La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

Home » Generale » DALLA PARTE DI MAMMA LOPEZ

DALLA PARTE DI MAMMA LOPEZ

12241192_446854792166190_1188488456393785525_n

Articolo copiato da facebook.

DALLA PARTE DI MAMMA LOPEZ

Riceviamo e pubblichiamo questa testimonianza di una ex religiosa che fa luce sulle parole ingiuste verso mamma Lopez.

Care consorelle,

mi rivolgo a loro per esprimere la mia amarezza e il mio dolore su delle conferme che la recente testimonianza di suor Maria Eucaristica Lopez mi ha fornito.
Non osavo credere a certe dicerie, ma con la testa di una persona libera e razionale, che solo per miracolo non ha perduto la fede, debbo dare atto che il loro modo di fare è più “diabolico” (nel secondo il significato del termine) di quello che mi hanno testimoniato durante la mia permanenza in convento.
Premetto, questa volta per rispondere al Fondatore, che non sono un’inetta in quanto “fuoriuscita” e che ho realizzato la mia vita proprio da quando mi sono allontanata da persone meravigliose, ma totalmente plagiate dal Manelli (non merita il titolo di “padre”) e dal giogo di superiore come le suore Consiglia, Carmela e Annunziata.
Debbo innanzitutto attribuire al mio ex Istituto la regia dell’operazione di ricorso ai blog, all’infangamento mediatico e a certi giornalisti che non risparmiano gli attacchi al caro padre e Papa Francesco. La prova è l’approccio diretto a Marco Tosatti che si permette di dire che la vostra saga offende la Chiesa. Di questo ha sicuramente ragione, ma si renda conto lui di quante volte ha offeso il sentimento di tanti fedeli con le sue questioni di lana caprina.

Cara suor Maria Eucaristica, mi rivolgo adesso a lei (eravamo obbligate a darci del lei) per dirle che nessuno ha mai creduto che si era “obbligate” a stare in convento. Ci stavamo tutto più o meno volentieri perché il fondatore ci parlava di cose belle, della vita dei santi, delle sante, del sacrificio per la salvezza del mondo. Ci sentivamo grandi, importanti, ci esaltavamo ed eravamo tutte contente di ascoltarlo, vederlo e stare con lui anche un solo minuto.
Si ricorda di quando il Manelli ci faceva mettere la testa sul petto, ci teneva la vita, ci diceva “quanto sei bella” e a un altra “quanto sei brutta” creando sentimenti contrastanti, gelosie, frustrazioni?
A me, quando mi inginocchiavo a terra per la confessione, mi metteva con la testa sulle sue ginocchia; altre volte, quando eravamo in auto mi diceva di stendermi sulle sue gambe come un cuscino. Diventava più serio solo quando c”era Madre Francesca Perillo, ma tutto questo perché ogni attenzione era per lei.
Si ricorda di quando le dette il libro “l”Eletta del Dragone?”

Col tempo ho visto tante incoerenze, trattamenti di favore, giochi di potere, isterismi.
Possibile che lei non sappia come Consiglia chiedesse di strisciare la lingua per terra alle sue suddite per punizione? Si ricordi di come, anche nella sua comunitá sembravamo delle deficienti con i cocci degli oggetti rotti appesi al collo per ricordarci che non bisognava rompere le cose? Si ricorda di quante volte si è lamentata con noi delle superiore? Il Manelli lo ha sempre difeso, è vero, ma delle superiore non ha mai risparmiato la critica quando era necessaria, cioè spesso. Mi fece paura quando lei rientrò dal Benin “pelle e ossa” mi sembrava un”anoressica con il vaiolo. Come fa a dire che sta bene e stava bene?

Lei dichiara che sente sua mamma per telefono una volta al mese. Infatti si possono chiamare i genitori solo una volta al mese. Mi è sembrato di capire, però, che sua madre si è lamentata più per sua sorella Teresina che non ha visto per dodici anni! Quando poi lei dice che è venuta spesso a casa e anche ultimamente, deve far attenzione.
Lei è venuta per calmare sua sorella in crisi ed accompagnarla a casa per non lasciarla da sola con i suoi. Nella sua debolezza sua mamma l”avrebbe convinta ad uscire da convento.
Non è coercizione questa? Le superiore le hanno fatto due volte in un anno il biglietto aereo per evitare che suor Teresina “si spogliasse” così come ha detto la mamma, cioè uscisse dalla vita religiosa.

Cosa ha da nascondere suor Teresina o cosa ha da rivelare? Insieme con sua sorella, così come era per me, lei era frutto di un imbroglio.

Ci fecero fare la professione perpetua subito dopo il noviziato, al quale fummo ammesse dopo pochi mesi di postulandato.

Temendo che l”abate di Montecassino, che ci eresse, avesse opposto obiezioni decidemmo di fare il patto di incondizionata fedeltà al fondatore qualora ci avessero interrogate sul”imbroglio. Eravamo giovani, entusiaste, bramavamo fare i voti perpetui.
Il Manelli poi si presentava sempre come vittima e noi scegliemmo di essere anime vittima per lui.
Scrivemmo col sangue la formula della professione ispirandoci a Santa Margherita Maria Alacoque, e poi aggiungemmo la formula di fedeltá incondizionata a lui nella formazione e nella conduzione dell”Istituto offendo sacrifici per una cosa particolare. Io scelsi le vocazioni perché il fondatore ci teneva tantissimo e lo feci naturalmente per fargli piacere. Ci pungevamo il dito a vicenda tre alla volta e scrivevamo con uno stuzzicadenti.
Per me, come per lei, il fondatore era un santo sulla terra, un oracolo. Quello che diceva aveva valore di “parola di Dio”, il “dio” Manelli.

Lei dice che nessuna superiora ha indicato la famiglia come demonio. È vero, ma sia il Manelli che le superiore, ci hanno sempre insegnato che i peggiori nemici della vocazione sono i familiari”. Lei si ricorda, naturalmente, oppure come il Manelli in TV non si ricorda di nulla? Mi hanno detto che in Cornovaglia, ma anche negli altri Colombai in Italia, sua sorella piangeva sempre.

Ma come mai Teresina è entrata in Colombaio?

La sua reazione verso la mamma non conferma il plagio? Dica la verità. Lei è stata contattata e ha elaborato la lettera utilizzando i luoghi comuni che sento e leggo da un pezzo. Non ne esce bene né lei, né il suo Istituto.

Quante volte è stato detto al Manelli e a suor Maria Consiglia che si esagerava con i messalini?
Una volta una povera signora ne voleva uno e le chiesero 4 euro. Che dite a fare che è un”offerta libera per aiutare le missioni? Quanto costa un messalino? 25 centesimi ? Voi a quanto lo vendete? A 4 o 5 euro? Non vi vergognate? E poi parlate dei beni, la prima preoccupazione del Manelli? Il primo atto dopo il commissariamento, mi hanno detto. O forse, come al solito, lo hanno indotto le suore, con la loro avidità a fare questo? Lei non ha difeso la posizione del Manelli.
Parla di Costituzioni approvate dalla Chiesa e di penitenze moderate in esse contenute.
È il libretto di “Usi e Tradizioni” dove lo mette? Il regolamento, gli statuti dei Colombai, dove li mette? È vero o no che per imitare santa Veronica e la beata Florida Cevoli ci marchiavamo a fuoco? Nessuna obbligazione, ma induzione e gratificazione morale che per delle frustrate valgono come un sorriso, quelli che avevamo dimenticato.
Sorella, mi dica la verità. Quante delle nostre sono in psichiatria? Ho saputo di casi proprio nella sua comunità. Non me lo neghi, per piacere. Lei dice di essere felice perché come facevano con me la stanno facendo sentire una pedina importante. Si salvi finché è in tempo e aiuti le sue consorelle anziché difendere artificiosamente chi le ha rovinate.

M. C.

 

Annunci

3 commenti

  1. Letizia ha detto:

    tutto vero!!!

    Mi piace

  2. maria ha detto:

    Purtroppo e’ verissimo……Manelli e’ simile all’ ISIS…………..Quindi se non si prende una seria decisione una forte restrizione ma cosa che non accade perche ‘ il marciume viene dall’alto ne vedremo delle belle………

    Mi piace

  3. maria ha detto:

    Non si puo’ sentire tutto cio’ arrestatelo Manelli e’ capace di festeggiare la sua ordinazione sacerdotale……….Dobbiamo diventare tutti atei con questo marciume sono due anni che l’istituo e’ commissariato ma continua a fare il santone……..Spero che non lo rivedremo a Frigento……….Altrimenti deve intervenire il vescovo di AvelliNO………

    Mi piace

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: