La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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MESTIERANTI DELLA DISINFORMAZIONE

Scimmia

di Riccardo Piccarreta
In merito alla “sospensione a divinis” di sei frati degli FI, ci sono state due chiarificazioni-risposte pubblicate sul sito ufficiale degli FI:

1) Quella di P. Alfonso dal titolo “Sospensioni a divinis o sospensione della verità”. Ecco il link: http://www.immacolata.com/index.php/it/35-apostolato/ffi-news/298-sospensioni-a-divinis-o-sospensione-della-verita

2) Quella del Commissario apostolico P. Fidenzio Volpi dal titolo: “NOTA UFFICIALE DELL’ISTITUTO – Risposta a Fabio Cancelli”.
Ecco il link: http://www.immacolata.com/index.php/it/62-uncategorised/300-nota-ufficiale-dell-istituto-risposta-a-fabio-cancelli.
Il mio riassunto in merito solo ai fatti accaduti in Nigeria, attinge largamente alla prima risposta di P. Alfonso, perché più ricca di notizie specifiche e circostanziate così come è di competenza del portavoce ufficiale. L’intervento di P. Volpi è soprattutto una risposta specifica alle disinformazioni dell’articolo di Cancelli.

PREMESSA

La reazione abnorme e sgangherata di questo articolo ai comunicati ufficiali che espongono solo fatti, dimostrano che quello dell’articolista di una presunta “riscossa cristiana” (cfr. http://www.riscossacristiana.it/la-sospensione-divinis-di-sei-frati-francescani-dellimmacolata-risposta-al-comunicato-di-p-alfonso-m-bruno-di-fabio-cancelli/) è solo un ultimo tentativo maldestro, preceduto da altri; un tentativo disperato e sconclusionato, per non dover riconoscere fatti gravissimi – super gravissimi – (come ha giustamente sottolineato Fra Felice) accaduti soprattutto in Nigeria. Su questi fatti gravissimi non dice una parola: segno forse che li condivide in pieno. L’articolo di Rorate (ha ragione Fra Felice) è pieno di imprecisioni, fandonie e invettive contro l’autorità dell’istituto (i manelliani, stranamente, qui non parlano di livore!) e molto critico e insolente verso il Papa. Dobbiamo ringraziare l’Istituto che, attraverso P. Bruno, ci ha messo al corrente, in modo dettagliato, dei gravi fatti di cui si sono macchiati i manelliani. Si perché quando Padre Alfonso scrive sul sito ufficiale degli FI, non riporta opinioni personali o ricostruzioni fantasiose di sue impressioni, ma riporta la posizione ufficiale dell’Istituto. Una vera carognata quella dell’articolista che non sa fare di meglio che tentare di far passare l’idea che si tratta solo di “ricostruzioni bruniane” quando anche uno sprovveduto capisce che si tratta di documenti ufficiali dell’Istituto che non possono essere lasciati all’improvvisazione. Chi tenta, in qualche modo, inutilmente, di coprire e addirittura giustificare l’ingiustificabile comportamento di quei pessimi membri religiosi – di fatto – è anche lui complice di quelle azioni indegne, non solo di religiosi ma proprio di cattolici! Per noi non ci sono dubbi sul fatto che sia il personaggio estensore dello squallido articolo sia i congiurati che gli sono dietro e lo sostengono, sono tutti principalmente in malafede. Mai una parola di condanna per i fatti vergognosi della Nigeria!

RICAPITOLIAMO I FATTI GRAVISSIMI.

“In Nigeria, a Sagamu, il 20-21/8/2014, c’è stata una rivolta all’arma bianca: seminaristi manelliani ammutinati (quelli normali non lo avrebbero mai fatto!); preso in ostaggio il superiore sottoposto a vessazioni e sequestrato, in rappresaglia contro la destituzione del precedente superiore (manelliano) che aveva commesso numerosi abusi e orchestrava la campagna di disprezzo e di ribellione contro le legittime autorità. In questa sommossa ci sono stati addirittura tafferugli tra i formandi, si è verificato l’intervento della polizia locale per sedare la rivolta. È dovuto intervenire anche il Vescovo locale, per ben otto ore nel convento, per placare gli animi. Il sospeso a divinis, oltre ad essere l’organizzatore e il principale responsabile della sommossa, aveva detto di voler andare a trovare la madre malata e, invece, mentendo, si è recato a Sagamu. La violenza sulla persona del padre guardiano, anziano fondatore della Missione, costituisce non solo un delitto canonico, ma anche un reato previsto e sanzionato dalle norme penali di ogni Stato.
E’ chiaro che tali comportamenti si consideravano legittimati dalla campagna di disprezzo e anarchia orchestrata ai danni del Commissario. La violenza fisica difficilmente non è figlia della violenza mentale e tutte le campagne di odio e di disprezzo difficilmente non terminano in violenze fisiche. Ora il guardiano non ha voluto sporgere denuncia e invece di ringraziarlo, i manelliani vanno dicendo che siccome non c’è stato l’arresto della polizia, allora i fatti non sono andati come raccontati. Occorreva dunque intervenire con urgenza per fare cessare una situazione di violenza e di illegalità, ma soprattutto di pericolo per il Padre Guardiano. Dalle testimonianze raccolte, scritte e registrate dai visitatori e da testimoni oculari, è accertato l’intento divisorio e il proposito di violenza indotto dal sacerdote sospeso. Egli aveva accolto vocazioni ritenute non idonee dai precedenti ex formatori. E, guarda caso, si tratta degli stessi giovani che hanno capeggiato la rivolta. Si è scoperto che costoro conducevano una vita dissoluta in Convento, abusando di alcool e agendo con bullismo verso altri Seminaristi. Un mini esercito di balordi alle dipendenze di un Sacerdote problematico” (cfr. relazione di P. Alfonso nel link citato). L’albero si giudica dai frutti (cfr. Mt 16,16-20; Lc 6,43-45).
Giustissime le osservazioni precise e calzanti di Loredana Ines Maria Morandi “La legge italiana avrebbe comminato UNA PENA DETENTIVA DI 8 ANNI CIRCA, PIÙ LE AGGRAVANTI DELLE PERCOSSE, a quei frati ammutinati che hanno segregato il loro superiore” /…/. Per il sequestro di persona l’Italia commini una pena di 8 anni di reclusione è sapere a tutti coloro che sappiano usare un motore di ricerca: Leggere qui.(Codice Penale, Libro Secondo, Titolo xii, capo iii, sez. ii, art. 605http://www.brocardi.it/…/capo-iii/sezione-ii/art605.html. /…/ Il sequestro di persona è un reato contro le libertà della persona ed è gravissimo in Italia, così come in Nigeria. /…/ I frati sospesi dovevano finire in carcere” [cfr.https://www.facebook.com/groups/460589750712022/?fref=ts; il post si chiama: “Polifemo risponde a nessuno ipotizzando che proprio….. non esista!” – Prima riporta la NOTA UFFICIALE dell’ISTITUTO (quella di P. Volpi!) poi ci sono 41 commenti, tra cui questi (riportati) precisi commenti di Loredana. Loredana è l’amministratore del gruppo che si chiama “IN COMUNIONE COL COMMISSARIAMENTO DEI FRATI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA” su cui tutti noi scriviamo, il cui link è:https://www.facebook.com/groups/1499476033629194/]. Basta chiedere ad un qualsiasi avvocato ed egli ti dirà che la pena prevista dal codice penale per il sequestro di persona è di 8 anni.
Tre dei frati-preti filippini erano in Italia. Hanno lasciano un biglietto sul letto e sono spariti. Si ritrovano in Filippine, insieme ad altri due e si rifugiano, senza alcuna autorizzazione canonica, presso il vescovo di Lipa. La Santa sede ha ingiunto al vescovo di restituire i frati al loro legittimo superiore. “Dei 5 sacerdoti filippini 3 risiedevano in conventi in Italia e all’improvviso sono scomparsi dalle loro comunità, all’insaputa dei loro superiori, per poi rifarsi vivi dopo giorni dalle Filippine: come ci sono andati? quando? chi ha Pagato? perché? Perché non sono andati in Convento laggiu? /…/ Si TENTA DI COPRIRE E GIUSTIFICARE L’INGIUSTIFICABILE COMPORTAMENTO DI MEMBRI RELIGIOSI, di Professione Solenne e per di più Sacerdoti” (cfr. pellegrini nella verità, articolo di P. Geiger, link citato, commento di Frate Felice, 7 ottobre 2014 • 22:27).
Nuovi particolari aggiuntivi sono emersi in una nuova testimonianza pubblicata dal blog in comunione col commissariamento dei francescani dell’immacolata (https://www.facebook.com/groups/1499476033629194/) nel post intitolato “MISERICORDIA E VERITÀ CONTRO ARROGANZA E BUGIA”.
Altra carognata dell’articolo spazzatura è l’insinuazione subdola: “Chi può dire come sono andate le cose in Nigeria? Bruno propone una sua versione dei fatti”. P. Fidenzio Volpi risponde con precisione: “Lo svolgimento dei fatti risulta dalla relazione di tre religiosi mandati “in loco” dall’autorità dell’istituto per svolgere una approfondita inchiesta, le cui conclusioni sono state trasmesse integralmente alla competente congregazione dei religiosi affinché le valuti e – se lo ritiene necessario le verifichi. Da esse risulta inoppugnabile la responsabilità del Religioso sanzionato nell’istigare la situazione di violenza” (cfr. risposta di P. Volpi nel link citato).
“In base alle stese testimonianze di frati che non hanno ceduto a forme di plagio o promesse messianiche di facile studio e rapida Ordinazione presbiterale, è il Fondatore in persona che li invitava a non rinnovare i voti [grassetto mio, ndr], coadiuvato da ex formatori a lui legati e notoriamente in opposizione al Commissario” (cfr. pellegrini nella verità, articolo di P. Geiger, La diabolica persecuzione dei francescani dell’Immacolata, commento di Simon de Cyrène, 7 ottobre 2014 • 09:20, link:http://pellegrininellaverita.com/2014/10/07/la-diabolica-persecuzione-dei-francescani-dellimmacolata/). P. Alfonso: “C’è il caso di chi, dopo aver aperto gli occhi o essersi pentito, ritorna indietro e denuncia chi lo ha indotto a chiedere la dispensa dai voti” (cfr. relazione di P. Alfonso nel link citato).

FILTRA IL MOSCERINO E INGOIA IL CAMMELLO

Insomma il sequestro di persona, le percosse, la rivolta, l’intervento della polizia e del vescovo, per il personaggio che scrive non avrebbero nessuna importanza (sic!). L’unica cosa significativa sarebbe il disguido nelle monizioni per altro dovuto al fatto che i religiosi abbandonano il convento, non si sa dove risiedono e non si sa dove spedire la posta. La citazione delle monizioni risultava materialmente impossibile presso le Case Mariane cui gli imputati erano assegnati, perché essi le avevano abbandonate. Ha ragione P. Geiger, a proposito dell’articolo, quando dice: “Questa non è informazione ma propaganda” (cfr. pellegrini nella verità, articolo di P. Geiger, link citato), è il mestiere della disinformazione. Il personaggio che ha scritto approva, evidentemente, in pieno tutta quell’attività violenta e da manigoldi e dunque si squalifica da sé: non una parola di biasimo o di condanna per comportamenti indegni di religiosi e poi anche di religiosi seguaci della messa tridentina. Nessuno come questi ignoranti fanatici sta facendo tanto per gettare discredito e disprezzo sulla messa tridentina! Il personaggio che ha steso lo sconclusionato articolo dica con chiarezza – su questi fatti – da quale parte sta: se giustifica tutta questa sporcizia, se interviene solo per coprire vergognose azioni, è evidentemente, indegno di un contesto civile oltre che religioso.

PROBLEMI GRAVI CHE EMERGONO

Il problema di questi seguaci di manelli è che dietro i fatti documentati dall’Istituto c’è una evidente mentalità settaria e di sovversione che è anche più grave dei fatti, pur gravi!!! Questa mentalità settaria è stata affermata anche in interventi riportati addirittura in blog tradizionalisti, interventi già documentati da fatima1960, sul blog Croce-via, nei suoi articoli [cfr. settembre 2013 (cfr.http://pellegrininellaverita.wordpress.com/) -“Aria fritta per depistare le indagini” – punto d); cfr. idemhttp://amicidellaverita.wordpress.com/page/2/]. Abbiamo più volte denunciato il fariseismo e il fondamentalismo dei manelliani: loro credono solo in manelli. Tutto il resto se serve alla divinizzazione di manelli è accettato, se la contrasta è rifiutata, compreso i legittimi superiori della Chiesa. Solo manelli è il centro e il cuore della loro (falsa) fede: tutto il resto, per questi evidenti portatori di mentalità superstiziosa, purtroppo sarebbe solo contorno inutile o fastidioso. I superiori sono solo i loro ex superiori rimossi e quindi decaduti; tutti gli altri sarebbero relativi a manelli e in funzione di manelli (cfr. 2 Tm 4,3-4). Il problema è che questi seguaci di manelli, fino a quando il loro padrone era manelli non andavano neanche a fare pipì se non chiedevano il permesso, adesso che la Chiesa ha cambiato i superiori essi si mostrano disobbedienti all’autorità legittima, non chiedono il permesso a nessuno, vanno e fanno ciò che vogliono senza riferimento agli attuali legittimi superiori. È notorio che nella vita dell’Istituto, per il passato, quando il loro padrone era manelli, di fronte a difficoltà o resistenze a compiere l’obbedienza, manelli, sia ai frati che alle suore, rispondeva: “Obbedisci e basta”. Mentre se oggi queste stesse parole le dice il Papa alle suore che lo hanno raggiunto in una udienza, l’invito non va bene e non deve essere accettato! Ma su quale pianeta vivono questi manelliani?
Essi non obbediscono a nessuno se non al “manelli dai cinque cellulari” che, come un centralinista – dirige il traffico della ribellione. I manelliani non obbediscono a vescovi o cardinali o chiunque non siano i loro unici superiori, massimamente qualora le loro indicazioni non collimano con quelle del loro santone manelli! Insomma una mentalità evidentemente settaria in cui la Chiesa sarebbe solo contorno e periferia lontana, mentre il vaticano e il papa sarebbero solo …… a Frigento! Quelli che agiscono così, evidentemente, sono falsi frati. I VERI FRATI SONO SOLO QUELLI CHE OBBEDISCONO AL LEGITTIMO SUPERIORE CHE LA CHIESA RICONOSCE ED APPROVA, qualsiasi egli sia e nei tempi e nei modi indicati dalla Chiesa. Chi non si comporta così, ha nella sua testa, una mala-formazione settaria. Non si può obbedire solo ai superiori che ci fanno comodo e quando ci fanno comodo: questo era la mala pianta dei “figli dei fiori”, non può essere quella dei veri religiosi che, se hanno questa sgangherata filosofia, non sono …… veri religiosi.
Ha ragione vincenzodatorino: “Si obbedisce al superiore legittimo, qualunque esso sia, come espressione della volontà di Dio senza il quale non vi è alcuna comunità religiosa”. /…/ Qui abbiamo religiosi che se ne vanno dove e come vogliono e vengono giustificati, anzi viene condannato chi prende provvedimenti. E gli amanti della tradizione come possono giustificare questi gravi comportamenti? Dove vivono costoro? Di cosa parlano? Pazzesco! Qui si pensa che un religioso dal mattino alla sera possa uscire dal convento e disobbedire come cosa normale e legittima. /…/ Anche il Vescovo che li accoglie… un incompetente ad essere buoni” (cfr. pellegrini nella verità, articolo di P. Geiger, link citato, commento di vincenzodatorino, 8 ottobre 2014 • 00:07).
I manelliani, hanno tutti “obbedienza servile verso il fondatore ma non obbedienza filiale verso la Chiesa” (cfr. pellegrini nella verità, articolo di P. Geiger, link citato, commento di Simon de Cyrène, 7 ottobre 2014 • 19:26)

ANALIZZIAMO ALCUNI PUNTI

A) Nell’articolo in questione viene avanzato, come movente della censura ecclesiastica, la volontà di “lasciare l’istituto” da parte dei chierici sanzionati. La volontà di lasciare un Istituto religioso, come afferma lo stesso blogghista, non costituisce nessuna violazione delle norme vigenti. È veramente ridicolo e fuorviante sostenere che la sospensione a divinis c’è stata solo perché volevano lasciare l’istituto!!! Ciò che è stato sanzionato è il comportamento oggettivo – nel caso della Nigeria scandaloso – e le scelte concrete contro i doveri del proprio stato che i frati hanno violato. E nel diritto canonico “l’osservanza del precetto viene garantita stabilendo una sanzione a carico dei trasgressori. /…/ La sanzione ad alcuni Religiosi, è avvenuta perché la ribellione alla autorità conferita dalla Santa Sede si è fortemente aggravata. /…/ Nel caso della Nigeria, si sono verificati episodi di grave violenza ai danni di un padre guardiano, oltre che tra gli stessi religiosi” (cfr. risposta di P. Volpi nel link citato).

B) “È palese, da parte dei manelliani, il disegno di creare un nuovo raggruppamento di soggetti che continui a fare quello per cui sono stati commissariati, sotto un’altra veste e con un nuovo nome. Hanno iniziato in una landa desolata dell’estremo oriente. /…/ Ci è giunta infatti notizia della costituzione di un’associazione pubblica di fedeli nata nelle filippine il 28 giugno 2014 e rappresentata in Italia da uno solo dei circa venti ex seminaristi che non hanno rinnovato i voti provocando con la loro defezione una diminuzione del numero complessivo dei professi temporanei. In base alle stesse testimonianze di frati che non hanno ceduto a forme di plagio o promesse messianiche di facile studio e rapida ordinazione presbiterale, è il fondatore in persona che li invitava a non rinnovare i voti, coadiuvato da ex formatori a lui legati e notoriamente in opposizione al commissario” (cfr. relazione di P. Alfonso nel link citato).

C) L’articolo parla di “esposizione dettagliata dei fatti, non verificabili e soprattutto riservati, e perciò messi non opportunamente in piazza”. Prima contraddizione: se i fatti fossero non verificabili – come dicono loro – come possono sostenere allo stesso tempo che sono anche riservati? Se ci si lamenta che sono riservati e non dovevano essere messi in piazza, ALLORA SI RICONOSCE CHE SONO VERI? E perché allora poi affermare che invece non si sa come sono andati i fatti? La stessa cosa vale quando si afferma che in questo caso P. Alfonso avrebbe rivelato segreti d’ufficio, ALLORA SI RICONOSCE CHE SI TRATTA DI FATTI VERI? Inoltre se l’autorità decide di indicare i motivi dei provvedimenti, i fatti che motivano quelle sanzioni canoniche, non sono più riservati, ma volutamente pubblici. Si mettessero quindi prima bene d’accordo su cosa vogliono affermare perché pare che non lo sanno neanche loro. Seconda contraddizione: prima blaterano sempre che delle cose affermate dal commissariamento non ci sarebbero riscontri oggettivi o comunque riferimenti a fatti precisi, e poi quando invece questi fatti precisi vengono riferiti in abbondanza e anche nei particolari, si lamentano che li hanno ottenuti! Anche qui si mettessero quindi prima bene d’accordo su cosa vogliono affermare perché pare che non lo sanno neanche loro. Terza contraddizione: i due documenti ufficiali sono stati solo la doverosa informativa chiarificante da parte dell’Istituto. Provvedimenti canonici molto seri corrispondono ad infrazioni molto serie; la necessaria trasparenza ha motivato le doverose comunicazioni. A differenza delle elucubrazioni dell’articolista i motivi dei provvedimenti sono stati indicati con una chiarezza estrema, tant’è vero che lui stesso si premura di affermare che non bisognava metterli in piazza: tanto sono chiari! In realtà i manelliani vogliono solo che le loro malefatte e i loro cattivi e canonicamente scandalosi comportamenti fossero taciuti, per potere continuare a compierli indisturbati!

D) La cosa più ridicola l’articolista la tira fuori quando dice: “Bruno non si accorge di fare un cattivo servizio al Commissario, che sembra ogni giorno di più una marionetta nelle sue mani”. E qui si vede che i manelliani brancolano nel buio. Chi conosce direttamente l’ottimo Padre Fidenzio Volpi sa che è impossibile usarlo come una marionetta: si tratta di persona molto preparata, con una lunga esperienza navigata e una formazione culturale invidiabile. Egli è dotato di acuto discernimento, sguardo penetrante e una grande franchezza diretta nella correzione fraterna. Le marionette si trovano dalla parte dell’articolista e sono quelle che continuano a difendere – proprio per lo loro grave prostrazione mentale – l’ormai indifendibile santone di Frigento, che promette e non può mantenere, che aizza sovversioni perché non ha più nulla a cui aggrapparsi. Le marionette sono dalla parte di chi ha bisogno dell’idolo per trascinare un’esistenza senza luce e significato perché ormai lontana dalla vera fede. E qui emerge opportuna ed efficace la bella frase di p. Alfonso: “Il Commissario Apostolico è comparato – arbitrariamente dai manelliani – al gigante Polifemo, immagine indovinata se si considera l’identità dei suoi oppositori: “IL SIGNOR NESSUNO”. Tali appaiono, infatti, costoro che si mettono falsamente – senza titolo e competenza – sullo stesso piano del Commissario e della Santa sede, sputando sentenze ridicole a giorni alterni.

CONCLUSIONE

Ha ragione Claudio quando afferma: “Questo articolo è un ottimo esempio della letteratura spazzatura che viene servita dai ‘difensori’ dei FFI; non uno straccio di prova, non una accusa sensata, solo congetture ed ad hominem. Che lette da persone palesemente disturbate, fanno danni, e tanti, alle anime. /…/ E questi mestatori di professione, questi scandalizzatori di piccoli seriali, non pensano ai danni che stanno facendo, e del fatto che prima o poi ne dovranno rispondere?” (cfr. pellegrini nella verità, articolo di P. Geiger, link citato, commento di Claudio, 8 ottobre 2014 • 21:24).

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2 commenti

  1. […] ridicolo affermare che la sola sospensione a divinis sia grave. Vada a rileggere l’articolo “Mestieranti della disinformazione”: in Nigeria c’è stata una rivolta all’arma bianca: seminaristi manelliani ammutinati  […]

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  2. ——- SIAMO SPIACENTI!
    A) Innanzitutto nel sito ufficiale degli FI, che è l’unico autorizzato a fornire informazioni ufficiali e non di parte, la questione è già stata indicata con chiarezza: “Lo svolgimento dei fatti risulta dalla relazione di tre religiosi mandati “in loco” dall’autorità dell’Istituto per svolgere una approfondita inchiesta, le cui conclusioni sono state trasmesse integralmente alla competente congregazione dei religiosi affinché le valuti e – se lo ritiene necessario le verifichi. Da esse risulta inoppugnabile la responsabilità del Religioso sanzionato nell’istigare la situazione di violenza” (cfr. risposta di P. Volpi, link http://www.immacolata.com/index.php/it/62-uncategorised/300-nota-ufficiale-dell-istituto-risposta-a-fabio-cancelli.). Non si tratta di presunte “tesi dell’Istituto”, ma della sua comunicazione ufficiale che per noi è l’unica che fa veramente testo, proprio per escludere i “mestieranti dell’informazione”, quei manelliani che manipolano la realtà (quando non la negano!) e che, in questo caso vorrebbero far credere che i fatti gravissimi e vergognosi avvenuti in Nigeria, addirittura non sarebbero mai avvenuti! Bisogna stare attenti allora a mentire sapendo di mentire: nel comunicato ufficiale è detto che la relazione, con le testimonianze raccolte dai tre religiosi autorizzati all’inchiesta in loco, è stata consegnata alla Congregazione (è stata depositata, inviata alla Congregazione) e quando si spedisce un documento, noi persone per bene abbiamo l’abitudine di mettere la data, che non mi sembra il problema più grande di questa faccenda!
    B) Siamo spiacenti: non c’erano telecamere e non erano stati avvisati i giornalisti di farsi trovare in loco pronti con i tacquini in mano. La prossima volta ci faremo prestare la “sfera di cristallo” da Manelli per sapere in anticipo dove e quando accadranno gli avvenimenti e ci impegniamo a inviare osservatori internazionali O.N.U. in asseto antisommossa. Siamo spiacenti di non avere a disposizione una macchina del tempo per tornare indietro agli incresciosi avvenimenti e riportarle, amichevolmente, una filmato amatoriale per la gioia dei suoi occhi.
    C) Siamo spiacenti, purtroppo, i frati responsabili dell’assalto e dei tumulti, incredibilmente, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni scritte controfirmate con l’impronta del pollice, né interviste pubbliche alla televisione di Stato. Sembra che siano spariti nel nulla, e hanno avuto anche la grave mancanza di delicatezza nel non riferire parola ad alcuno. Forse hanno telefonato al loro “guru di Frigento” e forse a lui hanno confessato ogni cosa. Dovrebbe provare a chiamarlo su uno dei suoi cinque cellulari. È veramente strano, inoltre, che questi assaltatori non abbiano in alcun modo – a nessuno – riferito come siano andate le cose in quello spiacevole pomeriggio, in cui hanno perso un pò, ma solo un pò, la testa.
    D) Siamo spiacenti ma il colmo dell’idiozia si ha quando si pretende o si scambiano – forzandone il valore – dei semplici commenti ai fatti – che solo commenti rimangono – ricavati da vari blog, come se essi fossero stati proposti come fatti o come testimoni oculari dei fatti. Chi ha mai operato questo falso scambio? Non certo noi! Sono stati riportati prima i fatti – e per noi fa testo il comunicato ufficiale degli FI e la Congregazione – e poi una serie di commenti, alcuni nostri, altri tratti da vari blog solo perché essi hanno espresso in modo efficace e chiaro quello che tutti noi pensiamo. Rimangono dunque, leciti commenti ai fatti, nessuno si è mai sognato – perché di un sogno si tratta – di sostituire quei commenti ai fatti, gravi, pesanti, che potrebbero, dopo l’esame della Congregazione, avere sanzioni più forti. Chissà!
    E) Nessuna idiozia – ci sembra – è poi più grande di chi afferma: “Altre domande e perplessità sono false”. Abbiamo avuto difficoltà a discernere: “Ha parlato l’oracolo di Delfi, o la Sibilla Cumana? Non si fanno certamente affermazioni “sparate”, senza uno straccio di dimostrazione o comunque di argomentazione. Noi non possiamo accettare la gretta chiusura mentale dei manelliani che, dal chiuso del loro universo intransigente e refrattario ad ogni accoglienza di verità diversa da quella del loro “frate indovino”, rifiutano (ancora per poco!) ogni luce sugli abusi del loro Istituto.
    F) Siamo spiacenti. Voi siete abituati col vostro manelli (ritenuto da voi un santone visionario), ad obbedire alle sue frasi “schizzate” e “mitragliate”, con le quali lui (ma solo con voi!) pontifica e “sputa sentenze” alle quali voi vi prostrate inebetiti. E inevitabilmente i suoi discepoli tendono a fotocopiarlo. Qui da noi, invece, chi afferma deve almeno argomentare e indicare i fondamenti del suo ragionamento o comunque tentare di dimostrare che non si tratta di gravidanze isteriche mentali. Noi siamo tomisti, non falsi carismatici o rottami pentecostali! E in ogni caso: meglio tomisti che ……..manelliani!

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