La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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PETIZIONE: CHIEDO A PADRE MANELLI LA RESTITUZIONE DEL MALTOLTO!

ADRIANA

  IO SONO ADRIANA!

   Una delle tante piccole “nonne” nascoste che hanno aiutato a formare con la preghiera questo grande paese: L’ITALIA.

Come Davide contro Golia! Solo i piccoli infatti riescono a fare cose davvero grandi, nell’amore. Ma per il mondo io neppure esisto, perché faccio parte della categoria debole.

Sono un filo d’erba. Ecco il motivo sconvolgente per il quale descrivo ora la seguente umiliazione, questa incredibile e drammatica ingiustizia subìta qui non in Iraq, Siria o Ucraina.

Tutto vero. Mi hanno fatto del male! Oltretutto molto, approfittandosi delle mie umane fragilità:

VERGOGNA!

Nell’opera lirica, Andrea Chenier, il protagonista vittima dei suoi nemici accusatori, rivolgendosi loro canta: “ho fatto di mia penna arma feroce“.

Povera creatura, indifesa qual sono, sopravvivo ancora sotto le macerie di un terremoto che si preannuncia a grappolo. Scopertol’epicentro urge informare la popolazione, analizzando in dettaglio la causa di un sisma di siffatta portata. Non vogliono però si sappia questa storia, ancora “Sconosciuta“. Ma per dovere di coscienza *ora* lo farò io pronunciando:

NOMI E COGNOMI!

Questa suspense merita di essere raccontata bene e letta tutta d’un fiato, fino all’epilogo. Numerose “frecce” pronte sul mio arco, rimasto in tensione per anni, ardono come fuoco e stanno per essere scoccate, finalmente.

Sì! Scagliate non dall’odio in risposta al male ricevuto, ma dal mio perdono e verso il cielo, in alto a beneficio della carità a cui mi appello, affinché illumini i responsabili. Perché lunga sarà questa giaculatoria di rivelazioni indicibili. Non sanno ancora quel che fanno. Poveretti!

Hanno messo in gioco la mia vita, quella di una persona assai anziana che non meritava tale oltraggio.

Sì! Ho quasi ” 100 ANNI “. Ma convivo da tempo con un incubo temibile, alla mia età. Ed oltre al danno, non hanno risparmiato neppure la beffa. Così vogliono sfrattarmi, buttarmi fuori dalla mia casa. Non ci sono ancora riusciti, loro malgrado. Sebbene in silenzio attendono sempre la mia annunciata morte per impadronirsi alla fine di tutti i miei beni.

IMPEDIAMOGLIELO!

O tu che leggi, se puoi, per favore non tirarti indietro, ma vai avanti. Sostienimi con forza “ora” prima che sia troppo tardi per me. Fai presto! Affrettati anche tu e unisciti a me, dandomi una mano su questa vicenda oscura dai contorni assai inquietanti. Aiutami a far luce e difendimi.

È giunto il momento di rovesciare tutta questa menzogna. Affinché trionfi la giustizia, l’innocenza e la tenerezza, il rispetto verso i piccoli, i più indifesi:

LA VERITÀ.

Il merito di questa mia lucidità appartiene solo al buon Dio. Per cui:

io Adriana Pallotti, classe 25 marzo 1917, nel pieno svolgimento delle mie facoltà, in grado di intendere e volere, dichiaro sotto la mia responsabilità quanto segue. Ovvero di aver subito come vittima un condizionamento psicologico rovinoso, dotato di tale esercizio da essere *ora* rimasta completamente spogliata di tutto. Nulla tenente! Dopo infiniti sacrifici.

UN DISONORE!

Iniziò un bel giorno, quando uno dei quattro membri della miaonlus, la tesoriera, mi informò che avrei perso tutti i miei beni in quanto si riscontravano gravi anomalie nella gestione della:

FONDAZIONE DELLA DIVINA VOLONTÀ DI ADRIANA PALLOTTI.

Essendo io inesperta, un sacerdote campano, Don Biagio Pellecchia, anni fa mi consigliò di costituire una fondazione onlus, a scopo di beneficenza, di cui io ero presidente e lui membro. Prima però di vedermela letteralmente smontare e demolire a pezzi, insieme ad un cuore caduto malato e tradito da chi vi è subentrato dopo, cioè dalla:

Associazione Missione dell’Immacolata.

La tesoriera nel frattempo era diventata anche dir. della mia banca, la BCC, consigliatami dalla stessa perché secondo lei “migliore” dell’altra da cui emigravo con tutti i miei risparmi. Ella, oltre ad aver ottenuto di creare diversi conti correnti cointestasti, sui quali operava, ambiva inoltre prendere il mio posto di presidenza nella onlus, giammai concessole.

Pertanto sono riusciti a farmi inciampare passo passo. Così, ben pilotata da questi angeli custodi, ho ceduto tutto ciò che possedevo, tutte le mie proprietà senza neppure accorgermene. Quasi!

Ecco la causa. Il primo passo di una lunga serie, atto a spiegare l’oggetto della mia insopportabile indignazione. Ero in buona fede, ignara e incompetente di tutto.

Sostengo, in modo categorico, di essere stata abilmente impressionata: manipolata. Ma in modo scatenante da quando la mia tesoriera, Dora De Salvia, persistentemente mi raccomandava: ” Guarda che la Prefettura ti porterà via la casa ”.

Io purtroppo, inerme, ho creduto e ceduto contro voglia: tutto!!! Assoggettandomi così alla volontà di Padre Stefano Maria Manelli ch’è riuscito praticamente a strapparmi dalle mani la vita, la mia storia, la mia identità: la mia casa. Il Fondatore dell’Ordine Francescano dell’Immacolata. Commissariato dalla Santa Sede.

TUTTO TRANNE LA DIGNITÀ!

Spaventata quindi da questi cattivi consiglieri, nel 2012 sono stata indotta a spogliarmi di ogni cosa in mio possesso. Neppure l’usufrutto della mia cameretta mi hanno concesso. Nessuna tutela.

Non sapere cosa fare di buono, o fare del male per riempire la propria noia esistenziale, non è cristiano!

QUESTA È LA MIA STORIA!

Vivo a San Giovanni Rotondo perché figlia spirituale di Padre Pio, a pochi passi dalla sua cella, dal convento dei frati minori cappuccini.

Sono invalida, quasi cieca, nata con le cateratte congenite. E a un anno e mezzo dalla mia nascita ho perso mia madre, incinta, a causa della spagnola, trasmessa dal babbo di rientro dalle armi durante i bombardamenti della prima guerra mondiale, a Ciano di Zocca (MO).

Nel 1945 mi son trasferita sul Gargano dove sono stata accolta dal santo profeta e da lui ben guidata, fino alla fine.

Grazie al buon consiglio del frate cappuccino, mio papà, da lui istruito, ha voluto costruire per me una grande “Casa di Preghiera”, secondo però le intenzioni specifiche di:

SAN PIO DA PIETRELCINA.

Una casa dove vivo e opero tuttora. In unione a coloro che amano davvero e seguono fedelmente questo grande “dono“. Si tratta del nuovo e speciale Carisma della Divina Volontà, ispirato dal Signore alla Serva di Dio Luisa Piccarreta, la piccola figlia della Divina Volontà.

Diplomata in pianoforte al Conservatorio di Bologna, ho insegnato per molti anni la dottrina della Chiesa. Ma *ora* mi occupo esclusivamente di questo particolare cammino dei nuovi santi, della scienza del vivere nel Divino Volere, consigliatami tanto ai tempi dallo stesso frate beneventano. Quindi, una intensa attività di apostolato ha segnato l’intera mia vita e continua ancora, grazie a Dio!

Ecco il secondo punto. Non ho paura di morire, ma di morire sofferente, di crepacuore.

Mi sento assai turbata da quando hanno indirizzato, alla mia persona, quelle terribili ed allarmanti parole, tanto indegne poi, ricevute tramite gli avvisi dei rappresentanti legali di Padre Manelli, dell’Associazione Missione dell’Immacolata: Carolina Scarano e Bruno Lucianelli. Mi si chiede di:

SGOMBERARE LA CASA PERCHÉ OCCUPANTE SENZA TITOLO.

I miei “occhi” si sono d’un fulmine spalancati, all’udire ciò. Quasi una bestemmia ereticale! Finalmente hanno visto la luce oltre le tenebre, come mai prima *d’ora* . Tutto il marchingegno del diavolo, architettato subdolamente, si è a me rivelato tramite questi suoi adepti, associati.

Che oppiacea e sinistra mistificazione si nascondeva e si nasconde dietro quei veli, vestiti e fraudolenti del buon nome della mia povera Madonna Immacolata: vittima pure Lei. Serbandoci il più efficace trattamento.

COMPLIMENTI!

Anche con la vista a posto, normale, mai le mie pupille avrebbero potuto mettere a fuoco o immaginare una scena del genere, così “diabolica“. Quindi io sono stata letteralmente plagiata dalla loro sottile macchinazione, invisibile. Una pastetta!

Psicologicamente succube e assoggettata alla loro volontà, senza saperlo, di tutto questo “complotto”, condotto dai due Padri, Manelli e Pellettieri, che credevo mi volessero del bene: aiutare. Che impatto.

Un urto tremendo, una sorpresa inaudita. Dovranno di ché rispondere prima d’operare un altro sì grande miracolo, con la loro ammantata santità, per dimostrare il contrario, *ora*! Dunque:

UN MOSTRUOSO INGANNO!

Sicché, tutta “la trama di Penelope” è stata finemente svelata. Mentre rischio di fatto di ritrovarmi da un momento all’altro in mezzo alla strada. Da sola. Micidiale pensiero, alla mia età. Ma non ho altra scelta. Ecco il motivo per cui ho deciso di denunciare questa inquietante storia, straordinariamente grave e dal profilo a dir poco clamoroso.

Sì! Diversi religiosi sono a conoscenza del mio caso. Tra cui qualche vescovo. Sono anche intervenuti questi ecclesiastici. E dopo aver “fiutato” ben bene le mie “situazioni”, hanno mostrato subito serio interesse verso di me, ma non per aiutarmi. Anzi!

Ma appena hanno recepito le mie inequivocabili volontà, di riottenere io tutte le mie proprietà, mi hanno scaricata all’istante ed abbandonata a me stessa, alle mie future ceneri. Forse perché troppo vecchia per valere ancora qualcosa o dire la mia!!!

Anche lo stesso Comm. Apostolico F. I. Padre Fidenzio Volpi è intervenuto. Ma alla fine il silenzio assoluto. Tutti presi dalla:

IMITATIO PONTIUS PILATUS.

Forse attendono quella “notizia” tanto agognata per asciugarsi accuratamente le mani, dopo lavatesele. Chissà?!

Un Vescovo, sua Ecc. Rev. Mons. Serafino Spreafico, ha desiderato tanto poi presentarmi anche un suo stimato giurisprudente. E scrive tramite mail all’amico Commissario P. Volpi, mentre in Cc si fa leggere da altri destinatari, di temere un colossale scandalo, dopo averlo rincorso a Roma per ricomporre una frittata oramai ben farcita. Queste le sue affermazioni:

Vi raggiungo nell’intento di dare continuità, sempre in stretto accordo con l’Avv. Rinaldo Martino, all’aiuto fraterno – offerto per amore di carità – alla causa di ADRIANA PALLOTTI, defraudata dei suoi beni intestati alla sua Associazione da P. Manelli. […] Adriana Pallotti è conosciuta ed accompagnata con speciale attenzione pastorale da Mons. Savino, in nome della Diocesi di Trani.

Egli è molto preoccupato per le sorti della stessa Adriana che, oramai, vive una situazione di ˙quasi arresto domiciliare˙da parte di Luciano, nominato da lei suo speciale collaboratore. […]

La richiesta, meglio dirla supplica di Mons. Savino – sostenuta e caldeggiata da me – è diretta in forma fiduciosa e rispettosa a P. Fidenzio che (pensiamo) possa servirsi del suo mandato per realizzare un intervento che si configura – a prima vista – come l’unico, sotto tutti i punti di vista, legale e contemporaneamente il meno rischioso in termini di negativo effetto mediatico.

Le motivazioni di questo provvidenziale intervento di P. Fidenzio sarebbero indicate più specificatamente da Mons. Savino, mentre le sue coordinate giuridiche le presenterebbe l’Avv. R. Martino. 

Comunque io stesso accennerei al confratello P. Fidenzio che uno dei membri dell’Istituto dei Francescani dell’Immacolata (meglio se pentito), come rappresentante dell’Istituto (che è l’attuale padrone dei beni sottratti ad Adriana), concordi di agire presso la residenza di Adriana, in accordo con la richiesta di P. Fidenzio.

Loro, di concerto con l’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie titolare di Nazareth, ossia con Mons. G. Pichierri e Mons. Savino Giannotti, incontrati da me nel 2013, si stavano interessando alla mia vicenda, ma illudendomi tutti di perorare la mia causa.

Non ho ricevuto comunicazioni neanche da parte del Vescovo della mia diocesi, Mons. Michele Castoro, al corrente dei fatti grazie a Padre Volpi.

Questi, il 14 gennaio 2014, riferendosi chiaramente a coloro che sono entrati in casa mia per prepararmi alla extrema unctio o dolce espoliazione,   ovvero a S. Manelli e G. Pellettieri, i Padri Fondatori della congregazione di cui è divenuto Commissario, ci comunicava:

Abbiamo ben ricevuto il telegramma e questa sua inviataci elettronicamente. Stiamo trattando il caso di concerto con i vescovi della regione di loro appartenenza. Trovo provvidenziale, benché doloroso, venire a conoscenza della vicenda. Essa contribuisce validamente alla raccolta di informazioni tese a rivelare la portata delle azioni disoneste perpetrate da alcuni membri della fraternità di cui sono il Commissario Apostolico“.

Costoro hanno di nascosto operato con guanti immacolatiinsieme alle suorine. Una vera organizzazione capace di fugare qualunque ombra di sospetto, insospettabili appunto.

Così, il 27 febbraio 2014, si interrompono definitivamente i nostri rapporti con il Commissario. Queste le sue parole:

Dopo aver riflettuto e aver parlato con il mio Consiglio abbiamo deciso che è meglio non andare avanti con l’atto di citazione anche perché la Congregazione dei Religiosi ha precisato che non è mio compito interessarmi di queste cose.

La ringrazio. La saluto con cordialità.
P. Fidenzio Volpi
Commissario Apostolico ”.

GRAVISSIMA OMISSIONE DI SOCCORSO!

DOMANDA: Che fine hanno fatto *ora* tutti i miei beni immobili e che fine farà la mia più ricca opera di apostolato legata inscindibilmente a questo NUOVO CARISMA, realizzata in 65 anni grazie alla volontà di Padre Pio: di DIO?

Dichiarazione dell’8 dicembre 2013 del Commissario Apostolico Padre Fidenzio Volpi:

Cosa estremamente grave è stato il trasferimento delle disponibilità di beni mobili e immobili dell’Istituto a fedeli laici, noti figli spirituali e familiari del fondatore, Padre Stefano M. Manelli, nonché ad alcuni genitori di suore».

«Tali operazioni, gravemente illecite sotto il profilo morale e canonico, con risvolti anche in ambito civile e penale, sono state fatte dopo la nomina del Commissario Apostolico, manifestando così la volontà di sottrarre tali fondi al controllo della Santa Sede». «Chi ha fatto o permesso tutto ciò, è caduto in gravi mancanze e, se religioso, è passibile di severe sanzioni canoniche ”.

DELLA CASA DI PREGHIERA PER IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ, NEL NUOVO CARISMA DELLA SERVA DI DIO LUISA PICCARRETA, COSA VOGLIONO FARE? LA MIA CASA!

Altra dichiarazione di Padre Volpi del 13 dicembre 2013:

“ […] quanto avvenuto nell’ambito dell’”Associazione Missione del Cuore Immacolato”, la quale ha celebrato la propria assemblea decidendo – con il previo consenso di Padre Stefano Maria Manelli – di sostituire i suoi associati religiosi con associati laici, ed inoltre di privare, mediante apposita modifica dello Statuto, il Superiore Generale di ogni potere circa gli atti di disposizione dei beni di proprietà dell’Associazione stessa. 

Tra i nuovi membri dell’Associazione si annovera l’Ingegnere Antonio Allocca, cognato di Padre Stefano Maria Manelli […] nominato Segretario dell’Associazione, e come tale esercita la “disponibilità” dei beni di cui essa è proprietaria, tra cui l’edificio sede della nostra Curia Generalizia ”.

Certo. Inquieta tanto sapere oggi che il terrorismo internazionale, come l’Isis, tagli la testa ai loro malcapitati come se nulla fosse. Con tale facilità da far rabbrividire e tremar le vene ai polsi. Sì! Uccidono solo il corpo però, non l’anima che sarà giudicata da Dio.

Invece i cattivi esempi dei Pastori d’anime, mentre pascono il gregge, coi loro scandali possono indurle alla dannazione.

CHE RESPONSABILITÀ.

Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo![…]” Matteo 18, 6-10

Mi hanno venduta allo straniero prima d’esser decapitata di nascosto. Ma non hanno corrotto ed ucciso la mia anima!

Dunque, sono tutti febbricitanti e in attesa di quel sospirato annuncio che tarda ancora ad arrivare:

LA MIA MORTE!

Senonché, prima di questa data desidero ardentemente lasciar loro in eredità, anziché i miei beni rubati, tutta la verità, nient’altro che la verità, quella che ha potere di liberarmi per sempre dai lacci del loro inenarrabile, perfido raggiro. “Essa vi farà liberi“. (Gv 8,32)

Quale interesse dunque si cela dietro questa decisione boomerang della curia, di non venirmi incontro affatto o aiutarmi? Da cosa sono mosse queste persone? Come può quest’ordine religioso imporsi in tal modo, la Congregazione dei F. I. fondata su un altro carisma, quello delle origini del poverello d’Assisi, totalmente differente rispetto al dono ricevuto dalla Serva di Dio Luisa Piccarreta? Com’è possibile operare simili ingerenze, ma soprattutto permetterle?

I CARISMI!

Oltretutto, agli albori di questa tristissima vicenda, si poneva un altro grande problema per la congregazione di Padre Manelli, da lui ignorato per ovvie ragioni. Ma insormontabile, legato proprio alla differenza di detti carismi spirituali in questione ed incompatibili tra loro. [1 Cor 12-13. Vedi anche le norme del Diritto Canonico per la vita consacrata].

Sorprende che le autorità ecclesiastiche tacciano ancora, dopotutto. Permettendo questo incredibile scandalo a danno della stessa Chiesa. Esso è stato preannunciato e si poteva evitare. Ma non l’hanno voluto impedire. Sono vere autorità?

DOV’È LA CHIESA?

Siamo di fronte ad un conflitto d’interesse gigante, una accecante incoerenza. Contraddizione possibile, ma non giustificabile, grazie solo ad un attaccamento patologico ai beni materiali: al potere.

Intervenga con urgenza il Vaticano. Prima che quest’istituto smarrisca completamente quei pochi residui di credibilità già duramente segnati.

Ero molto preoccupata, quando nel 2012 richiedevo a Padre Manelli un nuovo incontro, dopo essere stata da lui benedetta e rassicurata durante il primo, ricevendo in quell’occasione ogni sorta di garanzie e promesse. Ovvero di seguire lui stesso e direttamente il mio apostolato.

Così, desiderando tanto conoscere come avrebbe potuto operare per salvaguardare e conciliare le nostre differenti missioni, l’ho invitato a tornare qui da me per verificare, ancora una volta, i suoi reali interessi verso di me.

Ecco il segno! Padre Manelli, il Fondatore dei F. I., nonostante ciò si è sottratto al dialogo con me adducendo di essere ammalato. Custodisco gelosamente la lettera da lui autografata.  E da allora non ha osato tornare a trovarmi, mai più. Da quando si erano affrettati a farmi concludere le pratiche notarili di donazione. Insorgono in tal modo i primi sintomi. Gli effetti collaterali di un incantesimo mal riuscito.

Era il 12 aprile 2012. Ricordo bene di una suora, Gabriella, che venne a prendermi tutta trafelata per andare dal notaio. Ma alla mia amica di fiducia, Maria Gioppi, in casa con me da anni, pur richiedendo ella di accompagnarmi, non le è stato permesso. Presenti allo studio: Padre G. Antonio Pellettieri e De Luca Carmela, in arte Suor Maria Consiglia.

Benché i tempi non fossero del tutto sospetti non ho smesso di sperare.

*Ora* sono sostenuta da tutti i miei parenti e dal mio Proc. Gen. Dott. Luciano Mirigliano, il quale ha nominato d’urgenza un nuovo legale in sostituzione del precedente revocato per tradimento.

Il suo nome di battesimo è Raffaele. Raffaele Bevilacqua! Si univa a noi durante le funzioni della Santa Messa, in ginocchio nella cappellina della mia casa, dove celebrava Don Paolo Medici. Il sacerdote bolognese che frequentava il mio ambiente da tempo.

Quest’ultimo conosceva bene l’avvocato intrufolato. Forse non a tal punto. Egli prendeva dalle sue mani il CORPO DI CRISTO, dalle mani del celebrante. Chissà però se ha mangiato la propria condanna?!

Oltre a fare il rappresentante della legge, costui tiene pure incontri cattolici di meditazione e come capogruppo propone importanti pellegrinaggi mariani. Povere anime. Povera Madre Chiesa.

Praticamente pericoloso. A ciò si aggiunge la competenza spiccata del ladro maturo, tale da esser radiato seduta stante. È un eufemismo naturalmente! Dio benedica pure lui.

Costui anziché lavorare per me onorando il mandato conferitogli, temporeggiava, lasciava trascorrere il mio tempo prezioso, dilatandolo all’infinito. Non solo per derubarmi di molti soldi, ma anche per operare con il solo fine, unico, di garantir “loro” la buona riuscita dell’impresa, cioè di vedermi presto finita. Data l’età, naturalmente.

Ecco la loro speranza, la loro più agghiacciante intenzione di preghiera. Ed a qual tipo di padre si possono rivolgere o paragonare figli di siffatta genitura, se non al padre di tutte le menzogne? [Atti 2, 35-40]

AL DEMONIO!

Sì! Questo individuo è stato scoperto in atteggiamenti proditori deflagranti. Risultava infatti amico confidente nonché alleato dell’avv. del Manelli, Carolina Scarano. Colei che ha avuto l’ardire di inviarmi il telegramma di sgombero.

Giuntomi tra l’altro proprio nel momento [27/09/2013 ore 17.20] in cui venivano ad incrociarsi le nostre spade, nella lotta contro il collega divenuto anch’esso nostro acerrimo nemico, offertosi in olocausto all’avversario. Raffaele Bevilacqua! Lo stesso giorno questi veniva da me revocato: [27/09/2013 ore 11.56]. Pura coincidenza?!

Ci colpiva pur sapendo di colpire e tradire! Un cadavere di immoralità.

OSTINAZIONE NEL PECCATO IMPENITENZA FINALE!

E prima che ci svegliassimo dal nefasto torpore, ha osato chiedermi pure di entrare in preghiera perché “preoccupato” per quella sua stimata collega affetta da un qualche problema di salute.

Egli, all’inizio del suo mandato, prima di compiere un’inversione a “U” in direzione forse di un maggior guadagno, ha riportato in un atto, scritto malissimo e non di citazione che non ha mai presentato, ma di denuncia e querela contro l’Associazione dei Francescani dell’Immacolata:

” INGANNATA […] A CEDERE A UNA FONDAZIONE DIVERSA, PER CUI ORA È IN ATTO LA REVOCA DI OGNI CESSIONE. “

Nella medesima querela del 17/10/2012 si annoverano insieme alle suore persone diverse da cui ho ricevuto disturbi seri, gravi violazioni. Rivelatesi non più degne della mia Casa di Preghiera. In particolare un gruppo esterno che sosteneva di seguire il nostro carisma fintanto che permettevo loro di riunirsi qui da me, prima di conoscere di esser dichiaratamente a favore delle mire espansionistiche di Padre Manelli.

Mi riferisco a: Dott. Vincenzo D’Onofrio; Prof. Marcello Caleo con moglie, Rosalia; Panunzio Lucia; Anna Fiore, madre della Madre Generale delle suore Francescane dell’Imm. Suore: Suor Margherita, Suor Gabriella e Suor Divina Volontà di cui non si conosce ancora la loro generalità.

Entrambi i colleghi  sono di San Marco in Lamis. Il luogo da cui si è allertata un’altra professionista degna di nota, un autorevole campione di sensibilità: la Psicologa Rosa Merla dei servizi sociali.

Per di più, una serrata, approfondita indagine del G.I.P. della Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia, ha segnato i nostri interminabili mesi. Oggetto: circonvenzione d’incapaci. Ma si è conclusa appena con un bel nulla di fatto. Archiviata.

IL REATO NON SUSSISTE!!!

Hanno, allora, perseguito questa splendida via nel 2013 per tentare di dimostrare di essere io una poveretta, incapace appunto di intendere e volere. Quindi plagiata dal mio Proc. Gen. Dott. Luciano Mirigliano.

L’oggetto della denuncia, con contestuale diffida, richiama in particolare ad una: tentata violazione del domicilio da parte delle suore di Padre Manelli.

L’ABITO NON FA IL MONACO!

Era il 7 ottobre 2012, e senza la mia autorizzazione organizzarono finanche l’assedio dei miei locali mentre rientravo dalla Santa Messa celebrata fuori, nel Santuario. Così, contro ogni mia volontà, si sono coordinati in modo tale da procurarmi un pericoloso schianto al cuore, come infatti ho rischiato di morire.

Le suore velate giunte in massa quel giorno, accompagnate anche da gente comune, protestavano con una modalità così pungente da apparire improvvisamente come nude, spogliate d’ogni virtù e compostezza.

CHE ESEMPIO!

Stomachevoli pietre d’inciampo. Povero San Francesco!

In principio venivano ad aiutarmi persino nelle pulizie di quella casa non ancora, materialmente, strappatami via.

Capeggiati tutti dalla Madre Generale, la Superiora Suor Maria Michela Pia COZZOLINO (Frattocchie), adducevano di essere loro i padroni non io. Perché in possesso degli atti notarili da me firmati. Bella roba!

Mentre stretta tra le loro mani, di ferro, mi trattenevano per le braccia  all’ingresso, proprio davanti ai cancelli della mia abitazione. Sicché, presa dal panico e in ostaggio, impedendomi di rientrare le ho dovute assai pregare di lasciarmi, prima di sentirmi venir meno, svenire quasi, in un crollare repentino di tutte le mie forze.

Proprio un attacco frontale. Un’invasione scampata, alla fine, solo grazie ad una dolorosa supplica alla Madonna di Pompei!

Sono stata incantata da un bagliore, da una luce che in nulla si è dimostrata santa. Una lotta a più livelli di persecuzione. Seppure già percepiamo i prodromi di una grande gioia. Siamo consapevoli. Noi stiamo per uscire dal tunnel.

« IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI ».

« dixerunt ergo ei quis es ut responsum demus his qui miserunt nos quid dicis de te ipso ait ego vox clamantis in deserto dirigite viam Domini sicut dixit Esaias propheta ». Gv 1, 22-23

Perché proprio *ora* quest’annuncio? Perché noi non volevamo rischiare. Intrepidi abbiamo, in un silenzio orante, atteso la conferma ufficiale. Per essere certi, non più in dubbio o spaventati da alcuno, di queste verità: comprovabili. A questa età poi non è affatto dignitoso farsi scambiare per qualcun altro.

VOI, AUTORI DI UN MESCHINO MALAFFARE, CI AVETE TOLTO IL SONNO. DA SOLI, CON LA FEDE, ABBIAMO ATTRAVERSATO LA NOTTE!

PERCHÉ VI OPPONETE A RESTITUIRE QUELLO CHE NON È VOSTRO? IN NOME DI DIO E MADONNA POVERTÀ VI DICO:

NON VI È LECITO TENERE CON VOI CIÒ CHE NON VI APPARTIENE, DONATOVI NON ” SPONTANEAMENTE ” MA CON L’INGANNO!

OPERATORI D’INIQUITÀ!

Padre Pio metteva in guardia e raccomandava tutti di prestare seria attenzione al peccato perché: l’inferno esiste. E agli increduli diceva: “Non ci credi? Quando ti troverai dentro ci crederai.” Noi ci crediamo. Sì! Tempo di quaresima, occasione di conversione e penitenza.

Mai vinto medaglie al valore. Spero tanto allora di conquistare questa, ma insieme a voi, a tutti coloro che mi sosterranno, difensori dei buoni valori della vita e della: “unità“.

Sì! Sono piccola com’è piccola l’Italia. Ma quante cose grandi ha realizzato nel suo seno, l’italica gente?! E allora sarà una nostra vittoria, memorabile.

IO CI CREDO E TU?

Una maiuscola lotta corpo a corpo contro il male nascosto, mentre avanza astuto, operante di continuo inganni raccapriccianti. Promossi da tanti lupi affamati professionisti del mestiere, della menzogna. Travestiti dell’amore di un’agnello che si è immolato per davvero. Lui sì!

È in arrivo la “primavera“. Vogliamo far sentire a tutti la nostra piccola voce. Quella del leone della tribù di Giuda!

IL SUO RUGGITO! [Ap 5,5]

AIUTATEMI VI PREGO A VINCERE QUESTA BATTAGLIA.

Sono anni che attendiamo questo momento di liberazione.

La Petizione in atto è una corsa contro il tempo. Un richiamo forte rivolto ad uomini e donne di buona volontà, sparse ovunque. Capaci di comprendere. Ispirati da sani principi e valori spirituali certo non negoziabili. Distinguendosi da tanta bassezza morale, dilagante ed ignobile.

Una creatura innocente non si può e non si deve umiliare così. Incapace poi, non di intendere, ma di fare il male. 

Pregate per me, con amore! Al fine di far conoscere “questa notizia” a delle “autorità affidabili “, serie, in grado di operare il bene e di darmi risposte.

FIRMA PURE TU E FAI FIRMARE!

E ti benedirò dal cielo appena lascerò questo mondo d’affanni!

GRAZIEADRIANA PALLOTTI

P.S. Le mie dichiarazioni sono accompagnate da doc.

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