La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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MANELLI INTERROGATO DAL PM, A DICEMBRE L’UDIENZA PRELIMINARE SUGLI ABUSI SESSUALI

4-10-2016_ilmattino

I misteri di Frigento

LA DIFESA DI PADRE MANELLI: “CONTRO DI ME UN COMPLOTTO”

Il frate respinge le accuse di maltrattamenti e violenza sessuale, fissata per dicembre l’udienza preliminare sul secondo filone

di Loredana Zarrella
Il Mattino, ed Avellino 5 ottobre 2016

“E’ un complotto. Non so chi e perché abbia potuto ordirlo contro di me. Non so, soprattutto, perché questi frati e queste suore mi stanno accusando di maltrattamenti e abusi sessuali”. Così Padre Stefano Manelli si è difeso ieri, presso la Procura di Avellino, durante un interrogatorio fiume durato circa tre ore e mezza davanti al pm Adriano del Bene.
Assistito dall’avvocato Enrico Tuccillo, il frate frondatore dell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata, che ha la sua casa madre a Frigento, è indagato dalla Procura per i reati di violenza sessuale e maltrattamenti.

Decine sarebbero le testimonianze che lo inchiodano. Ex suore fuoriuscite dalla Congregazione, in modo particolare, che hanno parlato di vessazioni, palpeggiamenti, di costrizioni e penitenze di medievale memoria. Addirittura, di induzione alla prostituzione con potenti benefattori, per assicurare al convento il denaro necessario a una “vita agiata, anzi agiatissima, per lui solo (Padre Manelli, ndr) e per la sua famiglia” – dicono le religiose che, solo dopo diversi anni, hanno trovato il coraggio di parlare. Racconti, questi, raccolti nel noto dossier depositato lo scorso anno presso la Procura.

Una mole non indifferente di testimonianze che ha fatto scattare l’inchiesta e le relative verifiche intorno al convento di Frigento e a quella presunta vita fatta di abusi, di vocazioni sacramentali usate come mezzo di ricatto, di costrizioni simili a quelle usate nelle organizzazioni mafiose, come quella di pungersi il dito per suggellare la propria assoluta fedeltà a Padre Manelli.

Pure Papa Francesco era intervenuto, sciogliendo il voto di obbedienza.

Il frate 83enne, sottoposto a interrogatorio dal pm Del Bene ha ieri rigettato tutte le accuse, ricalcando la stessa linea difensiva adottata in questi mesi, davanti agli organi di stampa, dal suo difensore. “E’ un complotto” aveva già detto l’avvocato Enrico Tuccillo. “Non so perché abbiano ordito questo complotto contro di me”, ha più volte ripetuto Padre Manelli durante le tre ore e mezza di interrogatorio. Un tempo non esagerato considerando le tantissime accuse mosse al frate. Un tempo utile per fare chiarezza e per passare, ancora una volta il testimone ai carabinieri del comando di Mirabella Eclano che dovranno ora verificare la corrispondenza di alcune dichiarazioni esternate da Manelli.

Come quella relativa alla cripta del convento di Frigento, dove riposano dieci corpi, compresi quelli dei genitori di Padre Stefano. Accanto a loro, in uno spazio angusto, anche quelli dei frati e delle suore morti, secondo alcune testimonianze, in circostanze misteriose. Chi e perché ha autorizzato una simile sepoltura? L’aprile scorso il sopralluogo di quindici militari dell’arma, guidati dal capitano Leonardo Madaro. “Ho inviato tutte le comunicazioni agli organi competenti” si è limitato a dire Padre Manelli davanti al pm Del Bene.

Prosegue spedito intanto il filone d’inchiesta affidato al pm Fabio Massimo Del Mauro, relativo al danno patrimoniale che il frate avrebbe causato all’ Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolat. Il Gup, che ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio di Padre Stefano e dei rappresentanti legali delle associazioni “Missione dell’Immacolata” e “Missione del Cuore Immacolato”, ha fissato la durata dell’udienza preliminare al 22 dicembre. Truffa e falso ideologico sono i reati di cui dovranno rispondere e che, uniti a quelli di abusi sessuali e maltrattamenti, per cui l’ultraottantenne è indagato e ieri sottoposto a interrogatorio, terranno ancora molto impegnati inquirenti e legali.

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