La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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FARODIROMA. L’OBIETTIVO ERA PADRE ANGELO, IL PRINCIPALE ACCUSATORE DI MANELLI

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La vittima designata dell’aggressione di sabato pomeriggio a Santa Maria Maggiore era padre Angelo Maria Gaeta, affrontato e minacciato da Renzo Cerro già nel pomeriggio dell’Epifania, il giorno prima di essere colpito e sfregiato dal 42enne originario del Frusinate con un collo di bottiglia all’interno della sagrestia della Basilica romana. Lo scrive il Messaggero che ha ricostruito l’episodio del giorno prima quando l’uomo, ben vestito con un giaccone blu, felpa e jeans nonostante sia un senzatetto, era entrato nella Basilica, si era diretto spedito verso l’ufficio a destra della navata centrale e aveva cominciato a urlare contro fra’ Angelo: “Voi frati mi avete rovinato”. Quindi era fuggito subito via, senza aggredirlo fisicamente e padre Angelo, 52 anni, salernitano, prossimo a un avvicendamento di ruolo, era rimasto molto scosso, spaventato, pur dicendo ai fedeli di non avere mai visto prima quel giovane.

Dunque il giorno dopo, sabato 7 gennaio, verso le 17.15, sempre nell’ora dei Vespri, Renzo Cerro è tornato nella Basilica papale, proprio per colpire uno dei principali accusatori di padre Stefano Manelli, il fondatore dei Francescani dell’Immacolata esautorato da Papa Francesco nel giugno 2013, a pochi mesi dalla sua elezione. Il quotidiano romano ricorda in proposito che Bergoglio ebbe modo di conoscere personalmente fra’ Angelo nella sua prima visita ufficiale da Pontefice nella Basilica romana il giorno dopo la sua elezione come vescovo di Roma.

E sabato scorso intenzionato a fare del male, Cerro si era organizzato bene armandosi del vetro tagliente, ben nascosto sotto il giubbotto, che è passato indenne ai controlli del metaldetector – che rilevano solo il metallo – all’ingresso presidiato dai poliziotti e dai militari in chiave anti-terrorismo. Dopo avere colpito prima padre Angelo e poi padre Adolfo Ralph, 37 anni, che era accorso in suo aiuto, ai carabinieri che lo hanno fermato mentre tentava di darsi alla fuga e di disfarsi del coccio insanguinato, ha ripetuto il suo mantra: “La Chiesa non mi aiuta”. Padre Angelo, il più grave, è stato medicato al Policlinico Umberto I, dove ha trascorso la notte in osservazione e ieri mattina è tornato negli alloggi dei frati Francescani dell’ Immacolata a Santa Maria Maggiore: il suo volto è sfigurato. Padre Adolfo, anche lui ferito, era stato già rimandato a casa in serata. Secondo il Messaggero, fra’ Angelo sarà ascoltato oggi dai carabinieri coordinati dal maggiore Lorenzo Iacobone. Cerro è accusato di lesioni gravissime e stamani sarà processato per direttissima. Ma che cosa ha scatenato tanto odio? Il 42enne ha precedenti per piccoli reati contro il patrimonio ed era uscito da poco da una comunità. A Roma non ha una fissa dimora, si aggirava nei dintorni della stazione Termini, frequentava la mensa della Caritas e andava a lavarsi e a farsi la barba nei bagni allestiti dal Papa a San Pietro per i senzatetto; manteneva una sua dignità. Forse non ce l’aveva con fra’ Angelo in particolare, ma chissà perché, nella sua testa, con i frati.

Avvenire, il quotidiano cattolico, riporta la testimonianza dell’ex arciprete della Basilica Santos Abril y Castellò per cui l’uomo al momento dell’aggressione avrebbe detto di agire secondo gli ordini di una setta, ipotesi su cui gli investigatori che non hanno potuto ancora interrogare Cerro, né sentire frate Angelo, vanno cauti. Non è escluso che Cerro possa essere sottoposto a una perizia psichiatrica. Padre Angelo fu uno degli accusatori del fondatore dei frati Francescani dell’Immacolata, padre Stefano Manelli, esautorato da Bergoglio nel 2013 e finito nella bufera per gravi abusi di potere, di gestione economica e sessuali. Può esserci qualche legame con l’aggressione a Santa Maria Maggiore? Risposte che Cerro, da una parte, padre Angelo, dall’altra, potranno dare oggi.

http://www.farodiroma.it/2017/01/09/lobiettivo-era-padre-angelo-il-principale-accusatore-di-manelli/

 

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