La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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IL MATTINO: MANELLI ESAUTORATO – MANIFESTI CONTRO IL PAPA

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DIETRO L’ATTACCO AL PAPA L’OMBRA DEI CONSERVATORI

Un evidente impasto di colla e astio verso l’operato di Papa Francesco scorre sotto i manifesti che hanno inondato Roma dalle prime ore di ieri mattina. «A France’, hai commissariato Congregazioni, rimosso sacerdoti, decapitato l’Ordine di Malta e i Francescani dell’Immacolata, ignorato Cardinali… ma n’do sta la tua misericordia?» è la scritta che campeggia sui poster anonimi affissi nelle bacheche della Capitale sormontate dalla sigla SPQR. Un attacco e uno scherno rivolti chiaramente al Pontefice, di cui si riporta un ritratto con un’espressione accigliata e lo sguardo da inquisitore. Comparsi a decine in tutta la città, e intorno alle mura vaticane, i manifesti hanno una chiara matrice antipapale.

Confezionati ad arte per contestare, in modo particolare, il commissariamento dell’Ordine dei Frati Francescani dell’Immacolata e l’esautorazione di Padre Stefano Manelli dal suo ruolo di guida dell’Istituto da lui fondato a Frigento. Le foto dei taglienti fogli di carta indirizzati a papa Bergoglio hanno fatto presto il giro della rete. A rincarare la dose avvelenata, che già trasudava virulenta dai manifesti, i commenti sui social network dei sostenitori di Padre Manelli e degli anti-bergogliani. C’è anche chi, con tracotante esultanza, si è offerto di foraggiare la battaglia contro il Santo Padre.

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Sul fronte opposto i tanti che, da sempre, appoggiano Papa Francesco. Fedeli, ma non solo. Messaggi di vicinanza e affetto sono arrivati da parte di vaticanisti e più semplici osservatori. Gli oppositori di Manelli hanno, da parte loro, condannato con forza la vile rappresaglia affidata ad anonimi stracci di carta. C’è chi ricorda la vicinanza del Pontefice ai Frati dell’Immacolata, a cui nel 2014 diede un immobile per lo studentato in zona Tiburtina dopo lo sfratto dalla struttura di Boccea ad opera dell’associazione «Missione del Cuore Immacolato», la compagine finita sotto inchiesta per falso ideologico insieme all’associazione «Missione dell’Immacolata» di Frigento. I manifesti pro-Manelli arrivano alla scadenza dell’ultimatum dato al frate 83enne dalla Congregazione per gli Istituti di vita consacrata.

«Si fa obbligo a Padre Manelli di rimettere entro il limite di 15 giorni dalla consegna del presente decreto il patrimonio economico gestito dalle associazioni civili e ogni altra somma a sua disposizione nella piena disponibilità dei singoli istituti» è quanto riportato nel documento concordato in udienza con il Pontefice. Chi è stato il committente dei manifesti attaccati con colla e avversione anti-papale? Di chi la paternità dell’azione? C’è l’appoggio finanziario di qualche cardinale declassato? Mentre è scattata la caccia all’autore, riconducibile agli ambienti conservatori che sempre più manifestano la loro opposizione al magistero del Sommo Pontefice, c’è chi intanto ha assimilato il gesto alle cosiddette «pasquinate», ossia i biglietti satirici che i romani scontenti appendevano a Pasquino, la statua mutilata presso piazza Navona, per esprimere il loro dissenso.

Loredana Zarrella

Il Mattino ed Avellino, 5 febbraio 2017

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