Manelli, esautorato dal suo ruolo di guida dell’Ordine da Papa Francesco nel 2013 per presunti abusi di potere, sia nella gestione del patrimonio sia nel governo della vita dei frati e delle suore, diverse di cui hanno affermato di aver subito abusi sessuali.

L’aggressione del ciociaro contro i frati dell’Immacolata potrebbe essere letta, dunque, come un’intimidazione verso chi ha testimoniato contro l’operato di Padre Stefano Manelli. O come uno sfregio alla Chiesa di Papa Francesco, lo stesso che dispensò tutti i membri religiosi dal voto privato di speciale obbedienza alla persona del fondatore. Il riferimento, esplicito, era alla costrizione di suggellare, con il sangue, voti di fedeltà a Padre Manelli.

Padre Angelo Gaeta, che ha vissuto nel convento di Frigento fino ai primi anni ’90, ha di recente testimoniato nell’ambito del processo sulle irregolarità nella gestione dell’Associazione Missione dell’Immacolata. È stato infatti socio dell’associazione ma fu estromesso a sua insaputa da Manelli.

Sul frate fondatore pende ancora il reato di falso ideologico mentre ora il giallo sull’aggressione ai frati si aggiunge a quello sulle morti sospette del frate filippino trovato morto nel pozzo nel 2002, nel convento di Frigento, e di Padre Fidenzio Volpi, il commissario dell’Ordine deceduto nel 2015, sulla cui barba sono poi state rinvenute tracce di arsenico.