La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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MONSIGNOR NEGRI NASCONDE A FERRARA UN GRUPPO DI DISSIDENTI?

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Catturato sulla “rete” un gruppo di ex studenti dei Frati Francescani dell’Immacolata che chiede 50.000 dollari (http://wdtprs.com/blog/2015/01/action-item-help-franciscan-friars/) agli internauti americani.

Lo stratagemma canonico di confondersi con “Familia Christi” (http://www.familiachristi.org) qualificandosi pertanto come francescani, lasciandosi fotografare con l’abito gray-blu, crea qualche perplessità.

Intanto l’indagine delle Fiamme Gialle continua…

 

Da quando la Quinta Armata, risalendo la Penisola, ha iniziato gli Italiani ai “blue jeans”, alla Coca Cola, alle pellicole di Hollywood ed alle altre cosiddette “gioie della Liberazione”, la lingua inglese è associata nell’inconscio collettivo della Nazione con la richiesta di aiuto, ed in particolare di aiuto finanziario.

Qualcuno sostiene autorevolmente che l’Italia deve ancora rimborsare quanto ricevuto con il Piano Marshall, ma sono ormai lontani i tempi in cui il nostro sventurato popolo forniva le truppe statunitensi di “sciuscià” e di “segnorine”.

La dignità imporrebbe, ora che siamo in grado di sfamarci da soli – “Eataly docet” – di smettere finalmente di implorare lo “Zio Sam” affinché sganci il collaretto.

Qualcuno, però, persiste in tale pratica con tenacia degna di miglior causa, e non c’è metodo migliore – quando si chiede aiuto – che mettere il benefattore davanti al fatto compiuto.

Lo stuolo di “studenti” tradizionalisti, segnalato come un branco di lupi sugli Appennini, ora sui monti di Ascoli Piceno, ora su quelli del Viterbese, pare sia finalmente sceso al piano, trovando rifugio in quel di Ferrara.

La specie in via di estinzione è dunque finalmente in salvo, ma ad occuparsi del suo futuro non è il “World Wildlife Fund”, bensì  – a quanto pare dalle frammentarie notizie desunte da un apposito “blog”, nientemeno che il Vescovo di Ferrara, città in cui – scrive l’anonimo cronista anglofono “ “these young men, between 19 and 40 years old (in total there are about 40 of them) are hosted in one of the oldest Capuchin convents in Italty which belongs to the “Familia Christi”, a new Religious Congregation ricognized by Bishop Negri”.

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Se ne dovrebbe dedurre, salvo errori, che lo stuolo di giovani tradizionalisti è confluito in un Istituto di Diritto Diocesano, ospitato nel Convento già dei Cappuccini.

L’edificio ha però bisogno di urgenti lavori di restauro, da cui l’appello ai donatori di Oltreoceano, corredato dalla fotografia di un Frate intento a lavori agricoli: questo dell’agricoltura è un tema ricorrente nella pubblicistica tradizionalista, alimentata in particolare da viticoltori e studiosi di Agraria.

Segue un elenco di sottoscrittori, ciascuno dei quali motiva il proprio gesto nella lingua di Shakespeare.

A questo punto, lo scenario cambia, trasferendosi all’interno di una Chiesa barocca, sita verosimilmente nell’Urbe, come si desume dal titolo “Rome day”: si vedono dei “Frati” (http://wdtprs.com/blog/2015/01/rome-day-2-franciscan-friars/) inquadrati di spalle e raccolti in preghiera, tutti rapati a zero come i cadetti dei “Marines”; e qui c’entra probabilmente il messaggio subliminale, giacché – come dice l’inno del Corpo – “di cose impossibili per noi non ce ne son, i nemici se la squagliano quando arrivano i Marines”.

La didascalia spiega che il gruppo assiste ad una Messa cantata, più precisamente “a Pontifical Mass at the Faldstool, Palestrina’s Missa Papae Marcelli”.

L’effetto suggestivo, per il pubblico degli “States”, non potrebbe essere meglio studiato: c’è il transetto di una Chiesa tipica della Roma controriformista, che sembra la scena iniziale della Tosca, ambientata in Sant’Andrea della Valle, mentre la colonna sonora è degna del coro della Cappella Sistina.

Poiché però gli Americani associano solitamente alle vacanze romane la buona cucina, segue il “menu” del pranzo consumato dai novizi, (http://wdtprs.com/blog/2015/01/rome-day-2-franciscan-friars/) in verità poco consono con il clima quaresimale, dato che comprende coratella, carbonara e coniglio, il tutto corredato da appetitose riproduzioni fotografiche, che sembrano tratte da “La Cucina Italiana”.

Questa, però, è una caduta di stile poco consona con lo spirito ascetico dell’ambiente, con il rischio – per giunta – di dissuadere i potenziali benefattori, come avviene quando un mendicante obeso grida che sta morendo di fame.

La giornata prosegue con una conferenza del Cardinale Pell, anche se l’attenzione del pubblico viene probabilmente attenuata dalla laboriosa digestione dell’anteriore banchetto.

Il commentatore annota a questo punto, per nulla scandalizzato dalla crapula, “So it’s C day … coratella, carbonare, coniglio, cardinal, confraternity, catholic, clergy …”

Verrebbe da aggiungere, passando alla lingua di Dante, “coglioni” (riferito ai benefattori).

Aleggiano, sullo sfondo, alcune domande: dove studiano questi volonterosi giovani?

La loro preparazione al Sacerdozio non viene valutata, dalla competente Congregazione, in base alla conoscenza della gastronomia, bensì considerando la sua coerenza con il Magistero della Chiesa.

Speriamo che sia proibita la lettura de “L’Osservatore Romano”: questa pubblicazione, di cui sono noti i contenuti ateistici, era proibita a Sassoferrato, località da cui è partita la lunga marcia felicemente conclusa a Ferrara, grazie alla benevolente accoglienza di Monsignor Negri. 

In odore di commissariamento anche la Diocesi?

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