La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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La disinformazione sui Frati Francescani dell’Immacolata si diffonde nel mondo francofono

2014-10-12_vescovo

Un articolo ripete ed aggrava le accuse contro l’opera del Commissario Apostolico.

 

L’articolo pubblicato senza firma sul periodico elettronico in lingua francese “Riposte Catholique” il giorno 08 ottobre 2014, riguardante la vicenda dei Frati Francescani dell’Immacolata, merita alcune considerazioni in risposta al suo contenuto.

Il testo si riferisce ai recenti DECRETI con cui il Commissario Apostolico ha disposto la sospensione “a divinis” di un Religioso nigeriano e di cinque Religiosi filippini appartenenti al nostro Istituto.

Si rileva in primo luogo che le critiche mosse a tale atto giuridico sono riferite esclusivamente ad un presento “error in procedendo” e non attengono minimamente al merito del  Decreto.

L’eccezionalità della misura disciplinare, adottata per la prima volta dalla decisione della Santa Sede di commissariare l’Istituto, si basa invece in primo luogo sulla gravità dei fatti che l’hanno motivata.

Nel caso del Religioso nigeriano, si è constatata una sua diretta responsabilità nell’istigazione di una rivolta scoppiata in una nostra Casa Mariana, nel corso della quale si sono verificati fatti di gravissima violenza, culminati nelle vessazioni cui i rivoltosi hanno sottoposto il Padre Guardiano.

Nel caso dei Religiosi filippini, il loro contemporaneo abbandono delle Case Mariane cui erano assegnati, senza richiedere la necessaria autorizzazione ai Superiori e senza nemmeno avvertirli, ma soprattutto il fatto che tutti costoro si siano riuniti nel territorio dell’Arcidiocesi di Lipa, ospitati dal locale Ordinario, ha determinato una situazione di aperta rottura dell’unità dell’Istituto, accompagnata dal rifiuto collettivo e coordinato della obbedienza dovuta al Commissario Apostolico quale sua massima Autorità, esercitata in nome di Sua Santità il Papa.

Il fatto che questa azione sia stata favorita dall’Ordinario locale, malgrado le rimostranze a lui indirizzate dal Commissario Apostolico, rende ancora più grave l’azione intrapresa dai Religiosi e la qualifica come un atto di rottura non soltanto dell’unità dell’Istituto, ma anche dell’unità della Chiesa.

Per quanto riguarda le contestazioni rivolte alla forma dell’atto emanato dal Commissario Apostolico, si ricorda e si ribadisce quanto già puntualmente segnalato alla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, e cioè che i soggetti interessati dai Decreti di sospensione “a divinis”  dichiarano di considerarli non già illegittimi, e quindi soggetti ad annullabilità, bensì assolutamente NULLI.

Benché dunque costoro abbiano interposto ricorso per ottenere la dichiarazione di nullità dei DECRETI, qualificandoli come tali essi pretendono di sottrarsi sia all’obbligo di adempiervi, sia alla valutazione che di questi atti sono chiamate a compiere le Autorità competenti.

La situazione “de facto” determinatasi nell’ambito dell’Istituto viene dunque scissa dalla situazione esistente “de jure”.

Per giunta, i Religiosi sospesi “a divinis” non soltanto danno per certa la costituzione di un nuovo Istituto, composto da essi e da altri soggetti, ma dichiarano di agire “etsi daretur” la sua erezione, che può invece essere autorizzata soltanto dalla Santa Sede.

Questo determina una situazione di aperto disconoscimento di ogni Autorità Ecclesiastica, ed aggrava il comportamento tenuto dall’Arcivescovo di Lipa, il quale – da questo momento in poi – non si limita ad assecondare una situazione di aperta e dichiarata disobbedienza di alcuni nostri Religiosi al Commissario Apostolico, ma anche la loro esplicita negazione della Autorità a lui conferita dalla Santa Sede.

P. Fidenzio Volpi OFM Cap

Commissario Apostolico

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Français 

La désinformation sur les Frères Franciscains de l’Immaculée se répand dans le monde francophone

Un article répète les accusations contre l’œuvre du Commissaire Apostolique

 

L’article publié sans signature sur le périodique électronique en langue française « Riposte Catholique » le jour 08 octobre 2014, concernant l’affaire des Frères Franciscains de l’Immaculée, mérite quelques considérations en réponse à son contenu.

Le texte concerne les récents DECRETS avec lesquels le Commissaire Apostolique a disposé la suspension « a divinis » d’un Religieux nigérien e de cinq Religieux philippins  qui appartiennent à notre Institut.

On remarque en premier lieu que les critiques référées à cet acte juridique sont dirigées exclusivement à un présumé « error in procedendo » et qu’elles non concernent d’aucune façon le fond du Decret.

Le caractère exceptionnel de la mesure disciplinaire, prise par la première fois depuis la décision du Saint Siège de désigner un Commissaire dans l’Institut, se fonde au contraire en premier lieu sur la gravité des faits qui l’ont motivée.

Dans le cas du Religieux nigérien, on a constaté sa directe responsabilité dans l’incitation d’une révolte éclatée dans l’une de nos Maisons Mariales, au cours de laquelle se sont produits des faits de très grave violence, aboutis dans les vexations auxquelles les révoltés ont soumis le Père Supérieur.

Dans le cas des Religieux philippins, leur contemporaine abandon des Maisonos Mariales auxquelles ils étaient assignés, sans demander la nécessaire autorisation aux Supérieurs et sans néanmoins les avertir, mais surtout le fait que toutes ces personnes se soient rassemblées  dans le territoire de l’Archidiocèse de Lipa , accueillies par l’Ordinaire du lieu, a provoqué une situation d’ouverte rupture de l’unité de l’Institut, jointe avec la récusation collective et coordonnée de l’obéissance due au Commissaire Apostolique en tant que sa plus haute Autorité, exercée au nome de Sa Sainteté le Pape.

Le fait que cette action ait été favorisé par l’Ordinaire du lieu, malgré les remontrances qui lui ont été dirigées par le Commissaire Apostolique, aggrave l’action commise par les Religieux et la qualifie comme un acte de rupture non seulement de l’unité de l’Institut, mais aussi de l’unité de l’Eglise.

Pour ce qui concerne les contestations rapportées avec la forme de l’acte promulgué par le Commissaire Apostolique, on rappelle et ont reconfirme ce que on a ponctuellement notifié a la Congrégations pour les Institut de Vie Religieuse, c’est-à-dire que les sujets concernés par les Décrets de suspension « a divinis » déclarent qu’ils ne le considèrent pas illégitimes, mais bien tout à fait NULS.

Par conséquent, quoi que ces personnes aient interjeté recours pour obtenir la déclaration de la nullité des Décrets, en les qualifiant de tels elles prétendent se soustraire soit  à l’obligation de les accomplir, soit à l’évaluation que de ces actes sont chargées d’accomplir les Autorités compétentes.

La situation « de facto » qui s’est produite dans l’Institut est donc séparée de la situation « de jure ».

En outre, les Religieux suspendus « a divinis » non seulement tiennent pour certaine la constitution d’un nouvel Institut, mais ils déclarent qu’ils agissent « etsi daretur » son érection, qui peut au contraire recevoir sa reconnaissance seulement par le Saint Siège.

Cela produit une situation de désaveu public de toute Autorité Ecclésiastique, et  rend plus lourd le comportement suivi per l’Ordinaire de Lipa, qui – depuis ce moment – ne se limite pas à seconder une situation d’ouverte e déclarée désobéissance de quelques Religieux de notre Institut vers le Commissaire Apostolique, mais aussi leur explicite négation de l’Autorité qui lui a été conférée par le Saint Siège.

 

P. Fidenzio Volpi OFMCap

Comissario Apostolico

http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/ffi-news/301-la-disinformazione-sui-frati-francescani-dell-immacolata-si-diffonde-nel-mondo-francofono

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2 commenti

  1. Duport ha detto:

    Risposte Catholique = Verità

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  2. […] di Lipa, autorizzando a dei chierici sospesi l’esercizio del ministero, sta consumando un abuso canonico e disciplinare che crea ulteriore confusione nelle anime della sua diocesi e illusione di giovani […]

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