La verità sul Commissariamento dei Frati Francescani dell'Immacolata

Home » Generale » AD ANTONIO SOCCI: ASCOLTA ANCHE L’ALTRA CAMPANA

AD ANTONIO SOCCI: ASCOLTA ANCHE L’ALTRA CAMPANA

antonio-socci-2

Caro Antonio Socci

Ti abbiamo sempre seguito con attenzione e interesse (siamo un gruppo di catechisti). Abbiamo stimato, apprezzato e divulgato il tuoi ottimo libro sul Quarto segreto di Fatima. Seguiamo la tua lodevole difesa della cultura e della civiltà cristiana (La guerra contro Gesù. Il genocidio censurato. La dittatura anticattolica. I nuovi perseguitati, ecc.) . Abbiamo pregato per tua figlia.

Ma siamo rimasti sorpresi e un pò dispiaciuti per il tuo attacco unilaterale, a testa bassa e con i paraocchi, del commissariamento dei francescani dell’immacolata. Se ci sono stati provvedimenti così seri è perché ci sono “panni sporchi” seri in quell’Istituto, dietro la facciata esterna perbenistica e perfettina.
Ti chiediamo: forse non hai nessuna fiducia nell’azione della Santa Sede? Credi anche tu che il papa sarebbe un massone(quando persino i massoni lo hanno escluso come loro piano)? Che il Card Aviz e il Vescovo Garballo, sarebbero dei corrotti (almeno dottrinalmente)? Che il Commissario Volpi sarebbe un incompetente telecomandato? Che i cosiddetti “traditori” o “ribelli” (come con disprezzo li chiamate) non sono per niente anche portavoci di tanti che avevano paura di parlare, in un Istituto che esercita un controllo oppressivo e capillare su tutto e tutti? Credi anche tu che nella Chiesa odierna ci sarebbero solo eretici ed apostati, tranne coloro che li denunciano? Credi tu che la Chiesa sarebbe finita e si sarebbe rifugiata, in qualche modo, solo nella FSSPX, oppure solo tra i manelliani, o solo nei neocatecumenali, solo in CL, o quanto altro?
Con tutto il rispetto, noi pensiamo che ad un’azione difficile e concreta della Santa Sede, non si risponde criminalizzandola a priori, come se non fosse giustificata in sé, contraddicendo così sia l’autorità e i compiti della Santa Sede, sia il fatto che, non avendo la competenza per giudicare, bisognerebbe astenersi da ogni valutazione almeno fino a indagini concluse.
Rispondere al commissariamento, alzando un polverone mediatico e una fabbrica di delegittimazione e di insulti sul Commissario (e quanti altri lavorano in questa indagine) fa pensare che qualcuno abbia interesse a confondere ed impedire l’indagine stessa, ad inquinare le prove, a convincere la gente che la Santa sede sarebbe gestita da persone incompetenti, stupide, irresponsabili che avrebbero attuato tutto questo senza addirittura avere in mano prove concrete e riscontri oggettivi. Ma ti sembra plausibile?

Non è giusto fomentare continuamente risentimento verso i responsabili attuali dell’indagine, perché con questa martellante e chilometrica opera di denigrazione si opera, di fatto, un linciaggio mediatico. Bisogna essere giornalisticamente onesti: pubblica, ogni tanto, anche i comunicati ufficiali che sono pubblicati sul sito ufficiale dei francescani dell’immacolata e dai spazio anche ai commenti critici sulle sparate di De Mattei e compagni suoi che sono pubblicati sui soliti siti tradizionalisti (se non lefebvriani o addirittura sedevacantisti); o perlomeno indica alle persone che, su questo tema, ci sono anche altre campane. La Santa Sede non è tenuta a fornire motivazioni a nessuno durante le indagini, (come si fa anche nelle indagini della magistratura) solo a comunicare le decisioni finali al termine dell’istruttoria, anche per evitare inquinamenti di prove in cui Manelli è abilissimo. Tutti dobbiamo avere l’umiltà di aspettare il termine del procedimento.
Non è facile, oggi, all’autorità competente eliminare il fariseismo di frati e suore, ben descritto in un intervento [‘Tutto era perfetto, poi siete arrivati VOI e avete rovinato tutto (dove il Voi, ricordiamolo, sono … incaricati dalla Chiesa cattolica, ovvero la stessa Chiesa a cui l’ex seminarista e i suoi maestri devono obbedienza) questo ‘argomentare’ francamente esagitato e paranoico…/…./ mi sembra di sentire parlare uno a cui sia stata insegnata (inculcata) questa idea base: “extra FFI nulla salus. La vera Chiesa è qui, fuori c’è solo errore modernismo e dannazione. E chi ci è contro di noi, è sicuramente mosso da Satana]. Non è facile, oggi, all’autorità competente, eliminare il culto delirante e fanatico della personalità del fondatore, l’isolamento e la segregazione psicologica di frati e suore dentro l’Istituto, una struttura dotata di controllo assoluto e dispotico sugli adepti, una cappa di segreto rigido per nascondere la vita parallela dell’Istituto, il terrore nevrotico dell’inferno minacciato per niente, il disprezzo e l’esclusione totale di chi va via, la calunnia sistematica e la diffamazione di chi rivolge critiche all’intoccabile Manelli o all’infallibile Istituto.
Bisogna ringraziare P. Alfonso e il Commissario Volpi per il lavoro di pulizia che stanno compiendo in mezzo al veleno mediatico – e non solo mediatico – schizzato, quasi ogni giorno, dagli adepti di Manelli, spalleggiati da siti compiacenti e conniventi contro la Santa Sede. Dove sono le lettere di tanti, di troppi, che dopo essere stati in quest’Istituto, hanno denunciato le sue distorsioni e deviazioni? Grazie a Dio, da quando c’è stato il Commissariamento, tante di queste lettere-verità vengono inviate direttamente alla Santa Sede, l’unica che è titolata a fare indagini, a valutare i fatti e a prendere decisioni competenti e autorevoli. Noi pensiamo che il continuo lavoro di denigrazione del lavoro del Commissario e della Santa Sede, il continuo cercare di farli apparire, di volta in volta, imbecilli, incompetenti, disonesti e intenti a demolire il falso paradiso terrestre Manelli, il continuo e accanito linciaggio mediatico del Commissario, del segretario, della Congregazione dei Religiosi, a chi anche non sapesse nulla della faccenda, col solo rigore del buon senso, farebbe capire che i manelliani, mandanti di questi linciaggi, hanno paura che si scoprano le malefatte interne all’Istituto e fomentano l’infangamento dei commissari solo come ultimo tentativo disperato di depistare le indagini. Una reazione così abnorme, scomposta, esasperata e direi invasata, dovrebbe, già di per sé, far riflettere sulla cedibilità dei loro interventi. Se fossero così immacolati come si dipingono, nessun commissariamento dovrebbe far loro paura perché sarebbero certi di uscire puliti da qualsiasi indagine. Il fatto che cerchino invece di impedirle, puzza moltissimo.
L’unica posizione veramente saggia sarebbe stato il rispettoso silenzio mediatico in attesa che la Santa Sede completasse le indagini e fornisse conclusioni e motivazioni ufficiali (come ha fatto nel caso di Marciel Maciel Degollado e con altri simili). Lasciate che il Commissario faccia il suo lavoro. Invece creare il polverone, attaccare quasi quotidianamente la Santa Sede, in mille modi, espliciti o subdoli, insultare chi indaga, minacciare in mille modi il segretario e il Commissario, ecc. è azione scorretta e disonesta.
I sostenitori di Manelli invocano carità e misericordia per Manelli e i manelliani, mentre invece pubblicano e aizzano quasi ogni giorno insulti e fango nei confronti del Commissario P. Volpi, di P. Bruno, del Card. Aviz, della Visitatrice, ecc. Questo veleno è spruzzato persino su giornali nazionali (Il Foglio, Libero, Corriere della Sera, ecc.). Come mai per loro la carità e la misericordia non valgono?
La Santa Sede è l’unica competente (solo la Santa sede ha le prove e conosce tutte le testimonianze e le denunce) e quella che ha l’autorità gerarchica più alta, dopo il Papa. Non è tenuta a dare alcunché a chiunque, soprattutto all’opinione pubblica perché faccia il processo in piazza o sui giornali. Se proprio ne vuoi parlare, almeno dai spazio anche a chi ritiene che l’azione della Santa Sede sia sacrosanta, giusta e opportuna, forse solo un pò in ritardo perché in quell’Istituto i problemi seri e gravi che riguardano tutta la vita dell’Istituto e non solo la messa tridentina (come vi accanite a pensare) esistono da parecchio tempo.
Abbiamo voluto avere fiducia nel giornalista che conosciamo.
Abbiamo cercato di inviare sul tuo sito una critica all’ultimo intervento di De Mattei, ma tu o qualcuno altro, lo avete cancellato. Lo rispediamo – in allegato – nella speranza che questa volta venga accolto meglio.

con stima Riccardo

Annunci

1 commento

  1. […] universale che può solo contare su miraggi mentali ai quali non si sottraggono polemisti come Antonio Socci nel suo recente e noiosissimo libro “Non è […]

    Mi piace

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: