La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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LETTERA APERTA A SUOR NUNZIA PIA LOMBARDI

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Con dolore, ma nella consapevolezza di non fare altro che assolvere un mio dovere di coscienza, mi accingo a scrivere questa testimonianza per smentire quanto tu, cara sorella, attraverso il blog “allchristian”, stai diffondendo sull’Istituto religioso a cui appartenevo, distorcendo la verità dei fatti e confermando un quadro assolutamente negativo della vita religiosa da me vissuta in esso ormai da tanti anni.
Sono entrata tra le Suore Francescane dell’Immacolata alcuni anni dopo di te,  e dopo 10 anni di vita religiosa sono felice della scelta fatta e cioè di essere uscita da una setta.

Non metto in discussione i valori e il carisma, ma la sua interpretazione e applicazione da parte del fondatore e delle superiore.
Come è emerso dalle interviste rilasciate da tuo padre e tua sorella nel corso di alcuni programmi televisivi trasmessi nei mesi scorsi dalla RAI (Rai 2: “Fatti Vostri”, 9 novembre 2015; RAI 1: “La via in diretta”, 1° e 14 dicembre 2015) i tuoi familiari non avevano nulla contro la tua scelta vocazionale. Scrissero invano alla Santa Sede lamentandosi dell’Istituto.

In esso ravvisarono cose che non andavano.

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La tua lettera di contestazione ai tuoi conferma la devastante manipolazione psicologica effettuata ai tuoi danni senza rispetto e pietà verso la tua famiglia.

Perché il fondatore non contesta i suoi familiari? Perché vuole che solo le suore lo facciano?

Nonostante la tua lettera di pubblica disapprovazione verso le persone care, la famiglia  continua ad amarti e ad essere preoccupata per te.

Sono perciò rimasta molto sorpresa della tua attuale presa di posizione e sono convinta che tu sia pilotata dal Manelli e dalle tue superiore.

Ciò posso affermarlo con cognizione di causa perché eri nervosa, disapprovavi molte cose dell’Istituto, criticavi in modo molto ironico.

Per paura non hai mai avuto il coraggio di dire quello che pensavi.

Da Alassio ti hanno  mandata a Trento sotto la sferza di madre Carmela  M. “la castigamatte”.

Non è una signora che ti ha visto piangere alla cerimonia della tua entrata nel colombaio, “il convento degli orrori” inventato dalla Perillo uscita dall’Istituto per non finire –secondo lei – sotto inchiesta.

Con compassione siamo noi tue consorelle che ti abbiamo visto piangere.

Dalle tue superiore sei oppressa e forzata ad agire contro la tua volontà.

A Suor M. C. dicevi: Forse vado a finire in colombaio e non ci voglio andare. Ma l’obbedienza?”.  

Sei stata solo colpevolizzata.

La tua esperienza negli Stati Uniti come missionaria e poi in clausura come contemplativa, è stata motivata dal desiderio delle superiore di allontanarti dalla famiglia.

Non hai mai sognato di andarci.

Non è vero che sei rimasta e continui a rimanere nell’Istituto senza costrizione o plagio e, se avessi voluto, avresti potuto chiedere di abbandonarlo per tua libera scelta, senza alcuna pressione o difficoltà.

Da religiosa con i voti perpetui dopo venti anni hai chiesto un anno di tempo alla madre generaleper trovare un altro Istituto dove andare.

Avevi scoperto che la clausura non era la tua vocazione e volevi scegliere la vita attiva.

Dopo il Colombaio hai deciso non di andare in un convento di vita attiva, ma in un altro Istituto di suore.

In un anno hai fatto “esperienza” di sei, sette istituti di suore  diversi, ma poi sei ritornata  da  dove  aveva  deciso di allontanarti.

 Come me vedi il mondo in nero, credi che tutti siano cattivi, pensi che gli altri Istituti siano… rilassati.

Ci diceva sempre questo il fondatore, non è forse vero?

Giorno per giorno è quello che ci hanno insegnato pappagallescamente le superiore.

Vedi tante contraddizioni del fondatore e delle superiore, delle superiore col fondatore, ma trovi sempre una giustificazione, una pezza a colori per non giudicarli.

Un giorno ti svegli e ti accorgi che anche tu portavi una maschera e un velo, non di sponsalità a Cristo, ma di lamentevole occultamento dell’ipocrisia.

Vorrei tanto che tu fossi felice e prego per te.

Alle superiore che ci hanno rovinate grazie agli insegnamenti del maestro fondatore, dico: “verrà il giorno…”

Se sono delle vere donne cristiane e consacrate, anziché farti firmare lettere e letterine preconfezionate, ti facciano piuttosto leggere questa lettera redatta col sangue che scaturisce dal cuore di chi davvero ti vuole bene e spera un giorno di rivederti in lacrime di gioia e non di dolore.

 

 

M.R.

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