La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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NOSTALGIA DEL TOTALITARISMO

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Se lo Stato non è il mio, dicono i tradizionalisti, non gli obbedisco.

I ludi dei tradizionalisti si sono celebrati a Borgo Santo Spirito sabato 13 dicembre 2014, davanti ad un “parterre” non tanto “des rois”, quanto piuttosto “des royalistes”, fornito dai seguaci di Padre Stefano Maria Manelli, dei quali è noto il dente avvelenato nei confronti del Vaticano per via del commissariamento dei Frati  Francescani dell’Immacolata

I vari relatori hanno modulato ciascuno la propria variazione su di un tema di fondo, che rivela il legame non occasionale con la vicenda di questo Istituto: c’è stato un tempo in cui gli Stati si prefiggevano il fine di realizzare nel mondo un ordine morale.

Poiché però lo strumento considerato necessario per conseguire questo scopo consisteva in una specifica ideologia, essa veniva assunta come propria dallo Stato.

Quanti si opponevano ad essa erano dunque tacciati nello stesso tempo sia di essere nemici dello Stato, sia di essere nemici della morale, e come tali venivano assoggettati ad una persecuzione più o meno grave a seconda delle circostanze, ma comunque inevitabile.

A sua volta, la Chiesa Cattolica, seguendo questo stesso schema, considerava sé stessa come il soggetto incaricato di fornire allo Stato il supporto ideologico che gli era necessario: l’ideologia ufficiale non era dunque costituita tanto dall’ideale cristiano, quanto piuttosto dall’insieme dei precetti stabiliti dalla stessa Chiesa, e lo Stato ideologico finiva in questo caso per assumere le sembianze dello Stato confessionale.

La Chiesa, a partire dal Concilio ma con maggiore decisione sotto l’attuale Pontificato, ha smesso questa pretesa.

Che cosa cambia, dal punto di vista del credente?

Sostanzialmente nulla, perché il cattolico – in quanto tale – continua a rispettare la norma della propria religione, ma lo fa in base ad un atto spontaneo di volontà, senza bisogno della coercizione offerta dal “braccio secolare”.

Egli è un cittadino tra i cittadini, con eguali diritti ed eguali doveri rispetto agli altri: né può imporre agli altri i propri criteri, né gli altri possono impedirgli di comportarsi secondo i dettami della sua coscienza.

Questa svolta si è concretizzata in Italia con l’entrata in vigore del nuovo Concordato del 1984, che non definisce più quella cattolica come “Religione ufficiale” dello Stato.

I nostalgici del confessionalismo e dello Stato ideologico, cioè totalitario, non si limitano però a rimpiangere il passato, e pur non esistendo nessuna norma che prescrive comportamenti in contrasto con la loro coscienza, mettono in discussione la legittimità dello Stato in quanto lo ritengono privo di quella investitura che – a loro avviso – derivava dal compito di costituire un ordine morale.

Questo, però, è un problema che riguarda la vicenda civile.

Il fatto è che i tradizionalisti assumono lo stesso atteggiamento nei confronti della Chiesa, e poiché – sempre secondo la loro opinione – essa avrebbe rinunziato alla sua anteriore funzione temporale, rifiutano di conformarsi a quanto disposto dall’Autorità Ecclesiastica.

Di qui al non riconoscere più la legittimità di tale Autorità, il passo è molto breve.

Per compierlo, è sufficiente cercare un “casus belli”.

Il clamore mediatico sollevato intorno al commissariamento dei Frati Francescani dell’Immacolata rivela che questo era precisamente il pretesto che i tradizionalisti stavano cercando.

E le ostilità hanno avuto inizio nel momento in cui si è teorizzato, come hanno ribadito gli oratori del convegno del Santo Spirito, che il credente non deve obbedire, anzi deve disobbedire ad ogni ordine dell’Autorità, civile od ecclesiastica, che non corrisponda con il suo ideale soggettivo di giustizia.

Questo principio, se messo in pratica, significa null’altro che l’anarchia.

Dopo di che, negli auspici dei tradizionalisti, “ab chaos ordo”: risorgerà cioè quell’ordine antico, conforme con i loro principi, che essi auspicano, andando in cerca del soggetto politico disposto a realizzarlo.

L’ombra di Putin si proietta sulla Mura Leonine.

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