La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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IL MATTINO: PADRE FIDENZIO, LA PROCURA INDAGA SULLA MORTE

IL MATTINO 5 MAGGIO 2016

Frigento L’inchiesta sul convento francescano

PADRE FIDENZIO, LA PROCURA INDAGA SULLA MORTE

Il Commissario apostolico inviato nell’istituto temeva per la sua vita. Si segue la pista dell’avvelenamento
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La Procura di Roma indaga sulle tracce di arsenico rinvenute sulla barba e sui capelli di Padre Fidenzio Volpi, il commissario apostolico nominato da Papa Benedetto XVI e inviato nel convento di Frigento. La notizia, pubblicata in esclusiva dal settimanale Giallo, è trapelata dagli ambienti giudiziari romani e se all’esito delle indagini dovesse essere confermata potrebbe portare ad una sconcertante verità: Padre Fidenzio potrebbe essere stato avvelenato.

La denuncia, sempre stando ad indiscrezioni, sarebbe stata presentata dai nipoti del religioso che per diversi mesi ha soggiornato a Frigento, nel convento balzato alla ribalta della cronaca per una triste storia di presunti maltrattamenti e violenze sulle quali sta indagando da tempo la Procura della Repubblica di Avellino. Il pubblico ministero Adriano Del Bene indaga per i reati di violenza sessuale e maltrattamenti padre Stefano Manelli, fondatore dei Frati Francescani dell’Immacolata.

LA TRACCIA I magistrati di Roma verificano la presenza di arsenico sui capelli.

La morte di padre Fidenzio non ha mai convinto mai nessuno, ad iniziare dai suoi più stretti collaboratori e amici. Questa testimonianza raccolta da Giallo a gennaio di quest’anno: “Pochi giorni prima di morire misteriosamente, padre Fidenzio Volpi era molto nervoso. Mi aveva detto: “Se mi succede qualcosa, sai cosa fare del dossier scritto sull’Ordine dei Frati Francescani dell’Immacolata”. Pertanto era lo stesso padre Volpi ad essere molto preoccupato per la sua sorte. Sospettava che qualcuno avrebbe potuto fargli del male, al punto di confidarlo a più di una persona. Ad una in particolare padre Volpi affidò un dossier, pregandolo di consegnarlo alla Procura se fosse morto all’improvviso. Così è stato. Due giorni dopo la sua morte un noto avvocato avellinese ha depositato alla procura di Avellino il dossier che gli era stato consegnato dal primo commissario apostolico. Ma chi, quindi, avrebbe potuto far del male a padre Fidenzio e soprattutto perché? Questo non è dato saperlo, saranno le indagini a chiarire ogni aspetto di questa torbida vicenda. Padre Fidenzio quando è morto aveva 75 anni e godeva di buona salute. Il commissario Apostoico nominato dal Papa nel giugno 2013, è morto ufficialmente il 7 giugno 2015 con un ictus di sovra stress. Il sospetto, fondato su alcu confidenze raccolte da persone vicino al prete defunto, è che sia stato avvelenato lentamente con dosi giornaliere. Il risontro di questa indiscrezione è spiegato nel ritrovamento tra i capelli e la barbadi padre Fidenzio di alcune particelle di arsenico.

C’è da dire che l’invio da parte del Papa del commissario apostolico non era stato accettato di buon grado lì nel convento di Frigento. In diverse note giunte proprio in Vaticano si segnala che nel corso del commissariamento scatena contro di lui “una sistematica azione di intimidazione di diffamazione e di vilipendio, realizzata su di una infinità di pubblicazioni, specie elettroniche, mentre i religiosi rimasti fedeli a Padre Manelli impugnavano sistematicamente tutti i provvedimenti amministrativi da cui essere erano interessati”.

f.p.g.

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