La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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UN CALCIO AL FORMICAIO

formicaio
In una felice immagine il vaticanista di “La Repubblica” paragonava l’azione di Papa Bergoglio a un calcio inflitto contro un formicaio.
Esso è il paradigma di ogni società organizzata che come le formiche si coalizza in nome di segnali chimici per tutelare interessi di parte arrecando danno agli altri.
È cosi che potremmo definire gli ultratradizionalisti, formiche parassite che divorano le pianticelle appena collocate nel terreno, quelle nel nostro caso,  di un saggio agricoltore e pastore come Papa Francesco.
Non sappiamo se il riferimento si ispirasse al blog ” Formiche” avvezzo da qualche tempo a parlare dei Francescani dell’Immacolata a modo di fornicazione mentale e cioè in modo impuro ed inappropriato. Che la logica non fosse di casa presso gli ultrà di Lefebvre e compagni lo si era da tempo capito, anche con l’aiuto del delirante titolo inventato per il Convegno tradi-protestante di Santo Spirito in Sassia del 13 dicembre 2014.
carballo-manelli
Davvero funambolesca la giustapposizione tra il crac finanziario OFM e la questione FI. Interessante è invece la foto postata sul blog fornicatore che mostra un Carballo sereno e sorridente versus un Manelli accigliato e truce. Gli imbrogli del Manelli che tutto ha consegnato a familiari e laici scambiando l’Istituto per la proprietà della sua famiglia (naturale) fa emergere solo l’inopportunità di fidarsi incondizionatamente dei laici, anche e soprattutto per dei Francescani. Chi conosce un minimo di storia del francescanesimo sa bene del modo con il quale i figli del Poverello furono truffati e depauperati nel passato. È per questo che la figura del cosiddetto “amico spirituale” fu presto sostituita da quella del “frate economo”. Con l’esigenza di adeguare l’amministrazione e le temporalità alle esigenze organizzative e tributarie dello Stato moderno, anche i Francescani ne dovettero prendere atto in tutta semplicità. Cristallizzarsi sulla lettera della Regola, infatti, avrebbe significato privarsi anche dal toccare il denaro. Il Manelli, i nipoti e gli accoliti, di questo non se ne sono fatti mai uno scrupolo fino al massiccio impiego di conti correnti e carte di credito. Il problema è che la moneta virtuale il Manelli l’ha resa virtù non esitando ad aprirsi un conto corrente bancario in nome di Madonna Povertà. Chi ha avuto tra le mani la Traccia Mariana di Vita Francescana, legge che è impensabile avere un conto corrente persino per le Case religiose…
La Legge naturalmente vale sempre per gli altri, non per chi sugli altri aveva il diritto di vita e di morte e una sorta di” ius primae noctis“…
La questione di cronaca che sicuramente mette in causa Mons. Carballo fornirà alla Chiesa ulteriore giurisprudenza per condannare Padre Manelli, la sua tesoriera e il suo cassiere. Se non c’è  reato non c’è nulla da temere, ma se ci saranno avvisi di garanzia, i manelliani saranno in buona compagnia a spese purtroppo dello Stato, alla faccia degli “arresti domiciliari” e delle “persecuzioni” che si attribuiscono i vili e o codardi, non gli eroici religiosi e gli uomini probi e tutto di un pezzo.
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