La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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VIA LA MASCHERA!

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Ci si domandava da qualche tempo il senso e soprattutto la paternità di un blogghino denominato All Christian.

Se “dai frutti si riconosce l’albero” è altrettanto vero che un determinato albero produce determinati frutti…

Il mistero che si celava sugli anonimi redattori e amministratori di All Christian viene impietosamente svelato con il semplicissimo accorgimento della ricerca WHOIS, il sistema pubblico informatico che rivela i proprietari dei vari domini internet.

All Christian è stato registrato dal sig. Claudio Circelli residente a Napoli.

Aveva da tempo destato sospetto la nascita di un blog nel quale dietro appena quattro tematiche, “La voce del Santo Padre, Famiglia, Attualità e il caso Francescani dell’Immacolata, si volesse in realtà ed esclusivamente attaccare e offendere l’operato e la persona del Commissario Apostolico FFI.

Nella sezione dedicata al Santo Padre ci sono solo cinque post. Il più aggiornato risale al 21 luglio e con un giorno di ritardo riprende l’Angelus di Papa Francesco.

Circa la sezione famiglia le cose vanno peggio con soli quattro post di cui il più aggiornato è del 10 luglio 2014. Gli altri tre post sono dell’anno precedente, ma è solo una finzione informatica poiché il dominio di “All Christian” è stato registrato il 19 giugno 2014.

Lo stesso espediente è adottato per la sezione “Attualità”, in realtà poco aggiornata con i suoi cinque post di cui l’ultimo è una “lettera aperta al sindaco di Perugia” del 21 luglio 2014.

Sull’ultima sezione, “il caso Francescani dell’Immacolata”, ci sono invece quindici post.

Non si tratta di una prolifica produzione in ben cinque mesi di attività, ma appare evidente il disegno di creare uno spazio informatico – tra l’altro poco indicizzato – con una malcelata ed esclusiva mission: insulto e polemica.

Altra peculiarità del blog è l’inserimento di sarcasmi o invettive contro il Segretario Generale dell’Istituto, P. Alfonso Maria Bruno, presente in almeno sei post.

E’ un odio personale contro il malcapitato o si agisce sotto commissione di un mandante che non ha neppure il coraggio di affrontare faccia a faccia le persone?

Forse anche altri post contengono gli stessi parossismi, ma occorrerebbe un’analisi più approfondita che ci risparmiamo soprattutto per la pallosità (in ambo i sensi) delle lettere aperte, rivolte addirittura al Papa!

E poi c’è chi dice(va) che “Francesco non sa(peva) nulla…”

Entriamo ora nel merito dell’ultimo post con calma ma con altrettanta rapidità e lucidità, quella che manca ai tanti blogghisti, polemisti ed ex giornalisti immischiatisi nel montato caso dei Francescani dell’Immacolata senza neppure conoscerli e averli mai visti, come Socci e Tosatti stessi affermano, da professionisti seri qual sono.

Su quanto scriviamo, se riusciremo anche a far divertire i lettori, oltre che interessarli, avremo messo in pratica anche la carità, oltre all’applicazione della verità.

La “carta da visita” del post e cioè il titolo, è un capolavoro di stile: Istituzione & carisma? Sì, ma con verità & carità”. La trappola

C’è la domanda, la risposta invitante e fuori virgolettato la chiave ermeneutica: la trappola.

Poiché le & sono due, l’estensore dell’articolo autoconfessa col simbolo && la valutazione a corto circuito (del suo pensiero), nota nel linguaggio dei programmatori informatici.

L’introito è una sorta di petitio principii che è come dire: “Che io abbia ragione e che dica il vero, lo dico io”.

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Nel penultimo post di All Christian, il redattore definendosi genitore di una suora francescana dell’Immacolata in un “nota bene” scrive: “Sinceramente siamo un po’ stanchi di rispondere alle solite reiterate accuse a molte delle quali già altri hanno più che sufficientemente ribattuto; per il futuro valuteremo l’opportunità di replicare solo ad eventuali nuove accuse. Il mancato possibile riscontro non dovrà essere interpretato come scarsezza di argomenti”.

Siamo sinceramente contenti di ritrovate energie e di nuovi argomenti che ci confermano, con  i lettori,  intanto del nervosismo del blogghista con la goffa animosità di cui è afflitto.

Sarebbe perlomeno più onesto nei confronti dei pochi lettori che ogni tanto lo leggono, sconsacrarlo con il nome di “No Christian”.

Siamo fieri di aiutare i Frati Francescani dell’Immacolata legittimamente governato dal degno confratello di S. Pio da Pietrelcina, il simpatico e preparato Padre Fidenzio Volpi coadiuvato dai 4/5 dell’Istituto a partire dal Segretario Generale, Padre Alfonso Maria Bruno, una persona che conosciamo, amiamo e stimiamo soprattutto per la sua capacità di abbracciare la Croce nell’aver speso una vita, ancora in consumazione,  nel servizio a un Fondatore che – secondo autorevoli testimonianze – parla solo male di lui a frati, suore, laici, autorità di Chiesa, senza però riuscire a scalfire minimamente la sua immagine e dignità di figlio di Dio, sacerdote e consacrato.

Questo atteggiamento di ostilità, decisamente lontano dalle virtù cristiane, oltre che dalla vita dei santi, è esteso a tutti i frati che sono obbedienti alla Chiesa, che seguono il Papa piuttosto che il Fondatore.

E’ questa la formazione di Padre Manelli?

Portare a Cristo o a se stesso?

L’Immacolata e San Francesco – a cui si richiama quale transustanziazione e reincarnazione – avrebbero agito così?

Si legge su un social network a firma dello pseudonimo Giusy Quaranta, melliflua ed educata penna, che Padre Stefano attualmente “in cura” a San Giovanni Rotondo, è stato con “estrema crudeltà privato del suo assistente personale ed ora ha addosso un bruniano che lo controlla a vista!”

Abbiamo chiesto informazioni, anziché scrivere e parlare a vanvera, scoprendo invece che:

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1)   Padre Stefano non è alla Casa Sollievo della Sofferenza ma – come d’abitudine – in ottemperanza al Capitolo XI della Regola Bollata di San Francesco, è all’interno del convento delle Suore Francescane dell’Immacolata di San Giovanni Rotondo (FG) dal 15 ottobre 2014 (sic). Ha effettuato visite e controlli in ospedale, ma attualmente non c’è nessuna cura o analisi diagnostica, che non possa effettuarsi in qualunque struttura sanitaria nazionale.

2)   Nessun “assistente personale” gli è stato brutalmente sottratto. Non è forse stato Padre Manelli ad invitare tanti frati a non rinnovare i Voti e uscire dall’Istituto in vista di uno nuovo? Possiamo credere che non abbia fatto lo stesso proprio con il suo ex infermiere, autista, cuoco, barbiere, lavandaio, etc ?

3)   Il Commissario Apostolico si è preoccupato di fornire a Padre Manelli un nuovo domestico full optional con tanto di  laurea ed abilitazione in medicina. Si tratta di un sacerdote degno e rispettabile di cui l’Istituto si priva per metterlo a disposizione del Fondatore a tempo pieno. Poiché il Padre e Dottor Agnello è “bruniano” – neologismo del Circelli per indicare chi come Padre Bruno non è un plagiato del Fondatore e segue “l’istituzione delle Chiesa e il carisma FI” –  Padre Stefano preferisce al medico e sacerdote “bruniano”  le cure delle Suore “all manelliane”, poiché anche nel loro interno ci sono varie gradazioni di fanatismo e idolatria: all, soft, cripto… -manelliane. Attualmente Padre Agnello occupa un appartamento attiguo al convento delle suore, uno dei tanti sparsi in Italia e ceduti in eredità alle suore da vecchiarelle nonuagenarie. Fa una vita da eremita, si mette a disposizione del Fondatore e il risultato è… il disprezzo?

L’autore-detrattore del post scrive poi:

“Una petizione vile e sotterranea è stata condotta contro P. Manelli e il suo governo verso il 2011, poco prima o poco dopo”.

L’indeterminatezza della collocazione spazio-temporale, nonché l’assenza dell’oggetto della petizione fanno scadere nell’insinuazione il blogghista.

In cosa consisteva la petizione?

Perché a gennaio 2012 Padre Manelli fece trattare “a pesci in faccia” i Padri Fehlner, Iorio, Zangheratti, Geiger, Santoro che da lontano erano venuti a Roma per parlargli sulla deriva dell’Istituto?

Come si è permesso Padre Manelli di farli chiamare “dissidenti”, termine che poi si è rivoltato contro i suoi Feldmarescialli e fanti?

La dose è rincarata da:

“ Durante la Visita apostolica e il presente Commissariamento i padri cospiratori hanno continuato a fare propaganda diffamante e calunniosa contro P. Manelli, superiori, seminario”

Ci chiediamo chi siano i “padri cospiratori” e cosa abbiano detto nella loro propaganda.

Seppur fosse vero,  dei Frati davvero convinti della bontà del vecchio governo, li avrebbero forse ascoltati? 

All Christian poi continua il suo cronico piglio accusatorio dichiarando: “Dopo la petizione pro-Ecclesia Dei, P. Alfonso Bruno e seguaci (Chi?) in Filippine e Africa si sono industriati per strappare (sic) ritrattazioni a suon di minacce del tipo: ‘Chi non ritratta è contro il Papa e contro la Chiesa e sarà cacciato dall’istituto o sospeso a divinis’… Eppure la petizione pro Ecclesia Dei era rivolta a Papa Francesco!”

Intanto sappiamo com’è andata a finire la storia sulla petizione e la considerazione di cui è stata oggetto, ma il nostro caro blogghista, che ogni tanto si firma in modo apersonale e comunista sotto il titolo del sedicente “Comitato dell’Immacolata”, da dove tira fuori le sue presunte conoscenze?

La fonte è Padre Manelli I, II o III ?

L’ultima chicca degli attori di Dinasty è la seguente: “Gira voce che qualche seminarista straniero, pur di non essere allontanato dagli studi, abbia accontentato la nuova leadership FFI firmando qualcosa contro qualche ex superiore manelliano… “

Crediamo di essere più onesti basandoci sui FATTI e non sul “gira voce…”

I Frati stranieri, comunque, erano i più insofferenti del regime Manelli e non si capisce cosa debbano aver firmato di fronte a delle evidenti devianze.

L’autore del post, poi, sembra un cultore della teologia apofatica poiché considera discorso su Dio e fedeltà a Cristo la negazione di critica al “neomodernismo” di Rahner, Martini e Kasper.

Sappiamo che il blogghista non è un teologo e che in vita sua non ha mai letto nulla sui tre autori appena citati, almeno per farne una critica scientifica.

Nella sua via negationis , quando cita il neomodernismo, ne conosce il significato?

I manelliani, infatti, non si rendono conto che, alla stregua della “sola scriptura” dei Protestanti, la loro “sola traditio” li pone sullo stesso livello di acattolicità.

Necessario dunque l’intervento – anche sul piano dottrinale – della Santa Sede se questa è la formazione impartita ai laici legati ai Francescani dell’Immacolata.

Contraddittorio poi il contestare il modulo da football americano 25+25 e poi attribuire uscita di dati confidenziali (sic) dalla Curia FFI.

Insomma sono 50 o 500 i membri della “guardia preto-manelliana”?
Quanto al nostro blog, così insieme ad altri veniva definito dalla pagina del sito ufficiale: 
“Oltre a confermare il carattere istituzionale del portale  www.immacolata.com, del FB ufficiale  e del twitter UCFFI, la nostra famiglia religiosa saluta l’iniziativa spontanea di altri luoghi di comunicazione ( 1 ; 2 e 3) che pur avendo un carattere indipendente – essendo amministrati da laici – forniscono informazioni che finora ci risultano veritiere e degne di nostra conferma”.
Speriamo di continuare a meritare questo elogio allora attribuito.
Da ricordare che quella dichiarazione si accompagnava allo « sconfesso »  di  un social network.
Questa azione avrà infastidito gli amici della signorina che lo gestisce.

Esiste tuttavia anche Misericordia e fair play nel mondo dei blog.

Su All Christian l’autore dell’articolo che nel precedente post si considerava “un intellettuale” e che si offendeva dall’essere chiamato “picciotto di Padre Manelli” – cosa che credevamo fosse per lui un onore – merita infatti le nostre scuse.

Nell’Onorata Società “Picciotto” è colui che ricopre solo il grado più basso della struttura.

Dopo la “prova di tirata” che forse è la creazione e manutenzione del blog, il secondo grado della Onorata Società è quello del cosiddetto “Camorrista”.

Last but not least, concordando pienamente col blogghista, Rappresentante legale della “Casa Mariana Editrice”, così come si evince dagli Atti Pubblici della Camera di Commercio ove appare in buona compagnia della cognata del Padre Manelli (Giusy Quaranta?) “la questione patrimoniale la lasciamo volentieri a giudici e avvocati”.

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Segno di contraddizione

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Papa Francesco chiede ai religiosi una testimonianza profetica

E a un convegno ecumenico indica la strada maestra dell’unità

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«È possibile vivere insieme come fratelli nella diversità»: lo testimonia oggi la scelta della vita consacrata, autentico «segno di contraddizione» in un mondo dominato da individualismo e soggettivismo. Nel rilanciare questa dimensione Papa Francesco ha chiesto ai partecipanti all’assemblea nazionale della conferenza italiana superiori maggiori — ricevuti la mattina di venerdì 7 novembre — di essere artefici della «vera profezia». Che, ha ricordato, «non è un confronto con le istituzioni » né un atteggiamento ideologico o alla moda, ma «coincide con la santità». E in questo modo fa circolare nella Chiesa e nella società «la linfa della fraternità», che presuppone la coscienza di essere peccatori e la capacità di chiedere e offrire il perdono.

Anche quando ci sono motivi di contrasto tra fratelli, ha aggiunto, è meglio finire «ai pugni» piuttosto che alimentare «il terrorismo delle chiacchiere».

Di fraternità come «segno luminoso e attraente della nostra fede in Cristo» il Pontefice ha parlato anche ai partecipanti al convegno ecumenico di vescovi amici del movimento dei Focolari, richiamando la «strada maestra » dell’unità come risposta «alle tante problematiche e ai drammi del nostro tempo».

L’Osservatore Romano PAGINE 7 E 8

8nov2014

 

Il Pontefice alla Conferenza italiana superiori maggiori

Meglio finire a pugni che alimentare il terrorismo delle chiacchiere

La vera profezia «non è mai ideologica» né risponde a una «moda», ma è sempre «un segno di contraddizione secondo il Vangelo, così come lo era Gesù». Lo ha ricordato il Papa all’assemblea nazionale della Conferenza italiana superiori maggiori, ricevuta nella Sala Clementina la mattina di venerdì 7 novembre. Ai religiosi Francesco ha chiesto testimonianza di fraternità, conversione, preghiera e adorazione.

Cari fratelli,

vi do il benvenuto e vi ringrazio per la vostra accoglienza, in particolare ringrazio il Padre Presidente per aver introdotto questo nostro incontro, che si pone al termine della vostra Assemblea nazionale. Alla luce di quello che ho sentito del vostro lavoro, vorrei condividere con voi alcuni punti di riferimento per il cammino.

Prima di tutto, la vita religiosa aiuta principalmente la Chiesa a realizzare quell’“attrazione” che la fa crescere, perché davanti alla testimonianza di un fratello e di una sorella che vive veramente la vita religiosa, la gente si domanda “che cosa c’è qui?”, “che cosa spinge questa persona oltre l’orizzonte mondano?”. Questa direi è la prima cosa: aiutare la Chiesa a crescere per via di attrazione. Senza preoccuparsi di fare proseliti: attrazione!

L’abbiamo sentito nel Vangelo di mercoledì scorso: se uno «non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo» (Lc14,33). Questa decisione, con forme diverse, è richiesta ad ogni cristiano. Ma noi religiosi siamo chiamati a darne una testimonianza di profezia. La testimonianza di una vita evangelica è ciò che distingue il discepolo missionario e in particolare chi segue il Signore nella via della vita consacrata. E la testimonianza profetica coincide con la santità. La vera profezia non è mai ideologica, non è in confronto con l’istituzione: è istituzione. La profezia è istituzionale. La vera profezia non è ideologica, non è “alla moda”, ma è sempre un segno di contraddizione secondo il Vangelo, così come lo era Gesù. Gesù, per esempio, fu un segno di contraddizione per le autorità religiose del suo tempo: capi dei farisei e dei sadducei, dottori della legge. E lo fu anche per altre opzioni e proposte: esseni, zeloti, ecc. Segno di contraddizione.

Vi ringrazio per il lavoro che avete fatto in questi giorni, come diceva il Padre Presidente: un lavoro che aiuta ad andare avanti nella strada tracciata da Evangelii Gaudium. Lui ha usato una bella espressione, ha detto: “non vogliamo combattere battaglie di retroguardia, di difesa, ma spenderci tra la gente”, nella certezza di fede che Dio sempre fa germogliare e maturare il suo Regno. Questo non è facile, non è scontato; richiede conversione; richiede anzitutto preghiera e adorazione. Mi raccomando, adorazione. E richiede condivisione con il popolo santo di Dio che vive nelle periferie della storia. Decentrarsi. Ogni carisma per vivere ed essere fecondo è chiamato a decentrarsi, perché al centro ci sia solo Gesù Cristo. Il carisma non va conservato come una bottiglia di acqua distillata, va fatto fruttificare con coraggio, mettendolo a confronto con la realtà presente, con le culture, con la storia, come ci insegnano i grandi missionari dei nostri istituti.

Un segno chiaro che la vita religiosa è chiamata a dare oggi è la vita fraterna. Per favore, che non ci sia fra voi il terrorismo delle chiacchiere! Cacciatelo via! Ci sia fraternità. E se tu hai qualcosa contro il fratello, lo dici in faccia… Alcune volte finirai ai pugni, non è un problema: è meglio questo che il terrorismo delle chiacchiere. Oggi la cultura dominante è individualista, centrata sui diritti soggettivi. E’ una cultura che corrode la società a partire dalla sua cellula primaria che è la famiglia. La vita consacrata può aiutare la Chiesa e la società intera dando testimonianza di fraternità, che è possibile vivere insieme come fratelli nella diversità: questo è importante! Perché nella comunità non ci si sceglie prima, ci si trova con persone diverse per carattere, età, formazione, sensibilità… eppure si cerca di vivere da fratelli. Non sempre si riesce, voi lo sapete bene. Tante volte si sbaglia, perché siamo tutti peccatori, però si riconosce di avere sbagliato, si chiede perdono e si offre il perdono. E questo fa bene alla Chiesa: fa circolare nel corpo della Chiesa la linfa della fraternità. E fa bene anche a tutta la società.

Ma questa fraternità presuppone la paternità di Dio e la maternità della Chiesa e della Madre, la Vergine Maria. Dobbiamo ogni giorno rimetterci in questa relazione, e lo possiamo fare con la preghiera, con l’Eucaristia, con l’adorazione, con il Rosario. Così noi rinnoviamo ogni giorno il nostro “stare” con Cristo e in Cristo, e così ci mettiamo nella relazione autentica con il Padre che è nei cieli e con la Madre Chiesa, la nostra Santa Madre Chiesa Gerarchica, e la Madre Maria. Se la nostra vita si colloca sempre nuovamente in queste relazioni fondamentali, allora siamo in grado di realizzare anche una fraternità autentica, una fraternità testimoniale, che attrae.

Cari fratelli, vi lascio queste semplici tracce, sulle quali state già camminando. Vi incoraggio ad andare avanti e vi accompagno in questa strada. Il Signore vi benedica e benedica tutte le vostre comunità, specialmente quelle più provate, più sofferenti. E vi ringrazio per la preghiera con cui voi accompagnate me e il mio servizio alla Chiesa. Grazie!

Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti all’assemblea nazionale della Conferenza Italiana Superiori Maggiori (CISM) – Sala Clementina – Venerdì, 7 novembre 2014

IL “DUCE”  LO AVEVATE PRIMA!

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RISPOSTA ALLA SEDICENTE RISCOSSA CRISTIANA (Fabio Cancelli link)

Poche volte ho letto un contributo  così modesto e privo di veri contenuti. Chi è Fabio Cancelli da mettersi continuamente a sindacare su quello che fa la Santa sede e soprattutto dalla posizione di Istituto indagato?  Che cosa vuole dire, in effetti con questa lettera?  Gli ricordiamo che più volte e su diversi blog o siti abbiamo già risposto a tutte quelle sue esternazioni che si fondano quasi sempre su impressioni soggettive, che abbandonano il  vigore e il rigore dei fatti concreti. Non si può stare sempre chiusi solo nel proprio orticello mentale. Internet, a ragione, può essere considerato un nuovo aeropago dell’evangelizzazione e quindi è doveroso navigarci dentro ed essere almeno informati..

1) Abbiamo già detto che per i fatti gravi della Nigeria non solo il “capo” che è stato sospeso a divinis, ma anche i suoi complici avrebbero dovuto finire – se ci fosse stata la denuncia –  addirittura in galera (cfr. sequestro di persona), per cui sembra ridicolo affermare che la sola sospensione a divinis sia grave. Vada a rileggere l’articolo “Mestieranti della disinformazione”: in Nigeria c’è stata una rivolta all’arma bianca: seminaristi manelliani ammutinati  (quelli normali non lo avrebbero mai fatto!); preso in ostaggio il superiore sottoposto a vessazioni e sequestrato, in rappresaglia contro la destituzione del precedente superiore (manelliano) che aveva commesso numerosi abusi e orchestrava la campagna di disprezzo e di ribellione contro le legittime autorità. In questa sommossa ci sono stati addirittura tafferugli tra i formandi, si è verificato l’intervento della polizia locale per sedare la rivolta. È dovuto intervenire anche il Vescovo locale, per ben otto ore nel convento, per placare gli animi”. Chi difende tutto questo o lo chiama una cosa da niente, si deve vergognare e non solo non è un vero frate ma neanche vero cattolico.

2) Manelli ha creato una mentalità da caserma in cui tutto era rigidamente controllato e una clima di terrorismo psicologico per cui tutti obbedivano e si dicevano contenti, così come nei vari regimi dittatoriali tutti si dicevano contenti. Nelle varie sètte è la stessa cosa: tutti dicono di essere felici, che c’è unità e il santone che li tiranneggia è visto come un benefattore. Di fronte alla fabbrica di burattini manelli e al  loro fanatismo, se non si affronta e si cura il DNA di base si perde tempo e non c’è una vera sanazione in radice. I manelliani che solo con manelli non vanno neanche a fare pipì se non chiedono permesso, invece con tutti gli altri sono insubordinati, tramano sotto banco, utilizzano l’inganno, fanno quello che vogliono e sparano veleno sul web contro il commissariamento, cosa che di per sé, già li qualifica di settarismo perché le procedure della Chiesa non si possono considerare come operate da nemici.

3) Le prove definitive la Santa Sede le dà a chi crede e quando crederà di darle, non certo al primo pinco pallino che le chiede. Ad un vero cattolico basta quanto già indicato in merito ai campi sotto inchiesta:

  1. a) Nel Decreto di nomima del Visitatore apostolico già emergono i problemi interni all’Istituto per i quali si procede all’indagine: “stato della comunità, vita di comunione fraterna, stile di governo del Superiore Generale, formazione dei giovani religiosi e dei candidati al sacerdozio, rapporti con la Congregazione delle Suore Francescane dell’Immacolata (cfr. Decreto, p. 2).
  2. b) Nel Decreto di nomina del Commissario Apostolico Padre Fidenzio Volpi sono aggiunti altre due aree su cui indagare: “l’organizzazione delle attività apostoliche; la corretta gestione dei beni temporali” (cfr. Decreto, 11 luglio 2013).
  3. c) I provvedimenti già presi, l’8 dicembre 2013, dal Commissario Apostolico, in piena sintonia con la Congregazione dei Religiosi e col Santo Padre data la loro gravità e serietà (Lettera, pp. 4-5), indicano con chiarezza la gravità e la serietà dei problemi esistenti in quell’Istituto. La gestione dispotica dell’Istituto, sintetizzata dal frate che ha rilasciato intervista a Radio Spada con la frase “non si muove foglia che manelli non voglia”, esprime bene la prima deviazione dell’Istituto; c’è poi la sua divinizzazione, il culto della personalità, il ritenerlo un “santone” visionario per cui da molti viene messo effettivamente “al di sopra della Chiesa e anche del Vangelo” per cui, anche se non ve ne accorgete nel vostro Istituto SI SEGUE LA PERSONA, NON IL CARISMA, così da avere un grottesco Istituto “ad personam”, come i partiti “ad personam”; ci sono poi gli abusi vari nella vita interna dell’Istituto, con le complicità in questi abusi dei componenti del decaduto – grazie a Dio – Consiglio Generale; e ci sono poi le tante altre contestazioni che in tanti articoli e testimonianze abbiamo già relazionato. “L’ideologizzazione del V.O. (non del V.O. in se stesso che noi stimiamo) ideologizzazione dovuta soprattutto alla Papessa Perillo e a Suor Consiglia; gli abusi e i soprusi compiuti nella vita ordinaria dell’Istituto (che non c’entrano niente con la S. Messa tridentina) e poi tanti altri buchi neri dei manelliani: il settarismo, il fariseismo, l’elitismo, il fondamentalismo, il culto abnorme della personalità del fondatore, il falso carismatismo, il controllo assoluto e nevrotico delle persone, le costrizioni puerili, l’uso dei ricatti, delle minacce, del terrorismo psicologico (si minaccia l’inferno ad ogni occasione), la polverizzazione dell’identità e la distruzione della personalità con la scusa di un’obbedienza spesso isterica e puntiforme, la segregazione dei discepoli, gli abusi col voto mariano strumentalizzato per i capricci e le geometrie individuali dei superiori, ecc.. Sono tanti i buchi neri da cui l’lstituto è minato, lacerato, disgregato e lesionato. Dovete ringraziare la Congregazione se non ha spiattellato in prima pagina a livello nazionale tutte le malefatte di manelli, dei suoi complici e delle sue false colonnelle”.

Ma se lei continua a leggere solo ciò che le fa comodo (come il libro di Carlo Manetti che è super di parte, se non proprio fazioso) ignorando le testimonianze che esprimono i punti negativi dell’Istituto, non vale neanche la pena che io perda tempo a riassumerli di nuovo.

4) In un solo articolo (“Difendersi dai lanciatori di coltelli”) abbiamo riassunto tutti gli stomachevoli attacchi velenosi che voi manelliani, sui vari vostri siti coalizzati, avete sparato contro la Santa Sede, il commissariamento e quindi il Papa che approva in pieno l’operato delle nuove autorità legittimamente nominate, calunniandoli e diffamandoli, mentre fingete di ignorare che il vostro manelli con tutto il consiglio direttivo precedente è stato esautorato e quindi sono tutti insieme ormai decaduti. Cosa di cui non volete ostinatamente farvene una ragione. In quell’articolo si faceva la rassegna stampa delle vostra “violenta guerriglia mediatica e non mediatica – in molti articoli – contro la Congregazione dei religiosi per impedire che faccia chiarezza dentro l’Istituto dei FI, i quali se sono veramente immacolati, non hanno nulla da temere da qualsiasi verifica e da diversi interventi. /…/ La carrellata manelliana che proponiamo assomiglia ad un rassegna degli orrori!”. È la Chiesa che valuta e giudica voi, non voi che potete valutare e giudicare la Chiesa. I comportamenti scorretti e disonesti assunti dai manelliani durante il commissariamento, CONTRO IL COMMISSARIAMENTO, la dicono lunga sul vero volto oscuro di questo Istituto e si aggiungono con autorevolezza alle tante testimonianze sui punti negativi dell’Istituto, giustificando in abbondanza non solo il commissariamento, ma anche eventuali altri provvedimenti forti. Padre Volpi e Padre Alfonso, anche a causa delle numerosissime testimonianze acquisite, sanno tantissime cose sulla vera identità dei manelliani e su quanto avviene effettivamente dietro la facciata perbenistica e perfettina del vostro Istituto. La vostra lettera dimostra che molte cose non le conoscete e parlate per immagini, non in verità.

5) Continuate a ripetere come un mantra che chiedete colloqui personali ma dimenticate due cose: a) i manelliani puri, preparati ad arte da manelli, intervistarti rispondono sempre come macchinette: “va tutto bene, è il migliore istituto che esiste, i superiori sono santi e perfetti, non esistono problemi, le critiche a noi rivolte sono solo calunnie”, ecc. chiusi dentro una muraglia cinese mentale; b) ci sono stati esposti sui punti negativi dell’Istituto fin dal 1998, poi altri nel 2001,2002,2003; già durante la Visita apostolica sono stati acquisite testimonianze significative al di là del questionario (a cui ha collaborato e dato la sua approvazione il vostro Apollonio, il quale è il principale complice e responsabile degli abusi manelliani); dal commissariamento in poi sono state centinaia le testimonianze rese direttamente al commissario o a voce o per iscritto. E ancora oggi continuano a pervenire.

6) Si esige da voi, per l’appartenenza vera alla Chiesa, che quando si parla del Commissario e del Segretario Generale dovete farlo ALMENO con lo stesso rispetto e obbedienza che avevate per il vecchio e decaduto Consiglio Generale. Sapete bene che in passato quando c’erano difficoltà a vivere le obbedienze il vostro manelli diceva sempre: “Obbedisci e basta”. Bene sia lui che voi, oggi dovete fare questo – se siete coerenti – con i nuovi superiori posti dalla Chiesa! Per essi si tratta di nomine ufficiali conferite dalla Santa Sede e approvate dal Papa che, in quanto tali, sono anche superiori ai vostri ex superiori. Se non c’è questo non siete credibili e il vostro parlare non ha alcun valore.

7) Non ascoltate nessuno, avete robusti paraocchi, non avete neanche l’umiltà di pensare: “Fammi leggere con attenzione queste critiche, può darsi che qualcosa di vero ci sia”. Scrivete queste lettere pubblicate dai vostri siti compiacenti solo per sostenere le vostre testarde posizioni e per parlare – in definitiva – a voi stessi di ……voi stessi e quindi ai manelliani come voi, in un circolo chiuso, per dire solo “NON CI DISTRURBATE” (parole già gravi rivolte alla Chiesa) non certo per aprirsi con sincerità alla legittima autorità. Per questo siete regrediti e nuotate nel vuoto.

8) Una cosa che apprezzo nella lettera è che sono state riportate con precisione le critiche che vengono rivolte a manelli e all’Istituto. Per il resto stante la povertà di questa lettera solo un’altra cosa approvo con decisione: l’espressione “il mio è un semplice tentativo d’indagine /…/ che può essere tranquillamente cestinato”. Ecco per il bene di entrambi sarebbe stato bene che una volta scritta, riletta, questa lettera fosse stata accompagnata dalla decisione molto saggia di cestinarla, perché, purtroppo, è priva di un reale spessore contenutistico.

Hanno ucciso l’Uomo Ragno

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In risposta a: All Christian

La tarantola è un ragno tanto brutto, quanto innocuo per l’uomo.
Sui blog e social network capita spesso che ignari internauti vengano avviluppati dalla sua tela il cui morso però non è fatale.
E’ quanto sta succedendo sul famigerato caso dei Francescani dell’Immacolata.
Tanto chiasso, tanta cacofonia, ma poca sostanza per chi sperava in un “controgolpe” a favore di un governo legittimamente e provvidenzialmente rimosso la cui verità sulle malefatte viene a galla quale antidoto a ogni veleno di ragno.
Nel seguire i contenuti presenti nella giungla mediatica, non è difficile imbattersi in una sorta di variegata fauna di animali selvaggi e flora di piante carnivore e velenose.
E’ il caso di “All Christian” che “Tutto” è fuorché “Cristiano”.
In uno dei rari post, datato questa volta 15 ottobre 2014, c’è il lungo “commento alla risposta di Padre Alfonso ad un articolo apparso su Corrispondenza Romana”.
Senza precisare di quale articolo si tratti, segno dell’ozioso dilettantismo di chi scrive senza trame, né ordito, traspare la rabbia offensiva dalle frasi con cui l’anonimo autore bacchetta i Padri Bruno o Volpi di turno, confermando a suo sfavore come l’antipatia nei confronti di una persona non può dare fondamento a una critica rivolta contro tutta l’azione in cui questa persona è impegnata.
Ciò diciamo perché l’attività di governo svolta dal Commissario Apostolico non è soltanto frutto dei suoi orientamenti e delle sue decisioni, ma viene puntualmente concordata, attraverso la Congregazione competente, con la Santa Sede.
Per quanto riguarda le sanzioni, nessuna norma ha vigore se non le prevede e se non vengono applicate quando è necessario.
La sanzione ha naturalmente una funzione di rieducazione, “salutare” , ma la rieducazione richiede una collaborazione da parte dell’interessato e non ci pare che gli estensori dell’articolo siano animati da questo spirito.
Non c’è alcuna situazione repressiva nell’Istituto, e lo prova il fatto che nessuno è stato sanzionato per le sue opinioni, ma solo per casi estremi di indisciplina.
Si commenta da sola la giustificazione delle violenze avvenute in Nigeria: qui non c’entra lo spin doctor, bensì il fatto che l’uso della violenza non è mai accettabile.
L’avere trovato complicità fuori dall’istituto, dimostra che siamo precisamente davanti a un disegno di divisione della Chiesa
E’ un “capolavoro del Diritto” l’affermazione che “i provvedimenti ingiusti non sono validi”.
Chi ne stabilisce la giustizia e chi la validità?
Il Comitato dell’Immacolata?
Chi osa usare e accompagnare al nome della più sublime delle creature una nefanda azione divisoria nei confronti della Chiesa e di una famiglia religiosa?
E’ evidente che, sin dall’inizio del commissariamento, si è confrontati a “una trama ben congetturata” di agitazione mediatica, unico ed estremo ricorso a chi non ha la Ragione e il Diritto dalla sua parte, ma in realtà neanche la Fede, elemento che avrebbe ispirato propositi e azioni ben diverse di quelle che hanno scandalizzato i piccoli e per le quali qualcuno ne risponderà davanti a Dio.
Si parla di “frati contrari al Summorum Pontificum”, ma in realtà NESSUNO dei frati ne era contrario. Si era piuttosto contrari a uno stile di governo, a un’impostazione pedagogica ed ecclesiologica lacunosa, a un’economia (povertà) ipocrita e poco trasparente, problemi tutti emersi durante la Visita Apostolica.
Provvidenziale che nell’articolo si parli ancora della questione dei beni sottratti all’Istituto con l’ennesima apologia nei confronti dei “fratelli e sorelle” di Padre Manelli.
“Cicero pro domo sua”.
Con artificio mediatico, tramite avvocato, si è imposto a padre Volpi una rettifica, o meglio la specificazione del non coinvolgimento dei germani di Padre Stefano Manelli, cosa che il Commissario Apostolico non aveva mai dichiarato, riferendosi evidentemente ai “familiari del Fondatore” che si estendono naturalmente a quelli “acquisiti” come i cognati.
Essendo pubbliche le Associazioni a cui fanno capo i beni dei Francescani dell’Immacolata, si evince dal collegio degli associati che ne fanno parte un cognato e una cognata. E’ forse reato pubblicare un atto pubblico?
Quanto “ai genitori delle suore” è forse reato dichiarare che alcuni di esse sono associati degli Enti a cui fanno riferimento beni ed opere dell’istituto?
E’ chiara la volontà di servirsi di persone di fiducia o ricattabili, quali genitori di religiose che ci tengono al bene delle figlie, per consumare una truffa ai danni di una famiglia religiosa e beneficarne una nuova che si vorrebbe creare.
Quando si parla di frati che scappano dal convento per “l’equilibrio psichico a rischio” si dimentica che quei frati erano in comunità omogenee, formate da persone che condividevano la stessa sensibilità, seppur distorta e non allineata con l’Autorità vigente.

Balayan_church
Le “fughe in avanti” sono piuttosto strumentali al disegno divisorio e al ricongiungimento della prima testa di ponte nella lontana diocesi di Lipa nelle Filippine, lontano dagli sguardi indiscreti di Roma.
Peccato che nell’era del villaggio globale sappiamo che l’Ordinario del luogo è noto per eventi poco simpatici occorsogli, non ultimo tra i quali la contestazione popolare per un Mc Donald inserito nel comprensorio della storica cattedrale.
Finora si era parlato di 150 Religiosi che chiedevano la dispensa dai voti.
Oggi l’estensore dell’articolo, a nome del “Comitato dell’Immacolata”, parla di 35 sacerdoti.
Cosa è successo?
Chi ha dato i “numeri del Lotto”?
E se i sacerdoti anziché 35 fossero 25?
Si ritorna poi spesso sulla questione della Nigeria, non affrontando mai i delitti commessi dai formandi lì presenti e dai formatori istigatori.
L’articolista è così disinformato che scrive: “Cosa si aspetta a lasciarli liberi”?
Il problema è che i formandi non se ne volevano proprio andare e alla fine sono andati via con l’abito, cosa che non ha risparmiato loro di essere perseguiti dagli abitanti della zona e da una giustizia sommaria in un Paese provato dai continui attentati di Boko Haram.
L’autore dell’articolo deve avere la memoria dell’elefante ed essere soprattutto un tipetto vendicativo quando chiama ancora una volta in causa i dati del questionario del Visitatore Apostolico, attribuendone a Padre Bruno il taroccamento.
Sembra molto strano pubblicare dei dati su un sito ufficiale senza nessuna contestazione da parte delle Autorità competenti.
Peccato che il blogghista di All Christian dimentichi di quando Mons. José Carballo in persona, in qualità di Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, fornì in una conferenza stampa di inizio 2014 una percentuale del 74% dei frati che avrebbero auspicato il commissariamento o il capitolo generale straordinario, segno inequivocabile, in entrambe le soluzioni, di un malessere diffuso e di una ferma volontà di rispedire a casa “gli uomini del potere”.
Il tentativo di formare un altro istituto da parte dei dissidenti FI, oramai chiamati “manelliani” se rientri o meno in una dinamica anti ecclesiale non lo stabilisce padre Bruno, ma la Chiesa stessa che si riserva il se e il quando della concessione della dispensa dai Voti, giudizio che non può spettare al sedicente Comitato dell’Immacolata.
Viene invocato il chirografo del Papa sulla non concessione della dispensa. E’ possibile che il Santo Padre si pronuncerà nel merito attraverso il Dicastero competente.
Se nei conventi “non si vive più come in famiglia e c’è diffidenza”, è perché un padre si è trasformato in Saturno e cerca a tutti i costi di distruggere quanto il Signore gli ha ispirato.
Non la tarantola, ma la “vedova nera” uccide i propri partner e i propri figli.
E’ questa la storia della giungla, non è certo questa la storia dei santi.
Più che scrivere le loro vite, occorre imitarli.
Se per gioco o necessità si dovesse ripartire da zero, in attesa che P. Alfonso risponda o meno all’ennesima provocazione, se io fossi frate o volessi diventarlo, seguirei chi sta col Papa e seguirei chi, non in Italia, ma in Africa è partito da zero suscitando numerose vocazioni.

Profilo Facebook non riconosciuto

La pagina del social network Facebook denominata “In favore dei Francescani dell’Immacolata” e che appare così come da snapshot in calce, non è riconosciuta dal nostro Istituto Religioso che ne individua al contrario una piattaforma di agitazione e detrazione che non rende servizio nemmeno a coloro che presume difendere.

Oltre a confermare il carattere istituzionale del portale  www.immacolata.com, del FB ufficiale  e del twitter UCFFI, la nostra famiglia religiosa saluta l’iniziativa spontanea di altri luoghi di comunicazione ( 1 ; 2 e 3) che pur avendo un carattere indipendente – essendo amministrati da laici – forniscono informazioni che finora ci risultano veritiere e degne di nostra conferma.

Gruppo Facebook Non Riconosciuto dall’Istituto dei Francescani dell’Immacolata

Vestizioni e professioni in Benin

vestizioni_benin_agosto_2014

Il 13 agosto 2014 al Santuario “Notre Dame de la Paix” di Bembereké (Repubblica del Benin) c’è stata la cerimonia di Vestizione e Prima Professione di sette giovani confratelli di nazionalità beninese, camerunese e togolese che hanno così terminato una tappa formativa di iniziazione alla vita religiosa nell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata.
Ai Frati Jean Marie Régis, Antonie Marie, Bonaventure Pio Marie, Jean Joseph Marie Gérard, François Henry Marie, Jean Parfait Marie e Fra Thomas Marie, assicuriamo la nostra preghiera fraterna e il nostro incoraggiamento in attesa che anche i nuovi novizi che ne hanno “occupato il posto” possano pervenire il prossimo anno alla professione dei Consigli Evangelici e del Voto Mariano.
Ad multos!

L’articolo di Radio Vaticana in lingua Francese

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Bénin: Vœux de 7 novices des Franciscains de l’immaculée

 

Sept novices de l’institut des frères Franciscains de l’Immaculée conception ont émis leurs premiers vœux et 5 postulants ont fait leur entrée au noviciat de l’institut. La cérémonie a eu lieu à Bembèrèkè, au nord du Bénin, dans le diocèse de N’Dali, le samedi 13 Septembre 2014. C’est le secrétaire Général de l’Institut, le Père Alfonso qui a présidé à la messe d’action de grâce en présence du vicaire général du diocèse de N’Dali, le Père Simplice, représentant Mgr Martin Adjou, empêché, de plusieurs prêtres du diocèse, des religieux et religieuses, des fidèles laïcs, des parents et amis des heureux du jour avec une mention spéciale aux membres de la Mission de l’Immaculée Médiatrice (MIM), tous venus nombreux les soutenir de leur prières et de leurs sympathies. Partant de l’image des chiffres 7 et 5 que représentent respectivement les novices et les postulants, puis les comparant aux 7 dons du Saint Esprit qui font évoquer également les 7 sacrements de l’Eglise, le Père Alphonso en a profité pour exhorter les 5 nouveaux novices à la charité et à l’union des 5 doigts de la main. Et le prédicateur de les exhorter tous à travailler pour l’égalité et la liberté véritable que seul le Christ Jésus peut garantir. Il les a surtout invités à rêver d’un monde de paix et de rapprochement des peuples en s’efforçant de jeter des ponts et non d’ériger des murs. Car a-t-il conclu : « les murs entre les peuples doivent être tous détruits ».

http://fr.radiovaticana.va/news/2014/09/17/bénin_vœux_de_7_novices_des_franciscains_de_l’immaculée/1106684

Diciotto giovani ricevono l’abito francescano nelle Filippine

18_filippini

Da sinistra a destra:
Bro. Jeffrel, now Friar Peter Julian Maria
Bro. Ismael, now Friar Louis Maria
Bro. Oelry, now Friar Gabriele Maria
Bro. Marion, now Friar Raphael Maria
Bro. Marifel, now Friar Lawrence Maria
Bro. Jann Derick, now Friar Giovanni Maria
Bro. Drayan, now Friar Archangelo Maria
Bro. Paolo, now Friar Rufino Maria
Bro. Juniboy, now Friar Paul Maria
Bro. Jesryl, now Friar Jeremiah Maria
Bro. Dominic, now Friar Sebastianos Maria
(kneeling from left to right)
Bro. Jeff Joshua, now Friar John Maria of Jesus
Bro. John Michael, now Friar Daniel Maria
Bro. Jenno, now Friar Andrew Maria
Bro. Eugenio, now Friar Ambrose Maria
Bro. Airwind, now Friar Alexander Maria
Bro. Orland, now Friar Aloysius Maria
Bro. Allen, now Friar Nicholas Maria

Dio li guidi e l’Immacolata e S. Francesco intercedano per loro e li proteggano!