La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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La gentilezza settoriale

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Padre Stefano Maria Manelli contraccambia gli auguri

La gentilezza settoriale permane una delle caratteristiche di padre Manelli.

La sollecitudine nei gesti di cortesia e nei ringraziamenti – per chi lo conosce da almeno un anno – è infatti direttamente proporzionale agli interessi pecuniari che crede ricavare dalla mungitura dei laici  e soprattutto dalle coppie feconde che induce a riprodursi nella speranza di aumentare le fila del suo fallito esercito di futuri fratini e suorine da  allevamento.

Abbiamo della pena per chi si è illuso di essersi affidato a un “Padre Pio” redivivo; Padre Manelli ne infanga solo il preteso titolo di figlio spirituale.

Il ravvedimento, tuttavia, anche se tardivo, è sempre salutare.

Alla gentilezza settoriale del Manelli non è risparmiata la replica agli auguri che il nostro blog gli ha formulati per il suo onomastico, visto il ritardo nella reazione e la miseria del contenuto.

Soldi e figli da continuare a offrirgli non ne abbiamo più, ma per il Nuovo Anno, dedicato alla Vita Consacrata, auguriamo ancora una volta al Padre Manelli conversione e guarigione, poiché di entrambe le cose ha urgente bisogno.

Chi gli vuole bene pregherà per lui, soffrirà per lui e continuerà a dirgli la verità; chi vuole trovare in lui un gancio appeso al cielo che di certo il Padre Manelli non è, continuerà invece ad adularlo col servile encomio e con la goffa e imbarazzata difesa blogghistica che somiglia al saltimbanco del circo.

Ci saremmo aspettati una replica che entrasse nel merito dei vari argomenti avanzati nella lettera augurale del 26 dicembre 2014, l’annus horribilis manelliano.

Si trattava di questioni serie che toccano la profondità delle persone, delle famiglie, della loro vita personale, spirituale, sociale, di quella dignità che esse posseggono e che invece il Padre Manelli sembra trascurare.

Il solito scugnizzo, che ci tiene alla carriera della figlia suora, ha invece trasmesso fedelmente ciò che sta davvero a cuore al Padre Manelli e che costui ha irrimediabilmente perduto: il potere.

E’ difficile capire infatti il nesso tra un’auspicata pace che può essere indotta dalla parola di un padre e il fatto che il Manelli sia oggi un “semplice frate”.

La sua autorevolezza era forse legata all’autorità canonica?

Stentiamo a crederci, ma ne prendiamo atto ancora una volta con riconfermato dolore.

Il Serafico Padre Francesco scelse la condizione che il Padre Manelli deplora e con la sua umiltà, docile all’azione dello Spirito Santo e fedele alla Chiesa, produsse un vero rinnovamento spirituale in una Chiesa e in un’epoca tormentata non meno dai problemi degli attuali difficili tempi.

Il Padre Manelli crede invece che solo come Generalissimo può rimettere la pace in una famiglia che ha incestuosamente violentato?

Ne siamo atterriti e abbiamo vergogna per lui!

Altro che uomo di studio e di preghiera!

Nella replica continua poi il preoccupante delirio paranoico nella grave affermazione di giudicare i Frati fedeli alla Chiesa e obbedienti al loro legittimo Superiore che è il Commissario Apostolico come “modernisti” e infedeli alla Regola di San Francesco e alla spiritualità kolbiana.

Da quale pulpito viene la predica?

Cristo in persona gli avrebbe apostrofato: “medico, cura te stesso!”

Padre Manelli, nell’indovinato epiteto di “fariseo del terzo Millennio”,  si è fatto credere per mesi “agli arresti domiciliari” a Casalucense, sede da lui prescelta per la vicinanza con la vicina clinica a cinque stelle dove si faceva curare fino a consumato scandalo…

Da quella sua base, abbiamo saputo che con la complicità del giovane e inerme superiore che ha rovinato, Padre Manelli faceva invece quello che voleva ricevendo chiunque e spostandosi ovunque.

Col nuovo e più sperimentato superiore, è facile immaginare che le “scarpe gli andavano più strette” e così si è recato a San Giovanni Rotondo con la scusa della sempiterna malattia che però non gli impediva di farsi riconfermare sempre supersuperiore ogni sessennio usque ad mortem.

Nel Gargano, sotto le buone cure delle suore e risiedendo nel loro convento femminile, contro la Regola da lui professata (o fatta professare solo agli altri) sembra che non voglia più spostarsi, in attesa di nuove sorprese alle quali il Padre Manelli ci ha oramai abituati nella sua sfrontata incoerenza.

Fedeltà, rigore, sono qualità pressoché sconosciute a lui e ai suoi pochi vittimizzati rimastigli fedeli.

A conferma ci viene in aiuto il cofondatore Padre Gabriele.

Un Religioso considerato da sempre fedele che però non esita a disobbedire al richiamo del Padre Manelli.

Qui non si tratta di condividere o meno i giudizi attribuitigli.

Se Dante lo avesse conosciuto, lo avrebbe messo in compagnia di “colui che per viltà fece il gran rifiuto…”.

Grave è il suo peccato di omissione. Quanto alle “meraviglie di Dio”, ognuno che vive coerentemente il Vangelo, prete, consacrata o laico che sia, ne avrebbe tante da raccontare; altro che le poesie manelliane!

Il Padre-padrone Manelli o il “Padre-Comune” si sostituisce al Padreterno e diventa lui Legge, metro di giudizio etico.

Il modernismo è proprio questo.

Adattare l’etica alle situazioni di convenienza, ai propri comodi, ai propri capricci e poi appellarsi alla “coscienza”, è quanto il Padre Manelli ha insegnato e praticato in una ininterrotta dinamica.

E’ stato il Machiavelli il suo ispiratore nel governo, non l’Immacolata, non san Francesco.

Sarebbe questo il Voto Mariano?

La nemesi storica è addolcita dal fatto che di originale il Padre Manelli abbia molto poco, tranne le sue doppiezze.

Il Voto Mariano fu un’intuizione di San Massimiliano Maria Kolbe che la Provvidenza di Dio ha evitato che il Padre Manelli stravolgesse e si attribuisse in modo esclusivo ed originale.

Fino a quando tra i Frati Francescani dell’Immacolata e tra i membri della MIM e del Terz’Ordine ci saranno uomini veri e non “quaquaraquà” e “ominicchi”, il carisma che Padre Stefano ha rubato e non donato alla Chiesa, continuerà a rifulgere nell’annum mirabilis quando nel corpo Mistico di Cristo, ferito dall’eresia manelliana, sarà debellato il virus dei santoni di cui la Chiesa non ha proprio bisogno…

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1 commento

  1. — CONTINUA — L’IPOCRISIA — DELLE — MANELLIANE
    Istruite dalla furbizia luciferina di manelli, le sue solite suorine invece di rispondere nel merito, sui fatti concreti contestati, sugli abusi concreti evidenziati e quanto altro di serio è a loro attribuito, non fanno altro invece che scrivere e pubblicare un’altra inutile nota, forse ancora più stonata (cfr. http://www.cuoreimmacolato.com/2-uncategorised/68-quattro-punti-chiave-della-spiritualita-delle-suore-francescane-dell-immacolata), dove – non richiesto – sciorinano e propinano l’identikit ufficiale e teorico del loro carisma e della loro forma di vita, quando sanno benissimo che ciò che è sotto inchiesta non è il carisma in sé ma SOLO LE DEVIAZIONI MANELLIANE DAL CARISMA, ciò che è sotto inchiesta non è la loro forma di vita (così com’è scritta) MA SOLO LE DISTORSIONI MANELLIANE INTRODOTTE NELLA LORO FORMA DI VITA. Solo questo è in discussione e solo di questo bisogna parlare.

    DEPISTAGGIO
    La loro tecnica falsificatoria è questa: DISTOLGONO L’ATTENZIONE DALLA PROBLEMATICA VERA per concentrarla su aspetti che NON SONO CERTAMENTE IN DISCUSSIONE. Utilizzano le cose buone – che pur ci sono – approvate dalla Chiesa (se non ci fossero state l’Istituto non sarebbe stato approvato) per coprire le cose cattive, i “panni sporchi” da loro introdotti abusivamente, nella prassi di vita, dietro la facciata. UTILIZZANO CIÒ CHE È APPROVATO DALLA CHIESA per cercare di distogliere l’attenzione dalle cose sbagliate da loro introdotte nella pratica concreta dentro l’Istituto. È UN VERO ATTO DI DEPISTAGGIO: il problema non è se si conosce il carisma o non lo si conosce, ma solo SE CI SONO STATI ABUSI, imbrogli, inganni e/o soprusi (e in che misura!) DENTRO QUEL CARISMA E QUALI SONO QUESTI ABUSI. Il problema è solo se ci si è allontanati dal quel carisma approvato dalla Chiesa (e di quanto!). Il problema è solo se si sono introdotte ABUSIVAMENTE, IN CORSO D’OPERA, DELLE DANNOSE DEVIAZIONI CHE HANNO ADULTERATO IL CARISMA. Il DEPISTAGGIO rispetto a questo che è il vero ed unico problema, è chiaramente UN ATTO VOLUTO E QUINDI DISONESTO.
    Il problema – ovviamente è solo ed esclusivamente COSA NE HANNO FATTO DI QUEL CARISMA, COSA NE HANNO FATTO DELLE COSE GIUSTE APPROVATE DALLA CHIESA e se, O NON LE HANNO FATTE O HANNO FATTO IL CONTRARIO! Tutto qui. Se c’è un commissariamento o una visita apostolica è perché c’è in atto una indagine della Santa Sede e c’è stata un denuncia in merito a deviazioni rispetto alle cose buone approvate – a suo – tempo dalla Chiesa. Il resto è solo menzogna. È NELLA PRASSI, – dietro le quinte – che si concentrano – per il momento – le contestazioni più forti a questo Istituto, in attesa che le Congregazioni competenti accertino e verifichino le EVENTUALI DEVIAZIONI DOTTRINALI E LITURGICHE su cui solo la Santa Sede è competente a indagare.
    La loro tecnica è di somma ipocrisia, ma anche di alta ingenuità: è come se un direttore generale di una clinica pubblica fosse accusato (si fa solo per esempio) di aver rubato i soldi della clinica oppure di aver commesso ammanchi amministrativi, e lui si difendesse – delirando – citando solo le ottime strutture dell’Ospedale, i servizi per cui è all’avanguardia, la qualificazione professionale del personale, le tabelle mediche impeccabili e i percorsi clinici offerti, oltre al fatto che si è laureato con 110 e lode e ha vinto concorsi difficili, ecc. Insomma una CORTINA FUMOGENA di vere competenze e prestazioni professionali oltre che di citazioni teoriche, PER NASCONDERE false attività illecite (di vario tipo), senza cioè uno straccio di prova concreta, nel merito, che lo discolpi dal reato. una specie di ingenuo vaneggiamento lucido.

    1) STRAPARLANO DELLA REGOLA BOLLATA di S. Francesco ma oggi la usano come COPERTA, PARAVENTO, E FACCIATA VIRTUALE ESTERNA dietro cui nascondere le loro infedeltà alla corte del SULTANO-SANTONE-ROVINA-VOCAZIONI DI FRIGENTO, quando invece farebbero bene – e prima di tutto – ad eliminare dalla loro vita tutto quello che è in contrasto con quella santa Regola, invece di “sciacquarsene” solo la bocca.

    2) STRAPARLANO DI POVERTÀ e poi manelli ha il conto-corrente, e non è il solo! Straparlano di povertà serafica, quando nell’Istituto c’è un giro di soldi scandaloso: all’atto del commissariamento c’erano due milioni di euro come moneta e altri milioni di euro come beni immobili. Chiedono sempre soldi per le missioni (dicono) e poi nelle missioni di soldi o non ne vedono o se ne vedono pochissimi. Molte testimonianze, persino una lettera inviata al manelli da una suora QUANDO LA SUORA ERA ANCORA DENTRO L’ISTITUTO, parlano addirittura di avidità di denaro. Le testimonianze affermano che Manelli rastrellava soldi con i quali “comprava” – amichevolmente – “amici” a destra e sinistra. Per cui sembra che spesso i soldi non servivano solo per le missioni, per la radio, ecc. ma più spesso per “acquistare” – sempre amichevolmente” – conoscenze in alto loco e farsi molti “amici” che chiudessero uno o più occhi (anche Marcial Maciel Degollado – Legionari di Cristo- utilizzava queste tecniche “amichevoli”), per procurare “paternamente” “maniglie” in alto loco e anche qualche compiacente “talpa” in qualche Congregazione che passava (o passa?) loro informazioni riservate. Sembra che con questi “soldi della provvidenza” riusciva a eliminare critiche, difficoltà e anche visite apostoliche – per il passato – all’Istituto. Una affermazione ricorrente nelle testimonianze è che Manelli andava dai cardinali con i…. BORSINI, ma non erano quelli della…. spesa!.

    GRANDE GIRO DI SOLDI
    A Castelpetroso (quando era vescovo Mons. Armando Dini che, per varie ragioni, poi li mandò via), c’era un giro di soldi non indifferente Quando i soldi sparivano o non si trovavano, si diceva “Sono venuti i ladri a rubare!”. Oggettivamente molti soldi, troppi soldi – sono finite nelle casse del “FATE BENE MANELLI” (invece di “fatebenefratelli”), come sono definite queste casse con ironia da coloro che sono più informati. Qualche cosa viene fatto – certo – come attività caritativa – ma sembra che sia più per avere una certa copertura di immagine e comunque giusto il minimo per creare una facciata rispettabile. Quando esisteva ancora Radio Speranza a Palo del Colle (Bari) (radio che insieme alla casa del prete che dirigeva la radio, fu venduta!) le suore venivano mandate – per tutto il centro sud – a chiedere soldi ai benefattori e sempre tornavano con in mano milioni delle vecchie lire, al punto che più di una, in seguito, si rifiutò perché quell’attività sembrava in contrasto col voto di povertà. Il manelli ricorderà certo l’increscioso episodio legato alla CONTESSA MARGHERITA DEGLI ODDI, la cui ingente e ricca proprietà (palazzi, ville, ma soprattutto LA VILLA NEL CENTRO STORICO DI PERUGIA) furono vendute da Manelli e a nulla valse il tentativo di opporsi da parte dei nipoti della donna. Quando la vendita fu conclusa, Manelli l’abbandonò come realtà ormai insignificante. Ha ragione Frate francescano, sul nostro blog, quando, nella sua “Chiarificazione a gocce, n. 4”, precisa: “Pressoché tutti i beni che l’Istituto ha accumulato inaspettatamente nel corso degli anni, sono perlopiù lasciti che ricchi possidenti o vecchietti con un piede nella fossa hanno fatto a p. Manelli, in cambio di preghiere, assicurazioni del Paradiso, o di consigli spirituali o di presunte “profezie”. Anche per questo Manelli li ha considerati quasi “proprietà privata”. Mettendo insieme tanti episodi forse sarebbe il caso – visto il CONTESTO GENERALE DI CREDULITÀ SUPERSTIZIOSA – anche di indagare su un possibile abuso della credulità popolare. E – magari solo nel caso però di un pò di vecchietti/e ormai alla fine – non potrebbe darsi che forse, in qualche caso, ci sia stato anche qualche incapace raggirato? Come conosce bene manelli, l’articolista che sul blog “Verità sul commissariamento” ha scritto nell’articolo “GENTILEZZA SETTORIALE” , queste calibrate parole: “La gentilezza settoriale permane una delle caratteristiche di padre Manelli. La sollecitudine nei gesti di cortesia e nei ringraziamenti – per chi lo conosce da almeno un anno – è infatti DIRETTAMENTE PROPORZIONALE AGLI INTERESSI PECUNIARI CHE CREDE RICAVARE DALLA MUNGITURA DEI LAICI e soprattutto dalle coppie feconde che induce a riprodursi nella speranza di aumentare le fila del suo fallito esercito di futuri fratini e suorine da allevamento”.
    Così come conosce bene manelli l’articolista che – sullo stesso blog – nell’articolo “UN CALCIO AL FORMICAIO” ha parlato – in merito ai soldi dell’Istituto che hanno cambiato casacca all’atto del commissariamento, degli “imbrogli del manelli che tutto ha consegnato a familiari e laici scambiando l’istituto per la proprietà della sua famiglia (naturale)”. E poi in merito alla inosservanza manelliana della Regola, ha fatto notare:“Cristallizzarsi sulla lettera della regola, infatti, avrebbe significato privarsi anche dal toccare il denaro. Il manelli, i nipoti e gli accoliti di questo non se ne sono fatti mai uno scrupolo fino al massiccio impiego di conti correnti e carte di credito. Il problema è che la moneta virtuale il Manelli l’ha resa virtù non esitando ad aprirsi un conto corrente bancario in nome di Madonna Povertà. Chi ha avuto tra le mani la Traccia Mariana di Vita Francescana, legge che è impensabile avere un conto corrente persino per le Case religiose… La Legge naturalmente vale sempre per gli altri, non per chi sugli altri aveva il diritto di vita e di morte e una sorta di” ius primae noctis“”. Di fatto i beni dell’Istituto, subito dopo il commissariamento, con uno spostamento rapido (atto che l’azione legale deve precisare se onesto oppure no), non sono stati più gestiti da frati e suore, ma la loro gestione è stata trasferita a laici fidatissimi del manelli”. Come dare torto a chi ha fatto presente l’obiezione di tanti: “E con quale coraggio avrebbero chiesto donazioni per l’ordine e in nome di Dio per poi lasciare i beni, in qualche modo, comunque ad amici personali e forse a parenti? A quale “dio” credono queste persone?”.

    3) STRAPARLANO (ora) DI COMUNIONE ECCLESIALE, ma sin dall’inizio sono sotto inchiesta soprattutto perché vivono una vita separata rispetto alla Chiesa, come se fossero un “pianeta” a parte, e la loro carenza nel camminare con la Chiesa è anche sostenuta dall’idea perversa – PROPRIA DI TUTTE LE SETTE – che la Chiesa sarebbe da vedere con ostilità, diffidenza, pericolo, insomma come un campo minato da cui difendersi e tenersi lontani perché sarebbe popolata quasi solo da depravati, da corrotti, da apostati, da massoni, da disonesti, da modernisti (soprattutto nella Santa Sede), in pratica sarebbe il campo del diavolo, mentre solo loro sarebbero i puri! Straparlano di comunione ecclesiale mentre pensano e si comportano – di fatto – purtroppo come UNA SETTA.

    4) STRAPARLANO DI OBBEDIENZA ALLA MADONNA, mentre loro, senza vergogna, obbediscono in modo idolatrico e superstizioso solo ed esclusivamente a manelli, per cui il voto di obbedienza illimitata all’Immacolata, è diventato – per loro vergogna – IL VOTO DI OBBEDIENZA ILLIMITATA AL SANTONE-SULTANO!! Non è una obbedienza sotto la luce dell’Immacolata, ma SOTTO LE TENEBRE DI MANELLI! A proposito di questa assurda menomazione e privazione della vera maturità, realizzata da questa obbedienza nevrotica e idolatrica al santone-idolo, un ex frate osò – ma solo in relazione a questo aspetto – porre questa scherzosa alternativa: “Ma si tratta di suore minori o ….minorate?”.
    Purtroppo le suorine strumentalizzano perfino Montfort e Kolbe per usarli a loro tornaconto, per farli diventare lo sgabello di giustificazione della loro allucinante prostrazione mentale e psichica a Manelli. Quei veri santi insegnavano che la volontà dell’Immacolata è sì la volontà di Dio, ma non hanno mai insegnato che questa coincide con la distorta volontà di manelli. Le suorine fanno un giro di CITAZIONI VERE per cercare – diabolicamente – di GIUSTIFICARE COMPORTAMENTI FALSI! IL PROBLEMA È IL RUOLO ABUSIVO DEI SUPERIORI DI QUESTO ISITITUTO E IL RUOLO ABERRANTE E SUPER ABUSIVO DI MANELLI, per il quale è già stato destituito e quindi è decaduto. Il problema non è certo l’obbedienza ma gli abusi commessi approfittando del voto di obbedienza imponendo con esso, come sembra, anche comandi contro la legge di Dio, come ad esempio la falsa testimonianza, la calunnia del “nemico”, le minacce e i ricatti alle persone e anche altro di serio che verrà fuori, penso, presto. L’obbedienza non è mai “obbedire per obbedire” indipendentemente da quello che viene chiesto.

    5) STRAPARLANO DI REGOLA BOLLATA ma poi.- nella vita concreta fanno spesso il contrario di quanto scritto nella Regola.
    A) La Regola dice che “I frati non entrino nei monasteri elle monache, eccetto quelli ai quali è stata data dalla Sede Apostolica una speciale licenza” (Cap. XI, F.F., n 105). A maggior ragione i frati NON DEVONO DORMIRE NEI CONVENTI DELLE SUORE. Manelli invece va SEMPRE e solo a stare NEI CONVENTI DELLE SUORE.
    B) Si mettono – di fatto – contro al Regola quando affermano che le suore accettano di «poter essere mandate anche in terra di missione o dovunque sia» (Cost. 24) coltivando in sé la disposizione a poter partire in qualsiasi momento e per ogni dove”. Il voto mariano concepito secondo le storture di manelli si mette contro il Cap. XII della Regola (Bollata) Francescana (IDONEITÀ ALLA MISSIONE) che recita: “Quei frati che, per divina ispirazione, vorranno andare tra i Saraceni e tra gli altri infedeli, ne chiedano il permesso ai loro ministri provinciali. I ministri poi non diano a nessuno il permesso se non A QUELLI CHE RITERRANNO IDONEI AD ESSERE MANDATI” (F.F., n. 107). Non dice che l’ispirazione deve venire solo da manelli, non dice che per obbedienza al voto mariano si deve andare in missione anche se non è stato chiesto e anche se la persona non è adatta!
    C) La regola afferma che bisogna “PREGARE SEMPRE CON CUORE PURO” e che anche chi lavora “non spenga lo spirito della santa orazione e devozione, alla quale devono servire tutte le altre cose temporali” (Cap. V, F.F., n. 88) non dice che bisogna SOLO PREGARE e trascurare il resto, né tanto meno che la preghiera va ridotta (o deve essere confusa) SOLO CON LE PREGHIERE VOCALI! Tutte le testimonianza inviate alla Congregazione attestano la POCA MISSIONARIETÀ dell’Istituto. Nonostante si sbandiera ai quattro venti che l’Istituto è CONTEMPLATIVO-ATTIVO, di fatto, lo stile proprio dell’istituto – a causa dell’impostazione manelliana – è quasi come da clausura: QUASI NIENTE APOSTOLATO, se si escludono i frati-preti per il loro ministero e qualche suora. Di fatto QUASI NIENTE MISSIONARIETÀ – o COMUNQUE RIDOTTA AL MINIMO. Frati e suore stanno QUASI SEMPRE CHIUSI DENTRO.
    D) La Regola Bollata afferma: “Ammonisco e esorto i miei frati nel Signore Gesù Cristo che, quando vanno per il mondo, non litighino, ed evitino le dispute di parole, né GIUDICHINO GLI ALTRI, ma siano miti, pacifici e modesti, mansueti ed umili, parlando onestamente con tutti, così come conviene” (Cap. III, F.F., n. 85). Continua, invece, contro la Regola “il preoccupante delirio paranoico nella grave affermazione di giudicare i frati fedeli alla chiesa e obbedienti al loro legittimo superiore, che è il commissario apostolico, come “MODERNISTI” e infedeli alla regola di San Francesco e alla spiritualità kolbiana. Da quale pulpito viene la predica? Cristo in persona gli avrebbe apostrofato: “medico, cura te stesso!” (cfr. articolo Gentilezza Settoriale, Verità sul commissariamento). L’articolista ha evidenziato un altro delle metastasi di questo Istituto: a partire dalla superstiziosa idolatria di manelli, CHIUNQUE NON LA PENSA COME MANELLI O NON SI COMPORTA COME LUI DECIDE, O CRITICA ASPETTI NEGATIVI DELL’ISTITUTO, SAREBBE – SOLO PER QUESTO – “MODERNISTA”, come se manelli fosse il “verbo incarnato”, o la “quarta persona della trinità”, o come se fosse il vero “papa”, o la Congregazione per la dottrina della fede oppure il nuovo messia e l’Istituto fosse la vera Chiesa. Siamo proprio al delirio!!.

    IPOCRISIA SFRONTATA
    6) Citano la Congregazione dei religiosi come punto di riferimento dottrinale qualificato per l’insegnamento, mentre in questi ultimi due anni, in tanti modi, soprattutto con azione di sciacallaggio sui blog i manelliani hanno fatti di tutto per infangare e colpire la Congregazione. Citano – ma solo oggi – con rispetto Papa Francesco di cui fingono di apprezzare gli insegnamenti, quando è il bersaglio costante quotidiano del loro rifiuto e del loro disprezzo da quando il loro guru-santone-fallito ha considerato la sua elezione una sciagura. Basta poi dare un’occhiata al blog “ufficiale” condotto da ottusi manelliani superficiali e insignificanti (che dovrebbero essere commissariati subito dopo le suore!) per vedere come è calpestato e continuamente offeso Papa Francesco. Non parliamo poi di altri blog tradizionalisti che pure hanno sposato le deviazioni manelliane e che ogni giorno sputano contro il Papa. Infine quando Papa Francesco parla di povertà, intende certamente una vita vissuta solo dello stretto necessario, ma le suorine manelliane dovrebbero ricordare che per S. Francesco la prima povertà è vivere in obbedienza alla Chiesa: senza obbedienza alla Chiesa, non serve a nulla né andare a piedi scalzi, né dormire sulle tavole di legno, né usare la disciplina (e i loro…..cuoricini!) né altro. Pietro Valdo pure viveva come S. Francesco, ma poi si mise contro la Chiesa e fu scomunicato.

    LATINO E GREGORIANO
    7) Una cosa è la “Sacrosanctum concilium” e il Motu proprio, un’altra cosa è condizionare frati e suore all’idea sbagliata che il latino sarebbe addirittura “la lingua di Dio” e imporre il Vetus Ordo con la minaccia che altrimenti non faranno i voti, oppure verranno mandati al ….confino.

    STUDIO E FORMAZIONE
    8) Il problema, ovviamente, non è lo studio e la formazione (ci mancherebbe!) che sono entrambi doverosi per ogni Istituto, ma SOLO CHE TIPO DI FORMAZIONE È STATA IMPARTITA e QUALE IMPOSTAZIONE DOTTRINALE, ECCLESIOLOGICA, È STATA IMPOSTA. Anche qui citare i documenti ufficiali ineccepibili e ignorare che il seminario, lo STIM, sono stati chiusi e i cosiddetti ex formatori allontanati, proprio perché non garantivano una formazione corretta, è perlomeno disonesto! Anche qui il problema non sono certamente i documenti ufficiali, ma gli abusi manelliani nel campo della formazione. Anche qui si tratta di DEPISTAGGIO. Chi ha tenuto le lezioni sulle varie discipline teologiche e quale formazione di base ha indotto? Chi ha “confezionato” e organizzato la cosiddetta loro “formazione” nel Corso teologico Catechetico e nello STIM? Non hanno forse ricevuto l’impostazione seminata dai vari formatori precedenti nel seminario che la Santa Sede ha fatto chiudere, allontanando gli ex formatori? Chi ha organizzato e diretto le loro conferenze, i loro corsi, i loro convegni? In quale direzione? ? Chi ha insegnato loro ecclesiologia? Con quali risultati? Non hanno forse ricevuto la loro cosiddetta formazione da quegli stessi frati manelliani che oggi sono ribelli alla Santa Sede e in rivolta contro l’obbedienza alla Chiesa? Si trattava di un Istituto ripiegato su se stesso, concentrato solo sul proprio orticello, in cui lezioni e confessioni erano fatte solo dai manelliani. Un CIRCOLO CHIUSO asfissiante che fa creato UNA REALTÀ PARALLELA che stava prima della Chiesa e al margine della Chiesa.

    CONCLUSIONE
    Vedrete che continueranno a scaricare altri depistaggi come questi: non potendo rispondere a nessuna delle contestazioni, precise e nel merito, a loro addebitate, fotocopiano le cose scritte nei documenti ufficiali e credono con esse di COPRIRE COME CON UNA COPERTA, con un PARAVENTO tutte le deviazioni operate nella vita concerta e così cercare di DEPISTARE LE INDAGINI. Il guscio c’è ma dentro il guscio, dentro le manipolazioni manelliane, NON TROVI LA NOCE, NON TROVI IL FRUTTO.
    In quell’Istituto le informazioni sono imbavagliate, filtrate e manipolate dalle cosiddette superiori. Le suore sanno solo ed esclusivamente quello che le superiore vogliono che esse sappiano. Le suore, ad esempio, non sanno niente e non leggono niente di tutta la contro-informazione sugli abusi manelliani che in questi due anni è stata fatta. Hanno come una specie di “CHADOR” o un “BURQA” SUL CERVELLO, non certo sul viso. Le superiore hanno fatto passare solo questa disinformazione: i modernisti e i massoni che sono in Vaticano ci stanno perseguitando; vogliono solo colpire il nostro “dio” manelli e il fatto che siamo gli unici veri religiosi; manelli è santo e solo innocente per cui ogni cosa detta contro di lui e solo una calunnia; non sono stati mai commessi abusi di nessun tipo;dobbiamo resistere in trincea in tutti i modi e rifiutare l’azione del commissariamento, impedendo che rovinino il nostro Istituto che è unico. È necessario ed urgentissimo il commissariamento, innanzitutto per correggere tutte le deviazioni denunciate, ma anche per liberare le suorine da questa “MURAGLIA CINESE” dentro la quale sono tenute segregate.

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