La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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BLONDET TRA DISINFORMAZIONE E NEURODELIRIO

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Sul blog dell’opinionista Maurizio Blondet, appare un articolo di attacco al Papa, alla Congregazione dei Religiosi, ai Commissari dei Francescani dell’Immacolata: dalla malversazione alla malattia mentale, fino alla richiesta di esorcismo.

Ai lettori ogni commento:

 woodstock

Sul palco della Woodstock virtuale allestito in occasione del commissariamento dei francescani dell’Immacolata, non manca l’esibizione di Maurizio Blondet.

Lo ricordiamo per le sue figuracce nelle rare uscite in televisione, le denunce di antisemitismo e la paranoia complottista.

Ci ricorda da vicino quel frate  che vedemmo tempo fa su “Vade Retro”, trasmissione di TV2000 condotta da Davide Murgia, nipote di Padre Stefano Maria Manelli che lo presentò come “uno dei massimi esperti mondiali della massoneria”.

Il novello Nostradamus Blondet identificò addirittura in papa Wojtyla il distruttore della Chiesa a causa di sue presunte origini ebraiche.

Non poteva mancare la bacchettatura anche al Papa italo-argentino, semita in Adamo ed Eva e membro del club del complotto plutogiudaicobolscevicomassonico.

Scrisse sulle teorie sconcertanti e allettanti come quella dell’auto-attentato statunitense alle Twin Towers newyorkesi ad opera della CIA.

Peccato che i suoi libri-romanzo non si trovavano neanche in libreria.

Se ci fosse il Premio Nobel alla fantasia, il Blondet, anzi Blondett (per errore di trascrizione anagrafica) lo meriterebbe sin dall’età della ragione.

Ci riconfortano le sue imprecisioni sul dossier dei frati e suore dell’Immacolata poiché se per questioni di cabotaggio è così disinformato ed errante, immaginiamoci per i grandi sistemi!

Blondet parla di arresti al fondatore, sospensioni a divinis

Allo stato attuale, chiedere per credere, nessun sacerdote dei frati dell’Immacolata è sospeso a divinis, non solo, ma il fondatore, per sua scelta,  è da un anno e mezzo, forse senza permesso, nella casa delle suore turchine di San Giovanni Rotondo quasi gallus inter gallinas.

Pontifica poi sul diniego della Santa Sede di lasciare i frati dissidenti farsi preti diocesani, soluzione che invece (ritengono in molti) sarebbe ottima per la pace nell’Istituto maschile.

Il problema è che la Chiesa non vuole rovinare le comunità parrocchiali; bastano i disastri negli Ordini.

Tesse poi l’elogio del vescovo di Albenga, che, scrive il Blondett, “in questo deserto di vocazioni sacerdotali, di seminari vuoti o dove avvengono feste omosessuali ne aveva accolti tre”.

Il Nostradamus è poco informato poiché sembra che nella diocesi ligure ci sia il 40% di preti gay, di quelli xxx che si fanno fotografare le natiche al vento e le postano sul loro profilo facebook.

Il seminario di Albenga, soprannominato La Sodoma Ligure”, è stato invece chiuso grazie al nuovo vescovo plenipotenziario che ha preso in mano le redini del governo della diocesi, visto che Mariolino non ha voluto dare le dimissioni realizzandosi nei pontificali fatti con vesti di bisso, pizzo e merletti.

Il Blondet poi si dimostra disinformato persino sull’età di Padre Stefano Manelli.

Forse fa la finta per suscitare nel lettore distratto (tanto chi se lo legge il Blondet?) un certo compatimento.

 “E’ possibile che un novantenne abbia un tesoretto?”… “E’ possibile che un novantenne palpasse le sue suorine?” …

Rispondiamo noi: “è possibile che un ottantaduenne (non novantenne) venti, trenta anni fa abbia palpeggiato suore e affini”?

E’ possibile quindi che un cinquantenne, un sessantenne palpeggi una donna e possa avere ancora figli?

E’ possibile per un ottantenne o un novantenne accarezzare un gatto, prendere un pezzo di pane, schiacciare un telecomando?

Quanti vecchi milionari vanno ancora a spasso con le escort?

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Mica è un disabile il padre Manelli !

Quanto al tesoretto, più anziani si è, più esso servirà per godersi la pensione!

Molti vecchietti, si sa, sono avari e attaccati ai soldi, diventano egoisti, come tanti giornalisti che, andati in pensione, si vendono al miglior (cardinale) offerente.

Blondet poi afferma che la Magistratura obbedisce a certi ordini e che ha ordinato alla Finanza di sequestrare i beni dei religiosi.

Non sappiamo a chi obbedisca la Magistratura, intanto la Finanza (Guardia di Finanza ndr) non obbedisce di sicuro al Padre Manelli, non avendo per lui stipulato voti col sangue come per le povere suorine.

Di cosa si lamenta il Blondet, se poi afferma lui stesso che i beni non sono dell’Istituto?

Insomma, questi milioni di euro di patrimonio, di chi sono?

Sembra di capire – lo dice Maurizio (Blondett) –  che i beni siano di familiari e benefattori che spontaneamente mantengono i frati e le suore.

Sembra di capire anche che non è chiaro se quei beni mantengano i frati e le suore o se i frati e le suore con le loro offerte mantengano familiari e sbenefattori…

Mah!

Il Blondet poi, ricordandosi di Pol Pot,  passa all’attacco sul commissario, “colpevole” di essere stipendiato.

Purtroppo non tutti possono permettersi di lavorare “gratis” come Blondet.

Irresistibile per il nostro prolifico scrittore cadere nella tentazione di accusare Carballo e Braz de Aviz con i soliti insulti: “la speculazione sull’albergo romano Il Cantico, il convegno di Brasilia, la Teologia della Liberazione…”.

Questo lo sapevamo già. Cè dell’altro?

Sono storie cotte, stracotte e mangiate che non tolgono nulla alla legittimità e pertinenza del provvedimento di commissariamento del fondatore di due istituti religiosi.

Poiché “la curiosità è femmina” ho fatto la mia inchiesta incontrando qualche fraticello che ha rettificato i cinque punti che il Blondet elenca sull’incontro dei commissari con i frati a Roma il 28 settembre 2015.

Ecco come stanno i FATTI:

1) FALSO che i frati dissidenti potranno uscire dall’Ordine solo con la riduzione allo stato laicale o sposandosi.

La VERITA’ è che occorre aspettare la fine del commissariamento e disporre dell’incardinazione non solo ad experimentum  se davvero i vescovi e il loro clero ci tengono a tenersi degli ex frati santi come il fondatore;

2) FALSO che dovranno strapparsi la medaglia cucita sul saio. (La medaglia non è di stoffa, ma metallica…);

3) FALSO che i frati non potranno dormire con il ruvido saio della penitenza; rimane facoltativo, come da sempre;

4) FALSO che dovranno cancellare dai loro Statuti il Voto Mariano; esso è la caratteristica dellIstituto;

5) FALSO che è stato intimato di non parlare più e fare riferimento a S. Massimiliano Kolbe; oramai sarà lui ad essere riconosciuto con S. Francesco il « vero » fondatore al quale il Padre Manelli si è semplicemente ispirato.

 Aggiungiamo noi:

 6) VERO che la Santa Sede scioglie frati, suore e sodali da ogni voto e vincolo privato al fondatore e cofondatore.

 Blondet poi parla di Papa Francesco che vuole la soppressione dell’Istituto…

Balla colossale se proprio Francesco si prese la briga di sospendere tutte le udienze, quel 10 giugno 2014 e ricevere per una mattinata intera i frati fedeli alla Chiesa attraverso il suo Commissario.

L’incontro che si può seguire su youtube, rivela invece l’alta considerazione di Francesco verso questa famiglia religiosa che è consacrata all’Immacolata, ragion per cui osteggiata dal diavolo.

Non è nel linguaggio e nello stile di Braz de Aviz – ci siamo informati – chiedere sanzioni. Qualora ci dovessero pur essere, riguardano piuttosto il Fondatore, solo alcuni, o tutto lIstituto?

Blondet mescola le carte titolando il suo pezzo:

Involontaria ammissione di El Papa a quelli che perseguita

E perché?

Solo per il fatto che il Papa abbia “disciplinato” la Messa tridentina imposta dal general Manelli e i suoi colonnelli ai fedeli delle parrocchie del mondo e detto di aver voluto lui la chiusura del seminario?

Non era quel luogo la protesi genealogica del fondatore, attraverso “Er Derfino”, Manelli II come qualcuno dei suoi ex studenti lo motteggiava?

 Blondet, alla fine, non sapendo come concludere l’infelice e noioso pezzo, per riempire la pagina e darle di santa ragione al Papa, inserisce la bufala della diagnosi del dottor Fukushima, critica la richiesta di preghiera al raduno di Buenos Aires, invoca l’esorcismo…

E pensare che parli spesso dell’antipapa!

Che lo sia lui, visto come critica lattuale vero successore di San Pietro che è Papa Francesco?

Bhé, se proprio non è un posseduto, consigliamo al Blondet di prenotare con i suoi “Friends” una visita dal dottor Fukushima, specialista del cervello.

Tra gli amici di Bergoglio, dopo quello di Maurizio Blondet, aspettiamo adesso il solito “pezzo capolavoro” di Antonio Socci.

Non vale la pena citare altri apprendisti stregoni. 

Scopriremo presto, però, chi le spara più grosse.

P.S.: Ultima ora! Ci è stato riferito che sulla foto di frati e suore postata dal Blondet e risalente agli anni Novanta, nemmeno il 20% dei presenti è rimasto nell’Istituto. Tutto un fuoco di paglia il metodo del Manelli.

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