La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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IL “DUCE”  LO AVEVATE PRIMA!

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RISPOSTA ALLA SEDICENTE RISCOSSA CRISTIANA (Fabio Cancelli link)

Poche volte ho letto un contributo  così modesto e privo di veri contenuti. Chi è Fabio Cancelli da mettersi continuamente a sindacare su quello che fa la Santa sede e soprattutto dalla posizione di Istituto indagato?  Che cosa vuole dire, in effetti con questa lettera?  Gli ricordiamo che più volte e su diversi blog o siti abbiamo già risposto a tutte quelle sue esternazioni che si fondano quasi sempre su impressioni soggettive, che abbandonano il  vigore e il rigore dei fatti concreti. Non si può stare sempre chiusi solo nel proprio orticello mentale. Internet, a ragione, può essere considerato un nuovo aeropago dell’evangelizzazione e quindi è doveroso navigarci dentro ed essere almeno informati..

1) Abbiamo già detto che per i fatti gravi della Nigeria non solo il “capo” che è stato sospeso a divinis, ma anche i suoi complici avrebbero dovuto finire – se ci fosse stata la denuncia –  addirittura in galera (cfr. sequestro di persona), per cui sembra ridicolo affermare che la sola sospensione a divinis sia grave. Vada a rileggere l’articolo “Mestieranti della disinformazione”: in Nigeria c’è stata una rivolta all’arma bianca: seminaristi manelliani ammutinati  (quelli normali non lo avrebbero mai fatto!); preso in ostaggio il superiore sottoposto a vessazioni e sequestrato, in rappresaglia contro la destituzione del precedente superiore (manelliano) che aveva commesso numerosi abusi e orchestrava la campagna di disprezzo e di ribellione contro le legittime autorità. In questa sommossa ci sono stati addirittura tafferugli tra i formandi, si è verificato l’intervento della polizia locale per sedare la rivolta. È dovuto intervenire anche il Vescovo locale, per ben otto ore nel convento, per placare gli animi”. Chi difende tutto questo o lo chiama una cosa da niente, si deve vergognare e non solo non è un vero frate ma neanche vero cattolico.

2) Manelli ha creato una mentalità da caserma in cui tutto era rigidamente controllato e una clima di terrorismo psicologico per cui tutti obbedivano e si dicevano contenti, così come nei vari regimi dittatoriali tutti si dicevano contenti. Nelle varie sètte è la stessa cosa: tutti dicono di essere felici, che c’è unità e il santone che li tiranneggia è visto come un benefattore. Di fronte alla fabbrica di burattini manelli e al  loro fanatismo, se non si affronta e si cura il DNA di base si perde tempo e non c’è una vera sanazione in radice. I manelliani che solo con manelli non vanno neanche a fare pipì se non chiedono permesso, invece con tutti gli altri sono insubordinati, tramano sotto banco, utilizzano l’inganno, fanno quello che vogliono e sparano veleno sul web contro il commissariamento, cosa che di per sé, già li qualifica di settarismo perché le procedure della Chiesa non si possono considerare come operate da nemici.

3) Le prove definitive la Santa Sede le dà a chi crede e quando crederà di darle, non certo al primo pinco pallino che le chiede. Ad un vero cattolico basta quanto già indicato in merito ai campi sotto inchiesta:

  1. a) Nel Decreto di nomima del Visitatore apostolico già emergono i problemi interni all’Istituto per i quali si procede all’indagine: “stato della comunità, vita di comunione fraterna, stile di governo del Superiore Generale, formazione dei giovani religiosi e dei candidati al sacerdozio, rapporti con la Congregazione delle Suore Francescane dell’Immacolata (cfr. Decreto, p. 2).
  2. b) Nel Decreto di nomina del Commissario Apostolico Padre Fidenzio Volpi sono aggiunti altre due aree su cui indagare: “l’organizzazione delle attività apostoliche; la corretta gestione dei beni temporali” (cfr. Decreto, 11 luglio 2013).
  3. c) I provvedimenti già presi, l’8 dicembre 2013, dal Commissario Apostolico, in piena sintonia con la Congregazione dei Religiosi e col Santo Padre data la loro gravità e serietà (Lettera, pp. 4-5), indicano con chiarezza la gravità e la serietà dei problemi esistenti in quell’Istituto. La gestione dispotica dell’Istituto, sintetizzata dal frate che ha rilasciato intervista a Radio Spada con la frase “non si muove foglia che manelli non voglia”, esprime bene la prima deviazione dell’Istituto; c’è poi la sua divinizzazione, il culto della personalità, il ritenerlo un “santone” visionario per cui da molti viene messo effettivamente “al di sopra della Chiesa e anche del Vangelo” per cui, anche se non ve ne accorgete nel vostro Istituto SI SEGUE LA PERSONA, NON IL CARISMA, così da avere un grottesco Istituto “ad personam”, come i partiti “ad personam”; ci sono poi gli abusi vari nella vita interna dell’Istituto, con le complicità in questi abusi dei componenti del decaduto – grazie a Dio – Consiglio Generale; e ci sono poi le tante altre contestazioni che in tanti articoli e testimonianze abbiamo già relazionato. “L’ideologizzazione del V.O. (non del V.O. in se stesso che noi stimiamo) ideologizzazione dovuta soprattutto alla Papessa Perillo e a Suor Consiglia; gli abusi e i soprusi compiuti nella vita ordinaria dell’Istituto (che non c’entrano niente con la S. Messa tridentina) e poi tanti altri buchi neri dei manelliani: il settarismo, il fariseismo, l’elitismo, il fondamentalismo, il culto abnorme della personalità del fondatore, il falso carismatismo, il controllo assoluto e nevrotico delle persone, le costrizioni puerili, l’uso dei ricatti, delle minacce, del terrorismo psicologico (si minaccia l’inferno ad ogni occasione), la polverizzazione dell’identità e la distruzione della personalità con la scusa di un’obbedienza spesso isterica e puntiforme, la segregazione dei discepoli, gli abusi col voto mariano strumentalizzato per i capricci e le geometrie individuali dei superiori, ecc.. Sono tanti i buchi neri da cui l’lstituto è minato, lacerato, disgregato e lesionato. Dovete ringraziare la Congregazione se non ha spiattellato in prima pagina a livello nazionale tutte le malefatte di manelli, dei suoi complici e delle sue false colonnelle”.

Ma se lei continua a leggere solo ciò che le fa comodo (come il libro di Carlo Manetti che è super di parte, se non proprio fazioso) ignorando le testimonianze che esprimono i punti negativi dell’Istituto, non vale neanche la pena che io perda tempo a riassumerli di nuovo.

4) In un solo articolo (“Difendersi dai lanciatori di coltelli”) abbiamo riassunto tutti gli stomachevoli attacchi velenosi che voi manelliani, sui vari vostri siti coalizzati, avete sparato contro la Santa Sede, il commissariamento e quindi il Papa che approva in pieno l’operato delle nuove autorità legittimamente nominate, calunniandoli e diffamandoli, mentre fingete di ignorare che il vostro manelli con tutto il consiglio direttivo precedente è stato esautorato e quindi sono tutti insieme ormai decaduti. Cosa di cui non volete ostinatamente farvene una ragione. In quell’articolo si faceva la rassegna stampa delle vostra “violenta guerriglia mediatica e non mediatica – in molti articoli – contro la Congregazione dei religiosi per impedire che faccia chiarezza dentro l’Istituto dei FI, i quali se sono veramente immacolati, non hanno nulla da temere da qualsiasi verifica e da diversi interventi. /…/ La carrellata manelliana che proponiamo assomiglia ad un rassegna degli orrori!”. È la Chiesa che valuta e giudica voi, non voi che potete valutare e giudicare la Chiesa. I comportamenti scorretti e disonesti assunti dai manelliani durante il commissariamento, CONTRO IL COMMISSARIAMENTO, la dicono lunga sul vero volto oscuro di questo Istituto e si aggiungono con autorevolezza alle tante testimonianze sui punti negativi dell’Istituto, giustificando in abbondanza non solo il commissariamento, ma anche eventuali altri provvedimenti forti. Padre Volpi e Padre Alfonso, anche a causa delle numerosissime testimonianze acquisite, sanno tantissime cose sulla vera identità dei manelliani e su quanto avviene effettivamente dietro la facciata perbenistica e perfettina del vostro Istituto. La vostra lettera dimostra che molte cose non le conoscete e parlate per immagini, non in verità.

5) Continuate a ripetere come un mantra che chiedete colloqui personali ma dimenticate due cose: a) i manelliani puri, preparati ad arte da manelli, intervistarti rispondono sempre come macchinette: “va tutto bene, è il migliore istituto che esiste, i superiori sono santi e perfetti, non esistono problemi, le critiche a noi rivolte sono solo calunnie”, ecc. chiusi dentro una muraglia cinese mentale; b) ci sono stati esposti sui punti negativi dell’Istituto fin dal 1998, poi altri nel 2001,2002,2003; già durante la Visita apostolica sono stati acquisite testimonianze significative al di là del questionario (a cui ha collaborato e dato la sua approvazione il vostro Apollonio, il quale è il principale complice e responsabile degli abusi manelliani); dal commissariamento in poi sono state centinaia le testimonianze rese direttamente al commissario o a voce o per iscritto. E ancora oggi continuano a pervenire.

6) Si esige da voi, per l’appartenenza vera alla Chiesa, che quando si parla del Commissario e del Segretario Generale dovete farlo ALMENO con lo stesso rispetto e obbedienza che avevate per il vecchio e decaduto Consiglio Generale. Sapete bene che in passato quando c’erano difficoltà a vivere le obbedienze il vostro manelli diceva sempre: “Obbedisci e basta”. Bene sia lui che voi, oggi dovete fare questo – se siete coerenti – con i nuovi superiori posti dalla Chiesa! Per essi si tratta di nomine ufficiali conferite dalla Santa Sede e approvate dal Papa che, in quanto tali, sono anche superiori ai vostri ex superiori. Se non c’è questo non siete credibili e il vostro parlare non ha alcun valore.

7) Non ascoltate nessuno, avete robusti paraocchi, non avete neanche l’umiltà di pensare: “Fammi leggere con attenzione queste critiche, può darsi che qualcosa di vero ci sia”. Scrivete queste lettere pubblicate dai vostri siti compiacenti solo per sostenere le vostre testarde posizioni e per parlare – in definitiva – a voi stessi di ……voi stessi e quindi ai manelliani come voi, in un circolo chiuso, per dire solo “NON CI DISTRURBATE” (parole già gravi rivolte alla Chiesa) non certo per aprirsi con sincerità alla legittima autorità. Per questo siete regrediti e nuotate nel vuoto.

8) Una cosa che apprezzo nella lettera è che sono state riportate con precisione le critiche che vengono rivolte a manelli e all’Istituto. Per il resto stante la povertà di questa lettera solo un’altra cosa approvo con decisione: l’espressione “il mio è un semplice tentativo d’indagine /…/ che può essere tranquillamente cestinato”. Ecco per il bene di entrambi sarebbe stato bene che una volta scritta, riletta, questa lettera fosse stata accompagnata dalla decisione molto saggia di cestinarla, perché, purtroppo, è priva di un reale spessore contenutistico.

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