La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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RIFLESSIONI SUL NOSTRO IMPEGNO INFORMATIVO

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Vogliamo riflettere sulla ragione e i motivi del nostro impegno sul problema specifico del commissariamento degli FI, per chiarire a noi stessi e a chi ci legge, perché abbiamo creato questo spazio provvidenziale di controinformazione. Partiamo dalla buona analisi che PIENA LUCE ha pubblicato su un sito internet. “Sin da quando fu nominato il Visitatore apostolico per i frati, i manelliani, hanno riversato tonnellate mediatiche e non mediatiche di disprezzo e di delegittimazione e di continua falsa denigrazione della persona (si badi bene non delle azioni) e delle persone che, legittimamente hanno fatto ricorso alla Santa Sede, come previsto dal diritto canonico. Valanghe, quotidiane di veleno, di livore e di ostilità accanita senza un minimo di vergogna, contro i legittimi nominati dalla S. Sede nel commissariamento dell’Istituto e questo sia su vari siti, sia sui giornali e anche con manifestazioni. /…/ Si pensi alla scorrettezza continua operata dai manelliani: “Manelli è perfetto, infallibile, non sbaglia mai, non ha sbagliato mai, è la “quarta persona della trinità”, per cui osservazioni su di lui sono solo calunnie animate da risentimento!”. /…/ Se essi avessero osservato il silenzio internet, noi avremmo riposato e non saremmo intervenuti. Se e quando essi sputano veleno, noi insorgiamo” (Pienaluce, sito “pellegrini nellaverità”). Di fronte a questa situazione di linciaggio mediatico creata dai ribelli al commissariamento bisogna prendere posizione, stando dalla parte della Santa Sede, con una controinformazione che smascheri tutta la disinformazione e i depistaggi continui operati ad arte dai manelliani. Su questa decisione stanno convergendo anche tanti altri che vanno aumentando ogni giorno di più. Dentro questa decisione è necessaria un ulteriore riflessione. A nostro avviso non solo è necessario rendere ragione della giustezza del commissariamento ma anche collaborare con la Santa Sede incominciando a preparare l’opinione pubblica ecclesiale (anche se A. Socci quando straparla del problema su “Libero” mira ad influenzare anche l’opinione pubblica extraecclesaile) a quelle che potranno essere, quali saranno, i provvedimenti certamente seri (lo sono già adesso) e forse forti che la Santa Sede adotterà attraverso il commissariamento o durante il suo mandato. In questo lavoro esistono tre diversi tipi di destinatari o meglio tre diversi tipi di uditori.

a) Esiste già una parte ben preparata e veramente cattolica la quale ha seguito e continuerà a seguire la Santa Sede e che accoglierà con gratitudine i provvedimenti che la Congregazione e il Papa adotteranno per purificare l’Istituto dalle deviazioni manelliane. Esiste già un parte cospicua sia dei frati che della M.I.M. i quali con maturità e responsabilità cattolica hanno seguito e aderito ai nuovi superiori, alle nuove legittime autorità nominate dalla Sante Sede e hanno accolto con spirito di vera obbedienza e di fede il commissariamento.

b) Esistono poi i manelliani puri, i farisei-fanatici e anche settari, quelli che odiano il commissariamento e cercano mediaticamente e non mediaticamente di vendicarsi del presunto abuso subito. Sono coloro che, in qualche modo, in buona fede o in mala fede non lo sappiamo, hanno assurdamente (e scioccamente) vincolato e condizionato la propria fede a Manelli (come se questa persona entrasse dentro gli articoli del loro Credo). Da come hanno dimostrato fin ora, per loro pare che se cade Manelli, cade anche la loro fede. Per questi “talebani” non possiamo prevedere quali saranno le loro eventuali abnormi e diversificate reazioni. Sappiamo di ex frati ed ex suore uscite dall’allevamento manelli che in seguito hanno mostrato un rifiuto per la pratica della fede. Cosa farà questo zoccolo duro, non lo sappiamo. Preghiamo per la loro conversione. In ogni caso la Chiesa avrà fatto il suo dovere di distruggere l’idolo, così come Mosè, davanti al popolo idolatra fece polverizzare col fuoco il vitello d’oro. In ogni caso bisogna mettere in guardia da chi invece di servire la Chiesa, si serve della Chiesa per i propri interessi di cassetta, quali che siano. A questo proposito va rilevato che il pericolo di allontanarsi dalla Chiesa o dalla pratica potrebbero correrlo anche coloro che non sanno nulla dei veri motivi del commissariamento, non hanno nemmeno una qualche idea non solo dei panni sporchi, ma dell’esistenza dei panni sporchi (quelli ad esempio che pensano ingenuamente che l’Istituto è solo perfetto, fatto di soli angeli e di gente impeccabile, che Manelli è l’unico vero sacerdote, che i frati e le suore sono gli unici veri religiosi, che manelli sarebbe il grano, invece della zizzania, ecc.). Se questa vicenda del commissariamento si dovesse concludere con una condanna, tutte queste persone che, probabilmente, già non hanno una buona formazione di fede di base, potrebbero, forse, per questo allontanarsi dalla Chiesa o dalla sua pratica. Se, come è giusto, dobbiamo occuparci dei fragili e dei deboli, abbiamo il dovere di prepararli, in qualche modo, a qualunque sia la decisione finale della Santa Sede.

c) Esiste poi una fascia di manelliani meno fanatica, più disposta realmente a riflettere e a fare verità e a prendere in considerazione con onestà le prove che verranno fornite. È una fascia di persone più mature non ossessionate o accanite a legare la loro fede a Manelli ma sinceramente legate solo all’ottimo binario francescano mariano kolbiano autentico. Per inciso diciamo che questa è anche la nostra posizione, di noi che amiamo anche il vero francescanesimo, il S. Rosario, la penitenza, la Tradizione, la meditazione, la S. Messa tridentina, l’apostolato kolbiano, ecc.

Di lato a questa parte migliore degli FI, c’è poi tutta una folla di persone o che non sanno nulla del problema specifico o che, in questi due anni, è stata bombardata, in qualche modo, dalla campagna di disinformazione mediatica, operata dai manelliani, campagna che si è incentrata soprattutto nel riversare sulla Santa Sede e sui suoi legittimi nominati fango, delegittimazione, insulti, falsità, letture ideologiche, sparate pubblicitarie, attacchi squinternati, ecc. usando vari mezzi e vari modi. Pensiamo a quanti ignari amici dei manelliani sono stati coinvolti e manipolati che magari hanno firmato le loro petizioni alla Pannella, solo perché pressati dai loro amici aderendo così inavvertitamente alla loro colpevole campagna di disinformazione.
Di fronte a questo scenario si pongono due soluzioni.

a) PRIMA SOLUZIONE. Mandare materiale solo alla Santa Sede e poi ritirarsi nei propri bunker, disinteressandosi di tutto il veleno mediatico e non mediatico spruzzato dai manelliani, lasciando che essi, in qualche modo, influenzino e plagino altri e a volte tanti) ingenui. Dobbiamo lasciare che essi continuino a manipolare e a plagiare questa fascia ampia di persone, senza fare nulla? Certamente no! Allora cosa fare?

b) SECONDA SOLUZIONE. Fermo restando che le testimonianze vanno inviate innanzitutto alla Congregazione (e per conoscenza ai suoi legittimi nominati) e che per nessun motivo possiamo scavalcare l’azione della Santa Sede perché con essa dobbiamo sempre lavorare in comunione ed in obbedienza, resta però una fascia di operazione, un settore d’intervento che ci consente di intervenire sia sulla folla di persone manipolata dalla disinformazione manelliana, sia sulle varie bufale da essi prodotte per colpire e calpestare l’azione di commissariamento della Santa Sede.

In questa prospettiva e solo in questa fascia operativa riteniamo che siano necessari due tipi interventi: 1) Contestare apertamente sempre con fatti e documentazione rigorosa (mai con qualunquismo o insulti come fanno spesso i manelliani) le numerose bufale prodotte dai manelliani e operare per denunciare e smascherare la mentalità farisaica-fanatica ed anche settaria (come hanno rilevato sia ex frati che perone che conoscono bene l’ambiente) che sta sotto e che è l’anima di questa loro azione scorretta e non onesta. 2) Ogni tanto, a modo di flash, solo da parte di chi conosce bene il problema o solo da parte di chi ha vissuto personalmente sulla propria pelle, abusi, ritorsioni, minacce, trattamenti ingiustificati o di chi ha visto e sentito ciò che è incompatibile non solo con la vita francescana ma proprio con la vita cristiana, deve cominciare, (col contributo di persone mature e coraggiose, non schiave del plagio manelliano), a uscire fuori qualcosa dei vari “panni sporchi” dell’Istituto sia per dare l’idea esatta che non solo il commissariamento è giusto e sacrosanto, ma che finora ha detto (per carità) probabilmente solo poco della montagna di masserizie che va rimossa. Pensate al bene che fa questo nostro gruppo facebook. A parte gli interventi qualificati dei vari autori che vogliono solo offrire i criteri di giudizio per valutare bene la situazione dell’Istituto, ma si pensi alla nostra stimata Ellen la quale prima dell’esistenza del nostro gruppo stava da parte, poi ha conosciuto questa nostra finestra informativa e ha deciso, spontaneamente (non abbiamo bisogno di andarci a cercare testimonianze, ce ne sono già tante che riguardano 20 anni della vita di quest’Istituto e che aspettano solo l’occasione di avere a disposizione un microfono) ripeto ha deciso di intervenire spontaneamente con le sue semplici ma incisive riflessioni o con la testimonianza di fatti concreti e oggi ha maturato la decisione di spedire alla Congregazione una relazione completa e documentata. Perché questo non potrebbe o dovrebbe accadere anche con altri che pure sanno, hanno visto, ma stanno ancora da parte?

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