La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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Tentato esproprio della casa di Adriana Pallotti

«A STEFANO MANELLI → IN NOME DI DIO, ANDATEVENE!»

18 LUG 2017 — Lettera aperta

Come molti sanno della notizia, la nostra cara e dolcissima Adriana, più che felice sole, è salita al Cielo il 22 dicembre scorso, tra la totale indifferenza di molti e la particolare incuria degli arcivescovi della Chiesa locale che l’hanno completamente abbandonata a sé stessa, Castoro e Pichierri, nonostante abbia subito pure la più acerba persecuzione da parte della sua stessa Amm. di Sostegno: Rosa Merla. Inadempiente sino alla fine [Vedi → Lettera al Giudice Tutelare], quest’ultima viene tuttora coordinata insieme al maresciallo Vincenzo Pugliese dal sig. Stefano Manelli, per i gravi motivi che già conoscete. Quest’anno avrebbe compiuto cent’anni. Cionondimeno, però, sta facendo più rumore da “morta” che da viva, proprio come il suo direttore spirituale: Padre Pio. Per continuare da lassù insieme a tutti gli Angeli e Santi la santa battaglia contro gli spiriti del male e le loro immonde nefandezze della terra.

Non è lecito possedere dei beni altrui con l’usurpazione, ossia senza alcun “genuinus” e “regalis” diritto di proprietà.

«Se vuoi entrare nella vita eterna osserva i Comandamenti». (Mt 19,16-17)
5) Non uccidere.
6) Non commettere atti impuri.
7) Non rubare.
8) Non dire falsa testimonianza.
10) Non desiderare la roba d’altri.

Nel diritto italiano, la truffa è l’ottenimento di un vantaggio a scapito di un altro soggetto indotto in errore attraverso artifici e raggiri. Mentre il falso ideologico è la menzogna contenuta in un documento che annulla la veridicità dell’atto.

“L’Umanità attuale si è abituata a non chiamare le cose con il loro nome o a occultare quello che le risulta sgradevole. Si può dissimulare ciò che risulta sgradevole in due modi: nascondendo la verità o fabbricando menzogne.” (Padre Alfonso Gálvez)

Gli stessi autori del “Sequestro Adriana Pallotti” compiuto nel 2015 per creare un corridoio a quell’infelice signore di Frigento, Stefano Manelli, a colui che l’ha raggirata per permettere di intrufolarsi indegnamente nella Casa della Divina Volontà, sono tornati di nuovo alla carica il 21 giugno u.s. Forzando però l’ingresso principale con violenza allarmante e voce rabbiosa: a “colpi di mazza”. Tentando, invano, di strappare al sottoscritto il possesso della sua abitazione. Violando ancora una volta ogni regola e procedura legale.

Ecco il punto. La Casa di Preghiera per il Regno della Divina Volontà è stata nuovamente presa di mira da un attacco frontale, «violentissimo», da parte di chi brama la roba d’altri, «Stefano Manelli». Per mezzo dei suoi più vili e ostinati strumenti d’azione: Rosa Merla, il maresciallo Pugliese ed il tenente Matteo Gravina. In molti erano tra Forze dell’Ordine e Polizia Municipale. Come belve inferocite, hanno agito e sfondato i cancelli, minacciato l’avente diritto sino all’arresto, con intimidazione anche fisica poi, presso il comando dei carabinieri, perché ritenuto un abusivo, sebbene sia “l’erede universale” di Adriana Pallotti.
Per fortuna in diversi hanno assistito, attoniti, all’indecoroso spettacolo prodotto dalla loro ennesima vergogna. Che schifo! La Casa, tra l’altro, si trova proprio sotto al muro di cinta del convento di San Pio, innanzi alla nuova e svettante croce. Ciononostante però, a San Giovanni Rotondo, nessuna vera voce “cattolica” s’è pronunciata, autorevole. L’unico a prendere le sue strenue difese, della Casa della Divina Volontà, è stato proprio il Cielo, addirittura, che ha tuonato con fulmini e saette scagliati giusto su tal croce, come mai accaduto prima. Vi è rimasto persino il segno, il sigillo di questa vergogna. Un avvertimento!
Dice Gesù a Luisa Piccarreta: “Quando un bene si possiede con diritto di proprietà, nessuna legge, né umana, né divina, può con modi «legittimi» togliere i beni che si posseggono.” L’eredità ricevuta.

Scaltro e “demagogos”. Quell’irpino travestito da frate che riesce ancora, suo malgrado, a darla a bere è infaticabile in tutto ciò. Stolti! Forse che non ci sia nulla di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto? O ciò che avremo detto nelle tenebre all’orecchio, nelle stanze più interne, non sarà udito in piena luce e annunziato sui tetti? (Cfr. Lc 12, 2-3)

Non sappiamo se la giustizia umana riuscirà ad emettere il suo verdetto di condanna. Tuttavia, però, abbiamo la certezza della: condanna di Dio. Essa, che è già in atto, pesa come una macina da asino sulla coscienza di chi, ritenendo di agire impunemente, è in peccato mortale e continua a ‘sfidare’ la Divina Volontà, mettendosi fuori dalla grazia di Dio.
Il “ 2 NOVEMBRE 2017 ”, nel centenario delle apparizioni della Madonna di Fatima, scatta il giudizio su Stefano Manelli. Esattamente dopo due anni dall’avvio dell’indagine della Procura di Avellino, aperta a seguito del lancio della nostra Petizione bomba. Povertà, castità e obbedienza. Si legge sulla stampa ufficiale (qui): “Nell’inchiesta affidata alla Finanza, scandali a sfondo sessuale e testimonianze di ex-suore sulle devianze di Manelli descritto come un guru. Trenta milioni di euro, fra beni mobili e immobili, sarebbero stati sottratti alla Congregazione e trasferiti a soggetti non legittimati.” “Oltre agli abusi emergono infiltrazioni della camorra.” Traffici di droga. Inoltre, viene riportato che alcuni religiosi sono protagonisti di una vicenda criminale:
“Padre Fidenzio Volpi era sul punto di scoprire il meccanismo finanziario costituito dalla camorra intorno all’Istituto, ma dall’altro lato – proprio in quel momento – veniva abbandonato a sé stesso, ed anzi osteggiato, da quella stessa Autorità che lo aveva nominato, e che avrebbe dovuto sostenerlo. Sul presunto, conseguente omicidio di Padre Fidenzio Volpi […] posso affermare che il mandante fu la malavita organizzata, mentre il sicario va ricercato nelle fila dei tradizionalisti fanatici. E qui arriviamo al peccato più grave, ed al più grave dei delitti, l’omicidio.” (qui).

«Il “Cervello” inventore dell’operazione cadde in una grossolana ingenuità non acquisendo e non includendo nel verbale (redatto tra l’altro con Atto Notarile) il necessario preventivo assenso all’operazione espresso dal Superiore Generale: la classica “buccia di banana” per gli attuali imputati, che conferma la saggezza popolare, secondo cui “la gatta frettolosa fece i gattini ciechi”.» (qui).

Egli, tal ripugnante impostore, ammantato di celeste santità, di santo ha solo quel Dio che lo attende in giudizio. Anime senza scrupoli. Figli dell’unico padre di tutte le menzogne: Satana. Sul loro capo pendono i fulmini della Divina Giustizia.
Trovando di fronte una ferma resistenza, cattolica e adeguata, pieni di livore, loro malgrado, non sono affatto riusciti a portare a segno il colpo preparato sin dalla morte di Adriana. Sono alquanto impressionato delle infinite e benefiche “risorse” di questa Casa super protetta da Dio e benedetta anche da Padre Pio. È davvero una fortezza inespugnabile contro i suoi nemici. Benedetti coloro che varcando l’ingresso ne sono stati degni. Maledetti tutti gli altri, operatori d’iniquità.

«La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio». (Eb 4,12) Qualcuno di voi ha mai letto con attenzione il passo del profeta Isaia che tratta del castigo, ovvero della morte improvvisa ed infausta del re d’Assiria, Sennàcherib? Un empio tiranno che assediava e sterminava con la forza del suo potere umano tutti quei popoli che a lui si opponevano, che non si fossero arresi e sottomessi. Poiché il re d’Assiria e i suoi servitori avevano oltraggiato l’Iddio d’Israele, ecco, è caduto per mano dei suoi stessi figli, a fil di spada!

“Pertanto dice il Signore contro il re di Assiria:
Non entrerà in questa città
né vi lancerà una freccia,
non l’affronterà con gli scudi
né innalzerà contro di essa un terrapieno.
Ritornerà per la strada per cui è venuto;
non entrerà in questa città.
Oracolo del Signore:
Io proteggerò questa città e la salverò,
per riguardo a me stesso e al mio servo Davide.

Ora l’angelo del Signore scese e percosse nell’accampamento degli Assiri centottantacinquemila uomini. Quando i superstiti si alzarono al mattino, ecco erano tutti cadaveri.
Sennàcherib re di Assiria levò le tende e partì; tornato a Ninive, rimase colà.
Ora, mentre egli era prostrato in venerazione nel tempio di Nisrok suo dio, i suoi figli AdramMèlech e Zarèzer lo uccisero di spada, mettendosi quindi al sicuro nel paese di Araràt. Assarhàddon suo figlio regnò al suo posto.“ (Isaia 37, 33-38)

Dunque, infine, anziché scegliere la strada della polemica o della contrapposizione, imbocco piuttosto quella del suggerimento propositivo.
Al fondatore dell’Ordine dei F.I. dico, in nome di Dio, per il bene della sua anima e di coloro che sono coinvolti a causa del suo ostinato umano volere, che si fermi e faccia un passo indietro verso la conversione. Il santo timor di Dio. Prima che sia troppo tardi! Ecco! Il coraggio e l’amore alla verità hanno preso il sopravvento sulla paura e la debolezza umana. La sete di giustizia.

FIAT VOLUNTAS TUA
Luciano Mirigliano
_______________
P.S. Davvero siamo giunti all’epilogo di molte ingiustizie ed empietà. Esso riguarda non solo
gli empi di questa triste vicenda. Chi ha orecchi, ascolti.

Scarica l’originale qui e su Gloria tv

https://drive.google.com/file/d/0B5PwCOPisixISDB5NkFYQzBqMUk/view

https://gloria.tv/article/QKHsWA43zVop1vpn9LkTXVY6g

Firmate la Petizione

https://www.change.org/p/papa-francesco-chiedo-a-padre-manelli-la-restituzione-immediata-del-maltolto/u/20846008

«MANELLI SALE LE SCALE DEL TRIBUNALE. SLÀLOM GIGANTE: “È TUTTO UN COMPLOTTO CONTRO DI ME.”»

8-10-2016

I MISTERI DI FRIGENTO.

LA DIFESA DI PADRE MANELLI: “CONTRO DI ME UN COMPLOTTO”.

«Irrisor est, non poenitens.» Sant’Agostino

“E’ un complotto. Non so chi e perché abbia potuto ordirlo contro di me.”

«Nolite errare, Deus non irridetur.» Gal 6,7

“Così Padre Stefano Manelli si è difeso ieri, presso la Procura di Avellino, durante un interrogatorio fiume durato circa tre ore e mezza davanti al pm Adriano del Bene.
Assistito dall’avvocato Enrico Tuccillo, il frate frondatore dell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata, che ha la sua casa madre a Frigento, è indagato dalla Procura per i reati di violenza sessuale e maltrattamenti.

Decine sarebbero le testimonianze che lo inchiodano. Ex suore fuoriuscite dalla Congregazione, in modo particolare, che hanno parlato di vessazioni, palpeggiamenti, di costrizioni e penitenze di medievale memoria. Addirittura, di induzione alla prostituzione con potenti benefattori, per assicurare al convento il denaro necessario a una “vita agiata, anzi agiatissima, per lui solo (Padre Manelli, ndr) e per la sua famiglia” – dicono le religiose che, solo dopo diversi anni, hanno trovato il coraggio di parlare. Racconti, questi, raccolti nel noto dossier depositato lo scorso anno presso la Procura.

Una mole non indifferente di testimonianze che ha fatto scattare l’inchiesta e le relative verifiche intorno al convento di Frigento e a quella presunta vita fatta di abusi, di vocazioni sacramentali usate come mezzo di ricatto, di costrizioni simili a quelle usate nelle organizzazioni mafiose, come quella di pungersi il dito per suggellare la propria assoluta fedeltà a Padre Manelli.”

Altresì Bergoglio era intervenuto, dissolvendo il voto di obbedienza.

“Il frate 83enne, sottoposto a interrogatorio dal pm Del Bene ha ieri rigettato tutte le accuse, ricalcando la stessa linea difensiva adottata in questi mesi, davanti agli organi di stampa, dal suo difensore. “E’ un complotto” aveva già detto l’avvocato Enrico Tuccillo. “Non so perché abbiano ordito questo complotto contro di me”, ha più volte ripetuto Padre Manelli durante le tre ore e mezza di interrogatorio […].”

I “carabinieri del comando di Mirabella Eclano […] dovranno ora verificare la corrispondenza di alcune dichiarazioni esternate da Manelli.

Come quella relativa alla cripta del convento di Frigento, dove riposano dieci corpi, compresi quelli dei genitori di Padre Stefano. Accanto a loro, in uno spazio angusto, anche quelli dei frati e delle suore morti, secondo alcune testimonianze, in circostanze misteriose. Chi e perché ha autorizzato una simile sepoltura? […].

Prosegue spedito intanto il filone d’inchiesta affidato al pm Fabio Massimo Del Mauro […].

Il Gup, che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio di Padre Stefano e dei rappresentanti legali delle associazioni “Missione dell’Immacolata” e “Missione del Cuore Immacolato”, ha fissato la durata dell’udienza preliminare al 22 dicembre. Truffa e falso ideologico sono i reati di cui dovranno rispondere e che, uniti a quelli di abusi sessuali e maltrattamenti, per cui l’ultraottantenne è indagato e ieri sottoposto a interrogatorio, terranno ancora molto impegnati inquirenti e legali.” L. Zarrella

Il male, addirittura quello adombrato dietro al più insospettabile inganno o «firma» – vedi → P. Stefano Maria Manelli – finisce sempre per esser scoperto ed evidenziato alla fine; alle corde. Ecco il punto: l’uman volere, così orribile. Poiché giammai potrà cavarsela il colpevole che lo ha compiuto e cancellarla, la colpa in «calix», ossia in calce, senza il ricorso alla Divina Volontà che lo liberi dalla propria condanna. L’umiltà, questa in ultima istanza la Verità.

«Tutto è sereno per chi è sereno.» Adriana Pallotti

In fede.
Luciano Mirigliano

https://gloria.tv/article/34d2frmHZfVV3M1MUyxz2k4ds

«STEFANO MANELLI A PROCESSO. RISCHIA IL CARCERE. → EVVIVA L’IMMACOLATA. LA SEMPRE VERGINE MARIA.»

“Chi mi onorerà anch’io l’onorerò, chi mi disprezzerà sarà oggetto di disprezzo.” 1 Sam 2,30

Finalmente richiesto il processo penale per Stefano Manelli. Da noi smascherato. Da Luciano e Adriana: due insignificanti e vilissime creature. Da due meravigliose nullità che sebbene valgan niente vivono però solo per la gloria della SS. Trinità e la sua Divina Volontà. Poiché di Essa, come due infanti insaziabili, si nutrono giorno e notte. Da tempo.

«Disegno criminoso: truffa e falso. In violazione di più norme di legge.»

Sì, carissimi. Le menzogne hanno davvero il naso lungo, ma le gambe assai corte, ahimè. Poiché alla fine non arrivano lontano. Come “palloni gonfiati” precipitano tristemente al suolo, abbattuti dopo essersi librate per un poco nelle arie che si davano. Poveri bugiardi. Giacché è bastato solo un “piccolo” forellino. Anzi: “due”. E tutti giù per terra. Non a ridere, ma bensì a piangere di dolore per il danno incalcolabile provocato alle tante anime coinvolte da tal colossale scandalo, ecclesiastico, di dimensioni memorabili.

È il caso di dirlo. Sotto il vestito, niente?

Altroché: trenta milioni di euro.

E nonostante ciò il re è rimasto nudo stavolta, senza neanche le sottane. Però!

Sì, perché l’abito non faceva “lu frate”.

Piuttosto lo nascondeva ad arte, mentre cercava di calarsi nei panni perfetti, intimi direi del più scaltro benefattore o missionario religioso, camuffato e scovato in circolo; legato però da una cordicella “d’oro” ai voti di povertà, castità e obbedienza, cinta ai fianchi che ben stretta teneva.

Il poverello di Frigento senza più fumogeni.

Una fortuna procuratasi con le più ributtanti metodologie, ignobili. Una figura, infine, tanto ripugnante, quanto diabolica, che ha combattuto, visti i terribili risultati, non a favore, ma piuttosto contro la Chiesa Cattolica. Un anticristo appunto. Ma ciononostante è solo uno dei tanti oppositori di Gesù, il Signore. Un falso profeta.

“Il Gup ha accolto le richieste del pm Fabio Massimo Del Mauro, scatta il procedimento penale a carico degli indagati. I tre, che ora diventano imputati, dovranno rispondere dei reati di truffa e falso ideologico. Nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato agli indagati nel luglio scorso, si parlava del «disegno criminoso, con più azioni commesse anche in tempi diversi in violazione di più norme di legge».” L. Zarrella

“L’83enne Padre Manelli, nato a Fiume, è stato iscritto nel registro degli indagati dal pm Adriano Del Bene […]. Individuato dalla Procura come “istigatore e determinatore dell’attività dei correi”, ossia come l’orchestratore della truffa.”

Dunque, è un terzetto. Stefano Manelli con Pietro Luongo e Maurizio Abate:

dell’Associazione Missione dell’Immacolata.

Ve la ricordate, l’Associazione usata per depredare la nostra piccola indifesa?! Spogliata di tutto e messa nel sacco [v. «SEQUESTRO ADRIANA PALLOTTI»].

È più facile che un cammello, grasso, passi attraverso la cruna dell’ago che vedere il Manelli entrare nel regno dei cieli. Quei poverelli di Frigento. Trastullo del demonio insieme a Gabriele Pellettieri [cfr. Mc 10,17-30].

L’unico miracolo, forse, che possano attendersi coloro i quali ancora lo difendono ad “oltranza” o nutrono vane speranze, è chiedere per esso la grazia di ottenere un suo clamoroso “mea culpa”.

Ma non sperino in altre fantasie costoro perché la verità rimane questa. Sebbene non piaccia affatto o risulti oltremodo difficile la conversione di un simile “ostinato”, tanto per usare un eufemismo.

A dire il vero sono in molti, nella Chiesa mondana degli ultimi tempi, i colpiti da questa antichissima e alacre epidemia, così nefasta, che si è propagata rapidamente ed ha infettato contemporaneamente un gran numero di persone: “l’avaritia”.

“Trenta i milioni di euro di proprietà delle due società, già sequestrati dalle Fiamme Gialle nel marzo del 2015. Si tratta di 59 fabbricati, 17 terreni, un impianto radio-tv, 5 impianti fotovoltaici dislocati su tutto il territorio nazionale, 102 autovetture, più saldi giacenti su numerosi rapporti di natura finanziaria.”

Tutto ciò è stato letteralmente possibile solo grazie al lancio della nostra bomba “intelligente”, che veramente ha travolto “molti”. Vale a dire dell’ormai nota petizione popolare esplosa a sostegno di quelle verità contenute nella scienza della Divina Volontà, le quali sempre più illumineranno il mondo, tutta la terra, a detta di San Pio da Pietrelcina [v. «PADRE PIO E LUISA PICCARRETA: LA GRANDE PROFEZIA.»]. Per l’avvento del Regno di Dio.

Verità assolutamente: “non negoziabili”.

Pubblicata per il 4 Marzo 2015 in onore della Serva di Dio e in difesa della figlia spirituale del santo profeta: Adriana Pallotti.

La nostra dolcissima piccola figlia del Divino Volere. Innamorata insieme al sottoscritto delle irrinunciabili utopie dell’Evangelo.

Ecco il punto. La fede. Quella praticata però da Padre Pio, per intenderci e i tre pastorelli a Fatima. Essa è il nostro vero baluardo contro tutti i nemici, fondamento e abbandono in Dio. Sicché essa durante la tempesta non è stata affatto un optional, ma piuttosto un salvavita. E continuerà ad esserlo, tuttavia. Pertanto abbiatene anche voi in abbondanza e nulla temere poiché il regno appartiene solo ai giusti del Signore non agli empi che, spavaldi, già vibrano della loro spaventosa sorte.

Davide aveva una fionda per attaccare Golia, l’energumeno. E lo ha sconfitto, ma solo perché ha “creduto”, vincendo così una incredibile lotta, sproporzionata. Ma noi non possediamo alcunché, neppure quell’arma in mano.

Ecco la domanda.

Com’è possibile, pur tuttavia, tutto ciò, riscuotere tali straordinari risultati, però senza alcun mezzo materiale, mondano???

Nella prova “fermi e costanti” diceva il grande profeta del Gargano.

Sì. È cosa buona e giusta mettere a repentaglio la propria esistenza terrena per difendere a spada tratta e conquistare i valori assoluti della vera Vita. L’eternità dei cieli. Così come lo ha fatto anche padre Fidenzio Volpi prima di morire “perseguitato”, esercitando fino in fondo il coraggio alla verità, testimoniandola nella libertà dei figli di Dio.

Stasera, un anziano sacerdote amico di padre Pio ha celebrato la Santa Messa nel santuario della Madonna delle Grazie. Ha detto che quegli diverse volte ha cacciato dal proprio confessionale quei cattolici che si presentavano a lui indifferenti nelle questioni di fede, deboli del carattere di Cristo. Cioè dei rammolliti. E duramente li mortificava mandandoli via.

Ecco. La Verità, innanzitutto. Senza alcun compromesso col fumo di Satana.

Servi inutili.
Luciano Mirigliano e Adriana Pallotti

P.S. Questi “due” balbuzienti e piccolissimi fili d’erba, incapaci di tutto senza Gesù, continuano a reggere una grande prova. Orate pro nobis. Ad majorem Dei gloriam.

https://gloria.tv/article/XTTUzcwXD88N64vKBCa6UUsUA

«STEFANO MANELLI SMASCHERATO – GIUSTIZIA DIVINA»

Luciano_Adriana

«STEFANO MANELLI SMASCHERATO – GIUSTIZIA DIVINA»

Luciano Mirigliano

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. (Atti 2,1-4)

Adriana Pallotti, figlia spirituale di San Pio da Pietrelcina, dal 25 Marzo al 13 Maggio 1917, giorno della prima apparizione a Cova da Iria, Fatima, aveva circa cinquanta giorni di vita. Nata il giorno dell’Annunciazione del Signore.

Poiché la salvezza non è uno scherzo inventato dall’uomo, ma un fatto assolutamente reale, spaventoso se si fallisse, occorre allora invocare giorno e notte lo Spirito Santo e fare di tutto per portare a casa la pelle, la propria anima e salvarsi. Visti i tempi!

Siamo di fronte ad una scottante verità di fede, concreta più d’una montagna, ma ignorata purtroppo solo da chi non crede all’inferno, alla vita eterna. Contraddetta dagli «stolti intelligenti» che si credono sapienti mentre si burlano a proprio danno, di cui è pieno il mondo e la Chiesa. Allora di corsa si rimbocchino le maniche tutti gli altri, vale a dire coloro che non ci vogliono entrare in quelle fiamme o non amano farsi ingannare dal sibilo seducente degli incantatori di serpenti. Giacché lo scontro è totale sulla terra, in atto, ammorbata dalle dense oscurità dei falsi profeti ed eretiche dottrine.

Giammai come ora.

«È vero, Padre, che l’aria è piena di demoni?» «Son tanti che, se potessero assumere un corpo piccolo quanto un granello di sabbia, oscurerebbero il sole. Stai attenta. Quando il nemico tace, vuol dire che prepara un altro piano!» (San Pio da Pietrelcina)

«Il “terremoto” Manelli ha prodotto forse distruzioni e rovine sulle anime più di quanto non lo abbia fatto il sisma sulle case. Il nome diFrigento è oggi associato a storie di sesso, sangue e soldi. Un comitato civico vorrebbe chiedere i danni materiali e morali al Padre Manelli. […] In attesa del pronunciamento della Magistratura e della Chiesa, rimane la consolazione di aver smascherato uno dei più grandi fariseismi del Terzo Millennio.» (IL LUPO E LE VITTIME)

Dice Baudelaire: «Il capolavoro di Satana è di aver fatto perdere le sue tracce e di aver convinto gli uomini che egli non esiste. Eppure senza la presenza di Satana resta inspiegabile tutto il male che c’è nel mondo, come senza la presenza di Dio resta inspiegabile tutto il bene che c’è. [J. Daniel, Lucifero smascherato, EP]

Cosi avverrà alla fine del mondo: gli Angeli verranno e separeranno i cattivi di mezzo ai giusti e li getteranno nella fornace del fuoco, dove sarà pianto e stridor di denti. (Matteo 13, 49-50). Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli. (Matteo 25, 41). E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli. (Apocalisse 20,10)

Noi, Luciano e Adriana, piccole ed insignificanti creature tra miliardi di altre, incapaci persino di respirare senza l’aiuto di Dio. Noi, pochi felici, a mala pena due [2] fili d’erba curvati, pur non conoscendo alcuno e non possedendo nulla, né risorse materiali né mezzi mondani, siamo riusciti nonostante ciò ad arrivare sin qui nella lotta contro il male.

Un risultato tale da dare letteralmente la vertigine ai più increduli. Come se avessimo attraversato a nuoto, di notte, un oceano assolutamente non pacifico, ma in forte tempesta. Sebbene la piccola Adriana non sapesse nuotare, stando in acque torbide e così paludose, tuttavia ha imparato a rimanere a galla e a navigare a lungo. Sì! Siamo sopravvissuti. E a sorpresa, nello stupore generale di una moltitudine osservante, ci sentiamo dire da alcuni: «Ma come avete fatto, non è possibile!?».

Eh già! Come abbiamo fatto lo sa solo Dio.

Sì! Grandioso veramente il risultato ottenuto, impensabile a mente umana. Ma solo grazie al Supremo Volere del Signore, buono e santo della SS. Trinità, che siamo giunti a questo punto: «tutto è santo tutto è sacro per chi vive di Volontà Divina». Tutto conduce alla vittoria. Alla sua maggior gloria! [Cfr. Gv 11,40]

Magnificat anima mea Dominum.

Sì! Abbiamo dato impulso ad un qualcosa di incredibile ed insospettabile solo fino a poco tempo fa, tale però da metterci la nostra stessa vita. Un terremoto violento e profondo assai, dalle vastissime proporzioni che non finirà di impressionare e far tremare. Di smascherare.

Sì! La nostra profezia s’è avverata per davvero, farà storia e prenderà il suo giusto posto d’onore; spiazzando in tal modo le molte ingiuste sentenze a nostro riguardo, le dolorose maldicenze dei nostri detrattori e chiacchiere del demonio. E molti sprezzanti superbi, arroganti, loro malgrado dovranno ricredersi piegando la fronte e battendosi il petto al riconoscimento dei fatti, della verità.

Sì! Grazie alla Casa di Preghiera per il Regno della Divina Volontà, a questi due umili “protagonisti” che da anni combattono da soli nell’agone, la Chiesa può vantare ancora in tempi così tristi e dell’apostasia, veri cristiani. Cattolici autentici non da salotto della politica, ma votati persino al martirio.

Mater Ecclesiae sta ricevendo un significativo contributo nell’adempimento delle parole del Padre Nostro per l’avvento del Regno. Ce ne gloriamo grandemente di questi meriti straordinari, ma solo nel Signore e per suo amore.

Questo è il tempo tanto atteso delle sane ed irrinunciabili utopie del Vangelo, delle parole dei profeti da urlare a squarciagola al mondo intero oramai divenuto sordo.

Non abbiate paura di nulla. Piuttosto l’ardente coraggio di dichiarare guerra a tutte le falsità che incontrate sulla via, alle labbra menzognere. A coloro che, per viltà o ipocrisia, in luogo di difender la verità non si oppongono alla menzogna. Agli impostori.

Sì! Perché noi siamo più forti del sole e del vento. E un solo atto di vera fede, nella Divina Volontà, sprigiona tale potenza ed energia da non potersi neppure calcolare. Il cui valore supera più di quanto possiede in riserve auree la stessa Federal Reserve [FED] con tutte le banche del mondo messe insieme, di milioni e milioni di mondi. Tutto passerà, ma le promesse di Dio non passeranno mai [Cfr. Matteo 24,35].

Io e Adriana Pallotti usiamo il linguaggio delle verità eternecontenute negli scritti di Cielo della Serva di Dio Luisa Piccarreta. Siamo la prova vivente di come, addirittura a 100 anni e senz’armi terrene, si può vincere qualunque battaglia e smascherare qualsiasi tenebra ammantata di luce. Anzi: trionfare! Il Fiat Divino operante in una creatura “morta” realmente all’umano volere: tutto può[Cfr. Gal 2,20].

La vera Chiesa è andata sempre avanti sin dall’antichità seguendo solo gli insegnamenti eterni della tradizione, permanendo nella verità. Infatti è stato il sacrificio di pochi testimoni, il sangue dei martiri che talvolta ha trascinato i molti. Sono le testimonianze dei veri santi che impetrano grazie non dei santoni che portano alla rovina.

L’hanno sempre salvata i piccoli, gli umili e le pietre divenute testata d’angolo. Essa non perirà mai per decreto divino. Invece i “nostri” sacerdoti e vescovi moderni, dilettanti e satolli, si chinano a guardar lo spettacolo inebriante del mondo, macabro di anime ridotte all’osso ed in preda alla devastazione. Senza batter ciglia stanno compiacenti innanzi a lupi travestiti d’agnello, collusi col male non solo spiritualmente, quasi a confondersi con gli stessi.

Una terribile realtà agghiacciante, una inaudita carneficina, di vite perdute eternamente per colpa loro. Perché prive di guide sicure e senza pastori, piuttosto abbandonate sul ciglio dell’abisso. Ma chi ne risponderà della loro sorte innanzi all’Onnipotente, della loro inestimabile perdita???

Ecco la nostra “intrepida testimonianza” di fede tratta dall’imitazione della vita eroica dei santi. Quest’impresa, pressoché impossibile alla nostra portata, superiore alle stesse fatiche umane, sta per farci tagliare un traguardo soprannaturale, di una grandissima e memorabile prova di santità.

E noi riconosciamo essere Lui, l’Agnello immolato, la causa primaria del nostro trionfo, di: Luciano e Adriana. Quando tutto sarà compiuto.

Sì! “Perché, come sta scritto: Chi si vanta si vanti nel Signore.” 1Cor 1,31

FIAT VOLUNTAS TUA
Luciano Mirigliano e Adriana Pallotti

L’AUTORIDICOLIZZAZIONE DI PADRE STEFANO MANELLI

lavitaindiretta2015-11-11

L’11 novembre 2015 Padre Stefano Manelli reitera il suo appello a Papa Francesco:  “Mi riceva subito, immediatamente!

Lo fa attraverso le telecamere di RAI UNO durante la trasmissione “La Vita in Diretta”, la stessa che pochi giorni prima aveva aperto sulla televisione nazionale la saga dell’autoridicolizzazione.

Voglio parlare con l’uomo più importante della terra, (…) chiarire tutto, (…) presentare il bene che vogliamo fare alla Chiesa e all’umanità…”

Questa volta è un messaggio che legge sul tavolino, accigliato, accanto al suo avvocato, alle suore, davanti a una troupe televisiva indignata e nella ressa esterna di curiosi abitanti del paese, sempre più scandalizzati e infastiditi da quella presenza forestiera.

Dichiara – il Manelli – che chi lo avrebbe dovuto aiutare, cioè la serie di cardinali e monsignori che finora lo hanno sponsorizzato, si è tirato indietro sul fargli incontrare il Papa.

P. Manelli, oramai, è fuori controllo, è troppo compromesso e compromettente.

Un appello al Papa davanti alle telecamere non è una difesa, ma un gesto popolano, indice di debolezza, la stessa dei superiori dei frati e delle suore che permettono simili show.

L’apparato difensivo del Manelli scricchiola visibilmente, diventa sempre meno convincente poiché non riesce a dare nessuna esauriente risposta alle accuse mossegli.

La gravità del momento è tale che P. Manelli rompe la consuetudine di agire dietro le quinte,  mandando avanti gli altri.

Ma non siamo alla resa. Vorrà morire sul campo. Le ha fatte talmente grosse che non ha più nulla da perdere. Non c’è decenza, non c’è dignità che freni.

Preferisce vedere gli Istituti morti piuttosto che vitali senza lui e le sue donne e i suoi uomini al governo.

Era prevedibile che il commissariamento delle sue suore avrebbe aperto un nuovo scenario.
Per i frati fu la fuga di documenti, gli insulti a Padre Volpi « il kommissario », le petizioni in rete…
 
La coreografia di quella casa è ben architettata. 
 
Madonne e statuine dappertutto, foto di rarissimi incontri con papa Giovanni Paolo II e la miracolosa e nuova apparizione del ritratto di Papa Francesco, colui che “era (precedentemente) bandito da conventi e sacrestie” così come ci ha confidato un anno fa una suora turchina ancora in attività.

P. Manelli stavolta scende nelle acque melmose e in un disperato tentativo di salvataggio della barca che sta affondando, chiama a farsi difendere dagli altri.

 Non entra nel merito delle vittime e dei casi specifici presentatigli.

Rincara la dose di insulti dicendo: “Le fuoriuscite escono con l’animo avvelenato perché non possono condividere la vita serafica”.

Cosa significano queste espressioni?

P. Manelli campiona delle suore più affidabili, svuota la comunità di San Giovanni Rotondo e vi inserisce a posticcio altre suore di diverse comunità per dare testimonianze a lui favorevoli.

A

I filmati della RAI incastrano il Manelli; in giardino al gioco della palla, appare anche la seconda nipote, Suor Maria Cecilia Manelli. Un clan a difesa dello zio.

Le commissarie lo sanno?

Si contano sulle dita di una mano le suore turchine che “sanno leggere e scrivere” più delle altre.

Le laureate lo erano prima che entrassero, ma la stragrande maggioranza sono entrate adolescenti senza finire gli studi, come i figli dei romche devono andare a mendicare ai semafori.

Prima il Manelli si faceva difendere sui blog da mamme di suore, poi da nonne; adesso espone le suore stesse, consapevoli di mentire sapendo di mentire.

Ci spiegavano la restrizione mentale” ci ha confidato una suora tre mesi fa, una di quelle che sono ancora dentro ma che non è apparsa nel confronto televisivo costruito ad arte.

Chissà perché non lei e chi come lei…

Credono che sia moralmente lecito non dire la verità ridendo in faccia alla verità e negando gli striscialingua imposti dall’economa a qualche suora solo perché non è toccato a loro.

Rispondono: « noi non lo abbiamo mai fatto”

Certamente! Ma sanno che ad altre è stato imposto!

Ne abbiamo certezza testimoniale.

L’autoflagellazione, la disciplina, è pratica quotidiana, ma le suore negano tutto.

Falso? Ci querelino pure!

Al processo saremo una legione a testimoniare.

Poche fuoriuscite si sono inventato tutto?

Ma se in vent’anni l’Istituto ha perso più di cento membri!

Le suore sono convinte di quello che fanno? Sono convinte di quello che dicono?

Suor Myriam sembra recitare una pappardella a memoria con voce asettica e tono piatto; suor Stefania è più focosa e brandisce la sua laurea in Economia e Commercio conseguita prima di entrare in convento.

Si vanta del papà carabiniere.

Anni fa, quando i frati furono cacciati da mons. Serafino Sprovieri dal complesso “La Pace” di Benevento, ci fu un gruppetto di fans del Manelli che strombazzava sotto il vescovado e suonava rumorosamente pentole e coperchi per protestare.

Manelli ne ha fatti sempre di casini e ogni tanto qualche vescovo lo mandava via.

E’ facile verificare.

 Intervenne la forza pubblica e chi scoprì tra i manifestanti pro Manelli debitamente in borghese?

Il collega maresciallo dei carabinieri!

Tutti plagiati dai santoni!

L’avvocato Tuccillo afferma che un paese che “lui conosce bene” (sic) come San Giovanni Rotondo si sarebbe rivoltato contro p. Manelli se dalle suore o contro le suore fossero emersi degli abusi.

Eppure sono gli stessi abitanti di San Giovanni Rotondo che denunciano il sospetto movimento di religiose alla vigilia della trasmissione; sono sempre gli abitanti di san Giovanni Rotondo che segnalano qualche passeggiata di p. Manelli, sempre accompagnato dalle suore, di cui non riesce più a fare a meno, a descriverlo marciante a testa bassa, avaro nel saluto.

Uno psicoterapeuta che segue il caso ci dice che è l’atteggiamento tipico della superbia, quella che potrebbe essere alimentata da unnarcisismo patologico, lo stesso che lo avrebbe indotto  p. Manelli  ad accettare i voti privati nei suoi confronti ma anche la raccolta di peli e capelli dal letto, a modo di reliquia, nei frequenti pernottamenti nei conventi delle suore, fino a farne la propria dimora fissa.

Una ex suora dichiara persino di averli mangiati, quei capelli! (sic)

Il fondatore afferma di non ricordare nulla, ma si tradisce dicendo che i fatti risalgono a ventitrè anni fa.

Una precisione sorprendente, segno di chi invece sa bene, di chi ha studiato le carte e cerca di barcamenarsi per evitare risposte compromettenti.

E’ meglio, come gli imputati al processo, dichiarare: “non ricordo”.

Pallotti_2015-11-11

Ricorda bene, invece, di una cenetta con Adriana Pallotti, oggi novantasettenne, figlia spirituale di Padre Pio, alla quale, secondo la dichiarazione della vittima,  ha fatto sottrarre tutti i beni.

La vecchietta dice che lo perdona e commuove l’Italia.

P. Stefano invece sputa veleno contro le sue stesse vittime che oggi lo accusano.

Si ascolta in diretta la telefonata sofferta della mamma di due suore: « Sono plagiate, controllano le telefonate e le lettere; devono quindi dire che tutto va bene… non ho visto una figlia per dodici anni, l’altra è stata malata e mi hanno nascosto la diagnosi, poi l’hanno mandata in Africa… »

Padre Manelli nega, non si ricorda…

Subito dopo il servizio sul p. Manelli viene presentato il dossier sulla mamma presunta assassina del piccolo Loris.

Dopo mesi e mesi nei quali ha detto di aver accompagnato il figlio a scuola, cambia versione.

Per padre Manelli sarà necessariamente lo stesso.

La « farfallina che vola » ci ha detto che cambierà avvocato.

Affidiamo il Manelli alla Misericordia di Dio, ma alla giustizia degli uomini.

La vicenda non finirà qui e non finirà presto.

Siamo pronte ad andare non solo in TV, ma al Tribunale: civile ed ecclesiastico.

Ci siamo stancate e con noi la Chiesa, l’Italia, il Papa e i suoi Frati e Suore schifati.

PETIZIONE: CHIEDO A PADRE MANELLI LA RESTITUZIONE DEL MALTOLTO!

ADRIANA

  IO SONO ADRIANA!

   Una delle tante piccole “nonne” nascoste che hanno aiutato a formare con la preghiera questo grande paese: L’ITALIA.

Come Davide contro Golia! Solo i piccoli infatti riescono a fare cose davvero grandi, nell’amore. Ma per il mondo io neppure esisto, perché faccio parte della categoria debole.

Sono un filo d’erba. Ecco il motivo sconvolgente per il quale descrivo ora la seguente umiliazione, questa incredibile e drammatica ingiustizia subìta qui non in Iraq, Siria o Ucraina.

Tutto vero. Mi hanno fatto del male! Oltretutto molto, approfittandosi delle mie umane fragilità:

VERGOGNA!

Nell’opera lirica, Andrea Chenier, il protagonista vittima dei suoi nemici accusatori, rivolgendosi loro canta: “ho fatto di mia penna arma feroce“.

Povera creatura, indifesa qual sono, sopravvivo ancora sotto le macerie di un terremoto che si preannuncia a grappolo. Scopertol’epicentro urge informare la popolazione, analizzando in dettaglio la causa di un sisma di siffatta portata. Non vogliono però si sappia questa storia, ancora “Sconosciuta“. Ma per dovere di coscienza *ora* lo farò io pronunciando:

NOMI E COGNOMI!

Questa suspense merita di essere raccontata bene e letta tutta d’un fiato, fino all’epilogo. Numerose “frecce” pronte sul mio arco, rimasto in tensione per anni, ardono come fuoco e stanno per essere scoccate, finalmente.

Sì! Scagliate non dall’odio in risposta al male ricevuto, ma dal mio perdono e verso il cielo, in alto a beneficio della carità a cui mi appello, affinché illumini i responsabili. Perché lunga sarà questa giaculatoria di rivelazioni indicibili. Non sanno ancora quel che fanno. Poveretti!

Hanno messo in gioco la mia vita, quella di una persona assai anziana che non meritava tale oltraggio.

Sì! Ho quasi ” 100 ANNI “. Ma convivo da tempo con un incubo temibile, alla mia età. Ed oltre al danno, non hanno risparmiato neppure la beffa. Così vogliono sfrattarmi, buttarmi fuori dalla mia casa. Non ci sono ancora riusciti, loro malgrado. Sebbene in silenzio attendono sempre la mia annunciata morte per impadronirsi alla fine di tutti i miei beni.

IMPEDIAMOGLIELO!

O tu che leggi, se puoi, per favore non tirarti indietro, ma vai avanti. Sostienimi con forza “ora” prima che sia troppo tardi per me. Fai presto! Affrettati anche tu e unisciti a me, dandomi una mano su questa vicenda oscura dai contorni assai inquietanti. Aiutami a far luce e difendimi.

È giunto il momento di rovesciare tutta questa menzogna. Affinché trionfi la giustizia, l’innocenza e la tenerezza, il rispetto verso i piccoli, i più indifesi:

LA VERITÀ.

Il merito di questa mia lucidità appartiene solo al buon Dio. Per cui:

io Adriana Pallotti, classe 25 marzo 1917, nel pieno svolgimento delle mie facoltà, in grado di intendere e volere, dichiaro sotto la mia responsabilità quanto segue. Ovvero di aver subito come vittima un condizionamento psicologico rovinoso, dotato di tale esercizio da essere *ora* rimasta completamente spogliata di tutto. Nulla tenente! Dopo infiniti sacrifici.

UN DISONORE!

Iniziò un bel giorno, quando uno dei quattro membri della miaonlus, la tesoriera, mi informò che avrei perso tutti i miei beni in quanto si riscontravano gravi anomalie nella gestione della:

FONDAZIONE DELLA DIVINA VOLONTÀ DI ADRIANA PALLOTTI.

Essendo io inesperta, un sacerdote campano, Don Biagio Pellecchia, anni fa mi consigliò di costituire una fondazione onlus, a scopo di beneficenza, di cui io ero presidente e lui membro. Prima però di vedermela letteralmente smontare e demolire a pezzi, insieme ad un cuore caduto malato e tradito da chi vi è subentrato dopo, cioè dalla:

Associazione Missione dell’Immacolata.

La tesoriera nel frattempo era diventata anche dir. della mia banca, la BCC, consigliatami dalla stessa perché secondo lei “migliore” dell’altra da cui emigravo con tutti i miei risparmi. Ella, oltre ad aver ottenuto di creare diversi conti correnti cointestasti, sui quali operava, ambiva inoltre prendere il mio posto di presidenza nella onlus, giammai concessole.

Pertanto sono riusciti a farmi inciampare passo passo. Così, ben pilotata da questi angeli custodi, ho ceduto tutto ciò che possedevo, tutte le mie proprietà senza neppure accorgermene. Quasi!

Ecco la causa. Il primo passo di una lunga serie, atto a spiegare l’oggetto della mia insopportabile indignazione. Ero in buona fede, ignara e incompetente di tutto.

Sostengo, in modo categorico, di essere stata abilmente impressionata: manipolata. Ma in modo scatenante da quando la mia tesoriera, Dora De Salvia, persistentemente mi raccomandava: ” Guarda che la Prefettura ti porterà via la casa ”.

Io purtroppo, inerme, ho creduto e ceduto contro voglia: tutto!!! Assoggettandomi così alla volontà di Padre Stefano Maria Manelli ch’è riuscito praticamente a strapparmi dalle mani la vita, la mia storia, la mia identità: la mia casa. Il Fondatore dell’Ordine Francescano dell’Immacolata. Commissariato dalla Santa Sede.

TUTTO TRANNE LA DIGNITÀ!

Spaventata quindi da questi cattivi consiglieri, nel 2012 sono stata indotta a spogliarmi di ogni cosa in mio possesso. Neppure l’usufrutto della mia cameretta mi hanno concesso. Nessuna tutela.

Non sapere cosa fare di buono, o fare del male per riempire la propria noia esistenziale, non è cristiano!

QUESTA È LA MIA STORIA!

Vivo a San Giovanni Rotondo perché figlia spirituale di Padre Pio, a pochi passi dalla sua cella, dal convento dei frati minori cappuccini.

Sono invalida, quasi cieca, nata con le cateratte congenite. E a un anno e mezzo dalla mia nascita ho perso mia madre, incinta, a causa della spagnola, trasmessa dal babbo di rientro dalle armi durante i bombardamenti della prima guerra mondiale, a Ciano di Zocca (MO).

Nel 1945 mi son trasferita sul Gargano dove sono stata accolta dal santo profeta e da lui ben guidata, fino alla fine.

Grazie al buon consiglio del frate cappuccino, mio papà, da lui istruito, ha voluto costruire per me una grande “Casa di Preghiera”, secondo però le intenzioni specifiche di:

SAN PIO DA PIETRELCINA.

Una casa dove vivo e opero tuttora. In unione a coloro che amano davvero e seguono fedelmente questo grande “dono“. Si tratta del nuovo e speciale Carisma della Divina Volontà, ispirato dal Signore alla Serva di Dio Luisa Piccarreta, la piccola figlia della Divina Volontà.

Diplomata in pianoforte al Conservatorio di Bologna, ho insegnato per molti anni la dottrina della Chiesa. Ma *ora* mi occupo esclusivamente di questo particolare cammino dei nuovi santi, della scienza del vivere nel Divino Volere, consigliatami tanto ai tempi dallo stesso frate beneventano. Quindi, una intensa attività di apostolato ha segnato l’intera mia vita e continua ancora, grazie a Dio!

Ecco il secondo punto. Non ho paura di morire, ma di morire sofferente, di crepacuore.

Mi sento assai turbata da quando hanno indirizzato, alla mia persona, quelle terribili ed allarmanti parole, tanto indegne poi, ricevute tramite gli avvisi dei rappresentanti legali di Padre Manelli, dell’Associazione Missione dell’Immacolata: Carolina Scarano e Bruno Lucianelli. Mi si chiede di:

SGOMBERARE LA CASA PERCHÉ OCCUPANTE SENZA TITOLO.

I miei “occhi” si sono d’un fulmine spalancati, all’udire ciò. Quasi una bestemmia ereticale! Finalmente hanno visto la luce oltre le tenebre, come mai prima *d’ora* . Tutto il marchingegno del diavolo, architettato subdolamente, si è a me rivelato tramite questi suoi adepti, associati.

Che oppiacea e sinistra mistificazione si nascondeva e si nasconde dietro quei veli, vestiti e fraudolenti del buon nome della mia povera Madonna Immacolata: vittima pure Lei. Serbandoci il più efficace trattamento.

COMPLIMENTI!

Anche con la vista a posto, normale, mai le mie pupille avrebbero potuto mettere a fuoco o immaginare una scena del genere, così “diabolica“. Quindi io sono stata letteralmente plagiata dalla loro sottile macchinazione, invisibile. Una pastetta!

Psicologicamente succube e assoggettata alla loro volontà, senza saperlo, di tutto questo “complotto”, condotto dai due Padri, Manelli e Pellettieri, che credevo mi volessero del bene: aiutare. Che impatto.

Un urto tremendo, una sorpresa inaudita. Dovranno di ché rispondere prima d’operare un altro sì grande miracolo, con la loro ammantata santità, per dimostrare il contrario, *ora*! Dunque:

UN MOSTRUOSO INGANNO!

Sicché, tutta “la trama di Penelope” è stata finemente svelata. Mentre rischio di fatto di ritrovarmi da un momento all’altro in mezzo alla strada. Da sola. Micidiale pensiero, alla mia età. Ma non ho altra scelta. Ecco il motivo per cui ho deciso di denunciare questa inquietante storia, straordinariamente grave e dal profilo a dir poco clamoroso.

Sì! Diversi religiosi sono a conoscenza del mio caso. Tra cui qualche vescovo. Sono anche intervenuti questi ecclesiastici. E dopo aver “fiutato” ben bene le mie “situazioni”, hanno mostrato subito serio interesse verso di me, ma non per aiutarmi. Anzi!

Ma appena hanno recepito le mie inequivocabili volontà, di riottenere io tutte le mie proprietà, mi hanno scaricata all’istante ed abbandonata a me stessa, alle mie future ceneri. Forse perché troppo vecchia per valere ancora qualcosa o dire la mia!!!

Anche lo stesso Comm. Apostolico F. I. Padre Fidenzio Volpi è intervenuto. Ma alla fine il silenzio assoluto. Tutti presi dalla:

IMITATIO PONTIUS PILATUS.

Forse attendono quella “notizia” tanto agognata per asciugarsi accuratamente le mani, dopo lavatesele. Chissà?!

Un Vescovo, sua Ecc. Rev. Mons. Serafino Spreafico, ha desiderato tanto poi presentarmi anche un suo stimato giurisprudente. E scrive tramite mail all’amico Commissario P. Volpi, mentre in Cc si fa leggere da altri destinatari, di temere un colossale scandalo, dopo averlo rincorso a Roma per ricomporre una frittata oramai ben farcita. Queste le sue affermazioni:

Vi raggiungo nell’intento di dare continuità, sempre in stretto accordo con l’Avv. Rinaldo Martino, all’aiuto fraterno – offerto per amore di carità – alla causa di ADRIANA PALLOTTI, defraudata dei suoi beni intestati alla sua Associazione da P. Manelli. […] Adriana Pallotti è conosciuta ed accompagnata con speciale attenzione pastorale da Mons. Savino, in nome della Diocesi di Trani.

Egli è molto preoccupato per le sorti della stessa Adriana che, oramai, vive una situazione di ˙quasi arresto domiciliare˙da parte di Luciano, nominato da lei suo speciale collaboratore. […]

La richiesta, meglio dirla supplica di Mons. Savino – sostenuta e caldeggiata da me – è diretta in forma fiduciosa e rispettosa a P. Fidenzio che (pensiamo) possa servirsi del suo mandato per realizzare un intervento che si configura – a prima vista – come l’unico, sotto tutti i punti di vista, legale e contemporaneamente il meno rischioso in termini di negativo effetto mediatico.

Le motivazioni di questo provvidenziale intervento di P. Fidenzio sarebbero indicate più specificatamente da Mons. Savino, mentre le sue coordinate giuridiche le presenterebbe l’Avv. R. Martino. 

Comunque io stesso accennerei al confratello P. Fidenzio che uno dei membri dell’Istituto dei Francescani dell’Immacolata (meglio se pentito), come rappresentante dell’Istituto (che è l’attuale padrone dei beni sottratti ad Adriana), concordi di agire presso la residenza di Adriana, in accordo con la richiesta di P. Fidenzio.

Loro, di concerto con l’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie titolare di Nazareth, ossia con Mons. G. Pichierri e Mons. Savino Giannotti, incontrati da me nel 2013, si stavano interessando alla mia vicenda, ma illudendomi tutti di perorare la mia causa.

Non ho ricevuto comunicazioni neanche da parte del Vescovo della mia diocesi, Mons. Michele Castoro, al corrente dei fatti grazie a Padre Volpi.

Questi, il 14 gennaio 2014, riferendosi chiaramente a coloro che sono entrati in casa mia per prepararmi alla extrema unctio o dolce espoliazione,   ovvero a S. Manelli e G. Pellettieri, i Padri Fondatori della congregazione di cui è divenuto Commissario, ci comunicava:

Abbiamo ben ricevuto il telegramma e questa sua inviataci elettronicamente. Stiamo trattando il caso di concerto con i vescovi della regione di loro appartenenza. Trovo provvidenziale, benché doloroso, venire a conoscenza della vicenda. Essa contribuisce validamente alla raccolta di informazioni tese a rivelare la portata delle azioni disoneste perpetrate da alcuni membri della fraternità di cui sono il Commissario Apostolico“.

Costoro hanno di nascosto operato con guanti immacolatiinsieme alle suorine. Una vera organizzazione capace di fugare qualunque ombra di sospetto, insospettabili appunto.

Così, il 27 febbraio 2014, si interrompono definitivamente i nostri rapporti con il Commissario. Queste le sue parole:

Dopo aver riflettuto e aver parlato con il mio Consiglio abbiamo deciso che è meglio non andare avanti con l’atto di citazione anche perché la Congregazione dei Religiosi ha precisato che non è mio compito interessarmi di queste cose.

La ringrazio. La saluto con cordialità.
P. Fidenzio Volpi
Commissario Apostolico ”.

GRAVISSIMA OMISSIONE DI SOCCORSO!

DOMANDA: Che fine hanno fatto *ora* tutti i miei beni immobili e che fine farà la mia più ricca opera di apostolato legata inscindibilmente a questo NUOVO CARISMA, realizzata in 65 anni grazie alla volontà di Padre Pio: di DIO?

Dichiarazione dell’8 dicembre 2013 del Commissario Apostolico Padre Fidenzio Volpi:

Cosa estremamente grave è stato il trasferimento delle disponibilità di beni mobili e immobili dell’Istituto a fedeli laici, noti figli spirituali e familiari del fondatore, Padre Stefano M. Manelli, nonché ad alcuni genitori di suore».

«Tali operazioni, gravemente illecite sotto il profilo morale e canonico, con risvolti anche in ambito civile e penale, sono state fatte dopo la nomina del Commissario Apostolico, manifestando così la volontà di sottrarre tali fondi al controllo della Santa Sede». «Chi ha fatto o permesso tutto ciò, è caduto in gravi mancanze e, se religioso, è passibile di severe sanzioni canoniche ”.

DELLA CASA DI PREGHIERA PER IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ, NEL NUOVO CARISMA DELLA SERVA DI DIO LUISA PICCARRETA, COSA VOGLIONO FARE? LA MIA CASA!

Altra dichiarazione di Padre Volpi del 13 dicembre 2013:

“ […] quanto avvenuto nell’ambito dell’”Associazione Missione del Cuore Immacolato”, la quale ha celebrato la propria assemblea decidendo – con il previo consenso di Padre Stefano Maria Manelli – di sostituire i suoi associati religiosi con associati laici, ed inoltre di privare, mediante apposita modifica dello Statuto, il Superiore Generale di ogni potere circa gli atti di disposizione dei beni di proprietà dell’Associazione stessa. 

Tra i nuovi membri dell’Associazione si annovera l’Ingegnere Antonio Allocca, cognato di Padre Stefano Maria Manelli […] nominato Segretario dell’Associazione, e come tale esercita la “disponibilità” dei beni di cui essa è proprietaria, tra cui l’edificio sede della nostra Curia Generalizia ”.

Certo. Inquieta tanto sapere oggi che il terrorismo internazionale, come l’Isis, tagli la testa ai loro malcapitati come se nulla fosse. Con tale facilità da far rabbrividire e tremar le vene ai polsi. Sì! Uccidono solo il corpo però, non l’anima che sarà giudicata da Dio.

Invece i cattivi esempi dei Pastori d’anime, mentre pascono il gregge, coi loro scandali possono indurle alla dannazione.

CHE RESPONSABILITÀ.

Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo![…]” Matteo 18, 6-10

Mi hanno venduta allo straniero prima d’esser decapitata di nascosto. Ma non hanno corrotto ed ucciso la mia anima!

Dunque, sono tutti febbricitanti e in attesa di quel sospirato annuncio che tarda ancora ad arrivare:

LA MIA MORTE!

Senonché, prima di questa data desidero ardentemente lasciar loro in eredità, anziché i miei beni rubati, tutta la verità, nient’altro che la verità, quella che ha potere di liberarmi per sempre dai lacci del loro inenarrabile, perfido raggiro. “Essa vi farà liberi“. (Gv 8,32)

Quale interesse dunque si cela dietro questa decisione boomerang della curia, di non venirmi incontro affatto o aiutarmi? Da cosa sono mosse queste persone? Come può quest’ordine religioso imporsi in tal modo, la Congregazione dei F. I. fondata su un altro carisma, quello delle origini del poverello d’Assisi, totalmente differente rispetto al dono ricevuto dalla Serva di Dio Luisa Piccarreta? Com’è possibile operare simili ingerenze, ma soprattutto permetterle?

I CARISMI!

Oltretutto, agli albori di questa tristissima vicenda, si poneva un altro grande problema per la congregazione di Padre Manelli, da lui ignorato per ovvie ragioni. Ma insormontabile, legato proprio alla differenza di detti carismi spirituali in questione ed incompatibili tra loro. [1 Cor 12-13. Vedi anche le norme del Diritto Canonico per la vita consacrata].

Sorprende che le autorità ecclesiastiche tacciano ancora, dopotutto. Permettendo questo incredibile scandalo a danno della stessa Chiesa. Esso è stato preannunciato e si poteva evitare. Ma non l’hanno voluto impedire. Sono vere autorità?

DOV’È LA CHIESA?

Siamo di fronte ad un conflitto d’interesse gigante, una accecante incoerenza. Contraddizione possibile, ma non giustificabile, grazie solo ad un attaccamento patologico ai beni materiali: al potere.

Intervenga con urgenza il Vaticano. Prima che quest’istituto smarrisca completamente quei pochi residui di credibilità già duramente segnati.

Ero molto preoccupata, quando nel 2012 richiedevo a Padre Manelli un nuovo incontro, dopo essere stata da lui benedetta e rassicurata durante il primo, ricevendo in quell’occasione ogni sorta di garanzie e promesse. Ovvero di seguire lui stesso e direttamente il mio apostolato.

Così, desiderando tanto conoscere come avrebbe potuto operare per salvaguardare e conciliare le nostre differenti missioni, l’ho invitato a tornare qui da me per verificare, ancora una volta, i suoi reali interessi verso di me.

Ecco il segno! Padre Manelli, il Fondatore dei F. I., nonostante ciò si è sottratto al dialogo con me adducendo di essere ammalato. Custodisco gelosamente la lettera da lui autografata.  E da allora non ha osato tornare a trovarmi, mai più. Da quando si erano affrettati a farmi concludere le pratiche notarili di donazione. Insorgono in tal modo i primi sintomi. Gli effetti collaterali di un incantesimo mal riuscito.

Era il 12 aprile 2012. Ricordo bene di una suora, Gabriella, che venne a prendermi tutta trafelata per andare dal notaio. Ma alla mia amica di fiducia, Maria Gioppi, in casa con me da anni, pur richiedendo ella di accompagnarmi, non le è stato permesso. Presenti allo studio: Padre G. Antonio Pellettieri e De Luca Carmela, in arte Suor Maria Consiglia.

Benché i tempi non fossero del tutto sospetti non ho smesso di sperare.

*Ora* sono sostenuta da tutti i miei parenti e dal mio Proc. Gen. Dott. Luciano Mirigliano, il quale ha nominato d’urgenza un nuovo legale in sostituzione del precedente revocato per tradimento.

Il suo nome di battesimo è Raffaele. Raffaele Bevilacqua! Si univa a noi durante le funzioni della Santa Messa, in ginocchio nella cappellina della mia casa, dove celebrava Don Paolo Medici. Il sacerdote bolognese che frequentava il mio ambiente da tempo.

Quest’ultimo conosceva bene l’avvocato intrufolato. Forse non a tal punto. Egli prendeva dalle sue mani il CORPO DI CRISTO, dalle mani del celebrante. Chissà però se ha mangiato la propria condanna?!

Oltre a fare il rappresentante della legge, costui tiene pure incontri cattolici di meditazione e come capogruppo propone importanti pellegrinaggi mariani. Povere anime. Povera Madre Chiesa.

Praticamente pericoloso. A ciò si aggiunge la competenza spiccata del ladro maturo, tale da esser radiato seduta stante. È un eufemismo naturalmente! Dio benedica pure lui.

Costui anziché lavorare per me onorando il mandato conferitogli, temporeggiava, lasciava trascorrere il mio tempo prezioso, dilatandolo all’infinito. Non solo per derubarmi di molti soldi, ma anche per operare con il solo fine, unico, di garantir “loro” la buona riuscita dell’impresa, cioè di vedermi presto finita. Data l’età, naturalmente.

Ecco la loro speranza, la loro più agghiacciante intenzione di preghiera. Ed a qual tipo di padre si possono rivolgere o paragonare figli di siffatta genitura, se non al padre di tutte le menzogne? [Atti 2, 35-40]

AL DEMONIO!

Sì! Questo individuo è stato scoperto in atteggiamenti proditori deflagranti. Risultava infatti amico confidente nonché alleato dell’avv. del Manelli, Carolina Scarano. Colei che ha avuto l’ardire di inviarmi il telegramma di sgombero.

Giuntomi tra l’altro proprio nel momento [27/09/2013 ore 17.20] in cui venivano ad incrociarsi le nostre spade, nella lotta contro il collega divenuto anch’esso nostro acerrimo nemico, offertosi in olocausto all’avversario. Raffaele Bevilacqua! Lo stesso giorno questi veniva da me revocato: [27/09/2013 ore 11.56]. Pura coincidenza?!

Ci colpiva pur sapendo di colpire e tradire! Un cadavere di immoralità.

OSTINAZIONE NEL PECCATO IMPENITENZA FINALE!

E prima che ci svegliassimo dal nefasto torpore, ha osato chiedermi pure di entrare in preghiera perché “preoccupato” per quella sua stimata collega affetta da un qualche problema di salute.

Egli, all’inizio del suo mandato, prima di compiere un’inversione a “U” in direzione forse di un maggior guadagno, ha riportato in un atto, scritto malissimo e non di citazione che non ha mai presentato, ma di denuncia e querela contro l’Associazione dei Francescani dell’Immacolata:

” INGANNATA […] A CEDERE A UNA FONDAZIONE DIVERSA, PER CUI ORA È IN ATTO LA REVOCA DI OGNI CESSIONE. “

Nella medesima querela del 17/10/2012 si annoverano insieme alle suore persone diverse da cui ho ricevuto disturbi seri, gravi violazioni. Rivelatesi non più degne della mia Casa di Preghiera. In particolare un gruppo esterno che sosteneva di seguire il nostro carisma fintanto che permettevo loro di riunirsi qui da me, prima di conoscere di esser dichiaratamente a favore delle mire espansionistiche di Padre Manelli.

Mi riferisco a: Dott. Vincenzo D’Onofrio; Prof. Marcello Caleo con moglie, Rosalia; Panunzio Lucia; Anna Fiore, madre della Madre Generale delle suore Francescane dell’Imm. Suore: Suor Margherita, Suor Gabriella e Suor Divina Volontà di cui non si conosce ancora la loro generalità.

Entrambi i colleghi  sono di San Marco in Lamis. Il luogo da cui si è allertata un’altra professionista degna di nota, un autorevole campione di sensibilità: la Psicologa Rosa Merla dei servizi sociali.

Per di più, una serrata, approfondita indagine del G.I.P. della Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia, ha segnato i nostri interminabili mesi. Oggetto: circonvenzione d’incapaci. Ma si è conclusa appena con un bel nulla di fatto. Archiviata.

IL REATO NON SUSSISTE!!!

Hanno, allora, perseguito questa splendida via nel 2013 per tentare di dimostrare di essere io una poveretta, incapace appunto di intendere e volere. Quindi plagiata dal mio Proc. Gen. Dott. Luciano Mirigliano.

L’oggetto della denuncia, con contestuale diffida, richiama in particolare ad una: tentata violazione del domicilio da parte delle suore di Padre Manelli.

L’ABITO NON FA IL MONACO!

Era il 7 ottobre 2012, e senza la mia autorizzazione organizzarono finanche l’assedio dei miei locali mentre rientravo dalla Santa Messa celebrata fuori, nel Santuario. Così, contro ogni mia volontà, si sono coordinati in modo tale da procurarmi un pericoloso schianto al cuore, come infatti ho rischiato di morire.

Le suore velate giunte in massa quel giorno, accompagnate anche da gente comune, protestavano con una modalità così pungente da apparire improvvisamente come nude, spogliate d’ogni virtù e compostezza.

CHE ESEMPIO!

Stomachevoli pietre d’inciampo. Povero San Francesco!

In principio venivano ad aiutarmi persino nelle pulizie di quella casa non ancora, materialmente, strappatami via.

Capeggiati tutti dalla Madre Generale, la Superiora Suor Maria Michela Pia COZZOLINO (Frattocchie), adducevano di essere loro i padroni non io. Perché in possesso degli atti notarili da me firmati. Bella roba!

Mentre stretta tra le loro mani, di ferro, mi trattenevano per le braccia  all’ingresso, proprio davanti ai cancelli della mia abitazione. Sicché, presa dal panico e in ostaggio, impedendomi di rientrare le ho dovute assai pregare di lasciarmi, prima di sentirmi venir meno, svenire quasi, in un crollare repentino di tutte le mie forze.

Proprio un attacco frontale. Un’invasione scampata, alla fine, solo grazie ad una dolorosa supplica alla Madonna di Pompei!

Sono stata incantata da un bagliore, da una luce che in nulla si è dimostrata santa. Una lotta a più livelli di persecuzione. Seppure già percepiamo i prodromi di una grande gioia. Siamo consapevoli. Noi stiamo per uscire dal tunnel.

« IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI ».

« dixerunt ergo ei quis es ut responsum demus his qui miserunt nos quid dicis de te ipso ait ego vox clamantis in deserto dirigite viam Domini sicut dixit Esaias propheta ». Gv 1, 22-23

Perché proprio *ora* quest’annuncio? Perché noi non volevamo rischiare. Intrepidi abbiamo, in un silenzio orante, atteso la conferma ufficiale. Per essere certi, non più in dubbio o spaventati da alcuno, di queste verità: comprovabili. A questa età poi non è affatto dignitoso farsi scambiare per qualcun altro.

VOI, AUTORI DI UN MESCHINO MALAFFARE, CI AVETE TOLTO IL SONNO. DA SOLI, CON LA FEDE, ABBIAMO ATTRAVERSATO LA NOTTE!

PERCHÉ VI OPPONETE A RESTITUIRE QUELLO CHE NON È VOSTRO? IN NOME DI DIO E MADONNA POVERTÀ VI DICO:

NON VI È LECITO TENERE CON VOI CIÒ CHE NON VI APPARTIENE, DONATOVI NON ” SPONTANEAMENTE ” MA CON L’INGANNO!

OPERATORI D’INIQUITÀ!

Padre Pio metteva in guardia e raccomandava tutti di prestare seria attenzione al peccato perché: l’inferno esiste. E agli increduli diceva: “Non ci credi? Quando ti troverai dentro ci crederai.” Noi ci crediamo. Sì! Tempo di quaresima, occasione di conversione e penitenza.

Mai vinto medaglie al valore. Spero tanto allora di conquistare questa, ma insieme a voi, a tutti coloro che mi sosterranno, difensori dei buoni valori della vita e della: “unità“.

Sì! Sono piccola com’è piccola l’Italia. Ma quante cose grandi ha realizzato nel suo seno, l’italica gente?! E allora sarà una nostra vittoria, memorabile.

IO CI CREDO E TU?

Una maiuscola lotta corpo a corpo contro il male nascosto, mentre avanza astuto, operante di continuo inganni raccapriccianti. Promossi da tanti lupi affamati professionisti del mestiere, della menzogna. Travestiti dell’amore di un’agnello che si è immolato per davvero. Lui sì!

È in arrivo la “primavera“. Vogliamo far sentire a tutti la nostra piccola voce. Quella del leone della tribù di Giuda!

IL SUO RUGGITO! [Ap 5,5]

AIUTATEMI VI PREGO A VINCERE QUESTA BATTAGLIA.

Sono anni che attendiamo questo momento di liberazione.

La Petizione in atto è una corsa contro il tempo. Un richiamo forte rivolto ad uomini e donne di buona volontà, sparse ovunque. Capaci di comprendere. Ispirati da sani principi e valori spirituali certo non negoziabili. Distinguendosi da tanta bassezza morale, dilagante ed ignobile.

Una creatura innocente non si può e non si deve umiliare così. Incapace poi, non di intendere, ma di fare il male. 

Pregate per me, con amore! Al fine di far conoscere “questa notizia” a delle “autorità affidabili “, serie, in grado di operare il bene e di darmi risposte.

FIRMA PURE TU E FAI FIRMARE!

E ti benedirò dal cielo appena lascerò questo mondo d’affanni!

GRAZIEADRIANA PALLOTTI

P.S. Le mie dichiarazioni sono accompagnate da doc.