La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

Home » Posts tagged 'Commissario Apostolico'

Tag Archives: Commissario Apostolico

PER PADRE MANELLI ORA SPUNTA ANCHE UN’ACCUSA DI TRUFFA

IMG_20160714_173917

GIALLO ESCLUSIVO

Convento degli orrori di Avellino: nuovi guai per il fondatore dei Francescani dell’Immacolata, già indagato per violenza sessuale e maltrattamenti

PER PADRE MANELLI ORA SPUNTA ANCHE UN’ACCUSA DI TRUFFA

Le nuove indagini riguardano l’immenso patrimonio della congregazione, che vale oltre 30 milioni di euro. Il Vaticano ha trasferito il religioso a 800 chilometri di distanza

Frigento (Avellino). “Padre Manelli è indagato per i reati di truffa e falso”. Si allarga lo scandalo che coinvolge padre Stefano Manelli, fondatore dei Frati Francescani dell’Immacolata, già indagato dalla Procura di Avellino per i reati di violenza sessuale e maltrattamenti.

Le nuove indagini degli inquirenti questa volta riguardano l’ingente patrimonio della congregazione: 59 fabbricati, 17 terreni, un impianto radiofonico e cinematografico, 5 impianti fotovoltaici e 102 vetture, per un valore di oltre trenta milioni di euro, nonché ingenti disponibilità finanziarie.

Ricchezze affidate a due associazioni i cui vertici sono finiti sotto inchiesta insieme a padre Manelli, già accusato di violenza sessuale.

ORA VIVE IN CONVENTO IN LIGURIA

Non sono queste le uniche novità che riguardano padre Manelli. Nei giorni scorsi, infatti, il Vaticano con una lettera gli ha comunicato il suo immediato trasferimento in un convento di Albenga, lontano circa ottocento chilometri da Frigento, in provincia di Avellino.
Ma torniamo alle nuove accuse rivolte al fondatore di quello che, ormai, è tristemente noto come il “convento dell’Orrore”. L’inchiesta di natura economica e patrimoniale, avviata dalla Procura della Repubblica di Avellino, procede di pari passo con quella per i presunti abusi sessuali commessi da Manelli sulle suore rinchiuse in clausura nei vari conventi sparsi sul territorio e in particolare in quello di Frigento (Avellino) dove il frate aveva organizzato la direzione generale della congregazione riconosciuta dal Vaticano. In quest’ultimo filone di inchiesta come anticipato da Giallo alcuni mesi fa, anche una serie di morti ancor oggi avvolte nel mistero, sulle quali la magistratura irpina intende far luce. I guai per padre Manelli, esautorato nel 2013 dalla congregazione dei Francescani dell’immacolata nel 2013 con provvedimento approvato prima da Benedetto xvi, e poi da Papa Francesco, non finiscono qui.
Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti c’è la morte del frate filippino Matthew Lim, 20 anni, noto a tutti come fra Matteo, un probabile caso di omicidio. Il frate morì il 22 luglio del 2002 precipitando in un pozzo, che oggi è chiuso con un grande masso. Nonostante il frate avesse invocato aiuto con delle urla che sentirono in molti, morì annegato. La Procura avellinese in merito a questo “incidente” ha in mano l’importante testimonianza di una ex sorella, LT, che in una relazione finita in un corposo dossier nelle mani dei giudici afferma: “Ho conosciuto personalmente Fra Matteo: era una persona sorridente, solare. Prima che morisse mi rivelò sgomento: “Ci sono e si fanno cose che non vanno in questo Istituto”. Con lui nei giorni precedenti al suicidio parlava sempre un frate, uno dei quaranta nipoti di Manelli”. Ma quella del frate filippino non è l’unica morte sospetta avvenuta in quel convento: nel famoso dossier alcuni testimoni indicano almeno 5 casi di presunti “omicidi o suicidi strani”.

LA STRANA MORTE DEL COMMISSARIO

A questi si aggiunge anche la strana morte di padre Fidenzio Volpi, il Commissario Apostolico inviato da Papa Benedetto XVI per scoprire cosa accadeva nel convento degli orrori di Frigento. I suoi familiari hanno presentato alla Procura di Roma una dettagliata denuncia per omicidio volontario. Il frate morì il 7 giugno del 2015, ufficialmente a causa di un ictus da stress. Ma la verità potrebbe essere un’altra: Padre Volpi potrebbe essere stato ucciso.

L’ipotesi, fondata su alcune confidenze raccolte da persone a lui vicine, è che padre Volpi sia stato avvelenato lentamente, con piccole dosi di veleno somministrate giorno per giorno.

Questo terribile sospetto è stato confermato dal ritrovamento tra i capelli e la barba di padre Fidenzio di alcune particelle di arsenico, un potente veleno. Ma chi aveva interesse a eliminare padre Fidenzio? L’inchiesta della Procura di Roma potrebbe partire proprio dall’ultimo incarico di padre Volpi, ricevuto da Papa Benedetto XVI, che dice: “In data 11 luglio 2013 con decreto 52741/2012 nomino padre Fidenzio Volpi Commissario Apostolico dell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata”. Un incarico che non era stato preso di buon grado da padre Manelli e i suoi seguaci che in tutti i modi cercarono di ostacolare il suo lavoro di verifica. Il giudice nel sequestrare le ricchezze dei Francescani dell’Immacolata il 26 marzo 2015 nominò come custode dei beni pignorati proprio padre Fidenzio. Il provvedimento scatenò le ire di chi aveva tutto l’interesse a gestire l’ingente patrimonio. Le stesse persone che, oggi, si ritrovano indagate per truffa.

di Gian Pietro Fiore

Annunci

IL MATTINO: PADRE FIDENZIO, LA PROCURA INDAGA SULLA MORTE

IL MATTINO 5 MAGGIO 2016

Frigento L’inchiesta sul convento francescano

PADRE FIDENZIO, LA PROCURA INDAGA SULLA MORTE

Il Commissario apostolico inviato nell’istituto temeva per la sua vita. Si segue la pista dell’avvelenamento
=====

La Procura di Roma indaga sulle tracce di arsenico rinvenute sulla barba e sui capelli di Padre Fidenzio Volpi, il commissario apostolico nominato da Papa Benedetto XVI e inviato nel convento di Frigento. La notizia, pubblicata in esclusiva dal settimanale Giallo, è trapelata dagli ambienti giudiziari romani e se all’esito delle indagini dovesse essere confermata potrebbe portare ad una sconcertante verità: Padre Fidenzio potrebbe essere stato avvelenato.

La denuncia, sempre stando ad indiscrezioni, sarebbe stata presentata dai nipoti del religioso che per diversi mesi ha soggiornato a Frigento, nel convento balzato alla ribalta della cronaca per una triste storia di presunti maltrattamenti e violenze sulle quali sta indagando da tempo la Procura della Repubblica di Avellino. Il pubblico ministero Adriano Del Bene indaga per i reati di violenza sessuale e maltrattamenti padre Stefano Manelli, fondatore dei Frati Francescani dell’Immacolata.

LA TRACCIA I magistrati di Roma verificano la presenza di arsenico sui capelli.

La morte di padre Fidenzio non ha mai convinto mai nessuno, ad iniziare dai suoi più stretti collaboratori e amici. Questa testimonianza raccolta da Giallo a gennaio di quest’anno: “Pochi giorni prima di morire misteriosamente, padre Fidenzio Volpi era molto nervoso. Mi aveva detto: “Se mi succede qualcosa, sai cosa fare del dossier scritto sull’Ordine dei Frati Francescani dell’Immacolata”. Pertanto era lo stesso padre Volpi ad essere molto preoccupato per la sua sorte. Sospettava che qualcuno avrebbe potuto fargli del male, al punto di confidarlo a più di una persona. Ad una in particolare padre Volpi affidò un dossier, pregandolo di consegnarlo alla Procura se fosse morto all’improvviso. Così è stato. Due giorni dopo la sua morte un noto avvocato avellinese ha depositato alla procura di Avellino il dossier che gli era stato consegnato dal primo commissario apostolico. Ma chi, quindi, avrebbe potuto far del male a padre Fidenzio e soprattutto perché? Questo non è dato saperlo, saranno le indagini a chiarire ogni aspetto di questa torbida vicenda. Padre Fidenzio quando è morto aveva 75 anni e godeva di buona salute. Il commissario Apostoico nominato dal Papa nel giugno 2013, è morto ufficialmente il 7 giugno 2015 con un ictus di sovra stress. Il sospetto, fondato su alcu confidenze raccolte da persone vicino al prete defunto, è che sia stato avvelenato lentamente con dosi giornaliere. Il risontro di questa indiscrezione è spiegato nel ritrovamento tra i capelli e la barbadi padre Fidenzio di alcune particelle di arsenico.

C’è da dire che l’invio da parte del Papa del commissario apostolico non era stato accettato di buon grado lì nel convento di Frigento. In diverse note giunte proprio in Vaticano si segnala che nel corso del commissariamento scatena contro di lui “una sistematica azione di intimidazione di diffamazione e di vilipendio, realizzata su di una infinità di pubblicazioni, specie elettroniche, mentre i religiosi rimasti fedeli a Padre Manelli impugnavano sistematicamente tutti i provvedimenti amministrativi da cui essere erano interessati”.

f.p.g.

VATICAN INSIDER: INTERVISTA AL CARD. BRAZ DE AVIZ SUI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA

2016-02-24_094130

Braz de Aviz: le vocazioni devono essere gioiose

A colloquio con il Cardinale brasiliano Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica: «Siamo grati a Dio ma anche a papa Francesco, che ha dato una spinta nuova e forte soprattutto per i carismi storici senza lasciar fuori quelli nuovi»
LUCA ROLANDI
ROMA

Nell’ambito dell’assemblea regionale dell’Usmi e il Cism del Piemonte di sabato 13 febbraio dal significativo titolo «Una vita religiosa a misura di Francesco», il cardinale Joao Braz de Aviz, introdotto dal vescovo di Ivrea monsignor Edorado Aldo Cerrato si è soffermato sul tema davanti a una platea attenta e dialogante, documentata dalla diretta dell’incontro trasmessa da Mediacor.tv in streaming.

 

Eminenza, la vita consacrata, la vita religiosa e il magistero di Francesco, quali sono le sue impressioni e prospettive?

«Si è appena concluso l’Anno della Vita consacrata, tempo nel quale abbiamo respirato un’aria di rinnovamento e rilancio della vocazione. In questo momento ci sono due grossi sentimenti che abbiamo riferito a papa Francesco. Prima di tutto un sentimento di gratitudine verso il Santo Padre. Il tempo che stiamo vedendo nella vita consacrata lo dobbiamo a Dio ma anche a papa Francesco, che ha dato una spinta nuova e forte soprattutto per i carismi storici senza lasciar fuori i nuovi carismi. C’era una certa difficoltà a capire il futuro della vita consacrata, soprattutto in Europa, Stati Uniti e Australia che sono continenti dove il peso e la stanchezza dei religiosi è maggiore. E spesso i religiosi si sono chiusi nelle proprie mura. Ma c’è anche tanta novità, per esempio riguardo i monasteri: molti muoiono ma ne nascono molti di più. Secondo sentimento è la questione della fedeltà. Se esistono delle difficoltà noi sappiamo chi seguire per scoprire le nuove sensibilità del nostro tempo e saper cambiare, rimanendo però fedeli alla Parola e la presenza di Gesù. Ci sono delle difficoltà connesse alla vita cristiana, però c’è anche tanta luce».

 

Oltre 2mila religiosi ogni anno lasciano. Un problema che riguarda le congregazioni di tutto il mondo, ma ci sono anche segnali positivi?  

«Questo dato dei 2mila religiosi deve essere inquadrato in una cifra di un milione e 500mila consacrati nel mondo, cioè se lo consideriamo nell’insieme è proporzionale che ci siano problemi, però il Papa lo trova molto alto. Ci dice che bisogna tornare a imparare il discernimento. Il numero non può essere un discernimento, dobbiamo riconoscere i segni di una vera vocazione. Questo è molto importante. Bisogna trovare le vocazioni provate dal Vangelo e bisogna che siano vocazioni gioiose. Penso che nemmeno l’Europa sarà chiusa a questo. Però bisogna cambiare, occorre ritrovare questa freschezza. Questo darà a tutte le congregazioni nuove vocazioni. Su questo sono tranquillo perché abbiamo avuto delle congregazioni che sono state cancellate e sono tornate, anche quando era rimasta una sola persona. Perché non potrebbe essere così oggi? Quando c’è vita non tramonta la speranza».

 

I Francescani dell’Immacolata. Qual è la situazione adesso?

«Si sta evolvendo in positivo, abbiamo adesso un commissariamento non più di un commissario, ma di tre commissari, abbiamo fatto dei passi molto interessanti riguardo la formazione, riguardo anche la conduzione del proprio istituto, io penso che stiamo camminando bene, il Papa lo segue da vicino, con molta attenzione».

 

Religiosi e consacrati come operano in campo ecumenico?

«Sono davvero profetici i religiosi e i consacrati. Il primo incontro a Roma della vita consacrata è stato ecumenico, il Papa lo ha voluto personalmente. Lo abbiamo preparato con una certa cura, per evitare ripercussione negative con le altre chiese. Abbiamo fatto un piccolo incontro con una cinquantina di religiosi cattolici e una cinquantina religiosi delle altre chiese. La sorpresa è stata che quando abbiamo guardato ai reciproci fondatori abbiamo ricordato che al loro tempo, non esistevamo divisi. Il monachesimo orientale è stato il primo nucleo del monachesimo che poi si è sviluppato in Europa. Questa memoria ci ha permesso di percorrere una strada nuova. Dobbiamo continuare gli incontri ecumenici per sviluppare questo spirito tra di noi. In tutti questo desiderio è profondo e autentico perché le nostre origini sono comuni».

Fonte:  VATICAN INSIDER

 

CASO MANELLI: TESTIMONIANZA DI UNA LAICA

manellifrigento

Raccogliamo e pubblichiamo la testimonianza di una signora che seguiva il movimento di padre Stefano Manelli.

Guardo oramai quasi ogni sera la TV  nell’imbarazzo della scelta  tra RAI e Mediaset che si contendono gli spettatori attirati dalla vicenda di Padre Stefano Manelli.

E’ triste vedere un uomo già considerato per alcuni santo, essere giudicato da milioni d’italiani un “santone”.

Padre Manelli voleva ricostruire la Chiesa e sta invece diventando il serial killer della sua immagine; si considerava un “riformatore” della vita religiosa e invece sta scoraggiando vocazioni e deturpando la bellezza della vita consacrata.

Vere o false che siano le accuse contro di lui, benché sia convinta che deve aver pur commesso degli errori, lo scandalo c’è ed è pesante, tutto per causa sua.

Il suo accanimento a farsi difendere provoca purtroppo un effetto collaterale disastroso per la Chiesa oltre che per i suoi Istituti e per se stesso; basta leggere i titoloni e gli attributi con i quali viene definito.

Finora, tuttavia, è stato trascurato un aspetto importante della vicenda.

Se frati e suore soffrono per la storia del loro fondatore, tutta la famiglia dei laici che ne seguiva le orme, risente fortemente della situazione di crisi.

Ho infatti simpatizzato per un certo periodo con la MIM, la Missione dell’Immacolata Mediatrice, il gruppo dei laici legato ai Francescani dell’Immacolata.

Ne apprezzavo la spiritualità, la vita di preghiera, il clima di famiglia, anche se notavo a tratti delle zone d’ombra.

Provvidenzialmente non sono mai riuscita a confessarmi da Padre Manelli ma col tempo scoprivo sempre più delle ambiguità nei suoi discorsi e nei suoi atteggiamenti: battute, sguardi, gesti.

Nessuno, tantomeno io, osava mettere in discussione apertamente le presunte qualità del fondatore ostentate e millantate dagli altri, specie dai parenti,  altrimenti ci sarebbe stata l’esclusione dal gruppo.

Qualcuno in Campania parlava di stimmate (invisibili?) di bilocazione, di guarigioni prodigiose, scrutazione dei cuori…

Mai notato nulla di tutto questo, ma all’epoca, dopo miei problemi di famiglia, me ne stavo zitta, non contestavo nulla, non alzavo il ditino perché avevo l’orrore di venire esclusa, messa da parte, isolata.

Oggi agirei diversamente; nelle condizioni di un tempo ero invece emotivamente ricattabile.

Il fondatore lo si vedeva per dei grandi avvenimenti, per il suo compleanno ed onomastico, tra applausi, pianti, poesie, regali, richieste di soldi, buste e bustarelle, concertini, torte e pasticcini e tutto finiva lì.

Sgomitate tra chi doveva parlargli con  dei soliti “raccomandati”  che avevano i “canali privilegiati”  per passare avanti.

Il mio vissuto quotidiano era condiviso fortunatamente più con i suoi frati che mi hanno invece sempre edificato anche se qualcuno aveva ultimamente assunto un atteggiamento arrogante e da fondamentalista.

Vorrei aggiungere che in ogni incontro col fondatore c’era un cordone opprimente di parenti, suoi ottimi promotori insieme a un pugnetto di pie donne napoletane che gli pendevano dalle labbra e ci raccontavano aneddoti sulle grazie ricevute attraverso “l’intercessione di padre Stefano”.

Non ho mai pensato a un atteggiamento settario, truffaldino, ma oggi sento il bisogno di rivedere il mio giudizio, poiché con il senno di poi riconosco che eravamo quasi tutte persone con difficoltà esistenziali o da poco convertite.

In alcune c’era l’eccesso di zelo, il fervore; in altre la paura, lo scrupolo e quindi la ricerca di sicurezze, di conferme che i pronunciamenti di padre Manelli, a modo di oracolo, ci fornivano.

Oggi tanti continuano ad andare ai festini, ma è solo per curiosità, creare confusione, spiare…

Il livello dei suoi seguaci e quello che è ed io ho preferito uscire dalla mischia.
Inutile prendere in giro delle persone o illudere un clan su un consenso che non c’è.
E’ la fine di un’epoca e di un personaggio.
 
Uno degli elementi che “mi ha aperto gli occhi” è stato il “porta a porta” di alcuni familiari di padre Stefano per convincermi a non seguire, anzi attaccare  il commissario appena eletto.

Era la fine dell’estate del 2013.

Abbiamo saputo poi che Padre Volpi è morto, sicuramente per lo stress e le sofferenze inflittegli.

Credo che padre Manelli e chi per lui e con lui, se lo porterà vergognosamente e colpevolmente sulla coscienza fino alla tomba.

Con telefonate incalzanti, incontri, petizioni, lettere da firmare, cattivi discorsi, sono stata sottoposta a un vero e proprio stalking.

Sembrava di dover partecipare a una battaglia per attaccare chissà quale furente nemico.

Ascoltavo critiche contro il Papa, insulti contro il Commissario, disprezzo e odio verso i frati…

Il colpo di grazia mi venne vibrato dalle suore.

Una delusione profondissima quando anche loro iniziarono a parlare a sproposito, tutte allo stesso modo, come se fossero state indottrinate da un insegnamento monotematico.

Dopo aver lasciato il gruppo dei laici legati all’Istituto ho cercato di saperne di più spigolando in rete, chiedendo a frati e suore e raccogliendo testimonianze presso vescovi, preti e religiosi di altri Istituti.

Nelle Marche la situazione non è molto confortante per il padre Manelli.

Ai suoi frati era stato contestato di aver creato nei pressi di Osimo un’isola di tradizionalisti con la creazione persino di una scuola che è stata poi chiusa da quando il superiore aveva preso le distanze dal Fondatore.

Il Cardinale di Ancona confidò a una mia conoscente,  suor Noemi, che il Papa gli disse: “ho tribolato tanto per ottenere da un istituto religioso una casa che serviva per un’altra famiglia religiosa che si trova in grave difficoltà!”

Si riferiva ai Frati Francescani dell’Immacolata!

Ho scoperto, infatti, che la proprietà del loro convento di Roma in via Boccea, era passata sotto il controllo di alcuni laici della MIM e che questi stavano facendo di tutto per mandare via i frati e affidare l’immobile a un nuovo istituto fondato da padre Manelli nelle Filippine.

Non so se ho capito bene e l’informazione è esatta, ma pochi mesi prima dell’estate del 2013 chi disponeva dell’immobile erano dei frati francescani dell’Immacolata.

Cosa è successo dopo?

Sembra che padre Stefano abbia suggerito un’azione truffaldina per cambiare i soci dell’associazione proprietaria, denominataAssociazione del Cuore Immacolato”.

Se prima i soci erano tutti religiosi, dal momento in cui padre Manelli non era più il loro superiore, quei beni sono stati affidati a dei nuovi soci, familiari e amici di padre Manelli, da lui controllabili e che sono gli stessi che vogliono cacciare i frati.

Fu per questo che il papa Francesco in persona ha cercato per l’Istituto una nuova casa in Roma individuandola in un immobile dell’ex APSA nei pressi della stazione Termini abitato però da oltre un secolo da un istituto religioso femminile.

I disagi creati dal Manelli a queste suore sono incalcolabili, così come al Vaticano per l’indennizzo da dare alle religiose che occupano ancora la metà dell’immobile.

Quando leggo su Vatican Insider che Alfonso Rocco (Saviano?) dichiara il caso chiuso, non capisco a cosa si riferisca se non è nemmeno iniziato il processo.

Si confonde il dissequestro confermato in Cassazione della sola associazione Missione del Cuore Immacolato con una sentenza di Cassazione sull’intera vicenda.

Ho saputo, inoltre, che i trenta milioni di euro di beni che erano stati sequestrati si riferiscono soprattutto all’altra Associazione proprietaria dei beni dei Francescani dell’Immacolata e denominata Associazione Missione dell’Immacolata.

Un gioco di scatole cinesi, una confusione voluta che tuttavia non fa perdere il bandolo della matassa e chi guarda i fatti con oggettività.

Tutti i beni, infatti, sono stati sempre nell’effettiva disponibilità di padre Manelli benché nominalmente il proprietario fosse una persona giuridica, un’associazione creata ad hoc e giustificata in nome della povertà comunitaria dei francescani.

Mi sono informata presso un cappuccino di Loreto che mi ha chiaramente spiegato che anche per la loro Provincia i beni non possono essere dati a terzi o ad Associazioni.

I beni dell’Ordine sono indisponibili, come i beni demaniali e si definiscono “beni ecclesiastici”.

Forse Padre Manelli ha voluto evitare da sempre il controllo della Santa Sede per operazioni di vendita e acquisto, sostanziose e spericolate.

L’avvocato Tuccillo, suo difensore, afferma in televisione di non sapere nulla sull’albergo acquistato dall’Istituto a Frigento e denominato “L’Abbazia”.

Il Parroco del paese di Frigento, sia sui giornali che in televisione aveva detto che tale acquisto indignò i frigentani.

Ho conosciuto quella struttura per le quale ci venne chiesto alcuni anni fa, tramite padre Stefano e padre Massimiliano Maffei, un generoso contributo economico.

Ci dicevano che dovevamo lasciare tutto e spogliarci di tutto, specialmente se saremo diventate terziarie.

Ho scoperto solo recentemente che il Terz’Ordine era addirittura una bufala poiché mai è stato riconosciuto dalla Chiesa.

Un’amica terziaria mi ha detto: “Ci facevano studiare, ci esaminavano, ci facevano emettere i voti e ci… mungevano!”

Non sono arrivata nel Terz’Ordine, ma mi chiedo se si possa prendere in giro il prossimo in questo modo.

In televisione, ultimamente, è apparso anche un accompagnatore dell’avvocato Tuccillo, il signor Claudio Circelli.

Costui si dichiara padre di una suora e si fa eco degli 800 genitori di suore che vedono le figlie serene.

Una monaca mi ha riferito che il numero complessivo delle Suore Francescane dell’Immacolata supera di poco le 300 unità e che con l’uscita dall’Istituto di Suor Maria Francesca Perillo e di alcune sue fedelissime portate in Inghilterra per fondare un nuovo Ordine, la cifra si è ulteriormente abbassata.

Il Signor Circelli dichiara che sua figlia è da cinque anni in convento ed è felice.

Credo che cinque anni siano troppo pochi per fare una valutazione vocazionale, tant’è vero che i voti definitivi si fanno molto dopo quel periodo.

Mi è stato riferito, sempre dall’amica terziaria, che questo signore ha avuto in passato un profilo basso e che solo dopo l’entrata in convento della figlia è diventato un attivista fedelissimo a padre Manelli.

Forse era un modo per accreditare la figlia; questo spiega perché la figlia stia bene in un istituto dove si commettono parzialità e dove – a quanto sembra – ci sono “figlie e figliastre”.

Il signor Circelli, inoltre, è il rappresentante legale della Casa Mariana Editrice che come le altre due associazioni si è vista sostituire i religiosi con dei laici.

Tutto sta su internet.

Come e perché ha assunto questo ruolo? E’ stipendiato? Ci sono degli introiti nell’editrice? Chi ci lavora? Solo le suore? Gratuitamente? Per conto di chi?

Io ci vedo solo confusione…

All’opinione pubblica poco interessa il populismo per scagionare padre Manelli il cui avvocato sta ottenendo l’effetto contrario a quanto sperato.

Nel mio gruppo di preghiera ci ha fatto ridere la storiella dell’avvocato che scrive col sangue la lettera d’amore alla sua fidanzatina francese. Credo che non sia vero, ma anche se così fosse, dimostra sicuramente squilibrio.

Mio marito non fece una cosa simile, ma ci siamo amati sempre e da sempre.

Che l’avvocato non sia sincero si scopre anche da altri dettagli delle sue narrazioni.

Le fandonie sono semmai sue.

Non mi risulta, anche dalle interviste televisive, che le suore che accusano padre Manelli siano solo due.

Il problema che non si vuol capire, è che se anche con UNA sola religiosa o ex religiosa il fondatore si è comportato male, il crimine resta.

Che forse un omicida, uno stupratore, un ladro o un truffatore può essere assolto solo che ammazza, stupra, ruba e imbroglia una intera città?

Peccato, per il padre Manelli e per la Chiesa, che le vittime accertate, siano ben più di due…

In televisione, dopo il caso Manelli, appariva padre Fortunato, ex confratello dei Minori Conventuali di padre Manelli che parlava con fierezza del Natale ad Assisi.

Per decenni padre Manelli ha sempre parlato male dei Conventuali dicendo che erano “rilassati” e lui si separò da loro per fondare il nuovo Ordine.

Peccato che oggi i ruoli si rovescino e i Conventuali diano una lezione di responsabilità e aiuto alla Chiesa ben diversa dal fallimento del padre Manelli rimosso, lo ricordiamo, non per raggiunti limiti di età, come nella bugia dice l’avvocato, ma per il fatto che è stato commissariato, così come mi hanno spiegato ad Osimo.

Capisco che ognuno fa il suo mestiere e deve difendere i generosi clienti, ma per le bugie ci è bastato e avanzato p. Manelli; il resto ci disgusta.

Prendete pure informazioni e saprete e capirete…

L’Italia (indignata) s’è desta.

IL FATTO QUOTIDIANO: ORRORE IN CONVENTO: SANGUE, MOLESTIE E SOLDI SPARITI


ILFATTO_23GIUGNO_TITOLO
IL FATTO QUOTIDIANO del 23 giugno 2015

Cronaca

di » ANTONELLA MASCALI

2015-06-24_041613

Orrore in convento : sangue, molestie e soldi spariti

Accuse Ex suore ed ex frati denunciano padre Stefano Manelli, fondatore della comunità Francescani dell’ Immacolata a Frigento. Indaga la procura irpina.

Per i suoi fedelissimi è più santo di Padre Pio, per alcuni frati e tanti ex frati ed ex suore che sono fuggiti dall’ istituto dei Francescani dell’Immacolata (almeno 100 negli ultimi 10 anni) il fondatore della comunità religiosa, Padre Stefano Manelli è un traditore della Chiesa, artefice di terrorismo psicologico, atti di libidine, vessazioni e minacce ai danni di frati e suore. Ci sono un paio di testimonianze su suore che sarebbero state costrette a stare con uomini che pagavano l’Istituto, altre che parlano del divieto di curarsi, con gravi conseguenze per la salute : «  È contro la povertà prendere i medicinali”. Secondo una ex suora, padre Manelli avrebbe anche costretto delle consorelle a fare un giuramento di fedeltà assoluta con una lettera scritta con il sangue. 2015-06-24_040729

UNA MONTAGNA di soldi destinati alla carità, soprattutto alle missioni in Africa e in Brasile sono tornati in Italia e il sospetto è che avrebbero alimentato il conto corrente personale di Padre Manelli mentre le suore missionarie erano costrette a mangiare cibo avariato. Le denunce sulle presunte devianze nelle varie sedi di questo istituto, nato a Frigento, in Campania, sono cominciate nel ‘ 98 quando sette persone hanno scritto alla Congregazione dei religiosi, l’organismo in Vaticano che si occupa di indagare sul giusto operato delle comunità cattoliche. Hanno puntato il dito contro i vertici, gli unici artefici di presunti abusi a danno dei religiosi comuni. Ma tutto è rimasto nei cassetti fino a quando non è arrivato Papa Benedetto XVI, che ha mandato un visitatore apostolico.

La svolta c’è stata, però, con Papa Francesco che ha commissariato l’Istituto. In mano al Vaticano ci sono decine di testimonianze su quanto sarebbe accaduto nelle sedi dei Francescani dell’ Immacolata. Ora che i dossier, che Il Fatto ha potuto leggere, sono da un paio di settimane anche in mano alla Procura di Avellino che deve vagliare la loro veridicità e rilevanza penale. A consegnare la corposa documentazione, piena di racconti sconvolgenti, tutti da riscontrare, è stato l’ avvocato Giuseppe Sarno, legale dell’ Istituto e del commissario apostolico del Vaticano, padre Fidenzio Volpi, morto improvvisamente il 7 giugno scorso.

Ecco che cosa ha scritto un frate su padre Manelli, ascoltato da un parroco che ha raccolto diverse testimonianze all’ esame del Vaticano e ora anche dei magistrati : ” Erano evidenti i metodi di plagio sui ragazzi. Parlava di inferno e di dannazione se non fossero entrati nell’Istituto”. Il frate aveva già denunciato, inascoltato, a metà degli anni 90 i ” soprusi”. ” Oltre alle due lettere che inviai alla Congregazione, incontrai Padre… …mi rivelò con un dispiacere immenso che qualcuno non voleva che si mandasse il visitatore apostolico, anche se per lui era assolutamente urgente. Riporto qui solo alcuni insegnamenti – certamente suggeriti da lui diffusi da alcuni frati e suore: “Padre Manelli ha le stimmate invisibili; Padre Manelli ha ricevuto da Padre Pio tutti i suoi carismi e per questo scomparvero al Santo le stimmate alcuni giorni prima di morire.

Solo chi obbedisce ciecamente a Padre Manelli sta nella verità ”.

Un’ altra testimonianza : “Le suore hanno messo su, in modo arbitrario, un sistema lager. Madre per punizione fa pulire il pavimento strisciando con la lingua, cioè fa leccare la stanza”.

L’ ex suora che ha raccontato di giuramenti con il sangue ha scritto al Vaticano nel 2001 ma non è successo nulla. Il prefetto della Congregazione dei religiosi era il cardinale Eduardo Martinez Somalo.

QUANDO c’ è stato il commissariamento, nel 2013, ha testimoniato nuovamente su Manelli : quando si trovava a Montecassino, secondo la sua versione dei fatti, padre Manelli avrebbe chiesto obbedienza con il sangue a lei e a poche altre consorelle : ” Il Padre Abate di Montecassino era contrario alla presenza del Manelli nella vita delle suore, così ci fu riferito da Padre Stefano. La notte del nostro arrivo a Frattocchie il Manelli ci disse che avremmo dovuto scrivere una formula con il sangue con cui avremmo dovuto affermare la nostra obbedienza ai Padri Fondatori, specie a lui e di offrirci vittime per qualcuno. Io offrii la mia vita per lui. Tutto doveva essere svolto in gran segreto nella cappellina della baracca”.

2015-06-24_040712

E ancora : “Finite le lezioni ci chiamava quasi tutti i giorni nella sua stanza da sole per fare direzione spirituale, così diceva lui. Una mattina, dopo la lezione, fui chiamata io, ma appena entrata si avvicinò a me con un atteggiamento per nulla spirituale e che mi fece ritrarre infastidita e confusa.

Cercò di tranquillizzarmi dicendomi che non dovevo vergognarmi ma che dovevo considerarlo come il mio sposo. A queste parole risposi in modo fermo e nauseato che il mio sposo era Gesù e Lui solo, e andai via sconvolta. A Pietrelcina per un ritiro spirituale, P. Stefano mi metteva la mano in petto e la muoveva in senso rotatorio, alla mia sorpresa a quel gesto insolito disse che poiché ero piena di Gesù e dell’ Immacolata nel mio cuore lui in quel modo li sentiva, era come accarezzare loro”.

Papa Francesco ha fatto chiudere anche il seminario interno dei frati francescani dell’ Immacolata, il cui rettore, Settimio Manelli, nipote del fondatore, ha proibito la partecipazione all’ insediamento del Pontefice il 19 marzo 2013. Nel seminario veniva persino censurata la lettura dell’Osservatore Romano, considerato “troppo di sinistra”.

 

AL PONTEFICE, il 30 agosto 2014, ha scritto il papà di una suora, tra coloro che presentarono denuncia già nel lontano ’98 : « Se queste ultime testimonianze hanno una valenza grave per la Chiesa e forse anche rilevante dal punto di vista penale, Santo Padre, in ginocchio, come un figlio, Le chiedo : perché l’efficace macchina da Lei messa in moto per far piena luce su questi fatti, sembra oggi che si sia in un certo modo quasi fermata?

Perché non si fa piena giustizia a tante persone che hanno sofferto e soffrono e sono (o sono state) vittime dì tanti abusi e soprusi in quell’ Istituto? Solo per questo grido di dolore profondo, mi sono permesso di importunarla, per supplicarla di dare compiuta e rapida soluzione, oltre che risposta adeguata, alla gravità dei fatti, riferita, ormai, da centinaia di testimonianze ».

ILFATTO_23GIUGNO_SCHEDA 

LA SCHEDA:

LE TESTIMONIANZE dei presunti soprusi dei vertici dell’istituto dei Francescani dell’Immacolata, fondato da padre Stefano Manelli, in Campania, sono state consegnate alla procura di Avellino perché è lì che c’è un’indagine per truffa aggravata e falso ideologico che ha portato, il 26 marzo scorso, al sequestro di 30 milioni di euro a due associazioni legate all’istituto, Missione dell’Immacolata e Missione del Cuore Immacolato, a quanto pare gestite « allegramente » all’insaputa dei semplici frati e suore. Il provvedimento eseguito dalla Guardia di Finanza, che sta lavorando per verificare tutti i movimenti bancari, riguarda un canale radio televisivo, svariati immobili e conto correnti tra Avellino e altre città italiane, compresa Roma. 

 

L’INDAGINE E’ NATA grazie a un esposto presentato dall’avvocato Giuseppe Sarno, nel 2014, per conto del commissario apostolico del Vaticano, padre Fidenzio Volpi, nominato nel 2013, che ha sospeso il superiore Padre Stefano Manelli.

 

C’E’ SEMPRE STATO UN FEELING tra Manelli e i tradizionalisti anche filo lefebvriani, gli anti Papa Francesco. Dopo il commissariamento, su diversi blog di quell’area si scatenano gli insulti al Pontefice, al prefetto della congregazione dei Religiosi, cardinale Joao Braz de Aviz e al segretario, monsignor José Rodriguez Carballo, al commissario Volpi e a padre Alfonso Bruno, nominato da Volpi segretario generale dell’Istituto. Contro il commissariamento scrive anche “Il Foglio”. Su “Corrispondenza romana”, diretto da Roberto De Mattei, ex consigliere di Gianfranco Fini ed ex vicepresidente del Cnr, viene promossa una petizione elettronica, senza riscontro anagrafico, per rimuovere Volpi: ottiene solo 8 mila firme.

ILFATTO_23GIUGNO_PRIMA

ILFATTO_23GIUGNO_PAGINA

EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA

2015-06-23_101456

Comunicato inviato dalla Superiora generale
delle Suore Francescane dell’Immacolata
a tutte le religiose dell’Istituto in data 17 giugno 2015

Ave Maria!

Carissime sorelle,

da ieri sono state messe in circolazione dal giornale Il Mattino, in un articolo a firma di Loredana Zarrella, e rapidamente divulgate gravissime e raccapriccianti accuse contro i nostri Padri Fondatori e contro noi suore che feriscono violentemente la loro e la nostra dignità umana e religiosa, accuse che già erano circolate su alcuni siti internet.

Alle soglie della nomina del nuovo Commissario Apostolico dei Frati Francescani dell’Immacolata e alla luce della campagna denigratoria che da tempo ci sta colpendo e che già è stata denunciata nelle opportune sedi canoniche, non si può non pensare ad una manovra di strumentalizzazione diffamatoria, volta a gettare ulteriore discredito sui nostri Istituti di frati e suore.

Tutte, all’unanimità con me, riconoscete l’abnorme falsità di queste accuse e la volgare manipolazione di fatti e dettagli, i cui principali responsabili sono già stati individuati.

Vi ho incontrate spesso, anche recentemente e in gran numero, e nei frequenti contatti avuti con centinaia di voi mi avete mostrato il vostro entusiasmo e la vostra gioia di Francescane consacrate all’Immacolata, e insieme mi avete offerto tutta la vostra solidarietà e il vostro incoraggiamento per tenere duro nell’aspra battaglia ingaggiata contro di noi.

Confidiamo che la scienza di Dio e la scienza giuridica facciano trionfare la verità e rimettiamo la gestione legale di questa disgustosa vicenda a persone esperte e competenti.

Da parte nostra, continuiamo fiduciose, in comunione con la Santa Chiesa, il cammino intrapreso nella vocazione che il Signore ci ha donato, sempre liete nella pratica della povertà francescana e della semplicità evangelica, con lo sguardo fisso sul Crocifisso, unite alla Madre Immacolata e Addolorata, nella certezza che chi confida nel Signore non sarà da Lui abbandonato perché Egli difende la causa del giusto e dell’innocente che a Lui si affidano.

Ci sia di incoraggiamento l’esempio di san Massimiliano M. Kolbe, il quale, arrestato dai tedeschi il 19 settembre 1939 insieme a più di 30 frati, di passaggio a Czestochova, udì un gruppo di donne sollevare questo lamento: «Non poteva, la Madre Immacolata, salvare almeno voi?» Profondamente ferito da queste parole, san Massimiliano, con il tono deciso della voce, così disse ai frati: «Vedete, quanto grande è l’incomprensione della vera devozione alla Madonna. In cambio di quel poco di venerazione e di amore che le si danno, si vuole che Essa ci difenda da ogni sofferenza e contrarietà. Ma Lei stessa ha sofferto. Lei, come Madre Dolorosissima, ha seguito Gesù sulla via della croce, e i suoi devoti vorrebbero vivere senza fastidi nella vita. Invece, proprio Lei, in quanto Madre amorosa, permette ai suoi figli di partecipare attivamente all’opera della salvezza, affinché essi, insieme a Lei, camminino sulla via della croce nella vita presente e l’aiutino a salvare le anime dalla schiavitù del peccato».

Suor Maria Michela Pia Cozzolino

Superiora generale

P. Fidenzio Volpi è tornato alla Casa del Padre – comunicato ufficiale FI

11391439_1578810289075477_2211865425829159345_n

L’ Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata annuncia con profondo dolore il ritorno alla Casa del Padre del Commissario Apostolico Padre Fidenzio Volpi O.F.M. Capp, avvenuto Domenica 7 Giugno 2015.

Padre Volpi è spirato serenamente nel Policlinico Gemelli di Roma, dove veniva amorosamente assistito dal personale sanitario, dai familiari e dai Confratelli, dopo essere stato colto il 29 Aprile scorso da un’emorragia cerebrale.

In questo momento di grande tristezza, il nostro Istituto si unisce al lutto dell’Ordine dei Frati Cappuccini, di tutta la famiglia francescana, della Conferenza Italiana dei Superiori Maggiori, autorevolmente guidata da Padre Volpi per oltre venti anni e della sua famiglia terrena.

Nel giorno in cui la Chiesa celebrava il Corpus Domini, come il chicco di grano che muore nella terra , siamo sicuri che simile sacrificio porterà abbondanza di frutti spirituali .

I Confratelli ed i fedeli potranno porgere l’estremo saluto al Commissario Apostolico Mercoledì 10 Giugno, alle ore 10, presso la Basilica di San Lorenzo al Verano in Roma.

Requiescat in Pace!
Padre Alfonso Maria Bruno F.I.
Segretario Generale dell’Istituto

Roma, 8 giugno 2015

http://www.immacolata.com/index.php/en/35-apostolato/ffi-news/326-notizia-della-morte-del-rev-mo-p-fidenzio-volpi