La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

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SOCCI COME DE MATTEI: UN ALTRO DOTTOR AZZECCAGARBUGLI

antonio-socci

SOCCI PERDE LA TRAMONTANA. Ci riferiamo all’ennesimo articolo diffamante nei riguardi del Papa e del Card. Aviz, uscito sul quotidiano “Libero” di domenica 7 settembre 2014, p. 1 e p. 17. Socci mette insieme cose diverse e ne offre collegamenti lontani dalla verità. Per questo il personaggio manzoniano che ci viene alla mente è il dottor Azzeccagarbugli, ma solo per quella sua arte di dimostrare bianco il nero e nero il bianco. Azzecca (mettere insieme) Garbugli (“cose non giuste”, cose che non c’entrano niente tra loro). Socci con disonestà giornalistica monta ad arte un “casus belli” che non sta in piedi, “taglia e cuce” cose che non c’entrano tra di loro e dimostra ignoranza del Codice di Diritto Canonico della Chiesa.

Dimostriamo perché “azzeccagarbugli” e perché, almeno su questo tema, è incompetente.

1) A suo tempo i tre sandinisti furono sospesi a divinis, non perché esponenti della T.d.L., ma perché come preti e religiosi, erano implicati direttamente in un governo politico. L’OGGETTO DIRETTO E IMMEDIATO DEL PROVVEDIMENTO CANONICO era infatti il loro implicarsi direttamente in un’azione politica di governo. Il Codice di Diritto Canonico della Chiesa vieta a preti e religiosi di presentarsi candidati e farsi eleggere in partiti politici, ancora di più di assumere incarichi di governo. La pena canonica è applicata ai sacerdoti che accedono a cariche politiche (can 285, § 3; can 287, § 2). Nel 1985 don Gianni Baget Bozzo, fu sospeso a divinis perché era stato eletto europarlamentare per il Partito Socialista Italiano. Se Socci non conosce il codice di diritto canonico, sarebbe bene lo leggesse, prima di scrivere un articolo con macroscopiche disinformazioni.

2) A suo tempo i quattro vescovi lefebvriani sono stati scomunicati solo perché nessun vescovo può ordinare altri vescovi senza la Bolla pontificia, cioè senza l’esplicita approvazione del Papa. L’OGGETTO DIRETTO E IMMEDIATO DEL PROVVEDIMENTO CANONICO era il loro aver infranto una legge della Chiesa. “Il vescovo che senza mandato pontificio consacra un altro vescovo senza mandato pontificio e lo stesso vescovo appena consacrato incorrono nella scomunica “latae sententiae” riservata alla Santa Sede” (can. 1382). Quindi anche il quel caso la scomunica non scattò per le loro dottrine, ma per il gravo atto scismatico che avevano, oggettivamente, posto in atto. Come si vede né nel primo caso, né nel secondo caso le sanzioni canoniche hanno riguardato DIRETTAMENTE le dottrine dei sanzionati, altrimenti essi, sia il primo che i secondi, dovrebbero stare ancora sotto scomunica.

Nel caso di D’Escoto si è trattato SOLO DI UN ATTO DI CLEMENZA del Papa Francesco (fermo restando la condanna della dottrina della teologia della liberazione) nei riguardi di un uomo molto anziano e molto malato che ha chiesto di poter celebrare Messa prima di morire.
«Il Santo Padre – così dice il testo della notifica vaticana datata primo agosto e riportata nei giorni scorsi dalla congregazione – ha dato il suo benevolente assenso perché padre Miguel sia assolto dalla sanzione canonica che gli era stata inflitta e lo affida al superiore generale dell’istituto (Maryknoll) ai fini di accompagnarlo nel processo di reintegrazione nel ministero sacerdotale».

Nel caso dei vescovi lefebvriani, si è trattato SOLO DI UN ATTO DI CLEMENZA di Papa Benedetto XVI, per favorire il dialogo. Ma né nel primo caso, né nel secondo caso il provvedimento ha riguardato lo sdoganamento delle rispettive dottrine, tant’è vero che per il lefebvriani è stato necessario una verifica dottrinale successiva, attraverso colloqui dottrinali per una valutazione della Chiesa delle posizioni della FSSPX e lo stesso Benedetto XVI precisò che, nonostante la remissione della scomunica, i lefebvriani non possono operare nella Chiesa perché non hanno ancora un riconoscimento canonico.

Per la teologia della liberazione rimangono inalterate le condanne e i pronunciamenti dottrinali del Card. Ratzinger e di Giovanni Paolo II.

In tutti e due i casi IL PAPA NON HA TOLTO LA PENA CANONICA ALLE DOTTRINE, ma ha tolto i provvedimenti canonici NEI RIGUARDI SOLO ED ESCLUSIVAMENTE DI QUELLE SINGOLE PERSONE (D’Escoto, i quattro vescovi lefebvriani). SONO SOLO LE LORO SINGOLE PERSONE che non hanno più sanzione canonica, indipendentemente dalle loro dottrine, perché la scomunica riguardava, a suo tempo, solo i loro comportamenti anti-ecclesiali. Essi, sia D’Escoto che i vescovi lefebvriani, verosimilmente hanno continuato a pensare come prima, a seguire la dottrina di prima. Nessuno dei due, dopo la remissione della sanzione canonica, ha modificato la sua dottrina. Nonostante dunque si tratti di campi notevolmente differenti tra loro, i casi, (per quanto riguarda solo la remissione dei provvedimenti disciplinari), sono simili.

3) Che c’entra allora, come fa Socci insinuare che la scomunica è stata tolta per complicità del Papa con la Teologia della Liberazione?
Di fatto Socci mette in testa ai lettori l’idea che il Vaticano (in pratica secondo lui il Papa reo di non aver chiesto prima a Socci il permesso per togliere la scomunica!!!!!) avrebbe praticamente riabilitato la Teologia della liberazione e il Card Aviz sarebbe il complice di questa azione truffaldina. Poi cita Clodoveo Boff che riconosce la giustezza delle posizioni della Chiesa contro la falsa teologia della Liberazione per dimostrare che Papa Francesco vuole uccidere quanto fatto da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, almeno in questo campo. In realtà i manelliani, utilizzando vari complici-spalleggiatori, cercano di impedire alla Congregazione di fare il suo dovere: ogni volta infatti che la Congregazione prende un provvedimento esce un articolo-fango, esce una bufala che mira a colpire i legittimi pastori, a dipingerli come mostri o come disonesti, delegittimare

4) In realtà tutto il disappunto di Socci per D’Escoto (il cui pensiero e le cui azioni noi disapproviamo in toto) è solo lo sgabello per imporre un illecito scoop mediatico pro-manelli, un colpo che mira a provocare il solito farfugliamento salva-santone-manelli. Si tratta di manipolare le informazioni per poi insinuare (ma non è invece un gridare?) che il Papa e la Congregazione sono degli imbroglioni, dei disonesti, che stanno facendo tutto senza motivo e senza prove. Affermazioni gravi di cui dovrebbero rispondere. “Chi pubblicamente suscita rivalità e odi DA PARTE DEI SUDDITI CONTRO LA SEDE APOSTOLICA O L’ORDINARIO PER UN ATTO DI POTESTÀ O DI MINISTERO ECCLESIASTICO, OPPURE ECCITA I SUDDITI ALLA DISOBBEDIENZA NEI LORO CONFRONTI, sia punito con l’interdetto o altre giuste pene” (can 1373). Noi non possiamo accettare, da parte di un cattolico, questi atteggiamenti anti-ecclesiali.

5) Può darsi che con l’avanzare dell’età Socci non sia più lucido come in gioventù e che si trovino in una fase calante quella bella razionalità e quelle buone disposizioni che gli abbiamo sempre riconosciuto in gioventù. Pregheremo per lui perché le ritrovi.

6) E poi quelle affermazioni sofistiche fatte di impressioni emotive: Manelli santo? Ma dove sta scritto? Ma chi lo ha detto? Ma chi è lui per dirlo? Per noi cattolici questa è un giudizio che spetta solo ed esclusivamente alla Chiesa. Si tratta, in questo, chiaramente di un abuso e di vana credulità !!!!

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5 commenti

  1. laiciffi ha detto:

    Riccardo Piccarreta ————————————— La tecnica è di quelle più settarie: si cerca di colpire la Chiesa nei suoi legittimi pastori, come se fossero degli estranei da combattere, dei nemici da colpire, degli avversari da eliminare e tutto questo la dice già lunga sulla pessima formazione di base che almeno i discepoli del santone di Frigento hanno ricevuto. Si tenta di colpire la Chiesa nei suoi legittimi pastori allo stesso modo che nei mercati multinazionali si colpisce il concorrente sgradevole (sic!) per eliminarlo e vendere così solo la propria merce a prezzo quindi unico perché è l’unica merce sul mercato. Dietro tutto questo c’è una chiara deviazione almeno ecclesiologica!

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  2. laiciffi ha detto:

    Riccardo Piccarreta ——————————————– RIPORTO UN OTTIMO COMMENTO PUBBLICATO SU RISPOSTA CRISTIANA Risposta Cristiana ha condiviso la foto di Gianluca Barile.
    4 ore fa
    Condivido al 100%
    Socci ha iniziato un gioco al massacro verso la persona di Papa Francesco, che ferisce profondamente il volto della Chiesa e aggiunge nuovi chiodi alle mani e ai piedi di Cristo in Croce. Se Socci è diventato uno scismatico, lo dica apertamente. Ma non sostenga più di essere un cattolico in comunione con la Chiesa. Perché di cattolico, nelle sue accuse al Papa, non c’è proprio nulla. Un vero cattolico può anche arrivare, per assurdo, a criticare il Papa, ma sempre con rispetto e mai con l’arroganza che sta manifestando Socci in queste settimane. L’ultima esternazione di oggi, con cui Socci invita il Papa ad uscire dalla Chiesa, è l’atto definitivo di chi, in preda a un delirio di onnipotenza, pensa davvero di avere l’autorità e l’autorevolezza di poter giudicare e condannare il Vicario di Cristo! Caro Socci, te l’ho già scritto e te lo ripeto: sfortunatamente per te, la Chiesa non è tua, ma di Cristo. E il Vicario di Cristo non sei tu. Fattene una ragione e smettila di fare l’anti-Papa: un giorno sarai chiamato a rispondere, davanti al Tribunale di Dio, della tua disobbedienza, della tua superbia, delle tue offese al Papa, della divisione che stai seminando e delle bestemmie contro lo Spirito Santo che pronunci ogni volta che insulti il Papa voluto dalla Divina Provvidenza!
    Foto: Socci ha iniziato un gioco al massacro verso la persona di Papa Francesco, che ferisce profondamente il volto della Chiesa e aggiunge nuovi chiodi alle mani e ai piedi di Cristo in Croce. Se Socci è diventato uno scismatico, lo dica apertamente. Ma non sostenga più di essere un cattolico in comunione con la Chiesa. Perché di cattolico, nelle sue accuse al Papa, non c’è proprio nulla. Un vero cattolico può anche arrivare, per assurdo, a criticare il Papa, ma sempre con rispetto e mai con l’arroganza che sta manifestando Socci in queste settimane. L’ultima esternazione di oggi, con cui Socci invita il Papa ad uscire dalla Chiesa, è l’atto definitivo di chi, in preda a un delirio di onnipotenza, pensa davvero di avere l’autorità e l’autorevolezza di poter giudicare e condannare il Vicario di Cristo! Caro Socci, te l’ho già scritto e te lo ripeto: sfortunatamente per te, la Chiesa non è tua, ma di Cristo. E il Vicario di Cristo non sei tu. Fattene una ragione e smettila di fare l’anti-Papa: un giorno sarai chiamato a rispondere, davanti al Tribunale di Dio, della tua disobbedienza, della tua superbia, delle tue offese al Papa, della divisione che stai seminando e delle bestemmie contro lo Spirito Santo che pronunci ogni volta che insulti il Papa voluto dalla Divina Provvidenza!

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  3. carmelo dini ha detto:

    Affaritaliani 7 ottobre 2014 (Editoriale)
    “Non è Francesco” non è la canzone di Battisti
    “Non è Francesco” non è la canzone di Lucio Battisti cantata da una donna o da un omosessuale, è il nuovo libro di Antonio Socci. Al giornalista, questo papa buono e intelligente non va a genio, non gli piace.
    Il 27 aprile del 2008 Antonio Socci, in un articolo su Libero, riferì che rilasciando un’intervista su padre Pio al New York Times, rimase colpito dalla reazione sbigottita di Ian Fisher”, suo collega del giornale americano. Ma chi, conoscendo il Vangelo e il significato del sacrificio cristiano, non si meraviglierebbe sentendosi dire da Socci che padre Pio “primo (e unico) sacerdote stigmatizzato dopo Gesù Cristo…è un alter Christus”? A Socci sfuggivano due sostanziali differenze. A Gesù le ferite (nei polsi, non nel palmo delle mani) furono inflitte dagli uomini. A Padre Pio le dolorose ferite (nel palmo delle mani) sarebbero state inflitte dal Signore, il che è un po’ come bestemmiare. Il sacrificio di Cristo aveva uno scopo preciso e necessario (cfr Lc 17, 25): la salvezza dell’umanità. Il “sacrificio” di padre Pio non era necessario ed era perfettamente inutile. Forse Socci potrebbe comprendere la differenza (ma non è facile) se pensasse, tanto per fare un esempio, al sacrificio di San Massimiliano Kolbe, il quale ad Auschwitz offrì la sua vita in sostituzione di un padre di famiglia. Tra il fine del sacrificio di Cristo e il fine del sacrificio di padre Kolbe c’è somiglianza reale.
    Nel marzo dl 2011, Antonio Socci, in un articolo sempre su Libero, certissimo che le ragazzine di oggi abbiano ancora pregiudizi medioevali, e siano persuase che sessualità (soprattutto se femminile) e peccato s’identifichino, decise che la brutta vicenda della sventurata tredicenne di Brembate fosse identica a quella di Maria Goretti. In realtà, la santa si difese perché temeva di fare peccato, e occorre davvero tanta fantasia per immaginare che una ragazzina dei tempi d’oggi, rifiuti le prepotenze di un uomo perché teme che Dio non voglia. Significa offendere la loro dignità. Le donne, fatte oggetto di prepotenze da parte degli uomini, difendono la propria persona. Ma Socci, che difficilmente ne azzecca una quando affronta temi religiosi, arrivò a scrivere: “E’ eroico oggi essere cristiani. Come è eroica la purezza”. Capito? Yara non difese la sua persona, ma la sua purezza!
    Ora, uno che scrive queste cose, uno persuaso che santi e Madonne accompagnino i loro miracoli con profumi di viola, lavanda e gelsomino, uno che crede alle apparizioni della Madonna “postino” (definizione data da papa Francesco) di Medygiugorje; uno che scambia le corbellerie di tre pastorelli analfabeti per profezie, uno, insomma, che del Vangelo ha capito poco, come può scrivere un libro per criticare Papa Francesco? Come può scrivere, nella Premessa al libro, riguardo a questo papa buono e intelligente: “Ma come dobbiamo interpretare il segnale dato al mondo di lassismo e di resa nei confronti dei nuovi costumi sessuali della società e dello sfascio dei principi morali e delle famiglie?”?
    Renato Pierri

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  4. […] Lo scopo finale delle richieste d’incardinazione in Diocesi appare chiaro: è la costituzione di una piattaforma di lancio, magari off shore come quella dell’Arcidiocesi di Lipa nelle Filippine o in diocesi di minoranza cattolica come in Inghilterra,  per raggruppare chierici ordinati in sacris ed ex seminaristi FFI nella speranza di un ribaltone nell’attuale governo della Chiesa universale che può solo contare su miraggi mentali ai quali non si sottraggono polemisti come Antonio Socci nel suo recente e noiosissimo libro “Non è Francesco”. […]

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