La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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L’inchiesta sul convento, i consacrati: «Bugie» Contestato il dossier. I membri del Movimento Mariano difendono l’operato di padre Manelli

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pagina 34 Il Mattino – Avellino

Loredana Zarrella

Frigento. «Riteniamo pura follia e prive di ogni fondamento le notizie in circolazione e ci riserviamo di agire a tutela degli interessati» ha fatto sapere, attraverso una replica di Enrico Tuccillo, legale del fondatore dell’Ordine dei Francescani dell’Immacolata, Padre Stefano Manelli, e della Superiora dell’Ordine femminile, Suor Michela Cozzolino.

La contestazione del noto avvocato napoletano è scattata a seguito della pubblicazione, da parte de Il Mattino, del contenuto del dossier depositato alla Procura di Avellino, un insieme di testimonianze sui presunti abusi, atti di libidine e prevaricazioni che sarebbero stati commessi da Padre Manelli nei confronti delle suore e delle ex religiose della Congregazione, nel convento di Frigento e in altri.

«Si tratta di calunnie che non ci saremmo aspettati venissero veicolate in questo modo – tiene a precisare l’avvocato Tuccillo. Tutto è privo di qualunque fondamento. Se questo avvocato (ndr. Giuseppe Sarno) ha ritenuto di depositare questo dossier vedremo cosa c’è scritto, chi l’ha fatto e di chi sono le responsabilità.»
E’ scattata anche da parte dei consacrati al Movimento Mariano di padre Manelli un moto di difesa dell’attività del fondatore: «Padre Manelli – dice in una lettera al Mattino uno dei consacrati che chiede di rimanere anonimo – appare come un narcisista assetato di potere: è menzogna. La verità sta proprio nel contrario. Ricordo e faccio notare: siamo in migliaia di persone tutte fedeli a fonfatori, non una minoranza. Questo l’articolista non lo dice e non dice nemmeno fino ad ora i frati hanno rispettato in modo perfetto l’obbedienza, nonostante i perniciosi provvedimenti presi dal commissario. I fondatori hanno subito falsità e calunnie senza dire una parola».

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Nelle carte affidate agli inquirenti dal legale della gestione commissariale dell’Ordine religioso, tanti i dettagli scabrosi sulla vita conventuale di suore e novizie.
Oltre ai voti di obbedienza ai fondatori, padre Manelli e padre Gabriele Pellettieri, che le religiose erano costrette a vergare con il sangue e di cui esiste anche un campione, il dossier è ricco di altri inquietanti riferimenti, come quelli relativi alla costrizione per esse di mangiare alimenti scaduti dismessi dai supermercati e di consumare la pasta anche se celiache perché tutte le malattie erano viste, dicono, come un «fatto di testa, una fisima» anche perché «prendere medicinali è contro la povertà».

I testimoni dichiarano inoltre di essere stati addestrati al culto del fondatore e di essere stati costretti all’isolamento dal mondo. Vietato leggere i giornali e ascoltare la radio, restare in contatto con i genitori o parlare spesso tra consorelle.
Incentivata invece la caccia alle vocazioni e ai benefattori e l’adorazione di Manelli, sull’esempio di alcune suore, probabilmente plagiate, avvezze a raccogliere capelli e incellophanare biancheria intima destinata, secondo loro, a divenire un giorno reliquia del «Santo fondatore».

Gli incartamenti sono inoltre ricchi di riferimenti vari al giro di denaro. Oltre ai dubbi sulla destinazione dei soldi per le missioni, anche i racconti della presunta prassi di padre Manelli di esercitare pressioni sui benefattori per la donazione di ville e contanti, computer e beni vari.

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Gli originali firmati dagli ex membri del Movimento, ora in mano alla Procura, coprono venti anni di vita dell’Istituto. Sono stati raccolti tra il 2012 e il 2013 e consegnati alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata. Ne erano a conoscenza anche il Visitatore apostolico Don Vito Todisco, la Visitatrice apostolica Suor Fernanda Barbiero e il Commissario dell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata Padre Fidenzio Volpi, nominato dalla Santa Sede nel 2013, e morto il 6 giugno scorso.

«Proprio mentre si è in attesa della nomina del nuovo Commissario della Congregazione – ha affermato l’avvocato Tuccillo – queste accuse assolutamente slegate da ogni realtà fanno nascere negli interessati il sospetto di un progetto criminoso, strumentale e diffamatorio».
A breve dovrebbe in effetti giungere la nomina vaticana del nuovo Commissario. Nel frattempo i beni sequestrati dalle Fiamme Gialle, per un valore di 30 milioni di euro, sono stati momentaneamente affidati dalla magistratura a Donato Cassese, Vicario generale della Diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi, sotto cui ricade Frigento.

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