La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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Santa Maria Maggiore: per Cerro chiesta perizia psichiatrica

2017-01-12_212125

Renzo Cerro, che era stato arrestato in flagranza e accusato di lesioni gravissime, ha confessato, ammettendo le sue responsabilità.  E mentre si aspetta di sapere se gli sarà concessa la perizia psichiatrica per ora resta in carcere. Intanto è rientrato negli alloggi dei frati, dopo l’operazione d’urgenza al Policlinico Umberto I, padre Angelo Gaeta, il sacrestano della Basilica papale che ha avuto la peggio durante la brutale aggressione. È uno degli accusatori di Padre Manelli, l’83enne frate fondatore dei francescani dell’Immacolata conosciuto dai nostri lettori come il “boia di Frigento” per l’efferatezza dei resti dei quali è stato incolpato. Tuttavia al momento nonnci sono prove di un coinvolgimento di padre Manelli o di uomino a lui legati.

Perché il 42enne, originario del Frusinate, si è avventato contro di lui e contro il giovane frate filippino Padre Gregorio Adolfo accorso in suo aiuto? “Per i carabinieri di piazza Dante – scrive il Mattino – è il gesto di un uomo con problemi psichici, un senzatetto con precedenti per piccoli reati contro il patrimonio. Ha agito però con lucidità, ben vestito, nonostante fosse senza fissa dimora, con l’esplicita intenzione di far male a Padre Angelo”.

“Sabato pomeriggio – continua il quotidiano – con la tagliente e rude arma di vetro nascosta sotto il giubbotto, si è diretto dritto verso la sacrestia, al di là della navata gremita di fedeli, eludendo tutte le misure di sicurezza anti-terrorismo predisposte intorno alla Basilica, compresi i metal-detector che, evidentemente, non sono pensati per rilevare il vetro”.

E ieri pomeriggio al Maggiore Lorenzo Iacobone, comandante della Compagnia dei carabinieri che hanno fermato la fuga di Cerro, Padre Angelo Gaeta ha affermato ancora una volta di non conoscere l’aggressore che, mentre gli sfregiava il volto, farneticava, dicendo di agire secondo gli ordini di una setta.

Padre Angelo, 52 anni, originario di Pellezzano, in provincia di Salerno, ha testimoniato contro l’azione di governo del frate fondatore dell’Ordine. Il religioso salernitano aggredito, che da diversi anni riceve il Papa nella Basilica liberiana prima e dopo i suoi viaggi apostolici, ha fatto il noviziato e parte degli studi a Frigento.

È stato segretario generale dell’Ordine e, in virtù di questa carica, ha fatto parte dell’Associazione Missione dell’Immacolata “ma – ricostruisce il Mattino – fu estromesso da questa, a sua insaputa, da Padre Manelli. È per questo, per il peso giuridico della sua deposizione, unito alle attese sanzioni canoniche nei confronti del frate 83enne, che l’aggressione è apparsa sospetta”. Ma i sostenitori di Padre Stefano non ci stanno e gridano, ancora una volta, al complotto ordito contro il fondatore: «È assurdo pensare a un collegamento caso Gaeta-caso Manelli; squallido insinuare che vi sia un mandante» replicano, a muso duro, attraverso i blog e i social network. Ma i fatti restano quelli che sono: il “matto” ha identificato e colpito padre Gaeta mentre nella Basilica c’erano almeno una ventina di altri  ecclesiastici e religiosi di diversi ordini.

http://www.farodiroma.it/2017/01/10/95095/

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