La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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TOSATTI STA INVECCHIANDO!

trasformisti

In merito al nuovo articolo di Marco Tosatti sulla Stampa non è possibile non rilevare alcune sue evidenti contraddizioni.

STRANE  PRETESE

Tosatti quando era giovane si limitava a fornire informazioni e ad approfondire e ragguagliare i lettori su fatti e avvenimenti della Chiesa, senza pretendere di fare entrate a gamba tesa. Adesso che è vecchio sembrerebbe invece quasi pretendere che la Santa Sede chiedesse prima il suo parere per poi agire! O comunque che l’azione della Santa sede – non si sa per quale assurdo motivo – dovrebbe prima passare al vaglio del suo presunto discernimento addirittura anche per il normale esercizio della sua legittima autorità e nell’espletamento della sue ordinarie funzioni e compirti. Siano alla fantascienza!!

PRASSI  ORDINARIA

Inoltre la vecchiaia gli fa dimenticare lo stesso diritto canonico della Chiesa.

Rinfreschiamo la memoria a Tosatti. I vescovi diocesani, di per sé, non avrebbero avuto neanche bisogno che Mons. Galantino, segretario generale della C.E.I., scrivesse quella lettera.  Essi, i vescovi diocesani, sanno che quando un religioso chiede di uscire dal suo Istituto per essere incardinato in diocesi, devono chiedere informazioni sul candidato all’Istituto di provenienza. Mons. Galantimo, quindi, con la sua lettera, HA SOLO RICORDATO AI VESCOVI DIOCESANI LA PRASSI ORDINARIA DELLA CHIESA. Trattandosi di un Istituto commissariato, in cui il superiore è il Commissario apostolico, è ovvio che le informazioni sul religioso che vuole trasferirsi, debbano esser chieste al Commissario!  Qual è il problema?  Perché Tosatti finge di cadere dalle nuvole?  Non era un giornalista corretto? E perché adesso fa da sponda allo spirito di disobbedienza dei manelliani?

SOLITO  TRUCCO?

Non si tratta forse solo di un trucco per riciclare e riproporre la solita tiritera dei soliti manelliani che forse lo hanno abbindolato?  L’Istituto è di diritto pontificio per cui la Santa Sede ha il diritto-dovere, in base alla documentazione e alle testimonianze in suo possesso, di AGIRE CON I MEZZI, I MODI E I TEMPI CHE RITIENE OPPORTUNO.

Inoltre la grande superficialità di base del “vecchio” Tosatti – a differenza del giovane – gli fa dimenticare una cosa importante: conta o non conta la vocazione?  Oppure è “acqua fresca”? Oppure è un elemento insignificante? Questi che vogliono andare nelle diocesi, infatti, fino ad un anno fa giuravano e spergiuravano che essi erano soltanto francescani, solo manelliani, che potevano vivere soltanto in quell’Istituto. All’improvviso la loro vocazione religiosa francescana, non conta più nulla è evaporata e svanita nel nulla:  vorrebbero correre tutti a fare i preti  diocesani! Delle due cose:  o non erano veri religiosi prima (e allora quando parlavano di carisma da difendere erano falsi) o non sono preti diocesani oggi (e allora bisogna impedire una nuova falsità). Tertium non datur!

TRASFORMISTI  E  CAMALEONTI

A mio avviso, allora, ha ragione padre Alfonso Bruno quando afferma che questo improvviso “esodo” verso le diocesi di questi religiosi “snaturati”  – per i quali non conta più niente quel tipico carisma francescano su cui fino a poco fa facevano invece tanto chiasso – è solo uno “STRATAGEMMA PER SOTTRARSI INTANTO ALL’AUTORITÀ DELLA CONGREGAZIONE PER GLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA E DELLO STESSO COMMISSARIO APOSTOLICO IN UNA FASE DI VERIFICA CANONICA, DOTTRINALE, DISCIPLINARE E FINANZIARIA”.

In questo caso si tratterebbe solo di un illusorio “GIOCO DI PRESTIGIO”, di uno SQUALLIDO TRASFORMISMO ECCLESIALE, di un DISONESTO MIMETISMO sul tipo di quello dei camaleonti!.

Riccardo Piccarreta

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2 commenti

  1. —— Riporto un ottimo e sintetico commento di Stella Mattutina: “E’ chiaro che è così. Questi frati vicini a padre Manelli, prima fanno i danni e poi pretendono di svignarsela lasciando i veri frati “sani”, quelli obbedienti ed equilibrati, sotto l’istituto giuridico del commissariamento. Siamo ia limiti della pazzia e del menefreghismo. Ho la sensazione che abbiano i giorni contati, anche perchè la verità piano piano viene a galla…Stessa cosa per la diocesi di Albenga, guarda caso molto vicina alla mens manelliana. Tosatti? Un povero illuso che cerca di dire la sua per far vedere che sempre in vita”.

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  2. laiciffi ha detto:

    Riporto un interessante commento dal web:

    Riccardo Piccarreta —————————————-

    — PER HERMANN STA

    1) Tosatti mostra grande mancanza di rispetto quando cerca di far apparire la Santa Sede come un soggetto incompetente e/o addirittura disonesto. Non ne ha la competenza né l’autorità. Tra i due soggetti, “l’incompetente” – anche per ovvia carenza informativa – è lui.

    2) Quando i manelliani andavano in giro senza permesso – dimostrando di non avere la vera virtù dell’obbedienza – il Commissario ha dovuto ricordare loro attraverso una circolare che il suo richiamo ad un atteggiamento da veri religiosi (che essi non avevano) era una disposizione già presente nelle Costituzioni che essi – in quel modo – disattendevano. Si ricorda una disposizione scritta quando essa è disattesa da qualcuno!

    3) Quando si fanno delle critiche, neanche troppo velate, ad un segretario della C.E.I. (Mons. Galantino) bisogna evitare di non saperle poi argomentare, rimanendo sul piano della sola gratuita insinuazione. Il comportamento e il pensiero di un pastore se è inusuale ……non è ecclesiale; se è ecclesiale …… non è inusuale!

    4) A proposito dei canoni del diritto canonico. Il sedicente Hermann Sta dimentica volutamente che i manelliani si trovano in una situazione di commissariamento che ha lo scopo di CORREGGERE I DIVERSI ABUSI INTERNI DELLA VITA DELL’ISTITUTO, i ripetuti atti di disobbedienza e di offesa arrecati dai manelliani alla Santa Sede dal commissariamento in poi e di verificare i danni arrecati effettivamente dalla gestione manelli sul PENSIERO E LA VITA DI QUESTI RELIGIOSI. Non si trovano i manelliani, nelle stesse condizioni di ordinaria normalità propria di altri religiosi o chierici non gravati da un provvedimento disciplinare della Santa Sede. A situazioni straordinarie sono applicate – dallo stesso ordinamento – soluzioni straordinarie e/o particolari. Questo è previsto da qualsiasi ordinamento giuridico. Inoltre la Congregazione dei Religiosi non concederà dispense ai voti perpetui fino al termine del commissariamento. I vescovi diocesani devono riconoscere e farsi carico della attuale situazione straordinaria dei manelliani e non agire come se essa non esistesse, arrecando ingiuria all’azione della Santa Sede.

    5) I manelliani si trovano sotto un regime di “VERIFICA CANONICA, DOTTRINALE (ci sono anche aspetti dottrinali che andranno giudicati, aspetti che emergono per esempio con particolare problematicità
    nel caso della vostra “papessa Perillo” e del suo braccio destro Suor
    Consiglia) VERIFICA DISCIPLINARE (ci sono attualmente, in regime di commissariamento, una serie di atti di indisciplina che vengono tutti dai manelliani e che, a nostro avviso sono aizzati e pilotati dal vostro manelli, proprio perché lui è un anti-santo!) VERIFICA FINANZIARIA (ci sono una serie di procedure finanziarie – di non scarso rilievo – che andranno verificate ed eventualmente dovranno essere individuati i responsabili”. Voi fate finta, colpevolmente, di ignorare tutto questo e continuate a ragionare come se il commissariamento non ci fosse stato.

    6) Quello che il sedicente Hermann Sta non riesce a comprendere è che i manelliani non sono – come pensa lui – la medicina alla cattiva stagione ecclesiale che stiamo vivendo ma, insieme a molti altri (NON
    L’ABBIAMO MAI NASCOSTO) sono essi in realtà la malattia (una delle malattie, ma non la sola), il virus ebola (uno dei virus ebola, ma non il solo), i corresponsabili ed i complici – insieme ad ALTRI PRODOTTI DI SCARTO RICONDUCIBILI AD ALTRI SANTONI E SANTONE – di una crisi nella fede e della fede che non può essere risolta se non asportando chirurgicamente tutte queste masse tumorali, tutte queste schifose e aberranti metastasi ecclesiali che noi riconosciamo però essere di diverso tipo (non solo manelliane) e abbastanza diversificate – non solo manelli, quindi!

    7) Il sedicente Hermann Sta ha un atteggiamento di fondo che sembra buono (vuole agganciarsi ad una fede vera e profonda) ma è andata a collocarla e a rifugiarsi nel posto sbagliato, nell’antitesi ai suoi “desiderata”: la riserva indiana maleodorante e subdola del santone-visionario-duce di Frigento. Quando si sbaglia il mezzo, prima o poi, si perde anche il fine.

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