La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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STEFANO MANELLI NON POTRA’ PIU’ RESTARE

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Il Servizio Informazione Religiosa (SIR), agenzia vicina alla Conferenza Episcopale Italiana, ha pubblicato il 2 febbraio 2016, Giornata della Vita Consacrata e chiusura dell’Anno dei Religiosi, un’intervista esclusiva al Cardinale Joao Braz de Aviz. (qui http://agensir.it/)

Più tardi la notizia è stata ripresa da altre testate a partire da Toscana Oggi. (http://www.toscanaoggi.it/)

Dopo il Papa il presule brasiliano è la massima autorità della Chiesa sui religiosi quale Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica.

Il giornalista Riccardo Benotti, reagendo alle dichiarate preoccupazioni del Prefetto su alcune situazioni della vita religiosa nella Chiesa, ha chiesto a bruciapelo:

 “È il caso dei Francescani dell’Immacolata?

Molte persone sono turbate dalle notizie relative a patti vergati con il sangue, marchiature a fuoco…”

 Il Cardinale Braz de Aviz, ha risposto:

“Stiamo lavorando con tenacia (sui Francescani dell’Immacolata ndr), perché i disguidi sono seri. Il terribile voto nel sangue è stato sciolto da Papa Francesco. Stefano Manelli è stato allontanato. La questione economica è in mano alla magistratura italiana. La formazione è stata affidata alle Università Pontificie e ai centri riconosciuti. Ci sono tre commissari che stanno guidando l’Istituto in un percorso di normalizzazione.

Ciò avverrà soltanto se ci sarà un cambiamento: non tutti, però, sono d’accordo.

Abbiamo fiducia che qualcosa si muova.

Quel che è sicuro, è che Stefano Manelli non potrà più restare”.

Sono dichiarazioni chiare e forti.

La Chiesa riconosce “disguidi seri” nel governo di Padre Manelli, ma anche nell’apparato dottrinale che aveva elaborato per le sue fondazioni.

E’ nella volontà delle massime autorità vaticane che la sua presenza e la sua influenza verso gli Istituti da lui fondati sia ridimensionata fino all’interdizione.

Il problema della formazione dei seminaristi è stato risolto con il loro ingresso nelle Università Pontificie bocciando quindi i professori e lo studio interno del quale le ultime generazioni di Francescani dell’Immacolata si avvalevano per la formazione al sacerdozio.

I tre Commissari stanno rimettendo tutto al posto giusto benché incontrino resistenze da uno sparuto e spaurito numero di irriducibili religiosi fedeli al Fondatore a prescindere da tutto e da tutti.

C’è da chiedersi, tuttavia, se la fedeltà a oltranza non nasconda un patto, un legame familiare stretto o l’interesse personale di chi, senza grande spessore umano, una volta privo dell’appoggio del Fondatore, teme – da buon francescano – di essere privato del suo piccolo palcoscenico.

Oramai nell’immaginario collettivo il “caso dei Francescani dell’Immacolata” è diventato sinonimo di orrore e di errori riconducibili al Fondatore degli Istituti maschile e femminile quale effetto collaterale di chi ha voluto avocare a sé stesso ogni scelta di governo, di formazione e di gestione secondo il noto e pubblicizzato adagio: “… non c’è foglia che cada che Manelli non voglia…”.

Tutto questo per venticinque anni di ininterrotto superiorato!

Molti si chiedono fino a che punto siano responsabili delle aberrazioni anche alcuni frati, suore, familiari  e laici a lui vicini; resta il fatto che il Manelli abbia comunque “lasciato fare…”.

Altre testimonianze, invece, affermerebbero che è Padre Manelli che avrebbe “viziato” e compromesso persone a lui vicine per crearsi una sorta di “guardia pretoriana”.

Al 1998 risalgono le prime denunce insabbiate proprio in Vaticano e dal 2002 Manelli non poteva essere più superiore generale, ma ha « fatto le carte false », come si suol dire.

La Magistratura in ciò che le compete sta facendo i rilievi del caso e presto potrebbero esserci importanti novità che peserebbero come un macigno sul Padre Manelli oltre agli annunciati provvedimenti canonici per i quali sono interessati tre organismi vaticani e un pool di esperti.

Il Manelli stava ultimamente architettando una via di fuga con la creazione di una sorta di Repubblica di Salò grazie a un pugno di fedelissimi; in queste ultime ore ci giunge voce che il tentativo è miserevolmente fallito.

Manelli ha messo letteralmente in mezzo a una strada una trentina di uomini facendoli uscire dall’Istituto e promettendo loro mari e monti non senza ricorso a (sue) profezie.

Anche per il ramo femminile, la sua prediletta, Suor Francesca Perillo ha trascinato nella stessa dinamica se stessa e un altro gruppetto di suore che hanno chiesto e ottenuto la dispensa dai voti per avvicinarsi al lefebvrianesimo in Inghilterra.

Una clarissa dell’Immacolata che faceva parte delle formatrici fino a poco tempo fa affermava addirittura: “i lefebvriani salveranno la Chiesa!”

Sembra che questa religiosa sia stata portata a più miti consigli dopo che la Santa Sede ha rifiutato di riconoscere, per le claustrali con la Regola di S. Chiara, l’origine fondazionale di Padre Manelli.

Nel ramo maschile, intanto, malgrado ogni macchinazione e giro di soldi corruttore a favore di terzomondiali, le periferie rimangono distanti da Padre Manelli e anche all’interno della compagine nazionale più calda affiorano crepe e… pentiti.

Scabrose nuove rivelazioni dallestero su aiuti a famiglie di frati poveri in cambio di sudditanza al Manelli.

Di pochi giorni fa l’ultima testimonianza pervenuta alla Santa Sede.

Il sistema ormai sta crollando sotto i piedi del « Califfo » .

Presto l’epilogo del « Califfato » .

“Homo faber ipsius fortunae” (ogni uomo è artefice del proprio destino)…

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1 commento

  1. maria ha detto:

    Non gioisco per Manelli, in qualita’ di cristiana dal Battesimo,non plagiata ma per come vanno le cose, sono felice che finalmente sia stato scoperto, allontanato non e’ giusto che la chiesa cattolica sia rappresentata da certi elementi.A me personalmente lo ribadisco Manelli non mi e’ mai piaciuto,altro ceh Padre Pio, Padre Pio ha fondato l’ospedale ma non si e’ mai distaccato nonostante le sofferenze dall’ordine per fare il fondatore o il plagiatore.Ho pregato tanto spero che tutto si risolva, lo ripeto non era possibile che amministrava il sacramento della Prima Comunione ai bimbi di sei anni, per carita’ ci puo’ ,essere un caso straordinario ma per lui era ordinario, dopo a dieci anni li faceva entrare in convento……….altro che santita’…..

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