La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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L’ENZIMA MANELLI. UN POSTGIUDIZIO SULLA PERSONA E I FATTI

Stefano Manelli è stato sempre un alchimista del politically correct ecclesiale.

Ha cercato di cavalcare tutte le opportunità che gli venivano presentate per ingrossare le fila delle sue risorse umane e finanziarie.

Aveva presentato a suore e frati un ideale di vita religiosa altissimo, che per primo non osservava, affinché avesse uomini e donne alla sua incondizionata sequela e militare obbedienza.

Aveva creato un sistema di chiusura alle diocesi e alle altre istituzioni religiose per evitare il confronto e far credere che la sua idea di convento era la migliore in un mondo e in una Chiesa sotto attacco di massoni, eretici, terroristi…

Quando qualcuna sollevava dubbi, sentenziava delle profezie con tanto di scadenza, magari trimestrale, nella speranza che novanta giorni gli sarebbero bastati per rovesciare gli oppositori con le solite manovre della corruzione presso ecclesiastici e magistrati.

Nel frattempo, secondo lui, era sempre possibile che il Papa decedesse e che, sempre secondo lui, gli avrebbe succeduto uno dei suoi candidati preferiti grazie al potere che il Manelli aveva persino sullo Spirito Santo essendosi fatto autoproclamare e chiamare il “Padre Comune”.

Quando nel 2007 iniziò la spinta restaurazionistica in opposizione al Vaticano II il Manelli se ne fece grande promotore.

Nel 2009 organizzò prima un convegno a un passo dal Vaticano sotto l’egida dottrinale del fu Brunero Gherardini e successivamente montò i carrozzoni del circo dei chierici più menestrelli che ministranti del rito “Tridentino”.

Gli sembrava di volare grazie alle vocazioni tradizionaliste che entravano in convento “a frotte” (quattro o cinque all’anno) ma che erano persone psichiatricamente e psicologicamente disturbate come più tardi i fatti rivelarono.

Si trattava di ragazzi provenienti da famiglie già condizionate e settorializzate da un punto di vista ecclesiale su posizioni lefebvriane di fatto o giovani impegnati politicamente che vedevano in una “certa sensibilità di chiesa” una contiguità con i loro ideologismi secolari.

Manelli era contento soprattutto per il fatto che si trattasse di europei, dei bianchi, avendo sempre disprezzato asiatici e africani eugenista com’era da un punto di vista ecclesiale.

In queste vocazioni non c’era la ricerca di Cristo e “dell’Immacolata”, ma la ricerca di un nemico da abbattere: la Chiesa.

In un’epoca di secolarismo che non stava risparmiando neanche gli uomini di Chiesa, questi giovani credevano di aver trovato una compagine di puri dove mostrare i muscoli in una purità morale e una forza dottrinale che nessuna entità nella Chiesa aveva posseduto fino a quel momento.

In altre occasioni e situazioni il Manelli condizionava i genitori, persone spesso mediocri e frustrate, sicuro che con la loro educazione da lui eterodiretta, avrebbero indotto i loro figli, ancor prima del raggiungimento della maggiore età, ad entrare nei suoi conventi di suore e frati.

Una volta entrati in convento i figli, avrebbe maggiormente legato a sé questi genitori riuscendosi ad accaparrare successivamente con più facilità l’eredità (materiale) loro spettante. Tutto giustificato per “la causa dell’Immacolata”.

Queste (pseudo) vocazioni avevano capito molto poco del cristianesimo e ancora meno di discernimento combattimento spirituale confondendo la vita religiosa con una sorta di lotta di classe all’interno di fazioni inesistenti nel Corpo Mistico.

Uno dopo l’altro questi giovani uscirono dal seminario convinti dalle parole del Manelli che avrebbero dovuto “salvare il mondo e la Chiesa in preda a un Papa eretico e alla vicina fine del mondo”.

Era l’unico espediente per coalizzare degli sprovveduti ed avere guadagno di causa nel mantenimento di una sorta di corte anacronistica e grottesca senza nessuna incidenza sul piano religioso e sociale fatta di pseudoasceti ipocriti che alla prima occasione, come dimostrarono, si rendevano oggetto di scandali pubblici che andavano dalla debolezza della carne alla concupiscenza degli occhi fino alla superbia della vita.

In occasione del quinto anniversario dell’elezione al soglio pontificale di Papa Francesco, non poteva mancare l’attacco alla sua persona da parte del solito club della mano morta.

“Mano” perché i leader si contano sulle dita di una sola mano, “morta” perché sono delle persone avulse dalla linfa vitale della Comunione dei Santi e della società; “mano morta” perché almeno il Manelli (nomen omen) il vizietto ce l’aveva secondo le numerose testimonianze di religiose ed ex religiose oggetto dell’attenzione dei suoi polpastrelli.

Manelli è stato nella storia della Chiesa come un enzima.

Come un catalizzatore biologico ha accelerato quella scomposizione sociale e politica già in corso di un mondo che con l’attuale pontificato è sconfitto e sta scomparendo: il perennalismo.

Non cessano le pubblicazioni contro Papa Francesco come gli scritti del commentatore americano Philip Lawler che passa dal  saggio “A call to serve” (una chiamata a servire) del 2013 al libello “Lost Shepherd” (pastore perso) del 2018.

Per il cambio di visione su Papa Francesco non sapremmo se definirlo un “mutante” o uno scrittore “in mutande” come i nostrani Tosatti e Socci per citarne solo due; gli altri sono ancor più insignificanti.

In mutande perché succede che tanti giornalisti risentano degli effetti della crisi e non disdegnino, anzi ricerchino le prebende del partito dell’opposizione ecclesiale con la sua potenza finanziaria.

Il Cardinale amerikano  Raymond Burke avrebbe tante cose da raccontarci.

E’ significativo come il mondo tradizionalista stia oggi attaccando il Papa anche sulla pulizia che sta operando nello IOR, panacea di traffici e lavatrice di denaro di cui anche il Manelli e i suoi uomini e soprattutto donne (la fuoriuscita Suor Consiglia al secolo Carmela De Luca) ne hanno abbondantemente fruito.

I reiterati e crescenti attacchi al Papa di padre Paolo Siano stanziato e sedentarizzato a Ferrara, provano la sconfitta ideologica del Manelli e della sua linea.

Ha sbagliato alleati, ha sbagliato forma di governo, ha stravolto un carisma, ha fallito.

Quelli del Siano sono scritti disperati, una sorta di appelli, grida di aiuto nei quali cerca di compattare i superstiti.

Pontifica sul Papa, parla a nome dell’Istituto, bacchetta tutti come un oracolo greco.

Non si rende conto della sofferenza che arreca a chi ama la Chiesa; non si rende conto dell’offesa che arreca alle vittime suore del Manelli e ai frati che hanno obbedito all’autorità.

Accusa coloro che vogliono sdoganarsi dal settarismo manelliano di professare l’infallibilismo bergogliano ma non si rende conto che in realtà sta dichiarando lui per se stesso e per chi la pensa come lui, che Stefano Manelli sia infallibile.

Con il primo lustro del pontificato di Bergoglio si sta chiudendo nella storia della Chiesa un’epoca tumultuosa, fatta del non riconoscimento della Provvidenza di Dio nella storia, in pratica un’eresia professata dai presunti (e presuntosi) “guardiani della fede” come Manelli e i suoi seguaci.

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PROMEMORIA SUL BOIA DI FRIGENTO E I SUOI AMICI: Leggerlo prima di fare le spallucce davanti a certi manifesti

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http://www.farodiroma.it/2017/02/06/promemoria-sul-boia-frigento-suoi-amici-leggerlo-spallucce-davanti-certi-manifesti/

PADRE STEFANO MANELLI E I MANIFESTI ANTI PAPA A ROMA – Lettera Aperta

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LETTERA APERTA

Reverendo padre Stefano Manelli,

è da tempo che si è spento in me ogni sentimento di stima nei suoi confronti.

La credevo insieme ad altre consorelle un riformatore della Chiesa e della vita religiosa con un progetto di vita chiaro e sostenibile sull’esempio di San Massimiliano Maria Kolbe.

Dopo l’affissione abusiva di manifesti anti Papa Francesco a Roma, mi chiedo se sia possibile cadere più in basso dei committenti del vile gesto.

Lei ci ha voluto proporre l’eroismo, l’imitazione dell’Immacolata e di San Francesco, eppure nella sua condotta non c’è nulla che richiami ai santi ai quali ha voluto ispirarsi.

Non è stato capace di obbedire al Papa ed amarlo soprannaturalmente; non le è stato possibile vivere un’autentica povertà; non le è stato possibile testimoniare un’angelica castità da consacrato.

Purtroppo tutto riconduce alla sua persona come responsabilità ai dileggi in romanesco ai danni del Santo Padre.

Si vergogni!

Non è difficile intuire il nesso tra i Cavalieri di Malta e i Francescani dell’Immacolata quando è risaputo del profondo legame ideologico cha la unisce all’indegno porporato americano.

Cosa avrebbe fatto S. Francesco se il pontefice avesse orientato il suo apostolato o la sua azione di governo – che presto rimise nelle mani di altri frati – in una direzione diversa al suo primordiale e personale intento?

Manelli come può da religioso e da uomo sentirsi “decapitato” dopo venticinque anni di ininterrotto governo sui frati e sulle suore (!) rinnovati nella forma con elezioni fraudolente dal 2002?

Ha diviso i suoi figli creando mostri e inventando intrighi di corte per evitare di assumersi ogni responsabilità sul commissariamento.

Ha indossato la maschera della vittima per commuovere le sue figlie; ha fatto sentire importanti dei laici mediocri perché fossero loro a difendere quel patrimonio che è la risorsa dei corrotti.

Ha inventato la storiella delle Associazioni proprietarie dei beni e benefattrici di frati e suore quando poco prima – oltre che nelle Costituzioni di Frati e Suore – aveva scritto e commentato che i gestori e gli associati sono rispettivamente ed esclusivamente gli Economi generali e i religiosi Frati e Suore degli istituti da lei fondati.

Adesso che la Chiesa, dopo aver esercitato per lungo tempo misericordia e pazienza nei confronti suoi e dei suoi sodali le ha dato un ultimatum, sta nuovamente scatenando l’inferno sulla terra nella maniera più rozza: l’agitazione popolare a mezzo stampa elettronica e manifesti.

Ma che demonio è lei?

Altro che Immacolata!

Fa scrivere su uno dei tanti blog dei tradiprotestanti  che non può esserci pena senza colpa.

Il signor Giovanni Turco che ne è l’autore, non si vergogna delle sue asserzioni nei confronti di noi vittime?

Si parla di condanna senza processo…

L’opinione pubblica sa che lei, Stefano Manelli, si è già sottratto ad un incontro presso il promotore di giustizia ecclesiastico e il giudice del Tribunale civile di Avellino lo scorso 22 dicembre?

Se lei è innocente, di cosa ha paura?

Vuole che il procedimento vada in prescrizione per decorsi termini e poi far credere all’opinione pubblica che “il caso è chiuso”, che lei è innocente, che è stato “scagionato” come scrivono i suoi nipotini?

Crede che siamo tutte delle ingenue, tutte delle ignoranti, come quando ci ha tenute segregate in convento?

E’ vero Stefano Manelli che ci portava nella sua camera (all’interno della nostra clausura conventuale)  e ci tratteneva fino a notte fonda per motivi tutt’altro che religiosi?

E’ vero che ci palpeggiava il seno e le natiche, ci stringeva la vite e ci abbracciava, avvicinava le sue labbra alle nostre, metteva la nostra testa sulle sue ginocchia durante la confessione…

Vero o falso?

Ammetto che eravamo tutte contente di questo, estasiate di essere oggetto delle sue attenzioni, giustificate in nome della sua santità che si manifestava misticamente attraverso espressioni erotiche di cui nemmeno la Bibbia è esente…

Queste le sue spiegazioni, vero?

Le marchiature a fuoco sul petto, i patti di sangue dei quali andavamo fiere, le punture sulle dita per vergare col sangue la nostra offerta di obbedienza assoluta ai fondatori, è vero o falso?

La preferenza sul tipo di morte da martire di cui lei ci esaltava a modo di gioco: sbranata da leoni, bruciata viva, fatta a pezzi…

Vero o falso?

Oggi vederla così ostinato e incapace di accettare un minimo di disciplina dopo aver preteso da noi persino la morte di una giovane vita, mi disgusta.

Che le suore non fossero curate adeguatamente, che venissero isolate dal mondo, allontanate dai familiari, “i nemici della vocazione”, è vero o falso?

Mi chiedo se oggi le suore lontane dall’Italia Centrale sanno o meno che c’è stato il terremoto.

Come può la Chiesa nostra madre continuare a coprirla e a perpetuare impunemente questi abusi su delle consacrate?

Manelli, ha sempre mangiato cibi speciali, cucinati con cura, adottato un regime di vita personalizzato, fruito delle migliori cure e dei migliori specialisti medici, ha sempre viaggiato come, quando e dove voleva con una grossa berlina che cambiava ogni due anni e un autista personale.

E’ questa la povertà?

Noi soffrivamo la fame o dovevamo mangiare smisuratamente per sformarci, apparire più brutte; lei nel frattempo faceva quello che voleva…

Vero o falso?

E’ poi iniziata la favola degli extraterrestri, degli asteroidi che dovevano cadere sulla terra, della Terza Guerra Mondiale termonucleare imminente, del grande buio, della grande carestia e ne forniva persino le date!

Non ne ha azzeccata una, peggio dei Testimoni di Geova!

Mi dispiace che tante persone in buona fede continuano ad andarle dietro, pendere dalle sue labbra, considerarla un oracolo e obbedirle più che al Papa…

Cosa racconterà a San Pietro quando si ritroverà al Giudizio di Dio?

Ha trascinato tante persone dietro le sue follie e si è lasciato trascinare a sua volta da chi era più esaltato di lei.

Oggi sta invitando ad uscire dall’Istituto le mie consorelle per sottrarle all’obbedienza delle commissarie, sognare di creare una nuova corte in una chiesa dei sogni, delle fantasie, delle eresie.

Crede davvero che tutte seguiranno la Francesca Perillo o, come adesso si chiama, Suor Eliana?

Cos’è diventata questa donna? Una carmelitana, una benedettina, una domenicana, una francescana, una cattolica, una protestante, una lefebvriana, una teista?

Cos’è?

Credo che troppe persone hanno già troppo sofferto per questa storia, Stefano Manelli!

Si rende conto del dispiacere che sta dando al Santo Padre, insultato per causa sua pubblicamente e non solo dai manifesti di pochi giorni fa?

Si rende conto dello sbandamento di tante suore e di tanti frati e della vergogna che lei sta ingiustamente infliggendo loro per la sua aperta ribellione alla Chiesa e i suoi atti criminali?

Si rende conto di quante famiglie ha rovinato?

Si rende conto di quanto sia vile mandando sempre avanti gli altri, le suore, i frati plagiati, come ha sempre fatto?

Ha mai avuto coraggio?

Ha mai avuto fede e fiducia in Dio e nella Chiesa?

Ha mai avuto speranza nell’avvenire e nell’umanità redenta?

Ha mai amato con cuore sincero e oblativo il prossimo anziché amare solo e sempre il suo io?

Queste sono le domande pressanti che pongo a lei e delle quali ho già dato per lei la mia risposta nel segreto e nel dolore del mio cuore.

E’ ora di finire questa commedia che si è trasformata in dramma.

E’ ora di restituire la dignità strappata alle sue figlie e ai suoi figli.

E’ ora che la Chiesa faccia il suo corso e mostri le sue convinzioni sulla sua persona e le sue azioni, Stefano Manelli.

Se il Papa scioglie i voti privati vuol dire che essi esistevano e io stessa lo posso attestare senza remore in qualunque opportuna sede.

Se la Chiesa le proibisce di confessare le suore, riconosce che c’erano abusi e problematicità.

Se la Chiesa le chiede di non fare il giro d’Italia mentre si spaccia per malato, vuol dire che svolgeva un’azione destabilizzante all’interno di conventi e di monasteri.

Se la Chiesa le chiede di restituire i beni è perché li considera ecclesiastici e non la proprietà privata di Manelli dirottata a laici amici e familiari prestanome.

Bando ad Antigone e Creonte, nella tirannia dell’illusorio proposto a donne e a uomini che avevano diritto a una vita reale, a una vita consacrata sana, sono io che le chiedo: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?» (Gv 18,23).

Gesù Cristo tacciò di ipocriti i farisei; bene fa il Papa nell’averla spesso ricordata in una delle sue tanti espressioni che rivolge ad uomini (di Chiesa) come lei.

Le presento la lista che Marco Tosatti ha riportato copiandola da un blogger che rispetto a lui almeno lavora gratis e non al soldo di un cardinale corrotto e corruttore:

“Si dissimulano, si mimetizzano da brave persone: si presentano come nei santini, con gli occhi rivolti al cielo mentre pregano, dopo essersi accertati che siano visti: credono di essere migliori di altri, che disprezzano”.

Si chiamano Cristiani, si chiamano Cattolici, ma il loro comportamento rigido li allontana dalla Chiesa.

Orgogliosi, autoreferenziali, lontani dal popolo, intellettuali aristocratici, che chiudono le loro porte e resistono allo Spirito Santo!

Si credono immortali, immuni da colpa o indispensabili. Una Curia che non critica se stessa, che non si aggiorna, che non cerca di migliorarsi è un corpo malato.

Diventano spiritualmente e mentalmente induriti. E’ pericoloso perdere questa sensibilità umana che permette a ciascuno di piangere con quelli che piangono, e rallegrarsi con coloro che sono felici.

O ancora:

  • Vecchie comari
  • Fomentatori della coprofagia
  • Specialisti del Logos
  • Sgranarosari
  • Funzionari
  • Assorbiti da se stessi
  • Neo pelagiani
  • Prometeici
  • Restaurazionisti
  • Cristiani ideologici
  • Pelagiani
  • Signor e signora Piagnistei
  • Trionfalisti
  • Cristiani inflessibili
  • Moderni gnostici
  • Cristiani liquidi
  • Cristiani superficiali
  • Schiavi della superficialità
  • Mummie da museo
  • Facce da funerale
  • Gnostici
  • Autoritari
  • Elitari
  • Pessimisti queruli e disillusi
  • Cristiani tristi
  • Cristiani con la faccia da sottaceto
  • Infantili, timorosi di danzare, di gridare, paurosi di tutto
  • Che cercano certezza in ogni cosa
  • Cristiani chiusi, tristi, intrappolati, che non sono Cristiani liberi
  • Cristiani pagani
  • Piccoli mostri
  • Cristiani sconfitti
  • Cristiani senza speranza
  • Battitori da Inquisizione
  • Seminaristi che stringono i denti aspettando di finire gli studi, che seguono le regole e sorridono, e rivelano l’ipocrisia del clericalismo, uno dei mali peggiori
  • Ideologi dell’astratto
  • Fondamentalisti
  • Preti untuosi e idolatri
  • Adoratori del dio Narciso
  • Preti vanitosi e farfalloni
  • Preti che vendono gomme
  • Preti magnati
  • Religiosi che hanno il cuore amaro come l’aceto
  • Promotori del veleno dell’immanenza
  • Chiusi nella formalità di una preghiera gelida, avari
  • Sterili nel loro formalismo
  • Gente vecchia e nostalgica di strutture e usi che non vivificano più il mondo di oggi
  • Cristiani ipocriti interessati soli ai loro formalismi
  • Malati di accidia
  • Cristiani accidiosi
  • Persone senza luce, deprimenti
  • Egoisti
  • Autoreferenziali
  • Banderuole
  • Marci nel cuore
  • Deboli fino alla putredine
  • Dal cuore nero
  • Cristiani dal cuore debole
  • Cristiani nemici della Croce di Cristo
  • Cavillatori moralistici
  • Contemplativi distanti

In quale di queste categorie si riconosce, Stefano Manelli?

Noi siamo con il Papa.

MANELLI DEVE RESTITUIRE 30 MILIONI ALLA CHIESA

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Loredana Zarrella

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Frigento. Nel convento di Albenga, dove ora risiede, ad oltre 800 chilometri di distanza da Frigento, Padre Manelli stringe tra le mani un nuovo documento, articolato in vari punti, tra cui l’intimazione di restituire tutti i beni alla Santa Sede.

È un decreto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata, firmato dal prefetto João Braz de Aviz, che gli è stato consegnato a mano direttamente dai commissari dell’Istituto dei Francescani dell’Immacolata, il salesiano don Sabino Ardito, per il ramo maschile, e Suor Noris Adriana Calzavara, per il ramo femminile.

È una carta riservata, non di pubblico dominio, di cui Il Mattino è venuto a conoscenza attraverso fonti attendibili. Indiscrezioni che trapelano tracciando nuovi capitoli nella storia della Congregazione fondata a Frigento da Padre Stefano Maria Manelli.

Sarebbero quindici i giorni di tempo entro cui il frate 83enne dovrebbe far restituire tutto alla Santa Sede.

Si tratta dei beni delle associazioni Missione dell’Immacolata di Frigento e della Missione del Cuore Immacolato di Benevento, per cui si è aperto un contenzioso anche presso il Tribunale di Avellino. Sotto accusa la sottrazione di beni ecclesiastici all’Istituto dei frati e delle suore dal saio grigio-celeste.

Beni mobili e immobili, per 30 milioni, sotto i riflettori delle Fiamme Gialle. In discussione il cambiamento di gestione del patrimonio, in un primo momento amministrato solo da religiosi, secondo la stessa volontà del frate fondatore.

Padre Manelli avrebbe poi fatto entrare laici di sua fiducia e familiari nel governo di questi averi, procurando un danno all’Istituto ormai commissariato. Nel decreto ingiuntivo consegnato a Manelli anche il divieto di confessare le suore e la richiesta di non fare ostruzionismo alle azioni del commissariamento.

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Per tre anni sarebbe stato posto, inoltre, il blocco dell’ammissione di nuove vocazioni alle suore per impreparazione delle formatrici.

L’indiscrezione sul nuovo documento giunto nella città ligure direttamente dal Vaticano viene rafforzata da quanto affermato da Marco Tosatti sul suo blog «Stilum Curiae» circa la volontà della Congregazione di chiudere a breve la questione legata ai Frati Francescani dell’Immacolata.

Dopo il ricorso alla Segnatura Apostolica, da parte di alcune suore contro il commissariamento- ricorso che aveva depotenziato l’autorità della commissaria e delle sue collaboratrici – adesso si profila una riformulazione del decreto di commissariamento a firma del Santo Padre stesso in modo che il provvedimento risulti inappellabile, come fu per i frati nel 2013.

Troppe, evidentemente, le inosservanze delle Superiori durante questo periodo di ricorso.

Le stesse Suore Superiori che molte ex suore hanno accusato di abuso di potere, con cui le sottoponevano ai marchi a fuoco, a penitenze disumane, a umiliazioni, costringendole all’idolatria del padre fondatore fino a un voto segreto di fedeltà, in alcuni casi vergato a sangue, abolito da Papa Francesco solo lo scorso anno.

Il Mattino, ed. Avellino 1/02/2017

STEFANO MANELLI: CONTINUA L’INGANNO

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DALLA PARTE DI MAMMA LOPEZ

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Articolo copiato da facebook.

DALLA PARTE DI MAMMA LOPEZ

Riceviamo e pubblichiamo questa testimonianza di una ex religiosa che fa luce sulle parole ingiuste verso mamma Lopez.

Care consorelle,

mi rivolgo a loro per esprimere la mia amarezza e il mio dolore su delle conferme che la recente testimonianza di suor Maria Eucaristica Lopez mi ha fornito.
Non osavo credere a certe dicerie, ma con la testa di una persona libera e razionale, che solo per miracolo non ha perduto la fede, debbo dare atto che il loro modo di fare è più “diabolico” (nel secondo il significato del termine) di quello che mi hanno testimoniato durante la mia permanenza in convento.
Premetto, questa volta per rispondere al Fondatore, che non sono un’inetta in quanto “fuoriuscita” e che ho realizzato la mia vita proprio da quando mi sono allontanata da persone meravigliose, ma totalmente plagiate dal Manelli (non merita il titolo di “padre”) e dal giogo di superiore come le suore Consiglia, Carmela e Annunziata.
Debbo innanzitutto attribuire al mio ex Istituto la regia dell’operazione di ricorso ai blog, all’infangamento mediatico e a certi giornalisti che non risparmiano gli attacchi al caro padre e Papa Francesco. La prova è l’approccio diretto a Marco Tosatti che si permette di dire che la vostra saga offende la Chiesa. Di questo ha sicuramente ragione, ma si renda conto lui di quante volte ha offeso il sentimento di tanti fedeli con le sue questioni di lana caprina.

Cara suor Maria Eucaristica, mi rivolgo adesso a lei (eravamo obbligate a darci del lei) per dirle che nessuno ha mai creduto che si era “obbligate” a stare in convento. Ci stavamo tutto più o meno volentieri perché il fondatore ci parlava di cose belle, della vita dei santi, delle sante, del sacrificio per la salvezza del mondo. Ci sentivamo grandi, importanti, ci esaltavamo ed eravamo tutte contente di ascoltarlo, vederlo e stare con lui anche un solo minuto.
Si ricorda di quando il Manelli ci faceva mettere la testa sul petto, ci teneva la vita, ci diceva “quanto sei bella” e a un altra “quanto sei brutta” creando sentimenti contrastanti, gelosie, frustrazioni?
A me, quando mi inginocchiavo a terra per la confessione, mi metteva con la testa sulle sue ginocchia; altre volte, quando eravamo in auto mi diceva di stendermi sulle sue gambe come un cuscino. Diventava più serio solo quando c”era Madre Francesca Perillo, ma tutto questo perché ogni attenzione era per lei.
Si ricorda di quando le dette il libro “l”Eletta del Dragone?”

Col tempo ho visto tante incoerenze, trattamenti di favore, giochi di potere, isterismi.
Possibile che lei non sappia come Consiglia chiedesse di strisciare la lingua per terra alle sue suddite per punizione? Si ricordi di come, anche nella sua comunitá sembravamo delle deficienti con i cocci degli oggetti rotti appesi al collo per ricordarci che non bisognava rompere le cose? Si ricorda di quante volte si è lamentata con noi delle superiore? Il Manelli lo ha sempre difeso, è vero, ma delle superiore non ha mai risparmiato la critica quando era necessaria, cioè spesso. Mi fece paura quando lei rientrò dal Benin “pelle e ossa” mi sembrava un”anoressica con il vaiolo. Come fa a dire che sta bene e stava bene?

Lei dichiara che sente sua mamma per telefono una volta al mese. Infatti si possono chiamare i genitori solo una volta al mese. Mi è sembrato di capire, però, che sua madre si è lamentata più per sua sorella Teresina che non ha visto per dodici anni! Quando poi lei dice che è venuta spesso a casa e anche ultimamente, deve far attenzione.
Lei è venuta per calmare sua sorella in crisi ed accompagnarla a casa per non lasciarla da sola con i suoi. Nella sua debolezza sua mamma l”avrebbe convinta ad uscire da convento.
Non è coercizione questa? Le superiore le hanno fatto due volte in un anno il biglietto aereo per evitare che suor Teresina “si spogliasse” così come ha detto la mamma, cioè uscisse dalla vita religiosa.

Cosa ha da nascondere suor Teresina o cosa ha da rivelare? Insieme con sua sorella, così come era per me, lei era frutto di un imbroglio.

Ci fecero fare la professione perpetua subito dopo il noviziato, al quale fummo ammesse dopo pochi mesi di postulandato.

Temendo che l”abate di Montecassino, che ci eresse, avesse opposto obiezioni decidemmo di fare il patto di incondizionata fedeltà al fondatore qualora ci avessero interrogate sul”imbroglio. Eravamo giovani, entusiaste, bramavamo fare i voti perpetui.
Il Manelli poi si presentava sempre come vittima e noi scegliemmo di essere anime vittima per lui.
Scrivemmo col sangue la formula della professione ispirandoci a Santa Margherita Maria Alacoque, e poi aggiungemmo la formula di fedeltá incondizionata a lui nella formazione e nella conduzione dell”Istituto offendo sacrifici per una cosa particolare. Io scelsi le vocazioni perché il fondatore ci teneva tantissimo e lo feci naturalmente per fargli piacere. Ci pungevamo il dito a vicenda tre alla volta e scrivevamo con uno stuzzicadenti.
Per me, come per lei, il fondatore era un santo sulla terra, un oracolo. Quello che diceva aveva valore di “parola di Dio”, il “dio” Manelli.

Lei dice che nessuna superiora ha indicato la famiglia come demonio. È vero, ma sia il Manelli che le superiore, ci hanno sempre insegnato che i peggiori nemici della vocazione sono i familiari”. Lei si ricorda, naturalmente, oppure come il Manelli in TV non si ricorda di nulla? Mi hanno detto che in Cornovaglia, ma anche negli altri Colombai in Italia, sua sorella piangeva sempre.

Ma come mai Teresina è entrata in Colombaio?

La sua reazione verso la mamma non conferma il plagio? Dica la verità. Lei è stata contattata e ha elaborato la lettera utilizzando i luoghi comuni che sento e leggo da un pezzo. Non ne esce bene né lei, né il suo Istituto.

Quante volte è stato detto al Manelli e a suor Maria Consiglia che si esagerava con i messalini?
Una volta una povera signora ne voleva uno e le chiesero 4 euro. Che dite a fare che è un”offerta libera per aiutare le missioni? Quanto costa un messalino? 25 centesimi ? Voi a quanto lo vendete? A 4 o 5 euro? Non vi vergognate? E poi parlate dei beni, la prima preoccupazione del Manelli? Il primo atto dopo il commissariamento, mi hanno detto. O forse, come al solito, lo hanno indotto le suore, con la loro avidità a fare questo? Lei non ha difeso la posizione del Manelli.
Parla di Costituzioni approvate dalla Chiesa e di penitenze moderate in esse contenute.
È il libretto di “Usi e Tradizioni” dove lo mette? Il regolamento, gli statuti dei Colombai, dove li mette? È vero o no che per imitare santa Veronica e la beata Florida Cevoli ci marchiavamo a fuoco? Nessuna obbligazione, ma induzione e gratificazione morale che per delle frustrate valgono come un sorriso, quelli che avevamo dimenticato.
Sorella, mi dica la verità. Quante delle nostre sono in psichiatria? Ho saputo di casi proprio nella sua comunità. Non me lo neghi, per piacere. Lei dice di essere felice perché come facevano con me la stanno facendo sentire una pedina importante. Si salvi finché è in tempo e aiuti le sue consorelle anziché difendere artificiosamente chi le ha rovinate.

M. C.

 

I FATTI NOSTRI

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“So soltanto che i fuoriusciti, le fuoriuscite, di solito dicono, dicono, dicono e inventano, inventano inventano…  sono terribili, sono calunnie”.

 

– E’ questa la dichiarazione rilasciata da P. Stefano Manelli, fondatore dei Francescani dell’Immacolata alla giornalista di RAI 2 per la trasmissione “I Fatti Vostri” del 9 novembre 2015.

 

– Abbiamo ricevuto poco dopo questa telefonata:

 

“P. Stefano ci ha uccise due volte!

Ma non hai visto? E’ uscito per televisione!

A noi insegnava l’umiltà e lui attacca?

Ma quando pensa a pregare e a riparare i peccati?

Ha messo nella mer…  tutto l’Istituto.

Che figuraccia sta facendo fare alla Chiesa!

Gli ho anche lavato i piedi a Frattocchie e ci tratta così?!

Ma lo denuncio! Ci parlo io al Papa! A me non mi riceve?

Mi hanno fatto crepare per farmi uscire e dice che vogliamo una rivalsa?

Lo hai sentito? Dice che ci hanno detto di uscire.

Ma se da anni volevo uscire e mi diceva di resistere per salvare i genitori!

Calunnie?!

Ma io lo vado a sputt…. sotto il convento!

A me e a L. con la scusa della medaglia e come spingeva!

  1. lo disse anche al papà.

Ma stiamo a scherzare?

Dice alla giornalista come si fa a ricordare?

Dice che è passato tanto tempo ?!

 

 

Scherziamo?

Madre M. C. mi voleva pure a me fare strisciare la lingua per terra.

Da allora mi prese sull’occhio…

Facevano apposta di farmi lavare i piatti e quando rompevo quelle cose che facevano schifo mi faceva portare i cocci appesi al collo.

Suor M.M mi ha detto che le hanno detto quello che doveva rispondere alla visitatrice e poi l’avvocato vuole fare interrogare le suore?

Ci vado io e so io a chi faccio pure parlare che vuole parlare e sta soffrendo ancora dentro…

Tutta una finzione di suor S…

Hanno messo la nipote per televisione a giocare con la palla. Vuoi vedere che hanno scambiato le suore, fatto andare chi volevano loro nella comunità a San Giovanni Rotondo davanti alle telecamere.

Le solite furbe! Tutto preparato.

Ma se ci tolsero pure la ricreazione!

 

la suora più alta con gli occhiali è la nipote carnale di manelli

la suora più alta è la nipote carnale di manelli

 

–       E’ questa una delle reazioni a caldo sull’ennesimo programma diffuso sulla rete nazionale per ristabilire una verità sepolta e che stava continuando a produrre dolore alle persone.

L’Italia è scandalizzata.

Ho voluto allora fare io una telefonata a una delle molte vittime del p. Manelli la quale mi ha riferito questo:

Mesi e mesi prima di avere un colloquio (p. Stefano Manelli ndr) malgrado un sacco di volte l’ho chiesto. Stavo in crisi e lui diceva che non poteva ricevermi. Non potevo chiamare il mio parroco. Non potevo andare da don G. G.  Ero malata e lui mi diceva che non poteva muoversi.

 

–       Ecco cosa invece P. Stefano ha dichiarato oggi davanti alle telecamere:

“Papa Francesco come santità mi chiami perché io sono disposto a venire anche subito, mi chiami immediatamente proprio per chiarire, far presente tutta la realtà delle cose e tutto il bene che vogliamo cercare di realizzare per il bene della Chiesa e dell’umanità”.

 

Intanto, se la Chiesa non interviene, non darò più il mio 8 per mille e se quello che ha fatto e sta facendo p. Manelli è un bene, lo lasciamo giudicare a chi sta osservando i FATTI “Nostri”.

Sempre la solita presunzione di credere che sta salvando l’umanità.

Chiarisca anche perché ha un conto corrente personale.

 

–       Un frate di Casalucense ci disse:

“Quando dopo il Conclave venne fatto il nome di Jorge Bergoglio, P. Stefano gridò: Noooooo!!!!!”

           

L’ho sentito dire: “Bergoglio Papa è la peggiore disgrazia che potesse accaderci”.

 

Un frate di Roma ci ha riferito: “Il nipote (p. Settimio Manelli ndr) impedì agli studenti di Sassoferrato di andare alla cerimonia del 19 marzo 2013.

 

–       “Telefonò – continua la testimonianza – al superiore di Casalucense per impedire anche ai suoi frati di Sassoferrato che stavano momentaneamente a Casalucense di andare alla cerimonia di intronizzazione del Papa”.

Un frate americano  (che uscì dall’Istituto scandalizzato) disse: “Mi ritrovai con un bigliettino incollato alla porta della stanza. Non potevo andare a San Pietro…”

 

Di fronte a queste evidenze e a questo marciume, c’è chi ancora difende Manelli.

Questa volta deve alzare la posta e accusare direttamente il Papa, “il Vaticano”.

E’ davvero ridicolo difendere un personaggio simile, ma anche questo concorre alla rapida soluzione del caso.

Se la Chiesa si fosse pronunciata, visto che padre Manelli sembra oramai spezzarsi, dopo non essersi piegato da saggio e persona intelligente, lo scandalo non avrebbe assunto un tale clamore.

A chi sta ricattando Padre Manelli?

Chi sono, anzi chi erano i suoi PPR (protettori-porporati-ricattabili)?

Chiesa e Postconcilio della nota tradizionalista Maria Guarini parla di “baggianate di persecutori”?

Come si permette? Pensi alle sue di baggianate!

2015-11-09-alessia

Oggi su RAI Due, senza voce camuffata, è intervenuta “Alessia”, una vittima del p. Manelli che ha offerto un nuovo contributo.

“Mi diceva che se mi fossi sposata sarei andata all’Inferno. Ci facevano sempre mangiare quello che stava in un vassoio fino a finirlo, anche se si avariava dopo giorni. Volevo uscire ma mi portarono nella stanza di p. Stefano. Mia sorella è ancora dentro. Vi rimane perché è plagiata. Questo era il metodo.”

Ma ha figlie la Guarini?

Perché non si va a chiudere lei là dentro?

Nuovamente si fissa sulla questione dei beni.

Ma se li tenessero pure sti’ negozi, ste’ ville, ste’ case, sti terreni, sti poeracci!

Non ci racconti però balle, come quelle sulle Associazioni e l’amministrazione dei beni.

Tra poco alla Guarini le risponderà la Magistratura.

Quanto al solito Tosatti, speriamo che le superiore delle suore accolgano il suo invito quando scrive:

“(…) forse le religiose interessate (le cinque superiore ndr)  potrebbero chiedere ragione, per tutelarsi, di fronte alla giustizia religiosa e a quella civile”.

Religiosa oramai ci fa un baffo, civile ci darà ragione e rincarerà la dose a chi ci vuole fare ancora violenza.

Il Papa ha detto domenica scorsa all’Angelus: ( Cari fratelli e sorelle, so che molti di voi sono stati turbati dalle notizie circolate nei giorni scorsi a proposito di documenti riservati della Santa Sede che sono stati sottratti e pubblicati.

Per questo vorrei dirvi anzitutto che rubare quei documenti è un reato. E’ un atto deplorevole che non aiuta.

(…) Perciò voglio assicurarvi che questo triste fatto non mi distoglie certamente dal lavoro di riforma che stiamo portando avanti con i miei collaboratori e con il sostegno di tutti voi.

Sì, con il sostegno di tutta la Chiesa, perché la Chiesa si rinnova con la preghiera e con la santità quotidiana di ogni battezzato.

Quindi vi ringrazio e vi chiedo di continuare a pregare per il Papa e per la Chiesa, senza lasciarvi turbare ma andando avanti con fiducia e speranza”.

Chi ha dato ai blog tradizionalisti il decreto di commissariamento delle suore?

Babbo Natale?

E che non ci dicano (le suore) che è stato un corvo all’interno della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

Della resistenza delle superiore ad andare a ricevere il decreto di commissariamento, non si tratta di una fuga di documenti, ma della notizia di un fatto.

Anche le pietre ne sono a conoscenza e poi le suore, ci conosciamo, parlano troppo e non si rendono conto con chi parlano…

 

Poiché i movimenti di soldi ci sono stati ed è dimostrabile, non vediamo l’ora di controquerelare e andare in TV con la NOSTRA ulteriore testimonianza; non più su p. Manelli, stavolta, ma su certe superiore delle suore: le ultime superiore, ma anche le vecchie, specie quella(e) rifugiata(e) in Inghilterra.

Vogliono aprire un nuovo scandalo?

L’amore alla Chiesa ci sta trattenendo.

“Donna avvisata, mezza salvata”…