La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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Cercasi bussola disperatamente

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Il mondo dei cattolici fondamentalisti sembra “aver perso la bussola”.

Continua la saga degli attacchi insensati rivolti ora al Segretario CEI, ora al Commissario Apostolico FI Padre Volpi e a tutti coloro che “sono colpevoli” di seguire il Papa.

L’intervento a corrente alternata (A.C. come le iniziali dell’Anti-Cristo) di alcuni blog e portali ultra tradizionalisti rivela, oltre a una certa disperazione in un ambiente ormai agonizzante e privo di idee, l’esistenza di una rete lobbista senz’altro gnostica e politicizzata.

Essa, pur essendosi presentata nell’ultimo decennio quale garante dei valori non negoziabili, della sana tradizione, della stessa Chiesa, alla resa dei conti ha ceduto alla “mentalità dello scarto” facendo della Sposa di Cristo un oggetto a proprio abuso e consumo.

Al fine di stendere un velo pietoso su fatti e misfatti, si può intanto sdrammatizzare ridendo su chi si è coperto di ridicolo.

La Chiesa Cattolica, una santa e apostolica e romana, insieme con la Vittoria di Lepanto e di Vienna, dal 2013 in poi celebrerà oramai la sconfitta dei tradi-protestanti ogni 13 marzo. Il sogno di Don Bosco e il trionfo del Cuore Immacolato si realizzano. W il Papa!

La bussola è fondamentale per orientarsi, ma quando c’è la tempesta – come nel caso dei Francescani dell’Immacolata – è più sicuro utilizzare il GPS, come il Tom Tom.

Questo vale anche quando nel pelago mediatico ci si affida a nuove bussole quotidiane in formato informatico che sembrano i tam-tam dei Pigmei.

Che “La Nuova Bussola Quotidiana” non navigasse in buone acque è un fatto noto.

Solo due anni fa molti furono i mayday che trovarono nel transatlantico di qualche vescovo imbarcato sulla lobby di Dio”, il soccorritore dei naufraghi.

Come suggerisce il Vangelo: “Può forse un cieco guidare un altro cieco?” (cf. Lc 6,39)

Un salvagente salvaportale da almeno centomila euro annui non poteva che calamitare l’ago dell’impostazione editoriale verso il magnete dei magnati!

Non è la prima volta che “La Nuova Bussola Quotidiana” entra a gamba tesa sulla questione dei Francescani dell’Immacolata profittando ora anche dell’aspirante arbitro milanista.

Il portale ha la capacità di trasformare le rettifiche in nuove accuse.

Ogni azienda ha la sua cultura e si qualifica per la sua onestà deontologica e professionale.

Rientrando nel campo da gioco, l’aspirante direttore di gara, distratto a prendere appunti sul taccuino di giornalista-arbitro, si è dovuto fidare di un guardalinee.

Tra fischiettate, stop and go, misurazione di distanza dalla barriera, il nostro aspirante arbitro si gode – come noi – anche il gioco pimpante del tiki-taka con le sue triangolazioni.

E’ la tecnica del Nuovo Millennio!

Quanto alle squadre impegnate nel tiki-taka annoveriamo oltre alla “Bussola”, le serie cadette “Bastabugie”, “Sanpietro” nei pressi di Piacenza e “Messainlatino” che nell’amichevole con il Malta ha collezionato tanti cartellini gialli da riempire un paginone!

Chi vincerà la coppa del leone rampante ocra-crociato del trofeo “secundum cor tuum”?

“Poiché il calcio del futuro è da ricercare nel passato”, dice il buon Angel Cappa – magna, rimane però ancora efficace la “tecnica del catenaccio” dell’Atletico Argentino.

Visto il gioco sporco e falloso degli avversari, il Commissario Tecnico Volpi conta di far segnare gol ai suoi con i calci di punizione.

Qui ci vorrebbe Maradona, ma l’allenatore si concede nel frattempo un caffè Lavezzi in un bar di Galantina – di Puglia.

Con simili campioni, in caso di convocazione in (chiesa) Nazionale, come sempre ci penserà il corriere “corrispondenza romana”.

Se il fattorino dovesse perdersi malgrado la nuova bussola, gli consigliamo di andare più sul tradizionale.

Guardi la Stella, invochi Maria!

E’ meglio!

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5 commenti

  1. Francesco Maiolo ha detto:

    Sono un semplice docente universitario e mi permetto d’intervenire per sottolineare alcuni punti forse rilevanti. La contrapposizione fra tradizionalisti e progressisti appare insulsa e per buoni motivi. Ammesso e non concesso che si tratti solo di dottrina, ebbene la confusione dottrinaria rischia di regnare sovrana se si va avanti di questo passo. Siamo sicuri che i tradizionalisti siano dei pazzi fanatici? Che significa essere tradizionalisti o progressisti rispetto a valori che vengono detti non-negoziabili? Siamo sicuri che scagliarsi contro i cd. tradizionalisti sia quello che renderá il Cattolicesimo romano piú invitante o piú al passo coi tempi? La teologia liberale, che tanto ha ispirato il Protestantesimo in diverse sue forme, é naufragata. Perché ostinarsi a non prenderne atto? Venti anni di vita in Olanda mi dicono che il progressismo rischia di far diminuire ulteriormente la capacitá d’attrazione del Cattolicesimo. Si deve allora rifiutare in blocco il Concilio Vaticano II? Certamente no. Ma strumentalizzare un fenomeno tanto complesso finirá per far male a milioni di Cattolici. Come tutti, i Francescani dell’Immacolta hanno il sacrosanto diritto ad esporre le proprie ragioni. Il commissariamento – misura gravissima in sé – non risulta al riparo da critiche e riserve. Occorrerebbe maggiore prudenza, conoscenza e meno demagogia.
    Francesco Maiolo

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  2. laiciffi ha detto:

    Chiarissimo Professore, alla domanda “che significa essere tradizionalisti o progressisti”, rispondo che questa distinzione esiste da molto tempo e persiste tuttora: erano progressisti i Cattolici come Rosmini, Gioberti e Manzoni che partecipavano al movimento unitario, ed erano tradizionalisti i Cattolici che vi si opponevano nel nome del Potere Temporale; erano progressisti i Cattolici come l’abate Bonomelli e Don Murri che lavoravano per la Conciliazione, ed erano tradizionalisti coloro che vi si opponevano tacciando chi pensava diversamente di “modernismo”; erano progressisti i Cattolici che facevano il loro dovere di Italiani nelle trincee della Prima Guerra Mondiale ed erano tradizionalisti coloro che pregavano per la vittoria dell’Austria; erano progressisti i componenti del Partito Popolare di Don Sturzo che si sforzavano di costruire la democrazia in Italia nel primo dopoguerra ed erano tradizionalisti coloro che benedicevano i gagliardetti degli squadristi; erano progressisti i Cattolici resistenti ed erano tradizionalisti i Cattolici aderenti alla Repubblica di Salò; sono progressisti i cattolici che oggi difendono la democrazia e sono tradizionalisti quanti applaudono agli estremisti di destra che impediscono ai bambini zingari di andare a scuola. Costoro sono precisamente dei “pazzi fanatici”.
    Ce n’è abbastanza?
    Chi non è teologo non può affermare che la teologia liberale è naufragata.
    E’ viceversa naufragato chi voleva restaurare il passato.
    Tra i valori non negoziabili, i progressisti ritengono che ci sia anche la democrazia. Quanto al commissariamento dei Frati Francescani dell’Immacolata, esso è dipeso da un opposizione alle disposizioni del Magistero, al quale i Cattolici sono ottenuti ad obbedire. Non conosco quale disciplina Ella insegni all’Università, ma non è corretto usare dei titoli accademici per dare maggior valore alle proprie opinioni, specie se non hanno niente a che fare con la materia su cui si discetta.

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  3. Francesco Maiolo ha detto:

    Colgo nell’intervento di cui sopra una vena polemica eccessiva. Legittima, ma, appunto, eccessiva. Mi permetta di replicare iniziando dalla fine della Sua nota d’indignazione. Dal mio intervento non si evince affatto, come Lei sostiene, che io abbia usato un titolo accademico per dare maggiore valore alle mie opinioni. Ho esordito dicendo che sono un “semplice” docente universitario per collocarmi professionalmente. Avrei potuto dire sono un semplice medico, un semplice ingegnere informatico, un semplice avvocato, rappresentate di commercio, disoccupato etc. Vedere in un riferimento del genere che ha il solo scopo di comunicare una condizione professionale per scansare possibili equivoci un tentativo di darsi un tono non é solo gratuitamente ingeneroso. E’ anche un gesto retorico inutile. Che sia un gesto retorico lo testimonia il fatto che al tempo stesso Lei ritiene i soli teologi possono esprimere opinioni al riguardo. Lei si che si fa scudo del titolo di teologo per rendere ammissibili o meno opinioni e pensieri. Oltretutto, fino a prova del contrario Lei non é in grado di valutare le mie conoscenze di teologia. Ed anche se fossero pari a zero, se non Le dispiace, mi pare di avere diritto ad esprimere in modo pacato un’opinione. Non mi dica che i soli teologi hanno diritto di parola perché se cosí fosse il progressismo e l’apertura delle idee da Lei evocati si riducono a puro esercizio verbale. Se Le puó essere utile, io mi occupo di filosofia politica. Ma conta qualcosa? Passiamo al resto. Gli esempi da Lei fatti in relazione al progressismo ed al tradizionalismo nel Cattolicesimo provano, secondo me, una cosa elementare: quelle etichette mutano di significato a seconda dei contesti. Questo non vuol dire che il loro valore é relativo. Ma solo che é storicamente condizionato. Dire che queste etichette sono storicamente condizionate non equivale a dire che sono inutili o inservibili. E nemmeno che ‘tutto é relativo’. Propongo una lettura aggiornata. Secondo me nella fase attuale i Cattolici progressisti sono votati por lo piú ad una feroce critica del dogmatismo in tutte le sue forme, mentre i tradizionalisti sono quelli che non vogliono cedere in materia di dogmi e liturgia. Da questo punto di vista i progressisti cattolici di oggi hanno poco in comune con i vari Rosmini, Manzoni, Gioberti, Murri o Sturzo. Io non sono cosí sicuro, come Lei sembra essere, che autori illuminati come quelli da Lei citati oggi si scaglierebbero senza ma e senza se contro i Francescani dell’Immacolata. Anzi ritengo che proprio loro implorerebbero il Papa di ascoltare le ragioni dei Francescani dell’Immacolata. Parimenti i cattolici tradizionalisti di oggi non sono nemmeno lontanti parenti dei reazionari e squadristi da Lei evocati. Addirittura Lei equipara i tradizionalisti a chi ingiustamente impedisce ai bambini rom di andare a scuola! A mio modesto parere la sua é una semplificazione mostruosa. Lei ha tracciato una linea netta che taglia in due quasi 200 anni di storia. Ma la nettezza di quella linea non rende ragione dei fatti che attengono alla storia. Per finire: potrebbe gentilmente spiegare perché mai la liturgia pre-conciliare debba essere demonizzata? Cordiali saluti,
    FRancesco Maiolo

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  4. laiciffi ha detto:

    In primo luogo non ho mai detto di essere un teologo; non m’intendo di teologia, ma mi limito a trarre una lezione dalla storia.
    Non so che cosa penserebbero i vari Rosmini, Manzoni, etc della vicenda dei Francescani dell’Immacolata, ma credo che si occuperebbero di cose più importanti.
    Nell’alleanza che ha partorito le violenze contro gli zingari è comunque indubbio che figurino anche dei tradizionalisti. Non ho inoltre mai detto che la liturgia preconciliare debba essere demonizzata: mi pare sia lei che tende a demonizzare chi ha opinioni diverse.

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  5. Francesco Maiolo ha detto:

    Scusi ma Lei ha suggerito che certe materie sono di stretta competenza dei teologi.Cosa posso farci se Lei lo ha suggerito? Io a questo mi sono permesso di rispondere. Senza dire che Lei é un teologo. Perché non rilegge quello che ho scritto? E comunque, chiariamolo, la parola teologo non ha nulla di disdicevole. Personalmente non ho assolutamente nulla contro i teologi. La seconda stranezza é questa: Lei stabilisce un nesso di causalitá fra tradizionalismo e violenza contro i Rom. Io penso che sia possibile essere violenti e progressisti o tradizionalisti. Questo non vuol dire che il tradizionalismo o il progressismo siano la vera causa della violenza. Come Lei sa é possibile essere assassini e dirsi buoni musulmani. Un tempo ci si diceva buoni cristiani e si ammazzavano gli Indios. La gente puó dire di essere quello che vuole. Non vuol dire che esista un nesso di causalitá, cioé non ne deduco che l’essere irresponsabile, violento e scriteriato sia una conseguenza dell’essere tradizionalista, progressista o musulmano. La follia umana si ammanta di etichette. L’avrá sicuramente notato. Eppure Lei lascia intendere che se si é tradizionalisti inevitabilmente si finisce per essere violenti e facinorosi. Questa é una conclusione errata dal punto di vista della logica. Contrariamente a quello che Lei pensa non é difficile immaginare un Manzoni, un Gioberti o un Rosmini – per non dire un Don Sturzo – domandarsi come mai il Papa che é anche iudex non voglia ascoltare una delle parti in causa. Non so perché il Papa non lo abbia ancora fatto. Spero che lo fará.Credo il Papa abbia delegato e la cosa sia sfuggita di mano. Proprio Manzoni ne La storia della colonna infame tratta dei temi della giustizia sommaria. E quella in questione contro i Francescani dell’Immacolata é proprio giustizia sommaria. Mi domando, rileggendo i miei interventi, dove Lei possa aver ravvisato un mio tentativo di demonizzare chicchessia. Cortesemente me lo faccia notare cosí almeno avró l’opportunitá di scusarmi. Lei mi da l’impressione d’aver studiato a fondo uno dei tanti manuali di self-management e comunicazione. Lo deduco dal modo in cui rigira la frittata. Ad ogni modo possiamo essere in disaccordo, non é peccato e nemmeno un insulto. Non se la prenda troppo se a tante persone la storia del commissariamento non convince. Abbia la bontá di non considerare costoro come una massa di facinorosi scriteriati. Non é cosí. Posso farLe una domanda: Lei di cosa si occupa?

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