La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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UN “CASE STUDY”

Un interessante articolo tratto da facebook…

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Ho atteso sei mesi dal commissariamento prima di iniziare ad occuparmi seriamente del case study dei Francescani dell’Immacolata e del fondatore Stefano Manelli.
Il mio è un nome di battaglia, ma mi onoro di essere un fedele servitore dello Stato e della collettività.
Da credente ho sentito il dovere di sconfinare dall’ambito strettamente professionale per fornire il mio contributo pubblico a un dibattito acceso diventato, oltre ogni previsione, schiamazzo di massa.
Sto raccogliendo materiale per un saggio scientifico, ma nel frattempo mi diletto nell’essere più divulgativo ringraziando quanti stanno interloquendo con me attraverso il social network.

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Esordii la mia attività di inquirente criminologo con il caso di Gigliola Ebe Giorgini e la sua organizzazione.
Fornii il mio contributo, sei anni fa, per i provvedimenti cautelari contro altri adepti e collaboratori della “santona”. Ne sono fiero.
Esercizio abusivo della professione medica, estorsione ai poveri anziani ed ammalati, non si potevano esaurire con la condanna solitaria della famigerata “Mamma Ebe”.
Si era costituita infatti una vera e propria associazione a delinquere.
Ho grande fiducia nei colleghi sia di Avellino che del Comando Generale che stanno conducendo un lavoro dai risultati apprezzabili.
Esistono più capi d’accusa e più filoni d’inchiesta ripartiti tra Fiamme Gialle e Carabinieri.
Oltre al chiaro disturbo di personalità e lo squilibrio psicologico evidente c’era qualcosa che non mi tornava nell’intera dinamica della vicenda.
Un post di Riccardo Piccarreta, soggetto crudo e invadente, ma sincero ed efficace, mi hanno restituito una pista che avevo trascurato ma mai abbandonata.
Per correttezza deontologica ho voluto fare visita ad un amico, spin doctor di un personaggio politico.
Conosceva il caso e mi ha detto che uomini e donne della politica, ma anche del mondo religioso, in virtù del loro narcisismo profondo, rispondono alle stesse dinamiche ed impongono ai loro fornitori di servizi le stesse esigenze.
Tali soggetti cercano anche di coinvolgere emotivamente, affettivamente ed ideologicamente alla loro persona e alla loro causa i professionisti che rientrano nella loro orbita.
Questo rappresenta per essi l’ennesima conquista da aggiungere alla serie di successi personali che alimentano l’autostima autoreferenziale.
Il mio amico, in meno di quarantacinque minuti di colloquio e una lettura diagonale del mio dossier, mi ha dimostrato scientificamente come padre Manelli abbia adottato un metodo di propaganda e di difesa che non può essere solo “farina del suo sacco”; non ha agito da solo.
Con il pretesto dell’attacco a quella “Messa Tridentina” che adottandola aveva allargato la cerchia di benefattori e vocazioni per i suoi Istituti, il Manelli si era assicurato dei soggetti che lo difendessero a prescindere dalla sua persona e aveva creato una cortina fumogena per distrarre l’opinione pubblica dai veri motivi del commissariamento.
Il pretesto rituale, tuttavia, non poteva resistere alla prova del tempo e soprattutto non convincere i soggetti all’interno della sua famiglia spirituale: frati, suore e laici.
Occorreva un movente più solido che si materializzasse in un soggetto da ostracizzare a oltranza.
La preoccupazione, inoltre, era quella di creare polarizzazione per attirare alla sua causa gli incerti, i neutrali, gli ignavi.
Occorreva infine boicottare l’azione di governo dell’istituto commissariato.
Si è servito della blogosfera, un mondo sconosciuto al Manelli, ma non a chi gli ha prestato consulenza.
Il suo errore è stato quello di sempre: non aggiornarsi.
Questo rientra esattamente nel suo profilo di personalità.
Il non potersi sbagliare deve coincidere con un valore metatemporale di decisioni e scelte da applicare anche a se stessi.
L’effetto collaterale della cortina fumogena ha prolungato la crisi e quindi reso vulnerabile il suo sistema non appena si è rotto il silenzio delle vittime: un caso da manuale.

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Il secondo step è il dietro front dei collaborazionisti che si sono sentiti strumentalizzati e danneggiati.
E’ il caso di Francesco Colafemmina che ritratta su padre Alfonso Maria Bruno, un soggetto che doveva fornire agli strateghi del Manelli il cosiddetto “capro espiatorio”.
Esso, fino alla sua nomina istituzionale, era più debole perché rappresentato e condiviso non da un unico soggetto, ma da cinque religiosi dell’Ordine, titolari del ricorso alla Santa Sede.
Fallito il boicottaggio integrale all’autorità, immagino grazie al senso di responsabilità della maggioranza dei frati, era necessario delegittimare i ruoli istituzionali: Commissario, Segretario Generale, Delegati, economi, rettori, maestri di formazione.
Poco importava, come nel passato e ancora in questo caso, il metodo, i mezzi, che prescindevano dal valore e dalla dignità della persona, nel senso antropologico e cristiano del termine.
Il terzo step sarà l’abbandono del Manelli da molti fedelissimi e persone di maggiore fiducia sulle quali contava.
E’ una dinamica soggettiva e collettiva.
Il progetto del Manelli è fallito; c’era tanto di tecnico, ma molto poco di realistico di fronte alle sorprese della storia e della Provvidenza incarnata nel Dio che la anima e la dirige.
Ai posteri, non l’ardua, ma la facile sentenza.

Ezio

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ABERRANTI E GRAVI AFFERMAZIONI DELLA GUARINI

la-legge-e---uguale-per-tutti

Articolo originale a questo link.

Le osservazioni che faremo riguardano, in modo particolare due post pubblicati sul blog chiesa e post-concilio..

1) Il primo dal titolo pulcinellesco: “LE PANZANE DEI PERSECUTORI DEI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA”, dove le uniche panzane si ritrovano negli argomenti  sgangherati (e in un caso gravissimi) snocciolati dalla Guarini. (cfr.http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/04/le-panzane-dei-persecutori-dei.html)

2) Il secondo dal titolo più annacquato: “Notazioni sulla vicenda dei Francescani dell’Immacolata alla luce degli ultimi eventi”, forse perché si è resa conto che per le esternazioni non controllate del primo articolo può essere anche perseguita. (cfr. http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2015/04/notazioni-sulla-vicenda-dei-francescani.html)

1) PRIMO  ARTICOLO

A) La signora spaccia per FONTI ATTENDIBILI solo quelle dei ribelli e disobbedienti al commissariamento con evidente disonestà giornalistica. Bisognerebbe catechizzarla sul fatto che SOLO la Santa Sede ha il diritto-dovere di riconoscere i carismi ma anche di fare verifiche sulla loro conformità a quanto da lei riconosciuto. Una volta posto in essere il Commissariamento i frati e le suore, se sono veri francescani, hanno il diritto-dovere (come ha indicato il Papa) di obbedire e rispettare il Commissario. La signora chiama i manelliani succubi di manelli: “i fedeli al carisma originario” disprezzando e infangando l’azione medicinale della Santa Sede.

B) Secondo il modo arbitrario e distorto di argomentare della Guarini, il commissariamento, l’azione della Congregazione e l’evidente appoggio del Papa a questa azione di giusta purificazione dalle deviazioni manelliane, sarebbe tutta una manipolazione della Santa Sede (azione “da parte di chi ha voluto tutto questo e persegue e prosegue la sua opera distruttrice”) sarebbe tutta una azione truffaldina, studiata a tavolino, messa in atto con   fredda e  cinica  determinazione, azione premeditata con cattiveria e realizzata con metodi camorristici. La PRIMA CONTRADDIZIONE seria la signora la impatta quando vorrebbe smentire il ricorso dei cinque frati che denunciarono l’imposizione  abusiva della messa e dell’ufficio tridentino, affermando che è impossibile che ci fosse questa imposizione perché l’istituto era bi ritualista. Ora a parte il fatto che Padre Calloni  e Padre Alfonso celebrano la messa tridentina, così come ALTRI che sono fedeli al Commissario, che fosse una imposizione lo riconosce anche la signora stessa quando dice: “chi non si fosse trovato d’accordo col fondatore, doveva uscire dall’ordine piuttosto che esautorarlo”.  Se l’ordine fosse stato veramente bi-ritualista e non ci fosse stata nessuna imposizione, chi non era d’accordo col fondatore  NON AVEVA NESSUNA RAGIONE DI USCIRE, poteva restare tranquillamente dentro e scegliere il rito che preferiva.  Invece dicendo chi non era d’accordo col fondatore doveva uscire” sta dicendo che il fondatore  voleva proprio l’imposizione a tutti del rito tridentino.

C) Le affermazioni della Guarini diventano gravissime e foriere di conseguenze (di vario tipo) quando si lascia andare – è difficile pensare che non se ne sia accorta – a giudizi che implicano accuse infamanti. “Non avendo peraltro trovato, per delegittimare padre manelli, alcun appiglio canonico che di fatto non esiste, hanno dapprima colpito la messa tridentina e qualunque afflato tradizionale, poi hanno tirato in ballo l’autoreferenzialità. successivamente hanno cercato di delegittimare definitivamente il fondatore usando la giustizia civile attraverso la vicenda dei beni=> consegna a pilato”. Si tratta di gravi affermazioni. La Guarini afferma, senza uno straccio di prova, che tutta l’azione della Santa Sede è solo un grande imbroglio, con la complicità ultimamente addirittura anche di un corrispondente imbroglio della magistratura.  Ci chiediamo: su quale pianeta vive? A quale Chiesa appartiene? Come può essere caduta in un tale pensiero settario? [Settario anche quando parla di “laici fedeli al Fondatore” che si oppongono e disobbediscono, facendo la lotta di classe contro il commissariamento]. In pratica la Chiesa Cattolica si sarebbe trasformata in una specie di “setta”  che perseguiterebbe i veri  credenti che sarebbero i manelliani e (se abbiamo compreso il suo pensiero in altri post) i  lefebvriani .  Ma la cosa ultra grave è quando – di fatto – dicendo che SANTA SEDE, MAGISTRATURA E FINANZA sarebbero stati d’accordo e complici nell’aver creato questo imbroglio li trasforma e li accusa di essere UNA SPECIE DI ASSOCIAZIONE A DELINQUERE. Crediamo che  l’affermazione è così grave e sballata che non sarebbe fuori luogo chiedersi se, per caso, a qualcuno, non è andato fuori di volta il cervello.

D) Poi c’è una lunga disamina per dimostrare che l’affidamento dei beni ad associazioni laiche sarebbe tutto regolare e che sarebbe adatto a preservare il voto di povertà. E qui c’è un’altra grossa e assurda  “Questi beni non sono mai stati usati per le spese correnti dei conventi e delle missioni”. “3. I conventi, per le spese e attività correnti, dunque, non sono mai stati finanziati col patrimonio costituito dai beni, ma con le elargizioni benefiche contingenti”.

In pratica le necessità di tutti i giorni dei conventi e delle missioni venivano ottemperate con le elargizioni dei benefattori, mentre questi  super- beni mobili e immobili, non sono stati mai usati per le spese correnti dei conventi e delle missioni. La domanda che sorge  spontanea è: A COSA SERVIVA  ALLORA  CONGELARE TUTTI QUESTI BENI IN QUESTE ASSOCIAZIONI, QUANDO QUESTI BENI NON VENIVANO UTILIZZATI PER LE NECESSITÀ E LE SPESE CORRENTI QUOTIDIANE DEI CONVENTI E DELLE MISSIONI? Qual è lo scopo di metterli in cassaforte? Per chi? Per quale scopo? A cosa servono tutti questi milioni apparentemente congelati? È COMPATIBILE CON LA POVERTÀ ACCUMULARE, ANCHE SE IN CASSAFORTE AD ALTRI, TUTTA QUESTA RISERVA DA PAPERON DEI PAPERONI? È ancora più illecito, a nostro avviso, questo accumulo quando esso non è finalizzato, come dovrebbe, al supporto della vita quotidiana dell’Istituto e delle sue necessità. È questo infatti il caso  abnorme e scandaloso della vecchia  gestione  F.I.!  Il vero povero è colui accoglie solo ciò che è necessario, ogni giorno per se,  per i poveri, per le necessità della vita comunitaria e vive ogni giorno solo di vera  provvidenza  e proprio perché vuole rimanere e vivere veramente da povero, rifiuta non solo accumuli  così scandalosi, ma qualsiasi tipo di capitale.

Ha ragione Vincenzo da Torino quando si domanda se è valido: “VIVERE DI ELEMOSINA SPICCIA PUR DISPONENDO DI CAPITALI ENORMI! /…/ Con tutte le necessità delle Missioni dei F.I ed altre…Come si fa a non vedervi un assurdo ed essere giustamente sospettosi?”. Ed ha ancora ragione quando si chiede: “CHE SENSO HA DARE OFFERTE E PROPRIETÀ A QUESTE CONDIZIONI? I F.I potevano disporre in qualche misura di esse? QUESTE ASSOCIAZIONI A CHI RENDICONTANO? Qui ci sono ben 30 milioni fermi! Ho l’impressione che ne vedremo delle belle! O meglio credo che PRESTO LE PENTOLE VERRANNO SCOPERCHIATE. Gravissima e sanzionabile poi è l’affermazione – dell’amica del cuore della Guerini, Luisa (e di un certo – come lei – improponibile Rr) secondo i quali  “questi beni avrebbero suscitato l’AVIDITÀ dei nuovi responsabili”, accusando falsamente la nuova direzione di agire solo per smodata sete di denaro e per arraffare beni, quando pare – siamo in attesa, come tutti,  dei prossimi interventi della magistratura  –  che invece questa smania di denaro (e di potere) era la caratteristica del vecchio governo.

E) La Guarini si sorprende “per il persistente silenzio, loro e dei frati, che pesa molto anche sui fedeli e sui sostenitori” e si chiede se “dipenda da una specifica scelta di cieca obbedienza o da un clima che – difficile da credere – appare intimidatorio e frutto di autoritarismo sganciato da ogni regola di diritto”.  A parte il fatto che il “duce” (non si muove foglia che manelli non voglia”) e il regime dittatoriale l’Istituto l’aveva prima del commissariamento e per tantissimi anni (cfr. https://veritacommissariamentoffi.wordpress.com/2014/10/23/il-duce-lo-avevate-prima-risposta-alla-sedicente-riscossa-cristiana-fabio-cancelli/) essi fanno finta di stare zitti in prima persona, ma hanno infangato e sputtanato la Santa Sede, il commissario, i visitatori, lo stesso Papa, attraverso un killeraggio mediatico ed una campagna di diffamazione e di calunnia – tipica del DNA dell’Istituto – chiunque non si sia prostrato dinanzi al falsario manelli e non si sia fatto rimbambire da lui. Inoltre stanno zitti perchè ci sono molti panni sporchi e imbrogli da occultare – più di quelli fin ora venuti fuori – e vogliono  solo evitare che un bel po’ di frati e suore spifferino tutte le malefatte che hanno visto o di cui sono stati complici e per evitare il vespaio di affrontare i fatti interni dell’Istituto, hanno scelto furbescamente il silenzio perché è più comodo (non hanno altro!) nascondersi dietro la facciata dei poveri veri cattolici ortodossi e puri, perseguitati per la loro fede tradizionale, strumentalizzando  anche la messa tridentina.

OER MURI IMBRATTATI

2) SECONDO ARTICOLO

Non sanno neanche mettersi d’accordo tra di loro ed entrano in contraddizione tra loro i vari  avvocati difensori di una causa  ormai persa. Infatti il primo articolo insiste fino alla noia che “Questi beni NON SONO MAI STATI USATI PER LE SPESE CORRENTI DEI CONVENTI E DELLE MISSIONI”; il secondo articolo – della fantomatica  Anna – sostiene invece a proposito delle associazioni laiche esattamente il contrario e cioè che esse sono “delle STRUTTURE ASSOCIATIVE che da sempre sono proprietarie dei beni donati dai fedeli E DA SEMPRE LI AMMINISTRANO IN FAVORE DELLE NECESSITÀ MATERIALI E MISSIONARIE DEI FI”. Più ridicoli di così!  Inoltre a proposito della menzogna che gli accertamenti sui beni non rientravano nella procedura canonica ispettiva e che sarebbero stati cooptati solo in un secondo momento per “trasformare delle vittime innocenti in malfattori spregevoli”, Annarella ha avuto una svista ciclopica. Si vada a leggere il Decreto di nomima del Commissario.  Nel Decreto di nomina del Commissario Apostolico Padre Fidenzio Volpi sono aggiunti – alle aree già indicate nel Decreto per Il Visitatore – altre due aree su cui indagare: “l’organizzazione delle attività apostoliche; LA CORRETTA GESTIONE  DEI  BENI  TEMPORALI” (cfr. Decreto, 11 luglio 2013).

CONCLUSIONE

Alla Guarini dico solo:

a) se anche Manelli fosse arrestato per  reati accertati dalla magistratura, se anche fosse condannato in terzo grado di giudizio, la tua fede dipende forse dalla sua storia personale? La tua fede è in ….  lui?  Sei così legata a quella particolare realizzazione personale da riporre fiducia nell’uomo al posto di Dio per entrare nella maledizione?  (Ger 17,5-8).

b) Se anche il tuo “adorato” Lanzetta fosse coinvolto (per il momento lo diciamo solo come domanda ipotetica e retorica) in qualche abuso commesso dal suo “santone e guru” e quindi  complice di qualche disonestà, non esistono forse più preti? Non esistono altri preti santi e dotti?  Credi che la Chiesa si sia – grottescamente – rifugiata solo nei manelliani o solo nei tuoi amici lefebvriani?  È proprio questa la mentalità settaria. Se, per ipotesi, ammettiamo che scomparissero del tutto i discepoli di P. Manelli e i lefebvriani, credi forse tu che scomparirebbe anche la Tradizione? Chi pensa questo, purtroppo per lui, è immerso fino al collo in pieno pensiero eretico. Il mistero della Chiesa è molto più grande non solo di ogni singolo gruppo, ma anche di tutti i gruppi messi insieme (cfr. Nota pastorale CEI . Le aggregazioni laicali nella Chiesa, n. 13).

——- Solo tre esempi eloquenti sulla vostra convinzione infantile che basta impiantare la messa tridentina per risolvere tutti i problemi della Chiesa (la infantile mono-soluzione!). La mia polemica non è contro la messa tridentina che amo, ma contro il fatto che per voi sarebbe la bacchetta magica, l’avete trasformata – abusivamente – in una bacchetta magica.

1) A San padre Pio, in una apparizione del 7 aprile 1913 Gesù gli fa vedere una grande  moltitudine di sacerdoti e tra le lacrime, con una espressione di disgusto,  grida: “Macellai!”   (Epistolario, vol. I, 1992, pp. 350-351). Nel 1913 c’era solo la messa tridentina nella Chiesa eppure Gesù si lamenta di un gran numero di preti che offendono Gesù  “con la loro indifferenza, col loro disprezzo, con la loro incredulità”.

2) La beata Madre Speranza (Collevalenza) il 21 marzo 1940 fa voto di vittima a Gesù in riparazione delle offese che gli sono arrecate dai sacerdoti del mondo intero (Diario, 18, 610). Il voto è rinnovato nel 1942 perché i sacerdoti in peccato che offendono Gesù, sono MOLTI (Diario 18, 794). Una volta Gesù le ha fatto vedere per quanti sacerdoti doveva soffrire per riparare i loro peccati e Madre speranza vide che era  molti, tantissimi. Il 31 marzo del 1952 Madre Speranza offre le sue sofferenze per i tanti troppi sacerdoti che celebrano la Messa in stato di peccato mortale abituale (Ruggero Ramella, Madre Speranza ai sacerdoti, Edizioni Amore Misericordioso, p. 36) .  Nel 1940-1942 e nel 1952 in tutta la Chiesa c’era solo la messa tridentina eppure Gesù fa vedere a Madre Speranza l’enorme numero di sacerdoti che vivono in peccato mortale.

3) Marcial Maciel Degollado – sicuramente dal 1944 al 1969 (quindi per almeno 15 anni) celebrava, come in tutta la Chiesa, SOLO la messa cosiddetta tridentina eppure viveva già da depravato e corrotto come è ormai definitivamente accertato (NEL 1944 L PADRE DI LUIS DE LA ISLA (UN SEMINARISTA MINORE LEGIONARIO) DENUNCIÒ MACIEL AL VESCOVO DI CUERNAVACA, Francisco Gonzales Arias (che era zio di Maciel), per aver abusato del ragazzo numerose volte. Ferreira Correa riporta i nomi di cinque studenti della scuola apostolica vittime dei continui abusi sessuali di Maciel dal 1944, tra cui Luis de la Isla, ma sottolinea che le vittime possono essere più numerose. Prosegue descrivendo lo stato di grave dipendenza dalla morfina in cui versava Maciel, che si applicava frequenti iniezioni e talvolta si procurava le dosi con false ricette e tramite gli stessi studenti della scuola apostolica. Ferreira Correa racconta del ruolo della droga nell’apparente carismaticità di Maciel  (“scrive Ferreira Correa che Maciel, sotto l’influsso della droga, dava conferenze atte a essere considerate «come “soprannaturali”, quando in realtà tutta la lucidità e il fervore con i quali parlava erano dovuti alla droga»).

Guarini, ascolta: prendi le distanze da coloro che credono che tutto si risolve solo con la messa tridentina e mettendo al braccio un manipolo o in testa un tricorno. Senza la vera santità di vita e l’obbedienza alla Chiesa anche la Messa (qualsiasi messa!) viene – ovviamente solo in noi – vanificata.

                                                                    Riccardo  Piccarreta

Originale al link: https://amicidellaverita.wordpress.com/2015/04/13/manelliani-30-aberranti-e-gravi-affermazioni-della-guarini/

UNO SPORT NAZIONALE: LA MINACCIA

lettera

Il Sindaco di Milano afferma che la metà delle centinaia di lettere pervenute ogni settimana prospettano delle violenze.

Anche noi ci iscriviamo alla grande ideale Associazione dei “Minacciati d’Italia”.

Se perfino chi svolge un ruolo molto marginale trova altre persone disposte a formulare prospettive truculente di o quanto meno espressioni malauguranti, possiamo immaginare che cosa succede a chi esercita ruoli di responsabilità.

Il caso del Sindaco di Milano è al riguardo illuminante: metà dei Fratelli Ambrosiani che si rivolgono per lettera al Primo Cittadino, lo fanno per significare che lo odiano e vorrebbero vederlo al più presto sotto terra; anche se per fortuna non tutti sono disposti a far seguire i fatti alle parole.

Perfino il Colonnello Bernacca veniva minacciato da alcuni italiani superstiziosi, convinti che avesse il potere di causare eventi atmosferici negativi.

Né serve – per sottrarsi a tale malevolenza – fare di “pace e bene a tutti!” il proprio motto: anche Padre Mariano contava legioni di detrattori particolarmente agguerriti, pronti a mettere per iscritto il loro risentimento.

L’Italia è il Paese dei Guelfi e dei Ghibellini, la Nazione che vive lo sport come un perenne surrogato della guerra civile, il popolo che si diverte contemplando i politicanti intenti a insultarsi nei “talk shows”.

Né i “leaders” sembrano svolgere alcuna funzione educativa nei confronti delle masse: Togliatti voleva prendere De Gasperi a calci nel sedere, Fanfani considerava pederasti tutti i divorzisti, Berlusconi definiva “coglioni” gli oppositori, ed ora il focoso Landini ritiene disonesti tutti gli elettori di Renzi.

All’insulto si unisce, nel più puro stile mafioso, l’intimidazione: basta scrivere un articolo ed esce fuori chi intima di cancellarlo (miracoli dell’elettronica, al tempo della carta stampata questo non era possibile).

Quale è, però, il denominatore comune di questi milioni di offensori, intimidatori e iettatori sparsi  per l’italico suolo?

La risposta è semplice: l’intolleranza verso le opinioni degli altri, che discende dalla assoluta certezza di essere detentori esclusivi della Verità.

In alcuni casi, questi presuntuosi vengono isolati, ma a volte riescono a circonfondersi di un’aura di perfezione morale (che comporta inevitabilmente infallibilità del pensiero), ed ecco allora stringersi intorno al Capo una falange di cortigiani e di adulatori, pronti a denunziare l’altrui devianza pur di guadagnare la fiducia del “leader”.

A volte questo genere di persone si limita a fare prendere in braccio dal santone i propri bambini, ma a volte la degenerazione giunge al punto di interpretare paranoicamente tutta le realtà in riferimento alla persona del capo.

Secondo i seguaci di Padre Manelli, i Cardinali avrebbero eletto Papa Bergoglio “in odio alla S. Messa Tridentina” o perché coinvolti nel complotto sionistico-massonico che ha voluto mettere nella naftalina  Papa Ratzinger.

A noi risulterebbe vero il contrario, basta analizzare il caso Vatileaks, i mandanti e il perché di quel fenomeno di eversione all’interno delle Mura Leonine.

In quel caso, grande fu Benedetto XVI nel comprendere che, per il bene della Chiesa, avrebbe dovuto affidare a un altro soggetto le “Chiavi di San Pietro” non senza avergli rivelato i cospiratori dei Sacri Palazzi.

Papa Francesco li stimmatizzò sin dalle sue prime omelie tacciandoli di “testardi” e dopo averle tentate tutte, ha dovuto finalmente pervenire a quelle rimozioni alle quali stiamo assistendo e che non sono di certo finite.

Il Manelli – qualcuno dice – è stato deposto data l’invidia che nutrono nei suoi confronti e del suo Istituto, altre Congregazioni.: tra narcisismo e paranoia, si tratta dello stesso delirio di grandezza che induce certi pazzi a credersi Napoleone, o altri grandi personaggi della storia.

Oltre agli uomini, tutto il creato cade nella paranoia manelliana: il sole sarà oscurato, ed una palla di fuoco – dice il Fondatore  – si abbatterà sulla terra, risparmiando però San Giovanni Rotondo e dintorni: non già per rispetto della memoria di Padre Pio, ma per risparmiare il Fondatore, che vi si è rifugiato, e che – in attesa degli eventi apocalittici annunziati – viene nutrito con pesce fresco giunto appositamente dal Gargano.

Nell’imminenza della periodicamente annunziata fine del mondo, chi ci crede mangia, beve e si diverte; nel caso dei seguaci di Padre Manelli, ingannando l’attesa con minacce ed insulti rivolti a Padre Volpi.

UN ARTICOLO RIDICOLO

sognouomoridicolo

(ALL  CHRISTIAN ,  21/11/2014 cfr. (http://www.allchristian.it/dinamico.asp?idsez=11&idssez=12&id=35)

 

Veramente  questo articolo è DUE VOLTE ridicolo: 1) prima perché dimostra di essere stato profondamente  colpito dalle verità espresse nel sito “verità sul  commissariamento”,  perché ad esse risponde risentito e stizzito come chi è stato colto  con “le mani nella marmellata”,  come chi è stato smascherato mentre voleva continuare a lavorare indisturbato;   2) SECONDO perché   ogni due righe accusa L’AUTORE dell’articolo “Istituzione  e carisma”  DI ESSERE ANONIMO, e poi lui, senza vergogna , è rigorosamente  ANONIMO!!  Una ciclopica CAVOLATA!.

Nella stessa linea  di falsità, l’anonimo di All Christian, si straccia le vesti  perché il sito (https://veritacommissariamentoffi.wordpress.com)  secondo i suoi occhi un po’ strabici sarebbe “un sito gestito da ignoti e dunque di valore ignoto, ossia nullo, perché ovviamente gli ignoti gestori inventano tutto ciò che vogliono”,  mentre poi un articolo come questo del 21/11/20214 che è gestito da ASSOLUTI IGNOTI, quindi – come loro stessi dicono – anche lui nullo, anche lui “ASSOLUTAMENTE FASULLO” (ma nullo soprattutto nei contenuti!) stranamente non gli fa per niente problema. Insomma “il bue chiama cornuto l’asino!”. E la stessa persona che poco dopo straparla di una presunta schizofrenia degli altri (dell’anonimo) senza avvedersi della  ……… loro.

 

— I  manelliani – come è nello stile del loro santone –  si autoglorificano da soli: prima ci sarebbe stato solo il paradiso terrestre, oggi, tutto sarebbe sbagliato! Direbbe Totò: “Ma mi faccia il piacere!  La gestione precedente era un incubo!!! E chi scrive oggi si lamenta solo perché gli sono state tolte le chiavi del campo di concentramento!

 

L’anonimo di All Christian, inoltre sembra una mente allucinata: prima afferma che l’anonimo di “Istituzione e carisma”…. “ rivela progetti e proposte fatte in alto loco”, poi afferma che questi progetti “lui sa bene che sono tutte cose ancora, per fortuna, campate in aria”. Come fa a saperlo? Ha la sfera di cristallo anche lui come manelli, oppure accede anche lui alle alte sfere? Insomma accusa l’altro delle sue stesse pretese!

 

— L’ignoranza dell’anonimo di All  Christian rasenta poi la stupidità in un altro passo. Critica l’anonimo perché cita Mons. Pozzo (Ecclesia Dei) quando afferma che “la Messa “tridentina” può essere vietata dall’autorità ecclesiastica”.  La S. Messa o è tridentina oppure è Novus Ordo può essere vietata dalla Chiesa: non fa differenza se è in latino o in italiano.

Infatti al di là della messa in italiano o della messa tridentina (non fa differenza), esiste UN RENDICONTO DI OGNI SACERDOTE E DI OGNI ISTITUTO RELIGIOSO ALLA SANTA SEDE PER LA FEDE, LA MORALE E LA DISCIPLINA, e su questi ambiti la Chiesa può decidere che fino a normalità ripristinata, la stessa celebrazione pubblica della S. Messa (in italiano o in latino, non fa differenza) o altri aspetti della vita sacerdotale o religiosa POSSONO ESSERE TEMPORANEAMENTE SOSPESI (cfr.  Can 1338, §2 “Non si può privare alcuno della potestà d’ordine, ma SOLTANTO PROIBIRE DI ESERCITARLA O DI ESERCITARE ALCUNI ATTI”). Mons. Emmanuel Milingo (il 10-3-2009) e Padre Tomislav Vlasic di Medjugorje (il 10-3-2009) che celebravano SOLO LA MESSA IN ITALIANO, per motivi gravi la Santa Sede li ha ridotti entrambi allo stato laicale e ha  proprio tolto loro la celebrazione della S. Messa. Nessuno in quei casi ha blaterato che si è andati contro il diritto universale e la legge naturale!

A Padre Pio hanno vietato la celebrazione pubblica della Messa PER UN PERIODO DI TEMPO eppure nessuno si è sognato di dire che la Chiesa non poteva adottare quel provvedimento!

 

—– Ma l’assurdità dell’anonimo di All  Christian tocca l’apice quando si mostra stizzito perché “l’Istituto si fregia del titolo “dell’Immacolata” e del voto mariano, nonostante le loro continue calunnie e persecuzioni contro P. Manelli, frati, suore, laici”.  Come se il voto mariano e addirittura il titolo  “dell’immacolata”  fossero UN MONOPOLIO ASSOLUTO DI MANELLI (non li ha neanche inventati lui!)  e come se manelli non fosse stato destituito insieme al suo consiglio generale e quindi sono tutti  decaduti.  Sveglia manelliani! Il commissariamento ha cambiato la classe dirigente (come era giusto e doveroso) non ha soppresso l’Istituto!

 

—–Sconcertante poi l’affermazione dell’anonimo di All Christian: “Addirittura l’anonimo si appella a P. Manelli perché convinca frati, suore e laici a non resistere al Commissario”.

Ciò che il  cripto-estensore di All Christian non capisce è che l’anonimo con cui interloquisce, ha detto invece una cosa giusta e sacrosanta:  “Perché Padre Manelli non ha mai preso le distanze dalle critiche al Papa, alla Congregazione per i Religiosi, al Commissario, ai suoi figli, in nome di chi credeva di difenderlo con mezzi immorali?”. Perché Manelli non ordina, almeno ai suoi manelliani, di smettere di infangare (attraverso articoli, siti internet e facebook, raccolte assurde di firme, e altre strampalate attività da lotta di classe) la Santa Sede, la Congregazione dei Religiosi, il Commissario, i visitatori apostolici, Padre Bruno, ecc.?  Forse perché è proprio manelli il mandante occulto o palese di tutte le azioni anti-ecclesiali e anti-commissariamento  fin ora messe in atto dai suoi manelliani?

 

—- L’anonimo di All Christian continua a inveire contro l’anonimo della verità sul commissariamento  farfugliando di presunti messaggi  minacciosi ed arroganti, quando lui  non ha fatto altro lungo tutto l’articolo che ingiuriare “l’anonimo e LA SUA BANDA”.
—–  Infine ricordiamo allo stizzito anonimo di All Christian che i vescovi devono agire nel rispetto dei provvedimenti della Santa Sede, non possono mettersi contro di essi, altrimenti si comporterebbero essi –  mi pare – grottescamente con arroganza, non è certo arrogante chi chiede loro di essere in linea con i provvedimenti della Santa Sede! I vescovi diocesani devono riconoscere e farsi carico della attuale situazione straordinaria dei manelliani e non agire come se essa non esistesse, arrecando ingiuria all’azione della Santa Sede.

A PROPOSITO DI UN ARTICOLETTO SU ALL CHRISTIAN (25/10/2014)

panebugie

 

1) Innanzitutto non riconosciamo, come indicato dal sito ufficiale dell’Istituto, nessun comitato dell’Immacolata. Si tratta di persone che rifiutano, di fatto, il commissariamento e tutte le azioni poste in atto dal commissariamento.

2) Al problema della situazione repressiva nell’Istituto, abbiamo già risposto col post: “IL DUCE L’AVEVATE PRIMA!”.

3) Al problema che i frati che hanno fatto ricorso, sarebbero stati contrari al Summorum Pontificum, rispondiamo affermando con certezza che nessuno dei frati (non solo quelli del ricorso) ha mai avuto niente contro la Messa tridentina, anzi essa era apprezzata e stimata. Il problema è nato quando si è cercato di imporre il breviario in latino a tutti, senza una adeguata preparazione e senza una opportuna gradualità. Persino il rappresentante della Segreteria di Stato, che partecipò ad un convegno indetto all’Abbazia di Frigento, affermò che con l’uso del breviario antico, l’Istituto aveva chiaramente esagerato.

L’INDIGESTIONE PROGRAMMATA, ha fatto reagire per SOVRADOSAGGIO, non perché si avesse qualcosa contro la messa tridentina!

4) Per “Impostazione pedagogica lacunosa”, si deve intendere lo stile di rapporti interni dell’Istituto, il rapporto col fondatore e con la Papessa Perillo, gli infantilismi legati a forme di obbedienza puerili, il rigido sistema di controllo, la distruzione della personalità, il culto della personalità del santone falsamente carismatico e visionario, l’esaltazione solo del proprio istituto, ecc.; non c’entrano niente i titoli di studio conseguiti!

5) Per la questione del questionario, (veramente ridicolo continuare a riproporla), si rilegga quanto già commentato da noi a suo tempo, ben riassunto in modo essenziale nell’articolo dell’8/8/2013 (cfr. http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/tradizionalisti-traditionalists-tradicionalistas-27056/).

RIFLESSIONI SUL NOSTRO IMPEGNO INFORMATIVO

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Vogliamo riflettere sulla ragione e i motivi del nostro impegno sul problema specifico del commissariamento degli FI, per chiarire a noi stessi e a chi ci legge, perché abbiamo creato questo spazio provvidenziale di controinformazione. Partiamo dalla buona analisi che PIENA LUCE ha pubblicato su un sito internet. “Sin da quando fu nominato il Visitatore apostolico per i frati, i manelliani, hanno riversato tonnellate mediatiche e non mediatiche di disprezzo e di delegittimazione e di continua falsa denigrazione della persona (si badi bene non delle azioni) e delle persone che, legittimamente hanno fatto ricorso alla Santa Sede, come previsto dal diritto canonico. Valanghe, quotidiane di veleno, di livore e di ostilità accanita senza un minimo di vergogna, contro i legittimi nominati dalla S. Sede nel commissariamento dell’Istituto e questo sia su vari siti, sia sui giornali e anche con manifestazioni. /…/ Si pensi alla scorrettezza continua operata dai manelliani: “Manelli è perfetto, infallibile, non sbaglia mai, non ha sbagliato mai, è la “quarta persona della trinità”, per cui osservazioni su di lui sono solo calunnie animate da risentimento!”. /…/ Se essi avessero osservato il silenzio internet, noi avremmo riposato e non saremmo intervenuti. Se e quando essi sputano veleno, noi insorgiamo” (Pienaluce, sito “pellegrini nellaverità”). Di fronte a questa situazione di linciaggio mediatico creata dai ribelli al commissariamento bisogna prendere posizione, stando dalla parte della Santa Sede, con una controinformazione che smascheri tutta la disinformazione e i depistaggi continui operati ad arte dai manelliani. Su questa decisione stanno convergendo anche tanti altri che vanno aumentando ogni giorno di più. Dentro questa decisione è necessaria un ulteriore riflessione. A nostro avviso non solo è necessario rendere ragione della giustezza del commissariamento ma anche collaborare con la Santa Sede incominciando a preparare l’opinione pubblica ecclesiale (anche se A. Socci quando straparla del problema su “Libero” mira ad influenzare anche l’opinione pubblica extraecclesaile) a quelle che potranno essere, quali saranno, i provvedimenti certamente seri (lo sono già adesso) e forse forti che la Santa Sede adotterà attraverso il commissariamento o durante il suo mandato. In questo lavoro esistono tre diversi tipi di destinatari o meglio tre diversi tipi di uditori.

a) Esiste già una parte ben preparata e veramente cattolica la quale ha seguito e continuerà a seguire la Santa Sede e che accoglierà con gratitudine i provvedimenti che la Congregazione e il Papa adotteranno per purificare l’Istituto dalle deviazioni manelliane. Esiste già un parte cospicua sia dei frati che della M.I.M. i quali con maturità e responsabilità cattolica hanno seguito e aderito ai nuovi superiori, alle nuove legittime autorità nominate dalla Sante Sede e hanno accolto con spirito di vera obbedienza e di fede il commissariamento.

b) Esistono poi i manelliani puri, i farisei-fanatici e anche settari, quelli che odiano il commissariamento e cercano mediaticamente e non mediaticamente di vendicarsi del presunto abuso subito. Sono coloro che, in qualche modo, in buona fede o in mala fede non lo sappiamo, hanno assurdamente (e scioccamente) vincolato e condizionato la propria fede a Manelli (come se questa persona entrasse dentro gli articoli del loro Credo). Da come hanno dimostrato fin ora, per loro pare che se cade Manelli, cade anche la loro fede. Per questi “talebani” non possiamo prevedere quali saranno le loro eventuali abnormi e diversificate reazioni. Sappiamo di ex frati ed ex suore uscite dall’allevamento manelli che in seguito hanno mostrato un rifiuto per la pratica della fede. Cosa farà questo zoccolo duro, non lo sappiamo. Preghiamo per la loro conversione. In ogni caso la Chiesa avrà fatto il suo dovere di distruggere l’idolo, così come Mosè, davanti al popolo idolatra fece polverizzare col fuoco il vitello d’oro. In ogni caso bisogna mettere in guardia da chi invece di servire la Chiesa, si serve della Chiesa per i propri interessi di cassetta, quali che siano. A questo proposito va rilevato che il pericolo di allontanarsi dalla Chiesa o dalla pratica potrebbero correrlo anche coloro che non sanno nulla dei veri motivi del commissariamento, non hanno nemmeno una qualche idea non solo dei panni sporchi, ma dell’esistenza dei panni sporchi (quelli ad esempio che pensano ingenuamente che l’Istituto è solo perfetto, fatto di soli angeli e di gente impeccabile, che Manelli è l’unico vero sacerdote, che i frati e le suore sono gli unici veri religiosi, che manelli sarebbe il grano, invece della zizzania, ecc.). Se questa vicenda del commissariamento si dovesse concludere con una condanna, tutte queste persone che, probabilmente, già non hanno una buona formazione di fede di base, potrebbero, forse, per questo allontanarsi dalla Chiesa o dalla sua pratica. Se, come è giusto, dobbiamo occuparci dei fragili e dei deboli, abbiamo il dovere di prepararli, in qualche modo, a qualunque sia la decisione finale della Santa Sede.

c) Esiste poi una fascia di manelliani meno fanatica, più disposta realmente a riflettere e a fare verità e a prendere in considerazione con onestà le prove che verranno fornite. È una fascia di persone più mature non ossessionate o accanite a legare la loro fede a Manelli ma sinceramente legate solo all’ottimo binario francescano mariano kolbiano autentico. Per inciso diciamo che questa è anche la nostra posizione, di noi che amiamo anche il vero francescanesimo, il S. Rosario, la penitenza, la Tradizione, la meditazione, la S. Messa tridentina, l’apostolato kolbiano, ecc.

Di lato a questa parte migliore degli FI, c’è poi tutta una folla di persone o che non sanno nulla del problema specifico o che, in questi due anni, è stata bombardata, in qualche modo, dalla campagna di disinformazione mediatica, operata dai manelliani, campagna che si è incentrata soprattutto nel riversare sulla Santa Sede e sui suoi legittimi nominati fango, delegittimazione, insulti, falsità, letture ideologiche, sparate pubblicitarie, attacchi squinternati, ecc. usando vari mezzi e vari modi. Pensiamo a quanti ignari amici dei manelliani sono stati coinvolti e manipolati che magari hanno firmato le loro petizioni alla Pannella, solo perché pressati dai loro amici aderendo così inavvertitamente alla loro colpevole campagna di disinformazione.
Di fronte a questo scenario si pongono due soluzioni.

a) PRIMA SOLUZIONE. Mandare materiale solo alla Santa Sede e poi ritirarsi nei propri bunker, disinteressandosi di tutto il veleno mediatico e non mediatico spruzzato dai manelliani, lasciando che essi, in qualche modo, influenzino e plagino altri e a volte tanti) ingenui. Dobbiamo lasciare che essi continuino a manipolare e a plagiare questa fascia ampia di persone, senza fare nulla? Certamente no! Allora cosa fare?

b) SECONDA SOLUZIONE. Fermo restando che le testimonianze vanno inviate innanzitutto alla Congregazione (e per conoscenza ai suoi legittimi nominati) e che per nessun motivo possiamo scavalcare l’azione della Santa Sede perché con essa dobbiamo sempre lavorare in comunione ed in obbedienza, resta però una fascia di operazione, un settore d’intervento che ci consente di intervenire sia sulla folla di persone manipolata dalla disinformazione manelliana, sia sulle varie bufale da essi prodotte per colpire e calpestare l’azione di commissariamento della Santa Sede.

In questa prospettiva e solo in questa fascia operativa riteniamo che siano necessari due tipi interventi: 1) Contestare apertamente sempre con fatti e documentazione rigorosa (mai con qualunquismo o insulti come fanno spesso i manelliani) le numerose bufale prodotte dai manelliani e operare per denunciare e smascherare la mentalità farisaica-fanatica ed anche settaria (come hanno rilevato sia ex frati che perone che conoscono bene l’ambiente) che sta sotto e che è l’anima di questa loro azione scorretta e non onesta. 2) Ogni tanto, a modo di flash, solo da parte di chi conosce bene il problema o solo da parte di chi ha vissuto personalmente sulla propria pelle, abusi, ritorsioni, minacce, trattamenti ingiustificati o di chi ha visto e sentito ciò che è incompatibile non solo con la vita francescana ma proprio con la vita cristiana, deve cominciare, (col contributo di persone mature e coraggiose, non schiave del plagio manelliano), a uscire fuori qualcosa dei vari “panni sporchi” dell’Istituto sia per dare l’idea esatta che non solo il commissariamento è giusto e sacrosanto, ma che finora ha detto (per carità) probabilmente solo poco della montagna di masserizie che va rimossa. Pensate al bene che fa questo nostro gruppo facebook. A parte gli interventi qualificati dei vari autori che vogliono solo offrire i criteri di giudizio per valutare bene la situazione dell’Istituto, ma si pensi alla nostra stimata Ellen la quale prima dell’esistenza del nostro gruppo stava da parte, poi ha conosciuto questa nostra finestra informativa e ha deciso, spontaneamente (non abbiamo bisogno di andarci a cercare testimonianze, ce ne sono già tante che riguardano 20 anni della vita di quest’Istituto e che aspettano solo l’occasione di avere a disposizione un microfono) ripeto ha deciso di intervenire spontaneamente con le sue semplici ma incisive riflessioni o con la testimonianza di fatti concreti e oggi ha maturato la decisione di spedire alla Congregazione una relazione completa e documentata. Perché questo non potrebbe o dovrebbe accadere anche con altri che pure sanno, hanno visto, ma stanno ancora da parte?

PROBLEMATICHE DOTTRINALI E DISCIPLINARI NELL’APPLICAZIONE DEL MOTU PROPRIO

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La Santa Messa Tridentina è un patrimonio della Chiesa. Su questo non si discute e nessuno nega. Molti Istituti religiosi la celebrano e continuano a celebrarla senza problemi.

Il problema è solo la cattiva applicazione del MOTU PROPRIO e l’ideologizzazione del Vetus Ordo.
Dal momento che tra i Frati Francescani dell’Immacolata si sono creati tensioni e disagi nella comunità, il Commissario ha ritenuto opportuno esaminare caso per caso, riservandosi la facoltà di discernere se un sacerdote francescano dell’Immacolata è atto o no a celebrarla. Di fatto alcuni sacerdoti francescani dell’Immacolata la celebrano.
Quando questi due ultimi aspetti saranno completamente risolti, si vivrà la corretta applicazione del Motu Proprio di Papa Benedetto XVI, come già avviene in altre realtà ecclesiali.