La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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Monthly Archives: febbraio 2016

IL MATTINO. PADRE MANELLI, GESTITI BENI PER 30 MILIONI DI EURO

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Frigento: L’inchiesta sulla gestione dell’Istituto religioso

PADRE MANELLI, GESTITI BENI PER 30 MILIONI DI EURO

La Finanza verifica tutte le fonti del Patrimonio, per escludere ipotetiche provenienze illecite

Loredana Zarrella

Il denaro quale nervo della guerra tra la Santa Sede e la rete di associazioni vicine all’Istituto dei Francescani dell’Immacolata fondato a Frigento da Padre Stefano Maria Manelli. Trenta milioni di euro, sparsi in tutta Italia, tra beni mobili e immobili, nonché disponibilità finanziare giacenti su numerosi conti correnti, oggetto, in questi ultimi mesi, di ipotesi transattive naufragate. Così, tra accordi mancati e risposte taciute, l’inchiesta congiunta della Procura di Avellino e dalla Guardia di Finanza prosegue, sotto il filone diretto dal pm Fabio Del Mauro. Da dove provengono questi 30 milioni? Tutti lasciti dei benefattori? Un patrimonio gestito in buona fede da laici, subentrati ai religiosi nelle compagini associative per avvalorare il voto di povertà fatto dai frati e dal suo Fondatore? Proprio così, ha sempre sostenuto l’avvocato Enrico Tuccillo per conto di Padre Manelli, attualmente indagato per abusi sessuali e maltrattamento nei confronti delle suore. Il dubbio della Chiesa e dei paladini di questa battaglia, commissari e legali rappresentanti compresi, è che sotto questa parvenza di legalità e trasparenza vi sia invece una rete intricata, forse poco lecita, di passaggi di mano, di intestazioni fittizie e trasferimenti vari di denaro, anche tra l’estero e l’Italia. Tra il patrimonio delle associazioni finite sotto inchiesta, ossia l’«Associazione Missione dell’Immacolata» e l’«Associazione Missione del Cuore Immacolato», 59 fabbricati, 17 terreni, un impianto radio-tv, 5 impianti fotovoltaici, 102 autovetture. Beni sequestrati e poi rimessi in libertà. Due le proposte di transazione avanzate dalla Chiesa, tramite i commissari e l’avvocato Giuseppe Sarno, a Enrico Tuccillo, difensore di Padre Manelli. Una lo scorso settembre, l’altra poco più di un mese fa. Con la prima ipotesi transattiva si chiedeva, in sostanza, la dimissione degli amministratori laici delle tre associazioni (Missione dell’Immacolata, Missione del Cuore Immacolato e Casa Mariana Editrice) e il ritorno agli statuti originari. I beni delle tre compagini sarebbero stati devoluti alla Chiesa che li avrebbe ridistribuiti, secondo criteri di equità, in parte al ramo maschile in parte al ramo femminile dell’Istituto. Negativa la risposta dell’avvocato Tuccillo che aveva comunicato la già totale indifferenza alla patrimonialità da parte di Padre Manelli e di Suor Cozzolino, secondo la regola di San Francesco. Agli inquirenti risulta intanto l’assenza, dopo il 2012, di ogni scrittura contabile. Possibile che difronte a un patrimonio di 30 milioni di euro non vi fosse un bilancio ma solo un’amministrazione condotta alla buona da Suor Consiglia De Luca e Padre Bernardino Abate, tenuta nascosta agli altri religiosi? Ingente il giro di denaro. Tanto ingente da non lasciare la Chiesa e la Finanza indifferenti. Dati alla mano, riferiti agli immobili acquistati solo a Frigento, estrapolati dagli atti notarili di compravendita: 1.488.000,00, ad esempio, la cifra totale pagata, espressa in euro, per l’allora rinomato complesso alberghiero, anche pizzeria e ristorante per cerimonie denominato «Abbazia Park Hotel».

PADRE MANELLI INDAGATO PER ABUSI GRAZIE A RAI UNO (E NON SOLO)

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Padre Manelli indagato per abusi. Grazie a Rai Uno (e non solo)

“Padre Stefano Manelli, il fondatore dell’ordine dei frati Francescani dell’Immacolata, è indagato dalla Procura della repubblica di Avellino per i reati di violenza sessuale e di maltrattamento”. Lo scrive il Mattino, nella sua edizione di Avellino. Il pubblico ministero, Adriano Del Bene, dopo aver meticolosamente vagliato una serie di testimonianze raccolte dai carabinieri del comando provinciale di Avellino ha iscritto nel registro degli indagati il frate al centro dello scandalo, che ha interessato il convento di Frigento. La notizia era  stata anticipata in esclusiva dal settimanale Giallo, che riferisce anche che la Procura sta indagando su una serie di morti sospette, così come segnalato nel corposo dossier consegnato agli inquirenti lo scorso 15 giugno. Sarebbero almeno una decina i casi presi in considerazione dagli investigatori che hanno portato all’iscrizione del frate nel registro degli indagati. Ascoltate dai carabinieri le persone che nel dossier venivano indicate come le vittime di violenze e maltrattamenti, hanno confermato quanto subito nel corso degli anni.

Se tutto questo ora viene alla luce il merito va attribuito a Papa Francesco, senza dimenticare quanto fatto anche dal suo predecessore Joseph Ratzinger prima come Prefetto di Dottrina della Fede e poi come pontefice, specie nella lotta contro la pedofilia. La copertura sistematica da parte della diocesi americana degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali risponde agli angosciosi interrogativi di qualunque uomo di fede su come si sia potuto arrivare solo oggi alla triste scoperta delle presunte malefatte di un fondatore di istituti religiosi. Padre Manelli (nella foto con il cardinale tradizionalista Burke) e la battaglia del nostro quotidiano online oltre che di Rai Uno che con “La Vita in Diretta” ha seriamente indagato sulla vicenda. Potremmo parlare di un nuovo caso nel quale grazie al nostro intervento ed a voi lettori la Chiesa potrà finalmente riformarsi e la giustizia potrà assicurarsi pericolosi criminali?

Da qui in poi una testimonianza riportata sul blog “La verità sul commissariamento dei frati Francescani dell’Immacolata”, quella di una donna ferita ancora oggi da padre Manelli:

“Mio marito che era accanto a me in poltrona mi ha tenuto la mano stretta per i tre quarti della proiezione e mi ha più volte sussurrato: ‘hai fatto bene ad uscire!’. In realtà sia il film che la puntata televisiva di ieri hanno riaperto in me profonde ferite con l’aggravante di quanto l’avvocato di Padre Manelli racconta in un mantra minimalista inganna – puerperi. Benché abbia ricostruito la mia esistenza affettiva e sociale, penso a chi è stata meno fortunata di me e a chi risiede ancora nei “conventi dell’orrore” – li cito al plurale – oppressa da sensi di colpa e avviluppata dai tentacoli del plagio all’interno di un sistema clanico e mafioso. Malgrado il camuffamento elettronico riesco a riconoscere le mie consorelle che testimoniano in TV e confermo tutto quello che dicono. Convocata presso la Compagnia dei Carabinieri su sollecitazione della Procura della Repubblica, ho deposto la mia testimonianza. Ho firmato il verbale assumendomene la totale responsabilità. Di quale complotto vuole parlare il dr. Tuccillo? Si parla di avidità verso gli almeno trenta milioni di beni degli Istituti. Chi ne era a conoscenza davvero, prima del sequestro della Guardia di Finanza? Non ha detto l’avvocato Sarno che si era proposta al Manelli una transazione con la devoluzione del tutto alla Santa Sede che avrebbe disposto dell’equa ripartizione tra frati e suore? Queste cose le sto seguendo! Come sta reagendo invece il Manelli? Con il malloppo perso teme di non disporre più del “nervo della guerra”? Gli orchi non sempre si vedono, sono fantasmi, sono traditori di Dio che assassinano anime innocenti. Anche se le ferite delle vittime possono rimarginarsi con il tempo, rimangono orribili cicatrici sull’epidermide dell’anima. Uno strano modo di fare giustizia… Persone hanno sofferto (e stanno soffrendo) e le mie ex consorelle – a detta del dr. Tuccillo – si permettono di ridicolizzare l’inviata Sara Verta con i soliti sketch infantili ai quali mi sono dovuta anche io spesso piegare per far piacere al Fondatore in visita ai nostri conventi? Mi rendo conto che la nostra era una recita in tutti i sensi, quella alla quale rimangono ancora salde sul palco le mie ex consorelle. Riconoscere per tante gli abusi del Manelli significherebbe riconoscere il proprio fallimento, la propria debolezza, la propria dipendenza da un uomo che da più giovane ha succhiato come attaccato a un seno, i nostri sogni di gioventù. Sono tante le maschere di questa vicenda cinica. La dichiarazione del cardinale Braz de Aviz su SIR, confermata pochi giorni dopo su Vatican Insider, rappresenta una speranza che forse mi farà ritrovare pace e restituirà credibilità all’istituzione Chiesa.  Chi ha coperto il Manelli in questi lunghi venti anni? Chi sono i suoi protettori? Se la partita non si chiude occorrerà scoprirli e colpirli! Sarebbe bastato per il Manelli accettare, non dico virtuosamente, ma in maniera disciplinata, il commissario e il commissariamento per evitare il rovesciamento del suo carro di letame. Fino a quando non ci sarà un giudizio chiaro, al quale la Magistratura rischia di pervenire prima di una Chiesa che “sapeva tutto”, continueremo ad essere moralmente abusate ogni giorno. Il dr. Tuccillo presenta il Manelli come l’ultraottuagenario da sedia a rotelle. L’espediente della malattia trentennale gli ha permesso di scavalcare sempre e ovunque l’austerità da lui stesso imposta nelle nostre comunità. Come nei più scandalosi e beceri luoghi del consumismo tutto era personalizzato per lui: dagli orari, all’alimentazione e persino il riposo. Quello che è mancato prima e quello che manca adesso è la dignità. Questo lo dico forte.

Nel film Spotlight la madre di una delle vittime non vuole chiedersi nessun perché, difende il prete, che ha sodomizzato il figlio, a prescindere da tutto. L’orco è come un dio al quale tutto è concesso, compreso il diritto di vita e di morte sui suoi sudditi. Se gli orchi di quella storia bostoniana sono ispirati dal più banale e pervertito desiderio di possesso sui corpi dei ragazzi, mi chiedo cosa soggiaccia alle ispirazioni del Manelli. Più volte si è parlato di disturbi della personalità, di delirio di onnipotenza, narcisismo patologico, megalomania, fino alle grottesche etichette di guitto e califfo.

Non sta a me giudicare, ma ne ho viste tante… Ci sono volute le dimissioni di Benedetto XVI per lanciare un sasso nello stagno di acqua putrefatta di un sistema curiale. Mi aspetto dalla Chiesa, insieme alle mie sorelle, discernimento nella sapienza del cuore e nella prudenza; giustizia nella verità e nella carità, ma mi aspetto soprattutto una decisione, anche se non necessariamente di condanna. Come successo per altri fondatori o altre figure carismatiche di cui lo stesso Manelli ci parlava con disprezzo, è giunta l’ora che lui stesso sia allontanato nel senso di non più interferire sulla vita dei Francescani dell’Immacolata, suore, frati e laici. Lo richiede il bene comune. Non sta a me trovare le formule canoniche o le soluzioni pratiche più adatte, ma la Chiesa non può più indugiare sul tempo. I cattolici scendono nel Circo Massimo contro la stepchild adoption del ddl Cirinnà e la Chiesa permette che si perpetui violenza contro due famiglie religiose scaraventate nel Circo mediatico propiziato da un uomo ancora lucido, vivo e vegeto, con impeto decisionista? Alla stampa chiedo certamente rispetto e non gossip, sia sulle vittime che sul carnefice e le complici. In questo senso sto apprezzando il lavoro di RAI Uno. C’è tanto clamore e tanto materiale da rendere inutili ipotesi romanzate. Questo favorirebbe solo il finale del thriller nel quale l’orco del film dell’orrore, vorrebbe la distruzione totale. So che esiste una parte ancora sana negli istituti, ma credo soprattutto nella redenzione, quella che auguro al Manelli, prima che sia troppo tardi. Fino all’ultimo respiro c’è ancora posto in Paradiso per il ladrone pentito…”.

Dopo aver pubblicato questa testimonianza credo di non dover aggiungere null’altro…

 

Edoardo Izzo

http://www.farodiroma.it/2016/02/26/dai-pedofili-di-boston-a-padre-manelli-linchiesta-di-rai-uno-e-non-solo-inchioda-il-male/

PADRE MANELLI, INDAGINE SULLE VIOLENZE (Il Mattino)

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Lo scandalo in convento

Padre Manelli, indagine sulle violenze

Nell’inchiesta della Procura anche i maltrattamenti.
Il Vaticano: provvedimenti
Gian Pietro Fiore
Padre Stefano Manelli, il fondatore dell’ordine dei frati Francescani dell’Immacolata, è indagato dalla Procura della repubblica di Avellino per i reati di violenza sessuale e di maltrattamento.
Il pubblico ministero, Adriano Del Bene, dopo aver meticolosamente vagliato una serie di testimonianze raccolte dai carabinieri del comando provinciale di Avellino ha iscritto nel registro degli indagati il frate al centro dello scandalo, che ha interessato il convento di Frigento.
La notizia è stata anticipata in esclusiva dal settimanale Giallo, che riferisce anche che la Procura sta anche indagando su una serie di morti sospette, così come segnalato nel corposo dossier consegnato agli inquirenti lo scorso 15 giugno. Sarebbero almeno una decina i casi presi in considerazione dagli investigatori che hanno portato all’iscrizione del frate nel registro degli indagati. Ascoltate dai carabinieri le persone che nel dossier venivano indicate come le vittime di violenze e maltrattamenti, hanno confermato quanto subito nel corso degli anni.
Ma i guai per il fondatore dei Frati Francescani dell’Immacolata non sono finiti qui: sono in arrivo dal Vaticano provvedimenti e sanzioni. Come riportato nel dossier nelle mani degli inquirenti e come accertato dagli investigatori alcune suore sarebbero state costrette a prostituirsi con potenti benefattori, che in cambio di derrate alimentari o offerte in denaro, avrebbero preteso come merce di scambio degli incontri sessuali con giovani suore.
Particolare toccante è la testimonianza di una suora, nel convento di Frigento dal 1992 al 1997 che ha dichiarato: “Non ci permettevano di curarci e di assumere farmaci. Avevo i valori del sangue sballati e quindi la necessità di essere visitata da un ematologo. Non ci fu nulla da fare. Mi risposero che ero fuori di testa”. E poi aggiunge: “Le penitenze erano continue e comunitarie. Alcune molto dolorose. La sera durante le preghiere dovevamo indossare il cilicio: una cintura di corda o di cuoio ruvida e cosparsa di nodi o di punte, che dovevamo portare sulla pelle per penitenza. Un altro oggetto di punizione era una frusta con dei chiodi appuntiti. Nel ferirmi mi ero anche infettata”.
Un frate, stretto collaboratore del commissario apostolico, riferisce: “Le suore hanno messo su un sistema lager che si materializza nei conventi di clausura. Suor Consiglia per punizione fa pure il pavimento con la lingua. Le suore filippine o africane che vengono mandate via, sono fatte spogliare nei bagni degli aeroporti e lasciate andare via senza abiti”. Più di una suora, inoltre ha messo nero su bianco i presunti vizi del frate indagato: “Lui (riferendosi a Manelli) ha una debolezza: toccare il petto delle suore, soprattutto quelle più formose, con la scusa di toccare la medaglia miracolosa che portiamo sul petto. Alcune suore sono state offerte a certi uomini e sono state costrette all’obbedienza. Lo stesso avevano fatto anche con me quando mi mandarono dal proprietario di un supermercato. Ho visto alcune sorelle andare a dormire tutte insieme nella stessa stanza. Una in particolare, parente di padre Manelli, chiedeva con insistenza tenerezze a noi sorelle. Ho visto commettere atti sessuali impuri nel corso di vere orge”. Al centro dell’inchiesta avellinese anche i patti di sangue con il quale le religiose erano costrette a firmare la loro devozione all’Istituto.

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L’Inchiesta

Le testimonianze

Molestie alle suore e patti sottoscritti con il sangue
Loredana Zarrella
Gli abusi, le molesti sessuali, l’obbligo di vergare con il sangue patti di fedeltà a Padre Stefano Manelli. Coercizioni psicologiche indirizzate a un disegno di un megalomane, tutt’altro che ispirato al divino.
I raggiri per raggranellare un bottino per milioni di euro, di cui solo briciole destinate alle missioni umanitarie. C’è questo nei fascicoli all’attenzione da un anno della Procura di Avellino che ha aperto diversi filoni di indagine sull’ormai noto caso dei Frati Francescani dell’Immacolata.
Un caso che, con l’iscrizione nel registro degli indagati di Padre Stefano Manelli, fondatore dell’Ordine, pare avviarsi alla conclusione. Il frate ottantaduenne sarebbe indagato per i reati di violenza sessuale e maltrattamento.
Decine di testimonianze raccolte dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria. Sono i racconti delle religiose fuoriuscite dall’Istituto fondato a Frigento da Padre Manelli e già raccolti nel dossier depositato lo scorso giugno dall’avvocato Giuseppe Sarno, il legale della gestione commissariale dell’Ordine che nel settembre 2014 aveva fatto scattare il filone di indagine, quello relativo al danno patrimoniale nei confronti dell’Istituto religioso.
Denuncia, questa, in cui si segnalavano presunte irregolarità nella gestione delle attività e dei beni di alcune associazioni laiche riconducibili all’Istituto, che portò il gip Fabrizio Ciccone a disporre il sequestro preventivo dei beni mobili e immobili, per un valore di 30 milioni di euro, di proprietà dell’ “Associazione Missione dell’Immacolata”, con sede a Frigento, e dell’ “Associazione Missione del Cuore Immacolato”, con sede a Benevento.
Truffa aggravata e falso ideologico i reati contestati. Il dissequestro, disposto poco dopo, non ha mai interrotto l’indagine delle Fiamme Gialle che, su disposizione della Procura, è scattata per fare chiarezza sulle intestazioni. Perché intestare questo cospicuo patrimonio a compagini associative trasformate negli statuti subito dopo il commissariamento, in modo, si presume, fraudolento, per consentire l’ingresso dei laici? Cosa aveva in mente il fondatore Padre Stefano Manelli? Si sospettano raggiri per eludere il controllo della Santa Sede e dirottare il denaro anche a singole persone. Tra l’altro, nessun dei frati e delle suore dell’Istituto, se non Padre Bernardino Abate e Suor Maria Consiglia De Luca di Calore Irpino, entrambi economi esclusivi dell’Istituto sin dalla sua nascita, sarebbero stati a conoscenza dell’ammontare dei beni delle associazioni vicine all’Istituto.
Parallela ai filoni avviati dalla magistratura c’è poi l’indagine della Santa sede che, dopo aver commissariato l’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata nel 2013, nell’ottobre scorso ha disposto lo stesso provvedimento pure per il ramo femminile.
Nell’istituto femminile si anniderebbero le più serie derive, con i marchi fuoco, le punizioni estreme obbligatori di medievale memoria e il culto idolatra del fondatore, venerato da alcune suore come fosse già santo. Diventeranno mai cimeli venerabili i capelli e gli indumenti personali di Manelli avvolti in cellophane e conservati da alcun religiose, numerati, in uno scatolone, con tanto di scritta “reliquie di P. Stefano”?

IL CASO MANELLI E LA STAMPA: UN NUOVO SPOTLIGHT ALL’ITALIANA?

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Sabato scorso, incuriosita dalla critica e sensibile al tema, mi sono recata al cinema per assistere alla prima visione di Spotlight nella mia città.

E’ un film che mi è piaciuto e del quale sento l’esigenza di condivisione dopo aver assistito ieri all’ennesimo intervento televisivo sul caso Manelli a “La Vita in Diretta” di RAI UNO.

Nel seguire con attenzione l’intera vicenda ho scoperto forti analogie con quanto è accaduto a Boston nel 2002.

Nel film l’istituzione ecclesiastica difende e protegge i predatori senza volto, senza coscienza, senza anima, è complice del loro spirito predatorio, e perde alla fine la battaglia di verità e di giustizia, contro l’omertà, dei valorosi investigatori del pool giornalistico denominato “Spotlight” .

Da allora credo che molte cose siano cambiate e non solo in America, nella conduzione del governo della Chiesa universale e locale, a benefico della trasparenza e dell’eredità storica nostrana di “Mani Pulite” anni Novanta.

Merito innegabile lo sta avendo Papa Francesco, senza dimenticare quanto il mio amato Papa Ratzinger abbia fatto prima come Prefetto di Dottrina della Fede e poi come pontefice, specie nella lotta contro la pedofilia.

La copertura sistematica da parte della diocesi americana degli abusi sessuali commessi su minori da oltre 70 sacerdoti locali risponde alle mie perplessità su come si sia potuto arrivare solo oggi alla triste scoperta delle presunte malefatte di un fondatore di istituti religiosi.

Mio marito che era accanto a me in poltrona mi ha tenuto la mano stretta per i tre quarti della proiezione e mi ha più volte sussurrato: “hai fatto bene ad uscire!”

In realtà sia il film che la puntata televisiva di ieri hanno riaperto in me profonde ferite con l’aggravante di quanto l’avvocato di Padre Manelli racconta in un mantra minimalista inganna – puerperi.

Benché abbia ricostruito la mia esistenza affettiva e sociale, penso a chi è stata meno fortunata di me e a chi risiede ancora nei “conventi dell’orrore” – li cito al plurale – oppressa da sensi di colpa e avviluppata dai tentacoli del plagio all’interno di un sistema clanico e mafioso.

Malgrado il camuffamento elettronico riesco a riconoscere le mie consorelle che testimoniano in TV e confermo tutto quello che dicono.

Convocata presso la Compagnia dei Carabinieri su sollecitazione della Procura della Repubblica, ho deposto la mia testimonianza.

Ho firmato il verbale assumendomene la totale responsabilità.

Di quale complotto vuole parlare il dr. Tuccillo?

Si parla di avidità verso gli almeno trenta milioni di beni degli Istituti.

Chi ne era a conoscenza davvero, prima del sequestro della Guardia di Finanza?

Non ha detto l’avvocato Sarno che si era proposta al Manelli una transazione con la devoluzione del tutto alla Santa Sede che avrebbe disposto dell’equa ripartizione tra frati e suore?

Queste cose le sto seguendo!

Come sta reagendo invece il Manelli?

Con il malloppo perso teme di non disporre più del “nervo della guerra” ?

Gli orchi non sempre si vedono, sono fantasmi, sono traditori di Dio che assassinano anime innocenti.

Anche se le ferite delle vittime possono rimarginarsi con il tempo, rimangono orribili cicatrici sull’epidermide dell’anima.

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Da cattolica inquieta e vittima,  ad ascoltare il difensore del Manelli, come nel film, non sono soddisfatta del circo mediatico-giudiziario con giornalisti semidei, che rovesciano la logica dell’insabbiamento delle notizie, procedono eroicamente e svergognano una trama di patteggiamenti tra vittime. Lancio tuttavia la mia accusa anche a quegli avvocati che nel film sopra il dolore privato e le violenze private di molti preti fanno un monte di soldi. 

Uno strano modo di fare giustizia…

Persone hanno sofferto (e stanno soffrendo) e le mie ex consorelle – a detta del dr. Tuccillo – si permettono di ridicolizzare l’inviata Sara Verta con i soliti sketch infantili ai quali mi sono dovuta anche io spesso piegare per far piacere al Fondatore in visita ai nostri conventi?

Mi rendo conto che la nostra era una recita in tutti i sensi, quella alla quale rimangono ancora salde sul palco le mie ex consorelle.

Riconoscere per tante gli abusi del Manelli significherebbe riconoscere il proprio fallimento, la propria debolezza, la propria dipendenza da un uomo che da più giovane ha succhiato come attaccato a un seno, i nostri sogni di gioventù.

Sono tante le maschere di questa vicenda cinica.

La dichiarazione del cardinale Braz de Aviz su SIR, confermata pochi giorni dopo su Vatican Insider, rappresenta una speranza che forse mi farà ritrovare pace e restituirà credibilità all’istituzione Chiesa.

Chi ha coperto il Manelli in questi lunghi venti anni?

Chi sono i suoi protettori?

Se la partita non si chiude occorrerà scoprirli e colpirli!

Sarebbe bastato per il Manelli accettare, non dico virtuosamente, ma in maniera disciplinata, il commissario e il commissariamento per evitare il rovesciamento del suo carro di letame.

Fino a quando non ci sarà un giudizio chiaro, al quale la Magistratura rischia di pervenire prima di una Chiesa che “sapeva tutto”, continueremo ad essere moralmente abusate ogni giorno.

Il dr. Tuccillo presenta il Manelli come l’ultraottuagenario da sedia a rotelle.

L’espediente della malattia trentennale gli ha permesso di scavalcare sempre e ovunque l’austerità da lui stesso imposta nelle nostre comunità.

Come nei più scandalosi e beceri luoghi del consumismo tutto era personalizzato per lui: dagli orari, all’alimentazione e persino il riposo.

Quello che è mancato prima e quello che manca adesso è la dignità.

Questo lo dico forte.

Nel film Spotlight la madre di una delle vittime non vuole chiedersi nessun perché, difende il prete, che ha sodomizzato il figlio, a prescindere da tutto.

L’orco è come un dio al quale tutto è concesso, compreso il diritto di vita e di morte sui suoi sudditi.

Se gli orchi di quella storia bostoniana sono ispirati dal più banale e pervertito desiderio di possesso sui corpi dei ragazzi,  mi chiedo cosa soggiaccia alle ispirazioni del Manelli.

Più volte si è parlato di disturbi della personalità, di delirio di onnipotenza, narcisismo patologico, megalomania, fino alle grottesche etichette di guitto e califfo.

Non sta a me giudicare, ma ne ho viste tante…

Ci sono volute le dimissioni di Benedetto XVI per lanciare un sasso nello stagno di acqua putrefatta di un sistema curiale.

Mi aspetto dalla Chiesa, insieme alle mie sorelle, discernimento nella sapienza del cuore e nella prudenza; giustizia nella verità e nella carità, ma mi aspetto soprattutto una decisione, anche se non necessariamente di condanna.

Come successo per altri fondatori o altre figure carismatiche di cui lo stesso Manelli ci parlava con disprezzo, è giunta l’ora che lui stesso sia allontanato nel senso di non più interferire sulla vita dei Francescani dellImmacolata, suore, frati e laici.

Lo richiede il bene comune.

Non sta a me trovare le formule canoniche o le soluzioni pratiche più adatte, ma la Chiesa non può più indugiare sul tempo.

I cattolici scendono nel Circo Massimo contro la stepchild adoption del ddl Cirinnà e la Chiesa permette che si perpetui violenza contro due famiglie religiose scaraventate nel Circo mediatico propiziato da un uomo ancora lucido, vivo e vegeto, con impeto decisionista?

Alla stampa chiedo certamente rispetto e non gossip, sia sulle vittime che sul carnefice e le complici.

In questo senso sto apprezzando il lavoro di RAI Uno più di altri banali rotocalchi scandalistici.

C’è tanto clamore e tanto materiale da rendere inutili ipotesi romanzate.

Questo favorirebbe solo il finale del thriller nel quale l’orco del film dell’orrore, vorrebbe la distruzione totale.

So che esiste una parte ancora sana negli istituti, ma credo soprattutto nella redenzione, quella che auguro al Manelli, prima che sia troppo tardi.

Fino all’ultimo respiro c’è ancora posto in Paradiso per il ladrone pentito…

VATICAN INSIDER: INTERVISTA AL CARD. BRAZ DE AVIZ SUI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA

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Braz de Aviz: le vocazioni devono essere gioiose

A colloquio con il Cardinale brasiliano Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di Vita apostolica: «Siamo grati a Dio ma anche a papa Francesco, che ha dato una spinta nuova e forte soprattutto per i carismi storici senza lasciar fuori quelli nuovi»
LUCA ROLANDI
ROMA

Nell’ambito dell’assemblea regionale dell’Usmi e il Cism del Piemonte di sabato 13 febbraio dal significativo titolo «Una vita religiosa a misura di Francesco», il cardinale Joao Braz de Aviz, introdotto dal vescovo di Ivrea monsignor Edorado Aldo Cerrato si è soffermato sul tema davanti a una platea attenta e dialogante, documentata dalla diretta dell’incontro trasmessa da Mediacor.tv in streaming.

 

Eminenza, la vita consacrata, la vita religiosa e il magistero di Francesco, quali sono le sue impressioni e prospettive?

«Si è appena concluso l’Anno della Vita consacrata, tempo nel quale abbiamo respirato un’aria di rinnovamento e rilancio della vocazione. In questo momento ci sono due grossi sentimenti che abbiamo riferito a papa Francesco. Prima di tutto un sentimento di gratitudine verso il Santo Padre. Il tempo che stiamo vedendo nella vita consacrata lo dobbiamo a Dio ma anche a papa Francesco, che ha dato una spinta nuova e forte soprattutto per i carismi storici senza lasciar fuori i nuovi carismi. C’era una certa difficoltà a capire il futuro della vita consacrata, soprattutto in Europa, Stati Uniti e Australia che sono continenti dove il peso e la stanchezza dei religiosi è maggiore. E spesso i religiosi si sono chiusi nelle proprie mura. Ma c’è anche tanta novità, per esempio riguardo i monasteri: molti muoiono ma ne nascono molti di più. Secondo sentimento è la questione della fedeltà. Se esistono delle difficoltà noi sappiamo chi seguire per scoprire le nuove sensibilità del nostro tempo e saper cambiare, rimanendo però fedeli alla Parola e la presenza di Gesù. Ci sono delle difficoltà connesse alla vita cristiana, però c’è anche tanta luce».

 

Oltre 2mila religiosi ogni anno lasciano. Un problema che riguarda le congregazioni di tutto il mondo, ma ci sono anche segnali positivi?  

«Questo dato dei 2mila religiosi deve essere inquadrato in una cifra di un milione e 500mila consacrati nel mondo, cioè se lo consideriamo nell’insieme è proporzionale che ci siano problemi, però il Papa lo trova molto alto. Ci dice che bisogna tornare a imparare il discernimento. Il numero non può essere un discernimento, dobbiamo riconoscere i segni di una vera vocazione. Questo è molto importante. Bisogna trovare le vocazioni provate dal Vangelo e bisogna che siano vocazioni gioiose. Penso che nemmeno l’Europa sarà chiusa a questo. Però bisogna cambiare, occorre ritrovare questa freschezza. Questo darà a tutte le congregazioni nuove vocazioni. Su questo sono tranquillo perché abbiamo avuto delle congregazioni che sono state cancellate e sono tornate, anche quando era rimasta una sola persona. Perché non potrebbe essere così oggi? Quando c’è vita non tramonta la speranza».

 

I Francescani dell’Immacolata. Qual è la situazione adesso?

«Si sta evolvendo in positivo, abbiamo adesso un commissariamento non più di un commissario, ma di tre commissari, abbiamo fatto dei passi molto interessanti riguardo la formazione, riguardo anche la conduzione del proprio istituto, io penso che stiamo camminando bene, il Papa lo segue da vicino, con molta attenzione».

 

Religiosi e consacrati come operano in campo ecumenico?

«Sono davvero profetici i religiosi e i consacrati. Il primo incontro a Roma della vita consacrata è stato ecumenico, il Papa lo ha voluto personalmente. Lo abbiamo preparato con una certa cura, per evitare ripercussione negative con le altre chiese. Abbiamo fatto un piccolo incontro con una cinquantina di religiosi cattolici e una cinquantina religiosi delle altre chiese. La sorpresa è stata che quando abbiamo guardato ai reciproci fondatori abbiamo ricordato che al loro tempo, non esistevamo divisi. Il monachesimo orientale è stato il primo nucleo del monachesimo che poi si è sviluppato in Europa. Questa memoria ci ha permesso di percorrere una strada nuova. Dobbiamo continuare gli incontri ecumenici per sviluppare questo spirito tra di noi. In tutti questo desiderio è profondo e autentico perché le nostre origini sono comuni».

Fonte:  VATICAN INSIDER

 

Qualche chiarimento del chiarimento di Messainlatino.it sul chiarimento del Prefetto dei Religiosi circa il chiarimento della vicenda dei Francescani dell’Immacolata

http://blog.messainlatino.it/2016/02/fi-qualche-chiarimento-in-merito.html#more

Messainlatino.it è un blog al quale vanno da sempre riconosciuti dei meriti.

Il primo a cui ci riferiamo riguarda l’interesse sulla vicenda dei Francescani dell’Immacolata (frati e suore).

Dai suoi post che ci ricordano tanto i post-it da bacheca per la tecnica impiegata del copia/incolla,  si è presto capito quanto elevata fosse la dottrina e la spiritualità di nuovi supporters che il prestigioso Mannelli, “il Silvan del francescanesimo”, ha tirato magicamente fuori dal suo cappuccio di “prestigiatore religioso” o “illusionista dello spirito”, per inserirli nella vita degli Istituti da lui (s)fondati.

E’ così che ha moltiplicato negli ultimi anni del suo venticinquennale generalato – oltre alle vocazioni – anche i benefattori e i fans voraci di gadgets quali la caramella già masticata, il capello rinvenuto sul cuscino e il fazzolettino di carta utilizzato nientepocodimeno che da Lui, il “Padre Comune che è sulla terra”, con tanto di certificazione della prova del DNA per proteggersi dalle contraffazioni.

Il suo, infatti, è un mercato fruttuoso con un indotto di tutto rispetto; altro che il commercio delle reliquie nel Medio Evo!

Mentre uomini e donne dal saio color turchino, dopo la crisi dei soliti dieci anni venivano espulse dal lager marchiatore aspirando a nozze, i soldi, gli appartamenti, i negozi e le ville elargiti dai “nuovi amici”, si accumulavano nell’ente di deposito di nuova fondazione: il “Fatebenemanelli”.

Tutto questo, naturalmente, per preservare frati e suore dell’Immacolata da contaminazioni con il mondo e quindi difendere la loro povertà, come quella di San Francesco, di cui l’emulo Manelli è voluto andare oltre: non sarà per i posteri il Poverello d’Assisi, ma il Poveraccio di Frigento!

Così come San Paolo caduto da cavallo fu illuminato dal Risorto, allo stesso modo la disalcionatura del generalissimo  ad appena un mese dal commissariamento ha fornito nuovi lumi.

Luce da luce e Padre Comune vero da Padre Comune finto, occasione troppo ghiotta si presentava al Nostro nello sfruttare anche la provincia ultratradizionalista dell’impero per farsi appoggiare nella sua ribellione contro il Kommissario.

Peccato che il Manelli abbia già detto alle Autorità inquirenti che a lui “della Messa Tridentina NON importa più nulla e che è stato ingannato da un officiale brasiliano di Ecclesia Dei”.

Vero o falsa l’affermazione?

Noi optiamo per la seconda ipotesi.

Sembra che non sia la prima volta che il Manelli menta e molli i suoi fedeli collaboratori.

Oggi la liturgia non è più il “cavallo vincente” per soldi e vocazioni ed è stata abbandonata sull’incalzare dei chiarimenti esatti dalla Santa Sede.

Nel frattempo, dopo aver ingannato chi stava all’interno delle Mura Leonine Oltretevere, si passa all’inganno di chi sta oltre le Mura Adriane Oltremanica: se l’euro scende, la sterlina sale…

Al generalissimo qualche colonnello non faceva più comodo? Era necessario sacrificare la parte per il tutto e dimostrare apertura al dialogo per guadagnare tempo sperando nella realizzazione della profezia escatologico-manellistica sulla prematura fine di papa Bergoglio.

“A’ generà! Te piacerebbe, vero?”

In cauda venenum”, sputa e spremi (dal flaconcino), alla fine come già successo per Volpi “il digitale” colpirà anche “l’uomo di Santa Marta”, così come rispettosamente è epitettato dai cattolicissimi Messainlatino.it e affini il Vicario di Cristo, il Papa.

Prima si uccide qualcuno della scorta e poi il magistrato.

I kommissari sono avvisati…

Anche Braz de Aviz e Carballo sono molto rispettati da chi è geloso del parrucchino o dell’albergo “Il Cantico” sulla Gregorio VII di Roma, visto che Manelli si è dovuto solo accontentare dell’Abbazia Hotel sul cucuzzolo di Frigento.

Non è una mancanza di rispetto al cardinale Braz de Aviz rilevare quanto poco le sue parole appaiano inspirate al senso della misericordia e della giustizia che dovrebbero contraddistinguere ogni cristiano (…) – scrive Messainlatino.it – anzi, oltre che di misericordia e di giustizia, l’intervento di Sua Eminenza manca anche, palesemente, di considerazione per la verità”.

E’ come dire: “Sua Eminenza è un bugiardo, altro che il Manelli !”

Oltre ad essere “il Padre Comune che è sulla terra” è anche “la Bocca della Verità”!

Anziché recarsi fino al Lungotevere Aventino, i terroni specialmente potranno risparmiare kilometri andando a San Giovanni Rotondo con la sola precauzione di fare attenzione ai morsi di denti in mezzo a lingua biforcuta.

“Quando il giornalista lo interroga sulle notizie relative a patti vergati con il sangue, marchiature a fuoco… – continua Messainlatino.it –  il cardinale non fa una piega e risponde come se queste notizie fossero verità accertate e motivi determinanti del commissariamento”. 

Quindi – leggete bene – non lo stile di governo, la formazione, i rapporti con le suore, la gestione economica, la comunione con la Chiesa, la Liturgia e la Dottrina, sono la causa del commissariamento, ma i “patti di sangue e le marchiature a fuoco”!

Uno scoop!

Messainlatino.it, disponendo come fonte d’informazione del Fondatore stesso, (chi altri sennò?)  può con assoluta certezza affermare che: “Stefano Manelli non è mai stato interrogato dalle autorità competenti a proposito di questo immaginario patto di sangue: che una (solo? ndr) suora poco equilibrata (la nipote? ndr) voglia scrivere la sua formula di professione col sangue è una cosa, che padre Stefano Manelli l’abbia costretta, ovviamente, è un’altra… che comunque deve essere provata!”

E’ provata, infatti, la perizia grafologica della sottoscrizione al “patto di sangue” firmato da Stefano Manelli in persona!

Perché costringere le suore se gli pendevano dalle labbra?

Chiedeva loro: “per chi volete offrirvi vittime?”

Risposta:  “Per il Fondatore, il Padre Comune!”

Dopotutto le Costituzioni delle Suore non lo considerano l’Immacolata sulla terra?

La sua volontà è la Volontà di Dio. Ma scherziamo?!

Davanti alla porta della sua stanza personale nei monasteri femminili anche di clausura occorreva, persino in sua assenza, inchinarsi!

Ma chi siete voi per giudicare “il Padre Comune”?

Incalza ancora Messainlatino.it: “Come mai, invece, egli afferma (il Cardinale Braz de Aviz) che la questione economica è in mano alla magistratura italiana, mentre sa benissimo che la Corte di Cassazione ha reso un giudizio favorevole alle associazioni di laici formate durante il governo di padre Stefano per gestire i beni?”

Rispondiamo noi: “come mai Messainlatino.it non sa che la Cassazione si è solo pronunciata per l’istanza (onerosa) di dissequestro dei beni dell’Associazione “Missione del Cuore Immacolato” il cui contenzioso giudiziario è appena aperto?”

Mica il massimo Tribunale ha riconosciuto l’assenza della truffa aggravata, del falso ideologico e dell’Associazione (a delinquere) Fatebenemanelli!

Dopo Dottrina e bon ton, il Diritto, ce ne siamo accorti, non è il forte di Messainlatino.it

A questo tuttavia si può sempre ovviare con il “Galateo” voluto, riveduto e corretto dal Manelli per frati e suore.

Per un migliore uso della lingua italiana, invece, c’è pur sempre l’Università per Stranieri di Perugia a disposizione.

Vediamo, sempre Messainlatino.it, come se la cava con altri sofismi come questo: “Altre parole di Sua Eminenza che sanno terribilmente di giustizia rivoluzionaria (? sic) sono: “Ci sono tre commissari che stanno guidando l’Istituto in un percorso di normalizzazione. Che frase agghiacciante! Che vocabolario! Commissari, normalizzazione… Il peggio è che questa frase non ha nulla a che vedere con il contesto”.

Cosa avrebbe dovuto dire il Cardinale?

“Dobbiamo ridurre allo stato laicale il Manelli e sopprimere gli Istituti da lui (s)fondati”?!

A questo punto il Manelli potrebbe dire: “Che muoia Sansone con tutti i Filstei !”

La Chiesa, naturalmente, è madre e guarda più lontano…

La conclusione di Messainlatino.it è un capolavoro di esegesi, degna del calibro del biblista ufficiale FI, candidato per meriti di lignaggio al diritto di successione sullo zio.

Leggete questa: “Il commissariamento si basa unicamente su sentimenti di odio e di gelosia nei confronti dei Francescani e delle Francescane dell’Immacolata: odio e gelosia a nostro parere nutriti da una totale incapacità di comprendere le ragioni del successo dell’ordine. Perché ci si è totalmente dimenticati del senso della vita religiosa”. 

Infatti è stato un vero successo l’uscita in venticinque anni di duecento religiosi tra frati e suore e la crescita zero, ferma a trecento unità per ciascuno dei rami dal 1998, Anno Zero dell’approvazione pontifica, anno della recrudescenza delle follie fondazionali, anno delle prime denunce in Vaticano a dispetto di Messainlatino.it che osa scrivere: “Bisogna tuttavia ricordare che questi racconti, fatti da ex suore, sono apparsi solo di recente su media di dubbia fede; inoltre, che non sono stati presi in considerazione dalla Santa Sede per motivare i suoi interventi; e infine che l’avvocato di Padre Manelli ha sporto querela per diffamazione circa il loro contenuto”. 

Noi, rispondiamo:

A)   Le denunce esistevano almeno dal 1998;

B)   I media di dubbia fede sarebbero RAI UNO, RAI DUE, Canale 5, Retequattro, Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano, Huffington Post, Il Mattino, SIR

I media di sicura fede, quelli che non credono nel “Padre Nostro che è nei Cieli”, ma nel “Padre Comune che sta sulla terra”, ricordiamo che sono invece: Messailatino.it,Messainlatino.it, Messainlatino.it e così via e così sia…

C)   La Santa Sede NON ha bisogno del clamore mediatico per giustificare i suoi interventi; quello semmai – per confondere le acque – lo hanno cercato di fare da subito i manelliani con i blog tradizionalisti di “sicura affidabilità”;

D)   La querela dell’avvocato di Manelli alla stampa era un minimo di atto dovuto “para- lato – B”. Mica poteva dire: “Sì, è tutto vero!”

 

Oramai le numerose vittime non vedono l’ora di andare in Tribunale per guardare in faccia i loro carnefici (Fondatore e superiore?) e fornire quelle prove che purtroppo non sono solo impresse indelebilmente sulla carne…

Braz de Aviz: “Serving the missions to overcome the crisis”. Asia, the Bishops’ Report, the situation of the Franciscans Friars of the Immaculate

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Braz de Aviz: “Serving the missions to overcome the crisis”. Asia, the Bishops’ Report, the situation of the Franciscans Friars of the Immaculate

February 08, 2016

REFLECTION – The Year of Consecrated Life, proclaimed by Pope Francis on November 30 2014, has ended. For Cardinal João Braz de Aviz, Prefect of the Sacred Congregation for Religious, “the perception of having reached the end of a story has changed: now there is hope, and this is the most beautiful fruit.” The wish: “If we had served the mission we would have overcome many crises inside our Institutes. We did, but not enough.” The situation of the compulsory administration of the Franciscans Friars of the Immaculate: “We have faith that something is on the move. For sure, Stefano Manelli has been dismissed.” The new document “Mutuae Relationes”.

When he served as bishop of Brasília, Cardinal João Braz de Aviz used to spend most of his time visiting the over one hundred parishes within his competence. “I have always been with people, since the years in the seminary. Now I spend my time with the religious: I take part in the retreats, in the Chapters, recurrences, formation meetings. But I miss the contact with people.” Cardinal Braz de Aviz, Prefect of the Congregation for Institutes of Consecrated Life and Societies of Apostolic Life, has headed the organization of the Year of Consecrated Life.

Your Eminence, you are a diocesan priest with responsibilities over thousands of religious…

“When I was appointed by Benedict XVI I thought it would be an impossible task. However, I didn’t come to Rome to teach, but to learn. I immersed myself in the work of the Congregation, I listened and worked with everyone to find solutions to problems. Constant dialogue with the Secretary is fundamental.

The Year of Consecrated Life has ended, it was the first in the thousand-year long history of the Church. Are you satisfied?

I am grateful to God, who continues calling us to the consecration, and to Pope Francis, who has accompanied us, encouraging us to view the future in the awareness of the changes that need to be made. In Europe and in rich Countries it was largely assumed that historical charismas were reaching an end. In universities in particular, the catch-phrase was “learn the art of dying.” Indeed, many monasteries are shutting down, many Orders have to share their charisma, there is a persistent crisis in vocations along with a veritable ageing of the religious. However, the perception of having reached the end of a story has changed. Now there is hope, and this is the most beautiful fruit of the Year. We mustn’t remain attached to previously conquered positions or loose our way when facing huge difficulties that we come across in various circumstances.

Is it the case of the Franciscans Friars of the Immaculate?

Many people feel disturbed over the news of vows written with their own blood, branded with fire… We are working tenaciously given the serious occurrences. The terrible vow written in blood was dissolved by Pope Francis. Stefano Manelli was dismissed. The economic issue is in the hands of the Italian judiciary. Formation was entrusted to the Pontifical Universities and the approved centers. There are three commissioners that are guiding the Institute towards a process of normalization. This will only happen if there is a change: not everyone, however, agrees.
We are confident that something is on the move. For sure, Stefano Manelli has been dismissed.

How will you preserve the spirit of this Year?

We haven’t kept the exact count, but we have travelled a lot with the Secretary and visited at least 30 thousand consecrated persons in the world. The purpose was not so much to verify the living conditions, as to share our path and spread the words of the Pope to the world. All of this has led to a strong understanding. We must continue to keep up this relationship and go towards consecrated persons, wherever they are.

Is consecrated life migrating from Europe to Asia?

In Korea 100 thousand people are baptized each year. God is always new. He creates a garden from the desert. The contemplative dimension of life is typical of Asia. Secularism and the religious depletion of the Western world haven’t arrived there yet. A certain form of relativism and capitalism are gaining ground, but the religious experience remains a priority. Also China is remarkably opening up. And so is India. In Taiwan, for example, the four main universities are led by Catholics, and the government is in favour of this because Catholics transmit values they consider favourable for their culture, which are not aimed at direct conversion. It’s an evangelization of testimony and presence.
Does consecrated life need to go in mission in order to gain new thrust? This is what the Pope wrote upon his return from Mozambique. I was a thousand kilometers away from Maputo, in a mission actively operating for the past 60 years. I witnessed the beautiful presence of consecrated persons from four charismas who work with young people, children, sick people, drug-addicts. In an extremely poor society, where the sale of women and children is still legal, the Gospel is the light. If God calls people to these places then consecrated persons must be coherent in the proclamation and in life. I have understood how important it is to go out in the missions.

We would have overcome many crises inside our Institutes if we had served the missions. We did, but not enough.

Could the new forms of consecrated life that started to develop after the Council be an answer to the vocation crisis? ?

God continues calling us and we don’t know what the Spirit is creating. These new forms are united by the charisma. Often these Institutes welcome the entire spectrum of life: lay people and clerics, men and women, the married and the unmarried. And this is the something new.
Ancient Congregations are discovering that they hadn’t worked enough with lay people as their founder has wanted. Many are being “saved” thanks to the laity.

However, these new realities require further steps such as increased maturity in man-woman relations or a different way of exercising authority.

The document “Mutuae relationes”, on the relationship between the religious and the bishops is being rewritten. What are the novelties of this edition? The revision of the document follows two principles, which are: spirituality of communion and the co-essential dimension of hierarchy and charismas. It’s the lesson passed down to us by Saint John Paul II. The Holy Spirit doesn’t ask the bishop permission to create vocations over a charisma. Naturally, the time comes when the founder must submit himself, with filial love, to the bishop, so he may be sure of operating for God. Sometimes this is a painful process, but it’s the only feasible path. Also the Pope prefers a Church that has accidents to a motionless Church.

Source: agensir.it, February 02, 2016

Source:  Vidimus Dominum