La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

Home » Generale » UNA VERITA’ LIQUIDA O LIQUIDAZIONE DELLA VERITA’ ?

UNA VERITA’ LIQUIDA O LIQUIDAZIONE DELLA VERITA’ ?

pilate_jesus

Un’analisi sulle spregiudicate recenti notizie circa la presunta morte di Padre Volpi

 

Negli anni 30’ del secolo scorso, il Timor di Dio era ancora considerato il primo valore a cui la società intera doveva attenersi. Era l’Italia di Pio XI, ed era più che giusto, ieri come oggi, additare l’errore e non solo, ma anche combatterlo e limitarlo quanto più possibile per impedire che le anime dei “piccoli” ne divenissero preda. Non si tendeva la mano all’eresia, ma si esortava l’eretico a convertirsi e a volgersi alla Verità che sola ha il potere di rendere liberi. Le leggi, anche dello Stato, servivano proprio a questo ossia a limitare quanto più possibile il propagarsi dell’errore, giacché secondo i principi della morale naturale prima, e della Fede Cattolica poi, l’errore e la menzogna non hanno alcun diritto nella società! Non ci credete? Pio XII insegna che l’errore «non ha oggettivamente alcun diritto né all’esistenza, né alla propaganda, né all’azione» (Discorso “Ci riesce” del 6 dicembre 1953).

Roberto De Mattei “dovrebbe” conoscere benissimo il Magistero perenne della Chiesa, quello definito e definitivo, quello infallibile, quello messo nero su bianco, quello posto al sicuro da un bell’anatema. Basti pensare all’enciclica Mirari Vos di Gregorio XVI, alla Quanta Cura e al Sillabo del beato Pio IX, alla Libertas di Leone XIII, alla Pascendi di San Pio X, ecc..

Corrispondenza Romana, invece, offre, a firma di Roberto de Mattei,  una clamorosa controtestimonianza per i valori di cui il Nostro pretendeva farsi alfiere.

Una grande delusione scoprire la sua ossessione.

La sagra della menzogna sulla vicenda recente di padre Volpi era stata inaugurata ancora qualche giorno prima da Antonio Margheriti nel blog “la cuccia del mastino, il mondo visto da un cane…”.

Il latifondista pugliese, poco “fido” alla verità, forse assopito negli ozi di in una precoce afa primaverile nel Tavoliere, per distrarsi un po’ aveva pensato di lanciare un sasso nello stagno annunciando la morte del “Kommissario” Apostolico dei Frati Francescani dell’Immacolata.

Si era anche cimentato nella cabala accostando  date e dati rivelatisi poi infondati come la notizia stessa.

L’ottimo servizio reso alla carità e alla verità cristiana era una nuova occasione troppo ghiotta per non essere ripreso dal creativamente pigro Chiesa e Post Concilio di Maria Guerini.

La morale e la professionalità di cui entrambi i blog si fregiano rifulge dal fatto che la notizia del decesso  non è nemmeno stata rimossa.

E’ forse il caldo che assopisce i sensi.

Padre Volpi sarà contento nel ricordarsi l’adagio popolare che attribuisce un allungamento della vita a colui al quale si annuncia la morte.

Messainlatino.it bacchettava entrambi i blogs dichiarando che Volpi non era morto, ma stava molto, molto, molto male.

Con il passare dei giorni hanno tolto qualche “molto”.

Geloso per la prodezza e la prontezza dei concorrenti tradinternauti, Roberto De Mattei ha voluto singolarizzarsi fornendo sul suo blog “Corrispondenza Romana”, dei dettagli che la Procura della Repubblica e il Garante della privacy hanno già valutato. Auguri!

Imperterrito nell’opera diabolica di voler assolutamente dettare lui la linea di governo della Chiesa, a fronte del comunicato personale di Padre Fidenzio Volpi che ringraziava i medici e rassicurava tutti del suo ristabilimento, il De Mattei sparava a zero su tutti in una nuova nota di domenica 17 maggio 2015.

Un’ossessione! Che sogni ogni notte padre Volpi?

Metteva in causa il Visitatore Apostolico Vito Todisco e accusava Frati e Suore di azione debole a difesa della  persona “transeunte” del Fondatore dichiarando che la coesione non può che essere “un complesso di princìpi teologici, spirituali e liturgici irrinunciabili”.

Prendiamo atto della distanza che lo stesso De Mattei sta ora prendendo nei confronti del Fondatore del quale si era servito finora (e viceversa), ma con la liquidazione della verità alla quale abbiamo assistito e con l’assoluta mancanza di carità cristiana testimoniataci da più di qualche tradiblogghista, molto difficilmente Roberto De Mattei potrà ancora ricevere credito, non solo da religiosi, ma dallo stesso ambiente di chi vuole la tutela dei principi teologici, spirituali e liturgici ai quali sembra lui aver da tempo rinunciato.

Malgrado i suoi salmi imprecatori, capiamo che la ripresa di padre Volpi lo sconvolga, ma vista la sua passione alle diagnosi, legga pure quella che gli fornisce Papa Francesco, che a lui piace tanto:

«La malattia dei circoli chiusi è quella dove l’appartenenza al gruppetto diventa più forte di quella al Corpo e, in alcune situazioni, a Cristo stesso. Anche questa malattia inizia sempre da buone intenzioni ma con il passare del tempo schiavizza i membri diventando “un cancro” che minaccia l’armonia del Corpo e causa tanto male – scandali, anche – specialmente ai nostri fratelli più piccoli. L’autodistruzione è il pericolo più subdolo. È il male che colpisce dal di dentro e come dice Cristo: “ogni regno diviso in se stesso va in rovina».

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: