La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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Rassegna: P. Fidenzio Volpi tornato alla Casa del Padre – Gianluca Barile

MORTO PADRE VOLPI, IL “COMMISSARIO DI FERRO” DEI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA COMBATTUTO FINO ALLA TOMBA

Padre Fidenzio Volpi, discusso Commissario Apostolico dei Francescani dell’Immacolata, é morto ieri mattina, in una località imprecisata, dopo oltre un mese di convalescenza, per le conseguenze di un malore che lo aveva colpito lo scorso 29 Aprile e da cui pare non si fosse mai ripreso completamente. Le esequie verranno celebrate a Roma, nella Basilica di San Lorenzo al Verano, Mercoledì 10 giugno alle ore 10.00 e, nella Chiesa di Ognissanti del Cimitero di Bergamo, sua Città di origine, Giovedì 11 Giugno, alle ore 10.00. L’annuncio è stato dato dalla Provincia dei Frati Minori di San Carlo in Lombardia, a cui il religioso apparteneva, e non dai Francescani dell’Immacolata, alla guida dei quali, nel Luglio del 2013, Padre Volpi aveva sostituito, per volontà della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, il fondatore, Padre Stefano Maria Manelli, esautorando, via via, la vecchia “classe dirigente”. Non è questo il momento dei giudizi sulla persona di Padre Volpi, ma della preghiera per la sua anima. Come ogni essere umano, ha potuto commettere degli errori. Come ogni persona incaricata di assumere decisioni importanti, ha potuto seminare dei malumori. Ma ci piace pensare che lo abbia fatto in buona fede, nell’esclusivo interesse dei Francescani dell’Immacolata. Questi dovrebbero essere i sentimenti di ogni credente, di ogni addetto ai lavori, davanti alla scomparsa di quest’uomo molto discusso per il “repulisti” attuato come Commissario Apostolico, una serie di provvedimenti di allontanamento e di restrizioni che avevano provocato non pochi malumori tra i seguaci di Padre Manelli, che non hanno mai smesso, fino all’ultimo, di accusare Padre Volpi di aver attuato una vera e propria persecuzione ai loro danni; alcuni lo hanno addirittura trascinato in Tribunale. La decisione certamente più contrastata di Padre Manelli, comunque, è stata l’abolizione della Messa Tridentina che, secondo le norme del Motu Proprio “Summorum Pontificum” promulgato da Benedetto XVI, veniva celebrata stabilmente dai Francescani dell’Immacolata dal 2007. Per Padre Manelli, la predilezione verso tale rito, rappresentava una sorta di deriva “cripto-lefebvriana”. Il religioso godeva della stima e del sostegno di Papa Francesco, che si era espresso in suo favore in almeno un paio di circostanze, ma neppure ciò era riuscito a fargli guadagnare il rispetto di chi, evidentemente, aveva deciso di creare e alimentare l’immagine del “Kommissario-Dittatore” o del “Commissario di ferro” poco incline all’ascolto e al dialogo. I suoi detrattori, la maggior parte dei quali legati al mondo tradizionalista, non gliene hanno perdonata nemmeno una. Né da vivo, né da morto: in queste stesse ore, tra di loro, c’è chi festeggia pubblicamente per la morte di Padre Volpi. Forse il defunto Commissario Apostolico dei Francescani dell’Immacolata non sarà stato impeccabile, ma quelli che guardano con sollievo ed alzano i calici alla sua scomparsa, non brillano certamente per cristianità.

http://www.gianlucabarile.it/?p=454

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