La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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PROMEMORIA SUL BOIA DI FRIGENTO E I SUOI AMICI: Leggerlo prima di fare le spallucce davanti a certi manifesti

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http://www.farodiroma.it/2017/02/06/promemoria-sul-boia-frigento-suoi-amici-leggerlo-spallucce-davanti-certi-manifesti/

MANELLI DEVE RESTITUIRE 30 MILIONI ALLA CHIESA

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Loredana Zarrella

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Frigento. Nel convento di Albenga, dove ora risiede, ad oltre 800 chilometri di distanza da Frigento, Padre Manelli stringe tra le mani un nuovo documento, articolato in vari punti, tra cui l’intimazione di restituire tutti i beni alla Santa Sede.

È un decreto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata, firmato dal prefetto João Braz de Aviz, che gli è stato consegnato a mano direttamente dai commissari dell’Istituto dei Francescani dell’Immacolata, il salesiano don Sabino Ardito, per il ramo maschile, e Suor Noris Adriana Calzavara, per il ramo femminile.

È una carta riservata, non di pubblico dominio, di cui Il Mattino è venuto a conoscenza attraverso fonti attendibili. Indiscrezioni che trapelano tracciando nuovi capitoli nella storia della Congregazione fondata a Frigento da Padre Stefano Maria Manelli.

Sarebbero quindici i giorni di tempo entro cui il frate 83enne dovrebbe far restituire tutto alla Santa Sede.

Si tratta dei beni delle associazioni Missione dell’Immacolata di Frigento e della Missione del Cuore Immacolato di Benevento, per cui si è aperto un contenzioso anche presso il Tribunale di Avellino. Sotto accusa la sottrazione di beni ecclesiastici all’Istituto dei frati e delle suore dal saio grigio-celeste.

Beni mobili e immobili, per 30 milioni, sotto i riflettori delle Fiamme Gialle. In discussione il cambiamento di gestione del patrimonio, in un primo momento amministrato solo da religiosi, secondo la stessa volontà del frate fondatore.

Padre Manelli avrebbe poi fatto entrare laici di sua fiducia e familiari nel governo di questi averi, procurando un danno all’Istituto ormai commissariato. Nel decreto ingiuntivo consegnato a Manelli anche il divieto di confessare le suore e la richiesta di non fare ostruzionismo alle azioni del commissariamento.

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Per tre anni sarebbe stato posto, inoltre, il blocco dell’ammissione di nuove vocazioni alle suore per impreparazione delle formatrici.

L’indiscrezione sul nuovo documento giunto nella città ligure direttamente dal Vaticano viene rafforzata da quanto affermato da Marco Tosatti sul suo blog «Stilum Curiae» circa la volontà della Congregazione di chiudere a breve la questione legata ai Frati Francescani dell’Immacolata.

Dopo il ricorso alla Segnatura Apostolica, da parte di alcune suore contro il commissariamento- ricorso che aveva depotenziato l’autorità della commissaria e delle sue collaboratrici – adesso si profila una riformulazione del decreto di commissariamento a firma del Santo Padre stesso in modo che il provvedimento risulti inappellabile, come fu per i frati nel 2013.

Troppe, evidentemente, le inosservanze delle Superiori durante questo periodo di ricorso.

Le stesse Suore Superiori che molte ex suore hanno accusato di abuso di potere, con cui le sottoponevano ai marchi a fuoco, a penitenze disumane, a umiliazioni, costringendole all’idolatria del padre fondatore fino a un voto segreto di fedeltà, in alcuni casi vergato a sangue, abolito da Papa Francesco solo lo scorso anno.

Il Mattino, ed. Avellino 1/02/2017

GENTE: NEL CONVENTO DEGLI ORRORI SI SPALANCA LA CRIPTA NERA

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GENTE: Avellino. Perquisizione choc all’Istituto Francescano dell’Immacolata

Soldi, abusi. E ora l’indagine per una morte sospetta. Tre inchieste cercano di far luce su Stefano Manelli, padre padrone del monastero

NEL CONVENTO DEGLI ORRORI
SI SPALANCA LA CRIPTA NERA

da Frigento (Avellino) Loredana Zarrella

Una cripta misteriosa, un frate morto in circostanze poco chiare, un giro vertiginoso di soldi destinati ai poveri e invece rimasti lì, in appositi conti correnti. Nel mezzo, il sospetto di plagi e abusi sessuali ai danni di decine di suore. Tutti elementi che hanno costretto i carabinieri a un nuovo sopralluogo a Frigento, cuore della provincia di Avellino. E così l’attenzione sui Frati Francescani dell’Immacolata è di nuovo massima.

E’ una vicenda, a metà tra Il nome della rosa di Umberto Eco e i romanzi fantareligiosi di Dan Brown, che dura addirittura dal 1998 quella che vede protagonista il convento irpino. Con al centro un solo, ambiguo personaggio: padre Stefano Manelli, 83 anni il prossimo 1° maggio. Lui che, attualmente indagato dalla procura di Avellino per violenza sessuale e maltrattamento e destituito dal ruolo di guida dell’ordine dalla Santa Sede, si è ritirato in una comunità religiosa a San Giovanni Rotondo. Il paese di San Pio, il frate dei miracoli al quale padre Manelli per decenni ha detto di rifarsi autoproclamandosi addirittura, secondo alcune testimonianze, depositario delle sue sacre stimmate.

Eppure c’è lo sguardo vigile della Santa Sede, ma anche quello più palpabile della magistratura sulla sua opera ecclesiastica. Su quell’ordine religioso che conta circa 700 religiosi tra frati e suore, sparsi in tutto il mondo, già commissariato nel 2013. Ora un bliz dei carabinieri ha scosso la quiete del convento irpino, lì dove padre Manelli avviò a partire dagli anni 70 una nuova esperienza di vita francescana sulle orme di san Massimiliano Maria Kolbe. Un progetto di fede che, secondo decine di testimonianze, si è infranto a partire dal 1990, dopo cioé che la Chiesa riconobbe il nuovo istituto. A quel punto si sarebbe instaurato progressivamente un vero culto verso il fondatore, un controllo assoluto e dispotico sulla vita dei religiosi e una vigilanza morbosa sui movimenti delle suore.

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Gente num. 17-2016, prima di copertina – vedi in basso a sinistra

FRA’ MATTEO MORI’ CADENDO IN UN POZZO E FU SEPOLTO NELL’IPOGEO

E’ per vederci chiaro che la Procura di Avellino ha dunque predisposto il sopralluogo nel convento e nel vicino santuario della Madonna del Buon Consiglio. Quindici carabinieri hanno ispezionato in particolare la cripta, la dispensa e il luogo dove venne ritrovato cadavere, nel 2002, frate Mattew Lim, rinvenuto in un pozzo cisterna. E hanno verificato tra l’altro le condizioni igieniche dell’ipogeo, uno spazio angusto interrato dove dal 2000 sono stati sepolti nove corpi, tra cui i genitori di Manelli, Settimio e Licia, dichiarati Servi di Dio dalla Chiesa, suore, frati e benefattrici che alla loro morte hanno lasciato i beni all’istituto di padre Stefano. Beni non esigui: si parla di parecchi ettari di terre, di appartamenti, di ville e negozi tra Roma e Perugia. Sarebbe stato proprio il fondatore a volere questa sorta di cimitero privato, in vista della creazione di un movimento religioso intorno al Santuario.
Una decisione che suscita non poche perplessità: perché, ci si chiede ora, far riposare nella cripta i resti di consacrati e laici, senza aver avuto il visto della Diocesi che è l’ente proprietario della struttura? E le autorizzazioni rilasciate a suo tempo dall’Asl e dal Comune, ora in mano ai carabinieri, sono tutte regolari?

Sepolto laggiù c’è appunto anche il frate filippino Mattew Lim, originario di Quezon City, che a 30 anni, nel luglio 2002, fu trovato esanime nel pozzo del convento. Un incidente, secondo gli inquirenti di allora che non trovarono sul corpo del frate tracce di colluttazione. Qualcuno, timidamente, azzardò l’ipotesi del suicidio. Ma i confratelli lo esclusero perché fra’ Matteo, come veniva chiamato, era gioviale e gran lavoratore. Oggi, alla luce di nuove testimonianze e incongruenze, si fanno largo sospetti ben diversi. E’ per questo che la Procura ha deciso di riaprire il caso per escludere che possa essersi trattato invece di omicidio.

Quanto alla dispensa, i militari sono andati alla ricerca di cibi scaduti. Tra le accuse mosse a padre Stefano da alcuni religiosi, infatti, c’era la costrizione a mangiare alimenti avariati. In questo senso, però, nessuna traccia di anomalia è stata trovata dagli agenti. Del resto, sarebbe stato difficile a tre anni di distanza, dal momento che le accuse risalgono al periodo precedente al 2013, quando un decreto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, firmato dal prefetto Joào Braz de Aviz e approvato da Papa Francesco, dispose il commissariamento dell’Istituto per disordini interni alla vita religiosa.

Accanto alle indagini della Santa Sede e della Procura di Avellino, c’è poi anche quella avviata dalla Guardia di Finanza. Perché questa è anche una storia di soldi e nel mirino è finita la gestione di un cospicuo patrimonio: 30 milioni tra denaro e beni immobili sequestrati a due associazioni legate all’istituto, con un’ipotesi di reato pesantissima per truffa e falso ideologico. Un filone anche penale, avviato dall’avvocato Giuseppe Sarno, legale della gestione commissariale dell’ordine con un dossier da brivido. Che passa anche da giuramenti dell’orrore.

UN’EX SUORA: “DURANTE UN RITIRO SPIRITUALE MI TOCCO’ IL PETTO, DISSE CHE ERA UN MODO PER ACCAREZZARE GESU’ “

Un’ex suora racconta: “Il Manelli nel convento di Frattocchie, vicino Roma, ci disse che avremmo dovuto scrivere una formula con il sangue con cui ci impegnavamo a obbedire ai Padri Fondatori, specie a lui”. Ci sono poi i presunti vizi del religioso. Un’altra ex suora ha rivelato: “In occasione di un ritiro a Pietralcina, in un casolare di campagna, padre Stefano mi metteva la mano in petto e la muoveva in senso rotatorio. Alla mia sorpresa a quel gesto insolito disse che, poiché ero piena di Gesù e dell’Immacolata nel mio cuore, lui in quel modo li sentiva, era come se li accarezzasse. Ha continuato anche in seguito e ho notato che faceva questa cosa anche ad altre suore”. C’è chi racconta di veri tentativi di approccio da parte del frate: “Non vergognarti, considerami il tuo sposo”. E qualcuno parla anche di induzione alla prostituzione di alcune suore nei confronti di sedicenti benefattori del convento.

Papa Francesco è intervenuto. Con un decreto del 19 ottobre 2015 si sono dispensati tutti i membri religiosi dal voto privato di speciale obbedienza alla persona del fondatore. Il quale si dichiara innocente, anzi vittima di una macchinzione. “E’ tutto un complotto”, sostiene attraverso l’avvocato Enrico Tuccillo, “un golpe ordito da alcuni frati per mettere le mani sui soldi dell’istituto”.

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QUEI PATTI DI SANGUE. Uno dei giuramenti scritti con il sangue dalle suore. Il patto secondo le testimonianze era preteso da padre Manelli. Papa Francesco ha sciolto le religiose da ogni tipo di vincolo.

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LE ALTE SFERE VENIVANO PER LUI DAGLI STATI UNITI. Il cardinale americano Raymond Leo Burke, 88 anni, nel 2010 con padre Manelli e madre Michela Cozzolino, superiora delle suore francescane dell’Immacolata.

 

Loredana Zarrella
Gente, num. 17 – sett. 3/05/2016, pag. 37.

 

PADRE MANELLI INDAGATO PER ABUSI GRAZIE A RAI UNO (E NON SOLO)

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Padre Manelli indagato per abusi. Grazie a Rai Uno (e non solo)

“Padre Stefano Manelli, il fondatore dell’ordine dei frati Francescani dell’Immacolata, è indagato dalla Procura della repubblica di Avellino per i reati di violenza sessuale e di maltrattamento”. Lo scrive il Mattino, nella sua edizione di Avellino. Il pubblico ministero, Adriano Del Bene, dopo aver meticolosamente vagliato una serie di testimonianze raccolte dai carabinieri del comando provinciale di Avellino ha iscritto nel registro degli indagati il frate al centro dello scandalo, che ha interessato il convento di Frigento. La notizia era  stata anticipata in esclusiva dal settimanale Giallo, che riferisce anche che la Procura sta indagando su una serie di morti sospette, così come segnalato nel corposo dossier consegnato agli inquirenti lo scorso 15 giugno. Sarebbero almeno una decina i casi presi in considerazione dagli investigatori che hanno portato all’iscrizione del frate nel registro degli indagati. Ascoltate dai carabinieri le persone che nel dossier venivano indicate come le vittime di violenze e maltrattamenti, hanno confermato quanto subito nel corso degli anni.

Se tutto questo ora viene alla luce il merito va attribuito a Papa Francesco, senza dimenticare quanto fatto anche dal suo predecessore Joseph Ratzinger prima come Prefetto di Dottrina della Fede e poi come pontefice, specie nella lotta contro la pedofilia. La copertura sistematica da parte della diocesi americana degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali risponde agli angosciosi interrogativi di qualunque uomo di fede su come si sia potuto arrivare solo oggi alla triste scoperta delle presunte malefatte di un fondatore di istituti religiosi. Padre Manelli (nella foto con il cardinale tradizionalista Burke) e la battaglia del nostro quotidiano online oltre che di Rai Uno che con “La Vita in Diretta” ha seriamente indagato sulla vicenda. Potremmo parlare di un nuovo caso nel quale grazie al nostro intervento ed a voi lettori la Chiesa potrà finalmente riformarsi e la giustizia potrà assicurarsi pericolosi criminali?

Da qui in poi una testimonianza riportata sul blog “La verità sul commissariamento dei frati Francescani dell’Immacolata”, quella di una donna ferita ancora oggi da padre Manelli:

“Mio marito che era accanto a me in poltrona mi ha tenuto la mano stretta per i tre quarti della proiezione e mi ha più volte sussurrato: ‘hai fatto bene ad uscire!’. In realtà sia il film che la puntata televisiva di ieri hanno riaperto in me profonde ferite con l’aggravante di quanto l’avvocato di Padre Manelli racconta in un mantra minimalista inganna – puerperi. Benché abbia ricostruito la mia esistenza affettiva e sociale, penso a chi è stata meno fortunata di me e a chi risiede ancora nei “conventi dell’orrore” – li cito al plurale – oppressa da sensi di colpa e avviluppata dai tentacoli del plagio all’interno di un sistema clanico e mafioso. Malgrado il camuffamento elettronico riesco a riconoscere le mie consorelle che testimoniano in TV e confermo tutto quello che dicono. Convocata presso la Compagnia dei Carabinieri su sollecitazione della Procura della Repubblica, ho deposto la mia testimonianza. Ho firmato il verbale assumendomene la totale responsabilità. Di quale complotto vuole parlare il dr. Tuccillo? Si parla di avidità verso gli almeno trenta milioni di beni degli Istituti. Chi ne era a conoscenza davvero, prima del sequestro della Guardia di Finanza? Non ha detto l’avvocato Sarno che si era proposta al Manelli una transazione con la devoluzione del tutto alla Santa Sede che avrebbe disposto dell’equa ripartizione tra frati e suore? Queste cose le sto seguendo! Come sta reagendo invece il Manelli? Con il malloppo perso teme di non disporre più del “nervo della guerra”? Gli orchi non sempre si vedono, sono fantasmi, sono traditori di Dio che assassinano anime innocenti. Anche se le ferite delle vittime possono rimarginarsi con il tempo, rimangono orribili cicatrici sull’epidermide dell’anima. Uno strano modo di fare giustizia… Persone hanno sofferto (e stanno soffrendo) e le mie ex consorelle – a detta del dr. Tuccillo – si permettono di ridicolizzare l’inviata Sara Verta con i soliti sketch infantili ai quali mi sono dovuta anche io spesso piegare per far piacere al Fondatore in visita ai nostri conventi? Mi rendo conto che la nostra era una recita in tutti i sensi, quella alla quale rimangono ancora salde sul palco le mie ex consorelle. Riconoscere per tante gli abusi del Manelli significherebbe riconoscere il proprio fallimento, la propria debolezza, la propria dipendenza da un uomo che da più giovane ha succhiato come attaccato a un seno, i nostri sogni di gioventù. Sono tante le maschere di questa vicenda cinica. La dichiarazione del cardinale Braz de Aviz su SIR, confermata pochi giorni dopo su Vatican Insider, rappresenta una speranza che forse mi farà ritrovare pace e restituirà credibilità all’istituzione Chiesa.  Chi ha coperto il Manelli in questi lunghi venti anni? Chi sono i suoi protettori? Se la partita non si chiude occorrerà scoprirli e colpirli! Sarebbe bastato per il Manelli accettare, non dico virtuosamente, ma in maniera disciplinata, il commissario e il commissariamento per evitare il rovesciamento del suo carro di letame. Fino a quando non ci sarà un giudizio chiaro, al quale la Magistratura rischia di pervenire prima di una Chiesa che “sapeva tutto”, continueremo ad essere moralmente abusate ogni giorno. Il dr. Tuccillo presenta il Manelli come l’ultraottuagenario da sedia a rotelle. L’espediente della malattia trentennale gli ha permesso di scavalcare sempre e ovunque l’austerità da lui stesso imposta nelle nostre comunità. Come nei più scandalosi e beceri luoghi del consumismo tutto era personalizzato per lui: dagli orari, all’alimentazione e persino il riposo. Quello che è mancato prima e quello che manca adesso è la dignità. Questo lo dico forte.

Nel film Spotlight la madre di una delle vittime non vuole chiedersi nessun perché, difende il prete, che ha sodomizzato il figlio, a prescindere da tutto. L’orco è come un dio al quale tutto è concesso, compreso il diritto di vita e di morte sui suoi sudditi. Se gli orchi di quella storia bostoniana sono ispirati dal più banale e pervertito desiderio di possesso sui corpi dei ragazzi, mi chiedo cosa soggiaccia alle ispirazioni del Manelli. Più volte si è parlato di disturbi della personalità, di delirio di onnipotenza, narcisismo patologico, megalomania, fino alle grottesche etichette di guitto e califfo.

Non sta a me giudicare, ma ne ho viste tante… Ci sono volute le dimissioni di Benedetto XVI per lanciare un sasso nello stagno di acqua putrefatta di un sistema curiale. Mi aspetto dalla Chiesa, insieme alle mie sorelle, discernimento nella sapienza del cuore e nella prudenza; giustizia nella verità e nella carità, ma mi aspetto soprattutto una decisione, anche se non necessariamente di condanna. Come successo per altri fondatori o altre figure carismatiche di cui lo stesso Manelli ci parlava con disprezzo, è giunta l’ora che lui stesso sia allontanato nel senso di non più interferire sulla vita dei Francescani dell’Immacolata, suore, frati e laici. Lo richiede il bene comune. Non sta a me trovare le formule canoniche o le soluzioni pratiche più adatte, ma la Chiesa non può più indugiare sul tempo. I cattolici scendono nel Circo Massimo contro la stepchild adoption del ddl Cirinnà e la Chiesa permette che si perpetui violenza contro due famiglie religiose scaraventate nel Circo mediatico propiziato da un uomo ancora lucido, vivo e vegeto, con impeto decisionista? Alla stampa chiedo certamente rispetto e non gossip, sia sulle vittime che sul carnefice e le complici. In questo senso sto apprezzando il lavoro di RAI Uno. C’è tanto clamore e tanto materiale da rendere inutili ipotesi romanzate. Questo favorirebbe solo il finale del thriller nel quale l’orco del film dell’orrore, vorrebbe la distruzione totale. So che esiste una parte ancora sana negli istituti, ma credo soprattutto nella redenzione, quella che auguro al Manelli, prima che sia troppo tardi. Fino all’ultimo respiro c’è ancora posto in Paradiso per il ladrone pentito…”.

Dopo aver pubblicato questa testimonianza credo di non dover aggiungere null’altro…

 

Edoardo Izzo

http://www.farodiroma.it/2016/02/26/dai-pedofili-di-boston-a-padre-manelli-linchiesta-di-rai-uno-e-non-solo-inchioda-il-male/

IL CASO MANELLI E LA STAMPA: UN NUOVO SPOTLIGHT ALL’ITALIANA?

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Sabato scorso, incuriosita dalla critica e sensibile al tema, mi sono recata al cinema per assistere alla prima visione di Spotlight nella mia città.

E’ un film che mi è piaciuto e del quale sento l’esigenza di condivisione dopo aver assistito ieri all’ennesimo intervento televisivo sul caso Manelli a “La Vita in Diretta” di RAI UNO.

Nel seguire con attenzione l’intera vicenda ho scoperto forti analogie con quanto è accaduto a Boston nel 2002.

Nel film l’istituzione ecclesiastica difende e protegge i predatori senza volto, senza coscienza, senza anima, è complice del loro spirito predatorio, e perde alla fine la battaglia di verità e di giustizia, contro l’omertà, dei valorosi investigatori del pool giornalistico denominato “Spotlight” .

Da allora credo che molte cose siano cambiate e non solo in America, nella conduzione del governo della Chiesa universale e locale, a benefico della trasparenza e dell’eredità storica nostrana di “Mani Pulite” anni Novanta.

Merito innegabile lo sta avendo Papa Francesco, senza dimenticare quanto il mio amato Papa Ratzinger abbia fatto prima come Prefetto di Dottrina della Fede e poi come pontefice, specie nella lotta contro la pedofilia.

La copertura sistematica da parte della diocesi americana degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali risponde alle mie perplessità su come si sia potuto arrivare solo oggi alla triste scoperta delle presunte malefatte di un fondatore di istituti religiosi.

Mio marito che era accanto a me in poltrona mi ha tenuto la mano stretta per i tre quarti della proiezione e mi ha più volte sussurrato: “hai fatto bene ad uscire!”

In realtà sia il film che la puntata televisiva di ieri hanno riaperto in me profonde ferite con l’aggravante di quanto l’avvocato di Padre Manelli racconta in un mantra minimalista inganna – puerperi.

Benché abbia ricostruito la mia esistenza affettiva e sociale, penso a chi è stata meno fortunata di me e a chi risiede ancora nei “conventi dell’orrore” – li cito al plurale – oppressa da sensi di colpa e avviluppata dai tentacoli del plagio all’interno di un sistema clanico e mafioso.

Malgrado il camuffamento elettronico riesco a riconoscere le mie consorelle che testimoniano in TV e confermo tutto quello che dicono.

Convocata presso la Compagnia dei Carabinieri su sollecitazione della Procura della Repubblica, ho deposto la mia testimonianza.

Ho firmato il verbale assumendomene la totale responsabilità.

Di quale complotto vuole parlare il dr. Tuccillo?

Si parla di avidità verso gli almeno trenta milioni di beni degli Istituti.

Chi ne era a conoscenza davvero, prima del sequestro della Guardia di Finanza?

Non ha detto l’avvocato Sarno che si era proposta al Manelli una transazione con la devoluzione del tutto alla Santa Sede che avrebbe disposto dell’equa ripartizione tra frati e suore?

Queste cose le sto seguendo!

Come sta reagendo invece il Manelli?

Con il malloppo perso teme di non disporre più del “nervo della guerra” ?

Gli orchi non sempre si vedono, sono fantasmi, sono traditori di Dio che assassinano anime innocenti.

Anche se le ferite delle vittime possono rimarginarsi con il tempo, rimangono orribili cicatrici sull’epidermide dell’anima.

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Da cattolica inquieta e vittima,  ad ascoltare il difensore del Manelli, come nel film, non sono soddisfatta del circo mediatico-giudiziario con giornalisti semidei, che rovesciano la logica dell’insabbiamento delle notizie, procedono eroicamente e svergognano una trama di patteggiamenti tra vittime. Lancio tuttavia la mia accusa anche a quegli avvocati che nel film sopra il dolore privato e le violenze private di molti preti fanno un monte di soldi. 

Uno strano modo di fare giustizia…

Persone hanno sofferto (e stanno soffrendo) e le mie ex consorelle – a detta del dr. Tuccillo – si permettono di ridicolizzare l’inviata Sara Verta con i soliti sketch infantili ai quali mi sono dovuta anche io spesso piegare per far piacere al Fondatore in visita ai nostri conventi?

Mi rendo conto che la nostra era una recita in tutti i sensi, quella alla quale rimangono ancora salde sul palco le mie ex consorelle.

Riconoscere per tante gli abusi del Manelli significherebbe riconoscere il proprio fallimento, la propria debolezza, la propria dipendenza da un uomo che da più giovane ha succhiato come attaccato a un seno, i nostri sogni di gioventù.

Sono tante le maschere di questa vicenda cinica.

La dichiarazione del cardinale Braz de Aviz su SIR, confermata pochi giorni dopo su Vatican Insider, rappresenta una speranza che forse mi farà ritrovare pace e restituirà credibilità all’istituzione Chiesa.

Chi ha coperto il Manelli in questi lunghi venti anni?

Chi sono i suoi protettori?

Se la partita non si chiude occorrerà scoprirli e colpirli!

Sarebbe bastato per il Manelli accettare, non dico virtuosamente, ma in maniera disciplinata, il commissario e il commissariamento per evitare il rovesciamento del suo carro di letame.

Fino a quando non ci sarà un giudizio chiaro, al quale la Magistratura rischia di pervenire prima di una Chiesa che “sapeva tutto”, continueremo ad essere moralmente abusate ogni giorno.

Il dr. Tuccillo presenta il Manelli come l’ultraottuagenario da sedia a rotelle.

L’espediente della malattia trentennale gli ha permesso di scavalcare sempre e ovunque l’austerità da lui stesso imposta nelle nostre comunità.

Come nei più scandalosi e beceri luoghi del consumismo tutto era personalizzato per lui: dagli orari, all’alimentazione e persino il riposo.

Quello che è mancato prima e quello che manca adesso è la dignità.

Questo lo dico forte.

Nel film Spotlight la madre di una delle vittime non vuole chiedersi nessun perché, difende il prete, che ha sodomizzato il figlio, a prescindere da tutto.

L’orco è come un dio al quale tutto è concesso, compreso il diritto di vita e di morte sui suoi sudditi.

Se gli orchi di quella storia bostoniana sono ispirati dal più banale e pervertito desiderio di possesso sui corpi dei ragazzi,  mi chiedo cosa soggiaccia alle ispirazioni del Manelli.

Più volte si è parlato di disturbi della personalità, di delirio di onnipotenza, narcisismo patologico, megalomania, fino alle grottesche etichette di guitto e califfo.

Non sta a me giudicare, ma ne ho viste tante…

Ci sono volute le dimissioni di Benedetto XVI per lanciare un sasso nello stagno di acqua putrefatta di un sistema curiale.

Mi aspetto dalla Chiesa, insieme alle mie sorelle, discernimento nella sapienza del cuore e nella prudenza; giustizia nella verità e nella carità, ma mi aspetto soprattutto una decisione, anche se non necessariamente di condanna.

Come successo per altri fondatori o altre figure carismatiche di cui lo stesso Manelli ci parlava con disprezzo, è giunta l’ora che lui stesso sia allontanato nel senso di non più interferire sulla vita dei Francescani dellImmacolata, suore, frati e laici.

Lo richiede il bene comune.

Non sta a me trovare le formule canoniche o le soluzioni pratiche più adatte, ma la Chiesa non può più indugiare sul tempo.

I cattolici scendono nel Circo Massimo contro la stepchild adoption del ddl Cirinnà e la Chiesa permette che si perpetui violenza contro due famiglie religiose scaraventate nel Circo mediatico propiziato da un uomo ancora lucido, vivo e vegeto, con impeto decisionista?

Alla stampa chiedo certamente rispetto e non gossip, sia sulle vittime che sul carnefice e le complici.

In questo senso sto apprezzando il lavoro di RAI Uno più di altri banali rotocalchi scandalistici.

C’è tanto clamore e tanto materiale da rendere inutili ipotesi romanzate.

Questo favorirebbe solo il finale del thriller nel quale l’orco del film dell’orrore, vorrebbe la distruzione totale.

So che esiste una parte ancora sana negli istituti, ma credo soprattutto nella redenzione, quella che auguro al Manelli, prima che sia troppo tardi.

Fino all’ultimo respiro c’è ancora posto in Paradiso per il ladrone pentito…

VATICAN INSIDER: INTERVISTA AL CARD. BRAZ DE AVIZ SUI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA

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Braz de Aviz: le vocazioni devono essere gioiose

A colloquio con il Cardinale brasiliano Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica: «Siamo grati a Dio ma anche a papa Francesco, che ha dato una spinta nuova e forte soprattutto per i carismi storici senza lasciar fuori quelli nuovi»
LUCA ROLANDI
ROMA

Nell’ambito dell’assemblea regionale dell’Usmi e il Cism del Piemonte di sabato 13 febbraio dal significativo titolo «Una vita religiosa a misura di Francesco», il cardinale Joao Braz de Aviz, introdotto dal vescovo di Ivrea monsignor Edorado Aldo Cerrato si è soffermato sul tema davanti a una platea attenta e dialogante, documentata dalla diretta dell’incontro trasmessa da Mediacor.tv in streaming.

 

Eminenza, la vita consacrata, la vita religiosa e il magistero di Francesco, quali sono le sue impressioni e prospettive?

«Si è appena concluso l’Anno della Vita consacrata, tempo nel quale abbiamo respirato un’aria di rinnovamento e rilancio della vocazione. In questo momento ci sono due grossi sentimenti che abbiamo riferito a papa Francesco. Prima di tutto un sentimento di gratitudine verso il Santo Padre. Il tempo che stiamo vedendo nella vita consacrata lo dobbiamo a Dio ma anche a papa Francesco, che ha dato una spinta nuova e forte soprattutto per i carismi storici senza lasciar fuori i nuovi carismi. C’era una certa difficoltà a capire il futuro della vita consacrata, soprattutto in Europa, Stati Uniti e Australia che sono continenti dove il peso e la stanchezza dei religiosi è maggiore. E spesso i religiosi si sono chiusi nelle proprie mura. Ma c’è anche tanta novità, per esempio riguardo i monasteri: molti muoiono ma ne nascono molti di più. Secondo sentimento è la questione della fedeltà. Se esistono delle difficoltà noi sappiamo chi seguire per scoprire le nuove sensibilità del nostro tempo e saper cambiare, rimanendo però fedeli alla Parola e la presenza di Gesù. Ci sono delle difficoltà connesse alla vita cristiana, però c’è anche tanta luce».

 

Oltre 2mila religiosi ogni anno lasciano. Un problema che riguarda le congregazioni di tutto il mondo, ma ci sono anche segnali positivi?  

«Questo dato dei 2mila religiosi deve essere inquadrato in una cifra di un milione e 500mila consacrati nel mondo, cioè se lo consideriamo nell’insieme è proporzionale che ci siano problemi, però il Papa lo trova molto alto. Ci dice che bisogna tornare a imparare il discernimento. Il numero non può essere un discernimento, dobbiamo riconoscere i segni di una vera vocazione. Questo è molto importante. Bisogna trovare le vocazioni provate dal Vangelo e bisogna che siano vocazioni gioiose. Penso che nemmeno l’Europa sarà chiusa a questo. Però bisogna cambiare, occorre ritrovare questa freschezza. Questo darà a tutte le congregazioni nuove vocazioni. Su questo sono tranquillo perché abbiamo avuto delle congregazioni che sono state cancellate e sono tornate, anche quando era rimasta una sola persona. Perché non potrebbe essere così oggi? Quando c’è vita non tramonta la speranza».

 

I Francescani dell’Immacolata. Qual è la situazione adesso?

«Si sta evolvendo in positivo, abbiamo adesso un commissariamento non più di un commissario, ma di tre commissari, abbiamo fatto dei passi molto interessanti riguardo la formazione, riguardo anche la conduzione del proprio istituto, io penso che stiamo camminando bene, il Papa lo segue da vicino, con molta attenzione».

 

Religiosi e consacrati come operano in campo ecumenico?

«Sono davvero profetici i religiosi e i consacrati. Il primo incontro a Roma della vita consacrata è stato ecumenico, il Papa lo ha voluto personalmente. Lo abbiamo preparato con una certa cura, per evitare ripercussione negative con le altre chiese. Abbiamo fatto un piccolo incontro con una cinquantina di religiosi cattolici e una cinquantina religiosi delle altre chiese. La sorpresa è stata che quando abbiamo guardato ai reciproci fondatori abbiamo ricordato che al loro tempo, non esistevamo divisi. Il monachesimo orientale è stato il primo nucleo del monachesimo che poi si è sviluppato in Europa. Questa memoria ci ha permesso di percorrere una strada nuova. Dobbiamo continuare gli incontri ecumenici per sviluppare questo spirito tra di noi. In tutti questo desiderio è profondo e autentico perché le nostre origini sono comuni».

Fonte:  VATICAN INSIDER

 

Qualche chiarimento del chiarimento di Messainlatino.it sul chiarimento del Prefetto dei Religiosi circa il chiarimento della vicenda dei Francescani dell’Immacolata

http://blog.messainlatino.it/2016/02/fi-qualche-chiarimento-in-merito.html#more

Messainlatino.it è un blog al quale vanno da sempre riconosciuti dei meriti.

Il primo a cui ci riferiamo riguarda l’interesse sulla vicenda dei Francescani dell’Immacolata (frati e suore).

Dai suoi post che ci ricordano tanto i post-it da bacheca per la tecnica impiegata del copia/incolla,  si è presto capito quanto elevata fosse la dottrina e la spiritualità di nuovi supporters che il prestigioso Mannelli, “il Silvan del francescanesimo”, ha tirato magicamente fuori dal suo cappuccio di “prestigiatore religioso” o “illusionista dello spirito”, per inserirli nella vita degli Istituti da lui (s)fondati.

E’ così che ha moltiplicato negli ultimi anni del suo venticinquennale generalato – oltre alle vocazioni – anche i benefattori e i fans voraci di gadgets quali la caramella già masticata, il capello rinvenuto sul cuscino e il fazzolettino di carta utilizzato nientepocodimeno che da Lui, il “Padre Comune che è sulla terra”, con tanto di certificazione della prova del DNA per proteggersi dalle contraffazioni.

Il suo, infatti, è un mercato fruttuoso con un indotto di tutto rispetto; altro che il commercio delle reliquie nel Medio Evo!

Mentre uomini e donne dal saio color turchino, dopo la crisi dei soliti dieci anni venivano espulse dal lager marchiatore aspirando a nozze, i soldi, gli appartamenti, i negozi e le ville elargiti dai “nuovi amici”, si accumulavano nell’ente di deposito di nuova fondazione: il “Fatebenemanelli”.

Tutto questo, naturalmente, per preservare frati e suore dell’Immacolata da contaminazioni con il mondo e quindi difendere la loro povertà, come quella di San Francesco, di cui l’emulo Manelli è voluto andare oltre: non sarà per i posteri il Poverello d’Assisi, ma il Poveraccio di Frigento!

Così come San Paolo caduto da cavallo fu illuminato dal Risorto, allo stesso modo la disalcionatura del generalissimo  ad appena un mese dal commissariamento ha fornito nuovi lumi.

Luce da luce e Padre Comune vero da Padre Comune finto, occasione troppo ghiotta si presentava al Nostro nello sfruttare anche la provincia ultratradizionalista dell’impero per farsi appoggiare nella sua ribellione contro il Kommissario.

Peccato che il Manelli abbia già detto alle Autorità inquirenti che a lui “della Messa Tridentina NON importa più nulla e che è stato ingannato da un officiale brasiliano di Ecclesia Dei”.

Vero o falsa l’affermazione?

Noi optiamo per la seconda ipotesi.

Sembra che non sia la prima volta che il Manelli menta e molli i suoi fedeli collaboratori.

Oggi la liturgia non è più il “cavallo vincente” per soldi e vocazioni ed è stata abbandonata sull’incalzare dei chiarimenti esatti dalla Santa Sede.

Nel frattempo, dopo aver ingannato chi stava all’interno delle Mura Leonine Oltretevere, si passa all’inganno di chi sta oltre le Mura Adriane Oltremanica: se l’euro scende, la sterlina sale…

Al generalissimo qualche colonnello non faceva più comodo? Era necessario sacrificare la parte per il tutto e dimostrare apertura al dialogo per guadagnare tempo sperando nella realizzazione della profezia escatologico-manellistica sulla prematura fine di papa Bergoglio.

“A’ generà! Te piacerebbe, vero?”

In cauda venenum”, sputa e spremi (dal flaconcino), alla fine come già successo per Volpi “il digitale” colpirà anche “l’uomo di Santa Marta”, così come rispettosamente è epitettato dai cattolicissimi Messainlatino.it e affini il Vicario di Cristo, il Papa.

Prima si uccide qualcuno della scorta e poi il magistrato.

I kommissari sono avvisati…

Anche Braz de Aviz e Carballo sono molto rispettati da chi è geloso del parrucchino o dell’albergo “Il Cantico” sulla Gregorio VII di Roma, visto che Manelli si è dovuto solo accontentare dell’Abbazia Hotel sul cucuzzolo di Frigento.

Non è una mancanza di rispetto al cardinale Braz de Aviz rilevare quanto poco le sue parole appaiano inspirate al senso della misericordia e della giustizia che dovrebbero contraddistinguere ogni cristiano (…) – scrive Messainlatino.it – anzi, oltre che di misericordia e di giustizia, l’intervento di Sua Eminenza manca anche, palesemente, di considerazione per la verità”.

E’ come dire: “Sua Eminenza è un bugiardo, altro che il Manelli !”

Oltre ad essere “il Padre Comune che è sulla terra” è anche “la Bocca della Verità”!

Anziché recarsi fino al Lungotevere Aventino, i terroni specialmente potranno risparmiare kilometri andando a San Giovanni Rotondo con la sola precauzione di fare attenzione ai morsi di denti in mezzo a lingua biforcuta.

“Quando il giornalista lo interroga sulle notizie relative a patti vergati con il sangue, marchiature a fuoco… – continua Messainlatino.it –  il cardinale non fa una piega e risponde come se queste notizie fossero verità accertate e motivi determinanti del commissariamento”. 

Quindi – leggete bene – non lo stile di governo, la formazione, i rapporti con le suore, la gestione economica, la comunione con la Chiesa, la Liturgia e la Dottrina, sono la causa del commissariamento, ma i “patti di sangue e le marchiature a fuoco”!

Uno scoop!

Messainlatino.it, disponendo come fonte d’informazione del Fondatore stesso, (chi altri sennò?)  può con assoluta certezza affermare che: “Stefano Manelli non è mai stato interrogato dalle autorità competenti a proposito di questo immaginario patto di sangue: che una (solo? ndr) suora poco equilibrata (la nipote? ndr) voglia scrivere la sua formula di professione col sangue è una cosa, che padre Stefano Manelli l’abbia costretta, ovviamente, è un’altra… che comunque deve essere provata!”

E’ provata, infatti, la perizia grafologica della sottoscrizione al “patto di sangue” firmato da Stefano Manelli in persona!

Perché costringere le suore se gli pendevano dalle labbra?

Chiedeva loro: “per chi volete offrirvi vittime?”

Risposta:  “Per il Fondatore, il Padre Comune!”

Dopotutto le Costituzioni delle Suore non lo considerano l’Immacolata sulla terra?

La sua volontà è la Volontà di Dio. Ma scherziamo?!

Davanti alla porta della sua stanza personale nei monasteri femminili anche di clausura occorreva, persino in sua assenza, inchinarsi!

Ma chi siete voi per giudicare “il Padre Comune”?

Incalza ancora Messainlatino.it: “Come mai, invece, egli afferma (il Cardinale Braz de Aviz) che la questione economica è in mano alla magistratura italiana, mentre sa benissimo che la Corte di Cassazione ha reso un giudizio favorevole alle associazioni di laici formate durante il governo di padre Stefano per gestire i beni?”

Rispondiamo noi: “come mai Messainlatino.it non sa che la Cassazione si è solo pronunciata per l’istanza (onerosa) di dissequestro dei beni dell’Associazione “Missione del Cuore Immacolato” il cui contenzioso giudiziario è appena aperto?”

Mica il massimo Tribunale ha riconosciuto l’assenza della truffa aggravata, del falso ideologico e dell’Associazione (a delinquere) Fatebenemanelli!

Dopo Dottrina e bon ton, il Diritto, ce ne siamo accorti, non è il forte di Messainlatino.it

A questo tuttavia si può sempre ovviare con il “Galateo” voluto, riveduto e corretto dal Manelli per frati e suore.

Per un migliore uso della lingua italiana, invece, c’è pur sempre l’Università per Stranieri di Perugia a disposizione.

Vediamo, sempre Messainlatino.it, come se la cava con altri sofismi come questo: “Altre parole di Sua Eminenza che sanno terribilmente di giustizia rivoluzionaria (? sic) sono: “Ci sono tre commissari che stanno guidando l’Istituto in un percorso di normalizzazione. Che frase agghiacciante! Che vocabolario! Commissari, normalizzazione… Il peggio è che questa frase non ha nulla a che vedere con il contesto”.

Cosa avrebbe dovuto dire il Cardinale?

“Dobbiamo ridurre allo stato laicale il Manelli e sopprimere gli Istituti da lui (s)fondati”?!

A questo punto il Manelli potrebbe dire: “Che muoia Sansone con tutti i Filstei !”

La Chiesa, naturalmente, è madre e guarda più lontano…

La conclusione di Messainlatino.it è un capolavoro di esegesi, degna del calibro del biblista ufficiale FI, candidato per meriti di lignaggio al diritto di successione sullo zio.

Leggete questa: “Il commissariamento si basa unicamente su sentimenti di odio e di gelosia nei confronti dei Francescani e delle Francescane dell’Immacolata: odio e gelosia a nostro parere nutriti da una totale incapacità di comprendere le ragioni del successo dell’ordine. Perché ci si è totalmente dimenticati del senso della vita religiosa”. 

Infatti è stato un vero successo l’uscita in venticinque anni di duecento religiosi tra frati e suore e la crescita zero, ferma a trecento unità per ciascuno dei rami dal 1998, Anno Zero dell’approvazione pontifica, anno della recrudescenza delle follie fondazionali, anno delle prime denunce in Vaticano a dispetto di Messainlatino.it che osa scrivere: “Bisogna tuttavia ricordare che questi racconti, fatti da ex suore, sono apparsi solo di recente su media di dubbia fede; inoltre, che non sono stati presi in considerazione dalla Santa Sede per motivare i suoi interventi; e infine che l’avvocato di Padre Manelli ha sporto querela per diffamazione circa il loro contenuto”. 

Noi, rispondiamo:

A)   Le denunce esistevano almeno dal 1998;

B)   I media di dubbia fede sarebbero RAI UNO, RAI DUE, Canale 5, Retequattro, Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Huffington Post, Il Mattino, SIR

I media di sicura fede, quelli che non credono nel “Padre Nostro che è nei Cieli”, ma nel “Padre Comune che sta sulla terra”, ricordiamo che sono invece: Messailatino.it,Messainlatino.it, Messainlatino.it e così via e così sia…

C)   La Santa Sede NON ha bisogno del clamore mediatico per giustificare i suoi interventi; quello semmai – per confondere le acque – lo hanno cercato di fare da subito i manelliani con i blog tradizionalisti di “sicura affidabilità”;

D)   La querela dell’avvocato di Manelli alla stampa era un minimo di atto dovuto “para- lato – B”. Mica poteva dire: “Sì, è tutto vero!”

 

Oramai le numerose vittime non vedono l’ora di andare in Tribunale per guardare in faccia i loro carnefici (Fondatore e superiore?) e fornire quelle prove che purtroppo non sono solo impresse indelebilmente sulla carne…