La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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CASO MANELLI: DAL CONVENTO ALLA CLINICA DEGLI ORRORI? STORIE DI CAMORRISTI, GUARITORI E STREGONI…

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E’ agghiacciante la sola ipotesi di omicidio ai danni di un Commissario Apostolico.

La realtà del “Dossier Manelli – convento degli orrori”, sembra oggi andare oltre ogni immaginazione.

L’opinione pubblica, infatti, si era fermata “soltanto” ai presunti latrocini e atti libidinosi attribuiti all’insospettabile religioso.

Per quanto vergognosi e raccapriccianti siano i capi di accusa già noti, nulla giustifica la novità dell’eventuale soppressione di un uomo nell’esercizio del suo dovere.

Per Padre Fidenzio Volpi si era ipotizzato che l’eccesso di stress dovuto alle opposizioni subite dai frati fedelissimi a Padre Stefano Manelli gli avesse causato un ictus letale.

Come emerge da testimonianze verificate, i modi di agire dei cosiddetti “manelliani” non erano spesso improntati da uno stile evangelico, oltre che dalla buona educazione.

La responsabilità morale di Padre Manelli sulla morte del Superiore che lo ha rimpiazzato, estesa a coloro che da frati suore e laici hanno ostacolato “in sua obbedienza” l’azione di governo e minato la pace di padre Volpi, resterà scritta per l’eternità pesando già come un macigno sulla coscienza dei soggetti implicati.

Il recente rinvenimento biologico-forense di tracce di arsenico su barba e capelli di Padre Volpi, qualora confermassero l’avvelenamento come causa della sua morte, getta nuove inquietanti ombre sull’intera vicenda e sposta il baricentro della responsabilità dal morale al penale.

Per chi ha fede, nella messa in pubblico “dei vizi” del Fondatore si rivela ancora una volta l’opera della Misericordia di Dio su una persona che si ritrova nel dovere urgente di molta penitenza e riparazione.

Dio non permette per molto tempo la cosiddetta “impostura della santità”.

Questo vale per i vivi e vale anche per alcuni soggetti per i quali magari la Chiesa aveva già introdotto un processo di beatificazione…

In questi giorni però ci siamo posti nuove domande e abbiamo raccolto nuove testimonianze non solo a ricostruzione del profilo di personalità del Padre Manelli e sulla possibilità di una sua indole omicida, ma anche su eventuali legami con esponenti e ambienti della malavita organizzata, del mondo medico scientifico e quindi possibili esecutori materiali di efferatezze a mezzo di “armi chimico-farmacologiche”.

Lasciando alla Magistratura il compito di indagare su esecutori e mandanti del presunto omicidio di Padre Volpi, il primo ad avere interesse alla soppressione fisica del Commissario Apostolico, non poteva essere altri che Padre Manelli.

Quanto al movente, emerge il sospetto che l’accaparramento dei beni e l’indisponibilità sui conto correnti ai danni del Commissario, oltre ad essere dettato dall’avidità del padre Manelli, servisse anche a coprire tracciabilità sulla provenienza delle donazioni e sulla destinazione finale di bonifici bancari consistenti.

Riciclaggio di denaro sporco anche attraverso lo IOR o banche private legate in un certo modo al Vaticano come l’Unicredit?

In quale giro si era messo il Fondatore dei Francescani dell’Immacolata?

https://books.google.it/books?id=-P6sBAAAQBAJ&pg=PA6&lpg=PA6&dq=carlo+manelli&source=bl&ots=YF397HZz1o&sig=TFStxYifvL75dc0sy9fVhd8pJ5c&hl=en&sa=X&ved=0ahUKEwj-3cHJks3MAhUHwBQKHQppDfYQ6AEIXDAP#v=onepage&q=carlo%20manelli&f=false

DE LUCA

Grazie alla collaborazione di persone informate sulla vicenda sappiamo che per alcuni anni Padre Manelli rimase molto vicino al Dott. Giovanni De Luca proprietario della Villa Floria di Mignano Montelungo nel Casertano.

E’ in quella clinica privata che Padre Manelli si rifugiò dopo il commissariamento per sottrarsi all’obbedienza del Commissario e alla richiesta di spiegazioni sulla sua condotta.

E’ lì anche che faceva curare amici, parenti e conoscenti in una dinamica poco chiara sul protocollo terapeutico, ma anche sulla sostenibilità delle spese ospedaliere in una clinica a cinque stelle.

Si dice che Padre Manelli si interessò presso le sue amicizie porporate e politiche affinché la clinica godesse della convenzione con il servizio sanitario nazionale per allargare il giro dei clienti anche alle fasce medio borghesi.

Padre Manelli a modo di testimonial pubblicitario di tutto rispetto  non pagava i suoi “ricoveri”, ma incitava molti “ammalati” a farsi curare a Villa Floria.

Sembra addirittura che il Dr. De Luca si prestasse ad assunzioni di figli – o figli dei figli – spirituali di Padre Manelli in cerca di lavoro.

Padre Manelli fornì per qualche tempo anche un cappellano alla clinica nella persona di un suo frate.

La cosa poi improvvisamente fallì per cause da accertare.

E’ da quella clinica, Villa Floria,  che vennero arrestati esponenti di spicco della Camorra come Giuseppe Setola, il boss dei Casalesi. https://www.youtube.com/watch?v=MHqYS6pNXPA

Ogni tanto il Dottor De Luca e la sua clinica balzano agli onori delle cronache nazionali e locali http://www.paesenews.it/?p=45572 per losche vicende, dalla truffa dei mille euro al giorno di degenza al caso stamina o ancora alla malsanità letale per alcuni pazienti. http://www.galileonet.it/2014/06/terapie-alternative-un-nuovo-caso-stamina/

Il Dr. Giovanni De Luca si spaccia terziario dei Francescani dell’Immacolata, veste una sorta di abito religioso lungo fino alla cintola e ha messo nel suo ufficio il quadro con l’immagine dei genitori di padre Manelli, la cui causa di beatificazione è ormai sempre più vacillante. http://www.osservatoriomalattierare.it/sla/6295-sla-la-denuncia-famiglia-indebitata-col-nuovo-guru-delle-presunte-staminali

Porta una barba alla cappuccina e si fa passare per un devoto di Padre Pio.

In un Mezzogiorno d’Italia depresso socialmente, ma svettante in religiosità popolare, abbinare un santo a una persona o a un marchio, ne aumenta il peso specifico e la credibilità commerciale e professionale.

Circa un anno fa la svolta…

Padre Stefano non andò più a curarsi a Mignano Montelungo frazione Campozillone, una località desolata che improvvisamente si dota di una struttura ospedaliera di tutto rispetto e proprio per questo difficilmente sostenibile anche dal più bravo e ricco dei professionisti della medicina.

La presenza di frati si dirada, ma ancora di più quella delle suore…

Nel proseguire la nostra indagine e precedendo il sicuro coinvolgimento della Direzione Investigativa dell’Antimafia sul dossier Manelli, sembra che uno dei segreti lo custodisca una suora francescana dell’Immacolata che hanno nascosta – per modo di dire – nella sua casa familiare dell’Alto Adige.

Fu vittima di un tentato abuso, magari sotto anestesia?

Sarà passata dal convento degli orrori alla clinica degli orrori?

I giornalisti ringraziano; l’opinione pubblica vuole giustizia.

http://www.corrierecaserta.it/notizie-alto-casertano/alto-casertano-cronaca/2013/07/10/mignano-montelungo-prosegue-il-rapporto.html

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