La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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LA SAGRA DEL “VIN-TAG”

Goldene Himbeere

“A San Martino ogni mosto è vino” recita il popolare adagio che accompagna nel mese di novembre l’assaggio del vino nuovo dopo la cessata fermentazione del mosto.

L’alzata di gomito fa sicuramente perdere di lucidità e non risparmia nessuna categoria sociale, giornalisti compresi; meglio ancora se “à la retraite”!

In vino veritas, nel vino è la verità, diceva Plino il Vecchio.

Che cosa non rivela l’ebbrezza?

Come scrive Orazio, “essa mostra le cose nascoste” e altrove scrive che i re “torturano con il vino colui che essi non sanno se sia degno di amicizia”.

Come lo rivelerebbe “il test del palloncino” c’è da supporre che sia questa la prova alla quale vengono sottoposti dai “farisei contemporanei” gli “scriba contemporanei” da assoldare per attaccare il Papa e la sua azione di governo.

Più che saga FFI sarebbe allora meglio parlare di sagra del vino!

Marco Tosatti aiuta a capire molto bene questo “spirito” e rivela come nella vicenda dei Francescani dell’Immacolata qualche giornalista caduto in disgrazia sia stato inserito su un libro paga.

Dopo la sottrazione dei beni ai Francescani dell’Immacolata per volontà del Fondatore molto generoso la scorsa estate verso i suoi figli e soprattutto le sue figlie spirituali, il montepremi da offrire agli scribacchini non scarseggia affatto.

E’ difficile infatti giustificare un costante interesse sullo stesso tema divenuto “vintage”.

La sindrome dei vent’anni sicuramente affliggeva il Padre Manelli se circa ogni due decenni doveva necessariamente affondare e poi fondare una nuova “corte dei miracoli”.

Ai cultori del disco vintage sarà sicuramente capitato il fenomeno del “disco incantato” visto che il Tosatti ripete sia il 16 che il 20 novembre 2014 le stesse cose: un copia e incolla!

–     “Come già notato sia su questo spazio che da altri, il Commissariamento dei Francescani dell’Immacolata si contraddistingue sia per la vaghezza delle motivazioni – in realtà non è mai stato detto per quali motivi concreti la Congregazione per i Religiosi abbia deciso il provvedimento, salvo un’accusa di deriva “criptolefebvrista” – sia per il grado di conflittualità interna che ha provocato, e la severità della reazione, di cui questo ultimo episodio è un’ulteriore conferma”.  

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       “Come già notato sia su questo spazio che da altri, il Commissariamento dei Francescani dell’Immacolata si contraddistingue sia per la vaghezza delle motivazioni – in realtà non è mai stato detto per quali motivi concreti la Congregazione per i Religiosi abbia deciso il provvedimento, salvo un’accusa di deriva “criptolefebvrista” – sia per il grado di conflittualità interna che ha provocato, e la severità della reazione, di cui questo ultimo episodio è un’ulteriore conferma”.

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e ancora:

–        “Da profano, mi chiedo perché un religioso che non si sente più di continuare all’interno di una congregazione debba essere quasi costretto a rimanere, invece di portare il suo contributo di sacerdote in una diocesi, in un momento in cui le vocazioni non è che abbondino. Celiando, si potrebbe dire che sono rifugiati anche loro…E perché il Commissario Pontificio si rechi ad Assisi per dire “Attento…” a questo o quel vescovo”.     (16 novembre)

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       “Osservando la questione da un punto di vista laico e civile, non è facile capire perché un religioso che non si sente più di continuare all’interno di una congregazione debba essere quasi costretto a rimanere, o ad abbandonare totalmente il suo cammino spirituale, invece di rimodellare in una diocesi la sua vita, in un momento in cui le vocazioni, fra l’altro, sono scarse”.  (20 novembre)

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Ci viene subito in mente un’idea!

Perché non istituire un Razzie Awards per il giornalismo?

Marco Tosatti, anche se non ama seguire Papa Francesco,  potrebbe almeno imitarlo mettendo all’asta di beneficenza i “lamponi dorati” del trofeo senz’altro assegnatogli annualmente.

La tecnica di Tosatti ci ricorda tanto i dischi e i loro “incantatori” che hanno accompagnato le lotte operaie, le contestazioni del ’68, le feste degli anni ’70 … Poi quasi in contemporanea con il crollo del  Muro di Berlino è iniziato l’inesorabile declino di quell’epoca  ed il caro, vecchio 45 giri ne è stato la prima vittima.

Il Papa che abbatte i muri e costruisce i ponti, deve evidentemente dare fastidio ai venditori dei “dischi incantati” e una delle prime vittime deve essere stato qualche cultore del vintage, incappucciato grigio o con cappellina rossa che sia…

Addolora il plagio perpetrato ai danni di tanti ragazzi e ragazze che con la ripetitività del mantra e l’isolamento settario che fa vedere persino nella Chiesa “il nemico alle porte”, sono caduti nella rete del Padre Manelli.

Perché il Tosatti non intervista le vittime del Padre Manelli, visto che si chiede tanto quali siano i motivi del commissariamento?

Perché non intervista donne e uomini entrati poco più che minorenni nella vita religiosa e poi usciti quasi quarantenni, distrutti a causa del Padre Manelli?

Perché non intervista i loro anziani familiari?

Perché non verifica lo stile di vita tenuto fino ad oggi dal Padre Manelli e dai suoi accoliti?

Altro che fedele osservanza della vita religiosa!

Quella è tutta in quello che Tosatti chiama “nuovo corso FFI”!

Perché l’illustre vaticanista non fa un’inchiesta sulla destinazione dei beni dell’Istituto e il loro uso attuale?

Perché non interroga gli ex Superiori e confratelli Conventuali del Padre Manelli?

Perché non intervista vescovi e preti che hanno avuto a che fare in passato con il Padre Manelli?

Se non lo fa lui, altri professionisti seri di sicuro lo faranno…

Per essi si prepara piuttosto il Premio Pulitzer!

Il Razzie Awards sappiamo già a chi potrà essere assegnato…

L’atteggiamento a-professionale, fazioso, ripetitivo del Tosatti & Company si sta rivelando oramai la Waterloo del novello “Napoleone francescano”.

Il Padre Manelli ha sempre cinicamente ricattato i vescovi profittando delle loro poche forze di clero.

Come scritto sul blogghino San Pietro e dintorni, secondo lui in “un momento in cui le vocazioni sono scarse” i vescovi dovrebbero accogliere nelle loro diocesi chiunque.

Questo vale anche per coloro che sono ladri, eretici, donnaioli, arroganti, ignoranti,  pedofili e omosessuali, proprio come era successo nella Diocesi dell’amico vescovo di Albenga?

Bene ha fatto allora Monsignor Nunzio Galantino – se è vero – ad inviare una lettera circolare all’episcopato italiano.

Come Segretario CEI era suo dovere.

Monsignor Galantino non era nelle liste dei potentati curiali e Papa Francesco lo ha fatto eleggere proprio per questo.

E’ la stessa sorte che è toccata a chi oggi, nel nuovo corso FFI “impersonato  – sono le parole del Tosatti – dal segretario e portavoce, padre Alfonso Bruno” si trova ad essere diventato un eroe, suo malgrado.

Diversamente, l’importanza attribuitagli e gli attacchi infertigli, non si giustificano.

Poiché qualche prelato potrebbe lasciarsi commuovere dalla solita versione dei “frati perseguitati” e lasciarsi altrettanto commuovere dall’obolo di qualche “anima generosa” e amante del “vintage”, una di quelle che bussano con la punta di piedi e non con le nocche delle dita alla porte dei sacri palazzi, avendo le “mani occupate a tener fagotti e capponi”, era doveroso non piagare ulteriormente la Chiesa, anche nella sua dimensione locale e diocesana, con dei nuovi farisei.

Dopotutto, non sono essi che duemila anni fa hanno fatto condannare a morte Gesù Cristo?

Historia repetit…

“Peccatori sì, ma non corrotti” ci dice papa Francesco.

E sui blog continui pure la sagra del vintag!

Sulla giostra c’è posto per tutti!

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