La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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IL MATTINO: AMAREZZA E SORPRESA TRA I FRATI. ACQUISTI A NOSTRA INSAPUTA

2015-03-27_141311

Amarezza e sorpresa tra i frati
«Acquisti a nostra insaputa»

Lo scenario

La congregazione raggirata, le risorse ora sono affidate al delegato della Santa Sede

«Non fate donazioni a singoli, siamo vincolati da voto povertà». Così i Frati Francescani dell’Immacolata «ringraziano sentitamente l’autorità giudiziaria e i componenti della Guardia di Finanza di Avellino per la brillante operazione grazie alla quale i beni riferiti all’Istituto potranno essere ricondotti all’uso cui sono destinati: l’assistenza spirituale, le attività caritative e quelle missionarie, nel rispetto del nostro carisma originario». Una nota, quella della congregazione, giunta subito dopo l’operazione ei sequestri. «La quantità e l’identità dei beni sequestrati ci
era in gran parte sconosciuta – dicono i frati – il che conferma i dubbi sulla trasparenza della loro gestione.
L’azione svolta dall’autorità civile esprime e rafforza lo spirito di collaborazione, rivolta a perseguire il bene comune, con l’autorità ecclesiastica, ed è di buon auspicio per la concordia della nostra collettività.
Da parte dei Frati Francescani dell’Immacolata sarà offerta la massima collaborazione alle indagini». I frati vogliono anche rassicurare i benefattori che «quanto da essi donato ritroverà la destinazione che li ha motivati». E poi avvisano: «Qualora alcuni di essi abbiano riferito le loro donazioni ad una particolare figura di religioso, ricordiamo che noi tutti siamo vincolati al voto di povertà individuale e collettivo, per cui i proventi della carità a noi conferita possono lecitamente essere destinati soltanto alle attività svolte dall’Istituto, in conformità con la normativa canonica sui Beni Ecclesiastici».
Situato a 900 metri di altezza, in via Piano della Croce, nella frazione Pagliaradi Frigento, il convento, oggi eletto a casa madre dell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata, è attiguo al Santuario della Beata Vergine del Buon Consiglio. Attualmente nel convento vive una comunità numerosa di frati e suore. I frati hanno pure messo su, a partire dagli anni ottanta, una radio e una televisione seguitissime chiamate «Tele Radio Buon Consiglio» attraverso cui mettono in opera un servizio di apostolato televisivo.
Tante pure le missioni all’estero in cui sono impegnati mentre nei negozi della provincia è facile trovare la loro traccia i salvadanai, dove dovrebbero finire i fondi per finanziare opere di bene e carità verso il prossimo. lo. za.

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