La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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IL MATTINO: CACCIA AL CAPO DELLA RETE CHE HA RAGGIRATO I FRATI

2015-03-28_104427

L’inchiesta sull’Istituto dei Francescani 

Caccia al capo della rete che ha raggirato i frati

Frigento: due religiosi indagati per la truffa milionaria 

Loredana Zarrella

Potrebbe esserci un deus ex-machina alla base della truffa milionaria ai danni dell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata a Frigento. È l’interrogativo a cui dovranno rispondere gli inquirenti in seguito al sequestro preventivo dei beni mobili e immobili, per un valore di 30 milioni di euro, intestati alle associazioni «Missione dell’Immacolata» e «Missione del Cuore Immacolato», riconducibili alla Congregazione fondata da Padre Stefano Maria Manelli, poi commissariata nel 2013 dalla Santa Sede per disordini interni alla vita religiosa. Dopo aver apposto i sigilli all’importante tesoretto dei due Enti per evitare ulteriori atti di dubbie disposizioni patrimoniali, scatta ora la caccia ai responsabili dell’ingegnoso piano ricostruito dalla Procura. Due per ora gli indagati: Maurizio Abate (in religione Padre Bernardino Maria) e Pietro Luongo (in religione Padre Pietro Maria), per i quali si ipotizzano i reati di truffa aggravata e di falso ideologico in concorso con persone ancora da identificare, come si legge nel decreto di sequestro preventivo firmato dal gip Fabrizio Ciccone, a cui ha dato esecuzione la Guardia di Finanza di Avellino dopo accurati accertamenti scattati su segnalazione della Procura. Si sospettano altri presunti responsabili, per i quali potrebbe delinearsi l’ipotesi di reato di associazione a delinquere. Diverse ancora le carte da visionare e le persone da sentire per poter illuminare del tutto quel disegno criminoso già emerso in parte. Lunedì verrà notificato il provvedimento del gip, relativo all’affidamento dei beni sequestrati, a Padre Fidenzio Volpi, il Commissario apostolico, di fatto esautorato, a seguito di questi raggiri, del suo ruolo di capo della Congregazione dei Frati Francescani dell’Immacolata. Nel corso dell’indagine si spera pure di trovare le risposte che riguardano alcune emissioni di assegni circolari e bancari in favore di beneficiari sconosciuti e con causali non meglio specificate per un valore di 555.000 euro, e su cui il Commissario non ha mai ricevuto adeguata giustificazione. Si cercherà a questo punto di capire il perché di questi oscuri movimenti bancari e il motivo delle modifiche degli statuti delle due associazioni, attuate nascondendo ai notai, nelle persone di Edgardo Pesiri ed Elena Calice, il cambio di vertice della Congregazione. Come si è potuto stravolgere lo Statuto senza il previo assenso di Padre Fidenzio Volpi? Perché si è premuto sull’ingresso dei laici nelle associazioni? Un’operazione illecita, quella di assegnare loro un ruolo apicale nelle compagini religiose con cui, si legge nel decreto emesso dal gip, «si raggiungeva fraudolentemente il risultato di sottrarre le due associazioni ad ogni forma di controllo da parte dell’Ordine religioso di cui costituiscono da sempre una diretta espressione».

Altro illecito riscontrato è l’introduzione negli statuti di una norma che consentiva la devoluzione del patrimonio, in caso di scioglimento dell’associazione, ad enti aventi analogo scopo. Il sospetto è che l’affidamento dei beni dei Francescani dell’Immacolata a persone esterne all’Ordine servisse ad anticipare la nascita di un nuovo Istituto d’impostazione liturgica tridentina, dopo i dissidi interni e le derive lefebvriane che avevano portato inevitabilmente al commissariamento. Nel piano di gestione dell’amministrazione delle associazioni rientrerebbe pure la beffa ai danni delle pre- fetture di Avellino e Benevento, dove la richiesta delle variazioni statutarie è stata compilata omettendo volutamente la modifica dell’articolo che prevedeva l’eliminazione del parere vincolante del Padre Generale. Intricata appare così la tela messa a nudo a partire dalla denuncia sporta dall’avvocato Giuseppe Sarno il 4 settembre scorso presso la Compagnia della Guarda di Finanza di Avellino.

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