La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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SOLILOQUIO D’ESTATE

Rosanna_schiaffino_Toto

Gli stessi gruppi, le stesse persone e gli stessi argomenti alimentano da due anni la saga del commissariamento dei Francescani dell’Immacolata.

 

Il 4 luglio 2015 è una data memorabile.

Appare sul quotidiano La Croce a firma di Gianluca Martone un’eccezionale testimonianza in “esclusiva nazionale.

Il lettore distratto si spaventa fino a credere che si tratti di un’intervista ad Abu Bakr al-Baghdadi!

Tira poi un sospiro di sollievo quando si rende conto che l’eccezionale testimonianza in esclusiva nazionale è l’intervista alla signora Luisa De Vita, mamma di madre Maria Gabriella Iannelli F.d.I., Francescana dell’Immacolata.

Martone è davvero bravo, è nato infatti “sotto il segno dei Pesci”.

Appare ad Elle TV di Benevento con una perfetta padronanza del video, discreta e studiata gestualità e una dizione che solo ai più attenti lascia trasparire l’origine sannitica che condivide con i Iannelli, mamma e figlia.

Anche le domande in assoluzione alle accuse su Padre Manelli sono precise, ben studiate, così come le risposte… naturalmente!

Peccato che Martone, così ben informato sul personaggio, non abbia chiesto alla brava signora Luisa De Vita cosa pensa del fatto che sia proprio la figlia Madre Gabriella Iannelli ad ospitare nel suo convento di San Giovanni Rotondo, dal settembre del 2014, il Fondatore Padre Stefano Manelli.

Il campanilismo forse avrà prevalso su una scelta più neutrale e prudente degli interlocutori.

Se proprio non vuole andare in Italia Settentrionale, è sufficiente che Martone si sposti nella vicina Napoli per raccogliere molte testimonianze di genitori che, al contrario, puntano il dito di accusa su Padre Manelli pur temendo per le figlie rappresaglie dalle superiori delle suore, come la Madre Iannelli.

Di persone da intervistare ne avrebbe legioni, dal Salento alla Pianura Padana, dalla Ciociaria al Molisannio, dalla Liguria alle Venezie Giulie passando per l’Alto Adige.

Parliamo naturalmente dell’Italia e non delle Filippine, dell’Africa, del Brasile dove l’esclusiva potrebbe essere internazionale qualora la sua redazione gli pagasse un viaggio all’estero per intervistare ex suore e rispettive famiglie.

Sembra che La Croce, purtroppo, non navighi in buone acque dopo la rinuncia all’edizione cartacea per motivi di budget. La legge del mercato oggi premia solo la qualità.

Una domanda che sorge spontanea per il Martone è di sapere come mai scriva per una testata prestigiosa come il giudizio cattolico pezzi intelligenti a favore della famiglia attaccata dalla Massoneria e accetti poi di entrare nella corte di Mario Adinolfi, fondatore de’ La Croce, che Roberto De Mattei, manifestatamente allineato con Padre Manelli,  indica come cattocomunista, “abortista” e divorziato risposato. 

La cultura enciclopedica di Martone gli permette di scrivere anche sulla crisi dei religiosi.

Come mai si fa giustizialista su tutti e garantista verso Padre Manelli?

Poiché tutti i salmi finiscono in gloria, è da apprezzare il riferimento al compaesano San Padre Pio da Pietrelcina alla fine dell’intervista.

Da acuto analista, si è mai chiesto il Martone quanto si sia speculato sulla conoscenza di Padre Pio nei confronti della famiglia Manelli?

Con tutto il rispetto per gli interessati, sarebbe in grado di trovarci in una biografia seria sul grande mistico cappuccino un solo riferimento alla famiglia Manelli presentata ogni volta come “la privilegiata” sulle altre?

Ha analizzato il Martone o chi per lui l’intensità, la qualità e la quantità degli incontri tra Padre Manelli e Padre Pio di cui vengono riportate ogni volta mezze frasi con un’interpretazione personalizzata e strumentalizzata?

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Un frate mi ha raccontato che una volta Padre Pio nel vedere Padre Stefano si spaventò.

Perché non approfondire invece quest’episodio?

Data la giovane età del Martone, non sappiamo se abbia una figlia adolescente.

Crede davvero che una ragazza confidi sempre alla mamma se qualcuno le abbia toccato il petto, baciato le labbra e teso la “mano morta”?

Visto che scrive sulla famiglia, si è mai occupato il Martone dei problemi d’incesto?

Conosce l’omertà, il senso indebito di colpa, la vergogna e i traumi che alle volte imperano anche all’interno delle mura familiari da parte di figlie abusate?

Cosa rappresenta o “chi rappresenta” la sua “intervista”?

Grazie a Martone scopriamo intanto che Il  giudizio cattolico è stato fondato dagli illustri Massimo Viglione e il compaesano Corrado Gnerre.

Non sono gli stessi « conferenzieri »  che difendono il Padre Manelli?

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Ci fanno sapere che Corrado Gnerre militava anche nel gruppo dei laici frequentatori dei Francescani dell’Immacolata nel convento di Benevento.

Ha rispettato e obbedito al Commissario Padre Volpi, legittimo superiore dei Frati?

Qui si pone un problema.

Si ha l’impressione di essere in uno stesso club, come il “circolo dei cacciatori” che ancora sorge in un quartino pianoterra nella piazza di qualche paesino dell’entroterra dove i vari soci, tra una briscola e un bicchiere di vino, aspettano l’apertura della stagione vagheggiando nuove prede.

Credono moltiplicare le forze con i tanti cani a loro disposizione, ma la volpe è sempre viva e di essi se ne fa una beffa, anzi… un baffo!

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2 commenti

  1. maria ha detto:

    E’ preferibile non commentare, ma come si puo’ difendere una persona che del suo sacerdozio ne ha fatto solo potere, uso e consumo non e’ calunnia ma constatazione di fatto.Io al posto di Manelli avrei scilto i voti…………ma se tutti i sacerdoti seppellisero i genuitori in chiesa la chiesa diventerebbe cimitero……………La mamma della suoraci pensi……….

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  2. maria ha detto:

    Rettifico sciolto i voti cosi si metterebbe con la coscienza a posto davanti a Dio non apparire davanti agli uomini……..

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