La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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TUTTI GLI AMICI DI MANELLI ….

Riportiamo la dettagliata analisi di due vaticanisti sull’attuale situazione ecclesiale.
Stefano Manelli sperando in benefici politico-economici e in un accresciuto numero di vocazioni occidentali fornite dagli ambienti estremisti si era offerto appaltatore delle attività lobbiste sui sacrifici e la buona fede dei suoi religiosi.
Ha invece svenduto i Francescani dell’Immacolata (frati, suore e laici) compromettendo definitivamente se stesso, facendo soffrire i suoi « figli e figlie »  e creando un enorme danno alla Chiesa.
Si spera e si prega per l’epilogo di una vicenda che ha tirato fin troppo per le lunghe e che ha scritto una nuova pagina della vita consacrata e del francescanesimo dove l’eroismo di chi ha saputo e voluto rimettersi nelle mani della Chiesa ha unito l’amarezza del calice all’assenza di rimpianti.
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Viaggio nella galassia degli oppositori di Bergoglio. Un fronte che sul web unisce leghisti, nostalgici di Ratzinger, nemici del Concilio: “Chiesa in confusione per colpa del pontefice”
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Nella sua pagina ufficiale su Facebook, Antonio Socci sostiene che Benedetto XVI non si sia voluto davvero dimettere ma si consideri ancora Papa volendo in qualche modo condividere il «ministero petrino» con il successore. Interpretazione che lo stesso Ratzinger ha smentito
GIACOMO GALEAZZI ANDREA TORNIELLI
ROMA – 16/10/21016

A tenerla unita è l’avversione a Francesco. La galassia del dissenso a Bergoglio spazia dai lefebvriani che hanno deciso di «attendere un Pontefice tradizionale» per tornare in comunione con Roma, ai cattolici leghisti che contrappongono Francesco al suo predecessore Ratzinger e lanciano la campagna «Il mio papa è Benedetto».

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Ci sono gli ultraconservatori della Fondazione Lepanto e i siti web vicini a posizioni sedevacantiste, convinti che abbia ragione lo scrittore cattolico Antonio Socci a sostenere l’invalidità dell’elezione di Bergoglio soltanto perché nel conclave del marzo 2013 una votazione era stata annullata senza essere scrutinata. Il motivo? Una scheda in più inserita per errore da un cardinale. La votazione era stata immediatamente ripetuta proprio per evitare qualsiasi dubbio e senza che nessuno dei porporati elettori sollevasse obiezioni. Ancora, prelati e intellettuali tradizionalisti firmano appelli o protestano contro le aperture pastorali del Pontefice argentino sulla comunione ai divorziati risposati e sul dialogo con il governo cinese.

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Il dissenso verso il Papa unisce persone e gruppi tra loro molto diversi e non assimilabili: ci sono le prese di distanza soft del giornale online «La Bussola quotidiana» e del mensile «Il Timone», diretti da Riccardo Cascioli.

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C’è il quasi quotidiano rimprovero al Pontefice argentino messo in rete dal vaticanista emerito dell’«Espresso», Sandro Magister.

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Ci sono i toni apocalittici e irridenti di Maria Guarini, animatrice del blog «Chiesa e Postconcilio», fino ad arrivare alle critiche più dure dei gruppi ultratradizionalisti e sedevacantisti, quelli che ritengono non esserci stato più un Papa valido dopo Pio XII. La Stampa ha visitato i luoghi e incontrato i protagonisti di questa opposizione a Francesco, numericamente contenuta ma molto presente sul web, per descrivere un arcipelago che attraverso Internet ma anche con incontri riservati tra ecclesiastici, mescola attacchi frontali e pubblici a più articolate strategie.

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In prima linea sul web contro il Papa, lo scrittore Alessandro Gnocchi, firma dei siti Riscossa cristiana e Unavox: «Bergoglio attua la programmatica resa al mondo, la mondanizzazione della Chiesa. Il suo pontificato è basato sulla gestione brutale del potere. Uno svilimento della fede così capillare non si è mai visto».

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Cabina di regia

Tra le mura paleocristiane della basilica di Santa Balbina all’Aventino, accanto alle terme di Caracalla, la Fondazione Lepanto è uno dei motori culturali del dissenso a Francesco. Tra libri pubblicati, l’agenzia di informazione «Corrispondenza romana» e gli incontri tenuti nel salone del primo piano qui opera una delle cabine di regia del fronte anti-Bergoglio. «La Chiesa vive uno dei momenti di maggiore confusione della sua storia e il Papa è una delle cause – afferma lo storico Roberto De Mattei che della Fondazione Lepanto è il presidente -. Il caos riguarda soprattutto il magistero pontificio. Francesco non è la soluzione ma fa parte del problema». L’opposizione, aggiunge De Mattei, «non viene solo da quegli ambienti, definiti tradizionalisti, ma si è allargata a vescovi e teologi di formazione ratzingeriana e wojtyliana».

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Più che di dissenso, De Mattei preferisce parlare di «resistenza», la stessa che si è recentemente espressa attraverso la critica all’esortazione apostolica «Amoris Laetitia» di 45 teologi e filosofi cattolici e la dichiarazione di «fedeltà al magistero immutabile della Chiesa» di 80 personalità, divenute poi alcune migliaia, tra cui cardinali, vescovi e teologi cattolici. Tra gli italiani c’è il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna. Uno dei principali centri di resistenza, sottolinea ancora lo storico, «è l’Istituto Giovanni Paolo II per la famiglia, i cui vertici sono stati recentemente decapitati dal Bergoglio». Nel mirino dei tradizionalisti c’è anche il «contributo che la politica migratoria di Francesco fornisce alla destabilizzazione dell’Europa e alla fine della civiltà occidentale».

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Fronda politico-teologica

L’attacco a Bergoglio è globale. «Nella galassia del dissenso a Francesco c’è una forte componente geopolitica – osserva Agostino Giovagnoli, ordinario di Storia contemporanea all’Università Cattolica ed esperto di dialogo con la Cina -. Accusano Bergoglio di non annunciare con sufficiente forza le verità di fede, ma in realtà gli imputano di non difendere il primato dell’Occidente. È una opposizione che ha ragioni politiche mascherate da questioni teologiche ed ecclesiali». La Cina ne è l’esempio. «C’è un’alleanza fra ambienti Hong Kong, settori Usa e destra europea: rimproverano a Francesco di anteporre alla difesa della libertà religiosa l’obiettivo di unire la Chiesa in Cina – continua -. Sono posizioni che trovano spazio spesso nell’agenzia cattolica Asianews. Il Papa, secondo questi critici, dovrebbe affermare la libertà religiosa come argomento politico contro Pechino, invece di cercare il dialogo attraverso la diplomazia».

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A dar voce al dissenso, che ha innegabili sponde interne alla Curia, sono anche ecclesiastici con entrature vaticane, come il liturgista e teologo don Nicola Bux, consultore delle Congregazioni per il Culto divino e per le Cause dei Santi. «Oggi, non pochi laici, sacerdoti e vescovi si chiedono: dove stiamo andando?- spiega alla Stampa -. Nella Chiesa c’è sempre stata la possibilità di esprimere la propria posizione dissenziente verso l’autorità ecclesiastica, anche se si trattasse del Papa.

Cardinal Carlo Maria Martini

Il cardinale Carlo Maria Martini, notoriamente esprimeva spesso, anche per iscritto, il suo dissenso dal pontefice regnante, ma Giovanni Paolo II non l’ha destituito da arcivescovo di Milano o ritenuto un cospiratore». Il compito del Papa, continua Bux, è «tutelare la comunione ecclesiale e non favorire la divisione e la contrapposizione, mettendosi a capo dei progressisti contro i conservatori». E «se un Pontefice sostenesse una dottrina eterodossa, potrebbe essere dichiarato, per esempio dai cardinali presenti a Roma, decaduto dal suo ufficio».

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In un crescendo di bordate, con un’intervista al Giornale nei giorni scorsi è sceso in campo anche il ricercatore Flavio Cuniberto, autore di un libro critico col magistero sociale del Papa, studioso di René Guenon e del tradizionalismo vicino alla destra esoterica. Ha dichiarato che «Bergoglio non ha aggiornato la dottrina, l’ha demolita, si comporta come se fosse cattolico ma non lo: l’idea stravolta di povertà eleva alla sfera dogmatica il vecchio pauperismo». Il Papa elogia la raccolta differenziata e così «le virtù del buon consumatore tardo-moderno diventano le nuove virtù evangeliche».

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Teorie sui due Papi  

Nella sua pagina ufficiale su Facebook, Antonio Socci sostiene che Benedetto XVI non si sia voluto davvero dimettere ma si consideri ancora Papa volendo in qualche modo condividere il «ministero petrino» con il successore. Interpretazione che lo stesso Ratzinger ha smentito seccamente a più riprese a partire dal febbraio 2014 fino al recente libro-intervista «Ultime conversazioni», dichiarando pienamente valida la sua rinuncia e manifestando pubblicamente la sua obbedienza a Francesco. La teoria ha tratto nuova linfa dall’interpretazione da alcune parole pronunciate nel maggio scorso dall’arcivescovo Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia e segretario di Benedetto XVI. Don Georg, intervenendo alla presentazione di un libro, aveva affermato: «Non vi sono dunque due papi, ma di fatto un ministero allargato – con un membro attivo e un membro contemplativo». Socci pubblica a fine settembre, una accanto all’altra, le foto di Bergoglio e Ratzinger sotto la scritta «quale dei due?». E scrive: «C’è chi si oppone l’amore alla verità (Bergoglio) e chi le riconosce unite in Dio (Benedetto XVI)». Tra i tanti commenti in bacheca, Paolo Soranno risponde: «Francesco I sembra che sia messo al servizio del Dio Arcobaleno (quello che non impone obblighi religiosi e morali) e non del Dio Cattolico». È nella Rete che il dissenso a Bergoglio assume i toni più accesi, con persone che dietro il paravento del computer si lasciano andare a furiose invettive, come si legge nei commenti sotto gli articoli postati sui social. Sul sito «messainlatino», che si dedica a promuovere la liturgia antica, ma ospita spesso anche commenti al vetriolo sul Papa, si parla di «noiosa monotonia ideologica dell’attuale pontificato». In rete si leggono commenti sulla Chiesa che «sarà spinta a sciogliersi in una sorta di Onu delle religioni con un tocco di Greenpeace e uno di Cgil», dato che «oggi i peccati morali sono derubricati e Bergoglio istituisce i peccati sociali (o socialisti)».

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Sul blog ipertradizionalista di Maria Guarini, «Chiesa e Postconcilio», si leggono titoli tipo questo: «Se il prossimo papa sarà bergogliano, il Vaticano diventerà una succursale cattomassonica». Il dissenso viene dall’area più conservatrice, ma trova sponde anche in qualche ultraprogressista deluso.

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È il caso del prete ambrosiano don Giorgio De Capitani, che attacca senza tregua Francesco da sinistra, e dunque non è assimilabile ai gruppi finora descritti. Sul suo sito web non salva nulla del pontificato. «Quante parole inutili e scontate – inveisce -. Pace, giustizia e bontà. Il Papa ci sta rompendo le palle con parole e gesti strappalacrime. Francesco è vittima del proprio consenso e sta suscitando solo illusioni, butta tanto fumo negli occhi, stuzzica qualche applauso manda in visibilio i giornalisti ignorantotti sulla fede».

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Giuseppe Rusconi, il giornalista ticinese curatore del sito «Rossoporpora», si chiede: «il nostro Pastore è veramente in primo luogo “nostro” o non mostra di privilegiare l’indistinto gregge mondiale, essendo così percepito dall’opinione pubblica non cattolica come un leader gradito ai desideri espressi dalla società contemporanea? Lo farà per strategia gesuitica o per scelta personale? E quando il Pastore tornerà all’ovile, quante pecorelle smarrite porterà con sé? E quante ne ritroverà di quelle lasciate». Questa composita galassia del dissenso ha eletto come suoi punti di riferimento alcuni vescovi e cardinali. Magister sul suo blog ha lanciato la candidatura papale del cardinale guineano Robert Sarah, attuale ministro per la liturgia di Francesco, amato da conservatori e tradizionalisti e molto citato nei loro siti e nelle loro pubblicazioni.

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Rischio scisma?

Tra coloro che vengono considerati stelle polari da parte di questo mondo ci sono soprattutto il porporato statunitense Raymond Leo Burke, patrono dei Cavalieri di Malta,

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e il vescovo ausiliare di Astana, Athanasius Schneider. Ma al di là dell’amplificazione mediatica offerta dalla rete, non sembra proprio che vi siano all’orizzonte nuovi scismi, dopo quello compiuto dal vescovo Marcel Lefebvre nel 1988. Ne è convinto il sociologo Massimo Introvigne, direttore del Cesnur: «I vescovi cattolici nel mondo sono più di cinquemila, il dissenso riesce a mobilitarne una decina, molti dei quali in pensione, il che mostra appunto la sua scarsa consistenza».

 

Introvigne sostiene che questo dissenso «è presente più sul web che nella vita reale ed è sopravvalutato: ci sono infatti dissidenti che scrivono commenti sui social sotto quattro o cinque pseudonimi, per dare l’impressione di essere più numerosi». Per il sociologo è un movimento che «non ha successo perché non è unitario. Ci sono almeno tre dissensi diversi: quello politico delle fondazioni americane, di Marine Le Pen e di Matteo Salvini che non sono molto interessati ai temi liturgici o morali – spesso non vanno neppure in chiesa – ma solo all’immigrazione e alle critiche del Papa al turbo-capitalismo. Quello nostalgico di Benedetto XVI, che però non contesta il Vaticano II. E quello radicale della Fraternità San Pio X o di de Mattei e Gnocchi, che invece rifiuta il concilio e quanto è venuto dopo. Nonostante vi sia qualche ecclesiastico che fa da sponda, le contraddizioni fra le tre posizioni sono destinate a esplodere, e un fronte comune non ha possibilità di perdurare». Introvigne fa notare una sorprendente caratteristica comune a molti di questi ambienti: «È l’idealizzazione mitica del presidente russo Vladimir Putin, presentato come il leader “buono” da contrapporre al Papa leader “cattivo”, per le sue posizioni in materia di omosessuali, musulmani e immigrati. Con il dissenso anti-Francesco collaborano fondazioni russe legatissime a Putin».

http://www.lastampa.it/2016/10/16/italia/cronache/quei-cattolici-controfrancesco-che-adorano-putin-IZpbcqI1ile1ZDnUxx1ePO/pagina.html

TRAVOLTA DALLO SCANDALO LA BANDA MANELLI!

——-  DOVEROSE  CONSIDERAZIONI. ——–

 

1)     Tutto l’Istituto dei Francescani dell’Immacolata è stato strumentalizzato da manelli e dai suoi manichini (i cosiddetti superiori, sia frati che suore) per essere  utilizzato come un grande e furbesco paravento col quale  (e dietro al quale) rastrellare  molti beni (e non mi riferisco solo a quelli economici che oggi, finalmente, sono stati smascherati).   È evidente che l’odio e la violenza  scatenata  contro Padre Volpi e il Commissariamento (perfino la ridicola raccolta  firma per rimuovere il commissario – fingendo che il commissario voleva colpire la messa  tridentina)  avevano innanzitutto lo scopo di creare UNA CORTINA FUMOGENA, DI OCCULTARE QUANTO OGGI STA EMERGENDO e quindi DI IMPEDIRE E DI BLOCCARE CHE SI SMASCHERASSERO TUTTI  I PANNI SPORCHI  CHE SI NASCONDEVANO DIETRO LA FACCIATA PERBENISTICA, come più volte abbiano indicato.   Vedrete che dietro  al chiasso  mediatico fatto con la falsa scusa di difendere la messa tridentina, ci sono i complici e gli spalleggiatori di manelli in tutte queste operazioni finite nel mirino della Guardia di Finanza.  Ora si aprirà  finalmente l’indagine su come, con quali metodi, con quali complicità e, probabilmente, con quali truffe si è riusciti ad accumulare un “malloppo”  così grosso, ad accumulare tanto denaro, tanti  appartamenti e terreni, oltre alle operazioni bancarie e all’uso dei palazzi per guadagnare altro denaro, (“operazioni finanziarie e immobiliari spregiudicate”) invece di usare tutto solo per l’evangelizzazione e la missione in un regime di vera povertà. Anzi una parte degli stessi frati e suore venivano tenuti in un regime di grande miseria, diversa dalla povertà. Ha perfettamente ragione il Parroco di Frigento (Don Pietro Bonomo) quando afferma: “La comunità è indifferente e sconcertata allo stesso tempo. È sconcertata perché un Istituto che pratica la povertà si è trovato proprietario di tutto questo ben di Dio». Da tempo a Frigento si vociferava infatti di questi acquisti anomali, tra cui due alberghi («Abbazia» e il ristorante «Buonconsiglio», ora «Oasi di Padre Pio») e diverse case, messi in atto dall’Ordine monastico. /…/ : Dove sono andate a finire poi le offerte fatte dai cittadini? All’amarezza suscitata dalla notizia dell’appropriazione indebita di beni SI UNISCE IL DUBBIO DI ESSERE STATI TRUFFATI. Eppure dietro l’angolo ESISTEUN PARADOSSO: «I FRATI HANNO FATTO E FANNO UNA VITA DA CANI – FA NOTARE DON PIETRO – MANGIAVANO COSE SCADUTE E SI AMMALAVANO. È UNA DINAMICA INTERNA CHE COZZA MOLTO CON QUEL CHE POI È VENUTO FUORI DALLE INDAGINI. IN PRATICA, DELLA DONAZIONE DEI BENI SI SONO SERVITI SOLO ALCUNI».

 

2)             Bisognerà anche fare  luce sullo “spirito di manelli” (coma ha giustamente sottolineato Loredana), su questa sua abilità tenebrosa a coinvolgere frati e suore e laici in queste attività truffaldine, sul plagio attraverso il quale ha fatto in modo che tanti diventassero sottomesse marionette di questa FABBRICA DI INGANNO, e anche su tutte le favole, le superstizioni e le falsificazioni della realtà e del carisma francescano inoculate nelle menti dei subalterni per trasformarli in docili esecutori di una mega truffa.   

3) Come abbiamo sempre sostenuto gli abusi, le deviazioni e oggi, (nella misura in cui verranno accertate) anche le truffe di manelli e dei manelliani, esistono da lungo tempo e sono presenti ancor prima ed indipendentemente dell‘adozione della S. Messa tridentina: essi  sono presenti, quasi fin dall’inizio e comunque in un periodo in cui non solo la S. Messa tridentina non c’era, ma anzi Manelli la vietava!Oggi  risulta molto più chiaro che il motivo del commissariamento e della rimozione di manelli non è mai stato la messa tridentina. La S. Messa tridentina è stata solo la maschera dietro la quale il santone ha cercato di mascherare i suoi imbrogli ed è stato lo “specchietto per le allodole” (o meglio per i … polli) con cui manelli ha cercato di manipolare l’esercito sprovveduto dei cosiddetti tradizionalisti, per utilizzarli nella difesa della sua  doppia vita, della sua  doppia  faccia  tosta, della sua molteplice  – non solo doppia – disonestà. Ed i tradizionalisti, soprattutto con grande dabbenaggine e ignoranza, ci sono caduti. 

 

4) Una buona parte di frati e suore NON SAPEVA NULLA o quasi nulla  DI QUESTE ATTIVITÀ FRAUDOLENTE, MENTRE GLI ATTUALI NUOVI SUPERIORI, NON SAPEVANO CHE fossero in gioco cifre  così ingenti: “l’operazione ci era in gran parte sconosciuta” .  Comunque la gravissima responsabilità dei BENI ACCUMULATI in modo disonesto RICADE SOLO SUGLI EX SUPERIORI RIMOSSI DALLA SANTA SEDE, e su quanti sono stati loro complici e  fiancheggiatori.  Ha ragione il Sindaco di Frigento (Luigi Famiglietti) quando afferma che: “NON sarebbe tuttavia giusto confondere la buona fede dei frati e delle suore con EVENTUALI RESPONSABILITÀ CHE RIGUARDEREBBERO ESCLUSIVAMENTE I LIVELLI GERARCHICI GIÀ ALLONTANATI DA TEMPO DALLA CHIESA». Questi beni mobili e immobili, sono stati ammassati dall’ex  governo e dalle  persone loro complici – e prestanome – I CUI NOMI VERRANNO PRESTO  RESI  PUBBLICI.  Chiaramente è coinvolto colui che ha mosso tutti i fili ed è stato rimosso dalla Santa Sede l’11 luglio 2013, cioè il santone da noi più volte indicato come la radice dei mali di quell’Istituto.  Non c’è dubbio che molti frati e suore erano solo “manovalanza”, altri erano esclusi dal  circolo e dai traffici della BANDA e tenuti lontani perché  mostravano resistenza a diventare complici. Questa pattuglia di “ingenui” andavano a costituire la facciata rassicurante che era utile per meglio  coprire le attività disoneste.

 

LO  SCANDALO DELLA BANDA  MANELLI

5) Non c’è dubbio che tutti i fanatici e ottusi manichini di manelli saranno trascinati dal loro santone-fallito in un disastro completo e in un baratro senza fondo che si allargherà sempre di più nella misura in cui continueranno cocciutamente a esserne schiavi (come fino ad ora) e a scambiare per “santo” un grande falsario e a farsi rovinare la vita e la vocazione da  questo tenebroso e disonesto figuro abituato a tramare nell’ombra e a nascondendosi dietro la veste rassicurante della Madre Chiesa,  che ora ha però ha detto “basta!”

 

6) Dove sono FINITE adesso LE DELIRANTI E RIDICOLE ACCUSE CONTRO LA Congregazione, contro il Commissario, contro i visitatori e anche contro il Papa Francesco, “sputate” senza ritegno dai vari De Mattei, dalla papessa Siccardi, dai cosiddetti riscossa cristiana, chiesa e postconcilio, messainlatino, con i loro farneticanti e odiosi proclami fatti solo di fumo e di “gravidanze isteriche”? Essi sono stati solo dei bravi “utili idioti” (forse solo qualcuno in buona fede) manipolati e pilotati dalla BANDA MANELLI per impedire con i loro usuali metodi violenti, che venissero denunciate tutte le malefatte e i traffici illeciti.

Ha aperto la guerra De Mattei cominciando subito  a costruire mostri e fantasmi fomentando, l’immagine di una Chiesa addirittura “sanguisuga” che intenderebbe assimilarsi ai regimi dittatoriali (sic!).. Ha blaterato a lungo chiedendo UNO STRACCIO DI PROVA, mentre ora che ci sono prove gigantesche, PROVE CHE STRACCIANO LORO, tace. De Mattei e i suoi coalizzati (noi abbiamo sempre sostenuto che essi erano aizzati da manelli e dalla banda manelli) per due anni hanno solo sputato veleno e coltelli contro la Santa Sede, pilotando a giorni alterni una  lotta di classe mirata, in qualche modo, a criminalizzarli, inventandosi “mostri, Kommissari, orchesse, aguzzini, ecc.” che esistono solo nella loro fantasia. Trascriviamo una sintesi degli orrori vomitati da questi fiancheggiatori allucinati dal santone-guru-fraudolento: 

De Mattei:  il decreto di commissariamento era un abuso di potere, un allarmante perdita della certezza del diritto. La Chiesa non è un soviet” (Il caso dei Frati FI (de Mattei) (Roberto de Mattei, Corrispondenza Romana, 30.07.2013). “Il provvedimento è una pulizia etnica /…/ un vero mandato con licenza d’uccidere” (messainlatino.it, 6/8/2013 – Trionfo e tragedia. Il Crepuscolo degli Ordini religiosi (PapalePapale) del 31.07.2013 – Il Mastino da PapalePapale del 31.07.2013).  Corrispondenza Romana raccoglie firme contro il decreto della Santa Sede, approvato dal Papa (9/8/2013).

La prima omelia di Padre Volpi ai frati (nella quale subito ben descrisse la  tragica dipendenza dal santone e la sua indebita divinizzazione), secondo la papessa Siccardi, sarebbe stato “una istigazione all’ammutinamento /…/ che proviene da una volontà matrigna” [L’invito di P. Volpi (Commissario) all’ammutinamento (Riscossa Cristiana,  di Cristina Siccardi) (29.08.2013)].

Padre Alfonso sarebbe il traditore o l’accusatore” [La testimonianza di F. Agnoli su p. Alfonso Bruno, nuovo segretario generale dell’Ordine FI, nominato dal Commissario p. Volpi (14.09.2013)] [cfr. anche Le calunnie contro p. Stefano Manelli FI (di Francesco Agnoli, da Libertà e Persona, ottobre 2013)].

De Mattei raccoglie firme per ottenere le dimissioni del Commissario Volpi accusato addirittura di ferocia (14/12/2013) e di regime tirannico [Iniziata la raccolta di firme per chiedere le dimissioni del commissario p. Volpi (Corrispondenza  Romana, Roberto de Mattei, 09.12.2013)]. [Cresce la pressione sulla S. Sede per far cessare la scandolosa persecuzione dei FFI: consegnate 8000 firme a Parolin, e ora è iniziata un’altra iniziativa (Corrispondenza Romana, del 08.02.2014)].  

Anche Antonio Socci si è messo a denigrare e ad offendere il commissariamento. Nel suo articolo si parla, senza rispetto, di persecuzione e di “inquisitori sinistri”, ma viene citato solo il Card. Aviz (“che ha avuto trascorsi con la T.d.L.”) [In Vaticano c’è una nuova Inquisizione Catto-progressista. Perseguitano i Francescani dell’Immacolata perchè hanno fede e tante vocazioni. E’ una vergogna! Ma il Papa lo sa?   (di A. Socci, Libero, quotidiano nazionale, 05.01.2014)]. Un attacco ad personam veramente agghiacciante viene rivolto a P. Alfonso Bruno in un articolo che è uno dei peggiori e più impregnati di ostilità [Frati F.I: “perdonate se sono troppo autoreferenziale” così parla p. Bruno (da Libertà e Persona, il 1° feb 2014)] . Ci sono poi gli articoli contro Suor Fernanda Barbiero (28-5-2014 –cfr. http://pellegrininellaverita.wordpress.com/2014/06/05/de-mattei-e-il-falso-vento-da-pechino/); 16-6-2014 –http://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/unamica-delle-francescane-dellimmacolata-ci-scrive/); (18-6-2014- http://www.corrispondenzaromana.it/la-nuova-teologia-di-suor-fernanda-barbiero/).

Insomma un vero KILLERAGGIO MEDIATICO “un infangamento e uno sputtanamento unico”. (chiesa e post concilio – articolo “Una risposta personale agli attacchi ad personam”, commento 30 luglio 2014 17:52).

Si è parlato del Commissario (con la K), che sarebbe modernista e non cattolico (!) (cfr. Radio Spada – L’ALTRA CAMPANA SUI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA”., Silente on 25 luglio 2014 at 9:26 pm ) (chiesa e post concilio,  “Alcune chiose al frate FI nuovo corso intervistato da Radiospada”,  Silente, 25 luglio 2014 15:42).

I manelliani puri oltre ad essere  camorristicamente violenti, sono anche almeno scismatici, se non eretici nel fatto che, per loro, il vero papa sarebbe (tenetevi forte!)  nientemeno che …… manelli.

Da ricovero forzato sono infatti certe mafiosità di un personaggio almeno allucinato che afferma, purtroppo senza  vergogna: “Ehi, VDR (vescovo di Roma), tu che vieni dalla fine del mondo sei avvisato!!! Bada bene a quello che dici perché “Fedele Inquieto” ti rimette sull’aereo e ti ri-spedisce nella pampa. Invece di star lì a telefonare a questo e a quello, va di corsa alla clinica dove è ricoverato IL VERO PAPA, quel certo manelli che tu “perseguiti”.… che magari se sei fortunato e ti ritiene Cattolico (i suoi giudizi in materia sono molto selettivi) ti riceve in udienza, e non ti scordare di portargli le arance!” ((cfr. messainlatino.it ––Frati F.I.: lettera aperta al Papa da un lettore inquieto., Anonimo 28 gennaio 2014,  09:35). Qui siamo al delirio puro e se – corrispondesse alla sua vera posizione, saremmo fuori dalla vera fede!

Non parliamo poi addirittura delle incivili, cafonesche e aberranti minacce fisiche: “Sei figlio della codardia, quindi se padre Pio al suo figlio lo prese a schiaffi, a te ti faccio scegliere dove prenderti a calci senza nemmeno rimproverarti e poi sciacquati la bocca sia che parli di san pio che di p.stefano. non sono anonimo come te, sono giuseppe f……” (messainlatino.it, 23 giugno 2014, articolo Il Papa ha incontrato gli FI – A. Tornielli – Vatican Insider – 23-06-2014, – Pino, 24 giugno 2014, 22:37).

Alla luce dei fatti odierni non appaiono fortemente allucinati e deliranti le posizioni mentali e teologiche di questi  difensori del santone-falsario?

(per un resoconto documentato cfr.  Amici della verita, MANELLIANI – 8 – DIFENDERSI DAI LANCIATORI DI COLTELLI, https://amicidellaverita.wordpress.com/2014/08/05/72/).

 

 7) Adesso si può meglio capire “la verita’ su tutta la meschina operazione contro il commissario Volpi(cfr. Amici della Verità, Manelliani 25,https://amicidellaverita.wordpress.com/2015/02/19/manelliani-25-la-verita-sulla-meschina-operazione-contro-il-commissario-volpi/). Pensate che solo per una parolina fuori posto (“i parenti”) i componenti della famiglia manelli hanno fatto un sacco di storie e inscenato contro Padre Volpi un’infame campagna di denigrazione, fino a strombazzare un’azione legale, quando poi la BANDA MANELLI è coinvolta (e vedremo quanto e come) per una mega truffa e un falso che riguardano proprio – guarda caso – il trasferimento di quegli stessi beni che Padre Volpi aveva subito denunciato come un atto immorale. Che farisei ipocriti! Che spudorati mentitori e incalliti costruttori di falsità in libera uscita.

 

8) Dov’è finito adesso il tipetto  tradizionalista – che si spaccia per don Camillo – che infangava il Commissario Volpi, sempre sulla azione legale dei familiari manelli –  blaterando contro di lui di una presunta infrazione all’ottavo comandamento? Visto che sembrava avere uno zelo profondo per la pulizia. Adesso, dopo aver saputo della mega truffa scriverà forse un post sul suo blog dichiarandosi indignato e sconvolto per questa colossale disonestà degli amici che prima difendeva?

 

9) Non solo ma quando Padre Volpi, giustamente,  a suo tempo aveva denunciato quello stesso  trasferimento fraudolento PER IL QUALE OGGI  LA BANDA MANELLI è SOTTO INCHIESTA GIUDIZIARIA, i manelliani (compreso i dilettanti allo sbaraglio del blog “in difesa degli abusi di manelli”) avevano ribaltato la frittata insinuando che tutta l’azione  sarebbe stata motivata solo da una presunta sete di guadagno che spingeva la Congregazione a rapinare (!?) quei soldi e quei beni che la Banda manelli – oggi sappiamo dalla GdF – aveva fraudolentemente sequestrato.  Più diabolici di così!

 

10) Un solo invito che sta crescendo in tantri  man mano che la stampa anche nazionale, pubblica sempre di più o particolari di questa rivoltante vicenda: VERGOGNATEVI  E CONVERTITEVI.

 

Riccardo Piccarreta

Originale:  MANELLIANI 29 – TRAVOLTA  DALLO SCANDALO  LA BANDA MANELLI!

TUTTI I NEMICI DEL PAPA (La Repubblica 3 gennaio 2015)

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I conservatori: Bergoglio troppo riformista

Tutti i nemici del Papa

Di Marco Ansaldo

Città del Vaticano. “L’Avvenire” scende in campo a difesa del Papa. Un Francesco che, a dispetto delle svolte, comincia ad essere attorniato dalle critiche e azzannato dai lupi. Con un editoriale del suo direttore, Marco Tarquinio, il quotidiano dei vescovi argina l’ultimo attacco. A pagina 22.

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Tutti i nemici di Papa Francesco

“Il riformismo turba i fedeli”

E scatta un appello in sua difesa

 Attacchi di Cardinali e Teocon. Ma le comunità di base raccolgono firme pro-Bergoglio “Lo sentono come un pericolo per la Chiesa, così gli hanno dichiarato guerra”.

Di Marco Ansaldo

Città del Vaticano. “L’Avvenire” scende in campo a difesa del Papa. Un Francesco che, a dispetto delle svolte, comincia ad essere attorniato dalle critiche e azzannato dai lupi. Con un editoriale del suo direttore, Marco Tarquinio, dal titolo «La barca di Pietro, i “contro rematori” e la fiducia in Francesco», il quotidiano dei vescovi argina l’ultimo attacco. «Belle le lettere sulla ruvida uscita prenatalizia contro il nostro Papa – scrive Tarquinio –. Un segno che merita risposta, anche se qui di solito polemiche così ineleganti e condotte in modo capzioso e deformante non trovano eco. In scena sono state le vere parole e i veri gesti di Francesco. Il Papa della Chiesa “povera per i poveri” e “ospedale da campo” del nostro mondo spesso feroce con i feriti e i più deboli».

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Il direttore del quotidiano cattolico Marco Tarquinio parla di “contro rematori”

Ma chi sono i “contro rematori”? Lo spiega uno dei lettori di Avvenire: «Chi fa pubblicità a favore di coloro che remano contro». L’attacco era arrivato il 24 dicembre sul Corriere della Sera, da parte dello scrittore Vittorio Messori. «Una mossa congeniata – scrive Tarquinio – per fare rumore con la pretesa di “segnare” il Natale». Messori si era infatti lanciato in una requisitoria contro Jorge Bergoglio, parlando in una «confessione che avrei volentieri rimandata, se non mi fosse stata richiesta», definendolo Francesco un papa «imprevedibile, tanto da far ricredere via via anche qualche cardinale che era stato con i suoi elettori». Nell’articolo aggiungeva: «imprevedibilità che continua turbando la tranquillità del cattolico medio».

Belle ma poche le lettere dei lettori pubblicate da Avvenire. Molte però le reazioni che arrivano adesso dalla base, da tutta Italia. Dal movimento “Noi siamo Chiesa” al Centro Studi “Edith Stein” di Lanciano, da “Una Chiesa a più Voci” di Ronco di Cossato Biella alla Comunità Le Piagge di Firenze, e poi il Coordinamento delle Teologhe Italiane, la Comunità Michea di Napoli, il Gruppo Impegno Missione di Casavatore (Napoli) con il missionario comboniano Alex Zanotelli, le Comunità Cristiane di Base-Italia, di S. Paolo-Roma, di O Regina-Genova, di Nord Milano, la rivista “Preti Operai”, il Centro Balducci – Zuiano (Undine).

Tutti a sostegno di una raccolta di firme riunita sotto l’indirizzo (firmiamo.it/fermiamo-gli-attacchi-a-papa-francesco). Tra i primi firmatari dell’appello, Don Luigi Ciotti rappresentante del gruppo Abele e Libera. Dice Vittorio Bellavite, coordinatore di “Noi siamo Chiesa”: «Questa presa di posizione va ben oltre la polemica con Messori. Riguardo alla situazione generale della Chiesa e le diffuse e quasi sempre silenziose ostilità nei confronti di Papa Francesco». Spiega Don Paolo Farinella, parroco della Chiesa di San Torpete, nei carruggi di Genova e autore dell’iniziativa: «L’attacco è mirato e frontale, “richiesto” una vera dichiarazione di guerra, minacciosa nella sostanza di un avvertimento di stampo mafioso: Il Papa è pericoloso. E’ tempo che torni a fare il Sommo Pontefice e lasci governare la Curia. L’autore non fa i nomi dei “mandanti”, ma si mette al sicuro dicendo che il suo intervento gli “è stato richiesto” »

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Apertura ai divorziati risposati, dialogo con i non credenti: per alcuni sono atti “destabilizzanti

 

Don Farinella argomenta, e individua nell’ «attacco frontale di cinque cardinali (Muller, Burke, Brandmuller, Caffarra e De Paolis)» ciò che ha rafforzato «il fronte degli avversari che vedono in Papa Francesco “un pericolo” che bisogna bloccare a tutti i costi».

Il punto è che il nodo della Chiesa riformista di Bergoglio è arrivato al pettine. O lo si scioglie o si taglia. Dopo la clamorosa rinuncia del pontificato di Benedetto XVI, l’improvvisa comparsa di un Pontefice Argentino, con il nome impegnativo di Francesco, ha travolto i credenti e la Gerarchia. Le sue parole, le tante iniziative, persino i simboli adottati (scarpe da camminatore, borsa da lavoro nera, croce d’argento semplice) hanno conquistato i fedeli. Ma le relazioni nella Curia, soprattutto dopo le bacchettate di Bergoglio sulle 15 malattie che la infestano, sono le più diverse. Dalla Sala Clementina alcuni cardinali sono usciti l’altro giorno a testa bassa, con le orecchie che fischiavano e ora la lista dei nemici del Papa «venuto dalla fine del mondo» comincia a farsi fitta. Dapprima è cominciato il chiacchiericcio sul «Papa strano». Poi davanti al chiaro impeto riformista, al dialogo intessuto con i non credenti e atei, al Sinodo di ottobre con le aperture ai divorziati risposati e omosessuali, i dubbi dei conservatori su Bergoglio hanno finito per nutrire un dossier corposo. Una pratica che si irrobustisce negli ultimi giorni.

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Il 13 dicembre, nel complesso di S. Spirito in Sassia, s’è tenuto un convegno dal titolo “La crisi della famiglia e i Francescani dell’Immacolata”. Una riunione in cui la divisione dell’Istituto dei Frati dal saio azzurro, ora commissariati da Francesco, è apparsa compattare il fronte conservatore. Le relazioni parlavano di «processo di destabilizzazione entrato nella Chiesa, e il Sinodo dei Vescovi lo ha mostrato in modo evidente» (Claudio Circelli), o di «divorzio, aborto, eutanasia, tappe di questa inesorabile marcia antiumana, ci troviamo di fronte ad un piano di matrice totalitaria» (Elisabetta Frezza). Infine «dialogo accoglienza amore pace sono parole liquide mutate dalla modernità, che non significano assolutamente niente» (Piero Mainardi). Tutte puntate contro il Papa.

Commenta il professor Mario Castellano, cattolico e attento osservatore delle vicende dell’Istituto commissariato: «Il Tradizionalismo nelle sue varie espressioni, sia quelle ancora collocate nella Chiesa, sia quelle lefebvriane, che mettono in discussione il Magistero a partire dal Concilio, sia infine quelle sedi-vantiste, da cui viene negata l’autorità Papale, ha scelto come terreno di scontro la vicenda dei Frati Francescani dell’Immacolata con lo scopo di minare l’unità del cattolicesimo».

Antonio Socci lo ha definito “idolo dei media e dei membri del Parlamento Europeo”

 

E’ del 12 dicembre un articolo di Antonio Socci su “Libero” in cui si parla di Bergoglio come «Idolo dei media, dei Membri del Parlamento Europeo», ma soprattutto «della sinistra in occidente». E non è un caso che la copertina di “Le Nouvel Observateur” dell’ 11 dicembre fosse dedicata al Pontefice sotto il titolo: «Chi vuole la pelle di Francesco? ». Profetizza sul suo libro appena uscito in Francia (“Jusqu’où ira Francois?”) il vaticanista di Le Figaro, Jean-Marie Guénois: «Riuscirà Francesco? Da un certo punto di vista, questo Papa agitatore è già riuscito. Se tutto si fermasse domani, il calcio dato al formicaio lascerà una traccia duratura. D’ora in poi nulla sarà più come prima». Amen.

MANELLIANI IN EDIZIONE SPAGNOLA

 

La volpe e il pigmeo nella foresta del califfato tradi-protestante

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Riccardo Cascioli è da ormai un anno “in comunione con il commissariamento dei Frati Francescani dell’Immacolata”.

Più importune che opportune se ne è infatti occupato diverse volte.

La levatura dei suoi interventi, accompagnata dal profondo rispetto da lui manifestato verso la dignità delle persone per sua bontà coinvolte, gli ha dato il merito  di trasformare un caso in un casino, cioè in un caso piccolino, da tam tam pigmeo.

L’interessante popolo dell’Africa Equatoriale, noto per la piccola statura, crede tradizionalmente alla metempsicosi.

Qualora un pigmeo analizzasse le risposte del Cascioli al Commissario FFI, potrebbe allora già sperare – nomen omen – nella sua futura reincarnazione in un … Volpi-no!

Sorridiamo al pensiero  di una volpe, inseguita da un affamato cacciatore pigmeo, immaginando la sfida tra una portatore quotidiano di bussola e un esperto conoscitore della foresta pluviale.

Chissà chi vincerà!

La preda o il predatore?

A proposito dei misteri dell’Africa possiamo ancora paragonare il blog LNBQ agli zombi: quando risorge, è più aggressivo di prima!

Poiché il dialogo interreligioso è un must dell’ecclesiologia postconciliare, uno spazio informatico che si reclama cattolico non può mancare di fare riferimento alle Religioni Tradizionali Africane!

L’aggiornamento non finisce qui.

La LNBQ è anche un’Araba Fenice, essendo risorta dalle proprie ceneri.

Non vorremmo che con il piglio aggressivo da fondamentalisti che la caratterizza, conduca i lettori anche verso l’Islamic State!

Che il Cascioli, da califfo del giornalismo, trasformi le rettifiche in sempre nuove polemiche è un fatto accertato.

Questo aiuta a capire la psicologia del personaggio e, accanto alla linea editoriale, la linea ideologica.

Chi si avventura nella giungla mediatica, dove davvero è indispensabile una nuova bussola quotidiana che non è però la LNBQ, oltre a preoccuparsi dell’orientamento, deve stare attento anche a dove mette i piedi.

Anche i Pigmei lo sanno!

Cascioli, infatti, cade nelle sabbie mobili di quel fango provocato da chi, come lui, ha osato e abusato troppo parlare sulla dolorosa vicenda di un Istituto religioso.

Questa dinamica impropria presenta la Chiesa, madre e maestra, come una matrigna che ne sa di meno dei tanti “mercenari” dell’ortodossia cattolica, quelli che si paventano naturalmente più cattolici del Papa e dei pastori “che danno la vita per le pecore”.

Se l’IS si finanzia soprattutto grazie ai pozzi petroliferi occupati, il “califfato cattolico” al quale LNBQ da prova di appartenere, si alimenta pur sempre dai pozzi neri, non quelli del petrolio, bensì quelli del materiale da spurgo utilizzabile, una volta essiccato, come biocarburante.

La disonestà intellettuale è evidente nell’interpretazione del seguente passaggio che il Cascioli cita “Cicero pro domo sua”:

Lo scopo finale delle richieste d’incardinazione in Diocesi appare chiaro: è la costituzione di una piattaforma di lancio, magari off shore come quella dell’Arcidiocesi di Lipa nelle Filippine o in diocesi di minoranza cattolica come in Inghilterra, per raggruppare chierici ordinati in sacris ed ex seminaristi FFI nella speranza di un ribaltone nell’attuale governo della Chiesa universale (…)”.

Il testo del post, tuttavia continuava dicendo: “(… ) che può solo contare su miraggi mentali ai quali non si sottraggono polemisti come Antonio Socci nel suo recente e noiosissimo libro ‘Non è Francesco’”.

E’ chiaro che la capacità di ribaltone non può essere resa possibile da una ventina di disperati.

 “Chi di speranza muore” aspetta piuttosto dagli altri un ribaltone, come se al prossimo Conclave i Cardinali eleggessero un Raymond Burke o come se l’attuale Pontefice dovesse essere deposto dopodomani o diventare vittima di un attentato o di una morte improvvisa.

Sembra fantapolitica, ma in alcuni ambienti cosiddetti “manelliani” circola anche questa vergognosa profezia

Questo è il delirio che il Cascioli attribuisce a noi?

Non pubblicava Cascioli un articolo di Massimo Introvigne nel quale parlava di deriva «pelagiana» come di una rigidità fondata sul sogno di un ritorno a un passato che non può tornare, propria di certi ambienti ultra-conservatori?

Sempre il Cascioli, in tempi non sospetti lasciava parlare l’Introvigne dello scivolone dottrinale di alcuni FFI che, con riferimento a noti insegnamenti di Benedetto XVI, affermavano che tra i giovani frati, tra le suore dell’Immacolata e sulle loro riviste “teologiche” si fosse diffusa una «ermeneutica della discontinuità e della rottura» rispetto al Concilio Ecumenico Vaticano II, che ne leggeva alcuni documenti – i testi, non solo le loro interpretazioni postconciliari – come in contrasto radicale con il Magistero precedente. La stessa interpretazione di «discontinuità» era data alla riforma liturgica: non solo si celebrava la Messa antica, ma si considerava in qualche modo «inferiore» – in qualche caso, addirittura «sospetta» – la Messa nel rito ordinario successivo alla riforma, e questo particolarmente presso le suore.

Il sociologo torinese, esperto di sette, spezzava solo alla fine della sua analisi una lancia a favore della presunta fedeltà al Papa di Padre Manelli, cosa però che dopo soli pochi mesi dal Commissariamento si rivelava ormai inesistente.

Alla resa dei fatti anche la dichiarazione di “devota obbedienza” scomparsa alla chetichella dal sito ufficiale FFI è diventata una bufala che rimane solo in qualche espressione poetica di un instant book sul Papa preparato dal Padre Manelli per la visita al santuario mariano di Castelpetroso (IS) del 19 marzo 1995 di Giovanni Paolo II.

Un atto di vassallaggio rivelatosi ipocrita perché – da più testimonianze – risulta che il Padre Manelli abbia pubblicamente criticato Giovanni Paolo II specialmente durante il Giubileo del 2000.

Nel 2005, in  tempi non ancora al 100% sospetti, l’allora vescovo di Campobasso, Mons. Armando Dini, mandò giustamente via sia i frati che le suore Francescani dell’Immacolata da Castelpetroso

All’epoca subito ne prese le difese Unavox: un fidanzamento allora annunciato con gli FI, ma matrimonio rato e consumato col Commissariamento.

Di fronte a questi soli semplici esempi, quale vescovo accoglierebbe dei religiosi problematici e in rottura con il loro stesso Istituto?

Fughe dal convento, distrazioni di beni, disobbedienze formali, lettere aperte, insulti e calunnie, eresie materiali, formazione incompleta, sono solo alcuni dei peccati rilevati nei poveri “transfughi FI perseguitati” (TFIP).

Può bastare come “passaporto ecclesiale” il dichiararsi “fedeli al Fondatore” facendo – tra l’altro – confusione tra il carisma e la persona?

Non è proprio l’asserita fedeltà a un uomo problematico, idolatrato come un dio e seguito da alcuni più del Papa, il motivo di preoccupazione della Chiesa?

Sarebbero delle nostre sdrammatizzazioni sarcastiche i deliri di cui parla Cascioli?

Peccato che una persona che si espone al pubblico come il Direttore di LNBQ sembri incapace di trovare aspetti divertenti in ogni contesto del quotidiano e vivere una vita all’insegna dell’ottimismo e dello stare piacevolmente insieme agli altri.

Chi sa bene quali siano le proprie virtù e le proprie debolezze e le accetta, è anche colui che sa prendersi non troppo sul serio riuscendo a ironizzare su di sé.

Non era forse proprio questo ciò che mancava all’autoreferenziale Padre Manelli e ai suoi seguaci?

Ci dispiace ora per Riccardo Casciòli (o Càscioli?)

Avranno entrambi perso la bussola?

Alle profezie di sventura sinceramente preferiamo l’Evangelii gaudium di San Francesco e di Papa Francesco!

VIA LA MASCHERA!

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Ci si domandava da qualche tempo il senso e soprattutto la paternità di un blogghino denominato All Christian.

Se “dai frutti si riconosce l’albero” è altrettanto vero che un determinato albero produce determinati frutti…

Il mistero che si celava sugli anonimi redattori e amministratori di All Christian viene impietosamente svelato con il semplicissimo accorgimento della ricerca WHOIS, il sistema pubblico informatico che rivela i proprietari dei vari domini internet.

All Christian è stato registrato dal sig. Claudio Circelli residente a Napoli.

Aveva da tempo destato sospetto la nascita di un blog nel quale dietro appena quattro tematiche, “La voce del Santo Padre, Famiglia, Attualità e il caso Francescani dell’Immacolata, si volesse in realtà ed esclusivamente attaccare e offendere l’operato e la persona del Commissario Apostolico FFI.

Nella sezione dedicata al Santo Padre ci sono solo cinque post. Il più aggiornato risale al 21 luglio e con un giorno di ritardo riprende l’Angelus di Papa Francesco.

Circa la sezione famiglia le cose vanno peggio con soli quattro post di cui il più aggiornato è del 10 luglio 2014. Gli altri tre post sono dell’anno precedente, ma è solo una finzione informatica poiché il dominio di “All Christian” è stato registrato il 19 giugno 2014.

Lo stesso espediente è adottato per la sezione “Attualità”, in realtà poco aggiornata con i suoi cinque post di cui l’ultimo è una “lettera aperta al sindaco di Perugia” del 21 luglio 2014.

Sull’ultima sezione, “il caso Francescani dell’Immacolata”, ci sono invece quindici post.

Non si tratta di una prolifica produzione in ben cinque mesi di attività, ma appare evidente il disegno di creare uno spazio informatico – tra l’altro poco indicizzato – con una malcelata ed esclusiva mission: insulto e polemica.

Altra peculiarità del blog è l’inserimento di sarcasmi o invettive contro il Segretario Generale dell’Istituto, P. Alfonso Maria Bruno, presente in almeno sei post.

E’ un odio personale contro il malcapitato o si agisce sotto commissione di un mandante che non ha neppure il coraggio di affrontare faccia a faccia le persone?

Forse anche altri post contengono gli stessi parossismi, ma occorrerebbe un’analisi più approfondita che ci risparmiamo soprattutto per la pallosità (in ambo i sensi) delle lettere aperte, rivolte addirittura al Papa!

E poi c’è chi dice(va) che “Francesco non sa(peva) nulla…”

Entriamo ora nel merito dell’ultimo post con calma ma con altrettanta rapidità e lucidità, quella che manca ai tanti blogghisti, polemisti ed ex giornalisti immischiatisi nel montato caso dei Francescani dell’Immacolata senza neppure conoscerli e averli mai visti, come Socci e Tosatti stessi affermano, da professionisti seri qual sono.

Su quanto scriviamo, se riusciremo anche a far divertire i lettori, oltre che interessarli, avremo messo in pratica anche la carità, oltre all’applicazione della verità.

La “carta da visita” del post e cioè il titolo, è un capolavoro di stile: Istituzione & carisma? Sì, ma con verità & carità”. La trappola

C’è la domanda, la risposta invitante e fuori virgolettato la chiave ermeneutica: la trappola.

Poiché le & sono due, l’estensore dell’articolo autoconfessa col simbolo && la valutazione a corto circuito (del suo pensiero), nota nel linguaggio dei programmatori informatici.

L’introito è una sorta di petitio principii che è come dire: “Che io abbia ragione e che dica il vero, lo dico io”.

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Nel penultimo post di All Christian, il redattore definendosi genitore di una suora francescana dell’Immacolata in un “nota bene” scrive: “Sinceramente siamo un po’ stanchi di rispondere alle solite reiterate accuse a molte delle quali già altri hanno più che sufficientemente ribattuto; per il futuro valuteremo l’opportunità di replicare solo ad eventuali nuove accuse. Il mancato possibile riscontro non dovrà essere interpretato come scarsezza di argomenti”.

Siamo sinceramente contenti di ritrovate energie e di nuovi argomenti che ci confermano, con  i lettori,  intanto del nervosismo del blogghista con la goffa animosità di cui è afflitto.

Sarebbe perlomeno più onesto nei confronti dei pochi lettori che ogni tanto lo leggono, sconsacrarlo con il nome di “No Christian”.

Siamo fieri di aiutare i Frati Francescani dell’Immacolata legittimamente governato dal degno confratello di S. Pio da Pietrelcina, il simpatico e preparato Padre Fidenzio Volpi coadiuvato dai 4/5 dell’Istituto a partire dal Segretario Generale, Padre Alfonso Maria Bruno, una persona che conosciamo, amiamo e stimiamo soprattutto per la sua capacità di abbracciare la Croce nell’aver speso una vita, ancora in consumazione,  nel servizio a un Fondatore che – secondo autorevoli testimonianze – parla solo male di lui a frati, suore, laici, autorità di Chiesa, senza però riuscire a scalfire minimamente la sua immagine e dignità di figlio di Dio, sacerdote e consacrato.

Questo atteggiamento di ostilità, decisamente lontano dalle virtù cristiane, oltre che dalla vita dei santi, è esteso a tutti i frati che sono obbedienti alla Chiesa, che seguono il Papa piuttosto che il Fondatore.

E’ questa la formazione di Padre Manelli?

Portare a Cristo o a se stesso?

L’Immacolata e San Francesco – a cui si richiama quale transustanziazione e reincarnazione – avrebbero agito così?

Si legge su un social network a firma dello pseudonimo Giusy Quaranta, melliflua ed educata penna, che Padre Stefano attualmente “in cura” a San Giovanni Rotondo, è stato con “estrema crudeltà privato del suo assistente personale ed ora ha addosso un bruniano che lo controlla a vista!”

Abbiamo chiesto informazioni, anziché scrivere e parlare a vanvera, scoprendo invece che:

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1)   Padre Stefano non è alla Casa Sollievo della Sofferenza ma – come d’abitudine – in ottemperanza al Capitolo XI della Regola Bollata di San Francesco, è all’interno del convento delle Suore Francescane dell’Immacolata di San Giovanni Rotondo (FG) dal 15 ottobre 2014 (sic). Ha effettuato visite e controlli in ospedale, ma attualmente non c’è nessuna cura o analisi diagnostica, che non possa effettuarsi in qualunque struttura sanitaria nazionale.

2)   Nessun “assistente personale” gli è stato brutalmente sottratto. Non è forse stato Padre Manelli ad invitare tanti frati a non rinnovare i Voti e uscire dall’Istituto in vista di uno nuovo? Possiamo credere che non abbia fatto lo stesso proprio con il suo ex infermiere, autista, cuoco, barbiere, lavandaio, etc ?

3)   Il Commissario Apostolico si è preoccupato di fornire a Padre Manelli un nuovo domestico full optional con tanto di  laurea ed abilitazione in medicina. Si tratta di un sacerdote degno e rispettabile di cui l’Istituto si priva per metterlo a disposizione del Fondatore a tempo pieno. Poiché il Padre e Dottor Agnello è “bruniano” – neologismo del Circelli per indicare chi come Padre Bruno non è un plagiato del Fondatore e segue “l’istituzione delle Chiesa e il carisma FI” –  Padre Stefano preferisce al medico e sacerdote “bruniano”  le cure delle Suore “all manelliane”, poiché anche nel loro interno ci sono varie gradazioni di fanatismo e idolatria: all, soft, cripto… -manelliane. Attualmente Padre Agnello occupa un appartamento attiguo al convento delle suore, uno dei tanti sparsi in Italia e ceduti in eredità alle suore da vecchiarelle nonuagenarie. Fa una vita da eremita, si mette a disposizione del Fondatore e il risultato è… il disprezzo?

L’autore-detrattore del post scrive poi:

“Una petizione vile e sotterranea è stata condotta contro P. Manelli e il suo governo verso il 2011, poco prima o poco dopo”.

L’indeterminatezza della collocazione spazio-temporale, nonché l’assenza dell’oggetto della petizione fanno scadere nell’insinuazione il blogghista.

In cosa consisteva la petizione?

Perché a gennaio 2012 Padre Manelli fece trattare “a pesci in faccia” i Padri Fehlner, Iorio, Zangheratti, Geiger, Santoro che da lontano erano venuti a Roma per parlargli sulla deriva dell’Istituto?

Come si è permesso Padre Manelli di farli chiamare “dissidenti”, termine che poi si è rivoltato contro i suoi Feldmarescialli e fanti?

La dose è rincarata da:

“ Durante la Visita apostolica e il presente Commissariamento i padri cospiratori hanno continuato a fare propaganda diffamante e calunniosa contro P. Manelli, superiori, seminario”

Ci chiediamo chi siano i “padri cospiratori” e cosa abbiano detto nella loro propaganda.

Seppur fosse vero,  dei Frati davvero convinti della bontà del vecchio governo, li avrebbero forse ascoltati? 

All Christian poi continua il suo cronico piglio accusatorio dichiarando: “Dopo la petizione pro-Ecclesia Dei, P. Alfonso Bruno e seguaci (Chi?) in Filippine e Africa si sono industriati per strappare (sic) ritrattazioni a suon di minacce del tipo: ‘Chi non ritratta è contro il Papa e contro la Chiesa e sarà cacciato dall’istituto o sospeso a divinis’… Eppure la petizione pro Ecclesia Dei era rivolta a Papa Francesco!”

Intanto sappiamo com’è andata a finire la storia sulla petizione e la considerazione di cui è stata oggetto, ma il nostro caro blogghista, che ogni tanto si firma in modo apersonale e comunista sotto il titolo del sedicente “Comitato dell’Immacolata”, da dove tira fuori le sue presunte conoscenze?

La fonte è Padre Manelli I, II o III ?

L’ultima chicca degli attori di Dinasty è la seguente: “Gira voce che qualche seminarista straniero, pur di non essere allontanato dagli studi, abbia accontentato la nuova leadership FFI firmando qualcosa contro qualche ex superiore manelliano… “

Crediamo di essere più onesti basandoci sui FATTI e non sul “gira voce…”

I Frati stranieri, comunque, erano i più insofferenti del regime Manelli e non si capisce cosa debbano aver firmato di fronte a delle evidenti devianze.

L’autore del post, poi, sembra un cultore della teologia apofatica poiché considera discorso su Dio e fedeltà a Cristo la negazione di critica al “neomodernismo” di Rahner, Martini e Kasper.

Sappiamo che il blogghista non è un teologo e che in vita sua non ha mai letto nulla sui tre autori appena citati, almeno per farne una critica scientifica.

Nella sua via negationis , quando cita il neomodernismo, ne conosce il significato?

I manelliani, infatti, non si rendono conto che, alla stregua della “sola scriptura” dei Protestanti, la loro “sola traditio” li pone sullo stesso livello di acattolicità.

Necessario dunque l’intervento – anche sul piano dottrinale – della Santa Sede se questa è la formazione impartita ai laici legati ai Francescani dell’Immacolata.

Contraddittorio poi il contestare il modulo da football americano 25+25 e poi attribuire uscita di dati confidenziali (sic) dalla Curia FFI.

Insomma sono 50 o 500 i membri della “guardia preto-manelliana”?
Quanto al nostro blog, così insieme ad altri veniva definito dalla pagina del sito ufficiale: 
“Oltre a confermare il carattere istituzionale del portale  www.immacolata.com, del FB ufficiale  e del twitter UCFFI, la nostra famiglia religiosa saluta l’iniziativa spontanea di altri luoghi di comunicazione ( 1 ; 2 e 3) che pur avendo un carattere indipendente – essendo amministrati da laici – forniscono informazioni che finora ci risultano veritiere e degne di nostra conferma”.
Speriamo di continuare a meritare questo elogio allora attribuito.
Da ricordare che quella dichiarazione si accompagnava allo « sconfesso »  di  un social network.
Questa azione avrà infastidito gli amici della signorina che lo gestisce.

Esiste tuttavia anche Misericordia e fair play nel mondo dei blog.

Su All Christian l’autore dell’articolo che nel precedente post si considerava “un intellettuale” e che si offendeva dall’essere chiamato “picciotto di Padre Manelli” – cosa che credevamo fosse per lui un onore – merita infatti le nostre scuse.

Nell’Onorata Società “Picciotto” è colui che ricopre solo il grado più basso della struttura.

Dopo la “prova di tirata” che forse è la creazione e manutenzione del blog, il secondo grado della Onorata Società è quello del cosiddetto “Camorrista”.

Last but not least, concordando pienamente col blogghista, Rappresentante legale della “Casa Mariana Editrice”, così come si evince dagli Atti Pubblici della Camera di Commercio ove appare in buona compagnia della cognata del Padre Manelli (Giusy Quaranta?) “la questione patrimoniale la lasciamo volentieri a giudici e avvocati”.

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SOCCI COME DE MATTEI: UN ALTRO DOTTOR AZZECCAGARBUGLI

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SOCCI PERDE LA TRAMONTANA. Ci riferiamo all’ennesimo articolo diffamante nei riguardi del Papa e del Card. Aviz, uscito sul quotidiano “Libero” di domenica 7 settembre 2014, p. 1 e p. 17. Socci mette insieme cose diverse e ne offre collegamenti lontani dalla verità. Per questo il personaggio manzoniano che ci viene alla mente è il dottor Azzeccagarbugli, ma solo per quella sua arte di dimostrare bianco il nero e nero il bianco. Azzecca (mettere insieme) Garbugli (“cose non giuste”, cose che non c’entrano niente tra loro). Socci con disonestà giornalistica monta ad arte un “casus belli” che non sta in piedi, “taglia e cuce” cose che non c’entrano tra di loro e dimostra ignoranza del Codice di Diritto Canonico della Chiesa.

Dimostriamo perché “azzeccagarbugli” e perché, almeno su questo tema, è incompetente.

1) A suo tempo i tre sandinisti furono sospesi a divinis, non perché esponenti della T.d.L., ma perché come preti e religiosi, erano implicati direttamente in un governo politico. L’OGGETTO DIRETTO E IMMEDIATO DEL PROVVEDIMENTO CANONICO era infatti il loro implicarsi direttamente in un’azione politica di governo. Il Codice di Diritto Canonico della Chiesa vieta a preti e religiosi di presentarsi candidati e farsi eleggere in partiti politici, ancora di più di assumere incarichi di governo. La pena canonica è applicata ai sacerdoti che accedono a cariche politiche (can 285, § 3; can 287, § 2). Nel 1985 don Gianni Baget Bozzo, fu sospeso a divinis perché era stato eletto europarlamentare per il Partito Socialista Italiano. Se Socci non conosce il codice di diritto canonico, sarebbe bene lo leggesse, prima di scrivere un articolo con macroscopiche disinformazioni.

2) A suo tempo i quattro vescovi lefebvriani sono stati scomunicati solo perché nessun vescovo può ordinare altri vescovi senza la Bolla pontificia, cioè senza l’esplicita approvazione del Papa. L’OGGETTO DIRETTO E IMMEDIATO DEL PROVVEDIMENTO CANONICO era il loro aver infranto una legge della Chiesa. “Il vescovo che senza mandato pontificio consacra un altro vescovo senza mandato pontificio e lo stesso vescovo appena consacrato incorrono nella scomunica “latae sententiae” riservata alla Santa Sede” (can. 1382). Quindi anche il quel caso la scomunica non scattò per le loro dottrine, ma per il gravo atto scismatico che avevano, oggettivamente, posto in atto. Come si vede né nel primo caso, né nel secondo caso le sanzioni canoniche hanno riguardato DIRETTAMENTE le dottrine dei sanzionati, altrimenti essi, sia il primo che i secondi, dovrebbero stare ancora sotto scomunica.

Nel caso di D’Escoto si è trattato SOLO DI UN ATTO DI CLEMENZA del Papa Francesco (fermo restando la condanna della dottrina della teologia della liberazione) nei riguardi di un uomo molto anziano e molto malato che ha chiesto di poter celebrare Messa prima di morire.
«Il Santo Padre – così dice il testo della notifica vaticana datata primo agosto e riportata nei giorni scorsi dalla congregazione – ha dato il suo benevolente assenso perché padre Miguel sia assolto dalla sanzione canonica che gli era stata inflitta e lo affida al superiore generale dell’istituto (Maryknoll) ai fini di accompagnarlo nel processo di reintegrazione nel ministero sacerdotale».

Nel caso dei vescovi lefebvriani, si è trattato SOLO DI UN ATTO DI CLEMENZA di Papa Benedetto XVI, per favorire il dialogo. Ma né nel primo caso, né nel secondo caso il provvedimento ha riguardato lo sdoganamento delle rispettive dottrine, tant’è vero che per il lefebvriani è stato necessario una verifica dottrinale successiva, attraverso colloqui dottrinali per una valutazione della Chiesa delle posizioni della FSSPX e lo stesso Benedetto XVI precisò che, nonostante la remissione della scomunica, i lefebvriani non possono operare nella Chiesa perché non hanno ancora un riconoscimento canonico.

Per la teologia della liberazione rimangono inalterate le condanne e i pronunciamenti dottrinali del Card. Ratzinger e di Giovanni Paolo II.

In tutti e due i casi IL PAPA NON HA TOLTO LA PENA CANONICA ALLE DOTTRINE, ma ha tolto i provvedimenti canonici NEI RIGUARDI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DI QUELLE SINGOLE PERSONE (D’Escoto, i quattro vescovi lefebvriani). SONO SOLO LE LORO SINGOLE PERSONE che non hanno più sanzione canonica, indipendentemente dalle loro dottrine, perché la scomunica riguardava, a suo tempo, solo i loro comportamenti anti-ecclesiali. Essi, sia D’Escoto che i vescovi lefebvriani, verosimilmente hanno continuato a pensare come prima, a seguire la dottrina di prima. Nessuno dei due, dopo la remissione della sanzione canonica, ha modificato la sua dottrina. Nonostante dunque si tratti di campi notevolmente differenti tra loro, i casi, (per quanto riguarda solo la remissione dei provvedimenti disciplinari), sono simili.

3) Che c’entra allora, come fa Socci insinuare che la scomunica è stata tolta per complicità del Papa con la Teologia della Liberazione?
Di fatto Socci mette in testa ai lettori l’idea che il Vaticano (in pratica secondo lui il Papa reo di non aver chiesto prima a Socci il permesso per togliere la scomunica!!!!!) avrebbe praticamente riabilitato la Teologia della liberazione e il Card Aviz sarebbe il complice di questa azione truffaldina. Poi cita Clodoveo Boff che riconosce la giustezza delle posizioni della Chiesa contro la falsa teologia della Liberazione per dimostrare che Papa Francesco vuole uccidere quanto fatto da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, almeno in questo campo. In realtà i manelliani, utilizzando vari complici-spalleggiatori, cercano di impedire alla Congregazione di fare il suo dovere: ogni volta infatti che la Congregazione prende un provvedimento esce un articolo-fango, esce una bufala che mira a colpire i legittimi pastori, a dipingerli come mostri o come disonesti, delegittimare

4) In realtà tutto il disappunto di Socci per D’Escoto (il cui pensiero e le cui azioni noi disapproviamo in toto) è solo lo sgabello per imporre un illecito scoop mediatico pro-manelli, un colpo che mira a provocare il solito farfugliamento salva-santone-manelli. Si tratta di manipolare le informazioni per poi insinuare (ma non è invece un gridare?) che il Papa e la Congregazione sono degli imbroglioni, dei disonesti, che stanno facendo tutto senza motivo e senza prove. Affermazioni gravi di cui dovrebbero rispondere. “Chi pubblicamente suscita rivalità e odi DA PARTE DEI SUDDITI CONTRO LA SEDE APOSTOLICA O L’ORDINARIO PER UN ATTO DI POTESTÀ O DI MINISTERO ECCLESIASTICO, OPPURE ECCITA I SUDDITI ALLA DISOBBEDIENZA NEI LORO CONFRONTI, sia punito con l’interdetto o altre giuste pene” (can 1373). Noi non possiamo accettare, da parte di un cattolico, questi atteggiamenti anti-ecclesiali.

5) Può darsi che con l’avanzare dell’età Socci non sia più lucido come in gioventù e che si trovino in una fase calante quella bella razionalità e quelle buone disposizioni che gli abbiamo sempre riconosciuto in gioventù. Pregheremo per lui perché le ritrovi.

6) E poi quelle affermazioni sofistiche fatte di impressioni emotive: Manelli santo? Ma dove sta scritto? Ma chi lo ha detto? Ma chi è lui per dirlo? Per noi cattolici questa è un giudizio che spetta solo ed esclusivamente alla Chiesa. Si tratta, in questo, chiaramente di un abuso e di vana credulità !!!!