La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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Un “ghost buster” di eccezione: Marco Tosatti

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Il noto vaticanista sulle tracce degli ectoplasmi ecclesiastici.

Nelle librerie italiane si possono trovare molti titoli dedicati ai fantasmi che popolano il Bel Paese, che in fatto di ectoplasmi e presenze arcane non ha davvero nulla da invidiare alla Scozia.

Marco Tosatti ci avverte però di una differenza fondamentale tra l’Italia e la Caledonia: mentre nelle brume del Nord i fantasmi popolano i castelli, da noi è più facile trovarli in ambiente ecclesiastico.
Se Marx avvisava, nel suo “Manifesto dei Comunisti” che un fantasma si aggirava per l’Europa, Tosatti ammonisce che un suo collega si aggira nel più ristretto ambito dei corridoi della Conferenza Episcopale Italiana: tale presenza spiritica avrebbe le sembianze di Padre Fidenzio Volpi, Commissario dell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata.
I lettori possono immaginare lo spavento dei Presuli, davanti ai quali il Volpi si materializzava mettendo in guardia ora questo ora quello dall’accogliere nelle loro diocesi i frati che volevano uscire dalla Congregazione affidata al suo governo.
E’ infatti tipico dei fantasmi ripetere ai malcapitati cui appaiono vuoi le colpe commesse durante la loro esistenza (di qui la denominazione di “anime in pena”), vuoi quelle compiute dai viventi.
Il fantasma di Padre Volpi ammonisce i Confratelli insigniti dell’Episcopato che le pene dell’inferno li attendono se cadono nella tentazione di accogliere qualche frate intento a fuggire dalle grinfie del Commissario Apostolico.
Il quale, come scrisse San Pietro “circuit tamen leo rugens, quaerens quem rapeat”.
Tosatti non precisa se le apparizioni di Volpi ad Assisi siano avvenute nottetempo, al fine di incutere maggior terrore ai malcapitati.
Nel racconto del vaticanista non manca nulla, comprese le leggende sulla vita terrena dell’ectoplasma, avvolta naturalmente nel mistero.
“In realtà – annota con un vago riferimento all’arcano – non è mai stato detto per quali motivi concreti la Congregazione per i Religiosi abbia deciso” il commissariamento: qui la pretesa leggenda decade in realtà ad un livello da opuscolo dell’Ente Turismo, dato che questi motivi non sono affatto misteriosi, o forse risultano tali solo ad un appassionato dell’occulto a buon mercato quale è appunto il Tosatti.
“Non ci sembra un bel clima – annota – quello che si respira attualmente.
Le guide turistiche non sarebbero guide turistiche se non ammonissero i visitatori: “Attenti al fantasma!”
Il mistero, comunque, si infittisce: “Il caso non sembra ancora trovare (…) una spiegazione chiara”.
Entrano dunque in scena le apparecchiature usate dai “ghost busters” per spiegare i fenomeni paranormali.
Il fenomeno, però, dilaga, ed i fantasmi divengono una torma, una legione, proprio come i demoni evocati da Dante Alighieri nell’Inferno:, dato che si aggirano per l’Italia, come anime in pena, un gruppo (25+25) di presbiteri ed ex studenti dei Frati Francescani dell’Immacolata”.
La misteriosa sigla “25+25”, che rievoca i 4+4 di Nora Orlandi al Festival di Sanremo, da un tocco di formula alchemica alla rappresentazione evocata da Tosatti.
Ci domandiamo come possano passere inosservati cinquanta (dicansi cinquanta!) fantasmi che trasmigrano in gruppo da una plaga all’altra dell’italico suolo, equamente divisi tra presbiteri e novizi.
Supponiamo che davanti a una simile apparizione dovrebbe mobilitarsi l’intero Congresso degli Esorcisti Italiani, dal Presidente Padre Amorth fino a quello dell’ultima Diocesi.
Immaginiamo un conflitto apocalittico, ed attendiamo una cronaca “horror” redatta da Tosatti.
Quale succulenta anticipazione, il vaticanista ci getta in pasto che i cinquanta fantasmi non cercano un castello, bensì una “piattaforma di lancio”, preferibilmente “off shore”, collocata nelle Filippine oppure in Inghilterra (in Scozia c’è troppa concorrenza).
Siamo dunque ai fantasmi in formato esportazione: dopo la “fuga dei cervelli”, mancava soltanto la “fuga delle anime”.
Per fortuna, ci ha pensato Padre Fidenzio Volpi.

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