La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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LO STERCO DEL DIAVOLO

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Nota bene: Scrivono ancora “Editrice Cattolica dei Francescani dell’Immacolata”, per far credere che i proventi giungano anche ai frati

 

Una delle caratteristiche della propaganda politica sovietica era la lenta tempistica nelle repliche alle accuse della stampa straniera sulle malefatte del PCUS.

Il motivo era duplice: da un lato si sperava diluire con il passare dei giorni l’attenzione ai dettagli della vicenda; da un altro lato, la centralizzazione di governo dei Comunisti appesantiva oltremodo la macchina decisionale anche nella formulazione di semplici comunicati.

E’ sembrato rivivere quei tempi e quella dinamica nell’imbarazzato post del 2 febbraio 2015 collocato nel blog denominato Allchristian.

Il sempre anonimo autore stenta una difesa a favore delle Suore Francescane dell’Immacolata, senza mai riuscirvi.

Mancano infatti gli argomenti e quindi le prove convincenti.

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La memoria elettronica delle accuse non viene minimamente scalfita da qualche blanda giustificazione suffragata dalla clamorosa dichiarazione sulla Casa Mariana Editrice: “… non è neppure iscritta alla Camera di Commercio…”.

E’ difficile credere alla buona fede del vile autore del post che ci stimola ad approfondire le nostre ricerche e a sbugiardarlo.

Altrettanto difficile è credere all’escamotage della “lettera ricevuta da una persona…

Gli autori di Allchristian infatti, “se la cantano e se la suonano da soli…

Ci bastano appena 24 ore per scoprire che la Casa Mariana Editrice è iscritta eccome, alla Camera di Commercio!

Il 10 settembre 1997 veniva messa a repertorio economico amministrativo (REA) alla Camera di Commercio di Avellino con il Numero AV – 133549.

L’entità era stata costituita il 19 aprile 1996.

Altra particolarità è un passaggio – modificato dopo il commissariamento FI – sull’oggetto sociale: “ … tutte quelle attività che, secondo lo spirito di Padre Stefano Manelli, saranno ritenute opportune per realizzare lo scopo istituzionale…”

E’ questa l’ennesima prova di come il Fondatore si era appropriato delle opere dell’Istituto come se si trattassero della propria pelle.

L’infelice apologia del post rivela inoltre un altro dettaglio molto importante sugli abusi e gli imbrogli legati alle attività delle Suore.

L’anonimo dichiara “gratuitamente” a proposito della Casa Mariana Editrice: “Le sue entrate a volte non bastano neanche a coprire tutte le spese di stampa, ma si va avanti confidando unicamente nella Provvidenza, che mai viene meno”.

Se l’attività editoriale è rimasta prolifica malgrado le difficoltà che ingenuamente confermano “persone che ben conoscono la realtà delle Suore”, è lecito supporre che le offerte per le missioni venivano dirottate verso la stampa.

La carità verso i più poveri nelle missioni era evidentemente il pretesto per smuovere la generosità dei benefattori.

Altro che Provvidenza!

Purtroppo ogni difesa dell’indifendibile ci ricorda l’immagine dello sterco che quanto più viene maneggiato, tanto più emana fetore.

San Francesco non chiamava forse il denaro “lo sterco del Diavolo?”

Di tale fertilizzante la vicenda legata al Manelli sovrabbonda, così come liquidità milionarie e un patrimonio immobiliare da urlo, “secondo lo spirito di Padre Stefano Manelli”, come dichiarato nelle modifiche statutarie post commissariamento. La gestione e la disponibilità effettiva dei beni, naturalmente, è tutta nelle tasche delle Suore Francescane dell’Immacolata poverelle.

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