La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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PADRE STEFANO MANELLI E I MANIFESTI ANTI PAPA A ROMA – Lettera Aperta

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LETTERA APERTA

Reverendo padre Stefano Manelli,

è da tempo che si è spento in me ogni sentimento di stima nei suoi confronti.

La credevo insieme ad altre consorelle un riformatore della Chiesa e della vita religiosa con un progetto di vita chiaro e sostenibile sull’esempio di San Massimiliano Maria Kolbe.

Dopo l’affissione abusiva di manifesti anti Papa Francesco a Roma, mi chiedo se sia possibile cadere più in basso dei committenti del vile gesto.

Lei ci ha voluto proporre l’eroismo, l’imitazione dell’Immacolata e di San Francesco, eppure nella sua condotta non c’è nulla che richiami ai santi ai quali ha voluto ispirarsi.

Non è stato capace di obbedire al Papa ed amarlo soprannaturalmente; non le è stato possibile vivere un’autentica povertà; non le è stato possibile testimoniare un’angelica castità da consacrato.

Purtroppo tutto riconduce alla sua persona come responsabilità ai dileggi in romanesco ai danni del Santo Padre.

Si vergogni!

Non è difficile intuire il nesso tra i Cavalieri di Malta e i Francescani dell’Immacolata quando è risaputo del profondo legame ideologico cha la unisce all’indegno porporato americano.

Cosa avrebbe fatto S. Francesco se il pontefice avesse orientato il suo apostolato o la sua azione di governo – che presto rimise nelle mani di altri frati – in una direzione diversa al suo primordiale e personale intento?

Manelli come può da religioso e da uomo sentirsi “decapitato” dopo venticinque anni di ininterrotto governo sui frati e sulle suore (!) rinnovati nella forma con elezioni fraudolente dal 2002?

Ha diviso i suoi figli creando mostri e inventando intrighi di corte per evitare di assumersi ogni responsabilità sul commissariamento.

Ha indossato la maschera della vittima per commuovere le sue figlie; ha fatto sentire importanti dei laici mediocri perché fossero loro a difendere quel patrimonio che è la risorsa dei corrotti.

Ha inventato la storiella delle Associazioni proprietarie dei beni e benefattrici di frati e suore quando poco prima – oltre che nelle Costituzioni di Frati e Suore – aveva scritto e commentato che i gestori e gli associati sono rispettivamente ed esclusivamente gli Economi generali e i religiosi Frati e Suore degli istituti da lei fondati.

Adesso che la Chiesa, dopo aver esercitato per lungo tempo misericordia e pazienza nei confronti suoi e dei suoi sodali le ha dato un ultimatum, sta nuovamente scatenando l’inferno sulla terra nella maniera più rozza: l’agitazione popolare a mezzo stampa elettronica e manifesti.

Ma che demonio è lei?

Altro che Immacolata!

Fa scrivere su uno dei tanti blog dei tradiprotestanti  che non può esserci pena senza colpa.

Il signor Giovanni Turco che ne è l’autore, non si vergogna delle sue asserzioni nei confronti di noi vittime?

Si parla di condanna senza processo…

L’opinione pubblica sa che lei, Stefano Manelli, si è già sottratto ad un incontro presso il promotore di giustizia ecclesiastico e il giudice del Tribunale civile di Avellino lo scorso 22 dicembre?

Se lei è innocente, di cosa ha paura?

Vuole che il procedimento vada in prescrizione per decorsi termini e poi far credere all’opinione pubblica che “il caso è chiuso”, che lei è innocente, che è stato “scagionato” come scrivono i suoi nipotini?

Crede che siamo tutte delle ingenue, tutte delle ignoranti, come quando ci ha tenute segregate in convento?

E’ vero Stefano Manelli che ci portava nella sua camera (all’interno della nostra clausura conventuale)  e ci tratteneva fino a notte fonda per motivi tutt’altro che religiosi?

E’ vero che ci palpeggiava il seno e le natiche, ci stringeva la vite e ci abbracciava, avvicinava le sue labbra alle nostre, metteva la nostra testa sulle sue ginocchia durante la confessione…

Vero o falso?

Ammetto che eravamo tutte contente di questo, estasiate di essere oggetto delle sue attenzioni, giustificate in nome della sua santità che si manifestava misticamente attraverso espressioni erotiche di cui nemmeno la Bibbia è esente…

Queste le sue spiegazioni, vero?

Le marchiature a fuoco sul petto, i patti di sangue dei quali andavamo fiere, le punture sulle dita per vergare col sangue la nostra offerta di obbedienza assoluta ai fondatori, è vero o falso?

La preferenza sul tipo di morte da martire di cui lei ci esaltava a modo di gioco: sbranata da leoni, bruciata viva, fatta a pezzi…

Vero o falso?

Oggi vederla così ostinato e incapace di accettare un minimo di disciplina dopo aver preteso da noi persino la morte di una giovane vita, mi disgusta.

Che le suore non fossero curate adeguatamente, che venissero isolate dal mondo, allontanate dai familiari, “i nemici della vocazione”, è vero o falso?

Mi chiedo se oggi le suore lontane dall’Italia Centrale sanno o meno che c’è stato il terremoto.

Come può la Chiesa nostra madre continuare a coprirla e a perpetuare impunemente questi abusi su delle consacrate?

Manelli, ha sempre mangiato cibi speciali, cucinati con cura, adottato un regime di vita personalizzato, fruito delle migliori cure e dei migliori specialisti medici, ha sempre viaggiato come, quando e dove voleva con una grossa berlina che cambiava ogni due anni e un autista personale.

E’ questa la povertà?

Noi soffrivamo la fame o dovevamo mangiare smisuratamente per sformarci, apparire più brutte; lei nel frattempo faceva quello che voleva…

Vero o falso?

E’ poi iniziata la favola degli extraterrestri, degli asteroidi che dovevano cadere sulla terra, della Terza Guerra Mondiale termonucleare imminente, del grande buio, della grande carestia e ne forniva persino le date!

Non ne ha azzeccata una, peggio dei Testimoni di Geova!

Mi dispiace che tante persone in buona fede continuano ad andarle dietro, pendere dalle sue labbra, considerarla un oracolo e obbedirle più che al Papa…

Cosa racconterà a San Pietro quando si ritroverà al Giudizio di Dio?

Ha trascinato tante persone dietro le sue follie e si è lasciato trascinare a sua volta da chi era più esaltato di lei.

Oggi sta invitando ad uscire dall’Istituto le mie consorelle per sottrarle all’obbedienza delle commissarie, sognare di creare una nuova corte in una chiesa dei sogni, delle fantasie, delle eresie.

Crede davvero che tutte seguiranno la Francesca Perillo o, come adesso si chiama, Suor Eliana?

Cos’è diventata questa donna? Una carmelitana, una benedettina, una domenicana, una francescana, una cattolica, una protestante, una lefebvriana, una teista?

Cos’è?

Credo che troppe persone hanno già troppo sofferto per questa storia, Stefano Manelli!

Si rende conto del dispiacere che sta dando al Santo Padre, insultato per causa sua pubblicamente e non solo dai manifesti di pochi giorni fa?

Si rende conto dello sbandamento di tante suore e di tanti frati e della vergogna che lei sta ingiustamente infliggendo loro per la sua aperta ribellione alla Chiesa e i suoi atti criminali?

Si rende conto di quante famiglie ha rovinato?

Si rende conto di quanto sia vile mandando sempre avanti gli altri, le suore, i frati plagiati, come ha sempre fatto?

Ha mai avuto coraggio?

Ha mai avuto fede e fiducia in Dio e nella Chiesa?

Ha mai avuto speranza nell’avvenire e nell’umanità redenta?

Ha mai amato con cuore sincero e oblativo il prossimo anziché amare solo e sempre il suo io?

Queste sono le domande pressanti che pongo a lei e delle quali ho già dato per lei la mia risposta nel segreto e nel dolore del mio cuore.

E’ ora di finire questa commedia che si è trasformata in dramma.

E’ ora di restituire la dignità strappata alle sue figlie e ai suoi figli.

E’ ora che la Chiesa faccia il suo corso e mostri le sue convinzioni sulla sua persona e le sue azioni, Stefano Manelli.

Se il Papa scioglie i voti privati vuol dire che essi esistevano e io stessa lo posso attestare senza remore in qualunque opportuna sede.

Se la Chiesa le proibisce di confessare le suore, riconosce che c’erano abusi e problematicità.

Se la Chiesa le chiede di non fare il giro d’Italia mentre si spaccia per malato, vuol dire che svolgeva un’azione destabilizzante all’interno di conventi e di monasteri.

Se la Chiesa le chiede di restituire i beni è perché li considera ecclesiastici e non la proprietà privata di Manelli dirottata a laici amici e familiari prestanome.

Bando ad Antigone e Creonte, nella tirannia dell’illusorio proposto a donne e a uomini che avevano diritto a una vita reale, a una vita consacrata sana, sono io che le chiedo: «Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?» (Gv 18,23).

Gesù Cristo tacciò di ipocriti i farisei; bene fa il Papa nell’averla spesso ricordata in una delle sue tanti espressioni che rivolge ad uomini (di Chiesa) come lei.

Le presento la lista che Marco Tosatti ha riportato copiandola da un blogger che rispetto a lui almeno lavora gratis e non al soldo di un cardinale corrotto e corruttore:

“Si dissimulano, si mimetizzano da brave persone: si presentano come nei santini, con gli occhi rivolti al cielo mentre pregano, dopo essersi accertati che siano visti: credono di essere migliori di altri, che disprezzano”.

Si chiamano Cristiani, si chiamano Cattolici, ma il loro comportamento rigido li allontana dalla Chiesa.

Orgogliosi, autoreferenziali, lontani dal popolo, intellettuali aristocratici, che chiudono le loro porte e resistono allo Spirito Santo!

Si credono immortali, immuni da colpa o indispensabili. Una Curia che non critica se stessa, che non si aggiorna, che non cerca di migliorarsi è un corpo malato.

Diventano spiritualmente e mentalmente induriti. E’ pericoloso perdere questa sensibilità umana che permette a ciascuno di piangere con quelli che piangono, e rallegrarsi con coloro che sono felici.

O ancora:

  • Vecchie comari
  • Fomentatori della coprofagia
  • Specialisti del Logos
  • Sgranarosari
  • Funzionari
  • Assorbiti da se stessi
  • Neo pelagiani
  • Prometeici
  • Restaurazionisti
  • Cristiani ideologici
  • Pelagiani
  • Signor e signora Piagnistei
  • Trionfalisti
  • Cristiani inflessibili
  • Moderni gnostici
  • Cristiani liquidi
  • Cristiani superficiali
  • Schiavi della superficialità
  • Mummie da museo
  • Facce da funerale
  • Gnostici
  • Autoritari
  • Elitari
  • Pessimisti queruli e disillusi
  • Cristiani tristi
  • Cristiani con la faccia da sottaceto
  • Infantili, timorosi di danzare, di gridare, paurosi di tutto
  • Che cercano certezza in ogni cosa
  • Cristiani chiusi, tristi, intrappolati, che non sono Cristiani liberi
  • Cristiani pagani
  • Piccoli mostri
  • Cristiani sconfitti
  • Cristiani senza speranza
  • Battitori da Inquisizione
  • Seminaristi che stringono i denti aspettando di finire gli studi, che seguono le regole e sorridono, e rivelano l’ipocrisia del clericalismo, uno dei mali peggiori
  • Ideologi dell’astratto
  • Fondamentalisti
  • Preti untuosi e idolatri
  • Adoratori del dio Narciso
  • Preti vanitosi e farfalloni
  • Preti che vendono gomme
  • Preti magnati
  • Religiosi che hanno il cuore amaro come l’aceto
  • Promotori del veleno dell’immanenza
  • Chiusi nella formalità di una preghiera gelida, avari
  • Sterili nel loro formalismo
  • Gente vecchia e nostalgica di strutture e usi che non vivificano più il mondo di oggi
  • Cristiani ipocriti interessati soli ai loro formalismi
  • Malati di accidia
  • Cristiani accidiosi
  • Persone senza luce, deprimenti
  • Egoisti
  • Autoreferenziali
  • Banderuole
  • Marci nel cuore
  • Deboli fino alla putredine
  • Dal cuore nero
  • Cristiani dal cuore debole
  • Cristiani nemici della Croce di Cristo
  • Cavillatori moralistici
  • Contemplativi distanti

In quale di queste categorie si riconosce, Stefano Manelli?

Noi siamo con il Papa.

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TUTTI GLI AMICI DI MANELLI ….

Riportiamo la dettagliata analisi di due vaticanisti sull’attuale situazione ecclesiale.
Stefano Manelli sperando in benefici politico-economici e in un accresciuto numero di vocazioni occidentali fornite dagli ambienti estremisti si era offerto appaltatore delle attività lobbiste sui sacrifici e la buona fede dei suoi religiosi.
Ha invece svenduto i Francescani dell’Immacolata (frati, suore e laici) compromettendo definitivamente se stesso, facendo soffrire i suoi « figli e figlie »  e creando un enorme danno alla Chiesa.
Si spera e si prega per l’epilogo di una vicenda che ha tirato fin troppo per le lunghe e che ha scritto una nuova pagina della vita consacrata e del francescanesimo dove l’eroismo di chi ha saputo e voluto rimettersi nelle mani della Chiesa ha unito l’amarezza del calice all’assenza di rimpianti.
***
Viaggio nella galassia degli oppositori di Bergoglio. Un fronte che sul web unisce leghisti, nostalgici di Ratzinger, nemici del Concilio: “Chiesa in confusione per colpa del pontefice”
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Nella sua pagina ufficiale su Facebook, Antonio Socci sostiene che Benedetto XVI non si sia voluto davvero dimettere ma si consideri ancora Papa volendo in qualche modo condividere il «ministero petrino» con il successore. Interpretazione che lo stesso Ratzinger ha smentito
GIACOMO GALEAZZI ANDREA TORNIELLI
ROMA – 16/10/21016

A tenerla unita è l’avversione a Francesco. La galassia del dissenso a Bergoglio spazia dai lefebvriani che hanno deciso di «attendere un Pontefice tradizionale» per tornare in comunione con Roma, ai cattolici leghisti che contrappongono Francesco al suo predecessore Ratzinger e lanciano la campagna «Il mio papa è Benedetto».

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Ci sono gli ultraconservatori della Fondazione Lepanto e i siti web vicini a posizioni sedevacantiste, convinti che abbia ragione lo scrittore cattolico Antonio Socci a sostenere l’invalidità dell’elezione di Bergoglio soltanto perché nel conclave del marzo 2013 una votazione era stata annullata senza essere scrutinata. Il motivo? Una scheda in più inserita per errore da un cardinale. La votazione era stata immediatamente ripetuta proprio per evitare qualsiasi dubbio e senza che nessuno dei porporati elettori sollevasse obiezioni. Ancora, prelati e intellettuali tradizionalisti firmano appelli o protestano contro le aperture pastorali del Pontefice argentino sulla comunione ai divorziati risposati e sul dialogo con il governo cinese.

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Il dissenso verso il Papa unisce persone e gruppi tra loro molto diversi e non assimilabili: ci sono le prese di distanza soft del giornale online «La Bussola quotidiana» e del mensile «Il Timone», diretti da Riccardo Cascioli.

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C’è il quasi quotidiano rimprovero al Pontefice argentino messo in rete dal vaticanista emerito dell’«Espresso», Sandro Magister.

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Ci sono i toni apocalittici e irridenti di Maria Guarini, animatrice del blog «Chiesa e Postconcilio», fino ad arrivare alle critiche più dure dei gruppi ultratradizionalisti e sedevacantisti, quelli che ritengono non esserci stato più un Papa valido dopo Pio XII. La Stampa ha visitato i luoghi e incontrato i protagonisti di questa opposizione a Francesco, numericamente contenuta ma molto presente sul web, per descrivere un arcipelago che attraverso Internet ma anche con incontri riservati tra ecclesiastici, mescola attacchi frontali e pubblici a più articolate strategie.

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In prima linea sul web contro il Papa, lo scrittore Alessandro Gnocchi, firma dei siti Riscossa cristiana e Unavox: «Bergoglio attua la programmatica resa al mondo, la mondanizzazione della Chiesa. Il suo pontificato è basato sulla gestione brutale del potere. Uno svilimento della fede così capillare non si è mai visto».

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Cabina di regia

Tra le mura paleocristiane della basilica di Santa Balbina all’Aventino, accanto alle terme di Caracalla, la Fondazione Lepanto è uno dei motori culturali del dissenso a Francesco. Tra libri pubblicati, l’agenzia di informazione «Corrispondenza romana» e gli incontri tenuti nel salone del primo piano qui opera una delle cabine di regia del fronte anti-Bergoglio. «La Chiesa vive uno dei momenti di maggiore confusione della sua storia e il Papa è una delle cause – afferma lo storico Roberto De Mattei che della Fondazione Lepanto è il presidente -. Il caos riguarda soprattutto il magistero pontificio. Francesco non è la soluzione ma fa parte del problema». L’opposizione, aggiunge De Mattei, «non viene solo da quegli ambienti, definiti tradizionalisti, ma si è allargata a vescovi e teologi di formazione ratzingeriana e wojtyliana».

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Più che di dissenso, De Mattei preferisce parlare di «resistenza», la stessa che si è recentemente espressa attraverso la critica all’esortazione apostolica «Amoris Laetitia» di 45 teologi e filosofi cattolici e la dichiarazione di «fedeltà al magistero immutabile della Chiesa» di 80 personalità, divenute poi alcune migliaia, tra cui cardinali, vescovi e teologi cattolici. Tra gli italiani c’è il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna. Uno dei principali centri di resistenza, sottolinea ancora lo storico, «è l’Istituto Giovanni Paolo II per la famiglia, i cui vertici sono stati recentemente decapitati dal Bergoglio». Nel mirino dei tradizionalisti c’è anche il «contributo che la politica migratoria di Francesco fornisce alla destabilizzazione dell’Europa e alla fine della civiltà occidentale».

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Fronda politico-teologica

L’attacco a Bergoglio è globale. «Nella galassia del dissenso a Francesco c’è una forte componente geopolitica – osserva Agostino Giovagnoli, ordinario di Storia contemporanea all’Università Cattolica ed esperto di dialogo con la Cina -. Accusano Bergoglio di non annunciare con sufficiente forza le verità di fede, ma in realtà gli imputano di non difendere il primato dell’Occidente. È una opposizione che ha ragioni politiche mascherate da questioni teologiche ed ecclesiali». La Cina ne è l’esempio. «C’è un’alleanza fra ambienti Hong Kong, settori Usa e destra europea: rimproverano a Francesco di anteporre alla difesa della libertà religiosa l’obiettivo di unire la Chiesa in Cina – continua -. Sono posizioni che trovano spazio spesso nell’agenzia cattolica Asianews. Il Papa, secondo questi critici, dovrebbe affermare la libertà religiosa come argomento politico contro Pechino, invece di cercare il dialogo attraverso la diplomazia».

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A dar voce al dissenso, che ha innegabili sponde interne alla Curia, sono anche ecclesiastici con entrature vaticane, come il liturgista e teologo don Nicola Bux, consultore delle Congregazioni per il Culto divino e per le Cause dei Santi. «Oggi, non pochi laici, sacerdoti e vescovi si chiedono: dove stiamo andando?- spiega alla Stampa -. Nella Chiesa c’è sempre stata la possibilità di esprimere la propria posizione dissenziente verso l’autorità ecclesiastica, anche se si trattasse del Papa.

Cardinal Carlo Maria Martini

Il cardinale Carlo Maria Martini, notoriamente esprimeva spesso, anche per iscritto, il suo dissenso dal pontefice regnante, ma Giovanni Paolo II non l’ha destituito da arcivescovo di Milano o ritenuto un cospiratore». Il compito del Papa, continua Bux, è «tutelare la comunione ecclesiale e non favorire la divisione e la contrapposizione, mettendosi a capo dei progressisti contro i conservatori». E «se un Pontefice sostenesse una dottrina eterodossa, potrebbe essere dichiarato, per esempio dai cardinali presenti a Roma, decaduto dal suo ufficio».

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In un crescendo di bordate, con un’intervista al Giornale nei giorni scorsi è sceso in campo anche il ricercatore Flavio Cuniberto, autore di un libro critico col magistero sociale del Papa, studioso di René Guenon e del tradizionalismo vicino alla destra esoterica. Ha dichiarato che «Bergoglio non ha aggiornato la dottrina, l’ha demolita, si comporta come se fosse cattolico ma non lo: l’idea stravolta di povertà eleva alla sfera dogmatica il vecchio pauperismo». Il Papa elogia la raccolta differenziata e così «le virtù del buon consumatore tardo-moderno diventano le nuove virtù evangeliche».

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Teorie sui due Papi  

Nella sua pagina ufficiale su Facebook, Antonio Socci sostiene che Benedetto XVI non si sia voluto davvero dimettere ma si consideri ancora Papa volendo in qualche modo condividere il «ministero petrino» con il successore. Interpretazione che lo stesso Ratzinger ha smentito seccamente a più riprese a partire dal febbraio 2014 fino al recente libro-intervista «Ultime conversazioni», dichiarando pienamente valida la sua rinuncia e manifestando pubblicamente la sua obbedienza a Francesco. La teoria ha tratto nuova linfa dall’interpretazione da alcune parole pronunciate nel maggio scorso dall’arcivescovo Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia e segretario di Benedetto XVI. Don Georg, intervenendo alla presentazione di un libro, aveva affermato: «Non vi sono dunque due papi, ma di fatto un ministero allargato – con un membro attivo e un membro contemplativo». Socci pubblica a fine settembre, una accanto all’altra, le foto di Bergoglio e Ratzinger sotto la scritta «quale dei due?». E scrive: «C’è chi si oppone l’amore alla verità (Bergoglio) e chi le riconosce unite in Dio (Benedetto XVI)». Tra i tanti commenti in bacheca, Paolo Soranno risponde: «Francesco I sembra che sia messo al servizio del Dio Arcobaleno (quello che non impone obblighi religiosi e morali) e non del Dio Cattolico». È nella Rete che il dissenso a Bergoglio assume i toni più accesi, con persone che dietro il paravento del computer si lasciano andare a furiose invettive, come si legge nei commenti sotto gli articoli postati sui social. Sul sito «messainlatino», che si dedica a promuovere la liturgia antica, ma ospita spesso anche commenti al vetriolo sul Papa, si parla di «noiosa monotonia ideologica dell’attuale pontificato». In rete si leggono commenti sulla Chiesa che «sarà spinta a sciogliersi in una sorta di Onu delle religioni con un tocco di Greenpeace e uno di Cgil», dato che «oggi i peccati morali sono derubricati e Bergoglio istituisce i peccati sociali (o socialisti)».

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Sul blog ipertradizionalista di Maria Guarini, «Chiesa e Postconcilio», si leggono titoli tipo questo: «Se il prossimo papa sarà bergogliano, il Vaticano diventerà una succursale cattomassonica». Il dissenso viene dall’area più conservatrice, ma trova sponde anche in qualche ultraprogressista deluso.

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È il caso del prete ambrosiano don Giorgio De Capitani, che attacca senza tregua Francesco da sinistra, e dunque non è assimilabile ai gruppi finora descritti. Sul suo sito web non salva nulla del pontificato. «Quante parole inutili e scontate – inveisce -. Pace, giustizia e bontà. Il Papa ci sta rompendo le palle con parole e gesti strappalacrime. Francesco è vittima del proprio consenso e sta suscitando solo illusioni, butta tanto fumo negli occhi, stuzzica qualche applauso manda in visibilio i giornalisti ignorantotti sulla fede».

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Giuseppe Rusconi, il giornalista ticinese curatore del sito «Rossoporpora», si chiede: «il nostro Pastore è veramente in primo luogo “nostro” o non mostra di privilegiare l’indistinto gregge mondiale, essendo così percepito dall’opinione pubblica non cattolica come un leader gradito ai desideri espressi dalla società contemporanea? Lo farà per strategia gesuitica o per scelta personale? E quando il Pastore tornerà all’ovile, quante pecorelle smarrite porterà con sé? E quante ne ritroverà di quelle lasciate». Questa composita galassia del dissenso ha eletto come suoi punti di riferimento alcuni vescovi e cardinali. Magister sul suo blog ha lanciato la candidatura papale del cardinale guineano Robert Sarah, attuale ministro per la liturgia di Francesco, amato da conservatori e tradizionalisti e molto citato nei loro siti e nelle loro pubblicazioni.

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Rischio scisma?

Tra coloro che vengono considerati stelle polari da parte di questo mondo ci sono soprattutto il porporato statunitense Raymond Leo Burke, patrono dei Cavalieri di Malta,

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e il vescovo ausiliare di Astana, Athanasius Schneider. Ma al di là dell’amplificazione mediatica offerta dalla rete, non sembra proprio che vi siano all’orizzonte nuovi scismi, dopo quello compiuto dal vescovo Marcel Lefebvre nel 1988. Ne è convinto il sociologo Massimo Introvigne, direttore del Cesnur: «I vescovi cattolici nel mondo sono più di cinquemila, il dissenso riesce a mobilitarne una decina, molti dei quali in pensione, il che mostra appunto la sua scarsa consistenza».

 

Introvigne sostiene che questo dissenso «è presente più sul web che nella vita reale ed è sopravvalutato: ci sono infatti dissidenti che scrivono commenti sui social sotto quattro o cinque pseudonimi, per dare l’impressione di essere più numerosi». Per il sociologo è un movimento che «non ha successo perché non è unitario. Ci sono almeno tre dissensi diversi: quello politico delle fondazioni americane, di Marine Le Pen e di Matteo Salvini che non sono molto interessati ai temi liturgici o morali – spesso non vanno neppure in chiesa – ma solo all’immigrazione e alle critiche del Papa al turbo-capitalismo. Quello nostalgico di Benedetto XVI, che però non contesta il Vaticano II. E quello radicale della Fraternità San Pio X o di de Mattei e Gnocchi, che invece rifiuta il concilio e quanto è venuto dopo. Nonostante vi sia qualche ecclesiastico che fa da sponda, le contraddizioni fra le tre posizioni sono destinate a esplodere, e un fronte comune non ha possibilità di perdurare». Introvigne fa notare una sorprendente caratteristica comune a molti di questi ambienti: «È l’idealizzazione mitica del presidente russo Vladimir Putin, presentato come il leader “buono” da contrapporre al Papa leader “cattivo”, per le sue posizioni in materia di omosessuali, musulmani e immigrati. Con il dissenso anti-Francesco collaborano fondazioni russe legatissime a Putin».

http://www.lastampa.it/2016/10/16/italia/cronache/quei-cattolici-controfrancesco-che-adorano-putin-IZpbcqI1ile1ZDnUxx1ePO/pagina.html

IL FATTO QUOTIDIANO: ORRORE IN CONVENTO: SANGUE, MOLESTIE E SOLDI SPARITI


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IL FATTO QUOTIDIANO del 23 giugno 2015

Cronaca

di » ANTONELLA MASCALI

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Orrore in convento : sangue, molestie e soldi spariti

Accuse Ex suore ed ex frati denunciano padre Stefano Manelli, fondatore della comunità Francescani dell’ Immacolata a Frigento. Indaga la procura irpina.

Per i suoi fedelissimi è più santo di Padre Pio, per alcuni frati e tanti ex frati ed ex suore che sono fuggiti dall’ istituto dei Francescani dell’Immacolata (almeno 100 negli ultimi 10 anni) il fondatore della comunità religiosa, Padre Stefano Manelli è un traditore della Chiesa, artefice di terrorismo psicologico, atti di libidine, vessazioni e minacce ai danni di frati e suore. Ci sono un paio di testimonianze su suore che sarebbero state costrette a stare con uomini che pagavano l’Istituto, altre che parlano del divieto di curarsi, con gravi conseguenze per la salute : «  È contro la povertà prendere i medicinali”. Secondo una ex suora, padre Manelli avrebbe anche costretto delle consorelle a fare un giuramento di fedeltà assoluta con una lettera scritta con il sangue. 2015-06-24_040729

UNA MONTAGNA di soldi destinati alla carità, soprattutto alle missioni in Africa e in Brasile sono tornati in Italia e il sospetto è che avrebbero alimentato il conto corrente personale di Padre Manelli mentre le suore missionarie erano costrette a mangiare cibo avariato. Le denunce sulle presunte devianze nelle varie sedi di questo istituto, nato a Frigento, in Campania, sono cominciate nel ‘ 98 quando sette persone hanno scritto alla Congregazione dei religiosi, l’organismo in Vaticano che si occupa di indagare sul giusto operato delle comunità cattoliche. Hanno puntato il dito contro i vertici, gli unici artefici di presunti abusi a danno dei religiosi comuni. Ma tutto è rimasto nei cassetti fino a quando non è arrivato Papa Benedetto XVI, che ha mandato un visitatore apostolico.

La svolta c’è stata, però, con Papa Francesco che ha commissariato l’Istituto. In mano al Vaticano ci sono decine di testimonianze su quanto sarebbe accaduto nelle sedi dei Francescani dell’ Immacolata. Ora che i dossier, che Il Fatto ha potuto leggere, sono da un paio di settimane anche in mano alla Procura di Avellino che deve vagliare la loro veridicità e rilevanza penale. A consegnare la corposa documentazione, piena di racconti sconvolgenti, tutti da riscontrare, è stato l’ avvocato Giuseppe Sarno, legale dell’ Istituto e del commissario apostolico del Vaticano, padre Fidenzio Volpi, morto improvvisamente il 7 giugno scorso.

Ecco che cosa ha scritto un frate su padre Manelli, ascoltato da un parroco che ha raccolto diverse testimonianze all’ esame del Vaticano e ora anche dei magistrati : ” Erano evidenti i metodi di plagio sui ragazzi. Parlava di inferno e di dannazione se non fossero entrati nell’Istituto”. Il frate aveva già denunciato, inascoltato, a metà degli anni 90 i ” soprusi”. ” Oltre alle due lettere che inviai alla Congregazione, incontrai Padre… …mi rivelò con un dispiacere immenso che qualcuno non voleva che si mandasse il visitatore apostolico, anche se per lui era assolutamente urgente. Riporto qui solo alcuni insegnamenti – certamente suggeriti da lui diffusi da alcuni frati e suore: “Padre Manelli ha le stimmate invisibili; Padre Manelli ha ricevuto da Padre Pio tutti i suoi carismi e per questo scomparvero al Santo le stimmate alcuni giorni prima di morire.

Solo chi obbedisce ciecamente a Padre Manelli sta nella verità ”.

Un’ altra testimonianza : “Le suore hanno messo su, in modo arbitrario, un sistema lager. Madre per punizione fa pulire il pavimento strisciando con la lingua, cioè fa leccare la stanza”.

L’ ex suora che ha raccontato di giuramenti con il sangue ha scritto al Vaticano nel 2001 ma non è successo nulla. Il prefetto della Congregazione dei religiosi era il cardinale Eduardo Martinez Somalo.

QUANDO c’ è stato il commissariamento, nel 2013, ha testimoniato nuovamente su Manelli : quando si trovava a Montecassino, secondo la sua versione dei fatti, padre Manelli avrebbe chiesto obbedienza con il sangue a lei e a poche altre consorelle : ” Il Padre Abate di Montecassino era contrario alla presenza del Manelli nella vita delle suore, così ci fu riferito da Padre Stefano. La notte del nostro arrivo a Frattocchie il Manelli ci disse che avremmo dovuto scrivere una formula con il sangue con cui avremmo dovuto affermare la nostra obbedienza ai Padri Fondatori, specie a lui e di offrirci vittime per qualcuno. Io offrii la mia vita per lui. Tutto doveva essere svolto in gran segreto nella cappellina della baracca”.

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E ancora : “Finite le lezioni ci chiamava quasi tutti i giorni nella sua stanza da sole per fare direzione spirituale, così diceva lui. Una mattina, dopo la lezione, fui chiamata io, ma appena entrata si avvicinò a me con un atteggiamento per nulla spirituale e che mi fece ritrarre infastidita e confusa.

Cercò di tranquillizzarmi dicendomi che non dovevo vergognarmi ma che dovevo considerarlo come il mio sposo. A queste parole risposi in modo fermo e nauseato che il mio sposo era Gesù e Lui solo, e andai via sconvolta. A Pietrelcina per un ritiro spirituale, P. Stefano mi metteva la mano in petto e la muoveva in senso rotatorio, alla mia sorpresa a quel gesto insolito disse che poiché ero piena di Gesù e dell’ Immacolata nel mio cuore lui in quel modo li sentiva, era come accarezzare loro”.

Papa Francesco ha fatto chiudere anche il seminario interno dei frati francescani dell’ Immacolata, il cui rettore, Settimio Manelli, nipote del fondatore, ha proibito la partecipazione all’ insediamento del Pontefice il 19 marzo 2013. Nel seminario veniva persino censurata la lettura dell’Osservatore Romano, considerato “troppo di sinistra”.

 

AL PONTEFICE, il 30 agosto 2014, ha scritto il papà di una suora, tra coloro che presentarono denuncia già nel lontano ’98 : « Se queste ultime testimonianze hanno una valenza grave per la Chiesa e forse anche rilevante dal punto di vista penale, Santo Padre, in ginocchio, come un figlio, Le chiedo : perché l’efficace macchina da Lei messa in moto per far piena luce su questi fatti, sembra oggi che si sia in un certo modo quasi fermata?

Perché non si fa piena giustizia a tante persone che hanno sofferto e soffrono e sono (o sono state) vittime dì tanti abusi e soprusi in quell’ Istituto? Solo per questo grido di dolore profondo, mi sono permesso di importunarla, per supplicarla di dare compiuta e rapida soluzione, oltre che risposta adeguata, alla gravità dei fatti, riferita, ormai, da centinaia di testimonianze ».

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LA SCHEDA:

LE TESTIMONIANZE dei presunti soprusi dei vertici dell’istituto dei Francescani dell’Immacolata, fondato da padre Stefano Manelli, in Campania, sono state consegnate alla procura di Avellino perché è lì che c’è un’indagine per truffa aggravata e falso ideologico che ha portato, il 26 marzo scorso, al sequestro di 30 milioni di euro a due associazioni legate all’istituto, Missione dell’Immacolata e Missione del Cuore Immacolato, a quanto pare gestite « allegramente » all’insaputa dei semplici frati e suore. Il provvedimento eseguito dalla Guardia di Finanza, che sta lavorando per verificare tutti i movimenti bancari, riguarda un canale radio televisivo, svariati immobili e conto correnti tra Avellino e altre città italiane, compresa Roma. 

 

L’INDAGINE E’ NATA grazie a un esposto presentato dall’avvocato Giuseppe Sarno, nel 2014, per conto del commissario apostolico del Vaticano, padre Fidenzio Volpi, nominato nel 2013, che ha sospeso il superiore Padre Stefano Manelli.

 

C’E’ SEMPRE STATO UN FEELING tra Manelli e i tradizionalisti anche filo lefebvriani, gli anti Papa Francesco. Dopo il commissariamento, su diversi blog di quell’area si scatenano gli insulti al Pontefice, al prefetto della congregazione dei Religiosi, cardinale Joao Braz de Aviz e al segretario, monsignor José Rodriguez Carballo, al commissario Volpi e a padre Alfonso Bruno, nominato da Volpi segretario generale dell’Istituto. Contro il commissariamento scrive anche “Il Foglio”. Su “Corrispondenza romana”, diretto da Roberto De Mattei, ex consigliere di Gianfranco Fini ed ex vicepresidente del Cnr, viene promossa una petizione elettronica, senza riscontro anagrafico, per rimuovere Volpi: ottiene solo 8 mila firme.

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UNA VERITA’ LIQUIDA O LIQUIDAZIONE DELLA VERITA’ ?

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Un’analisi sulle spregiudicate recenti notizie circa la presunta morte di Padre Volpi

 

Negli anni 30’ del secolo scorso, il Timor di Dio era ancora considerato il primo valore a cui la società intera doveva attenersi. Era l’Italia di Pio XI, ed era più che giusto, ieri come oggi, additare l’errore e non solo, ma anche combatterlo e limitarlo quanto più possibile per impedire che le anime dei “piccoli” ne divenissero preda. Non si tendeva la mano all’eresia, ma si esortava l’eretico a convertirsi e a volgersi alla Verità che sola ha il potere di rendere liberi. Le leggi, anche dello Stato, servivano proprio a questo ossia a limitare quanto più possibile il propagarsi dell’errore, giacché secondo i principi della morale naturale prima, e della Fede Cattolica poi, l’errore e la menzogna non hanno alcun diritto nella società! Non ci credete? Pio XII insegna che l’errore «non ha oggettivamente alcun diritto né all’esistenza, né alla propaganda, né all’azione» (Discorso “Ci riesce” del 6 dicembre 1953).

Roberto De Mattei “dovrebbe” conoscere benissimo il Magistero perenne della Chiesa, quello definito e definitivo, quello infallibile, quello messo nero su bianco, quello posto al sicuro da un bell’anatema. Basti pensare all’enciclica Mirari Vos di Gregorio XVI, alla Quanta Cura e al Sillabo del beato Pio IX, alla Libertas di Leone XIII, alla Pascendi di San Pio X, ecc..

Corrispondenza Romana, invece, offre, a firma di Roberto de Mattei,  una clamorosa controtestimonianza per i valori di cui il Nostro pretendeva farsi alfiere.

Una grande delusione scoprire la sua ossessione.

La sagra della menzogna sulla vicenda recente di padre Volpi era stata inaugurata ancora qualche giorno prima da Antonio Margheriti nel blog “la cuccia del mastino, il mondo visto da un cane…”.

Il latifondista pugliese, poco “fido” alla verità, forse assopito negli ozi di in una precoce afa primaverile nel Tavoliere, per distrarsi un po’ aveva pensato di lanciare un sasso nello stagno annunciando la morte del “Kommissario” Apostolico dei Frati Francescani dell’Immacolata.

Si era anche cimentato nella cabala accostando  date e dati rivelatisi poi infondati come la notizia stessa.

L’ottimo servizio reso alla carità e alla verità cristiana era una nuova occasione troppo ghiotta per non essere ripreso dal creativamente pigro Chiesa e Post Concilio di Maria Guerini.

La morale e la professionalità di cui entrambi i blog si fregiano rifulge dal fatto che la notizia del decesso  non è nemmeno stata rimossa.

E’ forse il caldo che assopisce i sensi.

Padre Volpi sarà contento nel ricordarsi l’adagio popolare che attribuisce un allungamento della vita a colui al quale si annuncia la morte.

Messainlatino.it bacchettava entrambi i blogs dichiarando che Volpi non era morto, ma stava molto, molto, molto male.

Con il passare dei giorni hanno tolto qualche “molto”.

Geloso per la prodezza e la prontezza dei concorrenti tradinternauti, Roberto De Mattei ha voluto singolarizzarsi fornendo sul suo blog “Corrispondenza Romana”, dei dettagli che la Procura della Repubblica e il Garante della privacy hanno già valutato. Auguri!

Imperterrito nell’opera diabolica di voler assolutamente dettare lui la linea di governo della Chiesa, a fronte del comunicato personale di Padre Fidenzio Volpi che ringraziava i medici e rassicurava tutti del suo ristabilimento, il De Mattei sparava a zero su tutti in una nuova nota di domenica 17 maggio 2015.

Un’ossessione! Che sogni ogni notte padre Volpi?

Metteva in causa il Visitatore Apostolico Vito Todisco e accusava Frati e Suore di azione debole a difesa della  persona “transeunte” del Fondatore dichiarando che la coesione non può che essere “un complesso di princìpi teologici, spirituali e liturgici irrinunciabili”.

Prendiamo atto della distanza che lo stesso De Mattei sta ora prendendo nei confronti del Fondatore del quale si era servito finora (e viceversa), ma con la liquidazione della verità alla quale abbiamo assistito e con l’assoluta mancanza di carità cristiana testimoniataci da più di qualche tradiblogghista, molto difficilmente Roberto De Mattei potrà ancora ricevere credito, non solo da religiosi, ma dallo stesso ambiente di chi vuole la tutela dei principi teologici, spirituali e liturgici ai quali sembra lui aver da tempo rinunciato.

Malgrado i suoi salmi imprecatori, capiamo che la ripresa di padre Volpi lo sconvolga, ma vista la sua passione alle diagnosi, legga pure quella che gli fornisce Papa Francesco, che a lui piace tanto:

«La malattia dei circoli chiusi è quella dove l’appartenenza al gruppetto diventa più forte di quella al Corpo e, in alcune situazioni, a Cristo stesso. Anche questa malattia inizia sempre da buone intenzioni ma con il passare del tempo schiavizza i membri diventando “un cancro” che minaccia l’armonia del Corpo e causa tanto male – scandali, anche – specialmente ai nostri fratelli più piccoli. L’autodistruzione è il pericolo più subdolo. È il male che colpisce dal di dentro e come dice Cristo: “ogni regno diviso in se stesso va in rovina».

TRAVOLTA DALLO SCANDALO LA BANDA MANELLI!

——-  DOVEROSE  CONSIDERAZIONI. ——–

 

1)     Tutto l’Istituto dei Francescani dell’Immacolata è stato strumentalizzato da manelli e dai suoi manichini (i cosiddetti superiori, sia frati che suore) per essere  utilizzato come un grande e furbesco paravento col quale  (e dietro al quale) rastrellare  molti beni (e non mi riferisco solo a quelli economici che oggi, finalmente, sono stati smascherati).   È evidente che l’odio e la violenza  scatenata  contro Padre Volpi e il Commissariamento (perfino la ridicola raccolta  firma per rimuovere il commissario – fingendo che il commissario voleva colpire la messa  tridentina)  avevano innanzitutto lo scopo di creare UNA CORTINA FUMOGENA, DI OCCULTARE QUANTO OGGI STA EMERGENDO e quindi DI IMPEDIRE E DI BLOCCARE CHE SI SMASCHERASSERO TUTTI  I PANNI SPORCHI  CHE SI NASCONDEVANO DIETRO LA FACCIATA PERBENISTICA, come più volte abbiano indicato.   Vedrete che dietro  al chiasso  mediatico fatto con la falsa scusa di difendere la messa tridentina, ci sono i complici e gli spalleggiatori di manelli in tutte queste operazioni finite nel mirino della Guardia di Finanza.  Ora si aprirà  finalmente l’indagine su come, con quali metodi, con quali complicità e, probabilmente, con quali truffe si è riusciti ad accumulare un “malloppo”  così grosso, ad accumulare tanto denaro, tanti  appartamenti e terreni, oltre alle operazioni bancarie e all’uso dei palazzi per guadagnare altro denaro, (“operazioni finanziarie e immobiliari spregiudicate”) invece di usare tutto solo per l’evangelizzazione e la missione in un regime di vera povertà. Anzi una parte degli stessi frati e suore venivano tenuti in un regime di grande miseria, diversa dalla povertà. Ha perfettamente ragione il Parroco di Frigento (Don Pietro Bonomo) quando afferma: “La comunità è indifferente e sconcertata allo stesso tempo. È sconcertata perché un Istituto che pratica la povertà si è trovato proprietario di tutto questo ben di Dio». Da tempo a Frigento si vociferava infatti di questi acquisti anomali, tra cui due alberghi («Abbazia» e il ristorante «Buonconsiglio», ora «Oasi di Padre Pio») e diverse case, messi in atto dall’Ordine monastico. /…/ : Dove sono andate a finire poi le offerte fatte dai cittadini? All’amarezza suscitata dalla notizia dell’appropriazione indebita di beni SI UNISCE IL DUBBIO DI ESSERE STATI TRUFFATI. Eppure dietro l’angolo ESISTEUN PARADOSSO: «I FRATI HANNO FATTO E FANNO UNA VITA DA CANI – FA NOTARE DON PIETRO – MANGIAVANO COSE SCADUTE E SI AMMALAVANO. È UNA DINAMICA INTERNA CHE COZZA MOLTO CON QUEL CHE POI È VENUTO FUORI DALLE INDAGINI. IN PRATICA, DELLA DONAZIONE DEI BENI SI SONO SERVITI SOLO ALCUNI».

 

2)             Bisognerà anche fare  luce sullo “spirito di manelli” (coma ha giustamente sottolineato Loredana), su questa sua abilità tenebrosa a coinvolgere frati e suore e laici in queste attività truffaldine, sul plagio attraverso il quale ha fatto in modo che tanti diventassero sottomesse marionette di questa FABBRICA DI INGANNO, e anche su tutte le favole, le superstizioni e le falsificazioni della realtà e del carisma francescano inoculate nelle menti dei subalterni per trasformarli in docili esecutori di una mega truffa.   

3) Come abbiamo sempre sostenuto gli abusi, le deviazioni e oggi, (nella misura in cui verranno accertate) anche le truffe di manelli e dei manelliani, esistono da lungo tempo e sono presenti ancor prima ed indipendentemente dell‘adozione della S. Messa tridentina: essi  sono presenti, quasi fin dall’inizio e comunque in un periodo in cui non solo la S. Messa tridentina non c’era, ma anzi Manelli la vietava!Oggi  risulta molto più chiaro che il motivo del commissariamento e della rimozione di manelli non è mai stato la messa tridentina. La S. Messa tridentina è stata solo la maschera dietro la quale il santone ha cercato di mascherare i suoi imbrogli ed è stato lo “specchietto per le allodole” (o meglio per i … polli) con cui manelli ha cercato di manipolare l’esercito sprovveduto dei cosiddetti tradizionalisti, per utilizzarli nella difesa della sua  doppia vita, della sua  doppia  faccia  tosta, della sua molteplice  – non solo doppia – disonestà. Ed i tradizionalisti, soprattutto con grande dabbenaggine e ignoranza, ci sono caduti. 

 

4) Una buona parte di frati e suore NON SAPEVA NULLA o quasi nulla  DI QUESTE ATTIVITÀ FRAUDOLENTE, MENTRE GLI ATTUALI NUOVI SUPERIORI, NON SAPEVANO CHE fossero in gioco cifre  così ingenti: “l’operazione ci era in gran parte sconosciuta” .  Comunque la gravissima responsabilità dei BENI ACCUMULATI in modo disonesto RICADE SOLO SUGLI EX SUPERIORI RIMOSSI DALLA SANTA SEDE, e su quanti sono stati loro complici e  fiancheggiatori.  Ha ragione il Sindaco di Frigento (Luigi Famiglietti) quando afferma che: “NON sarebbe tuttavia giusto confondere la buona fede dei frati e delle suore con EVENTUALI RESPONSABILITÀ CHE RIGUARDEREBBERO ESCLUSIVAMENTE I LIVELLI GERARCHICI GIÀ ALLONTANATI DA TEMPO DALLA CHIESA». Questi beni mobili e immobili, sono stati ammassati dall’ex  governo e dalle  persone loro complici – e prestanome – I CUI NOMI VERRANNO PRESTO  RESI  PUBBLICI.  Chiaramente è coinvolto colui che ha mosso tutti i fili ed è stato rimosso dalla Santa Sede l’11 luglio 2013, cioè il santone da noi più volte indicato come la radice dei mali di quell’Istituto.  Non c’è dubbio che molti frati e suore erano solo “manovalanza”, altri erano esclusi dal  circolo e dai traffici della BANDA e tenuti lontani perché  mostravano resistenza a diventare complici. Questa pattuglia di “ingenui” andavano a costituire la facciata rassicurante che era utile per meglio  coprire le attività disoneste.

 

LO  SCANDALO DELLA BANDA  MANELLI

5) Non c’è dubbio che tutti i fanatici e ottusi manichini di manelli saranno trascinati dal loro santone-fallito in un disastro completo e in un baratro senza fondo che si allargherà sempre di più nella misura in cui continueranno cocciutamente a esserne schiavi (come fino ad ora) e a scambiare per “santo” un grande falsario e a farsi rovinare la vita e la vocazione da  questo tenebroso e disonesto figuro abituato a tramare nell’ombra e a nascondendosi dietro la veste rassicurante della Madre Chiesa,  che ora ha però ha detto “basta!”

 

6) Dove sono FINITE adesso LE DELIRANTI E RIDICOLE ACCUSE CONTRO LA Congregazione, contro il Commissario, contro i visitatori e anche contro il Papa Francesco, “sputate” senza ritegno dai vari De Mattei, dalla papessa Siccardi, dai cosiddetti riscossa cristiana, chiesa e postconcilio, messainlatino, con i loro farneticanti e odiosi proclami fatti solo di fumo e di “gravidanze isteriche”? Essi sono stati solo dei bravi “utili idioti” (forse solo qualcuno in buona fede) manipolati e pilotati dalla BANDA MANELLI per impedire con i loro usuali metodi violenti, che venissero denunciate tutte le malefatte e i traffici illeciti.

Ha aperto la guerra De Mattei cominciando subito  a costruire mostri e fantasmi fomentando, l’immagine di una Chiesa addirittura “sanguisuga” che intenderebbe assimilarsi ai regimi dittatoriali (sic!).. Ha blaterato a lungo chiedendo UNO STRACCIO DI PROVA, mentre ora che ci sono prove gigantesche, PROVE CHE STRACCIANO LORO, tace. De Mattei e i suoi coalizzati (noi abbiamo sempre sostenuto che essi erano aizzati da manelli e dalla banda manelli) per due anni hanno solo sputato veleno e coltelli contro la Santa Sede, pilotando a giorni alterni una  lotta di classe mirata, in qualche modo, a criminalizzarli, inventandosi “mostri, Kommissari, orchesse, aguzzini, ecc.” che esistono solo nella loro fantasia. Trascriviamo una sintesi degli orrori vomitati da questi fiancheggiatori allucinati dal santone-guru-fraudolento: 

De Mattei:  il decreto di commissariamento era un abuso di potere, un allarmante perdita della certezza del diritto. La Chiesa non è un soviet” (Il caso dei Frati FI (de Mattei) (Roberto de Mattei, Corrispondenza Romana, 30.07.2013). “Il provvedimento è una pulizia etnica /…/ un vero mandato con licenza d’uccidere” (messainlatino.it, 6/8/2013 – Trionfo e tragedia. Il Crepuscolo degli Ordini religiosi (PapalePapale) del 31.07.2013 – Il Mastino da PapalePapale del 31.07.2013).  Corrispondenza Romana raccoglie firme contro il decreto della Santa Sede, approvato dal Papa (9/8/2013).

La prima omelia di Padre Volpi ai frati (nella quale subito ben descrisse la  tragica dipendenza dal santone e la sua indebita divinizzazione), secondo la papessa Siccardi, sarebbe stato “una istigazione all’ammutinamento /…/ che proviene da una volontà matrigna” [L’invito di P. Volpi (Commissario) all’ammutinamento (Riscossa Cristiana,  di Cristina Siccardi) (29.08.2013)].

Padre Alfonso sarebbe il traditore o l’accusatore” [La testimonianza di F. Agnoli su p. Alfonso Bruno, nuovo segretario generale dell’Ordine FI, nominato dal Commissario p. Volpi (14.09.2013)] [cfr. anche Le calunnie contro p. Stefano Manelli FI (di Francesco Agnoli, da Libertà e Persona, ottobre 2013)].

De Mattei raccoglie firme per ottenere le dimissioni del Commissario Volpi accusato addirittura di ferocia (14/12/2013) e di regime tirannico [Iniziata la raccolta di firme per chiedere le dimissioni del commissario p. Volpi (Corrispondenza  Romana, Roberto de Mattei, 09.12.2013)]. [Cresce la pressione sulla S. Sede per far cessare la scandolosa persecuzione dei FFI: consegnate 8000 firme a Parolin, e ora è iniziata un’altra iniziativa (Corrispondenza Romana, del 08.02.2014)].  

Anche Antonio Socci si è messo a denigrare e ad offendere il commissariamento. Nel suo articolo si parla, senza rispetto, di persecuzione e di “inquisitori sinistri”, ma viene citato solo il Card. Aviz (“che ha avuto trascorsi con la T.d.L.”) [In Vaticano c’è una nuova Inquisizione Catto-progressista. Perseguitano i Francescani dell’Immacolata perchè hanno fede e tante vocazioni. E’ una vergogna! Ma il Papa lo sa?   (di A. Socci, Libero, quotidiano nazionale, 05.01.2014)]. Un attacco ad personam veramente agghiacciante viene rivolto a P. Alfonso Bruno in un articolo che è uno dei peggiori e più impregnati di ostilità [Frati F.I: “perdonate se sono troppo autoreferenziale” così parla p. Bruno (da Libertà e Persona, il 1° feb 2014)] . Ci sono poi gli articoli contro Suor Fernanda Barbiero (28-5-2014 –cfr. http://pellegrininellaverita.wordpress.com/2014/06/05/de-mattei-e-il-falso-vento-da-pechino/); 16-6-2014 –http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/unamica-delle-francescane-dellimmacolata-ci-scrive/); (18-6-2014- http://www.corrispondenzaromana.it/la-nuova-teologia-di-suor-fernanda-barbiero/).

Insomma un vero KILLERAGGIO MEDIATICO “un infangamento e uno sputtanamento unico”. (chiesa e post concilio – articolo “Una risposta personale agli attacchi ad personam”, commento 30 luglio 2014 17:52).

Si è parlato del Commissario (con la K), che sarebbe modernista e non cattolico (!) (cfr. Radio Spada – L’ALTRA CAMPANA SUI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA”., Silente on 25 luglio 2014 at 9:26 pm ) (chiesa e post concilio,  “Alcune chiose al frate FI nuovo corso intervistato da Radiospada”,  Silente, 25 luglio 2014 15:42).

I manelliani puri oltre ad essere  camorristicamente violenti, sono anche almeno scismatici, se non eretici nel fatto che, per loro, il vero papa sarebbe (tenetevi forte!)  nientemeno che …… manelli.

Da ricovero forzato sono infatti certe mafiosità di un personaggio almeno allucinato che afferma, purtroppo senza  vergogna: “Ehi, VDR (vescovo di Roma), tu che vieni dalla fine del mondo sei avvisato!!! Bada bene a quello che dici perché “Fedele Inquieto” ti rimette sull’aereo e ti ri-spedisce nella pampa. Invece di star lì a telefonare a questo e a quello, va di corsa alla clinica dove è ricoverato IL VERO PAPA, quel certo manelli che tu “perseguiti”.… che magari se sei fortunato e ti ritiene Cattolico (i suoi giudizi in materia sono molto selettivi) ti riceve in udienza, e non ti scordare di portargli le arance!” ((cfr. messainlatino.it ––Frati F.I.: lettera aperta al Papa da un lettore inquieto., Anonimo 28 gennaio 2014,  09:35). Qui siamo al delirio puro e se – corrispondesse alla sua vera posizione, saremmo fuori dalla vera fede!

Non parliamo poi addirittura delle incivili, cafonesche e aberranti minacce fisiche: “Sei figlio della codardia, quindi se padre Pio al suo figlio lo prese a schiaffi, a te ti faccio scegliere dove prenderti a calci senza nemmeno rimproverarti e poi sciacquati la bocca sia che parli di san pio che di p.stefano. non sono anonimo come te, sono giuseppe f……” (messainlatino.it, 23 giugno 2014, articolo Il Papa ha incontrato gli FI – A. Tornielli – Vatican Insider – 23-06-2014, – Pino, 24 giugno 2014, 22:37).

Alla luce dei fatti odierni non appaiono fortemente allucinati e deliranti le posizioni mentali e teologiche di questi  difensori del santone-falsario?

(per un resoconto documentato cfr.  Amici della verita, MANELLIANI – 8 – DIFENDERSI DAI LANCIATORI DI COLTELLI, https://amicidellaverita.wordpress.com/2014/08/05/72/).

 

 7) Adesso si può meglio capire “la verita’ su tutta la meschina operazione contro il commissario Volpi(cfr. Amici della Verità, Manelliani 25,https://amicidellaverita.wordpress.com/2015/02/19/manelliani-25-la-verita-sulla-meschina-operazione-contro-il-commissario-volpi/). Pensate che solo per una parolina fuori posto (“i parenti”) i componenti della famiglia manelli hanno fatto un sacco di storie e inscenato contro Padre Volpi un’infame campagna di denigrazione, fino a strombazzare un’azione legale, quando poi la BANDA MANELLI è coinvolta (e vedremo quanto e come) per una mega truffa e un falso che riguardano proprio – guarda caso – il trasferimento di quegli stessi beni che Padre Volpi aveva subito denunciato come un atto immorale. Che farisei ipocriti! Che spudorati mentitori e incalliti costruttori di falsità in libera uscita.

 

8) Dov’è finito adesso il tipetto  tradizionalista – che si spaccia per don Camillo – che infangava il Commissario Volpi, sempre sulla azione legale dei familiari manelli –  blaterando contro di lui di una presunta infrazione all’ottavo comandamento? Visto che sembrava avere uno zelo profondo per la pulizia. Adesso, dopo aver saputo della mega truffa scriverà forse un post sul suo blog dichiarandosi indignato e sconvolto per questa colossale disonestà degli amici che prima difendeva?

 

9) Non solo ma quando Padre Volpi, giustamente,  a suo tempo aveva denunciato quello stesso  trasferimento fraudolento PER IL QUALE OGGI  LA BANDA MANELLI è SOTTO INCHIESTA GIUDIZIARIA, i manelliani (compreso i dilettanti allo sbaraglio del blog “in difesa degli abusi di manelli”) avevano ribaltato la frittata insinuando che tutta l’azione  sarebbe stata motivata solo da una presunta sete di guadagno che spingeva la Congregazione a rapinare (!?) quei soldi e quei beni che la Banda manelli – oggi sappiamo dalla GdF – aveva fraudolentemente sequestrato.  Più diabolici di così!

 

10) Un solo invito che sta crescendo in tantri  man mano che la stampa anche nazionale, pubblica sempre di più o particolari di questa rivoltante vicenda: VERGOGNATEVI  E CONVERTITEVI.

 

Riccardo Piccarreta

Originale:  MANELLIANI 29 – TRAVOLTA  DALLO SCANDALO  LA BANDA MANELLI!

I FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA E LA BLOGOSFERA

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Riproduciamo e traduciamo in italiano l’interessante articolo – risposta apparso su www.maryvictrix.com/

Sulle recenti informazioni provenienti dalla Blogosfera sullo stato dei Frati Francescani dell’Immacolata

 

Pubblicato il 18 febbraio 2015 da P. Angelo M. Geiger

 

Il primo punto da fissare è che le fonti di recente “informazione” non sono Agenzie di stampa qualificate, ma i blogger che scrivono tutti, tranne uno, sotto pseudonimo o in anonimo. Essi non hanno fornito alcuna prova, cioè, hanno fatto affermazioni puramente per sentito dire, o comunque hanno affermato di avere “prove” da cui hanno citato estratti senza produrre il documento o il suo contesto. Tutte le fonti di queste “informazioni” sono chiaramente parziali nei confronti del Commissario e la Santa Sede e i blogger e le blogger in questione sono persone che lavorano di concerto (Rorate Caeli e Corrispondenza Romana, ad esempio, regolarmente ripetono e sostengono l’uno le informazioni dell’altro).

Anche in questo caso, nessuna “Fonte” di notizie stimabile ha assunto la responsabilità di tali “segnalazioni”. Per quanto ne sappia – almeno in lingua inglese – non vi è stata alcuna pubblicazione di “notizie responsabili”, ma sono state ripetute queste storie che emergono dalla blogosfera. Si prega di considerare che quando i veri giornalisti pubblicano informazioni provenienti da fonti anonime, l’autore si assume la responsabilità personale con il suo vero nome, e l’organizzazione tenta di confermare in modo probatorio le informazioni per segnalazione da fonti indipendenti. Niente di simile è mai stato tentato da questi blogger. Al contrario, come già accennato, vi è una relazione incestuosa tra i vari blogger e le loro fonti, e c’è stato anche il rifiuto abituale di accettare responsabilità personale per le informazioni dannose che sono state rilasciate.

 

Alcuni esempi

Durante lo scorso Avvento, Rorate Caeli ha pubblicato una di queste “informazioni” riguardante il Commissario che avrebbe vietato una novena di Messe, privando una delle nostre comunità contemplative dell’auto-sostegno finanziario. La denuncia era nata puramente per sentito dire, senza uno straccio di prova – ancora una volta da fonte anonima – postata su Internet da un blogger sotto pseudonimo. Io ho subito fornito i fatti in questione, che hanno mostrato come l’accusa fosse pura calunnia. Ma non è stata fatta alcuna ritrattazione, né il blogger in questione ha fornito un link per le informazioni che ho pubblicato.

Nelle ultime settimane un’altra “informazione”, pubblicata da Rorate Caeli, riguardante un video girato presso la nostra comunità del seminario. Ancora una volta, la fonte delle informazioni e le affermazioni fatte nei suoi confronti sono state tratte da una fonte anonima e pubblicate su Internet dalla stessa blogger sotto pseudonimo, naturalmente senza prove. Nel post, la blogger ha fatto tre false dichiarazioni: 1) che il video è stato girato nel giorno in cui il seminario è stato chiuso; 2) che le informazioni contenute nel video erano state soppresse dal Commissario; 3) che il video rappresenta “ciò che è stato”, e che la comunità “come era” è ora distrutta. Ho fornito prove reali  manifeste e verificabili, che queste accuse erano false. Anche in questo caso, nessuna ritrattazione e nessun link alla mia replica.

 

Nonostante questo, ho ricevuto messaggi e commenti che ignorano completamente i fatti evidenti, così mostrerò, ancora una volta, le prove. La chiusura del Seminario è stata ordinata dal Commissario l’8 dicembre 2013, ma i frati sono stati trasferiti qualche tempo dopo. Tutte le parti riguardanti la liturgia nel video sono di Celebrazioni in forma straordinaria, ma la celebrazione secondo il vetus ordo è cessata durante l’estate del 2013, circa tre o quattro mesi prima che il seminario fosse stato chiuso. Inoltre, ci sono più colori liturgici utilizzati, in modo che le varie celebrazioni liturgiche non avrebbero potuto essere riprese nello stesso giorno. Secondo i seminaristi con cui vivo, uno dei quali è il videografico autore del materiale, il video non è stato nemmeno girato interamente in seminario. Pertanto, sostenere che il video è stato girato nel seminario il giorno della chiusura del Seminario è falso.

In realtà, le varie parti del video sono state girate in molti giorni, e il seminarista che ha girato e prodotto un video da queste riprese, lo ha pubblicato circa tre mesi prima dell’ordine di chiusura del Seminario (si guardi il timestamp sul video di YouTube). Se si guarda il video originale, si può vedere che alcune parti dello stesso materiale compaiono in entrambi i video, e anche che il secondo video copia lo stile di presentazione del primo. Così l’affermazione secondo cui il Commissario ha soppresso l’informazione è una menzogna. Infine, non è stato fornito neppure uno straccio di prova per dimostrare che la nostra vita è notevolmente cambiata da quando il seminario è chiuso, a parte quello che è a tutti già noto fin dall’inizio della Commissione, vale a dire, che ci sono state imposte delle restrizioni riguardo all’uso della Forma straordinaria della liturgia, da Papa Francesco stesso.

Nonostante abbia fornito prove inconfutabili che almeno le prime due accuse sono false, nessuno di coloro che hanno diffuso queste menzogne ha, a mia conoscenza, tentato di confutarle.

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L’occasione per questa risposta

Ora c’è un’altra “informazione” proveniente da Rorate Caeli riguardante un presunto giudizio civile contro padre Volpi, il Commissario Apostolico di FI, che è stata diffusa da un’unica fonte: un blogger italiano sotto pseudonimo, Don Camillo, diffuso in Italia e all’estero attraverso diverse altre fonti sotto pseudonimo (il blog Chiesa e post concilio e Francesca Romana, lo pseudonimo che traduce di Rorate Caeli), e infine da uno pseudonimo blogger su Rorate Caeli. Anche in questo caso, i dati sono pure affermazioni senza prove senza alcuna evidenza e nessuno disposto a mettere il proprio vero nome a supporto delle tesi.

Ma rendendosi conto di dover fornire almeno l’apparenza di dati di conferma, Corrispondenza Romana, guidato da Roberto de Mattei, che collabora regolarmente con Rorate Caeli, ha pubblicato un articolo in cui si sostiene che il sito è in possesso di un documento del Tribunale dove si dimostra che padre Volpi ha ammesso:

 

il crimine [the felony] di diffamazione e la bugia [falsehood, anche: la menzogna] il 12 Febbraio 2015

e

come un equo indennizzo, [egli] dovrà pagare 20.000 euro alla famiglia Manelli, oltre a tutte le spese legali, la pubblicazione di pubbliche scuse su siti internet gestiti da lui, così come le lettere circolari a tutti i frati e le suore.

Ecco i fatti, tra i quali io ho incluso articoli, che ho parafrasato da una lettera di risposta di padre Volpi, pubblicata sul nostro sito ufficiale:

Nel momento in cui l’Istituto è stato commissariato dalla Santa Sede, i beni che l’Istituto possedeva sono stati sottratti dalla disponibilità dei Frati non essendo essi più inseriti tra gli associati. Ciò è stato fatto in favore degli ex superiori, al fine di privare la legittima autorità ecclesiastica all’interno dell’Istituto dell’utilizzo di questi mezzi per provvedere ai bisogni dei frati. In buona fede, padre Volpi ha informato di tutto questo i frati dell’Istituto con una lettera circolare, perché non aveva alcuna intenzione di farne una questione di dominio pubblico. Frati fedeli al Fondatore poi hanno subito fatto trapelare la lettera tramite i blog tradizionalisti, quindi padre Volpi è stato accusato dalla famiglia Manelli di diffamazione perché ha citato la famiglia del Fondatore tra i gestori dei beni alienati.

Si noti che la responsabilità di tutto il pubblico spettacolo e il danno alla reputazione, da tutti i punti di vista, appartiene agli attivisti tradizionalisti all’interno e all’esterno dell’Istituto, che hanno fatto  trapelare e hanno trasmesso le informazioni e hanno poi accusato padre Volpi di diffamare pubblicamente persone innocenti. C’è stato un tentativo, orchestrato fin dall’inizio del Commissariamento da parte di queste persone e delle loro organizzazioni, di travisare la volontà del Santo Padre nei riguardi dell’Istituto. Roberto de Mattei ha messo in evidenza che se l’Istituto non rimane come egli pensa dovrebbe essere, allora non dovrebbe più continuare ad esistere. Lui e tutti i suoi collaboratori anonimi si sono vincolati in questo progetto, e il loro ultimo sforzo è di tal fatta.

Secondo le attuali norme processuali civili italiane, qualsiasi azione giudiziaria che possa dar luogo ad una sentenza può avvenire solo dopo una tentata mediazione tra le parti. Pertanto, in tale mediazione con la famiglia Manelli – quindi non in un procedimento in Tribunale – pro bono pacis e nello spirito fraterno di San Francesco -, padre Volpi ha concordato una transazione, che non comporta un’ammissione di colpa o di un giudizio legale di colpa. Ha fatto questo accordo, al fine di evitare ulteriori procedimenti civili davanti al Tribunale di Roma e ulteriori costi per l’Istituto. Con l’accordo, ha acconsentito a chiarire la faccenda in questione sul sito ufficiale dell’Istituto.

Ma il blogger Don Camillo, che ha iniziato l’ultima ondata di propaganda, scrive:

Padre Volpi, dopo avere ammesso il suo reato di calunnie e menzogne, il 12 febbraio è stato condannato. (in italiano nel testo)

cioè:

Padre Volpi, dopo aver ammesso il suo reato di calunnia e menzogna, è stato condannato il 12 febbraio.

Fr. Volpi non è, infatti, stato condannato per alcun reato, né sottoposto a procedimenti penali; né ha mai – in tribunale o al di fuori –, ammesso di aver commesso un crimine, o pronunciato calunnie o bugie. Ma, dal momento che l’accordo pacifico, raggiunto in buona fede da padre Volpi, non è stato rispettato dalla controparte – al contrario, il procedimento di mediaconciliazione è stato da loro utilizzato come strumento per ulteriori tentativi di propaganda contro gli intenti di Papa Francesco per l’Istituto – padre Volpi considera l’accordo nullo e non ha alcuna intenzione di adempierlo.

Per favore, vi prego, si consideri il fatto – non una congettura, ma i fatti evidenti –, che non è stata fornita alcuna prova manifesta contro la presunta affermazione di padre Volpi su riportata. Tutto è per sentito dire, anche il “documento” di cui Corrispondenza Romana ha affermato di essere in possesso. Nulla è dimostrato, come invece sostiene Rorate Caeli. Onestamente mi chiedo se sappiano cosa significhi dimostrare qualcosa.

 

Il lebbroso Cattolico in Internet

Fratelli e sorelle, questo è lo stato dell’Internet cattolica. È una vergogna e uno scandalo per il mondo.

Imploro tutti quelli di buona volontà, non importa quanto si pieghino in reazione a quello che considerano ingiuste restrizioni sull’uso di Forma straordinaria, a guardare i fatti, che sono verificabili. Poi dare il beneficio del dubbio sulla base delle prove fornite da coloro che sono disposti a mettere in gioco la loro reputazione personale e il buon nome su quello che dicono in pubblico.

Come ho già sottolineato altrove, c’è qualcosa di terribilmente sbagliato in una gran parte dell’Internet cattolica e si insinua attraverso la blogosfera e oltre.

Da quando, in base agli standard cattolici, giudichiamo buono e giusto rovinare la reputazione degli uomini con i pettegolezzi mediante i mass media con fonti anonime e notizie non confermate? Da quando i soldati di Cristo hanno troppa paura di parlare alla luce del giorno di ciò che presumono  essere vero, troppo insensibili nel credere alla correttezza, e troppo razionalisti per aderire ai principi di giustizia di base.

Ho visto un numero di blog cattolici ripetere la stessa storia, da una fonte anonima, pubblicata da un blogger anonimo, distruttiva di reputazione, con la dichiarazione di non responsabilità con la dicitura “informazione non confermata”. Che suona così simile a quello che fanno nelle redazioni vere, ma in realtà è la cassa di risonanza virtuale di ciò che si desidera.

Il tragico difetto di molti, ma non tutti, i tradizionalisti è che credono alla giustezza della propria causa, alla pietà delle proprie intenzioni, alla propria reverenza di fronte a Dio, al proprio status di auto-applicata classe di perseguitati, all’urgenza della propria crisi santifica atti che nessun cristiano sano di mente, libero dalla costrizione, potrebbe mai giustificare, senza mai tentare di razionalizzare tutto ciò che fanno.

Ma il danno è fatto e quelli che soffrono di più sono i piccoli, legittimamente anonimi all’interno dell’Istituto, che vogliono solo vivere quanto promesso ed essere lasciati in pace.

Alcuni mi hanno criticato per il tono acuto e la modalità di seminare le mie argomentazioni. Ma il novantanove per cento di coloro che hanno di moltiplicare e pubblicizzare con così tanta urgenza le loro riflessioni sulla questione del nostro Istituto, non hanno alcuna – ossia zero – informazione diretta su di noi e non hanno neanche un bit – ossia uno iota – di investimento personale nella nostra comunità. Tutto quello che sanno è che hanno paura delle restrizioni imposte su di noi riguardo all’uso della liturgia, possano in futuro riguardarli, e a loro non piace e non hanno fiducia in Papa Francesco. Questi timori sono diventati il filtro attraverso il quale essi vedono tutto.

Dimenticate ciò che pensate del mio tono per un minuto. Mettete da parte i vostri pregiudizi per seguire le prove. La Chiesa è intervenuta nel nostro caso, perché l’Istituto e molti di coloro che ci sostengono avevano un problema reale.