La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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“CONVENTO DEGLI ORRORI”: ALTRI DUE FRATI SONO STATI INDAGATI

2016-08-28_093801

 

GIALLO ESCLUSIVO

Si allarga l’inchiesta sull’ordine religioso di Avellino al centro di una torbida vicenda: oltre a padre Manelli ci sono altri religiosi finiti sotto accusa

“CONVENTO DEGLI ORRORI”: ALTRI DUE FRATI SONO STATI INDAGATI

I frati Maurizio Abate e Pietro Luongo sono accusati di aver aiutato padre Stefano Manelli a impossessarsi in maniera illecita di un ingente patrimonio, quantificato in 30 milioni di euro
Frigento (Avellino) “Le indagini sull’impero patrimoniale riconducibile ai Frati Francescani dell’Immacolata di Frigento sono chiuse. Risultano indagati padre Stefano Manelli e altri due frati: Maurizio Abate e Pietro Luongo. I tre religiosi rischiano il processo per il reato di falso ideologico commesso in concorso tra loro, con una serie di aggravanti”.

E’ questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’avviso di chiusura delle indagini recapitato nei giorni scorsi a padre Stefano Manelli e ai frati Maurizio Abate e Pietro Luongo. L’inchiesta, condotta dal pubblico ministero Fabio Massimo Del Mauro, della procura di Avellino, riguarda l’ingente patrimonio riconducibile alla congrega fondata da padre Manelli, il frate già indagato per maltrattamenti e violenza sessuale.

Si parla di un vero tesoro, del valore comprensivo di 30 milioni di euro, che, secondo gli inquirenti, padre Manelli avrebbe provato a sottrarre per poi affidarlo attraverso due associazioni travolte dall’inchiesta, a laici di sua conoscenza.

Questo tesoro, per cui padre Manelli rischia il processo, è costituito da 59 fabbricati, 17 terreni, un impianto radiofonico e cinematografico, cinque impianti fotovoltaici e 102 autovetture, nonché da ingenti disponibilità finanziarie.

Le ricchezze sarebbero state affidate a due Associazioni, i cui vertici sono riconducibili agli altri due sacerdoti coinvolti nella scandalosa inchiesta.

E’ opportuno ricordare che parallelamente a questa inchiesta, la Procura ha avviato un’altra indagine, che vede Stefano Manelli indagato, ma per reati diversi: maltrattamento e violenza sessuale perpetrati ai danni di suore e frati che operavano nel famigerato “convento degli orrori” di Frigento (Avellino). Una inchiesta molto delicata che riguarda anche alcune morti sospette. Ma di questo parleremo più avanti. Torniamo ora all’inchiesta sull’impero patrimoniale dei tre preti.

Scrive il giudice: “Stefano Manelli, Maurizio Abate e Pietro Luongo sono indagati in concorso tra loro poiché in esecuzione del medesimo disegno criminoso… Hanno commesso violazioni a più norme di legge, anche non impedendo un evento che avevano l’obbligo giuridico di impedire”. Padre Manelli, nel frattempo trasferito in un convento di Albenga, in provincia di Savona, e gli altri due indagati “dichiaravano falsamente” (lo scrive il magistrato) una serie di circostanze pur di accaparrarsi l’ingente patrimonio .

E’ in questo scenario che si inserisce la misteriosa morte di padre Fidenzio Volpi, nominato dall’allora Papa Benedetto xvi commissario Apostolico, affinché potesse mettere ordine nell’Istituto fondato da Manelli e fare chiarezza sull’ingente patrimonio di cui parlavamo.

TROVATO DEL VELENO SU BARBA E CAPELLI

Sulla morte del frate la Procura di Roma ha aperto una inchiesta dopo che i familiari del religioso scomparso hanno presentato una denuncia a seguito del rinvenimento, da parte del medico legale incaricato, di alcune particelle di Arsenico sulla barba e tra i capelli.

Questo lascerebbe pensare che padre Volpi sia stato ucciso e che non sia morto per cause naturali.

Ma questa non è l’unica morte sospetta avvenuta nel periodo in cui padre Manelli era a capo della congrega che aveva la sua direzione generale presso il convento di Frigento.

Un episodio misterioso su cui si stanno concentrando gli inquirenti riguarderebbe la morte di un altro sacerdote: il frate filippino Mattew Lim, 30 anni, originario di Quezon City. Sulla morte del frate aleggia l’ipotesi dell’omicidio. Lo dicono ex frati ed ex suore.

Fra Matteo morì la mattina del 22 luglio del 2002. Si trovava nell’orto insieme con altri confratelli, all’interno del convento di Frigento, quando precipitò in un pozzo morendo annegato. Le sue urla disperate le sentirono in molti, ma nessuno intervenne.

In merito a questo atipico incidente, la Procura ha in mano la testimonianza di una ex sorella, I.T., che disse: “Ho conosciuto personalmente Fra Matteo: era una persona sorridente, solare, molto allegra, giocherellona. Gli ho parlato prima che morisse e il frate mi rivelò con sgomento: “In questo Istituto ci sono troppe cose che non vanno e che non andrebbero fatte”.”

di Gian Pietro Fiore

Giallo settimanale – Anno IV – Num 35 – 31 agosto 2016

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