La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

Home » Generale » IL MATTINO: MANI ILLECITE SUL PATRIMONIO DEI FRANCESCANI

IL MATTINO: MANI ILLECITE SUL PATRIMONIO DEI FRANCESCANI

2015-03-27_IL MATTINO

L’operazione a Frigento

Mani illecite sul patrimonio dei francescani

La Gdf sequestra beni per 30 milioni trasferiti dall’Istituto religioso ad associazioni laiche

Loredana Zarrella
Non bastava l’occhio vigile della Santa Sede, puntato in origine per monitorare riti e celebrazioni lefebvriani. Sui frati francescani dell’Immacolata, in particolare sulla presa di controllo dei loro beni da parte di soggetti esterni, si è abbassato un altro faro, quello delle Fiamme Gialle, mirato a svelare truffe e raggiri da capogiro.
Scatta così il maxi-sequestro da 30 milioni di euro dei beni di proprietà delle associazioni «Missione dell’Immacolata» e «Missione del Cuore Immacolato», riconducibili all’Istituto religioso che ha sede a Frigento, nella frazione Pagliara.

Contestatii reati di truffa aggravata e falso ideologico. Gli uomini della Guardia di Finanza di Avellino, sotto il coordinamento del capo della Procura di Avellino Rosario Cantelmo, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo di beni immobili e mobili delle due associazioni, dal valore, dunque, di circa 30 milioni. Si tratta di ben 59 fabbricati, 17 terreni, un impianto radio-tv, 5 impianti fotovoltaici dislocati su tutto il territorio nazionale; inoltre sono 102 le autovetture sequestrate, oltre a saldi giacenti su numerosi rapporti di natura finanziaria, il cui ammontare deve ancora essere calcolato. Ingenti negli anni sarebbero stati gli acquisti da parte dell’Istituto di beni poi intestati a laici e associazioni estranee ai religiosi.

Tra queste, a Frigento, dove sotto indagine è pure la Casa Mariana Editrice, figura pure la «Abbazia», ex albergo, ora usato dalle Suore Francescane dell’Immacolata come casa religiosa, ma anche come struttura ricettiva a pagamento, intestata all’Associazione «Missione dell’Immacolata», che ha lo stesso acronimo del movimento laicale «Mim».

«Le articolate indagini sviluppate dalle Fiamme Gialle – si legge nella nota della Procura – hanno permesso di svelare una serie di condotte fraudolente attuate da alcune persone operanti nell’ambito delle associazioni le quali, nonostante il commissariamento della Congregazione dei Frati francescani dell’Immacolata, hanno proceduto alle modifiche degli statuti delle due associazioni allo scopo di mantenere il controllo sulle stesse ma anche e soprattutto sui loro cospicui patrimoni, così da impedire al commissario apostolico (nel frattempo nominato dalla Santa Sede) di esercitare le prerogative che gli statuti assicurano al governo dell’Ordine religioso».
I beni sequestrati, sui quali dunque erano finite mani esterne a quelle dei religiosi, sono stati affidati, dal Gip del Tribunale di Avellino, proprio al commissario apostolico, padre Fidenzio Volpi, che subentra dunque alla gestione dei beni in qualità di custode giudiziario e amministratore.

Studiato nei minimi dettagli, secondo gli inquirenti, risulterebbe il disegno criminoso pianificato dai vertici delle due associazioni, un disegno volto a sottrarre beni all’Istituto religioso attraverso manovre fraudolente e false dichiarazioni.

Le carte delle indagini sono zuppe dei presunti raggiri effettuati ai danni della comunità religiosa. Presi in giro notai e prefettura, commissario apostolico e religiosi, gli indagati sarebbero riusciti a modificare gli statuti delle associazioni al fine di consentire in esse l’ingresso di laici. Con dichiarazioni falsi e mendaci avrebbero così redatto verbali artificiosi, il tutto all’oscuro di Padre Fidenzio Volpi, nominato commissario già dal luglio 2013 con decreto della Congregazione degli Istituti di Vita consacrata. Qualche mese dopo, guarda caso, sarebbe scattata la modifica degli statuti, non consentita.

Un piano identico sia per l’Associazione Missione dell’Immacolata, con sede in Frigento, sia per l’Associazione Missione Cuore dell’Immacolata, con sede in Benevento. In entrambi i casi è stato taciuto ai notai il cambio di vertice della Congregazione, ormai commissariato e non più retta da Padre Manelli. Un comportamento fraudolento anche nei onfronti delle prefetture competenti, indotte dunque in errore, dove le associazioni sono state registrate. Scopo finale degli atti attestati falsamente, la deviazione di beni mobili e immobili.

Una triste scoperta pure per Padre Fidenzio Volpi, che ha scoperto movimenti di denaro in favore di beneficiari sconosciuti e con causali non specificate.Tra le elargizioni, anche quelle a favore di un ex economo e della guida spirituale dell’Istituto, Padre Stefano Maria Manelli. Pure le donazioni dei fedeli avrebbero avuto anomali deviazioni su conti correnti.Trovano ora riscontro le incongruenze già evidenziate mesi fa da Monsignor Vito Todisco, inviato presso l’Istituto dalla Santa Sede quale visitatore apostolico.

 

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: