La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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UN’ORDINAZIONE CHE FA DISCUTERE

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Il 21 ottobre 2015 alle ore 10:00 al Santuario Madre di Dio Incoronata di Foggia, sembra che sarà ordinato sacerdote il diacono Dario Nardella.

E’ un evento di festa ed è un evento di gioia per il quale ognuno formula al novello presbitero i migliori auguri di fecondo ministero.

Insieme a lui l’intera comunità cristiana eleva una lode di ringraziamento al Signore per il dono di un nuovo ministro di Dio.

E’ una grazia anche per la sua famiglia naturale con la quale ognuno si complimenta per aver saputo creare le basi educative e cristiane dalle quali si è sviluppata la vocazione del loro figlio, fratello e nipote.

A officiare il rito sembra che sarà mons. Ramon Arguellas, vescovo di Lipa (Filippine).

Tempo fa chi ha seguito il caso del commissariamento dei Frati Francescani dell’Immacolata, di cui Dario Nardella era un membro con il nome religioso di Massimiliano Maria, ricorderà di come il menzionato vescovo filippino si era reso protagonista dell’erezione di un’associazione pubblica di fedeli denominata “Fratelli di San Francesco e dell’Immacolata” attraverso la quale ha dato asilo ad alcuni chierici fuggiaschi dei Francescani dell’Immacolata.

Fallito il tentativo di elevare l’associazione a istituto di diritto diocesano come avrebbe auspicato il padre Stefano Manelli in un calcolo rivelatosi un’ennesima volta sbagliato, l’appoggio del vescovo asiatico al Fondatore ed ex superiore dei Francescani dell’Immacolata per cinque lunghi lustri, si materializza con la disponibilità ad ordinare il rappresentate per l’Italia della suddetta associazione (e  mancato istituto) nata nelle Filippine.

Non sappiamo se alla cerimonia ci sarà anche la Signora Ambasciatrice delle Filippine presso la Santa Sede, grande benefattrice delle Suore Francescane dell’Immacolata,  che un grande ruolo ha avuto nella mediazione tra i “manelliani” e il vescovo per accreditarli come « santi perseguitati » dalla Chiesa e non ribelli al commissario.

Senza entrare nel merito della vocazione e delle qualità morali del Nardella, da un punto di vista canonico, per essere ordinati sacerdoti, occorrono almeno sei mesi dall’ordinazione diaconale; occorre aver terminato gli studi filosofici e teologici  del quinquennio istituzionale ed essere incardinati in una diocesi o in un istituto religioso.

Non è da escludere che Massimiliano Nardella vada nella diocesi di Lipa come missionario, ma è più probabile che faccia invece da cappellano al raggruppamento di ex frati francescani dell’Immacolata alla Palanzana di Viterbo.

Piange il cuore vedere dei giovani parcheggiati su se stessi in attesa del compimento messianico delle profezie del Padre Manelli.

Che responsabilità sulle loro giovani vite, deluse e illuse!

Sembra comunque che anche nel passato, quando il padre Manelli era Ministro Generale dei Frati Francescani dell’Immacolata, anzi “Padre Comune”, così come si faceva chiamare per sottolineare il suo imperio anche sulle suore e sui laici, contro ogni regolamento canonico e dignità di servizio francescano, i suoi ordinandi religiosi quasi mai hanno completato la loro formazione, proiettandosi in attività pastorali o formative senza una preparazione adeguata.

All’uopo qualcuno si chiede se un comune mortale si farebbe operare o meno da un chirurgo che non ha nemmeno terminato l’Università…

nardella

Non si capisce bene, infatti, se, dove e come Dario Nardella ha completato i suoi studi per l’idoneità sacerdotale.

E’ pacifico, inoltre, chiedersi come mai un vescovo venga dalle Filippine per ordinare un italiano a Foggia…

Sicuramente l’Ordinario del luogo, il napoletano Vincenzo Pelvo, vescovo di Foggia-Bovino avrà dato il suo placet.

Ci risulta, tra l’altro, che sia molto vicino a una famiglia legatissima al Manelli di cui un membro, battezzato proprio con il nome di “Stefano”, è stato suo personale fotografo ufficiale durante il ministero di Ordinario Militare per l’Italia.

Un buon collega di Mons, Arguellas, ambedue generali dell’esercito in pensione, in buona compagnia con l’ex generale padre Stefano Manelli.

manelli

Don Ugo Rega, orionino come Mons. Giovanni D’Ercole che in un recente passato ha ospitato, a sua volta, nella sua diocesi di Ascoli Piceno un gruppetto di “Fratelli di San Francesco e dell’Immacolata”, si ritrova a gestire con qualche imbarazzo tale evento.

In considerazione delle irregolarità canoniche il tutto sembra immerso in un mistero, tipico di quell’approccio più settario che ecclesiale che ha caratterizzato il governo di Padre Manelli e la sua scomposta reazione dal commissariamento in poi.

Senza voler spezzare i sogni e i progetti di un giovane che corona un traguardo e realizza un’aspirazione, in tanti si chiedono sotto quale auspici – o meglio con quali espedienti – gli adepti di padre Manelli cerchino ancora di rimettersi in sella: su di un cavallo o di un asino?

Se tutto così fosse, quanto a mons. Arguellas, la sua posizione di aperto contrasto alle disposizioni di Papa Francesco impartitegli sui “manelliani”, pone delle grosse perplessità e aiuta a ricostruire la rete di coperture e collusioni con gli ambienti curiali in un giro incredibile di soldi, ricatti e affinità ideologiche nel nome dell’estrema destra molto effervescente nella Roma scandalosa.

Basteranno le minacce di querele al nostro sito come deterrente al legittimo corso della giustizia?

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6 commenti

  1. Riccardo Piccarreta ha detto:

    1) Lettera dei cittadini di Balayan: “Abbiamo ricevuto segnalazioni che la Chiesa Parrocchiale dell’ Immacolata Concezione di Balayan sta subendo mosse per commercializzare ulteriormente i locali della chiesa. Un numero significativo di partecipanti si è opposta a detto piano. Abbiamo cercato un pubblico contatto con il Parroco di Balayan, p Edgardo Pagcaliuangan, lo scorso 4 agosto 2013 per convalidare questi fatti e abbiamo ricevuto la conferma che CI SONO ATTUALI NEGOZIATI PER CEDERE IN LOCAZIONE CONVENTO AD UNA CATENA DI SUPERMERCATI.
    Arcivescovo Arguelles, siamo disturbati da questo programma. Generare ricavi non deve essere raggiunto a discapito del patrimonio storico e con lo sconsacrare le nostre strutture ecclesiastiche. Abbiamo combattuto contro l’inserimento del McDonalds per preservare la Chiesa. Il caso di McDonalds non deve essere utilizzato come modello per mercantilismo all’interno della chiesa”. (https://veritacommissariamentoffi.wordpress.com/2014/10/14/arguelles-arcivescovo-di-lipa-non-tradire-la-storia-salviamo-la-secolare-scuola-balayan-la-chiesa-e-il-convento-dellimmacolata-concezione-dalla-distruzione/)

    2) La Conferenza Episcopale delle Filippine (Cbcp) ha citato Arguelles, richiedendo una relazione per sapere se è vero che una parte della Chiesa Parrocchiale dell’Immacolata Concezione della città Balayan sarà affittato ad una catena di supermercati. Il prelato ha ammesso che un tale piano è stato effettivamente considerato dall’amministratore finanza arcidiocesano, ma fu poi demolito dopo che “ha innescato una raffica di risposte di arrabbiati.” (Originale http://www.equalizerpost.com/2013/11/pinoy-bishops-cbcp-repent-and-listen-to.html)

    3) Un gruppo (25+25) di presbiteri ed ex studenti dei Frati Francescani dell’Immacolata cercava da mesi accoglienza presso qualche Diocesi.
    La richiesta suscitò riserve e perplessità nei pastori delle Chiese locali perché si è rivelata non conforme al naturale disegno di rimodellare la propria vocazione come prete secolare, MA STRATAGEMMA PER SOTTRARSI INTANTO ALL’AUTORITÀ DELLA CONGREGAZIONE PER GLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA E DELLO STESSO COMMISSARIO APOSTOLICO IN UNA FASE DI VERIFICA CANONICA, DOTTRINALE, DISCIPLINARE E FINANZIARIA.
    Lo scopo finale delle richieste d’incardinazione in Diocesi appare chiaro: è la costituzione di una piattaforma di lancio, come quella DELL’ARCIDIOCESI DI LIPA NELLE FILIPPINE o in diocesi di minoranza cattolica come in Inghilterra, per RAGGRUPPARE CHIERICI ORDINATI IN SACRIS ED EX SEMINARISTI FFI NELLA SPERANZA DI UN RIBALTONE NELL’ATTUALE GOVERNO DELLA CHIESA UNIVERSALE che può solo contare su miraggi mentali
    Quanto ai vescovi che stanno mostrando disponibilità di accoglienza a qualche chierico FFI “transfugo”, si annovera il problematico MONS. RAMON ARGUELLES delle Filippine (DIOCESI DI LIPA) del quale hanno molto parlato i blog tradizionalisti.
    Egli sta fornendo “asilo politico” a cinque frati che sono stati spinti simultaneamente a scappare dal convento finanziati dagli amici del Fondatore anche nel costoso biglietto aereo dall’Italia. L’arcivescovo di Lipa non potrà ancora per molto tempo resistere agli ordini formali di restituire i Frati transfughi alla loro Famiglia Religiosa.
    La disobbedienza di Mons. Arguelles è sconcertante, ma un eventuale provvedimento disciplinare nei suoi confronti non potrà sorprendere più di tanto. L’arcivescovo di Lipa, autorizzando a dei chierici sospesi l’esercizio del ministero, sta consumando un abuso canonico e disciplinare che crea ulteriore confusione nelle anime della sua diocesi e illusione di giovani sacerdoti2.
    L’attuale arcivescovo di Lipa, Mons. Ramon Cabrera Arguelles, ha 71 anni.

    4) Come testimonianza della sua lunga storia di disobbedienze, Mons. RAMON ARGUELLES, vescovo della diocesi di LIPA, in Filippine, ordinerà sacerdote, DOMANI MERCOLEDI’ 21 OTTOBRE 2015, A FOGGIA, nel Santuario dell’Incoronata, alle ore 10,30, DARIO NARDELLA, da lui stesso già ordinato diacono in Filippine, fuoriuscito dagli F.I. in quanto animato da profondo rifiuto del commissariamento in se stesso. Tutto è stato fatto cercando di far passare sotto silenzio questo avvenimento. Non ci viole molto a capirne la ragione! In città di questa ordinazione, non sa niente nessuno, non hanno invitato le autorità e non hanno invitato i fedeli, né tanto meno la stampa.
    5) Mons. Arguelles è stato più volte ammonito (anche dal Nunzio apostolico in Filippine) a non ospitare i fuggiaschi dei francescani dell’Immacolata che rifiutavano il commissariamento e i motivi del commissariamento. Dario Nardella fa parte della PIA ASSOCIAZIONE PUBBLICA (di fedeli) filippina denominata “FRATELLI DELL’IMMACOLATA E DI SAN FRANCESCO” eretta il 28 giugno 2014 proprio dal Vescovo Mons. Ramon Cabrera Arguellas della Arcidiocesi di Lipa per volontà di Padre Manelli stesso allo scopo di tenere buoni e ancora “caldi” – e in qualche modo motivati – quei frati e giovani ex studenti degli F.I. che egli continuava e continua ad illudere col miraggio fiabesco di un ribaltone nella Chiesa e nell’Istituto. Frati che senza questo miraggio e senza la stimolazione ad extra della loro fantasia sarebbero già tornati a casa.
    6) Questa associazione è RAPPRESENTATA IN ITALIA DA UNO SOLO DEI CIRCA VENTI EX SEMINARISTI CHE NON HANNO RINNOVATO I VOTI PROVOCANDO CON LA LORO DEFEZIONE UNA DIMINUZIONE DEL NUMERO COMPLESSIVO DEI PROFESSI TEMPORANEI.
    7) EBBENE IL RAPPRESENTANTE UNICO DI QUESTA ASSOCIAZIONE IN ITALIA È PROPRIO ………………. DARIO NARDELLA!

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  2. maria ha detto:

    CON FORZA GRIDO INTERVENGA PAPA FRANCESCO PERCHE’ MANELLI CON I SUOI SPORCHI SOLDI HA COMPRATO ANCHE L’INFERNO……..

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  3. Riccardo Piccarreta ha detto:

    Il fondatore P. Manelli ha convinto un bel pò di frati e suore ad uscire dall’Istituto ma solo come STRATAGEMMA per sottrarsi all’autorità della Congregazione e del commissario apostolico mentre l’Istituto è in una fase di verifica canonica, dottrinale, disciplinare e finanziaria. Lo scopo della dispersione momentanea dei suoi adepti – “spalmati” e/o “parcheggiati” in vari posti dove trova accoglienze compiacenti oppure riuniti già in forme comunitarie spontanee non autorizzate – è la ipotetica costituzione futura di un nuovo istituto in cui ricominciare a camminare di nuovo in modo “storto” secondo quelle linee per cui l’Istituto oggi è commissariato. Come a dire: “il commissariamento è sbagliato, la Santa Sede è incompetente, nessuno è cattolico, solo noi siamo a posto, siamo i migliori, siamo (come i grillini) l’unica Arca di Noè; per il momento ci rifugiamo nella “foresta” di Sherwood (sotto la guida del nostro “Robin Hood”), in attesa che passi l’azione del commissariamento e poi ricominceremo a fare tutto quello che facevamo prima del commissariamento”. Tra queste aree di parcheggio – in attesa di un fantascientifico ribaltone nella Chiesa (sic!) e nell’Istituto, ci sono almeno tre comunità (senza contare altre furbizie manelliane):
    1) c‘è la comunità di fuoriusciti realizzata in Inghilterra (dove si è rifugiata anche la ex Suor Francesca Perillo (Marcella!) per dodici anni superiora generale delle suore, poi responsabile dei “colombai”, e che oggi è addirittura uscita dall’Istituto chiedendo la dispensa dai voti perpetui; –
    2) c’è una comunità di cui si tiene nascosta l’ubicazione in provincia di Ancona
    3) e c’è la PIA ASSOCIAZIONE PUBBLICA (di fedeli) filippina, denominata “FRATELLI DELL’IMMACOLATA E DI SAN FRANCESCO” eretta il 28 giugno 2014 dal Vescovo della diocesi di Lipa (Filippine) Mons Ramon Cabrera Arguellas per volontà di Padre Manelli stesso allo scopo di tenere buoni, ancora “caldi” – e in qualche modo motivati – quei frati e giovani ex studenti degli F.I. che egli continuava e continua ad illudere col miraggio fiabesco di un ribaltone nella Chiesa e nell’Istituto. Frati che senza questo miraggio e senza la stimolazione ad extra della loro fantasia sarebbero già tornati a casa.
    Questa associazione è RAPPRESENTATA IN ITALIA DA UNO SOLO dei circa venti ex seminaristi che non hanno rinnovato i voti provocando con la loro defezione una diminuzione del numero complessivo dei professi temporanei.
    IL RAPPRESENTANTE UNICO DI QUESTA ASSOCIAZIONE IN ITALIA È ………………. DARIO NARDELLA, ex frate con voti semplici che si chiamava Fra Massimiliano Maria.
    Mons. Arguelles è stato più volte ammonito dalla Santa Sede (e anche dal Nunzio apostolico in Filippine) a non ospitare i fuggiaschi dei francescani dell’Immacolata che rifiutavano il commissariamento e i motivi del commissariamento.
    Ebbene come testimonianza della sua lunga storia di disobbedienze, Mons. RAMON ARGUELLES, vescovo della diocesi di LIPA, in Filippine, ordinerà sacerdote, oggi MERCOLEDI’ 21 OTTOBRE 2015, A FOGGIA, nel Santuario dell’Incoronata, alle ore 10,30, proprio DARIO NARDELLA, da lui stesso già ordinato diacono in Filippine, fuoriuscito dai F.I. in quanto animato da profondo rifiuto del commissariamento in se stesso. Tutto è stato fatto cercando di far passare sotto silenzio questo avvenimento. Non ci vuole molto a capirne la ragione! In città di questa ordinazione, non sa niente nessuno, non hanno invitato le autorità e non hanno invitato i fedeli, né tanto meno la stampa, ma solo i loro adepti: suore e anche un bel pò di preti o comunque gente col colletto – provenienti da Roma.

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  4. Riccardo Piccarreta ha detto:

    UN ARTICOLO PROFETICO E LUNGIMIRANTE SUL BLOG VERITA’ SUL COMMISSARIAMENTO DEL 2 MARZO 2015!

    “TENTATIVO DI FUGA E DI RIFONDAZIONE IN INGHILTERRA DEL GRUPPO DI POTERE DELLE SUORE FRANCESCANE DELL’IMMACOLATA”

    —“Padre Stefano Maria Manelli – avvezzo a giochi di sottobanco – sta cercando di orchestrare il TERZO TENTATIVO con il quale beffeggiare ulteriormente la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata di cui mai ha nascosto il suo disprezzo e questo dopo essersi rifugiato nel convento del ramo femminile a San Giovanni Rotondo (FG), grazie all’alibi delle cure presso l’Ospedale “Casa sollievo della Sofferenza”,
    1) Nell’autunno del 2013, con la complicità di nipoti, religiose ed ex formatori dei Francescani dell’Immacolata aveva fatto fraudolentemente raccogliere firme dei Frati per una petizione al Santo Padre. Con esse VOLEVA SUSCITARE L’EREZIONE DI UN NUOVO ISTITUTO O DI UN NUOVO RAMO DEI FRATI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA CHE POTESSE, SOTTO LA DISCIPLINA DI ECCLESIA DEI, PRIVILEGIARE, ANCHE SE POI PRATICAMENTE ESCLUSIVIZZARE, IL VETUS ORDO.
    2) Smascherato e fallito miseramente questo primo tentativo ad inizio estate 2014 Padre Stefano prese contatti con l’Arcivescovo filippino di Lipa, Monsignor Ramon Arguellas, riuscendo ad ottenere con non poche promesse sostenute anche dall’Ambasciatrice, la NASCITA DI UN’ASSOCIAZIONE PUBBLICA DI FEDELI. Doveva essere questo il primo passo per mettere la Congregazione per la Vita Consacrata nella condizione di approvare un Istituto dalle fila artificiosamente ingrossate da ex studenti e fuoriusciti dei Frati irrimediabilmente plagiati dal Padre Manelli. L’intervento del Santo Padre presso il Nunzio Apostolico delle Filippine sta facendo altrettanto miseramente fallire questo aleatorio tentativo di seconda presa in giro del Dicastero per i Religiosi.
    3) Poiché non c’è due senza tre, la terza cartuccia sparata attraverso – questa volta – le Suore Francescane dell’Immacolata, procede dalla terra che Napoleone spregiativamente definiva la “PERFIDA ALBIONE”.
    Nel ramo femminile si esplorano le possibilità per preparare una via di fuga in caso di esautorazione delle attuali Superiore. Le Suore Francescane dell’Immacolata sono legate in Inghilterra ad Unavox International disposta a coprirle di oro per sostenerle nella battaglia di opposizione all’attuale papato.
    Il terzo stratagemma che riguarda queste sue povere appendici ridotte a truppe cammellate del “califfo”, sarebbe il tentativo di UNA RICHIESTA DI DISPENSA DAI VOTI DI UN GRUPPETTO DI SUORE FRANCESCANE DELL’IMMACOLATA LE QUALI, PRIMA CHE VENGANO COMMISSARIATE, UNA VOLTA OTTENUTA L’EREZIONE IN NOVELLO ISTITUTO DA PARTE DI UN COMPIACENTE VESCOVO INGLESE, POTREBBERO EVENTUALMENTE RISUCCHIARE ANCHE I FRATI DISSIDENTI QUALI MEMBRI DI UN LORO RAMO MASCHILE.
    Suscita interrogativi e sospetti l’assenza dalla circolazione di alcuni studenti inglesi dei Frati. Possiamo immaginare che stiano preparando un’azione di reclutamento vocazionale e di sabotaggio del loro Istituto a partire dal proprio Paese.
    Qualcuno avrebbe riferito di un sacerdote italiano vestito come i Frati dell’Immacolata, avvistato nel Sud dell’Inghilterra. La descrizione sembra coincidere con il Religioso salernitano noto nell’impegno blogghistico e nella pubblicistica tradizionalista quale promettente e fedele discepolo imitatore di Brunero Gherardini (P. Serafino Lanzetta). La ex Suor Francesca Perillo che ha chiesto la dispensa dai voti perpetui ed è uscita dall’Istituto, non è tornata a Sessa Aurunca. E dove potrebbe essere se non in Inghilterra dove è già andata più volte e per lungo periodo proprio durante il commissariamento dei frati?
    È PROBABILE CHE AL FRANCESCANO CONNAZIONALE VERRÀ OFFERTA UNA CATTEDRA IN UN SEMINARIO VESCOVILE INGLESE A CORTO DI PROFESSORI. Hub di queste operazioni è il MONASTERO DI LANHERNE, oggetto di non poche critiche per una piega liturgico-dottrinale oramai più vicina agli ambienti lefebvriani che allo stesso tradizionalismo più estremo.
    Come “eresia manelliana” si intende – tra l’altro – un modo di interpretare la vita religiosa pelagiano – volontarista, svuotato quindi dalla perfetta carità e dall’incondizionata fedeltà al Papa e la fiducia nella Madre Chiesa.
    — NON IN ITALIA
    La presenza della Santa Sede in Italia, per effetto del meccanismo della prossimità, facilita il discernimento dei Vescovi e rende quasi impossibile l’accoglienza di un Gruppo di religiose od ex religiosi in opposizione all’azione magisteriale e disciplinare del Romano Pontefice.
    —- MA IN INGHILTERRA
    Oltre la Manica, l’inavvedutezza e la scarsa conoscenza delle problematiche italiane da parte di giovani Vescovi britannici inseriti in un contesto ecclesiale più isolato rispetto al Continente, facilita pretese di riconoscimenti canonici da parte di soggetti non in piena comunione con Roma.
    NEL REGNO UNITO, LA CHIESA CATTOLICA È UNA REALTÀ DI MINORANZA. La sua vivacità, a causa anche di una certa impreparazione del clero, è assicurata da gruppi tendenzialmente vicini al mondo tradizionalista propizio al compassato British style.
    Da questo insieme di cose, emerge il grande interesse a ritardare e condizionare le decisioni della Santa Sede sulle Suore.
    INDAGINI Tutto è al vaglio degli analisti ed investigatori che dovranno confrontarsi con l’implicazione delle Suore nella vicenda dei Frati, CON LE LORO COPERTURE E COMPLICITÀ VERSO GLI ABUSI DEL FONDATORE, IL MANEGGIO DEI BENI, ecc..
    (https://veritacommissariamentoffi.wordpress.com/…/la-perfi…/)

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  5. La verita' vince ha detto:

    Stando alla stampa inglese i fedeli non sono contenti di questo sbarco oltremanica del frate salernitano:

    http://www.portsmouth.co.uk/news/questions-raised-on-friars-and-nuns-replacing-gosport-priest-1-6858198

    Da google translator:

    Fedeli si sono espressi contro frati e monache che sostituiscono il loro parroco e in possesso di funzioni religiose in lingua latina.

    Chiesa cattolica di Santa Maria, a Gosport, è la nuova sede a Padre Serafino Lanzetta – un frate francescano italiano che guida le masse con una comunità di frati francescani e suore.

    Non conosco nessun’altra chiesa che ha monache o monaci quindi perché dovremmo?
    Membro della Congregazione
    Come parte del cambiamento, alcuni del servizio Domenica si svolge in latino, con grande avversione di alcuni membri della congregazione.

    Signor Lanzetta è stato portato in dopo le modifiche annuali effettuate dal vescovo Filippo Egan vide Padre Peter Glas andare avanti.

    A 54 anni, membro della Chiesa di Santa Maria, nel centro della città ha detto che ha pensato di lasciare a causa dei cambiamenti.

    Il parrocchiana, che non vuole essere nominato, ha detto: ‘Io sono state andando a questa chiesa per anni e questi cambiamenti non sono voluto. Parte del servizio è in latino, che non mi piace.

    ‘Sembra che il vescovo di Portsmouth fa quello che gli piace senza pensare della congregazione.

    ‘So che alcuni dei membri più anziani della chiesa come i cambiamenti, perché è quello che sono cresciuti con. Ma come membro più giovane, non mi piace.

    ‘Non conosco nessun’altra chiesa che ha monache o monaci quindi perché dovremmo?

    ‘E’ difficile seguire il servizio in latino e dubito molte persone che vivono in Gosport capiscono. ‘

    Un altro membro della congregazione, che ha voluto rimanere anonimo, ha detto: ‘E’ stato uno shock quando ci hanno detto perché era così insolito. Sembra che sia stata spinta su di noi. Siamo tutti tristi per vedere Padre Glas andare e vorrei abbiamo avuto voce in capitolo che ha preso il posto di lui ‘.

    Una dichiarazione della diocesi di Portsmouth ha detto che era una pratica standard per i sacerdoti di muoversi parrocchie. Ha aggiunto che era comune in una diocesi cattolica che un vescovo possa chiedere a un ordine religioso di fornire ministero pastorale.

    Vescovo Philip Egan ha detto: ‘I frati continueranno a garantire è aperta per la preghiera di Santa Maria, e si baserà sulla splendida evangelizzazione in cui la parrocchia è già impegnato.’

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  6. maria ha detto:

    QUindi la mafia e’ in Vaticano, povero Papa Francesco, MANELLI deve essere sospeso o arrestato, ma il commissario che cosa sta facendo?l

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