La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

Home » Generale » ORGOGLIO LUCIFERINO

ORGOGLIO LUCIFERINO

suorefi

 

Il ricorso al tribunale del popolo attraverso il clamore mediatico è un disperato storico tentativo utilizzato dalla frangia oltranzista dei Francescani dell’Immacolata per condizionare le decisioni della gerarchia ecclesiastica nel merito del Commissariamento del ramo maschile.

Per questa stessa dinamica emerge quanto sia importante poi alimentare la fabbrica del consenso per mantenere la leadership del Fondatore insieme al potentato familiare e al clan oligarchico che il Padre Manelli ha creato a spese degli Istituti da lui fondati.

In questi giorni si è innescata una polemica su alcune affermazioni del cardinale João Braz de Aviz Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata che ha osato citare i Francescani dell’Immacolata alla puntuale domanda di un giornalista. Il presule brasiliano, nell’ultimo numero della rivista Rogate ergo  circa i problemi inerenti alla vita di alcuni Istituti religiosi, citava, come Istituto commissariato, anche le Suore Francescane dell’Immacolata.

Tra i motivi del provvedimento canonico rivolto all’Istituto fondato da Padre Stefano Manelli veniva indicata la relativizzazione del Vaticano II e l’esaltazione del Fondatore la cui autorità è considerata dalle Suore al di sopra di quella del Romano Pontefice. Sappiamo, da testimonianze dirette e dall’ampia letteratura presente sui blog ultradizionalisti che caldeggiano le posizioni dei frati dissidenti seguaci di Padre Manelli che le affermazioni del Cardinale sono vere.

Era prevedibile, tuttavia, di fronte a siffatta, spontanea dichiarazione, la rappresaglia delle Suore Francescane dell’Immacolata che non hanno esitato – come sempre – a irrompere nel Dicastero con il solito avvocato e con il solito fare, minaccioso e arrogante, mimetizzato da vittimismo ipocrita, avente come scopo più l’intimidazione che la ritrattazione pubblicistica.

Sul blog ufficiale delle Suore Francescane dell’Immacolata inoltre si legge una imbarazzata auto-giustificazione poco credibile, tanto prolissa quanto contraddittoria.

Non poteva mancare anche la richiesta d’aiuto ad alcuni blog come Libertà e Persona, che offrono da mesi il loro vassallaggio ai dissidenti dell’Istituto.

Non sappiamo, allo stato attuale delle cose, quale sarà la sorte delle Religiose poiché un Commissariamento, oltre che auspicabile, sarebbe fin troppo prevedibile.

Al vaglio degli inquirenti è molto probabile infatti che si prospettino ulteriori, inedite, e più radicali soluzioni, per sciogliere i nodi che affliggono il ramo femminile. Il Fondatore attraverso le “Superiore di sempre” giocherà senz’altro la carta della massa numerica che per emulazione ed intimidazione più che per convinzione si ergerà come “muro di gomma” contro le decisioni della Santa Sede.

La complessità e la prolissità del testo che si legge sul Sito ufficiale delle Suore più l’irritante e quasi contestuale ricorso al Dicastero, rivelano una forma mondana e istituzionalizzata di orgoglio che potremmo definire luciferino.

Il Voto mariano che le Suore Francescane dell’Immacolata professano dovrebbe condurle all’imitazione della Madonna: essere come Lei, un’altra Maria “pensante, parlante e operante”.

La pretesa di smentita, la tempestività di reazione, uno spirito vendicativo e la giustificazione a tutti i costi non depongono purtroppo a favore di una autentica spiritualità mariana praticata e testimoniata.

Nel panorama mediatico, attendibili testimonianze di ex suore, rivelano quella che potremmo definire una delle più grandi imposture della vita religiosa nel XXI secolo. Un circolo vizioso e viziato di poche Superiore infrange da decenni le più elementari regole del vivere in comunione e in comunità. I dati statistici parlano chiaro: sono qualche centinaio i Francescani dell’Immacolata che hanno abbandonato la vita religiosa nelle più svariate situazioni, esausti di subire vessazioni ma soprattutto di assistere a gravi incoerenze da parte del Fondatore, delle sue nipoti, e delle “Superiore a vita”.

Il lodevole lavoro della Visitatrice apostolica, Suor Fernanda Barbiero che insieme alle due Clarisse collaboratrici non è stata risparmiata da insulti e critiche su informazioni che dovevano necessariamente provenire dall’interno dell’Istituto femminile è adesso quella pesante spada di Damocle che potrebbe infilzare mortalmente le sicurezze che il Fondatore e il manipolo delle Superiore del ramo femminile avevano costruito con la facciata del perbenismo.

I nuovi assetti della Curia Romana, l’annunciato Concistoro, la messa in opera della riforma amministrativa e organizzativa della Santa Sede sono l’incubo a occhi aperti di chi, fino a pochi mesi fa, poteva contare sulla collusione di qualche lobby o potentato vaticano.

Il ristabilimento della giustizia e della carità all’interno del ramo femminile rientrerà, molto probabilmente, nella stessa dinamica adottata per i Frati, con la discesa in campo di Papa Francesco. Sin dalla sua elezione, il Pontefice argentino non ha goduto del consenso delle Superiore delle Suore Francescane dell’Immacolata. Esse sono state le grandi assenti a tutti gli atti pubblici che hanno segnato l’inizio del Pontificato. Ogni giorno, la Madre Generale faceva verificare l’aderenza dei Discorsi e delle Omelie dell’attuale Pontefice appena eletto al Magistero della Chiesa. Peccato che chi censurava il Papa non avesse nemmeno un diplomino in Scienze religiose.

Da marzo a maggio del 2013, inoltre, era sparita da Il settimanale di Padre Pio – rivista di nicchia, gestita dalle Suore Francescane dell’Immacolata – la rubrica sulla “Parola del Papa”. Poco credibili sono ora le posticce ed estemporanee presenze di qualche suora a qualche evento pubblico di Papa Francesco. In occasione di una Udienza generale a Piazza San Pietro, durante la quale Papa Francesco benedisse il modellino del Santuario di Campocavallo, due Suore Francescane dell’Immacolata gli chiesero, non solo di aiutare l’Istituto, ma di salvaguardare il Fondatore. Papa Bergoglio, riferendosi sia a loro che al Fondatore, rispose secondo la scienza e la coscienza dei Santi: “Obbedite e state tranquille”. Anche queste affermazioni sono state interpretate e sfruttate dal mondo ultradizionalista come intento persecutorio del Papa, senza una minima autocritica da parte delle Superiore delle Suore Francescane dell’Immacolata o considerazione verso quelle che per decenni sono state le vittime del Governo autoreferenziale. Vane sono quindi le operazioni di finto maquillage, di sparuta presenze di suore a qualche recente atto pubblico di Papa Francesco.

Ecco cosa leggiamo da un sito che riporta la testimonianza diretta di alcune ex Suore Francescane dell’Immacolata. Durante il postulandato e il noviziato, una suora fu costretta a rinunciare all’apparecchio correttivo per i denti ed è rimasta menomata in maniera irreversibile.

Una suora filippina aveva una intolleranza alimentare verso la salsa di pomodoro ma la costrinsero a trangugiarla. Nonostante l’auto-convincimento indotto dalla Superiora, il caso si risolse con sistematiche fughe in bagno da parte della suora per provocare il vomito. Le conseguenze sulla salute della malcapitata le possiamo immaginare. Al contrario, mentre alcune religiose erano costrette a sopportare ogni disagio fisico, la nipote di Padre Stefano, suor Cecilia Manelli, si lamentava con le Superiore per non poter suonare, alcune volte, il pianoforte.

Anche se ci fosse una deposizione dell’attuale Governo delle Suore Francescane dell’Immacolata chi potrà restituire a delle giovani vite usate e abusate all’interno dell’Istituto, dignità, salute e serenità? È verosimile che la vicenda delle Suore Francescane dell’Immacolata, oltre a dei provvedimenti canonici, possa avere dei risvolti penali in una storia che volutamente e stupidamente le dirette interessate stanno trasformando in un gossip infinito.

Possa la luce del Bambino Gesù che nasce, illuminare e convertire il Fondatore che, lungi dall’essere agli arresti domiciliari, ci risulta domiciliato – forse senza permesso – presso le Suore Francescane dell’Immacolata a San Giovanni Rotondo (FG). L’esempio di vita religiosa di Padre Pio da Pietrelcina di cui Padre Manelli si declama figlio spirituale possa indurlo a più miti consigli e possa suscitare in lui quella sana vergogna che produce una conversione di vita sincera e prepara l’anima umana, giunta alla maturità degli anni, verso quell’ultimo Viaggio che rappresenta il primo punto di arrivo di ogni uomo e di ogni Istituto religioso.

Annunci

3 commenti

  1. ———–
    Un grandissimo numero di testimonianze
    concordano nel fatto che nell’Istituto delle suore manelliane è concentrato il maggior livello di fanatismo, di settarismo e anche di dispotismo oltre che il più alto livello di complicità con tutti gli aspetti negativi indicati nel post “F.I. – Gli abusi dell’Istituto” – Prima e seconda parte – Ecco perché è urgente e necessario il commissariamento delle suore ma anche un intervento più forte per estirpare in radice la loro testardaggine e la loro abnorme superstizione idolatrica nei riguardi del santone-sfera-di-cristallo-rovina-vocazioni di Frigento.

    Mi piace

  2. ————————
    FARISEE IPOCRITE!!!
    Il testo scritto dalle suore (http://www.cuoreimmacolato.com/18-aggiornamenti/62-nota-ufficiale-dell-istituto-20-12-2014) a presunta difesa dei loro comportamenti, è il manifesto del grande fariseismo dilagante in questo istituto soprattutto in mezzo alle suorine manelliane. Nel testo trasuda in abbondanza l’ipocrisia studiata e subdola di queste manelliane che, ottusamente, MENTONO SAPENDO DI MENTIRE.

    NOTE STONATE
    1) Fare delle sofistiche quanto inutili affermazioni furbesche di bandiera ( “L’istituto non ha mai dichiarato di non riconoscere l’autorità dei documenti del concilio Vaticano II o del magistero post-conciliare”) è come non dire nulla, è come rimestare aria fritta. Si tratta solo di frasi ridicole. Infatti è ovvio che se l’Istituto avesse fatto una dichiarazione ufficiale su quei punti il caso sarebbe stato chiuso celermente con una condanna. Siccome l’Istituto invece vive una VITA DOPPIA (“dice una cosa e fa il contrario”) il problema non sono le dichiarazioni ufficiali o le AUTOCERTIFICAZIONI delle suorine manelliane in certe loro “note stonate”, ma accertare realmente CHE TIPO DI FORMAZIONE VENIVA DATA DIETRO LE QUINTE, quale idee venivano messe in testa nelle loro FORMAZIONI PARALLELE IN CONVENTO, da parte di certe superiore parallele che, sembra, abbiano creato UNA SPECIE DI CHIESUOLA PARALLELA. Ricordiamo che è sempre stata la tattica dei modernisti (anche quelli tradizionalisti) restare nella Chiesa per stravolgere dall’interno la Chiesa. Ricordiamo che sia i frati che le suore del precedente governo non hanno mai partecipato agli incontri del CISM e dell’UISM, nel senso che essi hanno sempre vissuto una vita separata, segregata, tenendosi farisaicamente a distanza dagli altri religiosi e dagli altri superiori religiosi, considerati tutti devianti e/o traditori.
    Come Manelli aveva una DOPPIA VITA, così anche l’Istituto aveva una DOPPIA VITA. È sempre stata questa la loro furbizia: mai scrivere niente ufficialmente, ma fare tutto dietro le quinte e tenere tutto nascosto a “quelli di fuori” col mantello del segreto.
    2) Come tutti i farisei vorrebbero far credere che esse non sbagliano mai: guarda caso sono sempre gli altri che hanno gli “occhi storti”, esse sono solo sempre pure, innocenti, infallibili, perfette, sarebbero sempre state perfettamente in linea con la Chiesa. PECCATO CHE SE LO DICONO DA SOLE, che la Chiesa ufficiale dice ben altro di loro e soprattutto che cercano di impedire alla Chiesa di fare delle verifiche e soprattutto delle salutari correzioni, dimostrando una scarsissima se non pessima formazione ecclesiale. Ha ragione chi scrive: “Le suore francescane dell’immacolata PERDONO OGNI OCCASIONE PER FARE AUTO-CRITICA e indignate si scagliano contro chiunque stigmatizzi LE LORO MALATTIE SPIRITUALI” (cfr. articolo “La verità sul commissariamento”).

    CONTRADDIZIONE ASSORDANTE
    3) C’è una contraddizione assordante nella loro “nota stonata”: prima dicono che con un “sondaggio ufficiale e con votazioni capitolari effettuate in ogni singola comunità dell’istituto” è stato scelta un modo unanime LA LITURGIA VETUS ORDO”; poi però affermano – con una santa faccia tosta – che “la forma ordinaria della santa messa – è quella adottata attualmente in quasi tutte le nostre comunità”. Fermo restando che bisogna accertare se è vero che oggi celebrano solo col N.O. sorgono spontanee due obiezioni: A) A parte il fatto che il periodo di indagine sotto giudizio, su di loro, è quello che si riferisce dal 2007 al 2014: è di quel periodo – e forse non di oggi – che dovranno rispondere di come hanno gestito l’applicazione del Motu Proprio; B) ma l’altra critica è anche più ovvia: se fosse vero che prima tutte avevano scelto all’unanimità il V.O., e che oggi quasi tutte lo hanno ELIMINATO a favore del N.O., allora DA SE STESSE RICONOSCONO CHE PRIMA AVEVANO SBAGLIATO e che si è trattato di un errore fatto all’unanimità! Infatti se avessero agito bene e in piena linea con la Chiesa, perché oggi avrebbero – come dicono – cambiato la liturgia e celebrano quasi solo il N.O.? Se prima era tutto in ordine, se prima la scelta era legittima ed onesta e non ci sono state derive tradizionaliste o addirittura “posizioni eretiche e scismatiche di opposizione al Magistero della Chiesa e di disunione con il Santo Padre” perché hanno cambiato tutto? Se fossero state “pulite” avrebbero dovuto mantenere le decisioni prese, spalancare le porte dei conventi e dimostrare che la messa tridentina era celebrata sempre e solo in perfetta obbedienza al Motu Proprio, senza nessuna deriva lefebvriana o eretica. Invece si sono comportate come chi ha la “CODA DI PAGLIA”! O hanno sbagliato prima o stanno sbagliando oggi! In realtà neanche loro sanno cosa dire e cosa fare! Agiscono con scelte disperate solo per evitare la giusta sanzione canonica.

    FALSA UNANIMITÀ IMPOSTA
    4) Rivoltante è poi l’ipocrisia di far credere che esisteva – sul V.O. – UNA UNANIMITÀ LEGITTIMA E LIBERA NON IMPOSTA, in un istituto dove tutto è controllato in modo asfissiante e dove tutto è rigidamente deciso dai superiori come – solo per i metodi però – nei regini fascisti o comunisti. False e ipocrite – quindi – nel fingere una libera e sostanziale unità condivisa. False ed ipocrite nel far credere che ci sia stato un sondaggio ufficiale: in quell’istituto – soprattutto tra le suorine – questi metodi sono considerati come …….eretici!!! Per il clima di costrizione generale, di controllo assoluto e capillare, rimandiamo al n. 4 dell’articolo “Istituto F.I. – Abusi non negoziabili” – PRIMA PARTE. Qui riportiamo – per comodità – solo brevemente quanto attestato da P. Calloni. “A) Se non sceglievi il V.O., eri accusato di infedeltà ai Fondatori : B) Ci sono numerose testimonianze di frati (la Congregazione ne possiede le carte) che parlano di come a loro fu imposto il Vetus Ordo, con minacce. C) Frati che non lo preferivano venivano mandati in altre comunità, per essere “rieducati”. D) Venivano fatti superiori delle comunità dei giovani frati V.O., appena usciti dal seminario, senza alcuna esperienza. F) Addirittura si diceva ai frati di cambiare la guida spirituale, qualora non preferisse il rito antico. E) Alcuni frati venivano messi in condizione di doversene andare; altri venivano mandati in terra di missione, altri erano inviati in ….. “campi di rieducazione” e altri ancora venivano additati come rilassati, solo perché chiedevano di poter essere, quello che erano sempre stati. Ricordiamo comunque che il grande problema del Vetus Ordo era dato dal breviario, non certo dalla santa messa”.

    EPURAZIONI
    Questo è il clima da “regime” che si viveva in tutto l’Istituto, ma tra le suorine questo clima era ancora più ferreo. La campagna a favore del V.O., era di tipo terroristico: chi non lo accettava non faceva parte dell’Istituto e quindi era costretta ad uscire. Si trattava di VERE E PROPRIE EPURAZIONI. È chiaro che con questi metodi liberticidi c’è sempre stata sempre una UNANIMITÀ ESTERIORE E FORZATA SULLE DECISIONI DEI SUPERIORI. È ovvio, chi non era d’accordo era buttata fuori: le decisioni erano imposte col terrorismo psicologico, si facevano pressioni enormi e anche minacce per un’accettazione acritica e immediata delle decisioni del santone e della papessa Perillo.

    COVO DI CITTÀ DI CASTELLO
    5) A Città di Castello, vero covo-lager-culturale-delle-tradizionaliste e centro irradiante dell’infezione che è dilagata in tutto l’Istituto si insegnavano (e si insegna?) le idee distorte e devianti della papessa Perillo (ce ne ha relazionato anche la nostra stimata Ellen): idee che sono state relazionate e di cui dovranno rispondere, probabilmente alla Congregazione per la Dottrina della fede. Ricordiamo che ci sono altre testimonianze su questo punto. Fermo restando – come è stato già detto – che “se nella formazione delle Suore e delle formande ci dovessero essere delle eresie sarà compito dei dicasteri preposti al giudizio e alla vigilanza esprimersi nel merito” (cfr. articolo “La verità sul commissariamento”). Le suorine, nella “nota stonata”, avendo probabilmente la “cosa di paglia”, tentano solo di mettere “le mani avanti”, ben sapendo – evidentemente – quali sono i “panni sporchi” di cui dovranno rispondere. Altrimenti come farebbero ad essere così precise nell’identificare proprio quei punti negativi? La papessa Perillo ha chiamato più volte Roberto De Mattei, a Città di Castello, a fare catechesi alle sue suorine e il prof. Roberto parlava loro di ………Lefebvre e questo durante il regime di commissariamento dei frati. C’è chi è uscita da quel “campo di concentramento” per la martellante propaganda tradizionalista e filolefebvriana di tutta la formazione soprattutto le critiche e il palese disprezzo per il Novus Ordo. Non erano ammesse perplessità né disaccordi, altrimenti c’erano subito le persecuzioni della Madre e di tutta la comunità, minacciando di impedire di far fare i voti. Non è forse vero che sovente la dissidente era apostrofata dalla comunità con parole simili: “Da quale parte stai? dalla parte della chiesa nuova o dalla parte della chiesa antica?”. Non ci sono dubbi sul fatto che la papessa Perillo e la Suor “mala” Consiglia sono le principali e fondamentali responsabili – anche se non le sole – della deriva tradizionalista.

    6) Altro fiume di ipocrisia si nota quando addirittura sottolineano che simili aberrazioni – “mai sono state CONTESTATE né al nostro istituto, né a quello dei frati francescani dell’immacolata, né ai nostri fondatori, verso i quali la nostra fedeltà da alcuni è infondatamente e inspiegabilmente contrapposta a quella dovuta alla sede di Pietro”.
    Una vera e propria disonesta disinformazione, una specie di SCIACALLAGGIO ECCLESIALE: tentano anche di approfittare del fatto che la Santa Sede ha deciso per sua serietà e correttezza – visto che l’indagine è ancora in corso – di non notificare prima oppure adesso tutti i punti per cui l’Istituto è sotto inchiesta riservandosi, come ha sempre fatto, di PUBBLICARE TUTTO FIN NEI PARTICOLARI QUANDO CI SARÀ LA DOCUMENTAZIONE DEFINITIVA, IL PRONUNCIAMENTO FINALE UFFICIALE E LE CONCLUSIONI SARANNO DEFINITIVAMENTE PROVATE al di là di ogni ragionevole dubbio e al di là di tutti i tentativi di depistaggio operati da frati e suore manelliani.

    RAGAZZE IN VICOLO CIECO
    7) Condividiamo quanto è stato giustamente già detto: “Quando si parla di sensus Ecclesiae viene subito in mente il giudizio negativo delle Suore Francescane dell’Immacolata su altri Istituti femminili contro i quali s’improvvisavano sarte dotate del metro al laser per quantificare la lunghezza della gonna al di sotto del ginocchio o peggio la lunghezza delle maniche dal gomito in giù, o peggio la lunghezza del velo copricapo. Ricordiamo che le Suore Francescane dell’Immacolata professano la Regola Bollata di san Francesco dove, al capitolo secondo, il Serafico Padre richiama al dovere della carità che impone di non giudicare gli altri ma di giudicare piuttosto se stessi./…/ Ragazze entrate poco più che adolescenti nella vita religiosa presso le suore francescane dell’immacolata si ritrovano, loro malgrado, fuori dall’istituto.Pur avendo riconosciuto e sperimentato l’insostenibilità della vita nel chiostro sono incapaci di oggettivizzare un qualunque giudizio critico per quell’opera di spersonalizzazione che l’insana formazione della loro famiglia religiosa ha arrecato” (cfr. articolo “La verità sul commissariamento”). Un bel pò di suore vorrebbero uscire: ma non hanno titoli di studio (il fondatore non le ha fatte studiare), non sanno fare un lavoro, la famiglia non ha soldi né può mantenerle, spesso hanno più di quarant’anni e pensano: SE ESCO COSA FACCIO? NON HO NULLA! NON SO DOVE ANDARE! Ci sono infine molte suore, oggi, che si lasciano morire, perché sono senza speranza, si lasciano andare, perché credono che non c’è nulla da fare, che il sistema “mafioso” creato da manelli non è abbattibile.

    DIVINIZZAZIONE DEL FONDATORE
    8) Là dove l’ipocrisia raggiunge il colmo è quando – negando l’idolatria del fondatore – affermano che “la nostra fedeltà verso i nostri fondatori, da alcuni è INFONDATAMENTE e INSPIEGABILMENTE contrapposta a quella dovuta alla sede di Pietro”. Come è stato già giustamente detto: “Un’altra malattia di cui le nostre religiose sembrano afflitte è la DIVINIZZAZIONE DEL FONDATORE e delle superiore” (cfr. articolo “La verità sul commissariamento”). Padre Alessandro Calloni ci ha indicato chiaramente: “il problema è che ALCUNI DI LORO HANNO LEGATO LA LORO VOCAZIONE AD UN UOMO E NON A DIO E SE VIENE MENO QUELL’UOMO SONO DI FATTO FINITI PURE LORO”.
    Inutile negare che nell’Istituto veniva inculcato che manelli era “il sacerdote piu importante della Santa Chiesa, era l’unico capace di guidarci spiritualmente. Il culto della sua personalità è sempre stato molto inculcato a tutte le suore fin dall’inizio della vita religiosa”.
    Per il CULTO ABNORME DELLA PERSONALITÀ DI MANELLI rimandiamo al n. 3 dell’articolo “Istituto F.I. – Abusi non negoziabili” – PRIMA PARTE. Precise le parole che- riprendendo quelle del Papa Francesco – così stigmatizzano uno dei principali difetti delle suorine: “Quelle delle suorine, in particolare è “la malattia del “circolo chiuso”, dove l’appartenenza al gruppo diventa più forte di quella al corpo (mistico) e, in alcune situazioni, a Cristo stesso” (cfr. articolo “La verità sul commissariamento”). Non c’è bisogno di molte parole per constatare – come ha riferito un frate nell’intervista a Radio Spada – che in quell’Istituto – massimamente tra le suorine – “NON SI MUOVEVA FOGLIA CHE MANELLI NON VOGLIA” e che era lui che decideva su tutto e su tutti. Basta andare sui loro blog per vedere come, perfino oggi che sono sotto inchiesta, per difendere manelli non si vergognano dI attaccare la Congregazione e di criticare sempre il Papa (ma anche i papi precedenti erano criticati e censurati, soprattutto dalle suorine di Città di Castello), come a dire: PER LORO IL VERO E UNICO PAPA ……..È MANELLI, anche se non è detto in nessuna pubblicazione ufficiale. Parafrasando la loro “nota stonata” – solo facciata perbenistica e quasi niente sostanza, potremmo, alla luce di quest’ultimo punto e della loro certa idolatria del fondatore, parafrasare così quelle frasi di circostanza (si noti come evitano sempre di citare espressamente Papa Francesco) usate al termine del loro papiro:
    A) “La nostra vita religiosa è interamente spesa e offerta per sostenere la Madre Chiesa e IL SUO SUPREMO PASTORE” (N.d.R. = Leggi …… MANELLI!!! = N.d.R.).
    B) “Manelli (Cristo), VIA, VERITÀ E VITA È L’UNICA E DEFINITIVA “PAROLA” in cui confidiamo e a cui spetta il giudizio delle nostre “voci” umane”.

    9) Non c’è dubbio che – per quanto riguarda il loro atteggiamento di fondo – sono come una specie di BANDA DI FARISEE IPOCRITE!! SU DI LORO SI È DETTO ANCORA POCHISSIMO! Dovranno pagare soprattutto per le numerose ragazze a cui hanno rovinato la vocazione e in tanti casi anche probabilmente l’equilibrio psicologico, oltre che la salute!

    10) Queste poche cose aberranti sono sufficienti per invitare tutti non solo a tenere lontano ogni ragazza (figlie, nipoti, amiche, ecc.) da questo istituto. Se poi è vero che solo per una frase del Card. Aviz sul commissariamento delle suore detta in una intervista, sembra che siano andate addirittura in Congregazione e probabilmente con un avvocato, questa sarebbe una ulteriore prova che hanno una formazione bacata, non ecclesiale, e quindi bisogna impegnarsi a persuadere tutti sul vero volto di questo Istituto e a boicottare ogni attenzione o ingresso di ragazze in questo Istituto. Per il bene delle ragazze.

    Mi piace

  3. ————————————————————————————————-Tutti coloro che hanno apprezzato e condiviso questo post dimostrano di conoscere molto bene dall’interno (meglio di altri) la gravità della situazione interna di quell’Istituto e L’URGENZA DI PROVVEDIMENTI SERI E DRASTICI per correggere le brutture e le deviazioni manelliane. Indugiare o voler in qualche modo tenere coperto lo “sporco” – anche se in buona fede – è solo di fatto – complicità con le malefatte manelliane. BISOGNA SMASCHERARE LE MENZOGNE E LE IPOCRISIE SENZA MEZZI TERMINI, SENZA “SE” E SENZA “MA”. Hanno dimenticato che Gesù, mentre era dolce con le cadute dei peccatori umili, è stato particolarmente duro con i farisei ipocriti. Gli antichi sapevano bene che “il medico
    pietoso fa la piaga purulenta”. Non è questione di toni ma di fatti gravi.
    In un tribunale ciò che conta è solo se le prove presentate, sia dalla difesa che dall’accusa, sono vere e documentate. Il resto sono solo chiacchiere inutili. Una nostra sorella ci ha personalmente confidato: “Sono stata vittima delle epurazioni delle suore….”. E a lei va tutta la nostra sincera solidarietà! Vogliamo citare solo altre due valide testimonianze. Oltre a quella su citata della nostra stimata Ellen Cristiane Silva da noi apprezzata per il suo splendido amore alla verità e per la sua denuncia chiara – senza tentennamenti e senza assurdi scrupoli di coscienza – dei “panni sporchi” dell’Istituto-“DOPPIA-VITA”, vogliamo segnalare anche la testimonianza incisiva ed efficace di un’altra sorella che dimostra anch’essa di conoscere in modo approfondito e diretto (probabilmente anche sulla sua
    pelle) gli “SCHELETRI NELL’ARMADIO” dei manelliani/e e che ha compreso L’ESTREMA IMPORTANZA E URGENZA DI SMASCHERARLI PROPRIO perché essi, invece di accettare umilmente la correzione della Chiesa, ACCUSANO LA CHIESA DI FALSITÀ e continuano a dipingersi ipocritamente – contro la realtà – COME SE NON AVESSERO MAI SBAGLIATO e MAI COMMESSO ABUSI. A proposito Del nostro post Maria Letizia, sul suo blog, senza giri di parole (e senza aver paura delle parole!) ha scritto: “Diffondete. Tutti devono conoscere la verità”. Si tratta di quella verità “PESANTE” E “FORTE” che richiede PAROLE FORTI E SENZA COMPROMESSO di cui, nel nostro post, è stato detto ancora poco e di cui, invece, molto – con più precisione e con molti particolari – dovrà venire fuori presto. Per il bene di tutti e soprattutto per il bene vero questo Istituto martoriato dalle deviazioni manelliane.

    Mi piace

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: