La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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Monthly Archives: gennaio 2016

LETTERA APERTA A SUOR NUNZIA PIA LOMBARDI

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Con dolore, ma nella consapevolezza di non fare altro che assolvere un mio dovere di coscienza, mi accingo a scrivere questa testimonianza per smentire quanto tu, cara sorella, attraverso il blog “allchristian”, stai diffondendo sull’Istituto religioso a cui appartenevo, distorcendo la verità dei fatti e confermando un quadro assolutamente negativo della vita religiosa da me vissuta in esso ormai da tanti anni.
Sono entrata tra le Suore Francescane dell’Immacolata alcuni anni dopo di te,  e dopo 10 anni di vita religiosa sono felice della scelta fatta e cioè di essere uscita da una setta.

Non metto in discussione i valori e il carisma, ma la sua interpretazione e applicazione da parte del fondatore e delle superiore.
Come è emerso dalle interviste rilasciate da tuo padre e tua sorella nel corso di alcuni programmi televisivi trasmessi nei mesi scorsi dalla RAI (Rai 2: “Fatti Vostri”, 9 novembre 2015; RAI 1: “La via in diretta”, 1° e 14 dicembre 2015) i tuoi familiari non avevano nulla contro la tua scelta vocazionale. Scrissero invano alla Santa Sede lamentandosi dell’Istituto.

In esso ravvisarono cose che non andavano.

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La tua lettera di contestazione ai tuoi conferma la devastante manipolazione psicologica effettuata ai tuoi danni senza rispetto e pietà verso la tua famiglia.

Perché il fondatore non contesta i suoi familiari? Perché vuole che solo le suore lo facciano?

Nonostante la tua lettera di pubblica disapprovazione verso le persone care, la famiglia  continua ad amarti e ad essere preoccupata per te.

Sono perciò rimasta molto sorpresa della tua attuale presa di posizione e sono convinta che tu sia pilotata dal Manelli e dalle tue superiore.

Ciò posso affermarlo con cognizione di causa perché eri nervosa, disapprovavi molte cose dell’Istituto, criticavi in modo molto ironico.

Per paura non hai mai avuto il coraggio di dire quello che pensavi.

Da Alassio ti hanno  mandata a Trento sotto la sferza di madre Carmela  M. “la castigamatte”.

Non è una signora che ti ha visto piangere alla cerimonia della tua entrata nel colombaio, “il convento degli orrori” inventato dalla Perillo uscita dall’Istituto per non finire –secondo lei – sotto inchiesta.

Con compassione siamo noi tue consorelle che ti abbiamo visto piangere.

Dalle tue superiore sei oppressa e forzata ad agire contro la tua volontà.

A Suor M. C. dicevi: Forse vado a finire in colombaio e non ci voglio andare. Ma l’obbedienza?”.  

Sei stata solo colpevolizzata.

La tua esperienza negli Stati Uniti come missionaria e poi in clausura come contemplativa, è stata motivata dal desiderio delle superiore di allontanarti dalla famiglia.

Non hai mai sognato di andarci.

Non è vero che sei rimasta e continui a rimanere nell’Istituto senza costrizione o plagio e, se avessi voluto, avresti potuto chiedere di abbandonarlo per tua libera scelta, senza alcuna pressione o difficoltà.

Da religiosa con i voti perpetui dopo venti anni hai chiesto un anno di tempo alla madre generaleper trovare un altro Istituto dove andare.

Avevi scoperto che la clausura non era la tua vocazione e volevi scegliere la vita attiva.

Dopo il Colombaio hai deciso non di andare in un convento di vita attiva, ma in un altro Istituto di suore.

In un anno hai fatto “esperienza” di sei, sette istituti di suore  diversi, ma poi sei ritornata  da  dove  aveva  deciso di allontanarti.

 Come me vedi il mondo in nero, credi che tutti siano cattivi, pensi che gli altri Istituti siano… rilassati.

Ci diceva sempre questo il fondatore, non è forse vero?

Giorno per giorno è quello che ci hanno insegnato pappagallescamente le superiore.

Vedi tante contraddizioni del fondatore e delle superiore, delle superiore col fondatore, ma trovi sempre una giustificazione, una pezza a colori per non giudicarli.

Un giorno ti svegli e ti accorgi che anche tu portavi una maschera e un velo, non di sponsalità a Cristo, ma di lamentevole occultamento dell’ipocrisia.

Vorrei tanto che tu fossi felice e prego per te.

Alle superiore che ci hanno rovinate grazie agli insegnamenti del maestro fondatore, dico: “verrà il giorno…”

Se sono delle vere donne cristiane e consacrate, anziché farti firmare lettere e letterine preconfezionate, ti facciano piuttosto leggere questa lettera redatta col sangue che scaturisce dal cuore di chi davvero ti vuole bene e spera un giorno di rivederti in lacrime di gioia e non di dolore.

 

 

M.R.

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INDIPENDENT: Italian convent ‘forced nuns to self-flagellate and write vows in blood’ former nun claims

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Italian convent ‘forced nuns to self-flagellate and write vows in blood’ former nun claims

The nun claims the rituals took place at a Franciscan ‘Sisters of the Immaculate’ convent in the 1990s

A former nun has claimed that she and others at a convent in southern Italy were forced to flagellate themselves, eat out-of-date food and write their vows in blood as part of brutal rituals employed at the institution.

The unnamed nun, now in her 30s, made the allegations in Italian newspaper Corriere della Sera, claiming the events took place at a Franciscan ‘Sisters of the Immaculate’ convent in the 1990s, the Local reports. 

The newspaper first printed allegations relating to the convent and others in the order in November last year, which are being investigated by the Vatican.

The General Minister of the Franciscan Order, Father Stefano Maria Manelli, has denied all the allegations.

The nun has since provided the newspaper with a postcard which she claims shows her vows written in her blood.

The postcard has an image of the Virgin Mary on the front, and words in what appears to be a dark brown substance on the back. The nuns were allegedly supposed to destroy the postcards, but the nun says she made two and kept them.

“We pierced our skin with needles before writing on the card and we were happy to do it,” the nun alleged.

http://video.corriere.it/video-embed/ca820cbc-a959-11e5-8f07-76e7bd2ba963

“We were told it made our union with God stronger and more authentic,” she told the newspaper, claiming she had been 17 at the time her postcard was written.

She also alleged the nuns “flagellated ourselves in the evening during the time it took to say these prayers: five Our Father, five Ave Maria and five Salve Regina,” in addition to eating out of date food such as yoghurt and corned beef.

“We were told that if we ate food with obedience nothing would have happened […] but that’s not true because I had many stomach aches and abdomen pains,” she added.

The newspaper also claims to have been contacted by former members of the convent who alleged the use of beatings, eating out of date food, flagellations and other practices such as branding with fire and extreme penances using whips and nails, the Daily Mail reports. 

The Vatican has compiled a dossier reportedly containing testimonies from current and ex-members of the order that contain the allegations of the brutal practices since they were first reported by the Italian newspaper in November. The dossier has been handed to investigators.

http://www.independent.co.uk/news/world/europe/italian-convent-forced-nuns-to-self-flagellate-eat-out-of-date-food-and-write-vows-in-blood-former-a6797176.html

THE SUN: Nuns ‘forced to write vows in blood and self-flagellate daily’ in brutal rituals

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By SOPHIA ROSENBAUM
12:50, 6 Jan 2016

A FORMER nun has claimed she and her fellow sisters were forced to write vows in their own blood, self-flagellate every night and eat spoiled food.

The unnamed nun, who said she was 17 at the time, revealed how she and others at a convent in southern Italy in the 1990s would pierce their skin with needles before writing on card.

She told Italian newspaper Corriere della Sera: “We were happy to do it.”

The nun provided the newspaper with a postcard with the Virgin Mary covered in a brownish-red substance she claims was blood.

She said: “We were told it made our union with God stronger and more authentic.”

The sisters at a Franciscan ‘Sister of the Immaculate’ convent were told to destroy the vow cards, but the nun claims she disobeyed the order and kept two of them.

The nun also said her sisters were regularly fed rancid food, such as out-of-date yogurt and canned meat.

She said: “They told us if we ate it with obedience, nothing bad would happen to us, but it wasn’t true because I used to get serious stomach problems.”

She added that sisters were encouraged to self-flagellate every night for as long as it took to say five Hail Marys, five Our Fathers and five Glory Be to the Fathers.

The Vatican is investigating the claims, but the order’s leader, the Rev Stefano Maria Manelli, denied any wrongdoing.

Manelli, 82, created the order in 1982, and it has nine convents in Italy and six more across the globe.

http://www.thesun.co.uk/sol/homepage/news/6842645/Nuns-forced-to-write-vows-in-blood-and-self-flagellate-daily-in-brutal-convent-rituals.html

NEW YORK POST: Nun says she was forced to write vows in blood, self-flagellate daily

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Nuns at an Italian convent were forced to write their vows in their own blood, self-flagellate every night, and eat spoiled food, a former member of the order is claiming.

“We pierced our skin with needles before writing on the card and we were happy to do it,” the unnamed nun told the Italian newspaper Corriere della Sera about her time in the 1990s at the “Sister of the Immaculate” convent.

The nun, who said she was 17 at the time, offered an old postcard with the Virgin Mary covered in a brownish-red substance she claims was blood. “We were told it made our union with God stronger and more authentic.”

The sisters at the Franciscan order were told to destroy the vow cards, but she disobeyed, she claimed.

“They told us to destroy the cards afterwards but I wrote two and kept one at my parents’ house,” she said.

The nun also claimed that her sisters were regularly fed rancid food, such as yogurt and canned meat.

“They told us if we ate it with obedience, nothing bad would happen to us, but it wasn’t true because I used to get serious stomach problems,” she said.

She added that sisters were encouraged to self-flagellate every night for as long as it took to say five Hail Marys, five Our Fathers and five Glory Be to the Fathers.

A Vatican-ordered probe is investigating the claims, but the order’s leader, the Rev. Stefano Maria Manelli, denied any wrongdoing.

Manelli, 82, created the order in 1982, and it has nine convents in Italy and six more across the globe, according to The Local.

http://nypost.com/2016/01/05/nun-says-she-was-forced-to-write-vows-in-blood-self-flagellate-daily/

FRANCESCA PERILLO: VOLLE I MARCHI A FUOCO, ORA E’ IN INGHILTERRA

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VOLLE I MARCHI A FUOCO, MISSIONARIA IN INGHILTERRA

Madre Francesca Perillo introdusse la pratica, ora dirige un ordine monastico.

Loredana Zarrella

 

“Dal noviziato tra i conventi di Frigento e Fontanarosa, stretti intorno al Santuario della Madonna del Buon Consiglio, a Città di Castello, in provincia di Perugia, per ricoprire il ruolo di Madre delegata di tutti i Colombai del mondo, lì dove uno statuto rigidissimo avrebbe imposto regole che vanno ben oltre la regola di Santa Chiara osservata dalla monache clarisse.

È la storia di Madre Francesca Perillo, la suora attualmente in Inghilterra per fondare un nuovo Istituto, che diede inizio, verso il 2000, a una nuova esperienza di clausura, sostenuta da Padre Stefano Maria Manelli. A lei si attribuisce l’inaugurazione di pratiche di penitenza estreme come la marchiatura a fuoco con il cristogramma di San Bernardino «IHS».

«Pratiche non imposte», ammettono le suore fuoriuscite, ma in pratica necessarie per non essere messe in minoranza e considerate religiose a metà. «Quelle che non lo facevano erano stimate meno virtuose, oppure si diceva che non amavano Gesù – racconta un’ex suora – . Quando non si faceva, le Superiore dicevano che la suora non era pronta per fare la professione perpetua e non veniva ammessa». Perché poi imitare alla lettera Santa Veronica Giuliani e Beata Florida Cevoli dopo più di trecento anni?

Una deriva tradizionalista che, insieme ad altri elementi, ha fatto scattare mesi fa il commissariamento dell’Istituto delle Suore Francescane dell’Immacolata da parte della Santa Sede. Sotto i riflettori i Colombai in Italia e all’estero, ossia quelli di Alassio e Città di Castello, quelli di Lanherne in Cornovaglia e di Carmen nelle Filippine. Da uno degli Statuti dei Colombai, stampato nel 2006, si legge: «Ogni volta che s’incontra la Madre, le si faccia un inchino di testa…quando si passa davanti alla cella della Madre, si faccia un inchino. Quando però ci sono la Madre Comune o i Padri Fondatori ci si inchini solo davanti a loro e alle loro celle». E ancora: «Le suore che servono a tavola, prima di svolgere il loro servizio, bacino per terra, davanti al tavolo della Madre».

E in altre pagine: «Durante la visita dei familiari alle suore in parlatorio, vi sia sempre “l’angelo”, cioè la suora ascoltatrice (non vista) designata dalla Madre. È evidente che gli esterni (i visitatori, familiari, ecc) non devono sapere della presenza dell’angelo in parlatorio. L’ufficio dell’angelo (l’ascoltatrice) si usi anche per il telefono». Poi ancora: «Le lettere, come è di prassi, si consegneranno alla Madre aperte e si riceveranno aperte (eccetto quelle al oppure dal Padre spirituale, alla oppure dalla Madre Generale o alla oppure dalla Delegata per i Colombai)».

Sono forse questi una sorta di abusi codificati nei Colombai? O una nuova esperienza positiva di clausura, di gran lunga però più restrittiva della vita delle Clarisse dell’Immacolata? Sta di fatto che diversi genitori si sono appellati alla Santa Sede per avere risposte su questo controllo maniacale delle vite delle loro figlie”. .

 Il Mattino, edizione di Avellino – 17 gennaio 2016

CORRIERE DELLA SERA: PER LA PERIZIA GRAFOLOGICA LA FIRMA E’ DI MANELLI

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La firma apposta da padre Stefano Maria Manelli sotto la lettera scritta con il sangue da una ex suora è autentica?

Una perizia grafologica di parte attribuisce al fondatore dei frati dell’Immacolata la firma sul giuramento

– di Amalia De Simone /Corriere TV

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La firma apposta da padre Stefano Maria Manelli sotto la lettera scritta con il sangue da una ex suora è autentica? Sì, almeno secondo la perizia la perizia commissionata all’avvocato Giuseppe Sarno, il legale che depositò presso l’autorità giudiziaria i dossier sui presunti abusi nei conventi dei frati e delle suore francescane dell’Immacolata. Le informazioni contenute nei dossier hanno portato all’apertura di un’inchiesta da parte della procura di Avellino che sta cercando di far luce su pratiche penitenziali estreme, abusi, ricatti e perfino ipotesi di induzione alla prostituzione denunciate da suore, frati ed ex religiosi, nei documenti raccolti da monsignor Fidenzio Volpi (deceduto alcuni mesi fa), commissario apostolico nominato dal Vaticano dopo la sospensione del fondatore dell’Istituto Padre Stefano Maria Manelli.

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L’analisi

Alcune suore avevano parlato di patti di sangue, cioè lettere scritte con il sangue nel corso di un rito voluto proprio da Manelli. Corriere.it ha mostrato due di queste lettere e raccolto le testimonianze delle ex suore. Oggi un perito è chiamato a spiegare se la firma apposta su una di queste «promesse» sia di padre Manelli. «Ci sono pochi dubbi, la firma sembra quella di Manelli. L’analisi è parziale perché ho potuto esaminare solo documenti prodotti dall’avvocato Sarno – spiega Gianluca Capra, consulente grafologico specializzato in grafologia giudiziaria – Avevo a disposizione la cartolina scritta col sangue, alcune lettere scritte da Manelli e una busta inviata sempre dal fondatore. Ho proceduto secondo il metodo analitico-comparativo cercando di porre in rilievo analogie e difformità. Dall’analisi emerge che con elevata probabilità i documenti sono stati vergati dalla stessa mano. Vi erano alcuni punti che erano caratterizzanti il gesto scrittorio e che si sono riprodotti durante l’analisi delle scritture comparative per quanto riguarda la pressione scrittoria o l’alternanza degli assi letterali e così via… Non solo non ho trovato grosse difformità ma ho rilevato delle importanti similitudini tra le firme. È chiaro che questo è un giudizio che per quanto abbia un elevata probabilità di essere corretto, andrebbe approfondito con una perizia ad hoc».

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Lettere a sostegno del fondatore

Secondo Capra, le lettere scritte con il sangue ad un primo esame (non è stata infatti eseguita una perizia specifica) sembrerebbero entrambe scritte sotto stress psicologico e probabilmente sotto costrizione per l’andamento della grafia discendente, in quanto sono evidenti segni di titubanza e spasmi pressori. Intanto l’avvocato di padre Manelli sostiene di aver ricevuto tantissime lettere a sostegno del fondatore. Anche le indagini vanno avanti. I carabinieri stanno continuando ad interrogare suore ed ex religiose che avevano inserito la loro testimonianza nel dossier.

Originale e video: http://video.corriere.it/firma-apposta-padre-stefano-maria-manelli-sotto-lettera-scritta-il-sangue-una-ex-suora-autentica/f5c28b1e-b457-11e5-b7e0-5cea02412f89

 

Il Mattino: Patto di sangue, accuse a padre Stefano. Una perizia grafologica attribuisce al frate la firma in calce al giuramento

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Patto di sangue, accuse a padre Stefano. Una perizia grafologica attribuisce al frate la firma in calce al giuramento

di Loredana Zarrella

«Padre Stefano Maria» : è la firma apposta con una penna a inchiostro blu sotto la lettera firmata con il sangue da una suora il 21 maggio 1993, come patto di fedeltà al Fondatore della Congregazione. “Una firmaa autografa del fondatore dei Frati Francescani dell’Immacolata” secondo la perizia grafologica richiesta dall’avvocato Giuseppe Sarno, il legale della gestione commissariale dell’Ordine.

“Dall’analisi dei documenti in nostro possesso – scrive il consulente grafologo Gianluca Capra – e dai riscontri tecnici effettuati si deduce con elevata probabilità che la firma in verifica, apposta sul documento allegato alla seguente relazione tecnico peritale… a nome di “P. Stefano Maria” è riconducibile alla stessa persona firmataria dei documenti comparativi…”.

La perizia di parte conferma così quanto sostenuto finora dalle tante ex suore fuoriuscite dall’Istituto commissariato dalla Santa Sede nel 2013. Testimonianze venute fuori nel giugno scorso, con il dossier scandalo su quei patti di fedeltà che le consorelle sarebbero state costrette a sottoscrivere con il sangue.

Voci a cui il frate ultraottantenne aveva replicato nel novembre scorso attraverso la tv, nel programma di Rai Uno “La vita in diretta”. “Costrizioni, violenze, persecuzioni – aveva detto Manelli, – Non esistono queste cose. Non ricordo nulla, né di aver messo mai firme. L’unica firma che io metto è quella sul registro delle professioni religiose che si fanno con le sante messe, le celebrazioni, ecc. Non ricordo nulla anche perché, effettivamente, sono cose di 23 anni fa, eccetera. Non credo proprio, quindi”.

Dossier – L’analisi sarà posta all’attenzione degli inquirenti che indagano sulla vicenda.

La perizia parla invece di altro. Parla di una controfirma veritiera di Padre Manelli al patto di sangue, che ricorda i riti di affiliazione in uso tra i clan mafiosi; controbatte, in modo oggettivo, almeno al momento, in attesa di ulteriori verifiche, quanto invece contestato e smentito dal frate. “Sono solo fantasie – aveva detto Manelli, – accuse inventate dalle fuoriuscite come una specie di rivalsa perché dimostrati non idonei alla vita religiosa”. Perché inventarsi di aver firmato allora patti di fedeltà a lui e al suo cofondatore Padre Gabriele Maria Pellettieri?

La perizia, che sarà messa a disposizione degli inquirenti, si aggiunge al già corposo fascicolo sul caso dei Frati Francescani dell’Immacolata. Come elementi comparativi utili al lavoro di consulenza tecnico – grafica sono state utilizzate altre cartoline firmate da Padre Stefano Manelli.

Il Mattino – Irpinia – ed. 6 gennaio 2016