La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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COMMISSARIAMENTO DEL VESCOVO DI ALBENGA

albenga

di Riccardo Piccarreta

Problemi seri della Diocesi di Albenga-Imperia, che hanno portato al commissariamento, durano da tempo. Riportiamo telegraficamente i link di alcuni articoli significativi che GIÀ NEL 2010 denunciavano situazioni malsane, ma soprattutto mettevano in evidenza la grave invasione di preti gay che stava sconvolgendo la Diocesi.

L’INVASIONE DI PRETI GAY STA SCONVOLGENDO LA DIOCESI (cfr.www.uominiliberi.eu/febbraio09/mail.htm)

TROPPI PRETI GAY E AD ALBENGA SCOPPIA LA TEMPESTA
(cfr. http://apocalisselaica.net/…/qtroppi-preti-gayq-e-ad…)
(cfr. www.gaynews.it/view.php?ID=84373). In questo articolo si informa anche su Don Lu, il parroco che diventò donna; che in Diocesis su 180 preti più di cento risultano forestieri; e anche su don Carlo Pellagatta, il parroco transessuale di Rolfo d’Andora.

IL VESCOVO, IL MODELLO E L’INCUBO DEI PRETI GAY
(http://www.ilsecoloxix.it/…/AMXCNe4D-modello_vescovo…)
In questi articoli, a cui rimandiamo per una lettura diretta e personale, si parla di preti gay e talebani sistemati in molte chiese della diocesi con incarichi, ruoli importanti, Curia vescovile compresa.

Si parla di 40 PRETI OMOSESSUALI SU 140 PRETI DIOCESANI. Anche nel Seminario di Albenga si registra un numero abnorme di seminaristi omosessuali. Si tratta di pastori d’anime provenienti nella stragrande maggioranza da altre diocesi d’Italia. Si afferma – in questi articoli che SONO DEL 2010 – che mai si era assistito a tanto degrado nella diocesi. Si ricorda che GIÀ NEL 2010 la Santa Sede voleva intervenire sul Vescovo Olivieri e trasferirlo a Roma: per due volte lo avevano invitato a fare le valigie. Si denuncia, GIÀ NEL 2010, “l’accoglienza di preti stravaganti, di altri che hanno abusato di minori e sono impiegati in curia, di preti papà, di preti amanti.

Si riferisce la storia di don Silvano De Matteis, il sacerdote di Loano denunciato con l’accusa di aver importunato, durante la processione di San Giovanni, la moglie del comandante del porto Antonio Raffone. Il caso di don Luciano Massaferro, parroco di Alassio, in carcere da quasi un anno con l’accusa di aver molestato una bambina di 12 anni; di Renato Giaccardi che ha patteggiato per reati con un minore; di preti che hanno cambiato sesso” (cfr. Corriere della Sera, 24-09-2010; cfr. ww.cinemagay.it/dosart.asp?ID=18817). Si parla di Marco Battistini, diacono di Loano, già protagonista di una storia d’amore con una catechista minorenne ed ora accasato con un’altra donna (venerdì 19 novembre, cfr.http://www.savonanews.it/2010/11/19/leggi-…ga-imperia.html). Si parla di Don Trila denunciato per truffa (cfr. http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchiv…?objid=11851135. Pubblicazione: 01-02-2012, STAMPA, IMPERIA, p. 60). Ho raccolto in un fascicolo a parte tutta la documentazione su questi casi.

—————Dopo la tiritera-farsa su Manelli, commissariato – dicono i manelliani – solo perché celebrava la messa tridentina, adesso inizia la stessa farsa e la stessa disinformazione sul vescovo Olivieri. Si chiudono gli occhi sui chilometri di immoralità del clero e sulle chiare e colpevoli complicità omosessuali (i seminaristi e i preti vanno lì, proprio per continuare indisturbati ad essere gay, non vanno lì per modificarsi in corso d’opera!) e si comincia col mantra che si tratta della solita persecuzione (liturgica-dottrinale) solo perché tradizionalista e celebra la messa tridentina. Non è possibile ritrovarsi con una cospicua “lobby dei preti gay” (40 preti su 140, e molti di tali figuri passano addirittura per tradizionalisti!) senza la complicità del vescovo e dei suoi collaboratori. Gli articoli non parlano della gente che è sconvolta dalle messe tridentine, ma parlano di pederasti, di preti-trans, di seminaristi e preti omosessualità oltre ogni decenza. Sbaglio? Albenga andava commissariata, che Olivieri sia tradizionalista o meno. Quei fatti di grave immoralità gettano discredito su tutta la tradizione. Il commissariamento è motivato dal marcio cospicuo che danneggia tutta la Diocesi e quindi è bene che venga fuori (e non sia come al solito sommerso) e che sia eliminato con decisione.

Gli scandali, in quella diocesi, piovono da tempo, DA TROPPO TEMPO.

La solita Mic, su chiesa e post concilio, ha chiuso gli occhi su tutta questa spazzatura e insieme ai suoi amici con i paraocchi sta commettendo lo stesso errore che ha commesso con Manelli e sta riprendendo la stessa disinformazione utilizzata per i manelliani. Per alcuni ingenui basta che uno porti la talare e celebri la messa tridentina, poi può essere anche un porco o un corrotto o un disonesto, non fa problema. È una grave malformazione difendere a priori i tradizionalisti negando “come un bufalo” il marcio e la depravazione quando tutto questo sono anni che flagella quella diocesi. In questo modo infantile e ideologico non si fa per nulla un buon servizio alla Tradizione, anzi si contribuisce a farla rigettare. Noi dobbiamo essere contro gli abusi, la corruzione, il marcio e la spazzatura sempre e dovunque, siano gli ambienti modernisti o tradizionalisti.

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ALBENGA: LA CAUSA DEL PROVVEDIMENTO È L’IMMORALITÀ NON LA TALARE!

La stampa nazionale sta già riportando le stesse notizie (anzi con particolari più gravi) che ieri abbiamo pubblicato sul nostro blog a riprova sia che l’oggetto del commissariamento sono gravi abusi che, ricordiamo, SONO STATI DENUNCIATI GIÀ NEL 2010, MA ERANO GIÀ PRECEDENTI A QUELLA DATA, sia che il commissariamento non c’entra nulla con la messa tridentina, come continuano a sostenere cocciutamente le varie “belle addormentate nel bosco” dei soliti siti tradizionalisti.

L’OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO È L’IMMORALITÀ, NON LA TALARE. GLI ABUSI E LE VIOLENZE, NON IL MANIPOLO!

1) La Repubblica, 23/10/2014, p. 25 – Albenga, preti plaboy e parroci nudi sul web. Il Papa commissaria la diocesi degli scandali: “/…/ Troppi scandali in quelle parrocchie: sacerdoti condannati o indagati per pedofilia, altri che in processione corteggiano le fedeli più carine, parroci che posano nudi su Facebook o per siti gay, che svuotano le cassette delle elemosine e se la danno a gambe”, che palpeggiano turiste adolescenti sul lungomare. Per non parlare di quelli che sfoggiano tatuaggi, fanno i barman nei locali notturni, organizzano giri di prostituzione. /…/ La relazione del nunzio apostolico Bernardini ha scoperto indagini e processi.

A) Don Luciano Massaferro, parroco di Alassio, reggente delle parrocchie di San Giovanni Battista e San Vincenzo, condannato a sette anni e otto mesi per abusi sessuali nei confronti di una chierichetta.

B) Don Silvano De Matteis, parroco di Loano, a Diano San Pietro, accusato da un capitano di porto di averne corteggiato la moglie durante una processione.

C) Don Cesare Donati, parroco di Bastia d’Albenga, che prima viene destituito con l’accusa di avere una compagna, poi dice che officerà nelle funzioni, ma finisce a fare il barman. Il suo posto è preso da un prete che si è fatto fotografare nudo su di un sito gay.

D) Padre Alfonso Maria Parente, già protagonista al festival di Sanremo, che fugge con la cassa della parrocchia di Pairolo. È sostituito da don Juan Pablo Esquivel, che vive con un “amico” e fa culturismo.

E) Su Facebook è finito pure Don Gabriel Viorel Irla, parroco di Poggi di Imperia: nudo naturalmente. /…/ LUISA BONELLO, medico savonese, a febbraio 2014, aveva consegnato a Papa Francesco UN DETTAGLIATO RAPPORTO SULLE VIOLENZE COMMESSE DAI SACERDOTI DELLA ZONA, DENUNCIANDO LA “CONNIVENZA” DEI VERTICI. /…/ Si è uccisa il mese scorso. La magistratura ha aperto un’inchiesta per “istigazione al suicidio”.

2) Libero, 23/10/2014, p.1 s p. 17 – Gli strani preti di Albenga: gay, truffatori, molestatori, sfruttatori – La diocesi del peccato- Nell’articolo sono citati molti dei preti indicati da La Repubblica, con aggiunta di particolari: “/…/

A) Don Silvano de Matteis durante una processione il sacerdote vide la moglie del comandante della capitaneria di porto e fece degli apprezzamenti che neanche De Sica ha fatto alla Ferilli in Natale a New York.

B) Don Cesare Donati ebbe una relazione con una donna, aprì un bar con la sua fidanzata e continuò a celebrare messa nei fine settimana. /…/ Il vescovo lo sostituì con un sacerdote che finì nudo su alcuni siti gay. /…/

C) Padre Alfonso Maria Parente andò a Sanremo dichiarando di avere 32 anni, mentre ne aveva 38 e il limite per partecipare era di 35. Scappò con la cassa della parrocchia. Poi si mise a vendere kit di Padre Pio truffando 8000 fedeli convinti che il ricavato andasse in beneficenza. Peccato che i soldi se li tenesse lui e che finì agli arresti domiciliari.

D) Don Renato Giaccardi, della parrocchia di Loano, si limitò a beccarsi 4 anni per induzione allo sfruttamento della prostituzione minorile”.

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Diocesi di Albenga-Imperia,
commissariato il vescovo degli scandali

Savona – Un commissario per la diocesi più chiacchierata d’Italia. A giorni Mario Oliveri sarà affiancato da un vescovo ausiliario, che ufficialmente lo sosterrà ma di fatto ne prenderà il posto.

È stato il Papa a decidere: prima ha vagliato i dossier che gli sono stati inviati da fedeli e sacerdoti del ponente ligure, quindi ha inviato ad Albenga il nunzio apostolico Adriano Bernardini.
Tra Francesco e Bernardini non c’è particolare amicizia, mentre il nunzio è stato compagno di seminario di Oliveri: ma la sua relazione non è stata positiva.

Al vescovo (che potrebbe restare come emerito) si rimprovera un reclutamento del clero frettoloso, con un’eccessiva carità cristiana di fronte a seminaristi espulsi, personaggi bizzarri e lestofanti conclamati.
Lui si è sempre difeso invocando il ruolo del buon pastore, che lascia il gregge per occuparsi della pecorella smarrita: ma qui, alla fine, le pecorelle smarrite erano l’ovile intero.

Preti tatuati, esibizionisti, culturisti, corteggiatori di mogli altrui durante le processioni, sbarcati a forza dalle navi da crociera per molestie ai passeggeri, svaligiatori delle casse parrocchiali: c’è persino un sacerdote che ha patteggiato quattro anni per induzione e sfruttamento della prostituzione minorile. Anche lui è stato accolto con grande misericordia.

l’articolo completo sul Secolo XIX in edicola

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6 commenti

  1. ALBENGA: LA CAUSA DEL PROVVEDIMENTO È L’IMMORALITÀ NON LA TALARE!

    La stampa nazionale sta già riportando le stesse notizie (anzi con particolari più gravi) che ieri abbiamo pubblicato sul nostro blog a riprova sia che l’oggetto del commissariamento sono gravi abusi che, ricordiamo, SONO STATI DENUNCIATI GIÀ NEL 2010, MA ERANO GIÀ PRECEDENTI A QUELLA DATA, sia che il commissariamento non c’entra nulla con la messa tridentina, come continuano a sostenere cocciutamente le varie “belle addormentate nel bosco” dei soliti siti tradizionalisti. L’OGGETTO DEL PROVVEDIMENTO È L’IMMORALITÀ, NON LA TALARE. GLI ABUSI E LE VIOLENZE, NON IL MANIPOLO!
    1) La Repubblica, 23/10/2014, p. 25 – Albenga, preti plaboy e parroci nudi sul web. Il Papa commissaria la diocesi degli scandali: “/…/ Troppi scandali in quelle parrocchie: sacerdoti condannati o indagati per pedofilia, altri che in processione corteggiano le fedeli più carine, parroci che posano nudi su Facebook o per siti gay, che svuotano le cassette delle elemosine e se la danno a gambe”, che palpeggiano turiste adolescenti sul lungomare. Per non parlare di quelli che sfoggiano tatuaggi, fanno i barman nei locali notturni, organizzano giri di prostituzione. /…/ La relazione del nunzio apostolico Bernardini ha scoperto indagini e processi. A) Don Luciano Massaferro, parroco di Alassio, reggente delle parrocchie di San Giovanni Battista e San Vincenzo, condannato a sette anni e otto mesi per abusi sessuali nei confronti di una chierichetta. B) Don Silvano De Matteis, parroco di Loano, a Diano San Pietro, accusato da un capitano di porto di averne corteggiato la moglie durante una processione. C) Don Cesare Donati, parroco di Bastia d’Albenga, che prima viene destituito con l’accusa di avere una compagna, poi dice che officerà nelle funzioni, ma finisce a fare il barman. Il suo posto è preso da un prete che si è fatto fotografare nudo su di un sito gay. D) Padre Alfonso Maria Parente, già protagonista al festival di Sanremo, che fugge con la cassa della parrocchia di Pairolo. È sostituito da don Juan Pablo Esquivel, che vive con un “amico” e fa culturismo. E) Su Facebook è finito pure don Gabriel Viorel Irla, parroco di Poggi di Imperia: nudo naturalmente. /…/ LUISA BONELLO, medico savonese, a febbraio 2014, aveva consegnato a Papa Francesco UN DETTAGLIATO RAPPORTO SULLE VIOLENZE COMMESSE DAI SACERDOTI DELLA ZONA, DENUNCIANDO LA “CONNIVENZA” DEI VERTICI. /…/ Si è uccisa il mese scorso. La magistratura ha aperto un’inchiesta per “istigazione al suicidio”.
    2) Libero, 23/10/2014, p.1 s p. 17 – Gli strani preti di Albenga: gay, truffatori, molestatori, sfruttatori – La diocesi del peccato- Nell’articolo sono citati molti dei preti indicati da La Repubblica, con aggiunta di particolari: “/…/ A) Don Silvano de Matteis durante una processione il sacerdote vide la moglie del comandante della capitaneria di porto e fece degli apprezzamenti che neanche De Sica ha fatto alla Ferilli in Natale a New York. B) Don Cesare Donati ebbe una relazione con una donna, aprì un bar con la sua fidanzata e continuò a celebrare messa nei fine settimana. /…/ Il vescovo lo sostituì con un sacerdote che finì nudo su alcuni siti gay. /…/ C) Padre Alfonso Maria Parente andò a Sanremo dichiarando di avere 32 anni, mentre ne aveva 38 e il limite per partecipare era di 35. Scappò con la cassa della parrocchia. Poi si mise a vendere kit di Padre Pio truffando 8000 fedeli convinti che il ricavato andasse in beneficenza. Peccato che i soldi se li tenesse lui e che finì agli arresti domiciliari. D) Don Renato Giaccardi, della parrocchia di Loano, si limitò a beccarsi 4 anni per induzione allo sfruttamento della prostituzione minorile”.

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  2. ——————————————————————————————
    Riporto la semplice, efficace e sintetica testimonianza di Katia Scolieri che fa parte della Diocesi di Albenga-Imperia e che parla per esperienza e conoscenza diretta dei fatti e per un suo impegno personale per cercare di impedire il dilagare della corruzione.

    KATIA SCOLIERIi – Sono anni che succedono queste cose nella nostra diocesi, danni su danni, abbiamo portato fatti e testimonianze al vescovo su molti preti, ma i cittadini non sono mai riusciti ad ottenere nulla!! Senza contare quanti nomi non sono ancora saltati fuori… preti pedofili….preti con tatuaggi massonici….. che vergogna!!! Poi cercavi di portare qualche amico a parlare con qualche sacerdote e ne usciva sconvolto dalle cose che si sentiva dire!!

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  3. ———————————————–
    RIPORTO DUE VALIDI COMMENTI
    —— vincenzo da torino ha detto…
    “Da notizie di stampa uscite negli ultimi anni risulta che questa diocesi abbia la più alta concentrazione di preti-gay molti venuti da altre parti. Vi vige tra i preti una alta immoralità tra i preti. Il vescovo ha una grossa responsabilità nel non vigilare sui suoi preti ed accogliere chi non ne era degno. Non basta la talare…Meglio approfondire la situazione ed evitare la partigianeria preconcetta che vi fa prendere solenni granchi…” (Chiesa e postconcilio, “L’epurazione continua. Mons. Mario Oliveri, Vescovo di Albenga-Imperia esautorato”, 24 ottobre 2014, 00:40).

    —– Cesare Baronio ha detto…
    http://www.huffingtonpost.it/2014/10/23/albenga-parroci-nudi_n_6033148.html
    “Diciamocelo senza troppi giri di parole: al di là della buonafede di S.E. Oliveri, quanti di noi ignoravano la situazione deplorevole di certi chierici di Albenga? Il problema è che certuni hanno avuto modo di studiare a Roma, dove nessuno ha pensato di cacciarli o di segnalarne al Vescovo le prodezze…” (Chiesa e postconcilio, “L’epurazione continua. Mons. Mario Oliveri, Vescovo di Albenga-Imperia esautorato”, 24 ottobre 2014, 07:06).

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  4. —————————————————
    DAL SITO – L’ISOLA DI PATMOS
    CADE L’ASINO: IL CASO DEL VESCOVO DI ALBENGA, INDURRÀ ALLA RAGIONE I “TRADIZIONALISTI ESTETICI”?
    Autore Ariel S. Levi di Gualdo
    “L’asino è caduto perché sotto il suo governo sono stati accolti in quella Diocesi — o da lui stesso ordinati — anche dei sacerdoti transfughi da varie diocesi che definire problematici è un eufemismo; e questo è un fatto, non una congettura. È caduto, il povero asino, perché i fedeli e diversi sacerdoti di quella Chiesa particolare HANNO INVIATO ALLA SANTA SEDE NON DELLE SEMPLICI PROTESTE MA DELLE DOCUMENTAZIONI TERRIFICANTI, lamentando tra i vari problemi anche quello non lieve che riguarderebbe la presenza di non pochi sacerdoti con palesi tendenze omosessuali; ed i più eclatanti in tal senso sono risultati essere proprio quelli col bel latinorum sempre sulla bocca e che con manipoli, chiroteche e cappe magne hanno lo stesso rapporto artistico-professionale che la mitica Wanda Osiris aveva con le rose che lanciava agli spettatori, mentre con i levrieri afgani al guinzaglio scendeva lo scalone illuminato, scortata dai suoi boys e cantando la celebre canzone: «Sentimental, questa rosa appassita» …Qualche sito e blog ultra tradizionalista ha provato sulle prime ad urlare alla “epurazione franceschista”, insomma: la “ennesima persecuzione”. Poi forse hanno capito ed hanno taciuto. E tutt’oggi seguitano a tacere in un silenzio ipocrita e doloso, avendo deciso che l’asino non può cadere semplicemente perché l’asino non esiste, perché nel mondo della cosiddetta tradizione tutto è puro, bello e spirituale; tutto è sacro e ispirato alla sacralità, altro che quella «oscena messa protestantica di Paolo VI nata in seguito alla grande aberrazione apostatica della Sacrosantum Concilium», come leggiamo ormai da anni in giro per i loro siti e blog dove lo sprezzo del Magistero della Chiesa pare essere lo sport più praticato, ed il tutto in nome di una non meglio precisata “purezza cattolica”. Chi si è preso cura di leggere un mio libro, E Satana si fece Trino, nel quale dedico l’intero secondo capitolo al problema della «omosessualizzazione della Chiesa», quindi al PROBLEMA DRAMMATICO E PERICOLOSO DELLA LOBBY GAY AL NOSTRO INTERNO; /…/ avrà percepito in che modo e con quale serietà ho affrontato il problema. E quando si affronta e si analizza un problema, non si può usare due pesi e due misure, assecondo che il problema tocchi “i nostri” o “i loro”.
    Ciò che rimprovero a questo mondo della cosiddetta tradizione è l’ipocrisia farisaica e la estrema malleabilità sulla morale, riguardo la quale TENDONO A ESSERE MOLTO RIGIDI QUANDO RIGUARDA GLI ALTRI, sui quali sono pronti a deporre sulle spalle pesi che loro non muoverebbero neppure con un dito [Lc 11,46-48.52]. /…/ Per quanto invece riguarda il resto, o meglio PER QUANTO RIGUARDA “I LORO”, IN QUEL CASO, PIÙ CHE ESSERE INDULGENTI, PROPRIO NON VEDONO, APPUNTO PERCHÉ L’ASINO NON ESISTE. Ecco allora che ai tripudi pontificali nei quali risplendono dalmatiche, piviali e pianete, dove l’incenso avvolge movimenti perfetti, teatrali, studiati al millesimo, di fatto partecipano perlopiù orde di cavalieri veri o presunti, di nobili più o meno decaduti, di aspiranti nobili che vantano i loro quarti di nobiltà, che nella migliore delle ipotesi hanno un paio di divorzi alle spalle ed al momento convivono con una ragazza che potrebbe essere loro figlia. /…/ L’asino esiste e cade, talvolta anche in modo grottesco”.
    (http://isoladipatmos.com/cade-lasino-il-caso-del-vescovo-di-albenga-indurra-alla-ragione-i-tradizionalisti-estetici/)

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  5. ————————————-
    I COMPLICI DEL MALE
    Il male non si fa, non si compie, mai da soli. Il male ha bisogno sempre di complici che sono o 1) colpevoli consapevoli 2) oppure vigliacchi paurosi e/o omertosi 3) oppure i colpevoli di gravi omissioni. I silenziosi complici del male – coloro che vedono, sentono, sanno , ma stanno zitti – sono i migliori collaboratori e alleati del male (e del maligno). Racconto una piccola storia – a questo proposito – molto significativa.

    “ L’ULTIMO POSTO. L’inferno era ormai al completo e fuori della sua porta una lunga fila di persone attendeva ancora di entrare. Il diavolo li blocca tutti e dice: “È rimasto un solo posto libero che logicamente toccherà al più grosso di voi peccatori. C’è almeno qualche pluriomicida tra voi?”. Il diavolo allora comincia ad esaminare i “candidati” per trovare il peggiore di tutti. Dopo un pò ne vide uno di cui non si era accorto prima. “Che hai fatto tu?” gli chiese. “Niente – rispose quello – io sono un uomo buono e sono qui solo per un equivoco”. “Hai fatto certamente qualcosa” ghignò il diavolo, “tutti fanno qualcosa”.

    “Ah, lo so bene”, disse l’uomo convinto “ma io mi sono sempre tenuto alla larga. Ho visto come gli uomini perseguitavano altri uomini, ma non ho partecipato a quella folle caccia. Lasciano morire di fame i bambini e li vendono come schiavi; hanno emarginato i deboli come spazzatura. Non fanno che escogitare perfidie e imbrogli per ingannarsi a vicenda. Io solo ho resistito alla tentazione e non ho fatto niente. Mai”.

    “Assolutamente niente?”, chiese il diavolo incredulo. “Sei sicuro di aver visto tutto?”. “Con i miei occhi!”. “E non hai fatto niente?”, ripeté il diavolo. “No!”.

    Il diavolo ridendo e sfregandosi le mani per il compiacimento, gli disse: “Entra, amico, mio. IL POSTO È TUO, NON TE LO TOGLIE NESSUNO!” (Bruno Ferrero, Solo il vento lo sa, Ed. LDC, 1996, pp. 44-45).

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  6. […] recenti avvenimenti scandalosi che hanno interessato la sua Diocesi di Albenga-Imperia hanno però definitivamente messo in discussione la sua credibilità e quella dei religiosi FFI ivi […]

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