La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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Daily Archives: 16 aprile 2016

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Frigento, lasciti sospetti al convento, si apre un nuovo filone di inchiesta

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Loredana Zarrella

Tra i nove corpi che riposano nella cripta del Santuario del Buon Consiglio, a Frigento, c’è anche quello della contessa Margherita degli Oddi, originaria di Perugia. Morì a Frigento dopo aver donato all’Istituto tutti i suoi beni. A nulla valse il tentativo dei nipoti della donna di opporsi a tale lascito. Il sospetto è che Padre Stefano, indagato ora dalla Procura, e su cui peserebbero anche severe sanzioni canoniche, abbia esercitato pressioni su altri anziani per accumulare somme di denaro e beni immobili, quali ville e appartamenti. SU IL MATTINO, ed.Avellino.
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Lo Scandalo. Verifiche sulle presunte pressioni esercitate su anziani facoltosi perché donassero tutto all’Istituto.
di Loredana Zarrella
Frigento. Nuovi scenari, sulla già complessa mappa delle indagini, potrebbero prendere forma a seguito del sopralluogo dei militari dell’Arma all’interno del convento dei Frati Francescani dell’Immacolata, in via Piano della Croce, nella frazione Pagliara. Sono scenari che si tingono di giallo, spazi di mistero racchiusi tra le intercapedini della struttura religiosa, ora al vaglio degli inquirenti.
Accanto al giallo sulla morte di fra’ Matteo, ritrovato esanime nel pozzo del convento nel luglio del 2002, sempre più seri sono i dubbi sulla liceità della sepoltura di nove corpi nella cripta del Santuario della Madonna del Buon Consiglio. Pare infatti che i carabinieri, guidati dal capitano della Compagnia di Mirabella Eclano Leonardo Madaro, si siano soffermati in modo particolare in questo spazio angusto, dove riposano i resti mortali di frati, suore e benefattrici. I militari avrebbero avuto da ridire su una simile sepoltura.
L’ispezione di giovedì mattina, fatta scattare dal pm Adriano Del Bene, era volta ad appurare anche questo aspetto, quello cioè relativo alle condizioni igienico sanitarie del luogo in cui, all’epoca della reggenza di Padre Stefano Manelli, si decise di portare i corpi di alcuni defunti vicini all’Istituto religioso. Una sepoltura inusuale agli albori del 2000. Nessun Santo se non i genitori del fondatore dell’Ordine, Settimio Manelli e Licia Gualandris, riconosciuti dalla chiesa come Servi di Dio, e per i quali è in corso il processo di canonizzazione. Sulla loro tomba si recano in pellegrinaggio le coppie sterili, considerato che i due coniugi procrearono ben 21 figli. Sarebbe stato proprio Stefano Manelli a volere lì i loro resti, in vista della creazione di una cittadella della fede intorno al Santuario.
Da qui la richiesta delle autorizzazioni per la realizzazione di una sorta di cimitero privato, dove riposa pure Mattew Lim, l’allora frate filippino, trentenne, su cui pare essersi riaperto il caso, nonostante gli accertamenti del 2002 stabilirono che si trattò di un incidente. Sono le nuove testimonianze a insinuare il dubbio. Cadde davvero nel pozzo durante normali lavori di manutenzione o accadde altro?
Tra i corpi che riposano nella cripta anche quello di Suor Gloria, la religiosa filippina che, racconta una sua ex consorella, non fu esentata dalle penitenze estreme della quaresima nonostante il pessimo stato di salute, per disposizione dell’allora superiora generale Madre Francesca Perillo, ora in Inghilterra. Su un’altra lapide spicca poi il nome della contessa Margherita degli Oddi, originaria di Perugia. Morì a Frigento dopo aver donato all’Istituto tutti i suoi beni. A nulla valse il tentativo dei nipoti della donna di opporsi a tale lascito. Il sospetto è che Padre Stefano, indagato ora dalla Procura, e su cui peserebbero anche severe sanzioni canoniche, abbia esercitato pressioni su altri anziani.
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IL MATTINO: Benevento. Blitz in convento, inchiesta sui frati morti e sui presunti abusi alle suore

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di Loredana Zarrella

Frigento. Nuove telecamere sono state puntate sul convento del Buon Consiglio. Sono gli occhi elettronici diretti dai militari dell’arma, non più quelli dislocati, fino a qualche settimana fa, dai registi di Rai e Mediaset. Ieri mattina, verso le 9.30, il sopralluogo dei Carabinieri, con tanto di dispositivi per l’acquisizione di immagini, guidato dal capitano della Compagnia di Mirabella Eclano Leonardo Madaro. Un’ispezione minuziosa su mandato del pm Adriano Del Bene, il magistrato titolare del filone d’inchiesta sui presunti abusi perpetrati da Padre Stefano Manelli, il fondatore dell’Ordine dei Frati Francescani dell’Immacolata destituito dalla Santa Sede dal suo ruolo di guida.

Si cercano tracce e riscontri oggettivi sui fatti che risalgono al governo del frate ultraottantenne indagato dalla Procura della Repubblica di Avellino per i reati di violenza sessuale e di maltrattamento. In modo particolare, i 15 militari dell’Arma che ieri mattina si sono portati presso il convento ed il santuario della Madonna del Buon Consiglio, si sono soffermati sulla cripta, sulla dispensa e sul luogo dove venne trovato cadavere, nel 2002, frate Matteo. Tre locali, tre luoghi cardine dell’inchiesta. Guidati dal padre guardiano del convento e rettore del Santuario Padre Tarcisio Pascale, i militari hanno verificato le condizioni igienico-sanitarie della collocazione di diversi cadaveri nell’angusto spazio della cripta.

Nove i corpi sepolti, a partire dai primi anni del 2000, con l’assenso del Comune e dell’Asl. Ci sono i resti dei genitori di Manelli, per cui è in corso il processo di beatificazione, quelli di alcuni benefattori, di frati e suore, tra i primi il filippino di 30 anni Mattew Lim, originario di Quezon City, che nel luglio del 2002 cadde, come risulta dai registri, nel pozzo del convento. Il nuovo sopralluogo, e le rinnovate verifiche sulla fattibilità accidentale, scattano a seguito delle accuse mosse da alcune religiose in particolare, denunce raccolte anche nell’ormai famoso dossier scandalo a disposizione della Procura.

Fu davvero un incidente quello di fra’ Matteo? Perché e in quali condizioni igieniche sono state conservate le spoglie dei defunti nella cripta? Perché non nel cimitero comunale? Si tratta di tombe a norma? Altri inquietanti interrogativi potrebbero porsi se dovessero essere accertati profili di reato ben più gravi. Tutti i fatti al vaglio degli inquirenti sono accaduti nel tempo in cui Padre Stefano era Ministro Generale dei Frati che hanno appuntato sull’abito grigio-celeste, al lato del cuore, la cosiddetta «medaglia miracolosa».I militari si sono soffermati anche intorno alla dispensa dei frati per verificare se ci fossero o meno alimenti scaduti. Nessuna traccia. Dopotutto le accuse dei religiosi, costretti a mangiare cibi avariati, fanno riferimento al periodo che precede il commissariamento del 2013.Sorpresa e incuriosita intanto, ieri mattina, all’arrivo delle pattuglie, la gente del posto, lungo quella via, Piano della Croce, che ospita il complesso religioso ma anche case, bar e tabaccherie.

I riflettori di nuovo riaccesi sul convento, dove attualmente vivono circa nove frati, riportano alla ribalta mediatica l’inchiesta avviata dalla Procura di Avellino su più filoni, di natura penale e patrimoniale. Esclusa per ora dai controlli e dalla visita delle Forze dell’ordine la casa delle Suore Francescane dell’Immacolata, poco distante dal convento maschile.

Giovedì 14 Aprile 2016, 23:08:06 – Ultimo aggiornamento: 15-04-2016 10:29

http://www.ilmattino.it/avellino/inchiesta_morti_blitz_convento-1670339.html
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